Giorno: 5 Gennaio 2021

Cultura. Biblioteche dell’Emilia-Romagna, prosegue il boom dell’utilizzo dei servizi digitali per consultazioni e prestiti

Cultura. Biblioteche dell’Emilia-Romagna, prosegue il boom dell’utilizzo dei servizi digitali per consultazioni e prestiti. L’assessore Felicori: “Importante proseguire in questa direzione e investire nella pubblica lettura”

In dicembre consultazioni e prestiti su EmiLib a +78,73% e sulla Rete bibliotecaria della Romagna a +95,61% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per i cittadini a disposizione gratuitamente un grande catalogo di risorse digitali: decine di migliaia di ebook, audiolibri e risorse musicali in streaming indicizzate e raccolte dalle più importanti istituzioni culturali del mondo

Bologna- Con le chiusure degli spazi culturali, decretate dagli ultimi DPCM, cresce, rispetto al mese scorso, l’utilizzo dei servizi digitali delle biblioteche dell’Emilia-Romagna, che offrono l’accesso gratuito alle risorse disponibili in rete.

Si conferma il boom di accessi, consultazioni e prestiti nel corso dell’anno, e la definitiva affermazione di un servizio avviato già da alcuni anni nelle biblioteche regionali. Il confronto tra i mesi mostra un picco deciso nel periodo del lockdown, con consultazioni e prestiti quasi triplicati rispetto allo stesso periodo del 2019, ma successivamente, anche nel periodo estivo, i servizi on line sono stati utilizzati, nonostante la riapertura delle attività bibliotecarie, mantenendo comunque un incremento significativo rispetto all’analogo periodo del 2019.

I dati del mese di dicembre 2020 vedono un aumento di consultazioni e prestiti del 78,73% per la rete EmiLib rispetto allo stesso mese del 2019, e anche rispetto al mese precedente (+70,23%), e un +95,61% (+93,55% novembre 2020) per la rete bibliotecaria della Romagna, con gli accessi che vanno a +85,13% (+72,41% su novembre) per la rete emiliana e a +98,36% (+89,28% su novembre) per la rete romagnola. Gli utenti unici si attestano rispettivamente a +58,40% (+58,85% in novembre) e +59,36 (+58,91% su novembre).

“L’epidemia- sottolinea l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori- ha accelerato notevolmente il ricorso ai servizi digitali. Una strada che dobbiamo proseguire, alimentandola con creatività. Il ruolo delle biblioteche in particolare va potenziato nell’ambito della pubblica lettura, che trova sempre più estimatori anche tra i più giovani. Un compito cui certamente si dedicherà il nuovo servizio patrimonio culturale”.

Nel lungo periodo, dal 27 febbraio al 31 dicembre 2020, i dati si confermano più che raddoppiati per accessi, consultazioni e prestiti se confrontati con lo stesso periodo 2019. In particolare, per quanto riguardala rete Emilib (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara) si registrano un +109,14% di accessi, un +94,31% di utenti unici e un +103,49% di consultazioni e prestiti, mentre per le Biblioteche della Romagna le cifre si attestano a +117,31% di accessi, +68,55% di utenti unici e +113,74% di consultazioni e prestiti.

Biblioteche digitali

EmiLib e la Rete bibliotecaria della Romagna sono basate su MLOL (Media Library On Line). Si tratta di un servizio gratuito per tutti i cittadini dell’Emilia-Romagna che permette di accedere da casa, via Internet, a decine di migliaia di ebook di tutti i principali editori italiani, oltre 7.000 abbonamenti a quotidiani e periodici digitali da 90 paesi in 40 lingue diverse, decine di migliaia di audiolibri e risorse musicali in streaming, 1,5 milioni di risorse ad accesso aperto indicizzate e raccolte dalla più importanti istituzioni culturali del mondo (libri, video, audio, spartiti musicali, immagini, risorse per l’e-learning, periodici storici, periodici scientifici, videogiochi, ecc.

Il servizio è attivo in Emilia-Romagna attraverso due portali: EmiLib e Rete bibliotecaria della Romagna e San Marino(per le altre province romagnole e San Marino). Per accedere a questi portali basta essere iscritti a una qualsiasi delle biblioteche civiche e pubbliche emiliano-romagnole

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 5 dicembre

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: su quasi 16mila tamponi 1.506 nuovi positivi, di cui 773 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. 647 i guariti, calano i ricoveri in terapia intensiva

Eseguiti anche 12.160 tamponi rapidi e 361 test sierologici. Il 95% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 49 anni. 64 i decessi. Prosegue la campagna vaccinale anti-Covid: oltre 8.000 quelle programmate oggi. Un portale con l’aggiornamento in tempo reale dei vaccini fatti

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 181.089 casi di positività, 1.506 in più rispetto a ieri, su un totale di 15.795 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è quindi del 9,5%. Sempre da ieri, sono stati effettuati anche 12.160 tamponi rapidi.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 773 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 388 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 667 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 48,8 anni.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, in questa prima fase riguardante il personale della sanità e delle CRA, compresi i degenti delle residenze per anziani. E’ on line il nuovo portale con l’aggiornamento in tempo reale dei vaccini fatti in Emilia-Romagna (https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid): oggi, le somministrazioni programmate a livello regionale, sulla base delle prenotazioni ricevute dalle aziende sanitarie, sono oltre 8.000.

