Giorno: 21 Dicembre 2020

moni-ovadia

Ilaria Baraldi:
Lettera a Moni Ovadia

da: Ilaria Baraldi

Gentilissimo Moni Ovadia

ho seguito con interesse il suo saluto alla presentazione del rapporto dei diritti globali della Società INformazione onlus di pochi giorni fa.
Anche in questa occasione, come in altre nel recente passato, Lei ha giustamente richiamato l’attenzione sulla vicenda di Giulio Regeni, sulla necessità di non dimenticare e, anzi, di coniugare le azioni simboliche ad azioni concrete perchè i diritti fondamentali siano davvero tali, siano cioè fondativi, ossia rappresentino l’ossatura di ogni civile comunità.
In un altro messaggio, a tre anni dall’omicidio di Giulio Regeni, richiamava le madri di Plaza de Mayo e il loro “non dimenticheremo mai”, per ricordare che occorre esserci sempre, con tutto il nostro impegno.
Da pochi giorni Le è stato affidato un ruolo importantissimo, non di solo prestigio: quello di Direttore del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara.
Come uomo di Cultura sa quanto la manifestazione anche simbolica, la rappresentazione anche fisica, siano testimonianza di quel “non dimenticheremo”, siano un viatico per l’impegno concreto, che poi deve manifestarsi su altri e alti livelli.
Fino a pochi mesi fa, sullo scalone del Municipio era appeso lo striscione giallo che chiede verità per Giulio Regeni, poi rimosso per ragioni “estetiche” e mai più ricollocato.
Le scrivo per chiederLe di far tornare lo striscione, appenderlo al Teatro da Lei diretto, affinché tutte e tutti possano tornare a vederlo e a ricordare.
Finchè Giulio Regeni e la sua famiglia non avranno la verità che meritano, finchè quella verità non sarà proprietà collettiva, bene comune, è giusto continuare a manifestarne anche simbolicamente la ricerca.
La ringrazio sin d’ora per l’attenzione che vorrà dedicare a un tema così importante per tantissime persone ferraresi
Ilaria Baraldi 
consigliera comunale

 

IUS SOLI:
IL “SI” INCONDIZIONATO DEGLI ADOLESCENTI

Da: Ufficio stampa. Mediatyche – Compagnia di Comunicazione

Se dipendesse dagli adolescenti, lo “ius soli” sarebbe già una realtà. Per loro “integrazione culturale” significa “conoscere e rispettare le culture di tutti”. Le confortanti opinioni delle nuove generazioni emergono dall’indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia che viene realizzata ogni anno da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD. Tra le note dolenti gli episodi di razzismo che comunque sono frequenti anche tra adolescenti.

 Milano, 18 dicembre 2020 – “Secondo te è giusto che un bambino nato in Italia abbia la cittadinanza italiana anche se i suoi genitori non sono di origine italiana e non hanno la cittadinanza italiana?” A rispondere “sì” è stato l’80% degli adolescenti coinvolti nell’indagine di Laboratorio Adolescenza – IARD (campione nazionale rappresentativo di 2100 studenti delle scuole medie superiori) e la percentuale sale all’88% se si considerano solo le risposte delle ragazze. Così come l’80% afferma che integrazione culturale significa conoscere e rispettare le differenti culture, a fronte di uno sparuto 4% che ritiene che l’integrazione passi attraverso il cercare di dimostrare che la propria “cultura” sia la migliore. Ma gli adolescenti vanno oltre, e il 79% ritiene giusto che anche chi non ha la cittadinanza italiana, ma vive in Italia con regolare permesso di soggiorno, abbia gli stessi diritti dei cittadini italiani nell’accedere ad asili, scuole e posti di lavoro. Solo l’8% (5,7% delle femmine) ritiene, invece, che i cittadini italiani debbano comunque avere un trattamento preferenziale.

“Una maggioranza schiacciante – commenta Maurizio Tucci, Presidente di Laboratorio Adolescenza – che ci fa immaginare, presto, un’Italia migliore e finalmente consapevole che il futuro del mondo passa per lo sgretolamento di ogni “muro”, fisico o mentale, che tenti di dividerci. Nel “male” lo ha dimostrato, in questo terribile 2020, un virus che ha annientato il concetto stesso di confine tra Stati, nel bene lo dimostrano le nuove generazioni naturalmente aperte alla multiculturalità”.

L’unico “deficit” emerso dall’indagine è rappresentato da un 25% di “responder” che non ha saputo riconoscere (tra due sbagliate ed una giusta) la versione corretta dell’articolo 3 della nostra Costituzione (vedi tabella). Ma la reintroduzione obbligatoria nelle scuole di quella che una volta si chiamava “educazione civica” dovrebbe sanare la lacuna.

Tra le tre seguenti versioni dell’articolo 3 della Costituzione Italiana, qual è quella corretta?

Totale Maschi Femmine
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso e di opinioni politiche. 7,2 8,3 5,9
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. 71,2 65,6 77,2
Tutti coloro che hanno la cittadinanza italiana hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. 16,0 18,4 13,4

Ma al di là di diritti e doveri sanciti dalle leggi, qual è, all’atto pratico, l’atteggiamento degli adolescenti riguardo i loro coetanei di altre culture? In pratica: preferiscono avere rapporti di amicizia con persone che hanno le stesse origini culturali oppure no? Il 9,6% risponde sì “perché l’amicizia è più facile”, mentre sul fronte opposto l’11,7% preferisce relazionarsi con coetanei che hanno origini culturali diverse, perché “l’amicizia è più interessante”. Ma il risultato più “promettente” è rappresentato da quel 75,7% (81% delle femmine) che ha risposto “è indifferente”.

“Una “indifferenza” – sottolinea ancora Maurizio Tucci – che, una volta tanto, non denota disinteresse, ma certifica proprio il non considerare le “differenze” condizionanti, né in una direzione né nell’altra. Significa, non dar peso – nell’istaurare un rapporto di amicizia – ad origini culturali; significa, finalmente, integrazione non solo descritta o auspicata, ma compiuta.”

Sul fronte razzismo solo un quarto del campione ha affermato di non aver mai assistito o vissuto episodi di razzismo tra i suoi coetanei. Circa la metà del campione, invece, li ha vissuti (direttamente o indirettamente) qualche volta (34%) o spesso (12,2%). E se il 75% considera il razzismo “inaccettabile sempre”, l’8.7% si “sfila” dicendo che è un problema che non lo riguarda e una infelice minoranza (13,1%) considera l’essere razzisti o meno una libertà che ciascuno deve poter esercitare.

“Negli ultimi anni – osserva Teresa Caputo, insegnante in un istituto superiore di Milano e membro del consiglio direttivo di Laboratorio Adolescenza – nelle scuole italiane è cresciuta sensibilmente la presenza di studenti di origine straniera, ormai di seconda generazione e questo ha portato ad una decisa riduzione degli atteggiamenti che denotano un pensiero razzista. Gli studenti hanno più consapevolezza di vivere in una società multiculturale e la condivisione quotidiana delle esperienze scolastiche favorisce il confronto tra coetanei. Sicuramente i progetti e le attività interculturali che le scuole continuano a proporre – afferma Caputo – contribuiscono alla riflessione sul significato del diverso e favoriscono l’integrazione”.

Save the Children: con le modifiche del Parlamento ai decreti sicurezza cancellata una brutta pagina nella storia dell’inclusione dei minori migranti nel nostro Paese

Da: Save the Children Italia

Dl immigrazione: Le  modifiche approvate dal Parlamento ai decreti sicurezza cancellano una brutta pagina nella storia dell’inclusione di bambini e adolescenti migranti nel nostro Paese

La conversione in legge del decreto emanato dal Governo rappresenta un passaggio positivo per rimuovere ostacoli nei percorsi di accoglienza e inclusione di minori migranti e neomaggiorenni

“Le modifiche ai decreti sicurezza approvate oggi definitivamente dal Parlamento rappresentano un passo importante e positivo per la rimozione degli ostacoli che da tanti mesi impediscono un’adeguata accoglienza dei nuclei familiari e dei neomaggiorenni, incidendo anche sul percorso di inclusione dei minori stranieri non accompagnati. Auspichiamo che ulteriori passi in avanti possano essere compiuti anche in futuro affinché ai minori migranti, tra cui coloro che vivono nel nostro Paese soli, senza adulti di riferimento al loro fianco, possa essere pienamente garantita tutta la protezione alla quale hanno diritto”, è il commento di Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, in seguito all’approvazione del nuovo decreto immigrazione.

