Giorno: 4 Gennaio 2021

E adesso che abbiamo finito la storia, cosa ci resta da fare?
L’ultimo romanzo di Andrea Pagani

A Ferrara Guglielmo passò la sua giovinezza fra lezioni di fisica e matematica al liceo, interminabili partite di tennis e sabati sera pizzaioli con gli amici. A Virgo di Cascina, nel centro astronomico in provincia di Pisa, 30 anni dopo, Guglielmo passa gli anni alla ricerca di perturbazioni dello spazio-tempo, onde gravitazionali. Poi un giorno Guglielmo, attraverso un interferometro, riceve un segnale dall’universo, un’increspatura che crea un terremoto nella sua identità rendendogli necessario tornare a Ferrara.

Nel suo ultimo romanzo, La fontana bianca, Andrea Pagani indaga la vita attraverso i ricordi. L’adolescenza passata a Ferrara, lasciata successivamente per gli studi universitari e per il lavoro. A seguito di un’accattivante strategia narrativa, Pagani viaggia nel tempo anche per mezzo della fisica. L’irrompere della scienza, con la Relatività e le onde gravitazionali, scompagina le carte conducendo alla disintegrazione del flusso universale del tempo, spaesando il protagonista Guglielmo, sconvolgendo le sue certezze, il senso comune, la dimensione della sua vita. L’autore riesce a tenere in piedi, con maestria narrativa e un elegante forma espressiva, la struttura del romanzo con un’operazione filosofico-etimologica. Il richiamo al cuore creato dalle cose impresse nel ricordo ha un’implicazione di sentimento. Remo Bodei si chiedeva: “Cosa abbiamo perduto nella nostra civiltà e nella nostra vita per riversarci con tanta foga sulle merci? Quale vuoto, eventualmente, esse ricoprono?”. Le cose registrano il tempo e talvolta tentiamo di leggere i segni del tempo, le impercettibili variazioni che la luce, i colori e le forme lasciano, trascorrendo, sulle cose. Un’evanescente vanità del visibile. Talvolta tentiamo di cogliere il variare continuo delle tonalità di colore che le cose subiscono per effetto degli spostamenti del punto di osservazione nello spazio. Se ci riusciamo, siamo meravigliati e commossi da queste piccole metamorfosi, dal miracolo quotidiano del venire delle cose alla presenza. Una racchetta da tennis della nostra giovinezza, quella maglietta, quella partita, il profilo di una ragazza, possono venirci in aiuto in questa ricerca dell’emozione.

Richiamiamo alla mente quello che ci è successo nel passato caricandolo di significati sempre nuovi a seconda di come viviamo il momento, del nostro stato d’animo. I ricordi ci permettono di viaggiare nel tempo. Quanto tempo dedichiamo ai ricordi? Ci immergiamo in uno stato immaginario, creativo, di evasione della realtà. Forse è più di metà della nostra vita! Allora, nel dubbio, quale è la realtà ed il sogno? Il protagonista Guglielmo, Max, Teresa, Ricky, Berto, Poci, Pietro, Jango, la Pilla e tutti gli altri ragazzi della Ferrara degli anni ’80 ci accompagnano alla ricerca dell’identità, comunque essa sia orientata individualmente o collettivamente.
Le cose possono essere le chiavi per rivivere il tempo. Il ricordo è per ricoprire il vuoto temporale e di meraviglia di cui oggi abbiamo bisogno.

(La fontana bianca. Editrice La Mandragora, Firenze)

Andrea Pagani, narratore e saggista, collaboratore di Zanichelli, insegna letteratura e storia.
www.andreapagani.com 

Presentazione del libro:
https://www.youtube.com/watch?v=6sj0kjzv_yw

Lettera aperta a Matteo Renzi

Torino, 3 gennaio 2021

Egregio on. Sen. Renzi,
Le scrivo questo appello come cittadina italiana che crede nella democrazia, nelle istituzioni e nell’Italia.

Ho creduto anche in Lei ed ho votato a sostegno del referendum che lo ha portato alle dimissioni, cosa che ha messo la democrazia italiana in serio pericolo, vista la qualità della destra italiana in questo momento, che purtroppo ottiene anche il consenso della maggior parte dell’informazione del nostro paese.

Il Suo compito istituzionale da persona eletta non è quello di dimostrare di avere ragione, ma è quello, credo, di portare i cittadini, che anche Lei governa attraverso due ministeri, in una condizione di vita sociale, economica e lavorativa migliore di quella che ha trovato quando ha ricevuto il suo mandato.

Capisco molto bene, da quanto i telegiornali trasmettono, che il suo sforzo di indicare al Presidente del Consiglio e alla componente dei M5S che per portare l’Italia fuori dallo sfacelo economico aggravato dalla pandemia, ci vuole un progetto di trasformazione profonda e di grande visione: sia per non sprecare i finanziamenti europei, che per iniziare a costruire veramente una società in grado di affrontare le sfide prossime venture, come il cambiamento climatico ci ricorda quotidianamente.
Sfide che richiedono un cambiamento culturale a partire dalla classe dirigente: politici, industriali, imprenditori e intellettuali, che devono finalmente assumersi la responsabilità che il loro ruolo gli impone. Cioè garantire per prima la democrazia, quindi coinvolgere le istituzioni e i cittadini a partecipare a questo progetto di ricostruzione di una rinnovata società. In secondo luogo valorizzare e sviluppare le risorse imprenditive, produttive e culturali presenti nel nostro Paese, investendo risorse per la creazione di infrastrutture adeguate alla modernizzazione eliminando i vincoli burocratici che riducono la società in categorie clientelari.

Cose che questo Presidente del Consiglio non sta facendo, o per lo meno non sta coinvolgendo le istituzioni nel rispetto della democrazia.
Però non credo che far cadere questo governo, soprattutto in questo momento, sia il modo per rispettare il mandato ricevuto come senatore, né una difesa della democrazia, né tantomeno la difesa degli interessi dei cittadini italiani a tutti i livelli: culturali economici e sociali.

Credo che sia suo dovere istituzionale e di mandato di non far rischiare un disastro per la società italiana e forse anche europea, soltanto per una questione di principio e spero non di orgoglio personale o qualche altro motivo a me ignoto, che non le permette di valutare la situazione in cui Lei personalmente si trova e la situazione di fragilità sociale culturale ed economica in cui si trova l’Italia.
Ho fiducia nella Sua intelligenza e nella Sua sensibilità politica che saprà trovare il modo di non far cadere questo governo, difendendo comunque, anche se in maniera minore e poco appariscente, i suoi progetti. In questo modo sarà il tempo che le darà ragione e soprattutto troverà negli italiani il giusto riconoscimento al Suo vero compito istituzionale, cioè quello di proteggere la loro dignità e la democrazia .

Professoressa Grazia Baroni Architetto

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 4 gennaio

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 1.600 nuovi positivi, di cui 669 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 1.787 guariti, casi attivi in calo (-241)

Eseguiti 9.133 tamponi e 7.812 test rapidi. Il 95% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 46 anni. 54 i decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 179.586 casi di positività, 1.600 in più rispetto a ieri, su un totale di 9.133 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è quindi del 17,5%.

Sempre da ieri, sono stati effettuati anche 7.812 tamponi rapidi.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 669 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 446 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 613 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,4 anni.