Sui 773 asintomatici, 442 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 58 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 13 con gli screening sierologici, 17 tramite i test pre-ricovero. Per 243 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi per provincia vede Bologna con 325 casi, poi Rimini (200), Modena (192), Piacenza (142), l’area di Cesena (137), Reggio Emilia (136), Ferrara (100), Ravenna (90), il territorio di Forlì (77), la provincia di Parma (73) e il circondario di Imola (34).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 15.795 tamponi, per un totale di 2.628.108. A questi si aggiungono anche 361 test sierologici e 12.160 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 647 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 115.907.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 57.177 (+795 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 54.249 (+786), il 95% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 64 nuovi decessi: 14 a Ravenna (10 uomini di cui due di 87 anni e i rimanenti di 65, 70, 71, 72, 76, 78, 79 e 98 anni e 4 donne di 70, 90, 92 e 100 anni), 13 a Ferrara (9 donne di cui tre di 91 anni e le altre di 84, 85, 88, 93, 94 e 96 anni e 4 uomini di 74, 79, 81 e 89 anni), 12 a Bologna (6 uomini di cui due di 82 anni e i restanti di 49, 59, 78 e 95 anni e 6 donne di cui due di 84 anni e le rimanenti di 83, 85, 86 e 88 anni), 9 a Modena (6 donne di 81, 87, 91, 93, 96 e 97 anni e 3 uomini di 75, 81 e 88 anni), 6 a Piacenza (3 uomini di 44, 78 e 89 anni e 3 donne di 85, 91 e 98 anni), 5 a Rimini (4 uomini di cui due di 79 anni e gli altri di 76 e 78 anni), 3 a Reggio Emilia (2 uomini di 70 e 84 anni e 1 donna di 80), 1 a Parma (1 uomo di 89 anni). Non risultano decessi in provincia di Forlì-Cesena. Rientro nel conteggio dei deceduti anche un uomo di 82 anni, diagnosticato dall’Ausl di Modena ma residente fuori regione.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in Emilia-Romagna sono stati 8.005.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 232 (3 in meno rispetto a ieri), 2.696 quelli negli altri reparti Covid (+12).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 15 a Piacenza (+2 rispetto a ieri), 15 a Parma (-1 rispetto a ieri), 18 a Reggio Emilia (-1), 46 a Modena (-2), 46 a Bologna (-3), 15 a Imola (-1), 27 a Ferrara (-2), 20 a Ravenna (+1), 6 a Forlì (+1), 4 a Cesena (invariato rispetto a ieri) e 20 a Rimini (+3).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 16.056 a Piacenza (+142 rispetto a ieri, di cui 80 sintomatici), 13.431 a Parma (+73, di cui 44 sintomatici), 24.374 a Reggio Emilia (+136, di cui 32 sintomatici), 32.393 a Modena (+192, di cui 108 sintomatici), 36.065 a Bologna (+325, di cui 154 sintomatici), 5.787 casi a Imola (+34 di cui 22 sintomatici), 9.753 a Ferrara (+100, di cui 29 sintomatici), 13.727 a Ravenna (+90, di cui 28 sintomatici), 6.443 a Forlì (+77, di cui 45 sintomatici), 6.986 a Cesena (+137, di cui 115 sintomatici) e 16.074 a Rimini (+200, di cui 76 sintomatici).

In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati sono stati eliminati 3 casi (2 a Bologna, 1 a Modena) in quanto giudicati casi non COVID-19

Marchetti (Lega-ER): “Fascicolo sanitario regionale, pazienti costretti a recuperare referti per visite fuori dalla propria AUSL

Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

SANITA’, MARCHETTI (LEGA ER): FASCICOLO SANITARIO REGIONALE, PAZIENTI COSTRETTI A RECUPERARE REFERTI PER VISITE FUORI DALLA PROPRIA AUSL

BOLOGNA, 5 GEN – Molti cittadini si spostano tra le Ausl della nostra Regione per effettuare visite, interventi e cure a seconda delle disponibilità dei posti e dei tempi ma sono costretti a procurarsi autonomamente i materiali necessari (referti e allegati) per le cure per poi consegnarli presso le Ausl dove vengono effettivamente svolti i servizi, perchè i medici non hanno la possibilità di accedere ad un FSE di un paziente se questo non risiede all’interno della Ausl in cui i servizi vengono svolti. E’ la denuncia contenuta in una interrogazione che il consigliere regionale della Lega Daniele Marchetti ha presentato alla Giunta Bonaccini sottolineando il fatto che “la dematerializzazione della documentazione sanitaria non deve essere un peso ma bensì un sollievo per cittadini ed operatori”. Marchetti sollecita quindi la Giunta regionale a farsi carico del problema e a trovare una soluzione rispetto alle denunce che arrivano da diverse persone e operatori sanitari secondo cui vi è “l’impossibilità tra Ausl diverse anche se all’interno della stessa Regione di accedere ai dati dei pazienti e dei cittadini che non risiedono all’interno del territorio dell’Ausl in questione”. Marchetti, nel suo atto ispettivo, ricorda che “il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente”, ma “il taffico dei dati, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di immagini come quelle delle TAC, è estremamente lento. Oltre ad un referto che si può immediatamente scaricare, per quanto riguarda le immagini serve una richiesta, un successivo avviso tramite mail e solo in un secondo momento si potrà ricevere il materiale”. Il consigliere regionale del Carroccio chiede quindi al presidente e alla Giunta regionale di affrontare e risolvere le criticità espresse da più parti dal momento che il FSE anzichè facilitare sembra aver complicato la gestione della documentazione sanitaria di ogni cittadino.

Comunicato stampa sull’assegnazione delle case popolari – Cittadini del Mondo

Da: Cittadini del Mondo, Ferrara

CASE POPOLARI

Con regole speciali graduatoria speciale: ed ecco che i primi 157 della lista sono tutti italiani!

Infatti gli italiani NON devono presentare i documenti autenticati previsti per gli stranieri*.

Notiamo che la dichiarazione del sindaco Fabbri si riferisce solo al punteggio di “residenzialità storica”, che sembra un riconoscimento equo (tanti stranieri vivono e lavorano qui da più di vent’anni), ed evita di citare le altre regoline che permettono di discriminare a regola d’arte.