Sin dal concepimento dei vecchi decreti sicurezza Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – ha segnalato in più occasioni le ripercussioni fortemente negative delle norme dei decreti sicurezza sulla vita e sul futuro dei minori migranti, accompagnati e non, e dei neomaggiorenni, sulla base anche delle constatazioni dirette derivanti dal lavoro che l’Organizzazione compie ogni giorno sul territorio per favorire percorsi di inclusione. Tra gli ostacoli maggiori, le difficoltà nei percorsi di inclusione derivanti dalla mancanza di iscrizione anagrafica e l’impatto delle norme restrittive sulla situazione dei neomaggiorenni e l’accoglienza inadeguata dei nuclei familiari

In particolare, Save the Children esprime soddisfazione per il cambio di passo nel sistema di accoglienza, che torna così ad accogliere i richiedenti asilo, compresi i nuclei familiari e i bambini, scongiurando il rischio che trascorrano molto tempo in grandi centri di accoglienza straordinaria nei quali è impossibile farsi carico adeguatamente dei bisogni e delle necessità dei minori. Allo stesso modo, è estremamente importante che il nuovo decreto prevede espressamente l’accoglienza nel sistema anche dei neomaggiorenni con un provvedimento di “prosieguo amministrativo” emanato dal Tribunale, mettendoli al riparo dal pericolo di ritrovarsi improvvisamente abbandonati al loro destino una volta compiuto il diciottesimo anno di età.

Tra le note dolenti delle modifiche apportate, spiega l’Organizzazione, vi è invece il termine di due anni prorogabili sino a tre per la conclusione dell’esame delle domande di cittadinanza. Tale termine non viene riportato fisso ai due anni previsti prima dei decreti sicurezza, un termine già di per sé molto lungo per i bambini e i ragazzi di seconda generazione che attendono una decisione cruciale da cui dipende molta parte del loro futuro in un paese in cui sono cresciuti e spesso anche nati. Una materia sulla quale da troppo tempo si continua ad aspettare una riforma, sottolinea l’Organizzazione. Inoltre, seppure le sanzioni previste risultino fortemente ridimensionate e sottoposte a una procedura con maggiori garanzie, non è stata eliminata la possibilità dei Ministeri dell’Interno, della Difesa e dei Trasporti di emanare un divieto di transito e sosta in acque territoriali per le imbarcazioni private per motivi di ordine e sicurezza pubblica, questo proprio mentre si continuano a registrare ripetuti naufragi nella sostanziale assenza di un sistema di intervento nei soccorsi da parte dell’Italia o dell’Unione Europea.

Tra le altre novità di rilievo previste dal nuovo testo, vi è poi il riconoscimento del diritto per i richiedenti asilo, inclusi i minori e i neomaggiorenni, di ottenere l’iscrizione anagrafica, novità che arriva anche a seguito delle decisioni giurisprudenziali prese in tal senso dall’introduzione del divieto di garantire la residenza. Grazie a questa modifica, sottolinea Save the Children, l’accesso a diritti fondamentali, a servizi pubblici essenziali, come l’assistenza sanitaria e sociale, e a opportunità reali come borse di studio e tirocini formativi non sarà più messo in discussione e non rischia più di rappresentare un ostacolo insormontabile nel percorso di integrazione di minori e neomaggiorenni.

“I minori sono prima di tutto minori, a prescindere dalla loro provenienza e dai motivi che li hanno spinti a cercare un futuro migliore in Italia. I bambini e gli adolescenti migranti che oggi si trovano nel nostro Paese hanno spesso affrontato viaggi lunghi e pericolosi e hanno pienamente diritto a ricevere protezione e accoglienza adeguate alla loro età e alla loro condizione di vulnerabilità. I decreti sicurezza non facevano che porre ulteriori ostacoli sulla via della loro inclusione sociale e per fortuna oggi questa brutta pagina nella storia dell’immigrazione nel nostro Paese è stata cancellata. Ma non possiamo limitarci ad esprimere soddisfazione perché c’è ancora molto da fare perché l’Italia garantisca in tutto e per tutto i diritti fondamentali dei minori, e in particolare di quelli non accompagnati, dando piena attuazione alla Legge Zampa”, ha proseguito Raffaela Milano.

Dall’esame del nuovo decreto immigrazione meritano di essere sottolineati, spiega ancora l’Organizzazione, la reintroduzione del silenzio-assenso previsto dalla stessa Legge Zampa in merito alla conversione del permesso per minore età in permesso per lavoro, studio o attesa occupazione, così come la priorità dell’esame della domanda di protezione internazionale presentate da persone vulnerabili e in particolare da minori non accompagnati.

Allo stesso modo, Save the Children apprezza l’ampliamento, previsto dal nuovo decreto, della definizione della “protezione speciale”, ora collegata al divieto di espulsione e respingimento in caso di rischi di tortura e trattamenti inumani e degradanti e al rispetto della vita privata e familiare, della protezione della salute e degli obblighi internazionali dell’Italia. Questo, assieme alla possibilità del rilascio del permesso per cure mediche per “gravi condizioni psico-fisiche o derivanti da gravi patologie” garantisce protezione, tra gli altri, ai neomaggiorenni che abbiano riportato gravi traumi durante il viaggio e che non abbiano i presupposti per la protezione internazionale.

Messa di Natale per la pace

Da: Andrea Ghisellini – Presidente Circolo della Stampa – Ferrara

Messa di Natale

Sarà dedicata alla Pace la speciale “Messa di Natale” organizzata dalla Curia e dal Circolo della Stampa di Ferrara martedì prossimo 22 dicembre nella chiesa di Santo Stefano (piazzetta St. Etienne, ore 18). La messa sarà celebrata da monsignor Massimo Manservigi, vicario della Diocesi di Ferrara.

Con l’aiuto della Curia, il Circolo della Stampa vuole così rinnovare una tradizione che risale alla metà degli anni Sessanta, quando i giornalisti ferraresi si ritrovavano in chiesa per incontrare la città e scambiarsi gli auguri.

A causa delle restrizioni in atto, non si terrà quindi il tradizionale Concerto di musica sacra con il soprano Mirella Golinelli ed i Polifonici della Schola Cantorum di Ozzano Emilia.

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 21 dicembre

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 1.594 nuovi positivi, di cui 811 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Oltre 88.000 i guariti da inizio pandemia (+416 da ieri)

Eseguiti quasi 8mila tamponi, 742 tamponi rapidi e 1.167 test sierologici. Quasi il 95% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 46 anni. 38 i decessi, nessuno a Parma

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 157.185 casi di positività, 1.594 in più rispetto a ieri, su un totale di 7.938 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 20%.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 811 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 297 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 489 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,1 anni.

Su 811 asintomatici, 407 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 47 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 7 con gli screening sierologici, 5 tramite i test pre-ricovero. Per 345 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 420 nuovi casi, poi Modena (259), Reggio Emilia (215), Ferrara (135), Rimini (133), Ravenna (110), Parma (86) e Piacenza (66). Poi Cesena (86), Imola (48) e Forlì (36).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 7.938 tamponi, per un totale di 2.431.885. A questi si aggiungono anche 1.167 test sierologici e 742 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 416 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 88.011.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 62.054 (+1.140 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 58.937 (+1.076), quasi il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 38 nuovi decessi: 2 a Piacenza (due donne di 77 e 93 anni),5 in provincia di Reggio Emilia (tre donne – di cui due di 93 e una di 95 anni – e due uomini di 65 e 75 anni), 3 nel modenese (due donne di 84 e 89 anni e un uomo di 94), 5 a Bologna (una donna di 99 anni e quattro uomini rispettivamente di 81,83,86 e 93 anni), 1 a Ferrara (una donna di 56 anni), 8 a Ravenna (quattro donne di 84, 87, 91 e 92 anni e quattro uomini di 71, 80, 83 e 85 anni), 2 a Forlì-Cesena (una donna di 86 anni e un uomo di 90), 11 a Rimini (6 uomini – di 80, 83, 86 e 90 anni e due di 85 – e 5 donne rispettivamente di 82, 94, 95 anni e due di 91) e 1 proveniente da fuori regione. Nessun decesso è avvenuto in provincia di Parma.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 7.120.

Stabili i pazienti ricoverati in terapia intensiva, che sono 203 (+2 rispetto a ieri), 2.914 quelli negli altri reparti Covid (+62).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 16 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 14 a Parma (invariato), 19 a Reggio Emilia (invariato), 39 a Modena (+3), 51 a Bologna (-1), 6 a Imola (-1), 17 a Ferrara (+1), 17 a Ravenna (invariato), 3 a Forlì (invariato), 1 a Cesena (invariato) e 20 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 14.413 a Piacenza (+ 66 rispetto a ieri, di cui 38 sintomatici), 12.368 a Parma (+86, di cui 67 sintomatici), 21.976 a Reggio Emilia (+215, di cui 95 sintomatici), 28.711 Modena (+259, di cui 139 sintomatici), 31.118 a Bologna (+420, di cui 194 sintomatici), 4.995 casi a Imola (+48, di cui 14 sintomatici), 8.114 a Ferrara (+135, di cui 26 sintomatici), 11.284 a Ravenna (+110, di cui 55 sintomatici), 5.475 a Forlì (+36, di cui 28 sintomatici), 5.326 a Cesena (+86, di cui 56 sintomatici) e 13.405 a Rimini (+133, di cui 71 sintomatici).

