Giorno: 22 Dicembre 2020

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 22 dicembre

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 1.162 nuovi positivi, di cui 655 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Quasi 20 mila i tamponi effettuati: il rapporto scende al 5,8%. Oltre 91 mila i guariti (+3.400) e scendono i casi attivi (-2.306)

Eseguiti anche 4.841 tamponi rapidi e 702 test sierologici. Quasi il 95% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 46 anni. 68 i decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 158.345 casi di positività, 1.162 in più rispetto a ieri, su un totale di 19.892 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri scende al 5,8%.
Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 655 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 205 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 470 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,1 anni.

Su 655 asintomatici, 381sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 41 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 9 con gli screening sierologici, 4 tramite i test pre-ricovero. Per 220 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 244 nuovi casi, Rimini (147), poi Modena (139), Ravenna (131), Reggio Emilia (125), Piacenza (117), Ferrara (83), Imola (54), Cesena (49), Forlì (46), Parma (27).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 19.892 tamponi, per un totale di 2.451.777 A questi si aggiungono anche 702 test sierologici e 4.841 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.400 in più rispetto a ieri. Il totale dei guariti sale dunque a quota 91.411.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi scendono a 59.746 (-2.306 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 56.645 (-2.290), quasi il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 68 nuovi decessi: 4 a Piacenza (tre donne di 81,89 e 92 anni e un uomo di 70),7 a Parma (quattro donne: una di 48, due di 83, una di 85; tre uomini di 66, 87 e 89 anni), 11 in provincia di Reggio Emilia (tre donne: due di 92 e una di 94 anni; otto uomini di 67, 69, 73,77, 80 , 84, 90 e 91 anni), 12 nel modenese (cinque donne: una di 83, una di 91, due di 97, una di 100; sette uomini: uno di 52, uno di 68, uno di 77, due di 80, uno di 86 e uno di 94), 13 a Bologna (sette donne: una di 74, due di 81, una di 83, una di 85, una di 88 e una di 92; sei uomini di 61, 64, 65, 69, 75, 92 anni), 3 a Ferrara (una donna di 100 anni, due uomini di 77 e 82 anni), 12 a Ravenna (cinque donne di 74, 78, 84, 86, 89 anni e sette uomini: uno di 67, uno di 81, uno di 82, uno di 84, uno di 86, due di 89 anni), 6 a Forlì-Cesena (una donna di 83 anni e cinque uomini di 81, 82, 84, 90 e 91 anni). Nessun decesso a Rimini.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 7.168.

Crescono i pazienti ricoverati in terapia intensiva, che sono 210 (+7 rispetto a ieri), 2.891 quelli negli altri reparti Covid (-23).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 16 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 14 a Parma (invariato), 19 a Reggio Emilia (invariato), 40 a Modena (+1), 55 a Bologna (+4), 7 a Imola (+1), 17 a Ferrara (invariato), 18 a Ravenna (+1), 3 a Forlì (invariato), 2 a Cesena (+1) e 19 a Rimini (-1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 14.530 a Piacenza (+ 117 rispetto a ieri, di cui 53 sintomatici), 12.395 a Parma (+27, di cui 15 sintomatici), 22.101 a Reggio Emilia (+125, di cui 44 sintomatici), 28.849 Modena (+139, di cui 93 sintomatici), 31.362 a Bologna (+244, di cui 94 sintomatici), 5.049 casi a Imola (+54, di cui 25 sintomatici), 8.197 a Ferrara (+83, di cui 14 sintomatici), 11.415 a Ravenna (+131, di cui 39 sintomatici), 5.520 a Forlì (+46, di cui 34 sintomatici), 5.375 a Cesena (+49, di cui 39 sintomatici) e 13.552 a Rimini (+147, di cui 57 sintomatici).

Persone disabili prive di sostegno famigliare: oltre 4 milioni dalla Regione, e quasi 6 in arrivo, per pianificare il futuro.

Welfare. Persone disabili prive di sostegno famigliare: oltre 4 milioni dalla Regione, e quasi 6 in arrivo, per pianificare il futuro. Via libera dalla Giunta alla programmazione degli interventi per il “Dopo di noi”. La vicepresidente Schlein e l’assessore Donini: “Aiuti concreti alle persone con disabilità, per non lasciarle sole nel determinare il proprio futuro”

Le risorse del fondo nazionale, ripartite su tutto il territorio da Piacenza a Rimini, serviranno a dare continuità alla programmazione avviata nel 2017 e ad incentivare nuovi modelli di intervento: dalle scuole di autonomia all’abitazione condivisa, dall’assistenza domiciliare al sostegno nella gestione della vita quotidiana

Bologna – Oltre 4 milioni di euro destinati alle persone con disabilità grave e alle loro famiglie per poter pianificare il futuro, quando i genitori non ci saranno più o non riusciranno a prendersi cura dei figli. Li ripartisce sul territorio la Giunta regionale, che ha approvato nell’ultima seduta laprogrammazione degli interventi per il “Dopo di noi” e lasuddivisione dei contributi tra tutte le Aziende sanitarie, da Piacenza a Rimini, sulla base del numero di residenti tra 18 e 64 anni.

Le risorse provengono dal fondo nazionale per il “Dopo di noi” e sono quelle assegnate all’Emilia-Romagna per l’anno 2019 per programmare interventi finalizzati all’emancipazione dal nucleo familiare, supporto all’assistenza domiciliare, miglioramento delle capacità di gestione della vita quotidiana. Nelle prossime settimane si renderà disponibile anche la quota del 2020 di 5,8 milioni di euro, il cui decreto di formalizzazione è in corso di approvazione.

“L’autosufficienza delle persone disabili è un tassello fondamentale nella costruzione dei livelli essenziali di assistenza che il sistema sanitario ci chiede di fornire alle nostre comunità- dichiarano la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. In particolare è doveroso pensare a chi, oltre a dover affrontare quotidianamente una grave disabilità, rimane privo di una rete sociale fondamentale come quella della famiglia e deve effettuare un percorso che porterà alla presa in carico da parte dei servizi. Il sistema del welfare pubblico- concludono Schlein e Donini- deve avere grande attenzione verso queste persone particolarmente fragili che necessitano di essere accompagnate e sostenute nel corso della loro esistenza. Da anni la nostra Regione è impegnata con una programmazione che va in questa direzione, e le risorse stanziate tra 2019 e 2020 ci permetteranno di rafforzarle ulteriormente”.

L’intero pacchetto di risorse (4.162.620 euro) servirà in parte a finanziare interventi di accompagnamento all’uscita dal nucleo famigliare (un milione); interventi di sostegno alla permanenza nel proprio domicilio (un milione e seicentomila euro); soluzioni abitative alternative al ricovero nelle strutture (200mila euro, per oneri di acquisto di nuovi alloggi, ristrutturazione e messa a norma degli impianti in quelli preesistenti); rafforzamento dell’autonomia (1 milione 200mila euro); permanenza temporanea fuori dalla famiglia (162.620 euro).

Gli interventi finanziabili

Tra gli interventi che potranno essere finanziati con le risorse assegnate alle Ausl, ci sono i percorsi per insegnare alle persone disabili ad essere autonome nella gestione delle attività quotidiane – dalla cura della propria persona a quella della casa- e, laddove le condizioni fisiche della persona disabile lo consentano, soluzioni alternative all’istituto, come la propria casa di origine, o l’accoglienza in abitazioni, gruppi-appartamento e co-housing.

Quanto alle soluzioni residenziali, cuore innovativo della legge sul Dopo di noi che ha la finalità di consentire alle persone con disabilità di decidere autonomamente dove, come e con chi vivere la propria vita futura in maniera gradualmente indipendente dai genitori, sono stati individuati piccoli alloggi, con non più di 5 ospiti, dove continuare a vivere con altre persone nella propria casa, messa a disposizione dalla famiglia. Oppure gruppi appartamento,destinati a persone che non presentano sufficienti livelli di autonomia e risorse per essere assistiti al domicilio, in cui convivere in un nuovo contesto abitativo diverso dal nucleo familiare di origine, ma assistiti sulle 24 ore. E ancora, strutture residenziali più innovative come le co-housing, che favoriscono lo sviluppo relazionale, attraverso l’istituzione di spazi comuni per la quotidianità e il tempo libero. I nuovi alloggi, secondo quanto previsto dalla legge, dovranno essere collocati in zone residenziali e non potranno essere abitati da più di cinque persone. Inoltre, in base alla legge sul “Dopo di noi”, in via residuale possono essere finanziati anche interventi di permanenza temporanea in strutture residenziali, nel caso, per esempio, si verifichi un’emergenza non gestibile dai familiari.

I beneficiari

Per usufruire del sostegno è necessaria una valutazione complessiva effettuata da équipe di operatori sociali e sanitari dei Comuni e delle Aziende Usl. Una modalità già consolidata in Emilia-Romagna per l’accesso alle prestazioni del Fondo regionale per la non autosufficienza, che prevede la presenza in ogni distretto di una specifica Unità di valutazione incaricata di accertare gli effettivi bisogni e formulare proposte di progetti personalizzati.

Ad oggi, sono 1. 260 le persone con gravi disabilità che hanno beneficiato degli interventi realizzati grazie alla legge del “Dopo di noi”, per ognuna delle quali le équipe multi-professionali dei servizi sociosanitari del territorio hanno predisposto progetti personalizzati, di autonomia e inclusione sociale

La ripartizione delle risorse per Azienda sanitaria

Le risorse vengono suddivise tra le Ausl del territorio in proporzione al numero dei residenti di età compresa tra 18 e 64 anni. All’Ausl Romagna, con oltre 700 mila cittadini residenti in questa fascia di età, sono assegnati 1.046.105 euro; all’Azienda sanitaria di Bologna 820.228 euro (555.020 residenti); Ausl Modena 664.050 euro (449.339 residenti); Ausl Reggio Emilia 504.895 euro (341.645 residenti); Ausl Parma 424.661euro (287.353 residenti); Ausl Ferrara 313.316 euro (295.481 residenti); Ausl Piacenza 266.009 euro (179.999 residenti) e Ausl Imola che ha ricevuto risorse per 123.356 euro (83.471 residenti).