Forse non fa buona stampa sapere che:

– l’assegnazione degli alloggi deve rispettare le percentuali di residenza comunque siano i bisogni familiari e le forme di povertà accertate;

– è previsto un punteggio negativo per chi ha morosità pregresse con l’Amministrazione, così sono puniti i più poveri, tutti coloro che per qualsiasi motivo non abbiano potuto pagare la mensa o la retta dell’asilo;

– i cittadini stranieri “devono dimostrare con documenti autenticati” di non possedere immobili nel Paese di provenienza, in molti Paesi questi documenti sono impossibili da ottenere;

– non c’è nessuna maggiore “probabilità di assegnazione se si è… (sfrattati, assistiti dai servizi socio sanitari, ecc.)”, non vengono quindi riconosciute le difficoltà reali aumentate ai tempi del Covid.

– E’ stato riconosciuto uno specifico punteggio anche per i nuclei con un figlio solo, così possono passare davanti in graduatoria a chi di figli ne ha 2 o 3;

– e, per concludere, non manca nemmeno il tocco di genere: è riconosciuto anche ai separati/divorziati con affido condiviso dei figli il punteggio previsto per i nuclei monogenitoriali; questo significa che le donne, che nella quasi totalità dei casi crescono i figli, hanno lo stesso punteggio per ottenere la casa degli ex mariti che li vedono a weekend alternati.

Alla protesta di allora dei Sindacati dobbiamo ora aggiungere anche quella del Vescovo Perego: “La speranza è che nessuna famiglia che ne aveva diritto sia stata esclusa per ragioni di razza e nazionalità”.

Purtroppo le regole speciali hanno dato, come da noi facilmente previsto, risultati speciali!

*Come da noi denunciato nel comunicato “case popolari: come si costruisce l’apartheid a Ferrara” consultabile sul nostro sito www.cittadinidelmondo.org/news e pubblicato sui media https://www.estense.com/?p=871219 il 5 settembre 2020.

DIARIO IN PUBBLICO
L’indolenza: effetto collaterale del Covid

Mi trascino di stanza in stanza, mettendo a frutto i consigli dell’amico medico di camminare almeno per 15 minuti, dopo mangiato, nell’appartamento e su e giù per le scale. Alla fine mi abbatto sulla poltrona e sono preso dall’accidia (che bello ogni tanto ricorrere a termini desueti e colti!). Avendo già letto i tre giornali quotidiani e avendo sufficientemente espresso in ululi avvelenati la mia compartecipazione al disastro politico annunciato, riguardo le immagini di qualche telegiornale, che si soffermano sulla giornaliera performance del Matteo Renzi in furore. Ed ecco una voce stupita accanto a me dice: “sembra un panzerotto”. Mai descrizione appare più efficacie: dalla gota piena e dalla ‘gorgia’, fino alla protuberanza posteriore delle natiche, il nostro appare davvero metafora del dolce, anche senza possederne virtù e bontà.

A capodanno ascolto rapito i due concerti da Venezia e da Vienna, poi degusto il cd che mi sono appena regalato di Cecilia Bartoli Queen of Baroque, in attesa dello spettacolo di Roberto Bolle che si rivela disastroso, pretenzioso e sconnesso. Ma ormai rinuncio, preso dall’indolenza, a definire anche i due concerti del nostro teatro Comunale tra Baricco e Cristicchi helas! Chissà cosa ci aspetta nel futuro.

Per un poco rifletto sulla totale differenza di metro e di giudizio della nostra generazione con quelle successive. Mi misuro con i concorrenti dell’Eredità, ormai l’unico programma televisivo che mi scuota dall’apatia, e mi trovo inesorabilmente eliminato dalle prime battute, causa la mia completa ignoranza di qualsiasi sport o di musica cosiddetta leggera. Spinto dalla curiosità tra un biscotto e l’altro mi sorbello Chiara Lubich. L’amore vince tutto di cui tacere è bello. Un’amica molto colta e rigorosa mi domanda perché mi voglio punire in questo modo. La risposta debole e indolente è che in realtà è necessario conoscere ciò che piace ai milioni di telespettatori chiusi nei loro gusci causa pandemia.

Certo che è una risposta deboluccia; ma a risollevare le sorti ecco un libro delizioso e totalmente folle che mi spedisce l’autrice Brina Maurer, Lord Glenn l’anima di Byron nel cuore d’un cane, Biblioteca dei Leoni, 2014. Non c’è male ad affrontare un simile soggetto! Così tra le quasi 800 pagine dell’Odissea di Kazantzakis e le 180 di Lord Glenn trascino la mia indolenza nel cominciare a prepararmi ad impegni importanti, quali il convegno pariniano che si terrà all’Accademia di Brera a metà aprile se… ( lascio a voi la fine del discorso.)

Mi distraggo dai temi ferraresi, sempre per indolente rinuncia che mi pone ad un bivio: lasciare tutto, non lottare per la difesa di un certo tipo di cultura che è stata ed è la ragione prima del mio contributo, piccolo o grande che sia stato alla vita dell’odioso-amata città. Con stupore o meglio con malcelato risentimento constato che bene o male tutte le biblioteche ferraresi aprono secondo moduli ben precisi. Del nostro Centro Studi Bassaniani silenzio e ancor silenzio punteggiano la sua riapertura. Nulla conta l’aver domandato spiegazioni a sindaco e assessore che non rispondono o non si fanno trovare. La mia non certo esaustiva pazienza sta per cedere, se non fosse che sarebbe uno scacco per la città se, avvenisse che, non rispettando i parametri con cui la professoressa Portia Prebys ha donato reperti preziosissimi della vita e dell’opera di Giorgio Bassani alla città, si dovesse constatare che essi non sono rispettati, per cui si decida di trasferire altrove questa fondamentale donazione. Sarebbe una vera sconfitta non per noi ma per la città.
Così l’indolenza ancora mi costringe a non esternare la mia soddisfazione per le importanti vicende canoviane che si concretizzano a Bassano e che coinvolgono l’edizione nazionale delle opere di Canova che presiedo da anni.

Indolentemente sento che scrivere ancora qualcosa mi produce fatica e quindi non mi resta che terminare e attendere fiducioso, scuotendomi dall’apatia l’arrivo da me invocato del vaccino che, come scrive il poeta, potrebbe essere rimedio unico ai mali di questo incredibile anno.