Covid, Bergamini (LEGA ER): “Idrossiclorochina, via libera dal consiglio di stato ma stop dalla regione: PD torni sui suoi passi”

Da: Fabio Bergamini, Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

COVID, BERGAMINI (LEGA): “IDROSSICLOROCHINA, VIA LIBERA DAL CONSIGLIO DI STATO MA STOP DALLA REGIONE: PD TORNI SUI SUOI PASSI”

BOLOGNA, 21 DIC – “La giunta Pd della Regione Emilia-Romagna torni sui propri passi e consenta l’attivazione dei protocolli sperimentali per la terapia domiciliare a base di idrossiclorochina”. E’ quanto chiede un’interrogazione presentata dai consiglieri della Lega della Commissione Sanità, Fabio Bergamini, Valentina Stragliati, Daniele Marchetti e Simone Pelloni, dopo che, nei giorni scorsi, la Giunta di via Aldo Moro aveva bocciato la risoluzione leghista sull’utilizzo dell’idrossiclorochina nella cura contro il Covid.

I leghisti, sulla scorta della sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di alcuni medici e reso così possibile la prescrizione del farmaco, avevano chiesto alla Giunta di via Aldo Moro di consentire l’avvio dei protocolli sperimentali per la terapia domiciliare a base di idrossiclorochina anche in Emilia-Romagna.

Un “no” quello della Regione che ha sorpreso persino il professor Alessandro Capucci di Bologna, esperto a livello internazionale di malattie cardiovascolari, già Direttore della Scuola di Specializzazione di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università Politecnica delle Marche in Ancona, e primo firmatario e relatore del lavoro scientifico derivato dal protocollo di cura realizzato ad aprile nell’area di Rimini su 350 pazienti che sono stati curati a casa da 58 dottori di base.

“Il paradosso ideologico del Partito democratico è reso ancor più manifesto e conclamato dal fatto che il professor Alessandro Capucci, nel corso di un recente evento online, ha incontrato l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, e, quando gli ha spiegato di essere uno dei firmatari dell’azione rivolta al Consiglio di Stato, ha incassato il plauso dell’assessore medesimo, probabilmente d’accordo con le valutazioni che gli aveva appena espresso il professore. Da qui la necessità che la Giunta ritorni sui propri passi e dia, finalmente, il via libera alla sperimentazione dei nuovi protocolli di cura a base di idrossiclorochina anche in Emilia-Romagna” concludono i consiglieri regionali.

Ospedale di Cento: attivo il servizio di Telecardio-counseling

Da: AUSL Ferrara

Ospedale di Cento: è attivo il servizio di Telecardio-counseling

L’educazione sanitaria a distanza dopo l’infarto cardiaco

Ferrara, 21-12-2020. La Cardiologia dell’Ospedale di Cento -sin dal 2013- organizza incontri di educazione sanitaria per la prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari in pazienti colpiti da infarto cardiaco.

A Marzo 2020, le misure di contenimento del contagio COVID-19, hanno imposto la sospensione degli incontri organizzati in un’aula dell’Ospedale SS. Annunziata di Cento attrezzata per ospitare 8-10 pazienti e familiari.

Il prof. Biagio Sassone Direttore delle Cardiologie Ospedaliere dell’Azienda USL di Ferrara confermando la ripresa di questa attività, ricorda che è “altamente qualificante per la nostra cardiologia, sfruttare l’opportunità che la telemedicina offre nel riformulare la modalità di offerta di questo servizio”.

Gli incontri -definiti di Telecardio-counseling- sono realizzati grazie a Internet e sistemi di comunicazione digitale che permettono a medico e pazienti di interagire a distanza in tempo reale. Infatti, grazie ad un’audio-video chiamata proiettata su un schermo i pazienti hanno potuto seguire la lezione e fare in diretta domande al cardiologo e all’infermiera, come se fossero fisicamente presenti, trasferendo, così, importanti informazioni sanitarie ai pazienti, senza che si muovessero dal domicilio, evitando inutili esposizioni al rischio di contagio in ospedale. Per superare la difficoltà di alcuni anziani ad utilizzare tecnologie come un PC o uno smart-phone è importante il coinvolgimento di parenti e caregiver che possano attivare il collegamento.

Il Telecardio-counseling, fino a quando durerà l’emergenza Covid, sarà un eccellente strumento a garanzia della continuità assistenziale fra ospedale e territorio, permettendo l’erogazione in totale sicurezza degli incontri di educazione sanitaria dopo un infarto cardiaco, con una equivalente efficacia degli incontri tradizionali in presenza fisica.

L’obiettivo di questi incontri è quello di fornire informazioni, ma, soprattutto, quello di dare motivazioni che portino il paziente a condurre uno stile di vita sano, riducendo il rischio di ammalarsi nuovamente per problemi cardiaci. Questi incontri, se avviati dopo 30-40 giorni dalla dimissione, sono un riconosciuto ed efficace strumento di prevenzione della malattia cardiovascolare se -per una comunicazione efficace- si utilizza un linguaggio semplice e si rivolgono a piccoli gruppi per evitare un contesto troppo formale che rischierebbe di inibire la partecipazione attiva dei pazienti.

Oltre a rinforzare le raccomandazioni che i pazienti hanno ricevuto durante il ricovero, relative allo stile di vita e alla corretta assunzione dei farmaci, durante questi incontri, si hanno risposta alle domande che più frequentemente in questi anni i pazienti che avevano avuto un infarto cardiaco rivolgono ai medici: potrò riprendere a fare sport, viaggiare in aereo, avere una normale attività sessuale ?

Attenzione alla prevenzione

Da: Cristina Romagnoli, Comune di Copparo

ATTENZIONE ALLA PREVENZIONE
Copparo aderisce a ‘CareReady Mobile Diagnostic’

Non solo Covid. È importante tenere alta l’attenzione sulla salute, a trecentosessanta gradi, e sulla prevenzione. Il Comune di Copparo ha deciso di aderire all’iniziativa ‘CareReady Mobile Diagnostic – la Mammografia e l’Ecografia gratuita’, proposta dall’Associazione Prevenzione è Vita.
Il prossimo anno dunque farà tappa in piazza la clinica mobile di ultima generazione, suddivisa in due ambulatori dotati di mammografo digitale, ecografo portatile, workstation di refertazione e strumenti di teleradiologia, che effettuerà esami diagnostici per la prevenzione del tumore alla mammella alle donne che per età non rientrano nei programmi di screening del Servizio Sanitario Nazionale.

Prende forma il piano di Protezione Civile

Da: Cristina Romagnoli, Comune di Copparo

PRENDE FORMA IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE
Il documento del Comune di Copparo dovrà poi confluire nel coordinamento dell’Unione

È stato presentato, alla presenza degli addetti ai lavori e del sindaco Fabrizio Pagnoni, il Piano Comunale di Protezione Civile del Comune di Copparo. Il documento dovrà essere validato, quindi trasmesso e approvato dall’organo competente dell’Unione dei Comuni, che fra le funzioni annovera appunto la Protezione Civile e che svolge un ruolo di coordinamento dei Piani comunali e dei primi soccorsi con un sistema unico di allertamento. Lo strumento sovracomunale sarà peraltro integrato con la nuova piattaforma ‘Emerge’.
Il Piano prende le mosse da un inquadramento territoriale in cui particolare attenzione viene riservata alle strade e alle connessioni, fondamentali per il soccorso, e al reticolo idrografico, per la sensibilità del tema della criticità idraulica. Vengono definite le tipologie delle emergenze, le strutture operative e le aree di emergenza, e si delinea l’analisi dei rischi sul territorio, con un crescente spazio riservato al rischio sanitario, fornendo per ogni criticità cause, fenomeni attesi, scenari di evento e indicazioni di gestione, ponendo l’accento anche sull’informazione ai cittadini.
Si proseguirà ora con le successive fasi per giungere alla piena operatività di uno strumento di particolare rilevanza.