Sui 669 asintomatici, 417 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 84 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 14 con gli screening sierologici, 6 tramite i test pre-ricovero. Per 148 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi per provincia vede Reggio Emilia con 227 casi, poi Rimini (212), Bologna (202), Modena (189), il territorio di Cesena (175), la provincia di Ravenna (155), Parma (145), Ferrara (115), l’area di Forlì (69), il circondario di Imola (56) e la provincia di Piacenza (55).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 9.133 tamponi, per un totale di 2.612.313. A questi si aggiungono anche 52 test sierologici e 7.812 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.787 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 115.260.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 56.385 (-241 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 53.466 (-269), il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 54 nuovi decessi: 21 a Bologna (11 donne di cui due di 89 anni e le rimanenti di 72, 73, 78, 83, 85, 88, 90, 93 e 94 anni e 10 uomini di cui due di 86 anni e i restanti di 47, 57, 82, 85, 87, 89, 92 e 94 anni), 9 a Modena (5 uomini di cui due di 81 anni e gli altri di 64, 73 e 94 anni e 4 donne di 55, 77, 92 e 93 anni), 8 a Ravenna (5 donne di 75, 83, 90, 92 e 95 anni e 3 uomini di 86, 89 e 96 anni), 5 in provincia di Forlì-Cesena (5 uomini di cui due di 83 anni e i restanti di 78, 84 e 86 anni), 4 a Rimini (3 uomini di 83, 85 e 91 anni e 1 donna di 82 anni), 3 a Reggio Emilia (3 uomini di 85, 90 e 94 anni), 2 a Parma (2 donne di 83 e 87 anni), 1 a Piacenza (1 uomo di 72 anni). Non risultano decessi nelle ultime 24 ore in provincia di Ferrara. Rientra nei decessi anche un uomo di 48 anni, diagnosticato dall’Ausl di Piacenza ma residente fuori regione.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in Emilia-Romagna sono stati 7.941.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 235 (1 in più rispetto a ieri), 2.684 quelli negli altri reparti Covid (+27).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 16 a Parma (invariato), 19 a Reggio Emilia (invariato), 48 a Modena (+1 rispetto a ieri), 49 a Bologna (invariato), 16 a Imola (invariato), 29 a Ferrara (invariato), 19 a Ravenna (invariato), 5 a Forlì (invariato), 4 a Cesena (invariato) e 17 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 15.914 a Piacenza (+55 rispetto a ieri, di cui 34 sintomatici), 13.358 a Parma (+145, di cui 124 sintomatici), 24.238 a Reggio Emilia (+227, di cui 124 sintomatici), 32.202 a Modena (+189, di cui 137 sintomatici), 35.742 a Bologna (+202, di cui 111 sintomatici), 5.753 casi a Imola (+56 di cui 27 sintomatici), 9.653 a Ferrara (+115, di cui 27 sintomatici), 13.637 a Ravenna (+155, di cui 76 sintomatici), 6.366 a Forlì (+69, di cui 46 sintomatici), 6.849 a Cesena (+175, di cui 114 sintomatici) e 15.874 a Rimini (+212, di cui 111 sintomatici).

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati sono stati eliminati 2 casi (1 a Parma, 1 a Ferrara) in quanto giudicati casi non COVID-19.

Una risposta alla mobilità debole del basso ferrarese

Da: Cristina Romagnoli, Comune di Copparo

UNA RISPOSTA ALLA MOBILITÀ DEBOLE DEL BASSO FERRARESE
Un protocollo che si inserisce nella strategia per le aree interne: in
arrivo veicoli e bici elettriche

Il Consiglio comunale ha approvato il protocollo d’intesa fra il Comune
di Copparo, l’Unione Terre e Fiumi, l’Unione Delta del Po, i Comuni di
Codigoro, Riva del Po, Tresignana, Goro, Mesola, per l’attuazione della
Scheda Intervento 12 – Soluzioni per la mobilità, parte relativa alla
sola fornitura di veicoli e bici elettriche.
Il progetto per l’attuazione della Strategia Nazionale Area Interna del
Basso Ferrarese, dal costo complessivo di 560mila euro, fa fronte a un
aspetto che ha assunto crescente importanza in quest’area: quello della
mobilità debole. Per alcune categorie, in particolare le persone anziane
e gli studenti, il ricorso ai mezzi pubblici resta la soluzione
preferenziale, tuttavia il trasporto collettivo di linea tradizionale
non è in grado di rispondere pienamente a questo tipo di domanda,
soprattutto per l’assenza di una sostenibilità economica.
Si prevedono dunque interventi di integrazione del trasporto pubblico
locale sia attraverso l’incremento di mezzi collettivi, sia con
l’ottimizzazione della gestione del sistema di trasporto, pubblico e
privato, in particolare in collaborazione con il mondo del terzo
settore. Duplice l’obiettivo: offrire una mobilità di base a tutti,
anche a coloro che hanno difficoltà motorie, in tutte le aree del Basso
Ferrarese che afferiscono ai poli individuati; realizzare una
alternativa di servizio nelle aree dove non è erogato il trasporto
pubblico tradizionale ed estendere il servizio di trasporto nelle zone e
nelle località attualmente non raggiunte.
Nello specifico si ipotizza di incrementare il parco complessivo dei
mezzi a disposizione del privato in convenzione, con una gestione di
servizio a chiamata (con autista) o con l’utilizzo di bici elettriche.
Gli utilizzatori principali saranno quelli che devono recarsi alle case
della salute di Copparo e di Codigoro, agli ospedali di Cona e del Delta
(Lagosanto), le scuole, in primis l’IIS Guido Monaco di Pomposa, per le
attività extrascolastiche e per le iniziative di alternanza scuola
lavoro. Si procederà con l’acquisizione di otto veicoli a 9 posti, di
cui 6 allestiti con 2 posti per disabili, per 400mila euro, e 25 bici
elettriche, per 62.500 euro, prevedendo 3.900 ore per la gestione
(autisti): a Copparo saranno assegnati due mezzi, uno dei quali
allestito per persone disabili.
La Commissione consiliare Area Tecnica, nell’esaminare il protocollo con
l’assessore Cristiano Pirani e la responsabile dell’area tecnica Giulia
Tammiso, si è espressa per privilegiare quanto più possibile l’acquisto
di mezzi sostenibili, a salvaguardia dell’ambiente.
Il progetto sarà attuato dall’Unione Terre e Fiumi – Ufficio di
coordinamento.

Raccolta alimentare per la Croazia

Da: Cristina Romagnoli, Comune di Copparo

RACCOLTA ALIMENTARE PER LA CROAZIA
Il Radio Club Copparese aderisce all’iniziativa in aiuto dei terremotati

Copparo risponde ‘presente’. E aderisce alla macchia degli aiuti rivolti
alla popolazione della Croazia, colpita il 29 dicembre scorso da un
terremoto di magnitudo 6.4 che ha devastato la regione a sud di
Zagabria, provocando sette morti, una trentina di feriti e migliaia di
persone rimaste senza casa.
I volontari del Radio Club Copparese, sempre in prima linea per portare
sostegno nelle emergenze, hanno organizzato, in collaborazione con il
Comune di Copparo, la raccolta di generi alimentari di prima necessità,
che saranno imballati per la partenza di domenica 10 gennaio.
I cibi, rigorosamente a lunga conservazione, come pasta, riso, tonno,
scatolame, ecc., possono essere lasciati nei contenitori allestiti negli
esercizi aderenti, al momento Aliper, B2, Coop e DiPiù, dove provvederà
a ritirarli la Protezione Civile.
I volontari saranno inoltre in piazza, presso il palazzo comunale, nella
mattinata venerdì 8 gennaio, per chi volesse consegnare alimenti o altri
materiali di cui è segnalata l’utilità, come sacchi a pelo, materassini,
coperte pesanti e giubbotti.

Toccalini e Cardi, Lega Giovani: “Nulla è stato fatto, come si possono riaprire le scuole superiori?”