E finisco con il documentario di Barbero su Dante: brrrr….

Per leggere gli altri interventi di Gianni Venturi nella sua rubrica Diario in pubblico clicca  [Qui]

Vaccinazioni fatte in Emilia-Romagna: nuovo sito della Regione con l’aggiornamento in tempo reale

Coronavirus. Le vaccinazioni fatte in Emilia-Romagna, nuovo sito della Regione con l’aggiornamento in tempo reale

All’indirizzo https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid. I dati praticamente minuto per minuto, per genere e fasce d’età. Ulteriori implementazioni nei prossimi giorni. Già quasi 5mila oggi, 20mila in totale

Bologna – On line, aggiornati in tempo reale. D’ora in avanti, è possibile verificare il numero di vaccini anti-Covid fatti in Emilia-Romagna sul portale della Regione, in home page e nella sezione ‘Salute’, all’indirizzo https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid.

Praticamente minuto per minuto, sono disponibili i vaccini fatti a livello regionale, suddivisi per genere e classi d’età, oltre a quelli fatti giornalmente, considerato che le aziende sanitarie, da Piacenza a Rimini, proseguono con le somministrazioni fino a sera.

“Un elemento di trasparenza per monitorare l’andamento della vaccinazioni che, anche oggi, registra un incremento significativo”, sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

Il nuovo portale verrà implementato con ulteriori dati e approfondimenti nei prossimi giorni.

Questa prima fase di vaccinazioni riguarda medici, infermieri e tutti coloro che lavorano nella sanità regionale, e gli operatori e degenti della CRA, le residenze per anziani: in totale oltre 180mila persone. Dopo la prima somministrazione, seguirà la seconda di richiamo, nell’arco dei 18-23 giorni successivi. A partire da marzo, l’allargamento della campagna ad altre categorie a rischio e al resto della popolazione.

Copparo Runner’s School

Da: Irene Pulga

COPPARO RUNNER’S SCHOOL RIPARTE CON UN NUOVO QUADRIMESTRE
Riparte in gennaio la Copparo Runner’s School, la scuola di corsa che accompagna gli allievi dal divano ai loro primi 10Km in quindici settimane.

Nel pieno rispetto dei protocolli anti covid, lavorando all’aperto e con piccoli gruppi distanziati, la Copparo Runner’s School permette a tutti di portare avanti l’attività sportiva in piena sicurezza e calibrando gli allenamenti sulle caratteristiche di ogni allievo.

La scuola è arrivata a Copparo nel gennaio del 2020 e da allora ha continuato a crescere, aumentando il numero degli iscritti e incrementando la passione per la corsa, uno sport che – affrontato nel modo giusto – è adatto a tutti.

Il nuovo quadrimestre inizierà con le lezioni gratuite di prova:

MERCOLEDÌ 13 GENNAIO ALLE ORE 19:00 per i livelli 2 e 3, dedicati a chi già corre.

GIOVEDÌ 14 GENNAIO ALLE ORE 19:00 per il livello 1, dedicato a chi si approccia alla corsa per la prima volta.

Il ritrovo è fissato davanti al Centro di Atletica di Copparo in via dello Sport, si chiede di arrivare con la mascherina e di restare distanziati.

Per qualsiasi informazione potete contattare Irene Pulga, gestore della scuola, al numero 3920080447, visitare la pagina facebook Copparo Runner’s School o il sito www.runnerschoolitalia.com

Residenza Paradiso Ferrara

Da: Dott.ssa Letizia Caselli, ParentiParadiso

RESIDENZA PARADISO DI FERRARA
I FAMILIARI: UN “POPOLO INVISIBILE” CHE PERÒ ESISTE

Amnesty International Italia ha appena pubblicato il dossier “Abbandonati”: il rapporto sulle
violazioni dei diritti umani nelle case di riposo italiane durante il Covid-19”. Tra i punti salienti
del rapporto, che ha raccolto oltre 80 interviste a familiari e operatrici in Lombardia, EmiliaRomagna e Veneto, la mancanza di misure tempestive per proteggere la vita e la dignità
delle persone anziane e in molti casi le violazioni del diritto alla vita, alla salute e alla
discriminazione delle persone anziane.
Parallelamente Altroconsumo, l’associazione più importante in Italia per la tutela e per i diritti
dei consumatori, ha avviato un’inchiesta, a mesi dall’inizio della pandemia da Covid-19, dove
si evidenzia che “la vita nelle case di riposo è molto cambiata. Durante l’emergenza sanitaria
sono successi fatti gravissimi, sui cui la magistratura sta ancora indagando. Ma c’è anche la
quotidianità difficile da gestire, quella di sempre. I familiari hanno deciso di parlare e di farsi
sentire”.
ANCHE A FERRARA IN QUESTI GIORNI SI È PARLATO MOLTO SUI GIORNALI DELLA SITUAZIONE
ASSAI CRITICA CHE SI STA CONSUMANDO IN PARTICOLARE ALLA RESIDENZA PARADISO
DELLA NOSTRA CITTÀ
, a seguito dello scoppio di un gravissimo focolaio Covid e delle
circostanze – in corso di indagine nelle sedi opportune – in relazione alla vertiginosa diffusione
del virus, che ha coinvolto ospiti e personale in maniera esponenziale. Tanto che alla data del
31 dicembre 2020 risultano contagiati “95 ospiti su un totale di 104”.
E’ inutile dire quale sia lo stato d’animo e i pensieri di questo popolo apparentemente invisibile
dei familiari che spesso “non può parlare” ma che però esiste, agisce e pure comincia a
raccontare ovunque in Italia e nel mondo. Inimmaginabile il sentire dei congiunti.
Attraverso il nostro sito Facebook Parenti Paradiso Ferrara – Testimonianze InCovid – ci sono
giunte in questi giorni molte segnalazioni di figli e nipoti che hanno i lori cari alla Cra Residenza
Paradiso di Ferrara.
La questione, che ha a molte e delicate sfaccettature, presenta almeno tre aspetti capitali: il
virus, l’isolamento e le conseguenze sul corpo e nello spirito degli anziani ospiti di cui si tiene
scarso conto ritenendo a priori che non capiscano, purtroppo molti cominciano a rifiutare il
cibo; la dimensione umana del dolore che attanaglia le famiglie che non possono riunirsi
costringendole a una sorta di “distacco forzato” di cui non si conosce ancora la data di scadenza,
anche se il vaccino fa ben sperare; la non completa conoscenza spesso della “situazione
dall’interno”.
Gli anziani non sono oggetti “depositati” ma esseri viventi. Eminenti studi scientifici
dimostrano che in questa situazione, chi ha compromesse le facoltà cognitive, non avrà
l’eloquio verbale per esprimersi ma peggiora i propri sintomi. L’incontro è già una terapia.
Si cita l’interessante articolo uscito ieri sul quotidiano “Il Giorno” dal titolo: “La famiglia
riunita attraverso una finestra (chiusa)” con un video assai eloquente.