Tanti Babbi per ‘Un dolce Natale’

Da: Cristina Romagnoli, Comune di Copparo

TANTI BABBI PER ‘UN DOLCE NATALE’
Piccoli doni dolci sono stati consegnati a bambini e ragazzi del territorio

Pur nel rispetto delle misure antiCovid, Babbo Natale non ha rinunciato, prima dello scattare delle ulteriori restrizioni, a portare piccoli doni dolci a bambini e ragazzi di tutto il territorio copparese.
Domenica 20 dicembre ‘Un Dolce Natale’ ha coinvolto per la distribuzione degli auguri e dei pensierini destinati ai più piccini a Copparo e nelle frazioni un vero e proprio esercito di volontari delle associazioni e delle realtà locali: persino i Vigili del Fuoco hanno indossato i panni degli aiutanti di Babbo Natale.
Un momento di spensieratezza e gioia per rallegrare queste particolari festività.

2 nuovi appuntamenti natalizi con la rassegna #OGGILEGGOIO

Da: Katia Romagnoli, Comune di Codigoro

2 nuovi appuntamenti natalizi con la rassegna #OGGILEGGOIO (22 e 23 dicembre 2020)

Si avvicina il Natale e per far vivere a tutti i bimbi il calore e la magia delle Festività, il Comune di Codigoro ha pianificato due nuovi appuntamenti loro interamente riservati, con la lettura di fiabe online. La rassegna #OGGILEGGOIO prosegue domani, martedì 22 dicembre, alle ore 17.30 con una nuova diretta Facebook dalla sede municipale. Si alterneranno alla lettura di fiabe e filastrocche natalizie MORENA MAZZANTI, GIORGIA RUFFATO e JESSICA GUZZON.
Il Sindaco Sabina Alice Zanardi porterà il saluto dell’Amministrazione Comunale, anche in occasione dell’appuntamento di pre-vigilia, che si terrà mercoledì 23 dicembre, alle ore 11, sempre in Municipio. Fiabe e filastrocche natalizie, lette da un nonno, ROBERTO CAVALIERI (volontario dell’Udi), da LAURO BECCARI e GIORGIA RUFFATO, saranno alternate da brani della tradizione, eseguiti al violino da BENEDETTA CASSANO.
Per assistere alle dirette della rassegna letteraria #OGGILEGGOIO è sufficiente disporre di un account Facebook. Si potranno seguire le dirette collegandosi sulla pagina del Sindaco e su quella del Comune di Codigoro.

2 stabilimenti balneari su 3 dal primo gennaio rischiano di non avere titolo

Da: Gruppo Consigliare Per Fare

Se la politica nazionale non ha ancora varato una riforma sulla gestione del demanio marittimo e fa più fatica a imporre dei limiti venendo incontro a ciò che da tempo chiede l’Ue, ancora una volta siamo in balia della Ue e dei giudici, che provano a imporre la messa a bando in Unione europea di tutte le concessioni pubbliche. L’ annunciata manifestazione apartitica di qualche giorno fa a Comacchio si è trasformata in un carosello di bandiere e simboli. Un tema che dovrebbe essere trasversale, anche perché rappresenta una criticità irrisolta non di una parte politica nazionale, ma dei diversi attori politici e governi che si sono susseguiti in questi anni. L’Europa ha avviato nei giorni scorsi la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il rinnovo automatico, fino al 2033, delle concessioni sul demanio marittimo. Il dubbio ora sorge spontaneo: il comune di Comacchio intende continuare a rilasciare le proroghe al 2033 come stanno facendo altri Enti o la nuova Amministrazione Comunale ha stoppato i rinnovi? Vicinanza in ogni caso espressa a parole e a cui non seguono i fatti. Sono infatti al 15.12.2020 solo 49 i rinnovi delle concessioni al 2033 e ancora 2/3 le concessioni demaniali marittime non ancora rilasciate dal Comune di Comacchio (in totale 109). L’ufficio demanio è senza responsabile dal 19.10.2020, tecnici e privati denunciano ritardi e difficoltà di accesso, e circa 100 imprese rischiano di non avere titolo ad occupare il demanio marittimo partire dal 1 gennaio prossimo, “abusivi a casa loro”. Ora basta incolpare altri e perdere altro tempo, occorre lavorare a #testabassa: è in gioco il futuro di tanti lavoratori e imprese. Due settimane di tempo, per dare certezze agli operatori.

Per il Gruppo PerFare
Alberto Righetti- capogruppo

Ambiente. “Mettiamo radici per il futuro”

Ambiente. “Mettiamo radici per il futuro”, l’Emilia-Romagna è più verde: già distribuite quasi 260 mila alberi in meno di tre mesi. L’assessore Priolo: “Un risultato che dimostra la sensibilità e la cura degli emiliano-romagnoli per l’ambiente”

Grazie alla campagna regionale, ritirati gratis da singoli cittadini, imprese, comuni e associazioni attraverso una rete di vivai accreditati. Obiettivo 4,5 milioni di nuove piante entro il 2025. E c’è ancora tempo per aggiungere un albero ai regali di Natale. I dati aggiornati sulla ripartizione delle piantine per provincia. In campo anche Arpae e l’Agenzia regionale per la protezione civile

Bologna – L’Emilia-Romagna sempre più verde. Quasi 260 mila alberelli messi a dimora in poco meno di tre mesi da singoli cittadini, scuole, enti e associazioni nell’ambito della campagna “Mettiamo radici per il futuro“. È il traguardo finora raggiunto dal grande piano green messo in campo dalla Regione che punta ad ampliare la superficie boschiva e le aree verdi per dare un contributo alla lotta ai cambiamenti climatici e migliorare la qualità dell’aria con la distribuzione gratuita, grazie ad una rete di vivai accreditati, di 4,5 milioni di specie arboree, una per ogni abitante, nei prossimi quattro anni.

Un piano senza precedenti nel nostro Paese per la cui realizzazione la Giunta regionale ha stanziato 14,2 milioni di euro e che in queste giornate si arricchisce di nuove iniziative come: “A Natale aggiungi un albero ai tuoi regali”. Un progetto ideato dalla Regione stessa e che vede come protagoniste anche l’Agenzia regionale di protezione civile e Arpae, l’Agenzia per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna.

Le due Agenzie regalano una piantina ai propri dipendenti che ne fanno richiesta, oltre a partecipare ad altri progetti specifici. Nel frattempo, cresce l’interesse da parte dei Comuni, molti già al lavoro sui progetti per incrementare il patrimonio di verde pubblico dell’Emilia-Romagna.

“Il piano è partito il 1^ ottobre- sottolinea con soddisfazione l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo- e sta riscuotendo un grandissimo successo, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria e al maltempo delle ultime settimane, a dimostrazione della sensibilità e della cura degli emiliano-romagnoli per l’ambiente. Tantissime le associazioni, le scuole, i comuni e altri enti, oltre ovviamente ai singoli cittadini, che ci hanno interpellato per proporre progetti di grande interesse per le nostre comunità. Iniziative già partite o che potranno essere sviluppate a partire dal prossimo anno. Grazie a questo impegno collettivo- chiude l’assessore-, che si affianca alle altre misure previste dal Patto per il Lavoro e il Clima sottoscritto con le parti sociali solo pochi giorni fa, tra 4 anni avremo oltre 10 mila ettari verdi in più. Il che, tradotto, significa azzerare 45 mila tonnellate di CO2 all’anno, avere città più vivibili, paesaggi più belli, aria e acque più pulite”.

I progetti di Arpae e Agenzia regionale di protezione civile

La distribuzione ai dipendenti di Arpae delle piante è partita in questi giorni. Sono oltre 150, al momento, quelli che hanno già aderito. E sono in arrivo due boschi urbani, a cura dell’Agenzia ambientale.

“Abbiamo raccolto con entusiasmo l’invito a partecipare alla realizzazione dei progetti di forestazione urbana- rimarca il direttore generale, Giuseppe Bortone- e stiamo provvedendo alla consegna ai dipendenti che si sono prenotati. Per la parte rimanente, fino a coprire il numero totale dei nostri dipendenti, parteciperemo alla creazione di due boschi urbani: uno a Parma, all’interno del campus universitario, l’altro a Ravenna, in un’area indicata dal Comune. Sarà il nostro contribuito a un progetto di grande valenza ambientale per contrastare il cambiamento climatico e rendere più bello e verde il territorio in cui viviamo”.

Già scattata la mobilitazione anche all’interno dell’Agenzia regionale di protezione civile: sarà il Coordinamento regionale dei volontari, appena rientrati dal fronte dell’emergenza Panaro, a farsi carico del ritiro presso i vivaisti accreditati e della distribuzione delle piantine a tutti coloro che ne faranno richiesta tra gli oltre 480 dipendenti dell’Agenzia. Una volta ritirati, gli alberelli devono essere conservati con cura fino al nuovo anno: va infatti ricordato che la messa a dimora delle nuove piante, nel rispetto delle buone pratiche colturali, va fatta da inizio febbraio a fine marzo oppure in autunno.