Natale, Auguri

Buon Natale

E’ difficile scrivere qualcosa di originale sul Natale. E’ già stato scritto quasi tutto, anche molto bene.
Provo a ricordare dei bei racconti di Natale e me ne vengono in mente diversi.

Il Canto di Natale di Charles Dickens. E’ la storia del vecchio Scrooge e dei tre spiriti del Natale. Molto conosciuta, è stata trasposta più volte al cinema in diverse varianti. Una storia senza tempo capace di far tornare lo spirito del Natale a chiunque, anche ai più duri di cuore.
Il pianeta degli alberi di Natale di Gianni Rodari.  E’ una storia a metà tra il natalizio e la fantascienza. Si racconta di un bambino portato nello spazio da un vascello che sembra un dondolo: nell’universo incontra gli alieni che vivono nel Pianeta della Cuccagna e dedicano la loro vita allo studio delle arti, delle scienze, della politica.
Polar Express di Chris Van Allsburg. Nella notte di Natale tutta la città dorme, tutto è silenzio. Solo un bambino, per strada, decide di salire su un treno che sembra aspettare nient’altro che lui: il Polar Express che lo porta al Polo Nord. Al suo arrivo, il bambino incontra Babbo Natale che promette di donargli qualunque cosa desideri. Il piccolo chiede solo un campanello per la sua slitta ma purtroppo lo perde nel viaggio di ritorno. La mattina successiva lo ritrova, con sorpresa, sotto l’albero di Natale. Il campanello è un dono magico: solo chi crede in Babbo Natale può sentirne il suono.
Il Sarto di Gloucester di Beatrix Potter.  L’anziano sarto di Gloucester deve finire il vestito da sposo per il sindaco della città che convolerà a nozze proprio il giorno di Natale. Un vestito meraviglioso con la giacca color ciliegia arricchita da ricami di rose e viole. Purtroppo, mentre sta lavorando, il vecchio si ammala e deve smettere di cucire.  Ci penserà un gruppo di topolini ad aiutarlo.
L’albero di Natale di Hans Christian Andersen. E’ il racconto di un piccolo abete che non vede l’ora di diventare grande e maestoso come gli abeti adulti che lo circondano. Anche lui, come gli altri, desidera diventare un albero di Natale per decorare le case della città. A un certo punto ci riuscirà anche se l’esperienza si rivelerà un’autentica delusione.

Sono tutte favole, alcune a lieto fine, altre meno. Ma comunque voli di fantasia che si allontanano dalla ripetitività e dalla maestosità barocca dei nostri Natali per volare alte verso un mondo diverso, dove c’è più spazio per la riflessione, per il ripiegamento su una interiorità che impara e insegna.  Quest’anno il Covid-19 cambia molto le prospettive del prossimo Natale. A casa nostra non arriveranno le cugine Ghepardi con genitori, compagni e figli e non sentiremo troppo la mancanza di Suor Guenda, sarà un’assenza tra le tante.

Non andremo alla messa di mezzanotte e non sentiremo i cori dei bambini che cantano davanti al presepe allestito sul sagrato della chiesa parrocchiale di Pontalba.
Spenderemo meno soldi per i regali, per i pasti, per le sciate, per i viaggi necessari a raggiungere mostre di pittura e teatri. Gli spettacoli al Teatro Santelli sono stati per molti anni uno degli appuntamenti delle nostre vacanze natalizie. Negli ultimi anni, avevamo preso l’abitudine di  andare, il 26 Dicembre, ad assistere ad uno spettacolo pomeridiano per bambini. Portavamo Valeria e Enrico in un bel palco del teatro e assaporavamo la soddisfazione di vederli sorpresi e incantati. La magia del teatro riscalda sempre. Non potremo nemmeno andare il primo dell’anno allo spettacolo delle 20,30 portando Rebecca a vedere un musical. Ne abbiamo visti tanti insieme: Grease, Cats, Dirty dancing, Flashdance. Dei bei ricordi davvero.

Con cosa potremo sostituire questi rituali a cui eravamo abituati ormai da tanti anni?  Non  so.
Avremo più tempo per assaporare un Natale diverso festeggiato all’insegna della sobrietà e della riscoperta degli affetti più intimi. Avremo più tempo per un viaggio dentro noi stessi, che scavando dentro, ci porterà nuove verità, nuovi traguardi da raggiungere e nuove consapevolezze.   Ci interrogheremo forse sul senso della vita, sulla sua caducità, sulla sua fine e sulla sua eventuale resurrezione.  Avremo anche molto per cui pregare. Ognuno di noi è, a maggior ragione quest’anno, un sopravvissuto.
Qualche rito ce lo possiamo comunque ancora concedere. Addobbare l’albero con le palline colorate, i nastri luccicanti e gli angioletti dorati; fare il presepe con le vecchie statuine della nonna  e ricoprirne le stradine con il muschio vero che, a Pontalba, si trova sul tronchi dei grandi tigli che accompagnano il viale che porta al cimitero. Potremo fare la pasta in casa e il cappone ripieno, cucinare i biscotti.  Insomma un Natale in famiglia che sa di riscoperta e di tranquillità. Niente da recriminare per tutto ciò.  Anzi, credo che ci sia da ringraziare la buona sorte che ci ha garantito la salute anche quest’anno. In quella notte magica potremo sorridere alle persone a cui vogliamo bene e augurare loro tanta pace, tanta serenità.

In questi giorni ho pensato a voi che leggete le mie storie su Ferraraitalia, le riflessioni che accompagnano questa mia vita un po’ originale e un po’ buffa, un po’ divertente e un po’ preoccupante, molto realista sempre. Vorrei augurare a ciascuno di voi un buon Natale. Vorrei fare gli auguri a chi è ammalto e a chi soffre, ma ancora di più a chi ha un desiderio che non riesce a concretizzare, a chi vive un amore difficile che non può raccontare. Li vorrei fare a chi non trova la forza di cambiare strada, a chi viene schiacciato dalla mediocrità dell’abitudine e dall’oppressione di legami malsani.  Vorrei augurare a chiunque viva nell’omertà la forza di crescere, di guardare in fondo a se stesso e di provare a diventare diverso, cambiando vita. Vorrei augurare a chi subisce violenze, fisiche o psicologiche che siano, di trovare una mano amica che sappia aprire una porta verso la libertà, chiudendo l’antro di oppressione e permettendo una nuova vita sicura e protetta. Vorrei augurare a chi baratta  la sua identità  in cambio di tranquillità, la forza di rompere un argine, andare controcorrente, arrivare in un nuovo mondo, camminare su una terra nuova.

Me ne sto qui e guardo una pallina dorata, la muovo a destra e a sinistra per fare in modo che mandi dei piccoli bagliori di luce sul pavimento bianco del mio soggiorno. I piccoli fasci di luce mi piacciono molto, permettendo al tempo di restare sospeso per un po’ e di muoversi in maniera diversa, su e giù nello stesso istante. Le palline dorate sono come gocce di luce che illuminano l’abete, come tanti pensieri appesi e sospesi, come tanti baci dati e ricevuti che rivivono nella magia del Natale.  Anche io vorrei esprimere un desiderio  legato ai bagliori dorati delle palline appese all’albero, al calore che questa immagine Natalizia sta riverberando su di me. Vorrei un nuovo inizio e una nuova alba di luce, come solo un mattino a Pontalba sa regalare. Vorrei un risveglio di neve con fiocchi bianchi candidi, una mattina pulita che per noi si adagerà un po’ alla volta nel silenzio del giorno che avanza e che ricorderemo per sempre per i suoi fiocchi ghiacciati e leggeri. Vorrei che la neve candida potesse salutare ciascuno di voi, uno ad uno. Sarebbe proprio un bel modo per festeggiare questo silenzioso Natale e per pensare che anche in questo tempo difficile si può trovare, sotto l’albero, la pace.

Gecim, lavori e riduzione di tariffe

Da: Cristina Romagnoli, Comune di Copparo

Nel Piano operativo 2021-2023 della società anche la seconda linea di
cremazione

È stato presentato in Commissione Consiliare Ragioneria, lunedì 21
dicembre, dall’amministratore
unico Silvia Buzzoni il Piano operativo 2021-2023 della società Gecim.
L’analisi ha preso le mosse dalla gestione dell’impianto di cremazione,
entrato in funzione nel novembre 2014 e la cui attività ha visto un
incremento del 9%, in considerazione anche del picco dello scorso
marzo/aprile purtroppo legato all’emergenza sanitaria, che ha richiesto
l’introduzione di un quarto turno di lavoro. Per il 2021 si va verso una
revisione, in diminuzione, delle tariffe, con l’applicazione di modalità
che potranno ridurre i costi a carico degli utenti e con fasce
tariffarie diverse e indennizzi chilometrici per gli operatori.
Si è quindi dato conto della realizzazione della seconda linea di
cremazione, inserita nel piano investimenti di Gecim a maggio: è già
stata espletata la procedura di gara e, a seguito della valutazione
delle offerte, è stata dichiarata l’aggiudicazione definitiva a Officine
Meccaniche Ciroldi, con cui la stipula del contratto d’appalto è
prevista, salvo ricorsi, nel febbraio prossimo. I lavori sono previsti
per settembre.
In merito alla gestione della camera mortuaria, l’affidamento è stato
approvato, ma l’apertura è stata posticipata, pur avendo già proceduto
all’asfaltatura esterna e all’acquisto degli arredi, per la verifica
delle idoneità, in relazione ad alcuni vizi e difformità negli
interventi precedentemente eseguiti. Benché si vada verso una
risoluzione, la struttura non sarà adibita alla sua funzione perché i
locali sono stati richiesti dall’Ausl per l’esecuzione dei tamponi rapidi.
In termini di investimenti, sono stati segnalati le manutenzioni agli
edifici del patrimonio per 35mila euro, l’esternalizzazione del servizio
di monitoraggio e controllo della camera mortuaria, in funzione della
miglior gestione possibile delle procedure anticovid, e
l’implementazione del software, l’assunzione di due nuovi operatori, uno
a tempo indeterminato e uno a tempo determinato, che sarà stabilizzato a
marzo prossimo.