LE PRIME PROPOSTE CHE NOI PARENTI OGGI RIVOLGIAMO ALLA DIREZIONE PARADISO DI
FERRARA E AL SUO AMMINISTRATORE DELEGATO MICHELE FIORENTINI, ALLA DIRETTRICE
GENERALE DELLA AZIENDA USL MONICA CALAMAI E AL DIRETTORE SANITARIO EMANUELE
CIOTTI E INFINE AL SINDACO DI FERRARA ALAN FABBRI SONO BEN CHIARE E URGENTI:

(1) Sanificare giornalmente gli ambienti in ottemperanza alla Circolare del 22/02 del
Ministero della Sanità: “COVID-2019. Nuove indicazioni e chiarimenti”.
La circolare si rivolge a tutte le strutture sanitarie “inclusi i servizi di pronto soccorso” e
chiarisce le “misure di prevenzione e controllo delle infezioni (precauzioni standard, via
aerea, da droplets e da contatto)” nel caso di presenza di pazienti affetti da Covid-19.
In particolare, raccomanda una sanificazione giornaliera delle stanze di isolamento e “al
più presto in caso di spandimenti evidenti e in caso di procedure che producano aerosol,
alla dimissione del paziente, da personale con protezione DPI. Una cadenza superiore è
suggerita per la sanificazione delle superfici a maggior frequenza di contatto da parte del
paziente e per le aree dedicate alla vestizione/svestizione dei DPI da parte degli operatori.

(2) Ripristinare per gli anziani non autosufficienti la chiamata o meglio la videochiamata
telefonica ai parenti almeno una volta al giorno;
3) Ripristinare per coloro che possono spostarsi in carrozzina e per coloro che possono
camminare, sperando che ci sia rimasto ancora qualcuno, l’incontro attraverso il vetro
della Portineria, con la possibilità di sentire la voce attraverso l’uso di telefonini e tablet
per colmare un poco il vuoto vissuto così da tanto tempo con volti, suoni e sorrisi noti al
cuore di ognuno;

(4) Spostare, muovere e far alzare dal letto le persone per evitare polmoniti da stasi, gravi
piaghe da decubito, sepsi, disturbi genitourinari, pieliti e soprattutto far percepire per
quanto possibile una nuova situazione emotivo-relazionale fatta di ascolto e gentilezza che
li tranquillizzi senza ricorrere all’uso di sedativi.

Respiriamo in sicurezza

Da: Ufficio Stampa Coop Alleanza 3.0

RESPIRIAMO IN SICUREZZA: MASCHERINE A MARCHIO COOP A 15 CENTESIMI NEI NEGOZI DI COOP ALLEANZA 3.0

Continua l’impegno della Cooperativa a favore delle famiglie con l’ulteriore abbassamento del prezzo delle mascherine a marchio Coop. Già disponibili a 1,50 euro confezioni da 10 mascherine chirurgiche

Coop abbassa ulteriormente il prezzo delle mascherine chirurgiche a marchio in vendita nella propria rete di vendita. È infatti già disponibile nei punti vendita di Coop Alleanza 3.0 la confezione da 10 mascherine monouso a marchio Coop al prezzo di 1,50 euro (quindi 0,15 centesimi l’una).

Si tratta di un dispositivo medico che può contare su tre strati protettivi, la certificazione CE, un indice di filtrazione superiore al 98%. Su tutti i requisiti richiesti per un prodotto a marchio vigila per i dovuti controlli la Direzione Qualità di Coop Italia.

Continua dunque l’impegno di Coop a favore delle famiglie continuando a diminuire il prezzo delle mascherine a marchio Coop – dopo l’abbassamento a 30 centesimi praticato ad ottobre – di quello che è diventato un bene di prima necessità essendo oramai divenuta pratica abituale l’uso continuo delle mascherine come strumento per combattere il virus.

Coop Alleanza 3.0 continua a essere anche nell’emergenza Covid-19 al fianco di soci e consumatori, in questo momento di difficoltà per tutto il Paese. La Cooperativa inoltra invita tutti i soci e i clienti a rispettare le regole, anche nel fare acquisti, seguendo il vademecum Coop con le “20 regole per una spesa che tuteli la salute di tutti” disponibile sul sito della Cooperativa in dieci lingue all’indirizzo all.coop/20regole.