Da: Lega Giovani Ferrara

TOCCALINI E CARDI, LEGA GIOVANI: “NULLA È STATO FATTO, COME SI POSSONO RIAPRIRE LE SCUOLE SUPERIORI?”
Ferrara, 04 gen – “Il Governo sta mettendo a rischio la salute di milioni di studenti e dei loro familiari.”
Dichiara Luca Toccalini, deputato e coordinatore federale del movimento giovanile della Lega. “Vogliono imporre il rientro in presenza il 7 gennaio, ma in più di un mese di didattica digitale integrata nulla è stato fatto di concreto dall’Esecutivo per consentire una ripresa in presenza in sicurezza.”
Questa la denuncia del movimento giovanile leghista, a cui fa eco anche la Lega Giovani Ferrara a seguito delle segnalazioni di molti studenti che fino agli ultimi giorni di pausa didattica non sono stati messi a conoscenza delle modalità per il ritorno in classe, in un clima di confusione che ha alimentato timori e preoccupazioni per ciò che succederà nelle prossime settimane.
“All’annuncio del Governo, risalente al 3 dicembre, che aveva previsto come dal nuovo anno gli studenti e il personale scolastico sarebbe tornati al 75% in presenza, non sono seguiti interventi per potenziare il trasporto pubblico locale o il sistema di tracciamento, con istituti scolastici abbandonati a se stessi nel progettare e programmare il ritorno alla didattica in presenza”.
“Azzolina, De Micheli e Conte sono i responsabili di questo ennesimo fallimento. In queste settimane a più riprese abbiamo provato a incalzare e sollecitare il Governo, affinché gli istituti scolastici potessero accogliere nuovamente i nostri liceali. La Lega Giovani – conclude Luca Cardi, coordinatore provinciale del movimento giovanile della Lega – vuole un ritorno integrale in presenza. Siamo consapevoli di come la didattica a distanza non sia uno strumento formativo sufficiente, ma è comunque necessario che i trasporti pubblici siano implementati, in corse e carrozze, e che le nostre scuole possano essere riaperte in sicurezza, una volta per tutte!”

Covid-19: come richiedere lo screening nei luoghi di lavoro con test antigenici rapidi naso-faringei

Da: Ausl Ferrara

SARS-CoV-2 Coronavirus Covid-19: come richiedere lo screening nei luoghi di lavoro
con test antigenici rapidi naso-faringei

Ferrara, 04-01-2021. La Regione Emilia-Romagna promuove lo screening dei lavoratori per la prevenzione del contagio da SARS-CoV-2 sui luoghi di lavoro utilizzando test antigenici rapidi.
La Regione offre gratuitamente i test alle aziende che possono comunque acquisirli autonomamente e partecipare allo screening. Il Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro PSAL dell’Azienda Usl di Ferrara è il riferimento per le aziende e il medico incaricato da queste ad effettuare i test.
Lo scopo è quello di contenere l’epidemia e garantire la prosecuzione delle attività lavorative.
Lo screening è proposto a tutte le aziende, prioritariamente per le attività in cui vi sono indicazioni di maggior probabilità di diffusione del contagio. Per attivare il percorso, basta inviare la richiesta alla posta elettronica dedicata: antigeniciaziende.fe@ausl.fe.it
CATEGORIE A RISCHIO.
Le priorità, in base alle esperienze degli ultimi mesi, sono quelle di prevenire contagi in gruppi di lavoratori di particolari attività o settori e in base ai risultati dello screening stesso.
Ad oggi, si ritiene di indicare quali attività o settori prioritari: trasporti e logistica, lavorazione carni, grande e media distribuzione organizzata, metalmeccanica, alimentare e ortofrutta, mobile imbottito, assistenza domiciliare, aziende con attività in appalto in genere.
Lo scopo principale è quello di tutelare lavoratore, familiari e amici nonché di aiutare il tessuto produttivo a contenere l’epidemia per garantire la prosecuzione delle attività.
LUOGHI DI LAVORO
Per quanto riguarda i luoghi di lavoro non sanitari, il rischio di contagio è in funzione delle caratteristiche di svolgimento del lavoro, che non permettono un sufficiente distanziamento fisico o richiedono un contatto fisico ravvicinato, di prossimità e in funzione della numerosità e delle forme di aggregazione di persone diverse; in particolare, il lavoro in linea con una distanza tra i lavoratori inferiore a 1 metro e le attività con un’accentuata mobilità in reparto e possibilità di contatti interpersonali.
Relativamente al rischio derivante dall’aggregazione di lavoratori, sono rilevanti l’elevato turnover, il lavoro somministrato o stagionale, gli appalti stabili per numero di appalti e lavoratori, i lavoratori provenienti da zone a rischio, l’utilizzo comune e il passaggio di mano di mezzi e strumenti.
COME ATTIVARE LO SCREENING
Nel caso in cui l’azienda intenda avvalersi dei test gratuiti, il datore di lavoro trasmette la richiesta all’indirizzo di posta elettronica antigeniciaziende.fe@ausl.fe.it del Servizio PSAL tramite un modulo predisposto, coinvolgendo i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
I test sono consegnati dal Servizio PSAL al medico indicato che li somministra direttamente o tramite un laboratorio scelto tra quelli autorizzati dalla Regione e ne registra gli esiti nel sistema informatico regionale.
Il Servizio PSAL consulta i risultati dei test registrati nel sistema informatico e, in caso di esito positivo del test rapido, provvede a prenotare il test di conferma con test di biologia molecolare presso l’Azienda Sanitaria.
Il test di conferma può essere effettuato anche presso laboratori privati autorizzati dalla Regione.
I risultati dei test molecolari sono registrati nel sistema informatico e comunicati al Dipartimento di Sanità Pubblica che, in caso di conferma della positività, procede a indicare le misure di cautela e i relativi provvedimenti.
Nel caso in cui l’azienda proceda in autonomia ai test rapidi, ne invia, comunque, comunicazione al Servizio PSAL per inserire gli esiti nel sistema di controllo del servizio sanitario regionale-Dipartimento Sanità Pubblica.

Digitale. In Emilia-Romagna cittadini e amministrazioni sempre più connessi

Digitale. In Emilia-Romagna cittadini e amministrazioni sempre più connessi, accordo tra Regione e Governo: oltre 2,6 milioni di euro per la transizione online dei servizi dei Comuni. Quasi 7 enti su 10 già passati ai pagamenti digitali. Gli assessori Salomoni e Calvano: “Per comodità, sicurezza e sostenibilità la digitalizzazione è un atto di civiltà non più rimandabile”

Il 67% delle pubbliche amministrazioni in Emilia-Romagna è già passato ai pagamenti digitali tramite PagoPA: nel 2020 su PayER più di 800.000 operazioni (+32% rispetto al 2019) per un totale di quasi 60 milioni di euro (+34%). Dal 28 febbraio i primi obblighi di digitalizzazione, entro la fine dell’anno l’integrazione completa anche di SpID e dell’App IO

Bologna – Niente più file alle poste per pagare le multe o agli sportelli degli uffici per richiedere una autorizzazione edilizia: in Emilia-Romagna entro la fine del 2021 sarà possibile effettuare online tutti i pagamenti alle pubbliche amministrazioni, e per accedere a ogni servizio digitale di un Comune sarà sufficiente utilizzare l’App IO attraverso l’identità digitale SpID che è già fornita gratuitamente a tutti gli emiliano-romagnoli da Lepida, la società in house della Regione per l’infrastrutturazione digitale e della banda larga. Un ulteriore passo in avanti rispetto a una situazione, quella attuale, che vede comunque quasi il 70% delle amministrazioni regionali essere già passata ai pagamenti digitali, con oltre 800mila operazioni eseguite su PayER nel 2020 (+32% sul 2019) per un totale di circa 60 milioni di euro (+34%).

Ora, a segnare l’ulteriore avvicinamento al passaggio totale ai servizi online nei Comuni è l’accordo siglato poche settimane fa tra la Regione e il Dipartimento per la Trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri, che vale più di 2,6 milioni di euro: esattamente 2.161.700 euro di risorse nazionali, a cui la Regione aggiunge quasi 550.000 euro di fondi propri sul 2021 attraverso Lepida.

Un’intesa che da una parte permette ai Comuni di completare il passaggio alla piattaforma PagoPA per i pagamenti dei cittadini verso le pubbliche amministrazioni, dall’altra promuove e accelera l’utilizzo dell’app IO come unico punto di accesso ai servizi digitali.

“La digitalizzazione dei servizi degli Enti locali- affermano Paola Salomoni, assessore all’Agenda digitale, e Paolo Calvano, assessore al Bilancio – è un atto di civiltà non più rimandabile: per la comodità e la sicurezza dei cittadini, prima di tutto, che devono essere messi in condizione di evitare il più possibile file e attese negli uffici pubblici. Ma è anche una scelta che riguarda la sostenibilità – perché dematerializzando si riduce l’uso di carta e si limitano gli spostamenti – e che ci aiuta nel nostro percorso contro lo spopolamento delle montagne e di altre aree periferiche, dove spesso il dover adempiere agli obblighi della burocrazia si rivela un disagio maggiore che in città. L’impegno del Governo, che ringraziamo, è significativo e stringente- prosegue l’assessore- perché fissa delle scadenze ben precise che ci impegniamo a rispettare anche grazie al prezioso aiuto tecnico di Lepida, che già fornisce la SpID gratis a tutti in Emilia-Romagna”.