Le iniziative dei Comuni: alcuni progetti significativi

Il piano regionale per la rivoluzione verde sta riscuotendo grande interesse non solo da parte dei singoli cittadini, ma anche dei Comuni, soprattutto laddove ce n’è più bisogno come nelle zone di pianura e nelle aree maggiormente urbanizzate. Tra i Comuni più grandi che hanno inserito i boschi urbani nei rispettivi strumenti di pianificazione urbanistica c’è, ad esempio, Modena. Molto interessante anche il progetto avviato a Forlimpopoli, che ha saputo coinvolgere i giovani, valorizzando il Parco dei nuovi nati, avviato 28 anni fa. A Bertinoro è partito il progetto per donare un albero ad ognuno dei circa 1200 studenti.

Si sta muovendo anche Fidenza (Pr), che intende dar vita a due aree di riforestazione: il “Bosco di Maia”, 13 mila metri quadrati dedicati alle api e agli altri insetti impollinatori, e il “Bosco la bionda”, altri 8 mila metri quadrati di verde pubblico. Spostandosi nel bolognese il comune di Casalecchio di Reno pianterà circa un migliaio di arbusti all’interno del Parco Faianello. Infine, tra i comuni più piccoli merita una menzione Calendasco (Pc), che nell’ambito della campagna “A Natale aggiungi un albero ai tuoi regali” ha raccolto in pochi giorni, solo in base al tam tam via social, oltre 200 prenotazioni su una popolazione di circa 2.400 abitanti. Un vero e proprio record.

La distribuzione per provincia

Ecco il dettaglio della distribuzione delle piantine sul territorio, con i dati aggiornati a giovedì 17 dicembre. In totale sono 258.586. In provincia di Parma ne sono già state consegnate 55.804; seguono nell’ordine Reggio Emilia (49.706), Modena (42.871), Bologna (32.947), Forlì-Cesena (30.598), Ravenna (13.942), Piacenza (12.364), Ferrara (11.425) e Rimini (8.929). Le specie arboree più gettonate sono quercia, leccio, farnia, frassino, agrifoglio, sorbo.

Infrastrutture. Inaugurato e aperto al traffico il ponte provvisorio lungo il Po di Volano, a Final di Rero (Fe).

Infrastrutture. Inaugurato e aperto al traffico il ponte provvisorio lungo il Po di Volano, a Final di Rero (Fe). Investimento da 2 milioni di euro. L’assessore Corsini: “La pandemia non ferma il lavoro per le infrastrutture del territorio; oggi tagliamo il nastro di un’opera di collegamento importante per il passaggio delle merci e per snellire il traffico a beneficio della sicurezza e dell’ambiente”

Il tracciato provvisorio con innesto in rotatoria in prossimità dell’incrocio delle strade provinciali 15 e 23 a Final di Rero (Fe), consente il transito dei mezzi pesanti, fino ad oggi vietati a quelli con portata superiore a 15 tonnellate. Varato lo scorso luglio, entro il 2024 sarà demolito contestualmente alla ricostruzione del ponte definitivo

Bologna – Una struttura molto versatile e al contempo così resistente da permettere il passaggio di mezzi pesanti. Il ponte Bailey, che porta il nome dell’ingegnere che l’ha inventato, è la migliore soluzione per ripristinare in via provvisoria un collegamento stradale tra due sponde di un fiume.

Ed è proprio un ‘Bailey’ il ponte provvisorio lungo il Po di Volano, a Final di Rero nel Comune di Tresignana (Fe) quello che è stato inaugurato e aperto al traffico questa mattina, alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Andrea Corsini.

I lavori di realizzazione del ponte si sono conclusi nei mesi scorsi, ma per l’effettivo utilizzo della struttura è stato necessario completare le relative opere di viabilità, in particolare un innesto in rotatoria in prossimità dell’incrocio delle strade provinciali 15 e 23 a Final di Rero (Fe). Il ponte consente anche ai mezzi più pesanti di attraversare in piena sicurezza il Po di Volano, superando le criticità legate alle condizioni non ottimali della struttura del vecchio ponte dove, dal febbraio 2018, non era più consentito il transito dei mezzi superiori a 15 tonnellate.

Si tratta di un intervento dal valore 2 milioni di euro, realizzato nell’ambito dei lavori di adeguamento dell’Idrovia Ferrarese. In questo contesto, tutto il sistema navigabile del fiume Po e dei canali ad esso collegati è stato ripensato per adeguarlo agli standard della classe V europea di navigazione.

“Nonostante l’emergenza sanitaria in corso i cantieri per le nuove opere pubbliche e le infrastrutture, fondamentali per la ripartenza del nostro territorio, vanno avanti- commenta l’assessore regionale alle Infrastrutture, Andrea Corsini–. Oggi infatti tagliamo il nastro e mettiamo in funzione un’opera molto importante per la viabilità ferrarese. Il nuovo collegamento, infatti, pone rimedio alle criticità sopraggiunte con l’interruzione della circolazione ai mezzi pesanti sul vecchio ponte, evitando un evidente congestionamento del traffico, a beneficio della sicurezza stradale e del clima”.

Infine, nel 2021 cominceranno i lavori di ricostruzione del ponte definitivo a cui si aggiunge l’adeguamento della curva di Final di Rero; l’opera avrà un costo di 15 milioni di euro complessivi, e sarà completata entro il 2024

Aperto al traffico il nuovo ponte che scavalca il Po di Volano

Da: Gianluigi Lanza

Potranno nuovamente transitare i mezzi di peso superiore alle 15 tonnellate. L’opera permetterà inoltre di proseguire i lavori di completamento dell’Idrovia Ferrarese

Aperto al traffico il nuovo ponte che scavalca il Po di Volano a Final di Rero, frazione di Tresignana. L’opera, inaugurata nella prima mattinata di oggi, 21 dicembre, permette, prima di tutto, di ottenere l’importante risultato di riportare alla normalità il transito del traffico veicolare in quella zona. Grazie, infatti, alla nuova struttura, vengono superate le criticità che, a febbraio del 2018, avevano determinato il divieto di transito sul vecchio ponte dei mezzi di peso superiore a 15 tonnellate a causa delle sue condizioni non ottimali.

Il nuovo collegamento, in attesa che l’intervento sia realizzato in modo definitivo, consente anche ai mezzi più pesanti di attraversare in piena sicurezza il Po di Volano evitando allungamenti di percorso con aumento dell’inquinamento e dei rischi legati alla sicurezza del traffico. Inoltre, la nuova infrastruttura consentirà di portare a termine gli interventi già previsti nell’ambito del “Lotto 2 Stralcio 1° Final di Rero” che prevede la modifica, rendendola più sicura, della curva di Final di Rero e la realizzazione di un nuovo ponte.

Sul fronte della scorrevolezza,il transito dei mezzi non subisce alcuna variazione. In particolare, il nuovo raccordo da un lato si innesta, attraverso via della Pace sulla strada provinciale 4 che collega Final di Rero a Migliarino e dall’altro connette, mediante una rotatoria, la Strada Provinciale 15 (via del Mare) con la nuova bretella. Il nuovo tracciato stradale prevede un doppio senso di marcia con larghezza delle corsie di 325 cm più banchine laterali di 25 cm a cui si aggiungono, su via della Pace, due marciapiedi stradali di larghezza 150 cm.

Complessivamente l’opera, che è stata realizzata dalla Cooperativa di Costruzioni BATEA, ha richiesto un investimento di 2 milioni di euro.

L’inaugurazione di oggi è di grande rilievo sia per i cittadini residenti nella zona sia per le aziende del comprensorio i cui camion non dovranno più fare ricorso a percorsi alternativi di norma più lunghi. Inoltre, grazie alla nuova infrastruttura che va temporaneamente a sostituire il vecchio ponte potranno essere aggiunti nuovi tasselli al completamento dell’Idrovia Ferrarese, un progetto fortemente innovativo che ha l’obiettivo di realizzare un collegamento via acqua dalla Conca di Pontelagoscuro a Porto Garibaldi che assicura la navigabilità per i natanti di V classe europea (classificazione CEMT).

Al taglio del nastro erano presenti tra gli altri Andrea Corsini, Assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio della Regione Emilia-Romagna; Paolo Calvano. Assessore al bilancio, personale, patrimonio, riordino istituzionale della Regione Emilia-Romagna, Laura Perelli, Sindaco del comune di Tresignana, Maurizio Barbirati, Assessore ai Lavori Pubblici, Patrimonio, Urbanistica e Mobilità, Sanità Cultura Rapporti con le Frazioni, Claudio Miccoli, Dirigente Servizio Area Reno e Po di Volano dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile e Responsabile Unico del Procedimento (RUP).