Una modesta proposta: chiudere tutto e lasciare aperto solo il sistema scolastico nazionale

Da: Unione Sindacale di Base Ferrara

Una modesta proposta: chiudere tutto e lasciare aperto solo il sistema scolastico nazionale

Mancano due giorni alla ripresa delle attività didattiche. Il dibattito è tornato a scaldarsi sul tema apertura/non apertura delle scuole . Da un lato, ministro e pezzi di maggioranza continuano a martellare sulla necessità di “riaprire le scuole”, che sarebbero, a detta della ministra, “chiuse da due mesi”. Dall’altro, medici, organizzazioni sindacali, esponenti della maggioranza, addetti ai lavori, manifestano il proprio scetticismo circa la “riapertura”.
Noi pensiamo che il dibattito sull’apertura/non apertura delle scuole sia una enorme mistificazione ! Un modo per non affrontare il problema.
In primo luogo, è bene rilevarlo chiaramente, da settembre, le scuole non hanno mai chiuso i propri cancelli! Infanzia, primaria, secondaria di primo grado hanno continuato a funzionare regolarmente. Tecnici, professionali e licei artistici hanno continuato ad assicurare l’attività laboratoriale. Affermare oggi che le scuole debbano riaprire è pertanto un’operazione di falsificazione della realtà.
Posta questa premessa, riteniamo necessario ribadire quanto affermiamo da mesi. Tornare a scuola in sicurezza significa principalmente tre cose: potenziare i trasporti attraverso un maggior numero di corse; realizzare un sistema di screening settimanale nelle scuole , avviando un tracciamento efficace dei contagi; diminuire da subito il numero degli alunni per classe . Da due mesi la scuola secondaria di secondo grado è in DaD, due mesi in cui tutto questo si doveva e si poteva fare. Rispetto alla situazione di inizio anno scolastico, oggi il quadro epidemiologico si è aggravato: un numero infinitamente maggiore di casi positivi al virus, terapie intensive al collasso, il ceppo inglese del Covid-19 che corre molto più velocemente e, infine, un contingente crescente di lavoratori della scuola che in questi mesi si sono ammalati o hanno perso la vita. Cosa sta facendo il Ministero dell’istruzione in accordo coi Prefetti? L’unica soluzione pensata per affrontare la ripartenza della scuola secondaria di secondo grado è prevedere ingressi scaglionati, alle otto e alle dieci del mattino. Un intervento inutile che non eviterà il ritorno velocissimo alla DaD, con l’aggravante di un probabile innalzamento dei contagi, in una situazione già così tragica. L’alternativa non è tra scuola in presenza ma non in sicurezza e didattica a distanza. L’alternativa è tra chi antepone gli interessi della scuola al profitto privato e chi, al contrario, pone come prioritario lo stesso profitto privato, fingendo di volere una scuola in presenza, investendo i miliardi della UE in digitalizzazione, mandando lavoratori e studenti al massacro, per poi richiudere tutto affermando che l’unica possibilità sia la DaD.
Non vogliamo arrivare a febbraio e dire, ancora una volta, “avevamo ragione”, contando contagiati e morti. Non vogliamo restare a guardare un sistema educativo che va allo sfascio. In questa situazione, lanciamo la nostra provocazione: chiudiamo tutto e lasciamo aperte solo le scuole!
Lockdown nazionale del profitto e apertura solo dei luoghi dei saperi e della conoscenza. Reddito garantito per tutti i lavoratori e utilizzo dei luoghi di lavoro per fare scuola !

BPER Banca, un sostegno alla Caritas e all’Emporio “Il Mantello” per affrontare l’emergenza Covid

Da: Bper Banca

BPER Banca, un sostegno alla Caritas
e all’Emporio “Il Mantello”
per affrontare l’emergenza Covid

Attraverso l’iniziativa “Uniti oltre le attese” la Banca ha donato 15 mila euro a ciascuno dei due Enti, destinati a iniziative di solidarietà

Ferrara, 5 gennaio 2021

Il progetto “Uniti oltre le attese” di BPER Banca, nato già all’inizio della pandemia, si è concretizzato in questi mesi con una serie di iniziative a sostegno della ricerca, della formazione e della solidarietà verso le fasce di popolazione più colpite dall’emergenza sanitaria e sociale.

In particolare, a Ferrara sono stati donati 15 mila euro alla Caritas Diocesana e 15 mila euro all’Emporio Solidale Il Mantello.

Nei giorni scorsi, in occasione di una visita alla Caritas, avvenuta insieme all’Arcivescovo di Ferrara Mons. Perego e al Direttore Paolo Falaguasta, il Direttore Regionale Emilia Est di BPER Banca, Paolo Barchi, ha dichiarato: “Negli ultimi mesi all’emergenza sanitaria si sono purtroppo affiancate anche crisi sociali ed economiche preoccupanti. La Banca è voluta intervenire prontamente per sostenere enti e associazioni che possano aiutare a contrastare i gravi disagi che devono affrontare i cittadini, specialmente le fasce più deboli. A Ferrara ci siamo rivolti alla Caritas e all’Emporio Solidale ‘Il Mantello’. Siamo molto grati ai loro associati, che sono impegnati tutti i giorni nella loro attività di volontari”.

L’Arcivescovo Mons. Gian Carlo Perego ha aggiunto: “Ringraziamo i dipendenti e la Direzione di BPER Banca per la generosa donazione. Ogni giorno qui alla Caritas offriamo pasti caldi, beni di prima necessità e assistenza ai cittadini in difficoltà, un servizio importantissimo per tutto il territorio e questo intervento è senz’altro un aiuto decisivo”.

La Presidente dell’Emporio Solidale “Il Mantello”, Giulia Fiore, ha a sua volta affermato: “Desidero ringraziare sinceramente BPER Banca e tutti i suoi dipendenti per il sostegno che hanno dato al Mantello fin dalla sua nascita. Questo contributo arriva per noi in un momento molto importante, poiché a causa della crisi economica generata dalla pandemia, l’Emporio ha cercato di rispondere prontamente ai bisogni delle persone e della comunità. Grazie alle donazioni ricevute abbiamo infatti potuto aiutare, ad oggi, altri 170 nuclei familiari, oltre ai 131 già seguiti. Il nostro obiettivo è quello di poter supportare persone in difficoltà”.