“Siamo fiduciosi- concludono Salomoni e Calvano- che nessuno sarà lasciato indietro in questa transizione digitale: a partire dal progetto Pane&internet, da anni in Emilia-Romagna investiamo sull’alfabetizzazione digitale di tutte le fasce di età della popolazione, concentrandoci proprio sugli anziani e su chi in generale ha meno dimestichezza con la tecnologia, e con gli ultimi investimenti che porteranno EmiliaRomagnaWifi in tutti i comuni della regione non abbiamo paura di nessun digital divide”.

Nasce così un vero progetto di sistema, che punta entro alla fine del 2021 alla piena digitalizzazione di tutti gli Enti locali da Piacenza a Rimini: da questo accordo con il Governo ne deriverà infatti uno da sottoscrivere nell’ambito della Community Network Emilia-Romagna e che vedrà coinvolti, sempre con il supporto di Lepida, tutti i Comuni e le Unioni di Comuni del territorio, fissando gli obiettivi di transizione digitale da raggiungere entro i primi mesi del 2021 o per la fine dell’anno.

L’agenda della transizione digitale

Sono due le scadenze significative all’interno dell’accordo siglato tra la Regione e il Governo, che si incrociano con le date del Decreto legge nazionale in materia.

La prima è il 28 febbraio 2021, giorno a partire dal quale viene disposto l’utilizzo esclusivo delle identità digitali, della carta d’identità elettronica e della Carta Nazionale dei Servizi quali strumenti di identificazione dei cittadini che accedano ai servizi on-line: contestualmente, viene anche vietato alle amministrazioni di rilasciare o rinnovare credenziali diverse da queste per le interazioni digitali con gli Enti locali.
Sempre il 28 febbraio diventerà obbligatorio rendere fruibili i servizi in rete tramite l’app IO,per smartphone e tablet IO, e sarà anche il giorno da cui decorrerà l’obbligo per i prestatori di servizi di pagamento abilitati, come ad esempio le banche e le poste, di utilizzare esclusivamente la piattaforma PagoPA per i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni.

Se la fine di febbraio segna la fine della fase 1, quella di adesione, la fase 2, che riguarda invece l’integrazione, dovrà invece terminare entro il 31 dicembre 2021: per quella data gli enti locali dovranno spostare almeno il 70% dei servizi di incasso su PagoPA, dal pagamento della Tari a quelli della refezione scolastica, attivare almeno 10 servizi digitali sull’app IO, come le operazioni di anagrafe o quelle degli sportelli edilizia, e infine completare il passaggio alla SpID come strumento unico per l’accesso alle funzioni online dei Comuni.

La digitalizzazione dei servizi pubblici in Emilia-Romagna

Ad oggi sono 225 i Comuni in Emilia-Romagna che hanno aderito a PagoPA, tramite PayER, con almeno un servizio: si tratta già del 67% del totale, e bisogna sempre considerare che gli altri 103 Comuni potrebbero aver aderito e attivato servizi tramite altri intermediari (pubblici o privati).

La piattaforma PayER nel 2020 ha registrato complessivamente (quindi non solo per i Comuni ma anche per altre realtà come ad esempio le Asl) oltre 830.000 transazioni, per un totale di più di 59 milioni di euro di pagamenti effettuati. Numeri in significativa crescita rispetto al 2019, quando le operazioni erano state 565.000 (con un aumento anno su anno quindi pari al 32%) e il valore totale dei pagamenti pari a 39 milioni di euro (+34% nel 2020 a confronto con il 2019).

Bergamini: «Investire con maggior decisione sul targa system»

Da: Fabio Bergamini, Ufficio Stampa Lega

FABIO BERGAMINI: «INVESTIRE CON MAGGIOR DECISIONE SUL TARGA SYSTEM, MA LA REGIONE DEVE FARE QUALCOSA PER I COMUNI CHE HANNO MILIONI DI EURO DI MULTE ISCRITTI A RUOLO»
RC AUTO ED EVASIONE. MOLTI COMUNI FERRARESI PRESENTANO CONTRAVVENZIONI NON RISCOSSE ISCRITTE A RUOLO. 1 MILIONE E 150MILA EURO, NEL 2018, QUELLE ISCRITTE A RUOLO NELL’ALTO FERRARESE.

«La Regione ha accolto la nostra richiesta di ulteriori investimenti per potenziare il Targa System, e contrastare così il fenomeno dei numerosi veicoli che circolano senza copertura assicurativa, ma deve assolutamente fare qualcosa per quei comuni che vantano milioni di euro di multe mai riscosse ed iscritti a ruolo, che possono creare ripercussioni sui bilanci pubblici».
Il grido di allarme arriva dal consigliere regionale leghista, Fabio Bergamini, il quale aveva inviato un’apposita interrogazione alla Giunta dell’Emilia-Romagna. L’ultimo giorno dell’anno, è stato lo stesso sottosegretario alla presidenza, Davide Baruffi, a rispondere punto su punto. «Concordiamo con Baruffi sul fatto che la mancata copertura assicurativa dei veicoli sia una delle violazioni più insidiose del Codice della Strada – ricorda Bergamini – perché oltre ad essere un comportamento illegale, da questo può derivare un danno rilevante per i soggetti coinvolti in un incidente. Secondo Ania, infatti, un veicolo su 22 circola senza assicurazione dell’auto». Su questo fronte, la Regione ha risposto positivamente alla richiesta della Lega di potenziare ulteriormente le dotazioni delle polizie locali, per finanziare l’ampliamento del Targa System: secondo i dati forniti dal sottosegretario regionale, i comandi di polizia che utilizzano il sistema di lettura targhe sono 26 su 132, pari a circa il 20% di quelli presenti in regione. «Bene l’impegno di investire nel 2021 almeno la stessa cifra investita lo scorso anno – dice Bergamini – tuttavia il sottosegretario Baruffi non ci ha risposto sul sostegno ai comuni che vedono un “buco” di bilancio a causa delle multe non riscosse e iscritte al ruolo. La Cgia ha certificato come, nel 2019, nei comuni italiani mancassero 2,6 miliardi di euro per contravvenzioni non pagate, comprese quelle per Rca non versata; dei quali 1 milione e 150mila euro solo per i comuni dell’Alto Ferrarese (Bondeno, Terre del Reno e Poggio Renatico), che hanno iscritto tale cifra a ruolo. Un problema al quale occorre porre rimedio».

Sicurezza Alimentare: 31 gennaio 2021 termine ultimo per il pagamento della tariffa annuale dei controlli sanitari ufficiali

Da: Ausl Ferrara

Gli Operatori del Settore Alimentare (O.S.A.), soggetti ai controlli sanitari ufficiali (ai sensi del regolamento CE 882/2004) devono pagare una tariffa annua prevista nell’allegato A del decreto stesso, integrato dalla Legge 189/2012 “Decreto Balduzzi” che ha chiarito che sono esclusi dal pagamento gli imprenditori agricoli per l’esercizio delle attività di cui all’articolo 2135 del Codice Civile. Il Decreto Legislativo n. 194 del 19/11/2008, entrato in vigore il 12/12/2008, stabilisce le modalità di finanziamento dei controlli sanitari ufficiali eseguiti dalle autorità competenti per verificare la conformità in materia di sicurezza alimentare.
L’esclusione si applica per le attività di cui all’allegato A, Sezione 8, qualora non siano superati i quantitativi produttivi indicati in detta sezione (FASCIE PRODUTTIVE A e B) mentre gli imprenditori agricoli sono tenuti al pagamento se ricadono nella FASCIA C della sezione 6.
Tutti gli O.S.A. interessati sono invitati a provvedere al pagamento, all’Azienda USL di Ferrara degli importi relativi alla categoria di appartenenza, entro il 31 Gennaio 2021. In caso di mancato o incompleto pagamento della tariffa da parte degli OSA nei tempi previsti dalla normativa si applicano le procedure per la riscossione coattiva e la maggiorazione dell’importo del 30% oltre gli interessi maturati nella misura legale (art. 10 comma 6 D.Lgs 194/08) calcolati sull’imponibile. Qui tutte le istruzioni https://www.ausl.fe.it/home-page/news/sicurezza-alimentare-31-gennaio-2021-termine-ultimo-per-il-pagamento-della-tariffa-annuale-dei-controlli-sanitari-ufficiali-d-lgs-194-2008
Ecco alcune informazioni utili sulle modalità di calcolo e pagamento dell’importo.