FINAL DI RERO: CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELL’IMPALCATO

L’impalcato del ponte – vale a dire l’insieme delle strutture di sostegno orizzontale del piano stradale – è composto da una struttura mista acciaio-calcestruzzo; in particolare è stato realizzato un graticcio di travi in acciaio composto da 7 travi principali con sezione a doppio “T” alte complessivamente 840 mm e lunghe 31,4 m. Il graticcio è stato collegato a una piastra metallica spessa sulla quale sono stati fissati i connettori che consentiranno la collaborazione fra la porzione sottostante metallica (graticcio+piastra) e soprastante soletta in calcestruzzo che avrà spessore medio di circa 16 cm. L’impalcato è collegato strutturalmente mediante barre filettate e getti di calcestruzzo ai palancolati di spalla. La luce libera del ponte, in corrispondenza dell’attraversamento del Po di Volano, è circa 29 m, la larghezza complessiva della piattaforma è di 890 cm di cui 750 cm di carreggiata stradale. Il peso complessivo della porzione in acciaio dell’impalcato è di circa 125 tonnellate.

Gratuita anche la seconda rata del servizio di trasporto scolastico

Da: Lucia Felletti, Comune di Comacchio

Gratuita anche la seconda rata del servizio di trasporto scolastico

Anche la seconda rata per il trasporto scolastico sarà gratuita. Il Comune di Comacchio per sovvenire alle necessità delle famiglie degli studenti che usufruiscono del servizio ha stabilito di esentare dal pagamento della seconda rata, dando continuità al sostegno già attuato per la prima rata. Anch’essa gratuita.

Sono 350 gli alunni e alunne delle scuole primarie e secondarie di primo grado iscritti al servizio: la retta annuale, salvo riduzioni e scontistiche per situazioni diverse, prevedeva una spesa annuale di 185 euro a studente, da versare in due rate (85 euro per il periodo settembre – dicembre; 100 euro gennaio – giugno). “Si tratta di un intervento che abbiamo ritenuto necessario – afferma Maura Tomasi vice sindaco e assessore ai Servizi Educativi – per sostenere non solo le famiglie ma anche, e soprattutto, i nostri ragazzi e ragazze e consentire loro di usufruire di una servizio necessario e sicuro. Per questa seconda trance la cifra massima prevista si aggira su un investimento di 35.000 euro. Ribadisco che per noi si tratta di un investimento, sui ragazzi e le ragazze a di conseguenza di un sostegno concreto alle famiglie”.

Orari degli uffici comunali: porte aperte nel pomeriggio del 23 e 30 dicembre e apertura al mattino il 24 e 31 dicembre

In prossimità delle feste natalizie gli orari di apertura al pubblico degli uffici comunali subiranno una variazione: GIOVEDI’ 24 e GIOVEDI’ 31 DICEMBRE GLI UFFICI COMUNALI SARANNO APRETI SOLO AL MATTINO.
In ragione delle normative previste per il contrasto alla diffusione Covid – 19 l’accesso agli uffici si effettuata con appuntamento e indossando i dispositivi di protezione individuale.

Il previsto rientro pomeridiano dei dipendenti del Comune di Comacchio nelle giornata del 24 e 31 dicembre sarà così anticipato nelle giornate precedenti: quindi GLI UFFICI COMUNALI SARANNO APERTI NEL POMERIGGIO DI MERCOLEDI’ 23 E DI MERCOLEDI’ 30 DICEMBRE 2020.

I servizi essenziali saranno comunque garantiti e la Polizia Locale, come di consueto, sarà a servizio dei cittadini.

Chiusure per le festività di Natale e fine anno 2020.

Da: AUSL Ferrara

Chiusure per le festività di Natale e fine anno 2020.
Codigoro: Giovedì 31 Dicembre il CUP resterà chiuso

Farmacia Ospedaliera Delta di Lagosanto: 24 e 31 Dicembre 2020 chiusura anticipata ore 13. Chiusa tutto Sabato 2 Gennaio 2021.

Ferrara, 21.12.2020. L’Azienda USL di Ferrara informa i cittadini che:
• Giovedì 24 e 31 Dicembre 2020 la Farmacia Ospedaliera Delta di Lagosanto chiusura anticipata ore 13. Chiusa tutto Sabato 2 Gennaio 2021.
In occasione delle prossime festività natalizie e di fine d’anno 2020, la Farmacia Ospedaliera dell’Ospedale del Delta di Lagosanto chiuderà anticipatamente alle ore 13 il 24 e 31 dicembre 2020. Chiusura completa nel giorno di Sabato 2 Gennaio 2021.

• Giovedì 31 Dicembre il CUP di Codigoro resterà chiuso.
Per la prenotazione di visite ed accertamenti i cittadini possono rivolgersi, come di consueto, agli altri sportelli CUP, alle farmacie abilitate oppure collegarsi al sito www.cupweb.it
Ricordiamo che, tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico, è possibile eseguire via internet, dal proprio domicilio, la prenotazione di prestazioni specialistiche in regime di Servizio Sanitario Nazionale, oltre che la scelta/revoca del medico di famiglia. L’accesso al FSE ha luogo in forma protetta e riservata con l’utilizzo di credenziali strettamente personali.
Per consultare il proprio FSE il cittadino deve collegarsi al sito www.fascicolo-sanitario.it . Il FSE è disponibile anche in versione App per iPhone e Android.
Per chiarimenti: www.fascicolo-sanitario.it e Numero Verde: 800 033 033
S’informa che è possibile prenotare l’accesso allo Sportello Unico – CUP della Casa della Salute Cittadella San Rocco per effettuare su appuntamento e senza coda le operazioni di:
cambio medico, registrazione di una esenzione per patologia o per reddito, fascia di reddito, esenzione FA2, richiedere assistenza protesica (presidi, ausili, ecc), l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (iscrizione nuovo nato, iscrizione cittadino straniero, iscrizione cittadino italiano). Per maggiori informazioni consulta il sito aziendale sezione on line – zero coda.
Si ricorda infine che le richieste di registrazioni di fascia di reddito, esenzioni ticket per età e reddito e cambio medico – ma non del pediatra – possono essere eseguiti anche on line dal sito www.ausl.fe.it.
Le farmacie presenti nella provincia di Ferrara svolgono, come tutti i punti CUP aziendali, le funzioni di prenotazione, cancellazione e pagamento delle prestazioni specialistiche ambulatoriali oltre alla consegna dei referti di Laboratorio.

L’azienda sanitaria locale di Ferrara si scusa con i cittadini per i possibili disagi.

FATMA E I RAGAZZI DEL PD:
Come è rinata la politica in via Ortigara

“Il mio nome? Mio padre fece la guerra in Libia e mi raccontò che durante una giornata di riposo, una giornata caldissima, una ragazzina gli offrì una brocca di acqua. Dopo aver bevuto ed essersi così dissetato le chiese come si chiamasse. Fatma era il suo nome. Quando nacqui, il 27 aprile del 1949, volle chiamarmi così!”.

Ho incontrato Fatma per la prima volta alcuni mesi dopo le ultime disastrose elezioni comunali.
Di ritorno dalla mia abituale camminata serale, passando per via Ortigara, avevo notato infatti che la sede del Circolo del Pd era ancora aperta e dentro si trovava una distinta signora seduta dietro ad una scrivania.

Entro e dichiaro subito di non avere un bisogno particolare da soddisfare, ma di essere stato invogliato dal semplice fatto di aver visto la sede ancora aperta, spinto soprattutto dal desiderio di voler  scambiare qualche parola sull’esito della sconfitta elettorale nella competizione cittadina per il nuovo sindaco.
Fatma, questo il nome della signora dietro la scrivania, non si mostra per nulla sorpresa della mia richiesta, mi accoglie con un bel sorriso aperto e mi invita cordialmente  ad accomodarmi.

Cominciamo a parlare conversando amabilmente come se ci conoscessimo da tempo.
Dopo un veloce scambio di sarcastiche battute sull’attuale giunta e sulla consistenza dell’opposizione in consiglio comunale, il discorso si allarga fino ad arrivare alle ragioni della sua presenza lì, nel circolo del PD.