Solidarietà del Rotary Club di Cento per i pazienti Covid-19

Da: AUSL Ferrara

Un’azione concreta per l’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale “SS.ma Annunziata” di Cento

Ogni azione concreta può contribuire in modo decisivo a dare ancor più forza a quanti sono dediti nell’assistenza e nella cura dei pazienti che necessitano di ventilatori a supporto non invasivo. E’ quanto è avvenuto per i professionisti dell’Unità Operativa di Rianimazione che hanno potuto ricevere dal Rotary Club di Cento un ulteriore Ventilatore, indicato per il supporto non invasivo di pazienti affetti da patologie quali il Covid-19.

Questa mattina, 22 dicembre, alla presenza della Direzione Generale dell’Azienda USL e del Presidente del Rotary Club di Cento e del direttore della U. di Anestesia e Rianimazione si è svolta una sobria cerimonia di presentazione di quanto è stato acquistato grazie alla donazione. Un contributo del valore di quasi 9 mila euro, che ha permesso di acquisire:
• 1 ventilatore Pressometrico Bipap Monotubo Ospedaliero V 60 Plus
• 1 carrello da trasporto con sistema di sgngio/aggancio rapido per ventilatore V60
• 2 maschere Performax

Il presidente del Rotary Club di Cento, Michele Montanari ha sottolineato “il ruolo attivo che svolge il sodalizio della ruota a favore delle nostre comunità, impegnato a risolvere problemi ed esigenze concrete delle persone. Questi innumerevoli service, portati a termine dal lontano 1957 data di fondazione del Rotary centese, si sono naturalmente accentuati in questo particolare difficilissimo periodo che richiede massimo impegno e coesione”.

“Sono colpita dal senso di responsabilità e dalla grande concretezza che ha dimostrato il Rotary Club di Cento. Monica Calamai, Direttore Generale dell’Azienda USL prosegue – Grazie per aver pensato all’Azienda USL e in particolar modo al settore di Anestesia e Rianimazione del SS. Annunziata. Il sostegno che arriva dal territorio, può aiutare i servizi della nostra sanità locale ad essere ancor più efficaci ed efficienti e, al contempo, attenti ai bisogni dei nostri cittadini, in particolar modo proprio durante questa emergenza così difficile che dobbiamo superare”.

Il ventilatore Philips V60 è particolarmente utile, grazie alle sue caratteristiche di maneggevolezza e duttilità, non solo per pazienti di Terapia Intensiva ma soprattutto per pazienti in fase di scompenso respiratorio iniziale che possono trovare giovamento da ventilazione non invasiva.

Gilberto Gallerani, Direttore della U. O. di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Cento evidenzia “il trattamento con questa tipo di ventilazione, effettuato senza dover ricorrere alla intubazione tracheale e pertanto definito non invasivo, può essere praticato con maschera facciale o con casco non necessariamente in Terapia intensiva. L’utilizzo precoce in pazienti covid+ o per qualsiasi altra patologia respiratoria o cardiorespiratoria, effettuato in Pronto Soccorso o in Reparto può risolvere lo scompenso in fase iniziale ed evitare il probabile ricovero in Terapia Intensiva . Inoltre, il ventilatore Philips V60 ci regala un’arma in più fino ad ora mancante, la possibilità di ventilazione AIRVO, un sistema di ventilazione non invasiva innovativa, che permette la ventilazione con cannule nasali che arrecano minor disagio al paziente raggiungendo pertanto l’obiettivo della sempre minor invasività e quindi minor disagio.
Mantenerci in sintonia con i centri di riferimento di livello superiore è il nostro costante obiettivo e questa acquisizione è un ulteriore importante passo di aggiornamento”.

Bilancio, Rancan e Cattelani (LEGA ER): “Ecco come Bonaccini sostiene le imprese: taglia fondi per 250 milioni”

Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

BILANCIO, RANCAN E CATELLANI (LEGA ER): “ECCO COME BONACCINI SOSTIENE LE IMPRESE: TAGLIA FONDI PER 250 MILIONI”

BOLOGNA, 22 DIC – “Altro che bazooka per sostenere le attività economiche piegate dalla pandemia, tagliati milioni di euro alle imprese. E’ questa l’idea di rilancio che ha Bonaccini?”. Lo ha detto Matteo Rancan, capogruppo Lega in consiglio regionale, denunciando l’assenza di coraggio, davanti a una situazione di emergenza, per sostenere il comparto sanitario senza minare l’economia regionale ormai da un anno in grave difficoltà proprio a causa della pandemia da Covid 19. La variazione di bilancio si riassume in una drastico taglio di aiuti ai settori imprenditoriali a cui viene chiesto un sacrificio da 250milioni di euro. “Soldi -ha aggiunto Rancan –che serviranno per finanziare il comparto della sanità ma che rischiano di aggravare una crisi economica regionale che non vede ancora la luce. In quella manovra non c’è più niente di quel bazooka annunciato solo qualche mese fa dal presidente Bonaccini a sostegno dell’economia della nostra regione, ma solo un compitino aritmetico per far tornare i conti tagliando spese vitali per i comparti economici e produttivi, ciò che renderà la situazione economica ancora più grave”.

Nel dettaglio – spiega Maura Catellani (Lega) relatrice di minoranza della legge – la manovra ha comportato una riduzione di 3.844.298,61 euro per il settore sport e tempo libero; -69.306.896,87 euro per lo Sviluppo e la valorizzazione del turismo; -20.246.298,54 euro per il settore industria, Pmi e artigianato; -2,018.709,36 euro per il Commercio, reti distributive e tutela dei consumatori; -42.298.106,97 euro per il settore della ricerca e dell’innovazione; -15.293.640,53 per Reti e altri servizi di pubblica utilità; -60.000.000,00 euro per il sostegno alla occupazione; -36.992.049,12 per le fonti energetiche. “Il totale – denuncia Rancan – ammonta a 250milioni di euro che vanno a minare campi di ricerca, innovazione e servizi per i quali la nostra Regione non può permettersi di fare passi indietro, pena la messa in crisi strutturale di un intero sistema produttivo. Di queste somme, soltanto i 60 milioni tolti dal sostegno all’occupazione, troveranno probabilmente nuova copertura attraverso la riprogrammazione del Programma Operativo Fondo Sviluppo e Coesione attuato dalla Commissione europea. Per imprese, ricerca e fonti rinnovabili solo future e vaghe promesse tramite il Recovery Fund. A tal fine ricordo come a bilancio risultino euro 702.161.120,91 corrispondente a debito autorizzato e non contratto ai quali Bonaccini avrebbe potuto ricorrere. Ha preferito invece togliere risorse a settori strategici per la ripresa lasciando immutate le prebende al sottobosco dei fiancheggiatori. Solo per citare qualche esempio 2 milioni contro le discriminazioni di genere, gli oltre 2 milioni alle relazioni internazionali, la maggior parte dei quali alla cooperazione internazionale, i 1,1 milioni per la storia del ‘900 regalati alle associazioni partigiane, ecc… Per la Lega le priorità sono ben altre! Si consideri solamente che regione Veneto ha approvato una variazione di bilancio di pari importo rispetto a quella dell’Emilia-Romagna: ebbene, Zaia ha destinato 75 milioni alla Sanità e tutto il resto a sostenere il comparto economico. In altre parole – conclude Rancan – servono politiche chiare di sostegno alle imprese oppure non ci sarà mai ripartenza. Speriamo che qualcuno se ne accorga prima che sia troppo tardi”.

Mercati settimanali nelle giornate classificate in “zona rossa”

Da: Lucia Felletti, Comune di Comacchio

Mercati settimanali nelle giornate classificate in “zona rossa”

Anche i mercati settimanali subiranno le prescrizioni previste dal decreto legge del 18 dicembre scorso relative all’emergenza Covid – 19.

Il mercato settimanale di Porto Garibaldi nelle giornate del 24 e del 31 dicembre, il mercato di San Giuseppe il 5 gennaio 2021 e il mercato di Comacchio del 6 gennaio 2021 ricadono nelle giornate classificate come “zona rossa”: i mercati saranno consentiti per la sola vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, così come previsto dal Il D.P.C.M. del 3 dicembre 2020: confermata la localizzazione dell’area mercatale in corrispondenza della zona in cui sono collocati la maggior parte dei posteggi alimentari.

Le aree di mercato saranno sorvegliate da steward e delimitate con infrastrutture già presenti e integrate con transenne, messe a disposizione e posizionate a cura dell’Amministrazione Comunale.

Nelle giornate di “zona arancione” i mercati settimanali proseguono nelle modalità ordinarie e con le cautele già in atto.

Fai un regalo a Codigoro! Buoni regalo da utilizzare tra le attività commerciali del territorio

Da: Katia Romagnoli, Comune di Codigoro

“Fai un regalo a Codigoro”, per regalare un’emozione a chi ami e un sorriso ai commercianti del territorio. Prende il via un nuovo progetto, messo a punto dall’Amministrazione Comunale e concordato con le Associazioni di categoria (Ascom, Confesercenti, CNA, Confartigianato) e con i capi-gruppo consiliari, per promuovere e sostenere, attraverso appositi “buoni regalo” le attività commerciali di Codigoro. L’obiettivo è quello di incentivare l’acquisto di regali natalizi direttamente “in bottega”, come si suol dire, anzichè ricorrere alle vendite online.

Il commerciante potrà scontare l’importo del regalo dalla spesa del proprio cliente, per poi rendicontarlo al Comune di Codigoro, dal quale lo incasserà. Per ogni attività aderente al progetto saranno messi a disposizione 25 buoni da 15 euro ciascuno che, a loro volta, potranno essere incassati dai negozi a rendicontazione avvenuta, a partire dall’11 gennaio 2021.

All’iniziativa possono aderire gli esercizi di vicinato, ma anche le medie strutture di vendita, queste ultime solo per il settore non alimentare, situati nel territorio comunale. Le attività commerciali alle quali è rivolta l’iniziativa sono state invitate ad aderire, tramite una comunicazione ufficiale trasmessa via PEC dal Comune di Codigoro. Le attività in questione potranno distribuire ai loro clienti i buoni regalo predisposti dall’Amministrazione Comunale.