CHI DEVE PAGARE
Le imprese del settore alimentare con attività prevalente all’ingrosso, quella cioè il cui fatturato come vendita all’ingrosso supera il 50% dell’intero fatturato.

COME DETERMINARE LA SOMMA
Per gli O.S.A. afferenti alle sezioni 1-2-3-4-5-7, l’U.O. Attività Veterinarie provvede a comunicare ai singoli interessati l’ammontare della somma dovuta, consegnando agli stessi la bolletta per il relativo pagamento.
SEZIONE 6. Gli Operatori, con stabilimenti e attività prevalente all’ingrosso, dei seguenti settori (vedi tabella ALLEGATO A sezione 6 allegata):
Prodotti e preparazioni di carne; Latte trattato termicamente e prodotti lattieri (nei casi che non rientrano nella sezione 4); Ovoprodotti; Centri imballaggio uova; Miele; Molluschi bivalvi vivi; Cosce di rana e lumache; Grassi fusi di origine animale e ciccioli; Stomaci, vesciche e budella; Gelatina e collagene; Centri di cottura; Acque minerali e bevande analcoliche; Integratori alimentari e prodotti dietetici; Prodotti di quarta e quinta gamma; Molini, pastifici, panifici e prodotti da forno; Pasticcerie; Produzione surgelati; Conserve vegetali frutta secca e spezie; Alimenti vegetali non considerati altrove; Vino e bevande alcoliche; Produzione ed imbottigliamento olii; Caffè e the; Cioccolato e prodotti a base di latte ottenuti da materia prima trasformata; Additivi e coloranti alimentari; Operatori del settore alimentari operanti in mercati generali e del settore ortofrutticoli freschi; Depositi alimentari; Depositi alimentari per prodotti in regime di freddo e piattaforme di Distribuzione; Stabilimenti di lavorazione del risone e del riso;
devono effettuare il pagamento della somma sulla base della fascia di appartenenza provvedendo, solo in caso di nuova attività o mutata situazione produttiva, a compilare l’autodichiarazione (Allegato 1) e a trasmetterla al Dipartimento Sanità Pubblica dell’Azienda USL – via F. Beretta 7, Ferrara, via mail all’indirizzo di posta elettronica dlgs194@ausl.fe.it o via Posta Elettronica Certificata: dirdsp@pec.ausl.fe.it, o consegnata in Via Fausto Beretta, 7 Ferrara – ufficio protocollo.

CALCOLO DELL’IMPORTO DA PAGARE
Individuata la tipologia di stabilimento e la fascia produttiva si deve effettuare la seguente operazione:
gli importi corrispondenti alla fascia di appartenenza andranno maggiorati del 20% (in base al comma 1 dell’art. 11 del D.lgs 194/08) e ancora di 0,5 % (ai sensi del comma 4 dello stesso articolo).
All’importo così ottenuto andrà aggiunta l’imposta di bollo di € 2.

MODALITÀ DI PAGAMENTO
Il pagamento che dovrà necessariamente indicare i seguenti campi obbligatori:
RAGIONE SOCIALE;
INDIRIZZO
C.F./P.IVA

può essere fatto tramite:
1) conto corrente postale n. 10438448 intestato a Azienda USL di Ferrara – servizio tesoreria indicando nella causale:
D.lgs 194/08”- ANNO 2021 U.O. IAN, nel caso in cui il pagamento sia riferito a attività soggetta a controllo da parte dell’U.O. Igiene degli Alimenti e Nutrizione;
D.lgs 194/08”- ANNO 2021 U.O. DIREZIONE ATTIVITA’ VETERINARIE nel caso in cui il pagamento sia riferito a attività soggetta a controllo da parte dell’U.O. Igiene degli Alimenti di Origine Animale;

2) bonifico bancario a favore di ISTITUTO DI CREDITO INTESA SAN PAOLO S.P.A. SEDE AGENZIA: Via Rizzoli 5, – Bologna – Tesoreria dell’Azienda USL – NUMERO CONTO: 100000046060 – COORDINATE IBAN: IT 12 Y 03069 02477 100000046060, specificando anche in questo caso nella causale:
D.lgs 194/08”- ANNO 2021 U.O. IAN, nel caso in cui il pagamento sia riferito a attività soggetta a controllo da parte dell’U.O. Igiene degli Alimenti e Nutrizione;
D.lgs 194/08”- ANNO 2021 U.O. DIREZIONE ATTIVITA’ VETERINARIE, nel caso in cui il pagamento sia riferito a attività soggetta a controllo da parte dell’U.O. Attività Veterinarie.

Per le attività soggette a controllo da parte dell’U.O. Igiene degli Alimenti e Nutrizione, la ricevuta di pagamento dovrà essere recapitata al Dipartimento di Sanità Pubblica sito in via F. Beretta, 7 – 44121 Ferrara in uno dei seguenti modi:

– consegnata a mano in Via Fausto Beretta, 7 – Ferrara – ufficio protocollo;
– trasmessa per posta al seguente indirizzo: Dipartimento di Sanità Pubblica – via Fausto Beretta, 7 – 44121 Ferrara;
– a mezzo mail all’indirizzo di posta elettronica: dlgs194@ausl.fe.it;
– a mezzo PEC all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata: dirdsp@pec.ausl.fe.it.

Per le attività soggette a controllo da parte dell’U.O. Attività Veterinarie, la ricevuta di pagamento dovrà essere consegnata al veterinario incaricato del controllo ufficiale presso lo stabilimento.

COSA ACCADE IN CASO DI MANCATO PAGAMENTO DELLA TARIFFA ENTRO LA SCADENZA DEL 31 GENNAIO 2021.

In caso di mancato o incompleto pagamento della tariffa da parte degli OSA nei tempi previsti dalla normativa si applicano le procedure per la riscossione coattiva e la maggiorazione dell’importo del 30% oltre gli interessi maturati nella misura legale (art. 10 comma 6 D.Lgs 194/08) calcolati sull’imponibile.

PER ULTERIORI CHIARIMENTI

Quesiti generali: dlgs194@ausl.fe.it
Collegamento con il D.Lgs 194/2008 modificato dal “Decreto Balduzzi”:
http://www.trovanorne.salute.gov.it/dettaglioAtto?id=26745&completo=true

RENATA TALASSI: ANTIFASCISTA PER SEMPRE

da: Segreteria ANPI Ferrara

Renata Talassi ci ha lasciati ad 87 anni, all’inizio di un anno che tutti ci auguriamo sia un anno di rinascita. Dalla fine degli anni ’80 è stata presidente e vice presidente dell’ANPI di Ferrara e sino alla fine appassionata attivista.

Le sue fondamenta solidissime erano state poste da una famiglia antifascista, dove il padre, attivista comunista, riteneva importante “portare la politica a casa” perché i figli crescessero imparando che la libertà va costruita e protetta ogni giorno e che per vivere in un mondo migliore ci si deve impegnare, accettando le responsabilità.

Lei rispose con un impegno totale, assolutamente generoso e totalizzante che la portò, inizialmente, alla lotta sindacale nelle fila dei tessili e dei braccianti.
Quindi da consigliere comunale ed assessore del PCI fu in prima linea nella lotta per la liberazione femminile ed accanto ai lavoratori, come ad esempio, nella lotta contro la chiusura del Calzaturificio Zenith, fiore all’occhiello dell’industria estense.