Ascolto la sua storia con grande interesse mentre racconta dell’inizio del suo impegno, a quando nel 2015 cioè il Circolo  era ancora chiuso. Mi spiega che abitando da queste parti si trovava infatti a passare qui di fronte praticamente tutti i giorni e vedere la sede del suo partito con la saracinesca perennemente abbassata proprio non riusciva ad accettarlo.
Mentre racconta, la luce dei suoi occhi mi comunicano una grande determinazione, una forza e una tenacia che le sono servite per riuscire da sola a convincere il partito a riaprire il Circolo!
Tanto fece che la sede di via Ortigara riapre i battenti nel 2015 con la sua presenza garantita inizialmente almeno per una volta alla settimana, poi per tre volte, fino ad oggi.

“Come sei venuto tu questa sera”, continua a raccontarmi, “in questi anni molte persone si sono avvicinate, hanno visto la luce accesa e sono entrate per chiedere informazioni, per scambiare opinioni o anche solo per un breve saluto.”
Nel frattempo il clima politico è cambiato, la zona GAD è diventata territorio di scontro ideologico nella città, a cui Fatma e la realtà del circolo hanno risposto con una porta aperta a tutti, compresa la comunità di extra comunitari che nel frattempo ha preso residenza negli appartamenti  intorno.

Fatma, una donna da sola, insomma è riuscita a rendere concreta una realtà che riposa nel cuore di tanti, quella della presenza continua, non urlata, che si mette a disposizione, che ascolta, facendolo col sorriso sulla bocca e con le maniche rimboccate.
Ci salutiamo promettendoci nuovi incontri.
Ieri sono ripassato.
Fatma mi presenta Maria Teresa vicino ad un lungo tavolo stracolmo di generi alimentari.

Mi spiega che grazie all’impegno di Maria Teresa e di una decina di giovani del PD  la sede di via Ortigare  ha aderito all’iniziativa Solidarietà in circolo lanciata ai primi di dicembre da Nicola Zingaretti per la raccolta di generi di prima necessità a favore di famiglie bisognose di un  aiuto in più.

Fatma ha quindi fatto trovare aperto il Circolo tutti i giorni dalle 15 alle 19 dando così la possibilità a molti cittadini di portare il proprio contributo di solidarietà. Maria Teresa e i suoi amici in queste ore stanno confezionando i pacchi che porteranno a diverse organizzazioni di volontariato della città per la distribuzione poi alle famiglie interessate.
Sarà il Natale, sarà che sto invecchiando ma vedere questi ragazzi lavorare insieme a Fatma mi ha allargato il cuore, mi riconcilia con la Politica, quella vera, quella fatta di semplici gesti  quotidiani ,concreti fatti senza secondi fini solo per ribadire che abitiamo tutti insieme la stessa Terra, giovani e vecchi, italiani e  stranieri.

Saluto, ma non so ancora che mi sta aspettando una ultima sorpresa.
Mi offro per scrivere un articolo sulla loro bella iniziativa per Ferraraitalia. Ci scambiamo i contatti. Chiedo a Maria Teresa il suo cognome per appuntarlo sullo smartphone.
“Mantovani, Maria Teresa Mantovani” mi risponde. La guardo meglio, è la figlia di due amici, vista l’ultima volta  quando era piccolissima.

Colto di sorpresa cerco di evitare in primo luogo di riportare frasi stupide del tipo “ti ho visto nascere” e, mentre penso come continuare, è lei che mi dice di aver cominciato non da molto con la politica attiva, a frequentare il Circolo, quasi a continuare l’impegno politico del padre,  un impegno seriamente e tenacemente portato avanti per tutta la vita, fino alla comparsa di un problema di salute affrontato con lo stesso spirito.

A Fatma, a Maria Teresa e ai ragazzi del Pd  un grosso…grazie!

Azione Ferrara sulle modifiche allo statuto dell’Università

Da: Ferrara in Azione

L’Università di Ferrara, attiva da più di sei secoli e quindi una delle più antiche al mondo, è
un’istituzione di grande importanza non solo per il ruolo culturale e formativo, ma anche per le
significative ricadute sul territorio dal punto di vista economico e sociale. Logico quindi che quanto
accade al suo interno attragga l’attenzione dell’opinione pubblica.
Ci inseriamo pertanto nel dibattito attualmente in corso sul futuro dell’ateneo per esprimere la forte
preoccupazione del gruppo di Ferrara in Azione per le “inusuali” modifiche statutarie che si stanno
cercando di apportare a pochi mesi dalle elezioni per il nuovo Rettore.
Dalla polemica innescata da questo progetto appare evidente che le modifiche proposte, lungi dal
rappresentare uno strumento per accrescere l’efficienza degli organi accademici, rischiano di sortire
l’effetto opposto, rispondendo a logiche altre, peraltro già viste e riconosciute in altri contesti.
Questo, che si sta configurando sempre di più come un tentativo di ipotecare il controllo su quanto
scaturirà dalle prossime elezioni, può solo arrecare enormi danni non solo al prestigio ma
soprattutto alla gestione della nostra Università, con inevitabili ricadute sulla qualità della ricerca e
della didattica. Infatti, al di là della modifica del corpo elettorale, che limiterebbe la
rappresentatività delle varie componenti che costituiscono la comunità universitaria, la separazione
dalla carica rettorale delle competenze amministrative porterebbe con sé forti rischi di paralisi delle
attività dell’Ateneo, ogniqualvolta Rettore e Presidente del Consiglio di Amministrazione si
trovassero in disaccordo per i motivi più disparati, non ultimi quelli più strumentali legati a
dinamiche di potere interne ed esterne. Incomprensibile, o per certi versi comprensibilissimo,
cambiare così pesantemente le regole del gioco a ridosso del loro utilizzo. Si tratta di una pratica
che purtroppo sembra essere assurta a sistema in questo Paese: se non si può governare, si deve
cercare in ogni modo di rendere impossibile il governo altrui. Tutto ciò però a scapito del bene
comune che dovrebbe essere il primo obiettivo di chiunque ricopra incarichi pubblici. A maggior
ragione, chi è stato chiamato alla guida di un’istituzione antica come lo Studium ferrarese, deve
essere consapevole che dei suoi atti, legittimi da un punto di vista formale, tuttavia discutibili da
quello sostanziale e dell’opportunità, risponde non solo al consesso accademico di cui fa parte, ma
all’intera comunità, cittadina e non solo.

Manovra: Coldiretti, aiuti da vino a carne con stop ristoranti

Da: Emilia-Romagna, Coldiretti

MANOVRA: COLDIRETTI, AIUTI DA VINO A CARNE CON STOP RISTORANTI
Bene rinvio a sugar tax, ora aumentare la frutta contenuta nelle bevande

“Gli aiuti a favore di settori strategici del Made in Italy come la filiera del vino e dei suini sono una boccata di ossigeno per superare una grave crisi favorita anche dalla chiusura dei bar, ristoranti e agriturismi che è costata 9,6 miliardi sono per il mancato acquisto in prodotti agroalimentari”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’impegno dell’organizzazione degli imprenditori agricoli per garantire misure adeguate di ristoro di fronte all’emergenza Covid nell’ambito della discussione parlamentare della Manovra. Fortemente sostenuti dalla Coldiretti sono i 10 milioni nel 2021 per lo stoccaggio dei vini di qualita’ Doc, Docg e Igt che sono stati quelli piu’ duramente colpiti dalle difficoltà della ristorazione approvato dalla commissione Bilancio della Camera che ha anche dato il via libera a 10 milioni di fondi per il sostegno alla filiera dei suini, con contributi a fondo perduto e la proroga per il 2021 delle percentuali di compensazione Iva per la cessione di animali vivi della specie suina e bovina con l’impegno ad aumentarle nel prossimo ristori. E’ stato inoltre istituito – continua la Coldiretti – un fondo per la tutela delle filiere apistica, brassicola, della canapa e della frutta in guscio con una dotazione di 40 milioni. Da rilevare anche il rinvio a gennaio 2022 della sugar tax che rappresenta solo un onere per le imprese mentre anzichè tassare le bevande bisognerebbe aumentarne il contenuto di frutta. Misure importanti che si aggiungono ai 150 milioni di euro già previsti per il fondo delle filiere ma che – conclude la Coldiretti – necessitano di ulteriori rafforzamenti di fronte alle chiusure di ristoranti e bar che assorbono circa il 30% dei prodotti agroalimentari nazionali.

Mercoledì 23/12 dalle 10 alle 18 – Banchetto di tesseramento Arci Ferrara APS

Da: Alice Bolognesi, ArciFerrara

Mercoledì 23 dicembre
Piazza Trento e Trieste
Dalle 10.00 alle 18.00

ATTIVI E RESISTENTI
Banchetto di tesseramento di Arci Ferrara APS per sostenere le basi associative e culturali in questo momento di difficoltà

Nella giornata di mercoledì 23 dicembre 2020, a partire dalle ore 10.00 e fino alle 18.00, il Comitato ARCI Ferrara APS organizza, presso Piazza Trento Trieste, un banchetto destinato a promuovere il tesseramento e le attività di circoli e associazioni affiliati.