La spesa minima per poter beneficiare dei “buoni regalo” è di 50 euro e ne hanno diritto solo i residenti. Ciascun cliente potrà utilizzare un solo buono per ogni negozio, ma lo stesso soggetto potrà usufruire di più buoni, per acquisti in attività differenti. E’ bene ricordare che i buoni NON sono utilizzabili per l’acquisto di tutti i prodotti relativi a monopolio dello Stato (es: sigarette, tabacco, benzina, gratta e vinci, etc…).

L’imprenditore, una volta compilato il buono, dovrà presentarlo al Comune di Codigoro, unitamente alla copia dello scontrino di vendita. La consegna dovrà essere effettuata dall’11 gennaio 2020 al 28 febbraio 2021, presso l’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico (aperto dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle ore 13).

“Tutte le nostre attività , al pari delle famiglie, sono state messe a dura prova da un anno drasticamente segnato da una pandemia mondiale – spiega il Sindaco Sabina Alice Zanardi -; l’Amministrazione Comunale sin dalla scorsa primavera ha adottato misure volte ad alleviare i disagi e le sofferenze delle famiglie e del mondo produttivo e anche questo è un provvedimento che va in quella direzione. Non è certamente una misura risolutiva dei problemi, ma è uno stimolo vitale per rimettere in moto la nostra economia in un periodo che, per definizione, come è quello di Natale, gli acquisti possono dare una boccata di ossigeno ad un settore fortemente colpito dall’emergenza sanitaria. Si tratta di un primo progetto-pilota, al quale vorremmo farne seguire altri in futuro. Colgo l’occasione – conclude il Sindaco -, per esprimere agli imprenditori codigoresi e naturalmente a tutti i miei concittadini l’augurio di un Natale sereno, in salute e in armonia con i propri cari. Continuando a stare uniti, riusciremo il più rapidamente possibile a dare una spallata al coronavirus.”

Sono complessivamente 31 le attività, tra capoluogo e frazioni, che hanno aderito al progetto, mentre l’importo messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale è pari a 11.625 euro.

Fox Bompani: solidarietà al delegato Marco Scalisi e alle lavoratrici e lavoratori in lotta

Da: Vincenzo Guerrieri, Unione Sindacale di Base

Esprimiamo la nostra solidarietà di classe e ci uniamo alla condanna verso le iniziative repressive e antisindacali messe in atto dalla proprietà dell’azienda.
Da giorni i lavoratori della Fox Bompiani di Ostellato di Ferrara e di Modena sono in lotta con uno sciopero ad oltranza contro l’arroganza padronale, contro la pretestuosa e ritorsiva procedura di licenziamento del delegato Marco Scalisi.
È un attacco diretto alla capacità di resistenza dei lavoratori di fronte ai tentativi padronali di peggiorare le condizioni di lavoro, disdettare la contrattazione aziendale, ridurre i salari.
Sono innumerevoli di tentativi di repressione nei confronti dei delegati più attivi e scomodi con provvedimenti disciplinari intimidatori e licenziamenti.
Una situazione e una modalità che si sta rapidamente diffondendo nel nostro paese e nel nostro territorio, che vede la Confindustria e tutto il padronato portare avanti, approfittando dell’attuale emergenza covid, un attacco complessivo ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione nazionale e aziendale.
È sempre più necessario organizzarsi per rompere ogni politica collaborativa con questo padronato per rivendicare diritti, salario e dignità per tutte e tutti.

Ferrara, crollo dei ricavi aziendali durante il lockdown. In grave difficoltà il settore manifatturiero

Da: Stefano Ravioli, Cna Ferrara

Ferrara, crollo dei ricavi aziendali durante il lockdown. In grave difficoltà il settore manifatturiero

Ecco i dati di TrendER, l’indagine sullo stato di salute delle PMI realizzato da Cna Regionale in collaborazione Istat – Benatti: “necessaria una politica industriale avanzata per il manifatturiero”

Nei primi 9 mesi del 2020 – da gennaio a settembre – le imprese della provincia di Ferrara hanno subito una riduzione dei ricavi pari al 14,2%. Un calo superiore alla media regionale, che si è attestata a meno 13,1%. Peggio di Ferrara hanno fatto le province di Bologna (-14,8%) e di Rimini (-17,6%).

È questo il primo risultato che emerge dall’Indagine 2020 di TrendER, l’Osservatorio di CNA Regionale che analizza lo stato di salute delle micro e piccole imprese dell’Emilia-Romagna. La sua validità scientifica è garantita dalla collaborazione con ISTAT che partecipa con CNA ininterrottamente dal 2005 all’elaborazione dell’analisi periodica.

La perdita più elevata, per la provincia di Ferrara, riguarda il manifatturiero (i cui ricavi scendono del 16,4%, contro una media regionale del -14,1). Più contenute le riduzioni per quanto riguarda le costruzioni e i servizi. Tra i diversi settori del manufatturiero, stando all’indagine TrendEr, Ferrara mostra una situazione particolarmente critica nel settore meccanico, che tra gennaio e settembre 2020 perde il 16,5% (contro una perdita media regionale del 13,1%).

La difficile situazione della meccanica è testimoniata dalla forte riduzione dei ricavi che si osserva nell’area di Copparo che costituisce, dal punto di vista industriale, un sistema territoriale omogeneo articolato intorno alla Berco. Nei nove mesi presi in esame, il manifatturiero del “sistema Copparo” ha perso il 22,5%.

Il trimestre di maggiore riduzione dei ricavi è, come si può immaginare, il secondo del 2020 (aprile-maggio-giugno): in quel periodo la provincia di Ferrara denuncia una riduzione dei ricavi del 29,7%, ampiamente sotto la media Regionale del 27,2%. Ferrara si colloca tra le provincie in maggiore difficoltà nel periodo, dietro Bologna (-28,8%) e davanti alla sola Rimini (-32,5%). Negli altri due trimestri presi in considerazione le riduzioni sono molto più contenute. Primo trimestre 2020: – 6,6% (media regionale 7,4); secondo trimestre2020: – 5,3% (media regionale 3,9%).

“Questi dati testimoniano ulteriormente la fragilità del sistema Ferrara -sottolinea il Direttore Provinciale della CNA di Ferrara Diego Benatti – ma soprattutto evidenziano che la contrazione non è solo nei settori legati al commercio, turismo, ristorazione e pubblici esercizi ma purtroppo riguarda anche il manifatturiero, settore trainante e fondamentale per il nostro territorio. Per questo – continua Benatti – occorre attivare da subito una politica industriale avanzata che metta al centro, a tutti i livelli, il settore produttivo manifatturiero”.

Tutta la regione connessa senza fili, EmiliaRomagnaWifi arriva anche negli ultimi 50 comuni mancanti

Internet. Tutta la regione connessa senza fili, EmiliaRomagnaWifi arriva anche negli ultimi 50 comuni mancanti. Per i cittadini Wifi gratuito, veloce e sicuro. L’assessore Salomoni: “In un mondo che si digitalizza, la connessione è un diritto che noi ci impegniamo a garantire a ogni emiliano-romagnolo”

Siglati due accordi paralleli con il Ministero dello Sviluppo economico e la Commissione europea. Agli oltre 9.000 punti di accesso già presenti ne verranno aggiunti altri 2.583, e sarà aumentata la copertura della rete anche nei luoghi pubblici, nelle strutture della costa adriatica e negli impianti e spazi sportivi del territorio. Entro tre mesi l’avvio dei lavori, già partiti in alcuni comuni. Il sottosegretario Liuzzi: “Piazza Wifi Italia un modello di successo”, l’amministratore delegato di Infratel Italia, Bellezza: “Accordo modello che replicheremo in altre realtà del Paese”

Bologna – Un’Emilia-Romagna sempre più digitale e connessa che, grazie a una rete wifi pubblica che si estende a tutto il territorio senza escludere nessun comune, sperimenta le ultime tecnologie e si rafforza in particolare negli spazi pubblici, dai parchi alle spiagge fino agli impianti e spazi sportivi.

A rendere possibile questo risultato, due accordi paralleli che la Regione ha stretto con il ministero dello Sviluppo economico e la Commissione europea, formalizzati recentemente con due delibere di Giunta.

Da Piacenza a Rimini tutti i cittadini potranno collegarsi alla rete pubblica regionale EmiliaRomagnaWiFi – in grado di garantire un accesso ad Internet facile, gratuito e veloce – senza bisogno di autenticarsi e attivo tutti i giorni 24 ore su 24: il segnale sarà esteso ai 50 comuni non ancora raggiunti dalla rete Wifi, e rafforzato per quanto riguarda in particolare le aree pubbliche come piazze, parchi, spiagge, ospedali, biblioteche e impianti sportivi. Nel corso dei prossimi tre mesi si avvieranno tutti i lavori, che in alcuni comuni sono già partiti.

“Siamo la prima Regione in Italia a proporre e formalizzare sinergie nell’ambito di progetti nazionali ed europei in materia di WiFi pubblico- afferma l’assessore all’Agenda digitale, Paola Salomoni-, e finalmente i cittadini di tutti i nostri comuni potranno utilizzare Internet gratuitamente in spazi pubblici. La pandemia ha solo accelerato un processo inevitabile di transizione verso la digitalizzazione dei servizi, e per questo motivo vogliamo garantire a ogni emiliano-romagnolo il diritto a una connessione. Si tratta di un passo fondamentale nella realizzazione della nostra Agenda Digitale, che si integra perfettamente ad esempio con i corsi di educazione al web e alle tecnologie che proponiamo per tutte le fasce d’età. Ringraziamo- aggiunge Salomoni- il ministero dello Sviluppo economico che con il progetto ‘Piazza Wifi Italia’, in collaborazione con Infratel Italia Spa, si è posto l’obiettivo di permettere a tutti i cittadini di connettersi, gratuitamente e in modo semplice tramite l’App dedicata, a una rete wifi libera e diffusa su tutto il territorio nazionale, obiettivo sposato da tempo dalla Regione Emilia-Romagna”.