Accettò di presentarsi alle elezioni politiche per il Partito Comunista, dapprima come deputata ed in seguito come senatrice, non senza dubbi e preoccupazioni che riguardavano soprattutto l’allontanamento dal marito e dalla famiglia, grazie, come spesso ha raccontato, alla suocera, una donna molto importante nella sua vita che la esortò a mettere le proprie capacità, l’impegno e la passione al servizio del Paese.

La ricordiamo forte, volitiva, capace di accalorarsi e di spegnere in un sorriso, sempre accogliente, ogni contrasto.
Un grande esempio da seguire, per le donne, che tanto debbono a quella generazione uscita dal fascismo che aveva promesso, spesso riuscendo a vincere quelle battaglie, libertà ed eguaglianza all’universo femminile, ma anche per gli uomini, perché passione, impegno, senso civico, dedizione alle cause (ricordiamo Silvia Baraldini tra le ultime vittoriose), sono valori che ogni essere umano dovrebbe riconoscere ed impegnarsi a seguire.

Aveva scelto la sua parte e con onestà ed orgoglio l’ha sempre seguita e sostenuta. Non ha mai conosciuto l’indifferenza, un cuore troppo grande ed appassionato, per non lasciarsi toccare dal male e dal bene del mondo.
L’ANPI di Ferrara piange una politica di grande valore alla quale la città e non solo devono molto, ma la porta con sè, perchè Renata è un solido mattone nella lotta per la giustizia e la libertà.
Antifascista per sempre.

Segreteria ANPI Ferrara

FUTURO SOSTENIBILE
“LE CITTA’ SIANO IL FULCRO DELLA RIPARTENZA POST COVID”
Il rapporto Legambiente 2020

All’inizio di novembre è stato reso noto il rapporto Ecosistema urbano, curato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e il Sole 24 ore: 207 pagine fitte di dati, grafici, tabelle, disegni. Quella del 2020 è la XXVII edizione del rapporto, costruito secondo 18 parametri monitorati da Legambiente e Ambiente Italia. Oltre 30mila i dati raccolti attraverso questionari inviati ai 104 Comuni capoluogo e alle informazioni di altre fonti statistiche accreditate. Il risultato è una classifica generale che, per quel che valgono le classifiche, specie in queste tematiche, è stata costruita assegnando un punteggio in centesimi sulla base dei risultati qualitativi ottenuti nei 18 indicatori relativamente alle aree tematiche aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.

Osservando le prime città classificate si nota che per Trento e Mantova, che occupano i primi posti con 79,98 e 76,75 punti, non vi sono state variazioni rispetto alla classifica 2019. Tra le prime 10 città le variazioni più significative si sono registrate per Reggio Emilia, che risale la classifica di 7 posti posizionandosi al quinta, Cosenza (+6, ottava) e Biella (+10, in nona posizione). Le altre sono Pordenone terza (+1), Bolzano quarta (-1), Belluno sesta (+2), Parma settima (-2) e Verbania decima (+1) con un punteggio di 68,89, 11 in meno di Trento. Treviso, che nel 2019 era nella top ten, scende all’undicesimo posto perdendo quattro posizioni. Tra le città che hanno mostrato, in positivo, le variazioni più significative vi sono Forlì (risalita di ben 44 posizioni), Imperia (+41), Rieti (+39) e Avellino (+31), mentre tra quelle che hanno perso posizioni vi sono Potenza, che ne perde 25, seguita da Caserta (-23), Varese e Chieti (-21) e Pescara (-20). E Ferrara? La nostra città perde rispetto all’anno scorso 12 posizioni e si colloca, con 62,86 punti, al 22° posto della classifica che, su 104 città monitorate, è chiusa da Vibo Valentia con soli 23,31 punti ottenuti dalla valutazione dei parametri considerati.

Inquinamento atmosferico: Ferrara? Insufficiente

Se si va ad analizzare le classifiche per le diverse tematiche del rapporto indicate come performance ambientali, la città estense non è presente in nessuna, ad eccezione di quella relativa alla raccolta differenziata, dove invece svetta con una percentuale dell’86,2, seguita da Pordenone (86,1%) e Mantova (85,6%). Le altre classifiche riguardano le aree tematiche aria rappresentate da quelle della concentrazione in biossido di azoto (NO2), dove capeggiano Agrigento (4 µg/m3), Enna e L’Aquila.
Ferrara presenta per questo indicatore una concentrazione media di 26,2 µg/m3, collocandosi al 52° posto. Per le polveri sottili PM10 e PM 2,5 la nostra città registra rispettivamente una concentrazione media di 29,0 e 18,5 µg/m3 (72° e 68° posto); infine per quanto riguarda l’ozono (sforamento del limite di 25 giorni/anno oltre i 120 µg/m3), si colloca sessantesima. Complessivamente Ferrara, assieme a tutte le città della regione, presenta un’aria classificata come insufficiente, ultima delle cinque classi in cui sono suddivisi i centri urbani che superano per almeno due parametri i limiti della normativa comunitaria sia per PM10 e PM2,5 che per NO2 e O3. Questi, secondo l’Agenzia Ambientale Europea (EEA), sono gli inquinanti sotto osservazione che comportano un rischio per la salute umana, e che dichiara come l’inquinamento atmosferico continui ad avere impatti significativi sulla salute della popolazione europea, in particolar modo per i cittadini delle aree urbane.

Le conseguenze in Italia sono le oltre 60mila le morti premature ogni anno dovute all’inquinamento atmosferico. “In sostanza, continua il dossier dell’ufficio scientifico di Legambiente Mal’aria di città 2020, l’inquinamento atmosferico è al momento la più grande minaccia ambientale per la salute umana ed è percepita come la seconda più grande minaccia ambientale dopo il cambiamento climatico”. In una tabella del dossier [Vedi qui]  che presenta i giorni totali nelle città in cui si è registrato nel 2019 sia il superamento dei limiti del Pm10 che dell’ozono, Ferrara si trova al 18° posto con 103 giorni (Torino, prima, ne ha registrati 147, Piacenza 128, Rovigo, territorialmente molto vicina a noi, 115, Modena e Reggio Emilia 108). Bologna, trentesima con 59 giorni, è l’ultima delle città della regione e presenta il superamento dei limiti solo per l’ozono (25 giorni).
Per il solo PM10, nel 2019, sono 26 le città capoluogo di provincia che hanno superato il limite giornaliero di 35 giorni con una media superiore ai 50 microgrammi/metro cubo. Sempre prima Torino con 86 giorni di superamento. Nella classifica delle città fuorilegge ci sono quasi tutti i capoluoghi veneti (ad eccezione di Belluno), molti capoluoghi dell’Emilia Romagna, tranne Bologna e Cesena, quindi anche Ferrara, e più della metà delle città lombarde (7 su 12), a riprova della criticità espressa nelle dichiarazioni dell’Agenzia Ambientale Europea.
Altro dato ricavato da queste poco esaltanti classifiche è quello delle città che hanno superato il limite per le polveri sottili (Pm10) dal 2010 al 2019: Ferrara si ritrova nel secondo gruppo (9 anni su 10) assieme a Parma e Piacenza, tra le città emiliano-romagnole. Nel primo (10/10) sono presenti Modena, Reggio Emilia, Rimini e Rovigo (questa sempre per ragioni di affinità territoriale). Infine le altre, Ravenna, con 7 anni su 10, seguita da Bologna (6/10) e Forlì (5/10). Per ultime le classifiche dei capoluoghi di provincia che nel 2019 hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili in un anno (il D.lgs. 155/2010 prevede un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 μg/m3) e, per l’ozono, dei capoluoghi di provincia che nel 2019 hanno superato con almeno una centralina urbana l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute( il D.lgs. 155/2010 prevede in questo caso un numero massimo di 25 giorni/anno – come media su 3 anni – con concentrazioni superiori a 120 μg/m3 come media massima giornaliera calcolata su otto ore). Nella prima Ferrara è al 12° posto con 60 superamenti nella centralina di Corso Isonzo, mentre nella seconda al 31° con 43 giorni di superamento.