In ottemperanza alle disposizioni governative, la maggior parte delle attività circolistiche e associative è stata nuovamente sospesa; da fine ottobre i circoli hanno abbassato le serrande e le associazioni vivono forti limitazioni. Come diretta conseguenza, anche il rapporto con i soci si è dovuto, purtroppo, interrompere, e il tesseramento è rimasto in sospeso, nell’attesa che si possano riprendere le attività e nella speranza che tutti riescano a riaprire.
Con questa iniziativa il comitato desidera ritrovare un contatto diretto con i propri associati, nonché con la cittadinanza tutta, e comunicare l’importanza del tesseramento anche, e soprattutto, in questo momento di difficoltà.

Nonostante la temporanea impossibilità di frequentare i nostri spazi e di partecipare alle attività, la tessera è un fondamentale simbolo di appartenenza e di sostegno a quelle realtà che si hanno più a cuore. Oltre che essere un mezzo di finanziamento, il tesseramento fonda il legame associativo e fornisce senso e motore alla nostra stessa esistenza.
Volgendo al termine di un difficilissimo 2020, sentiamo il bisogno di dare a quest’anno una conclusione “attiva e resistente”, proprio come recita la stessa tessera sociale 2020/21, nella speranza che ciò possa essere di buon auspicio per una nuova ripartenza coesa e sostenuta dai nostri soci.

Mercoledì in Piazza Trento Trieste, davanti alla Galleria Matteotti, sarà possibile incontrare i Circoli ARCI Bolognesi, ARCI Renfe e Officina Meca, vocati all’intrattenimento musicale e danzante; l’associazione Louise Brooks, che gestisce il Cinema Boldini; Web Radio Giardino, giovane progetto radiofonico del nostro territorio; e OltreConfine, organizzazione di volontariato impegnata nella promozione della difesa dei diritti umani e dei popoli.
Sono circa una novantina le associazioni di promozione sociale ARCI insediate tra città e provincia, e anche se ne sarà presente solo una piccola parte, il Comitato vuole lanciare un forte appello per tutte loro: sostenete i vostri circoli oggi affinché non chiudano domani!
L’iniziativa si svolgerà nel rispetto delle misure di sicurezza e di distanziamento anti-covid.

Quattro curiosità sul Natale

Approfitto dell’uscita settimanale della rubrica “Immaginario” per fare i più sentiti auguri a tutti i lettori e per raccontare quattro curiosità sul Natale.

1)Le origini del panettone
La storia della nascita del celebre dolce natalizio sfuma con la leggenda; sono due le storie che godono di maggior credito:

–Messer Ulivo degli Atellani, falconiere, abitava nella Contrada delle Grazie a Milano. Innamorato di Algisa, bellissima figlia di un fornaio, si fece assumere dal padre di lei come garzone e provò a inventare un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, miele e uva sultanina, per infornare poi il tutto. Fu un grande successo e qualche tempo dopo i due giovani innamorati si sposarono e vissero felici e contenti.
–Il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili, ma dimenticò il dolce nel forno e quasi si carbonizzò. Toni, uno sguattero, gli venne in aiuto e propose una soluzione: con quanto era rimasto in dispensa (farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta) quella mattina aveva preparato dolce. In assenza di altro, si poteva portare quello in tavola. Il cuoco acconsentì titubante e si mise dietro una tenda a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L’è ‘l pan del Toni». Da allora è il “pane di Toni”, ossia il “panettone”.

2)Perché ci si bacia sotto il vischio
Rintracciamo le origini di questa usanza nel mondo dei Celti.
La dea Freya, protettrice dell’amore e degli innamorati, era una tra le spose di Odino. I due ebbero come figlio Baldr, il quale era bello, buono e amato fra le divinità. Sua madre decise di proteggerlo chiedendo aiuto agli agenti naturali (Aria, Terra, Acqua, Fuoco), alle piante e agli animali. Tuttavia si dimenticò di rivolgersi al vischio, proprio perché quella pianta non viveva né in cielo né in terra e non sembrava pericolosa.
Fu così che il dio maligno Loki costruì un dardo appuntito proprio con il vischio e lo usò come arma per uccidere Baldr. Freya si mise a piangere sul cadavere del figlio, le sue lacrime diventarono le bacche perlacee del vischio e Baldr tornò in vita. Da allora Freya ringrazia chiunque si scambi un bacio passando sotto al vischio, dandogli la sua protezione nella vita amorosa.
Questa storia è sopravvissuta nei secoli fino ad influenzare la tradizione natalizia, secondo la quale baciarsi sotto al vischio è simbolo di amore e fortuna. In effetti, uno dei significati del Natale è anche questo: ricordarsi che ciò che vale di più nella vita non sono tanto le cose, ma le persone che amiamo!

3)La prima canzone cantata dallo spazio
Il 16 dicembre 1965, i due astronauti Walter Schirra e Thomas Stafford partirono a bordo della Gemini VI per concludere il primo attracco della storia ad un’altra navicella, la Gemini VII. Una volta attraccati, presi dall’euforia, fecero uno scherzo alla stazione di comando, lasciando un messaggio secondo il quale avrebbero avvistato un UFO. Dopo aver svelato la verità, intonarono la celeberrima Jingle Bells con l’ausilio di un filo di campanellini. In questo modo, proprio il famoso motivetto natalizio divenne la prima canzone cantata al di fuori dell’atmosfera terrestre.

4)Il più grande regalo di Natale
Si tratta della Statua della Libertà. Ideata e realizzata tra il 1880 e il 1886 da Frédéric Auguste Bartholdi, con la collaborazione di Gustave Eiffel che ne progettò gli interni, fu donata dai Francesi agli Stati Uniti d’America nel periodo natalizio come segno di amicizia tra due popoli e di commemorazione della Dichiarazione d’Indipendenza avvenuta un secolo prima.

JFK: finalmente la verità

Da anni ripenso ormai ossessivamente all’immensa eredità lasciataci da John Fitzgerald Kennedy, statista immenso – vedi Baia dei Porci – che ci ha lasciato appunto enormi domande da porci.
Mi chiedevo in primis chi potesse averlo ucciso.
Ma ho finito poi per capire che nessuno avrebbe mai potuto osare in tal modo e arrivare poi a un gesto del genere.
Ho indagato più che potevo e ho scoperto cose che scagionano il povero Lee Harvey Osvaldo e pure Jack Ruby e i suoi fantastici amici.
La verità è una e una soltanto.
JFK soffriva di una rara patologia neurologica che lo portava ad eccitarsi in modo ingestibile in presenza della moglie.
È una cosa che mi rattrista molto perché penso – egoisticamente – a ciò che abbiamo perso come mondo occidentale/globo terraqueo a livello geopolitico in termini di progressi per il futuro dell’umanità.
Ma non è certo colpa mia se a questo qua – in presenza della moglie, seduto su una tamarrissima decappottabile – gli veniva quella roba lì che tipo un embolo gli fece poi esplodere il cervello in quel modo cruento che ha segnato in un modo così indelebile la collettività.
È assurdo che per tutti questi anni l’Fbi e la Cia abbiano cercato di coprire la questione mettendo in giro le più bislacche teorie – vedi appunto il povero Lee Harvey Osvaldo, cucciolotto incolpevole tirato in mezzo così, senza un perché – solo per non lasciare trapelare la nuda verità su JFK sessuomane-pervertito-porcomaiale (cit.) incapace di gestire la propria creanza in presenza della di lui consorte vestita con quel vestitino là che chissà perché a lui faceva quell’effetto.
Io proprio non capisco ma mi rimetto e rimetto.
Personalmente ho sempre trovato quella donna orrenda, antipatica, repellente e senza gusto alcuno nella scelta del proprio vestiario, una roba che boh, mi ha sempre ricordato il peggior Elton John nel suo più buio periodo in compagnia della bamba.
Comunque chissenefrega, la morale di questa storia è assai semplice e istruttiva: spesso, troppo spesso, le cose sono assai più semplici rispetto a ciò che pensiamo o altri agenti ci portano a pensare. la verità e una e una soltanto: John Fitzgerald Kennedy è morto perché afflitto da seri problemi di circolazione sanguigna e in primis perché incapace di gestire i propri impulsi, vedi anche il disastro combinato quella volta a Cuba.
È comunque assurdo scoprire questa cosa in questo strano 2020, ma forse – considerato che ormai finalmente il ‘900 ci sta facendo ciao ciao con la manina – era anche ora.

Hit and Run (Jack Ruby, 2014)

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