Gli accordi con Ministero e Commissione europea

L’intesa con il Ministero dello Sviluppo economico prevede che ai quasi 9.000 punti di accesso di EmiliaRomagnaWiFi già attivati in Emilia-Romagna (in piazze, ospedali, biblioteche, centri sociali, centri giovanili e impianti sportivi), ne vengano aggiunti altri 2.583, attraverso l’adesione al progetto MiSE “Piazza WiFi Italia”. Infratel Italia seguirà l’installazione degli hotspot WiFi nei 50 comuni del territorio regionale al momento non ancora raggiunti dal segnale. Inoltre, si intensificheranno le attività per aumentare la copertura della rete WiFi, senza fili e gratuita, nei luoghi pubblici, spiagge e spazi dedicati allo sport. Il protocollo d’intesa ha durata fino al 30 giugno 2024. I nuovi dispositivi, come quelli già esistenti, saranno collegati alla rete in fibra ottica regionale gestita da Lepida Scpa.

“Piazza Wifi Italia rappresenta un modello di successo promosso dal ministero dello Sviluppo economico per l’azione di digitalizzazione nei territori e la firma di questo accordo costituisce un ulteriore tassello per la riduzione del digital divide- commenta Mirella Liuzzi, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico-. La volontà della Regione Emilia-Romagna e di tutti gli attori coinvolti ha permesso di condurre questo importante intervento a favore di cittadini, imprese e turisti; un’iniziativa che ribadisce l’importanza della connettività e dell’infrastrutturazione di rete che, mai come in quest’ultimo anno, sono divenuti elementi fondanti di inclusione sociale e coesione economica del Paese”.

“La collaborazione con le Regioni è fondamentale per diffondere la connettività libera e gratuita di Piazza Wi-Fi Italia. L’accordo raggiunto con l’Emilia-Romagna rappresenta un modello che intendiamo replicare in altre realtà del Paese” aggiunge Marco Bellezza, amministratore delegato di Infratel Italia.

L’accordo con la Commissione europea prevede invece un’ulteriore sinergia per lo sviluppo attuale e futuro delle reti WiFi. D’ora in poi i ripetitori della connessione europea WiFi4Eu potranno trasmettere la rete EmiliaRomagnaWifi e viceversa: in questo modo la linea regionale sarà rafforzata in quei comuni che si sono aggiudicati il bando europeo Wifi4EU, dal momento che potrà contare su più trasmettitori. Allo stesso tempo i visitatori italiani che si siano già collegati alla rete wifi.italia.it e quelli stranieri, che abbiano già usufruito del servizio Wifi4EU, potranno collegarsi in maniera automatica alla rete regionale emiliano-romagnola senza dover effettuare alcuna operazione.

I punti wi-fi in Emilia-Romagna, per provincia

Gli 8.957 punti wifi attualmente presenti in Emilia-Romagna sono così suddivisi, per provincia: 3.048 a Bologna, 1.347 a Reggio Emilia, 1.281 a Modena, 1.216 a Ferrara, 659 Forlì-Cesena, 410 Parma, 410 Ravenna, 391 Piacenza, 195 Rimini. Sul sito della Regione, alla pagina www.EmiliaRomagnaWiFi.it è presente una mappa con i punti presenti nei singoli comuni

Interpellanza su servizio di ambulanza veterinaria.

Da: Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico Ferrara

PREMESSO CHE
• Domenica 2 febbraio 2020 è stato presentato il servizio di “Ambulanza veterinaria”,
alla presenza dell’Assessore Balboni;
CONSIDERATO CHE
• L’obiettivo, molto importante e prezioso, era di fornire il primo soccorso, in caso di
emergenza, ad animali in difficoltà, con recupero, contenimento e trasporto verso il
veterinario di fiducia del proprietario o verso la struttura veterinaria più vicina, oppure
assistenza in loco e trasporto verso il domicilio, quando possibile;
OSSERVATO CHE
• Durante la conferenza stampa, l’Assessore Balboni dichiarava: “..omissis.. per poter
intervenire abbiamo contattato questa onlus, che può davvero fare la differenza ad
esempio per un anziano che non può portare il suo animale dal veterinario. È stato
fatto in città un grande passo in avanti rispetto alle precedenti politiche sugli
animali..omissis..”
DATO ATTO CHE
• Lo scrivente è stato contattato da diverse persone che, rivoltesi all’associazione per
richiedere una prestazione, hanno purtroppo dovuto constatare che in realtà il servizio
in questione non è MAI partito a Ferrara;
• Il sottoscritto non è riuscito a trovare su nessun mezzo di comunicazione (ufficiale e
no) la comunicazione dell’inattività di tale servizio, nonostante la grossa opera di
comunicazione messa in campo per presentare un servizio mai partito;
• Sul sito ufficiale del comune è ancora presente la notizia del servizio;
SI RICHIEDE QUINDI AL SIG. SINDACO E/O ALL’ASSESSORE COMPETENTE
 Per quale motivo il servizio di ambulanza veterinaria non sia MAI partito a Ferrara e
se non si ritenga opportuno informare opportunamente la cittadinanza, al fine di
evitare che una persona bisognosa -così come esposto durante la presentazione
dell’assessore Balboni- faccia affidamento su un servizio che, purtroppo, non esiste.

Messa natalizia con i detenuti, gli agenti e i volontari

Da: Massimo Manservigi

(Ferrara, 21.12.2020)
S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Carissimi detenuti, agenti e volontari ho desiderato questa celebrazione eucaristica con voi, come sacramento dell’amore di Dio, ma anche sacramento della fraternità, preparandoci a vivere il Natale. Saluto e ringrazio . Padre Tiziano e don Paolo, Don che concelebrano questa Eucaristia. L’Incarnazione è il mistero di un Dio che è Padre e che non rinuncia a inviarci suo Figlio per ricordarci che tutti siamo figli e fratelli. Il Natale, per usare le parole del Cantico dei Cantici che abbiamo ascoltato, è come passare dall’inverno alla primavera, per la nostra vita rinasce nell’incontro con la Vita, la Vita vera che è incarnata in un Bambino che nasce. Il Natale rinnova sempre: le parole, i sentimenti, i gesti. Anche in questo tempo di pandemia, in cui i legami si sono indeboliti, i rapporti quasi interrotti e la distanza ha fatto soffrire anche voi.
La pagina evangelica ci ricorda il gesto e la scelta di Maria dopo l’Annunciazione: visitare la cugina Elisabetta per aiutarla nella sua gravidanza. L’incontro con il Signore non ferma, blocca, ma mette in cammino, apre all’incontro con gli altri, costruisce gratuità e fraternità. Il gesto di Maria è un gesto di volontariato, di dono, di responsabilità di fronte a chi è in difficoltà. La gratuità nasce ovunque e non può essere fermata neppure dalle sbarre, perché rinnova il cuor dentro, libera dal male, dal risentimento e dalla paura, costruisce serenità e gioia. La gratuità prepara il Natale e lo accompagna. E forse è questo il senso dei doni a Natale: ci aiuta a superare individualismo ed egoismo, a condividere, a regalare gioia. La gratuità – scrive Papa Francesco – “È la capacità di fare alcune cose per il solo fatto che di per sé sono buone, senza sperare di ricavarne alcun risultato, senza aspettarsi immediatamente qualcosa in cambio” (F.T. 139). E proprio perché la gratuità, questo desiderio di fare cose buone, nasce da dentro di noi, possiamo costruirla e custodirla ovunque. A Natale, poi, scopriamo nel Figlio che nasce di essere figli e fratelli. Il Natale costruisce un pezzo di fraternità. Papa Francesco, nell’enciclica Fratelli tutti, ci ricorda proprio questo. Il mondo è una sola famiglia e ogni gesto di violenza, prepotenza, di divisione distrugge questa fraternità, mentre ogni gesto di unione, perdono, pace costruisce fraternità. “Oggi possiamo riconoscere che ci siamo nutriti con sogni di splendore e grandezza e abbiamo finito per mangiare distrazione, chiusura e solitudine; – scrive papa Francesco – ci siamo ingozzati di connessioni e abbiamo perso il gusto della fraternità” (F.T. 33).
Cari fratelli, il Natale ormai vicino ci porti in questo tempo di pandemia il gusto della fraternità, la serenità e la gioia nel cuore. Il Dio con noi come un figlio e un fratello renda la nostra vita capace di uno sguardo di amore. E’ l’augurio che faccio a tutti voi presenti, a tutti i detenuti, gli agenti e volontari, e attraverso voi alle vostre famiglie. Buon Natale.

Emilia Romagna – Analisi AutoScout24 sui neopatentati

Da: Carmelo Abate

Focus di AutoScout24 sui neopatentati

Emilia Romagna: patente B, la teoria l’ostacolo principale, con il 32,4% che nel 2019 non ha superato l’esame. Meglio la prova finale di guida, dove i promossi sono il 77,2%, con la regione che si posizione al 16° posto in Italia.

Generazione Z: alla guida non sono solo sicuri ma anche attenti e prudenti, pochi gli spericolati e gli arrabbiati.

Milano, 22 dicembre 2020 – In un momento storico in cui è stata confermata la proroga al 2021 per la validità del “foglio rosa”, conseguire la patente B resta uno dei traguardi più importanti della vita, soprattutto per i giovanissimi. Secondo l’elaborazione del Centro Studi di AutoScout24 (www.autoscout24.it), su base dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Emilia Romagna, nel 2019 40.858 persone hanno superato l’esame finale di guida per la patente B, pari al 77,2% sul totale (la media nazionale è dell’84,8%). Un dato, quest’ultimo, che posiziona la regione al 16° posto in Italia per tasso di promossi. Tra le province, la percentuale più alta di promossi alla guida si registra a Bologna (87,8%) e Rimini (86,7%). Seguono Piacenza (82,4%), Reggio Emilia (78,6%), Ferrara (76,9%), Parma (75,2%), Modena (73,1%), Forlì (67,9%), Lodi (79,3%) e, agli ultimi posti, Forlì-Cesena (67,9%) e Ravenna (61,8%).

Ma l’esame di guida è “solo” la fase finale del test; prima bisogna superare la teoria, dove il dato degli idonei nella regione si ferma al 67,6%, un valore comunque superiore alla media nazionale (66,5%). I promossi alla teoria variano dal 70,9% di Modena e 70% di Ferrara ai più “rigidi” di Piacenza (63,6%).