Giovane studentessa scrive al Sindaco di Bondeno per sensibilizzare sull’ambiente

Da: Simone Saletti

GIOVANE STUDENTESSA DELLE ELEMENTARI SCRIVE AL SINDACO: «BASTA ABBANDONARE A TERRA LE MASCHERINE USATE»
Il sindaco Simone Saletti: «Appello fondamentale, scriverò alla dirigente scolastica affinché aumenti ulteriormente la sensibilizzazione ambientale»

«Ciao Simone Saletti, sono Sara, ti volevo chiedere se potevo fare dei cartelli con scritto: “Siete pregati di non buttare per terra le mascherine e le carte, la plastica, i fazzoletti e tutte le cartacce!”».
Comincia così la letterina che Sara Cattabriga, una bambina di nove anni studentessa della classe 3ˆD alle scuole elementari di Bondeno, ha voluto scrivere al sindaco perché aumenti la comunicazione in merito alla sensibilizzazione ambientale. Il sindaco ha molto gradito lo spirito d’iniziativa di Sara, tant’è che ha deciso di invitarla a trascorrere una «mattinata di lavoro» in ufficio con lui: «Mi unisco all’importantissimo appello della nostra piccola studentessa – sono le parole di Saletti – e mi impegnerò, parlando direttamente con la dirigente scolastica, affinché aumenti la sensibilizzazione ambientale verso i nostri studenti, in modo che poi possano essere proprio loro ad “insegnare” a noi adulti. Spesso infatti – chiosa il sindaco – siamo proprio noi ad avere qualcosa da imparare dai bambini, e questo è uno degli esempi più belli». La lettera che Sara ha inviato è stata accompagnata dal disegno di un gatto, a testimonianza della sua grande passione verso gli animali e l’ambiente: «Da grande, poi, vorrei fare la veterinaria», ha concluso la bambina.

La Befana con i burattini, in diretta tra Comacchio e Ravenna

Da: Massimiliano Venturi

LA BEFANA CON I BURATTINI, IN DIRETTA TRA COMACCHIO E RAVENNA
Ultimo appuntamento con la rassegna I Colori del Natale

Giunge al termine l’ottava edizione de I Colori del Natale, la rassegna comacchiese di eventi diretta da Massimiliano Venturi. La programmazione è partita infatti domenica 13 dicembre, ed ha annoverato un totale di 10 appuntamenti, animati da 7 compagnie provenienti da tutta Italia.
A fronte dello stop alle attività dello spettacolo dal vivo con pubblico in presenza, gli spettatori hanno accolto con entusiasmo l’invito ad assistere agli eventi sul web nelle differenti modalità proposte, facendo sempre riscontrare un alto numero di connessioni e visualizzazioni, gremendo così una platea virtuale che ha varcato i confini locali.

In questo solco si inserisce l’appuntamento conclusivo della rassegna, che per il pomeriggio della Befana proporrà un evento in rete tra Comacchio e Ravenna. Si partirà come da programma alle ore 16:30 in diretta streaming dalla Sala Polivalente di Palazzo Bellini a Comacchio, dove i Burattini di Massimiliano Venturi presenteranno lo spettacolo Arriva la Befana. Una carellata di farse e situazioni divertenti animate da Sganapino e dagli altri eroi del teatrino, che saranno protagonisti di un lavoro recitato all’improvviso, alla vera maniera della Commedia dell’Arte, ricco di duelli, inseguimenti e baruffe da risolvere rigorosamente a suon di bastonate.

Alle 17:30 la diretta proseguirà dalle Artificerie Almagià di Ravenna, dove Mauro e Andrea Monticelli dell’omonima famiglia d’arte e tra i principali animatori del Teatro del Drago presenteranno dal vivo La mirabolante istoria di Fagiolino: uno spettacolo ispirato ai testi classici del repertorio tradizionale emiliano romagnolo, con azioni veloci ed un linguaggio caratterizzato da una comicità che sarà in grado di trasportare gli spettatori di tutte le età in una storia senza tempo. Non mancherà il lieto fine, con Fagiolino che riuscirà ad aver la meglio sui cattivi di turno, grazie anche all’aiuto di un ospite speciale: la Befana in carne, ossa e calze rotte.

Un appuntamento speciale dedicato al pubblico di tutte le età e una ghiotta occasione per gli amanti dei burattini, che potranno celebrare il termine delle festività con un ricco pomeriggio in compagnia degli eroi dalla testa di legno.

Gli spettacoli sono adatti a tutti a partire dai 3 anni di età e la visione è gratuita tramite il sito www.comacchioateatro.it. Infoline: +39 349 0807587.

I Colori del Natale è un progetto di Massimiliano Venturi, realizzato per il Comune di Comacchio con il sostegno della Regione Emilia Romagna. L’evento della Befana è realizzato in collaborazione con Teatro del Drago e le Arti della Marionetta; la diretta streaming sarà sul canale Italiafestival.tv.
Per anteprime ed aggiornamenti in tempo reale sulle prossime attività è possibile iscriversi alla newsletter sul sito www.comacchioateatro.it e seguire le pagine facebook ‘Comacchio a Teatro’ e ‘I Burattini di Massimiliano Venturi’.

Interpellanza sull’area comunale di Terraviva

Da: Gruppo Azione Civica Ferrara

: Interpellanza sull’area comunale di Terraviva

PREMESSO
Che il Comune di Ferrara è proprietario di una delle aree verdi e agricole più preziose e
interessanti del centro storico, situata tra il cimitero Ebraico e il cimitero monumentale della
Certosa;
RILEVATO
che l’area era data in concessione all’Associazione Nuova Terraviva (associazione no profit di
promozione sociale) e all’Azienda Agricola Bio – Pastoreria S.S. di Giovanni Dalle Molle, e al
momento della scadenza delle concessioni è iniziata una diatriba legale, probabilmente
conclusa;
CONSIDERATO
che l’area pubblica è conosciuta e vissuta da tutti i cittadini come un’area di grande valore per
il suo essere un polmone verde in pieno centro storico, con caratteristiche peculiari rispetto
alla valorizzazione operata negli anni dalle associazioni insediate;

SI CHIEDE AL SINDACO E ALL’ASSESSORE COMPETENTE
– quale sia la situazione attuale dell’area, se libera o occupata da vincoli contrattualistici;
– quale intenzione abbia l’Amministrazione per il futuro dell’area, nella necessità di
mantenerla accessibile, ben gestita e valorizzata da attività coerenti con la
caratteristica di bene comune che la contraddistingue.