La gestione del ciclo dei rifiuti

Tornando al rapporto [Vedi qui] tra i temi trattati non si può non prendere in considerazione quello dei rifiuti.
In una rappresentazione grafica le città monitorate vengono suddivise in 5 classi, da ottima a scarsa, in base alle modalità di gestione dei rifiuti e ai risultati ottenuti nel 2019. Ferrara si trova nel primo gruppo, anzi capeggia la classifica relativa alla raccolta differenziata, come già accennato, con un 86,2 %, superando di appena 0,1% Pordenone, che si colloca al secondo posto prima di Mantova (85,6%). Del gruppo delle città con una qualità ottima nella raccolta differenziata (quelle che separano più dell’80%) fanno parte anche Reggio Emilia e Parma. Per quanto riguarda la produzione di rifiuti urbani (kg/abitante/anno) il dato di Ferrara nel 2019 è di 650 kg, con Reggio Calabria la città che ne produce la quantità più bassa (371 kg) e Piacenza quella con il dato più alto (766 kg), e che supera di un solo kg Rimini e Ravenna (765 kg). Nel sistema di raccolta porta a porta Ferrara realizza un misero 10,3% di cittadini serviti secondo tale modalità, uno dei livelli più bassi in Italia, dove la maggior parte delle città fornisce un servizio di oltre il 90% e una quarantina arriva al 100% di cittadini serviti dalla raccolta domiciliare. Ma qui si tratta di scelte e strategie delle aziende che gestiscono questo importante servizio.

Proseguendo nell’analisi del Rapporto molti sarebbero gli indicatori che meriterebbero commenti e approfondimenti. Qui voglio solo riportare i dati che interessano Ferrara scorrendo le classifiche rispetto ai vari temi.

Acqua potabile per uso domestico

Per quello che riguarda l’acqua potabile per uso domestico Ferrara consuma 144,7 litri/abitante/giorno, in una classifica dove, oltre a Milano che primeggia con ben 269,1 litri, non sono molte le città che superano la quota dei 200 litri (Brescia, Chieti, Monza, Pavia, Reggio Calabria). La maggior parte consuma quantità che si collocano tra i 100 e i 200 litri, con l’unica eccezione di Frosinone che di litri al giorno per abitante ne consuma solo 95,2.
Altro tema che riguarda l’acqua è la dispersione della rete idrica. Ferrara presenta una differenza tra acqua immessa e consumata per usi civili, industriali e agricoli del 38,8%, con Frosinone, tra le città italiane monitorate, che per questo indicatore mostra la peggiore performance (77,8%) e Pordenone che risulta invece la più virtuosa con solo l’11,3%.
La percentuale di popolazione residente servita da rete fognaria delle acque reflue urbane vede molte città, di ogni parte d’Italia, raggiungere il massimo, cioè il 100%. Solo Pistoia (55%) e Catania (56%) mostrano dati molto bassi e preoccupanti, mentre Ferrara si colloca nella parte alta dei valori con l’88% della popolazione servita. Folto è il gruppo delle città che superano quota 90% registrando valori prossimi al 100%; infine, ad eccezione di Reggio Emilia (83%), tutte le altre città della regione realizzano percentuali che si collocano nella fascia 95-99% di popolazione raggiunta dal servizio fognario.

Mobilità urbana

Altro tema scottante trattato dal rapporto è quello della mobilità. Iniziando dall’indicatore numero viaggi/abitante/anno sul trasporto pubblico Ferrara raggiunge il livello di 70, poco oltre la metà della classifica capeggiata da Milano con 468, se si esclude Venezia (705) che, ovviamente, rappresenta un caso atipico, solo altre 6 sono le città che superano quota 200 (Genova, 413; Roma, 328; Trieste; 310 e a seguire Bologna, Torino e Brescia).
La maggior parte, Ferrara compresa come detto, si colloca ampiamente sotto quota 100 (con Vibo Valentia 2 e Sondrio 3 fanalini di coda), a riprova della criticità della problematica mobilità in Italia. Altro indicatore monitorato è l’offerta di trasporto pubblico misurata come vetture-km/abitanti/anno. Anche in questo caso la città estense non figura tra le città virtuose, riportando un valore dell’indicatore di 19: dato alquanto scarso se confrontato con quello di Milano (88) e delle altre città della parte alta della lista (Venezia, Trieste, Roma). Bologna, la migliore in Emilia Romagna, ottiene un livello di 45, con Parma che segue a 40.

Sempre in tema di mobilità gli indicatori della superficie stradale pedonalizzata in m2/abitante e delle piste ciclabili, sia come metri equivalenti ogni 100 abitanti che come Km totali.
Nel primo dei parametri Ferrara, con 0,39 m2/abitante, occupa la prima parte della classifica dove Lucca distanzia tutte le altre città con 6,73 m2/abitante. Classifica chiusa da L’Aquila e Trapani con nessuna superficie pedonale precedute con un misero 0,01 m2/abitante da Reggio Calabria.
Sulle piste ciclabili ci si aspetterebbero dati di eccellenza dalla nostra città, è così è, ma solo in parte: nella classifica dei metri equivalenti Ferrara è undicesima riportando 20,48 metri di piste ogni 100 abitanti, e viene preceduta, in ambito regionale, da Reggio Emilia, prima con un dato più che doppio (44,37 metri/100 abitanti) e da Ravenna (26,63 metri/100), mentre in quella dei Km totali scala di un posto a fronte di 101,6 Km di piste, anche in questo caso preceduta da Reggio Emilia, sempre prima,  e da Modena (174), Bologna (156,4), Parma (138,4) e Ravenna (129,3), a riprova che la definizione di città delle biciclette non è una sua esclusiva.
L’ultimo indicatore che interessa la mobilità è quello delle auto circolanti ogni 100 abitanti. Le città italiane si distribuiscono in un intervallo che va da 78, Frosinone, a 43 per Venezia, quindi una forbice non troppo ampia. A Ferrara circolavano, nel 2019, 65 auto/100 abitanti, un dato intermedio, condiviso da molte altre città: infatti nella fascia 70/60 figurano ben 65 centri urbani.

Verde pubblico

Per quanto riguarda l’indicatore verde urbano pubblico Ferrara non sfigura, anche se non tanto in termini di valori assoluti: si colloca infatti attorno al 30° posto (20 alberi/100 ab) della classifica che vede Cuneo primeggiare con 203, seguita da Modena con 114 alberi/100 abitanti.
Per l’indicatore m2/abitante di verde fruibile in area urbana la classifica è migliore (17° posto per un valore di 60 m2/abitante), ma sono Matera (997,2), Trento (406,2) e Rieti (333,6) che presentano spazi di verde urbano difficilmente raggiungibili. Tra le città emiliano romagnole solo Parma fa meglio di Ferrara per quest’ultimo parametro, mentre per il precedente tutte, esclusa Piacenza, ottengono migliori performance.

Serve una cabina di regia

A conclusione di questo lungo elenco di dati e numeri alcune riflessioni sul significato dei risultati scaturiti dal Rapporto Ecosistema urbano 2020.
La media del punteggio dei capoluoghi quest’anno si è abbassata al (53,05%), mentre era 53,51% lo scorso anno e “quota 100” non è stata raggiunta da nessuna città e nessun capoluogo supera gli 80 punti, a differenza della passata edizione in cui ci riuscirono Trento e Mantova.
“E’ necessario – afferma Mirko Laurenti, responsabile del Rapporto – dare un contributo alla riflessione globale sul futuro delle città, partendo dalle esperienze positive, da chi è riuscito negli anni a realizzare significative azioni e cambiamenti in chiave green”. L’impegno è notevole perché gli indici del Rapporto raccontano in sintesi di un Italia che si muove a singhiozzo tra le solite emergenze, con qualche luce e molte ombre. Dare allora continuità agli interventi, anche copiando dalle altre città europee. E poi far sì che il Governo istituisca finalmente una cabina di regia per le città, sostenendo e spingendo i sindaci affinché imbocchino con decisione la strada della sostenibilità, dando gambe a quei progetti che rappresentano l’unica via per un futuro più sostenibile, condiviso, salubre.