Ma chi sono i neopatentati? Secondo l’analisi realizzata dal Centro Studi di AutoScout24 (www.autoscout24.it), condotta su giovani utenti neoautomobilisti[1] dai 18 ai 24 anni, la maggior parte riguarda ovviamente la Generazione Z. Giovani che vogliono essere finalmente autonomi e poter gestire il proprio tempo (il 72%), ma che vedono la patente anche come una conquista personale (51%) o un mezzo per viaggiare (44%). Ragazzi che preferiscono l’auto agli altri mezzi per i propri spostamenti quotidiani (85%) ma che hanno caratteristiche di guida diverse, per lo più positive: da un lato la maggioranza, composta dai sicuri (46%), attenti (21%), prudenti (14%) e calmi (9%), dall’altro, fortunatamente limitati, dagli spericolati e incoscienti (8%), arrabbiati (2%) e distratti (1%). Una curiosità: nessuno si dichiara Insicuro, forse un elemento che caratterizza questa generazione.

Partiamo dall’inizio: guida e timori. La maggior parte dei giovani neopatentati (69%) si sente tranquilla e sicura alla guida sin dall’inizio, ma c’è un 16% che soffre d’ansia e vive o ha vissuto i primi momenti su strada con qualche preoccupazione. Al primo posto delle fobie più ricorrenti per chi ha appena iniziato a guidare c’è la paura di non riuscire a parcheggiare, indicata dal 26% dei giovani della fascia 18-24 anni. A seguire, con il 17%, il traffico, e al 12% la paura di investire i pedoni e di causare incidenti.

Qual è l’auto che i giovani neopatentati guidano abitualmente? Il 39% quella dei genitori e il 28% ne ha ricevuta una in regalo come premio appena superata la prova d’esame. Si tratta di vetture alimentate principalmente a Benzina (50%) o Diesel (35%), ma sull’età il campione si divide: il 55% più fortunato guida vetture che hanno meno di 5 anni di vita, mentre per il 26% supera i 10 anni.

Interrogati sull’auto ideale, la Generazione Z continua a preferire il motore a benzina, indicato dal 55% del campione, seguito a netta distanza dal diesel (16%), il quale sembra però perdere interesse probabilmente a causa delle campagne contro. L’ibrido e l’elettrico si fermano insieme al 12%. Sul fronte delle caratteristiche, secondo loro l’auto di un neopatentato dovrebbe essere piccola e compatta (34%), avere una carrozzeria resistente (24%), facile da parcheggiare e dotata di sensori che aiutano nelle manovre (19%). Tra le auto per neopatentati più cercate su AutoScout24 troviamo sul podio la Fiat 500, la Volkswagen Polo e la MINI One.

CODICE DELLA STRADA E RESTRIZIONI: COSA PENSANO I GIOVANI NEOPATENTATI?

Seppur la maggioranza, con il 63%, si dica d’accordo con le restrizioni del codice della strada previste per i neopatentati, riguardanti limitazioni di potenza, di velocità e limitazioni per i livelli di tasso alcolemico, il 22% pensa che 3 anni siano troppi e che bisognerebbe ridurre la durata dei limiti, mentre ben il 29% valuta le norme eccessive.

Le tartarughe marine del Delta del Po tra le protagoniste di un documentario nazionale.

Da: Francesco Lavezzi, Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

Dal 17 al 22 dicembre si sono tenute le riprese di un documentario nazionale che vedrà la firma del regista Paolo Sodi, produzione che mostrerà le straordinarie peculiarità del territorio del Delta del Po ferrarese.
Tra le protagoniste del progetto le tartarughe marine Caretta caretta, animali presenti in grande numero nel pescoso Delta e nelle valli di Comacchio, e la loro interazione complicata con gli esseri umani e come questa, però, può diventare un rapporto di cura e rispetto. Protagonista delle riprese a Porto Garibaldi l’equipaggio del peschereccio Bosga. Le riprese sono proseguite al Centro di Primo Soccorso di Goro, dove questi animali vengono messi in sicurezza dal gruppo Delta Rescue, formato da Fondazione Cetacea, ENPA Lagosanto, Gruppo dei Vigili Giurati di Goro, Circolo Nautico di Volano e AICS, e visitati dalla dott.ssa Giulia Bondesan, con la collaborazione della Polizia provinciale.
Lana è la paziente (in tutti i sensi) tartaruga protagonista delle riprese, catturata accidentalmente in reti a strascico lo scorso novembre e ora perfettamente ristabilita: domenica 20 è stata rilasciata al termine riprese davanti a Goro da Fondazione Cetacea con i mezzi del Corpo Vigili Giurati di Goro.

Giustizia per Regeni

Da: Daniele Vecchi

GIUSTIZIA PER REGENI

Credo che lo striscione “Verità per Regeni” non sia più attuale e debba essere sostituito con un altro striscione : “Giustizia per Regeni!”.

La verità la conosciamo, grazie all’ottimo lavoro della magistratura italiana, che ha denunciato la scarsa (è un eufemismo) collaborazione dell’Università di Cambridge, nella quale alcuni docenti hanno svolto un ruolo inquietante (del quale poco si parla) ed hanno a mio avviso pesanti responsabilità sull’accaduto (1).

Spero che il nostro governo si muova con decisione perchè l’Egitto finalmente collabori con i nostri giudici.

Ma dopo aver visto Conte e Di Maio che riverivano e ringraziavano il despota della Cirenaica (nonchè uomo del Cairo a Bengasi) per la vicenda dei pescatori di Mazara, ho ben poche speranze.

E desidero manifestare tutta la mia disistima per Macron, che ha insignito Al-Sisi della “Legion d’Onore”.

Visti tali precedenti, come sperare che l’Europa e l’Italia si battano perchè Regeni abbia giustizia?

Daniele Vecchi

Mozione per la concessione della cittadinanza onoraria a Patrick Zakl

Da: Gruppo PD Ferrara

PREMESSO CHE:
Patrick Zaki è un ragazzo egiziano di 27 anni, attivista e studente. Nel settembre del 2019 si era trasferito in Italia per frequentare un master internazionale in Studi di Genere presso l’Università Alma Mater Studiorum diBologna. Lavorava, inoltre, come ricercatore per i diritti umani e di genere all’EIPR – Egyptian Initiative for
Personal Rights, un’organizzazione egiziana che dal 2002 si impegna per rafforzare e proteggere i diritti e le libertà fondamentali in Egitto.
Lo scorso febbraio aveva deciso di approfittare di un breve periodo di vacanza e fare ritorno per qualche giorno in Egitto dalla sua famiglia e dai suoi amici. Il 7 febbraio, tuttavia, non appena atterrato all’aeroporto del Cairo veniva arrestato in assenza di apparenti motivi, trattenuto per 24 ore senza che ne fosse data notizia ai familiari, interrogato ed infine incriminato. L’accusa è quella di “istigazione al rovesciamento del governo e della Costituzione” per aver pubblicato notizie false con l’intento di disturbare la pace sociale, per aver incitato proteste contro l’autorità pubblica, per aver utilizzato i social network per minare l’ordine sociale e la sicurezza
pubblica e per aver istigato alla violenza ed al terrorismo. Eppure Patrick era soltanto uno studente ed un attivista che difendeva i diritti umani.
Successivamente al suo arresto è stato trasferito a Mansoura e poco dopo nel carcere di Tora, dove si trova tutt’ora in stato di custodia cautelare. Durante tale periodo – riferiscono i legali del giovane e l’EIPR – Patrick Zaki è stato minacciato, picchiato, torturato e sottoposto all’elettroshock. È in questo modo che la macchina della repressione egiziana reprime il dissenso. Un recente rapporto di Amnesty International, intitolato “Stato di eccezione permanente”, riferisce di continue violazioni dei diritti umani da parte delle autorità egiziane nei confronti di attivisti, giornalisti, ma anche semplici cittadini, di arresti e detenzioni arbitrarie che durano mesi e talvolta anni senza che si giunga ad un processo, di complicità delle autorità nella tortura, in omicidi e sparizioni forzate, come è accaduto a Giulio Regeni.
Dal 7 febbraio sono trascorsi oltre tre mesi e Patrick Zaki si trova ancora privato della propria libertà personale per aver espresso le sue idee e le sue opinioni. Nel corso di queste settimane le udienze che dovevano decidere sulla continuazione del suo stato di detenzione hanno subito continui rinvii, legati soprattutto al fatto che in Egitto l’attività giudiziaria è ferma a causa del coronavirus, e solo nell’udienza del 7 maggio (la quale si è svolta senza che fossero presenti l’imputato ed i suoi avvocati) è stato disposto un rinnovo della custodia cautelare in carcere. Proprio il coronavirus, inoltre, a causa dell’asma di cui è affetto Patrick Zaki, rischia di rappresentare un ulteriore pericolo se si considera che in carcere il rischio di contagio è più alto.
La storia di Patrick Zaki parla a tutti noi anche della sconvolgente storia della tortura e dell’uccisione di Giulio Regeni, ferita tuttora aperta, e ci ricorda di come in Egitto il dissenso e la libertà d’espressione vengano repressi col sangue, la violenza e la cancellazione dei diritti.
CONSIDERATO CHE:
Patrick Zaki ama il nostro Paese, aveva deciso di vivere in Italia, di conoscere la nostra cultura, di studiare a Bologna e formarsi nelle nostre università, pertanto concedergli la cittadinanza italiana – come da settimane chiedono numerosi intellettuali, giornalisti, accademici e parlamentari – potrebbe contribuire a fermare le
torture, restituirgli la libertà e salvargli la vita;
Alla luce di questa tremenda vicenda e nel tentativo di esercitare pressioni su chi oggi ha la responsabilità ed il compito di provare a salvare la vita di Patrick, sarebbe un atto doveroso, significativo e dal forte impatto difendere i diritti politici, i diritti individuali, la libertà di pensiero e di espressione di Patrick Zaki e concedergli la cittadinanza onoraria del Comune di Ferrara;
Altre città, Bologna per prima, seguita da Milano, Napoli e altre (circa 70 in tutta Italia) hanno avviato il percorso per il riconoscimento della cittadinanza onoraria a Zaki, sul presupposto che ciò testimoni il riconoscimento dei valori di libertà di studio, di libertà di pensiero e di libertà alla partecipazione pubblica
propri del nostro paese e delle istituzioni che lo rappresentano;
RITENUTO CHE
In alcun modo debba venire meno la volontà del Governo Italiano di difendere i diritti umani, valutando la possibile sospensione degli accordi di fornitura militare in assenza di risposte immediate e concrete da parte del Governo Egiziano anche rispetto alla ricerca della verità per l’omicidio di Giulio Regeni; il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki – oltre a essere un importante; attestato di vicinanza a un giovane ricercatore dell’Università di Bologna, impegnato in importanti iniziative a favore dei diritti umani – è anche un segnale di solidarietà e vicinanza nei confronti di tutti coloro che, in molte Nazioni con governi dittatoriali e antidemocratici, vengono ingiustamente detenuti e condannati in quanto anche solo semplicemente sospettati di far parte di associazioni e movimenti che si battono per i diritti civili e politici.
IL CONSIGLIO COMUNALE INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA
Ad attivare le procedure necessarie al fine di concedere la Cittadinanza onoraria del Comune di Ferrara a Patrick Zaki.

Le consigliere e i consiglieri:
Gruppo PD:
Ilaria Baraldi
Francesco Colaiacovo
Anna Chiappini
Davide Bertolasi
Caterina Ferri
Deanna Marescotti
Simone Merli
Aldo Modonesi
Mauro Vignolo
Gruppo Azione Civica – Roberta Fusari
Gruppo Gente a Modo – Dario Maresca

Secondo incontro con Assessora Kusiak

Da: Comitato Famiglie Ferrara

Dopo alcuni imprevisti, si è infine tenuto in via telematica l’incontro del 17 dicembre fra il Comitato Famiglie Ferrara e l’assessora Kusiak.
Come da accordi già presi, sono stati trattati i seguenti temi, obiettivo delle attività del Comitato: costituzione della Consulta della Famiglia (così definita da Kusiak) e sue tempistiche
Tale organismo sostituirà la Consulta per la Genitorialità, ora non più attiva dopo il cambio di amministrazione e assumerà la veste di spazio di dialogo con il Comune, ove le associazioni afferenti alla famiglia possano far rete tra di loro e perseguire insieme obiettivi comuni per tutte le famiglie. Le tempistiche rimangono ancora un po’ sfumate: il regolamento, dice l’assessora, è stato modificato per includere anche forme diverse dalle associazioni tout court e andrà completato per poi essere sottoposto alla valutazione della Giunta prima e del Consiglio poi. A seguire ci sarà il bando per aderire. Sarà quindi cura del Comitato ricordare all’amministrazione la necessità di costituire quanti prima quest’organismo.
Il Comitato ha inoltre chiesto quali siano l e date di progettazione di manifestazioni dedicate all’infanzia a gestione Comunale nel 2021 – quali Estate Bambini (ormai celebre la raccolta firme a favore) e Maggio in Piazza Aperta. L’Assessora ha risposto che, compatibilmente con la situazione, a febbraio i progetti per l’anno dovrebbero essere messi in pista, cercando anche di arricchire l’offerta rispetto al passato.
Proseguendo, sia per quanto riguarda lo stato in cui versano alcune aree verdi e parchi, anche nelle frazioni, che in alcuni casi sono privi di giostrine o arredi adeguati, o addirittura “non sicuri” per i bambini a causa della presenza di immondizia, Kusiak si farà portavoce presso l’assessorato competente affinchè provveda; così come per quanto riguarda la questione del “bonus sport” regionale non ancora erogato alle famiglie con figli che praticano attività sportiva, bonus gestito a bando dal Comune.
L’ultimo punto all’ordine del giorno ha riguardato i progetti per l’adolescenza, tornati alla ribalta anche a seguito della Commissione Consiliare del 9 dicembre che riportava l’allarmante aumento del consumo di droghe nelle fasce più giovani. Una progettualità forte e capillare sul territorio con proposte e luoghi adeguati, potrebbe contribuire a ridurre sensibilmente il problema, si attendono quindi notizie dal Comune circa le attività messe in campo per un sano protagonismo giovanile, anche in questo caso l’Assessora si è detta disponibile a far da ponte con l’assessorato per le Politiche Giovanili.

Al prossimo incontro, come concordato con Kusiak, saranno presenti i due tecnici assenti a quest’ultimo incontro: uno per i servizi per l’infanzia e uno per i progetti per l’adolescenza, con i quali dipanare più nello specifico i progetti presenti e futuri

Vaccino Covid, l’Emilia-Romagna è pronta: si parte il 27 dicembre

Sanità. Vaccino contro il Covid, l’Emilia-Romagna è pronta: si parte, il 27 dicembre in tutt’Italia è il Vaccine Day. Si inizia con 975 professionisti della sanità, che saranno vaccinati da Piacenza a Rimini. Già definiti dalle Ausl i luoghi e i team di vaccinatori. Il presidente Bonaccini e l’assessore Donini: “Domenica giornata storica, tutto organizzato”

Domenica prossima saranno vaccinati per primi i vaccinatori. Sulla variante inglese del virus, già testati gli arrivi di ieri dall’Inghilterra: al momento non risulta alcun positivo

Bologna – Tutto pronto in Emilia-Romagna per il Vaccine Day: domenica 27 dicembre, come stabilito peraltro a livello nazionale, le prime dosi di vaccino Pfizer-BioNtech (9.750 per l’avvio in tutt’Italia) verranno somministrate su tutto il territorio da Piacenza a Rimini, a 975 professionisti della sanità regionale tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari.

Nella giornata di domenica verranno vaccinati i medici e gli infermieri, con precedenza ai vaccinatori che saranno in prima linea in questa campagna. L’organizzazione della giornata è in carico alle singole Aziende, con la supervisione dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute.

“Ci siamo mossi in tempi rapidissimi- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- per essere pronti il 27 dicembre, giornata che possiamo definire veramente storica. I primissimi a essere vaccinati, quasi mille in Emilia-Romagna, saranno i medici, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari delle strutture sanitarie, quelli che ormai da mesi sono in prima linea nella lotta al virus. Abbiamo lavorato insieme alle Aziende sanitarie, che ringraziamo per la collaborazione e la prontezza di risposta fornita, per mettere in campo un’organizzazione a dir poco complessa, che ci consentirà di avviare il percorso di uscita dalla pandemia. Il 27 dicembre sarà un giorno tanto atteso quanto importante, e siamo certi che tutto andrà per il meglio”.

Da Piacenza a Rimini, i luoghi del Vaccine Day
In Emilia-Romagna ogni Azienda ha già predisposto il luogo esatto, all’interno delle strutture sanitarie presenti sul territorio di competenza, dove il 27 verranno somministrate le vaccinazioni. Piacenza ha scelto il Laboratorio analisi dell’ospedale; Parma vaccinerà presso l’Ospedale Maggiore; Reggio Emilia nei locali dell’ex ospedale Spallanzani; a Modena la somministrazione avverrà presso l’aera di riabilitazione dell’ospedale di Baggiovara. A Bologna le vaccinazioni verranno somministrate presso l’Autostazione e alla Casa di Residenza Cardinal Giacomo Lercaro mentre a Imola il Vaccine Day si svolgerà nel Medical Centre dell’Autodromo, inaugurato a fine ottobre scorso; a Ferrara il luogo identificato è l’Ospedale Sant’Anna di Cona mentre per la Romagna i centri individuati sono il Pala De Andrè a Ravenna, il Quartiere Fieristico di Rimini e Cesena Fiera.

Per quanto riguarda i vaccinatori che presteranno servizio domenica prossima, non esiste un “team tipo” – come ci sarà invece nella campagna vaccinale vera e propria – ma è a discrezione dell’organizzazione aziendale. Tutte le Aziende, peraltro, hanno già individuato, e inviato al ministero della Salute, i nominativi di medici e infermieri che il 27 vaccineranno i propri colleghi.

Vaccine Day, i numeri per Azienda
Un “esercito” di circa 180mila professionisti, da Piacenza a Rimini, tra chi lavora nella sanità (92mila 600 addetti) e chi nelle strutture per anziani e disabili (84mila 600 persone): è questa la prima fascia di popolazione che, come peraltro ha previsto il ministero della Salute in base alla prima quota di vaccino assegnato, sarà sottoposta a vaccinazione. Domenica 27 dicembre si partirà con i primi 975 operatori sanitari (a partire da coloro che poi dovranno effettuare le vaccinazioni sui colleghi) così distribuiti: 50 a Piacenza, 100 a Parma, 100 a Reggio Emilia, 150 a Modena, 225 (+50 per una CRA) Bologna (inclusi il personale degli Istituti Ortopedici Rizzoli), 25 a Imola, 50 a Ferrara e 225 nel territorio dell’Ausl della Romagna.

Una cabina di regia per ogni Azienda sanitaria
Ogni Azienda sanitaria si è dotata di una cabina di regia per l’organizzazione della vaccinazione. Nei territori dove ci sono anche Irccs e Aziende ospedaliero-universitarie, sarà definita un’unica cabina di regia. Coordinata dalla Direzione sanitaria, e composta da un medico della Direzione sanitaria (che svolgerà il ruolo di referente con la Regione), un medico di sanità pubblica, un medico di cure primarie, un responsabile della Direzione assistenziale, un responsabile della Direzione attività socio-sanitaria, un farmacista (responsabile dell’hub che conterrà le dosi vaccinali), un referente del Servizio Ict, un medico competente aziendale, un referente della Protezione civile, un referente dell’Ordine dei medici provinciale.

I vaccini: partenza dal Belgio e arrivo in Italia, ecco il calendario
Le dosi di vaccino con destinazione Italia partiranno dal Belgio giovedì 24 dicembre; saranno consegnate direttamente da Pfizer in un unico punto nazionale, a Roma, all’Irccs Lazzaro Spallanzani, il 26 dicembre, per essere poi ripartite tra le Regioni e le pubbliche amministrazioni dalle Forze Armate. Le dosi saranno distribuite in Cryo – box, all’interno di borse, per mantenere la temperatura di 2-8°. Le borse verranno prelevate dall’Esercito allo Spallanzani e, con diversi mezzi (su gomma, aerei), trasportate nei 20 punti di somministrazione individuati, la mattina del 27 dicembre per consentire l’avvio del Vaccine Day. L’orario di inizio per la vaccinazione in Emilia-Romagna, che sarà lo stesso per tutte le Aziende, sarà definito nei prossimi giorni.