Convocazione nazionale 2021 per due canoiste estensi

Da: Ufficio Stampa Canoa Club Ferrara

CONVOCAZIONE NAZIONALE 2021 PER DUE CANOISTE ESTENSI
Il 2021 inizia con il piede giusto per il Canoa Club Ferrara con la convocazione in Squadra Nazionale di due atlete, Francesca Malaguti e Lea Bertoncelli, al raduno k1 donne che si terrà a Verona dal 2 al 6 gennaio sul fiume Adige.
Infatti nel 2021 la Federazione Italiana Canoa Kayak ha lanciato un nuovo progetto nel settore dello slalom con l’obiettivo di far crescere la categoria donne nella disciplina del kayak ed arrivare il più preparati possibile ai futuri eventi internazionali.
Il responsabile del progetto sarà il tecnico federale Ettore Ivaldi, che ormai da molti quadrienni olimpici allena squadre nazionali in tutto il mondo e da 5 anni è tornato in Italia a seguire la squadra azzurra.
Oltre alle due ragazze ferraresi, parteciperanno al raduno altre cinque ragazze provenienti da altri club italiani, che insieme rappresentano il gruppo delle giovani speranze per il Kayak Femminile della squadra italiana di canoa Slalom.
Data l’emergenza sanitaria, requisito fondamentale per la partecipazione al ritiro è stato l’esito negativo al tampone molecolare ed ovviamente per garantire la sicurezza di tutti, nei quattro giorni di allenamento il gruppo si impegnerà a seguire rigorosamente il protocollo per l’emergenza Covid-19 FICK-CONI.

Cordoglio del PRC per la scomparsa di Renata Talassi

Da: Rifondazione Comunista Ferrara

RENATA TALASSI: UNA VITA FORTUNATA
E DEGNA DI ESSERE VISSUTA

Ci stringiamo al dolore della famiglia Talassi-Giorgi per la scomparsa della senatrice Renata Talassi; si tratta di una grave perdita nella storia politica ferrarese e nazionale.

Iscritta sin dall’immediato dopoguerra alla Federazione giovanile comunista (seguendo le orme del padre), responsabile femminile per la federazione comunista ferrarese, sindacalista nella CGIL per un decennio (1960-70), dal ‘72 nuovamente nella Federazione del PCI di cui si occupò della Commissione fabbriche, anno in cui venne eletta in Parlamento prima come deputata (1972-1976) e poi come senatrice (1976-1983), dove s’impegnò tra le altre delle problematiche inerenti il lavoro a domicilio e del lavoro agricolo, Presidente dell’UDI Provinciale negli anni ’70, infine attivista e presidente dell’ANPI ferrarese.

Nel 1985 consigliera e vicepresidente presso la provincia di Ferrara, inoltre assessora delle pari opportunità, ed è questo l’ambito che rese peculiare il suo impegno; Renata Talassi divenne una figura determinante nel percorso di autodeterminazione della donna. L’ex-senatrice in diversi interventi pubblici in occasione del compleanno della Repubblica italiana e della conquista del voto femminile, mai mancò di porre l’accento sull’importanza del ruolo delle donne nella società e della loro partecipazione alla vita pubblica.

Renata fu la prima donna ferrarese a diventare deputata e poi senatrice della Repubblica, come lei stessa ha raccontato nel suo libro “Una vita fortunata”. Nei suoi ricordi fondamentale appare la figura del padre convinto antifascista in pieno regime, lo stesso che le trasmetterà la passione per la politica, portandola con sé alle riunioni e alle assemblee politiche, insegnandole che la politica è il mezzo per poter cambiare il mondo. Tante sono le battaglie che l’hanno resa protagonista, da quelle sindacali al caso internazionale di Silvia Baraldini; l’ex senatrice ha definito la sua attività politica non come un mestiere o una carriera, bensì una missione da portare avanti col massimo impegno e sacrificio.

Lei stessa affermò in un’occasione ufficiale: “oggi mi rivolgo a voi, classe dirigente di domani, continuate a combattere e non rassegnatevi al mondo in cui vivete”.

Un saluto cara compagna Renata, ti salutiamo a nome delle compagne e dei compagni del Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Ferrara, nel ricordo di tanti percorsi e lotte condivisi.

“Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. (Enrico Berlinguer)

Partito della Rifondazione Comunista

Federazione di Ferrara

Siamo tutti la fenice

La fenice è un uccello mitologico presente in moltissime culture: dall’Egitto all’Asia, dalla Grecia al Medio Oriente, dall’India alla Russia. È divenuta anche simbolo cristiano, e la sua narrazione è talmente potente per l’uomo che ancora oggi è ampiamente usata nella cultura popolare e nel folclore. Le storie riguardo ad essa sono molto variegate, ma in genere si tratta di un animale che, dopo una longeva vita, viene bruciata mentre si trova nel suo nido; dalle fiamme, o dalle sue ceneri, si rigenera e comincia una nuova vita.
La sua morte e resurrezione simboleggiano anche tutte le piccole morti e resurrezioni che possono accadere nell’arco della vita di ciascuno. In un certo senso, è anche simbolo della resilienza, ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, coltivando le risorse che si trovano dentro di noi. È il saper reagire e rialzarsi più forti di prima, adattandoci ai cambiamenti.
Il 2020 ha messo alla prova tutti, ci ha segnato intimamente. Per certi versi è stato veramente un annus horribilis. Lo abbiamo salutato volentieri, ma non dobbiamo fermarci al semplice e puro lamento, capace solo di appesantire ulteriormente l’aria. In fondo, il 2021 è solo il prosieguo del 2020, ma se cerchiamo di rinascere allora può essere davvero un anno “nuovo”. Sappiamo che non sarà tutto facile e che incontreremo di nuovo le nostre fragilità, ma non importa quante volte siamo caduti, ma quante volte ci saremo rialzati.
Allora ecco qualche atteggiamento utile per essere resilienti in questo nuovo anno:
mantenere il sorriso, accettare il cambiamento, non aver paura di prendere decisioni, saper chiedere aiuto, ascoltare se stessi, accettare se stessi, guardare il lato positivo delle cose, aprire il cuore agli altri, non stancarsi mai di imparare.

I shat my pants

E così alla fine l’anno 2020 – anno dei 2000 eventi, tutti saltati e/o rinviati – è finalmente finito.
Per tutto l’anno – anche se leggendo in giro non sembrerebbe – direi che da pensare ne abbiamo avuto.
Le occasioni per riflettere non sono proprio mancate.
Si potrebbe obiettare sul buon uso che ne abbiamo fatto ma io, personalmente, penso di aver impiegato bene il mio tempo.
Ad esempio, sull’onda del dibattito sul lascito di Indro Montanelli – mai così frizzantino come in questo 2020 – io posso dire di aver riflettuto in modo assai meticoloso e infatti tutto questo meticoloso meditare ha dato buoni frutti che mi hanno portato a una sfavillante illuminazione.
Un’illuminazione che non ho avuto il coraggio di condividere prima d’ora ma che ormai – l’anno è finito e quindi i tempi mi sembrano maturi per farlo – posso scodellare qui in tranquillità: Maria Elena Boschi a me sembra Indro Montanelli con in testa una dozzinale parrucca biondiccia.
Bene, ora mi sento libero.
Potrei argomentare per ore a proposito ma mi limiterò a constatare che quell’occhio vitreo che sembra vagamente smaltato è lo stesso del defunto giornalista avvezzo a strane relazioni con povere ragazze minorenni.
Forse son scemo io ma nessuno mi può togliere questa convinzione su cui – prima di vuotare il sacco – ho ponderato a sufficienza.
E adesso che l’ho detto il mio nuovo anno può iniziare bello carico.
Spero che sia così – intendo a livello di carichezza, non a livello di deliranti teorie – per tutti coloro che stanno leggendo queste umili righe dal sapore di confessione con una punta di scaramantici auguri di un buon nuovo anno che non nominerò direttamente.
Cordiali saluti e ancora auguri!

Shat my pants (The Tunas, 2008)

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