La variante inglese del Coronavirus, la Regione già in campo
Per quanto riguarda la variante inglese del virus, la Regione Emilia-Romagna ha subito attivato i propri laboratori sottoponendo a test chi è rientrato ieri dall’Inghilterra. Come stabilisce l’ordinanza ministeriale emanata ieri, le persone che si trovano nel territorio nazionale e che nei quattordici giorni antecedenti le disposizioni ministeriali hanno soggiornato o transitato nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente l’avvenuto ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio e a sottoporsi a test molecolare o antigenico.

Attualmente sul territorio regionale non risultano esserci positivi alla variante inglese del Coronavirus tra coloro che sono rientrati da oltre Manica.

Coronavirus, si allarga ancora in Emilia-Romagna la platea di chi ha diritto al tampone rapido gratuito in farmacia

Sanità. Coronavirus, si allarga ancora in Emilia-Romagna la platea di chi ha diritto al tampone rapido gratuito in farmacia: incluse anche le persone con disabilità e i loro familiari conviventi. La decisione oggi in Giunta regionale. Donini: “Garantiamo la sicurezza di una fascia di popolazione fragile che ha pagato un prezzo alto durante la pandemia”

La Regione e le associazioni di categoria rivedono l’accordo: viene così recepita una risoluzione della maggioranza approvata oggi all’unanimità in Assemblea legislativa. Come per gli altri destinatari del test, dagli studenti al personale della scuola, si prenota direttamente l’appuntamento con il farmacista: l’elenco completo sul sito dedicato

Bologna – Da oggi in Emilia-Romagna anche le persone con disabilità, e i loro familiari conviventi, hanno diritto ad effettuare un tampone antigenico rapido e gratuito in farmacia: cresce così ancora il numero degli aventi diritto a partecipare, su base volontaria, al grande screening epidemiologico, da oltre due milioni di test, che parte proprio da questa mattina in tutta la regione.

Lo ha stabilito la Giunta regionale, formalizzando con un proprio atto una risoluzione presentata in Assemblea legislativa dalle forze di maggioranza e approvata all’unanimità: in accordo con le associazioni di categoria delle farmacie, viene rivisto l’accordo ed entrano a far parte del target anche le persone con disabilità certificata, collaboranti e in grado di indossare la mascherina, e i loro familiari conviventi.

“Ogni persona in più che effettua un tampone rapido ci aiuta a circoscrivere ed isolare il virus e ci permette di fare un passo avanti nella lotta alla pandemia nell’attesa, sempre più breve, del vaccino- dichiara Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la salute-: l’allargamento della platea di oggi, per cui ringrazio ancora una volta tutta la categoria dei farmacisti, è ancora più significativo perché ci permette di garantire la sicurezza di una fascia di popolazione fragile, come i disabili, che durante questa emergenza sanitaria ha pagato un prezzo ancora più alto a causa della inevitabile riduzione dell’attività dei centri diurni”.

Le persone con disabilità e i loro familiari si vanno quindi ad aggiungere ad una ampia fascia di popolazione che ha diritto al test: tutti gli scolari e gli studenti da 0 a 18 anni e i maggiorenni che frequentano la scuola secondaria superiore, con i loro genitori (anche se separati e/o non conviventi e tutori/affidatari), fratelli e sorelle ed altri familiari conviventi, nonché i nonni non conviventi; gli studenti universitari che hanno il medico di medicina generale in Emilia-Romagna e quelli che, benché qui assistiti, frequentano Università fuori regione. E ancora: il personale dei servizi educativi 0-3 anni e quello scolastico di ogni ordine e grado, compresi gli Enti di formazione che erogano i Percorsi di Istruzione e formazione professionale (IeFP) e gli studenti che li frequentano.

Anche per le persone disabili e i loro familiari conviventi, per effettuare il test è sufficiente, da oggi, prendere appuntamento con il farmacista, consultando l’elenco degli aderenti sul sito della Regione https://salute.regione.emilia-romagna.it/antigenico-farmacie. Il tampone verrà poi effettuato in autotest, o in alternativa dal familiare convivente accompagnatore.

Per quanto riguarda invece le persone con disabilità che non riescono a indossare la mascherina, e quindi a garantire le condizioni di sicurezza in farmacia al momento del test, è importante ricordare che sono già destinatarie delle misure di controllo dell’infezione da Coronavirus erogate direttamente dalle Aziende sanitarie per le categorie più a rischio.

Moni Ovadia, perché Ferrara?

Arte e cultura da sole non fanno una Città della Conoscenza, almeno per come è intesa dalla letteratura in argomento. Si può essere città d’arte e cultura senza mai giungere ad essere compiutamente una Città della Conoscenza.
Una città della Conoscenza è tale nella misura in cui è in grado di attrarre, per le opportunità che offre, talenti nell’ambito dell’arte, della cultura, della ricerca e delle scienze.
Se questo accade, non lo si può che salutare con grande soddisfazione, l’avvento non può che essere carico di promesse e la cittadinanza tutta si arricchisce di una importante risorsa.

Se un artista, uno scienziato, un ricercatore eleggono una città come luogo del loro lavoro, come ambiente più idoneo ad esprimere se stessi, significa che in quella città hanno trovato condizioni, atmosfere, relazioni, strutture e clima confacenti con il proprio impegno artistico o scientifico.
Se questo è, benvenuto allora Moni Ovadia nuovo direttore del nostro Teatro Comunale.
Vuol dire che la città ha lavorato bene nel tempo, fino a giungere ad esercitare attrazione nei confronti di artisti della caratura di questo grande “ebreo errante”, non possiamo che esserne riconoscenti ed orgogliosi al contempo.

Non è più tempo di mecenati e protettori. Anzi i ruoli si sono invertiti, i mecenati e i protettori di oggi premono per poter accedere alla corte dell’artista.
Governo e amministrazione di Genova hanno dovuto chiedere accesso alla corte dell’archistar Renzo Piano per ricostruire il ponte Morandi.
Pensare che arte, cultura, ricerca e scienza possano essere ricondotte a una parte piuttosto che a un’altra, è un’idiozia dura a morire. Qualcuno di memoria corta ha dimenticato le lezioni apprese dal ventesimo secolo relativamente al rapporto tra arte, cultura, scienza e regimi.

L’espressione del genio umano non conosce biografie e confini. Sono tempi preoccupanti questi in cui si evocano tribunali dell’inquisizione nei confronti di uomini e donne che, a prescindere dal valore delle loro opere, dal contributo dato all’intera umanità, si vorrebbero condannare all’ostracismo per le eresie della loro biografia.
I prodotti del genio umano, se pure portano un nome e cognome, sono destinati ad essere resi impersonali dallo spazio e dal tempo che se ne impossessano per trasformarli in patrimonio universale a disposizione  di tutti.
Nella produzione del genio umano c’è il capolavoro della sorpresa, della meraviglia, del passo avanti rispetto a dove eravamo, dello sguardo che improvvisamente si accorge di non vedere e altrettanto improvvisamente, per un insight, riacquista la vista.

L’epoca dell’indottrinamento, dei Concili di Trento, delle culture di destra e di sinistra, dei regimi non dovrebbe appartenerci più, neppure sfiorarci il pensiero che l’opera del genio umano possa rientrare nelle categorie di destra e di sinistra, categorie che semmai appartengono al modo di vedere dello spettatore, che non è né artista né scienziato. Di questo spettatore dobbiamo sospettare, come dei ‘muttandari’ del Giudizio universale. L’arte e la scienza sono le vittime privilegiate di personaggi come il sapiente, a cui Brecht nel suo Galileo fa dire: “Aristotele è l’autorità riconosciuta non solo da tutta l’antica sapienza, ma anche dai grandi padri della chiesa”. È qui che nasce il cancro del rapporto tra potere e cultura, tra potere e conoscenza.

Ognuno è libero di interpretare la realtà come più gli aggrada, di accarezzare le ricette che ritiene più opportune per risolvere le contraddizioni e i conflitti del mondo. Può pure pensare che essere ‘mutandaro’ è moralmente più sano e formativo del lasciare che l’opera d’arte si esprima per quello che è, come atto creativo di libertà e di liberazione.
Ma tutto questo è ininfluente, perché la forza dell’arte e della scienza non ha confini, sopravvive e si trasforma in cultura e conoscenza per nuove sfide. È il motivo per cui possiamo ammirare tranquillamente il Giudizio Universale di Michelangelo, come le opere di De Pero, che certo non è ricordato per il suo libro A passo romano, così come il palazzo dei Congressi all’Eur.

Arte e scienza, la cultura, non hanno visioni del mondo a cui aderire, perché il loro compito, per fortuna è quello di nutrire il dubbio, di saper guardare oltre le visioni del mondo che condizionano i nostri occhiali e di offrirci lenti nuove. Poi ognuno è libero di usarle o meno, ma ormai quelle lenti sono state prodotte e nonostante le censure delle proprie visioni di destra o di sinistra, quelle lenti appartengono per sempre alla umanità e alla sua storia.
Se c’è ancora qualcuno che si dilania tra una cultura di destra e una di sinistra lasciamolo alle sue pratiche autolesioniste.
Noi crediamo nel valore dei valori, nell’etica del peso della responsabilità, dove portano a far pendere la bilancia le condotte di ciascuno di noi.

C’è una domanda che ancora è senza risposta, ed è quella da cui ha preso avvio il nostro articolo. Una domanda alla quale non si trova risposta nell’intervista che Moni Ovadia ha rilasciato al quotidiano Libero. Perché Ferrara. Perché la nostra città. In sostanza che cosa della città l’ha condotto tra noi.
Una domanda che ne suscita altre.
Il Moni Ovadia ‘intellettuale’ abiterà con noi, o sarà il ‘consulente’ pendolare pagato dall’amministrazione? Contribuirà a fare della nostra città una capitale della conoscenza che dialoga con le altre capitali? Il discorso si è concluso nel triangolo Fabbri, Sgarbi, Ovadia, o è solo l’inizio per la città di una nuova dialettica?

Per leggere gli altri articoli di Giovanni Fioravanti della sua rubrica La città della conoscenza clicca [Qui]

Cover: Moni Ovadia a Siena, aprile 2010 (Wikicommons)

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