Replica alle dichiarazioni dell’ex vicesindaco Massimo Maisto

Da: La segreteria Diccap-Sulpl di Ferrara

REPLICA ALLE DICHIARAZIONI DELL’EX VICESINDACO MASSIMO MAISTO SULLA STAMPA IN MERITO ALL’ARMAMENTO DELLA POLIZIA LOCALE DI FERRARA.

I Sindacati Autonomi DICCAP (Dipartimento Autonomie Locali) e SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), intervengono in merito a quanto dichiarato alla stampa all’ex vicesindaco Massimo Maisto.
I Sindacati DICCAP e SULPL vorrebbero ricordare a lui e a tutti coloro che parlano di armamento della Polizia Locale che l’arma è una dotazione che verrà fornita agli operatori per garantire la loro sicurezza e quella dei cittadini e che verrà data appunto a degli operatori di Polizia e non a degli incapaci o ad un’organizzazione criminale. Inoltre desiderano sottolineare che l’armamento degli agenti di Ferrara non è altro che la logica conseguenza dell’applicazione combinata:
· dell’art 20 del decreto del ministero dell’Interno del 4 marzo 1987, n. 145 e successive interpretazioni ministeriali che si esprimono chiaramente nel senso di ritenere obbligo degli enti locali la previsione dello svolgimento in armi dei servizi previsti dal suddetto articolo (cit. espletano il servizio muniti di armi, essa si intende fatta per i servizi esterni di vigilanza e, comunque, per i servizi di vigilanza e protezione della casa comunale e dell’armeria del Corpo o servizio, per quelli notturni e di pronto intervento),
· del decreto del ministro dell’interno Marco Minniti del 15 Agosto 2017 ove si prescrive che, nei limiti del territorio di appartenenza, anche la Polizia Locale debba svolgere nell’arco delle 24 ore i servizi di polizia stradale in via preminente, così da consentire alle Forze di Polizia di dedicarsi alle loro competenze principali,
· dell’accordo quadro sulle modalità di coinvolgimento delle Polizie municipali nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana firmato il 09/01/2020 al Viminale dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dal presidente Anci Antonio Decaro che prevede che le Polizie municipali delle città capoluogo metropolitano, dei capoluoghi di regione e dei capoluoghi di provincia, siano chiamate a svolgere un ruolo preminente nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana, compresa la rilevazione degli incidenti stradali, nell’intero arco delle ventiquattro ore

Non si capisce pertanto cosa sfugga all’ex vicesindaco Maisto in merito alla necessità normativa di armare la Polizia Locale di Ferrara alla luce dei compiti che Le si chiede di andare a ricoprire.

Giova in ultimo ricordare che tale aspetto era già stato affrontato dal suo collega di giunta e di partito, nonché ex candidato sindaco Aldo Modonesi, il quale, nel corso della campagna elettorale, palesando la sua intenzione di voler ottemperare a quanto richiesto dal decreto Minniti con l’istituzione del turno notturno (l’accordo Anci-Ministero dell’interno giungerà solo successivamente) già allora aveva dimostrato di essersi documentato in materia prendendo atto di tale conseguenza tecnica, dichiarando che avrebbe proceduto ad armare la Polizia Locale. Non siamo tuttavia riusciti a trovare dichiarazioni dell’epoca del Dott. Maisto altrettanto contrariate come quelle odierne.

Anche se le intenzioni non saranno di certo state quelle siamo comunque stanchi di dichiarazioni che alla fine delegittimano il Corpo ed i suoi appartenenti dinanzi alla cittadinanza. Invitiamo pertanto tutti coloro che vogliono conoscere la Polizia Locale ed i suoi problemi a contattarci; da parte nostra la disponibilità al confronto non mancherà mai.

Commento dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio al bando per le case popolari a Ferrara

Da: Massimo Manservigi

Bando case popolari a Ferrara: soddisfazione e preoccupazione

La Chiesa di Ferrara-Comacchio, che in diversi modi è attenta al problema della casa, esprime la propria soddisfazione per il fatto che 157 famiglie abbiano ottenuto una casa. La speranza è che nessuna famiglia che ne aveva diritto sia stata esclusa per ragioni di razza e nazionalità. Se fosse così il nuovo bando non aiuta a costruire la città di domani che non potrà che vedere convivere persone di diversa provenienza, con nuove risorse ed esprienze di cui ha bisogno il futuro di una città diversamente destinata a morire più che ad attrarre nuove persone e famiglie.
L’anno della famiglia indetto da Papa Francesco per il 2021 sarà l’occasione per la nostra Chiesa anche per riflettere sul tema della casa. Un tema importante per chi vive nel nostro territorio ma anche per chi arriva per motivi di lavoro, di studio, o per ricongiungimento familiare nel nostro territorio ferrarese.

Qualità dell’aria. Incontro fra le quattro Regioni del Bacino Padano.

Qualità dell’aria. Incontro fra le quattro Regioni del Bacino Padano: “Massimo impegno per la riduzione delle emissioni inquinanti. Presentati progetti per il Next Generation EU da 2 miliardi di euro”

Videoconferenza fra Bonaccini, Fontana, Cirio e Zaia, coi rispettivi assessori regionali all’Ambiente. Stop veicoli Euro4 rinviato al termine dell’emergenza Covid e adeguate misure compensative già entro gennaio

Bologna – Le Regioni del Bacino Padano, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, al termine di un incontro tra i presidenti Stefano Bonaccini, Attilio Fontana, Alberto Cirio e Luca Zaia, a cui hanno partecipato anche i rispettivi assessori all’Ambiente, hanno condiviso la necessità di un rinvio fino al termine dell’emergenza Covid dello stop ai veicoli Euro 4 Diesel previsto per il prossimo 11 gennaio. La richiesta sarà avanzata nelle prossime ore al Ministero dell’Ambiente.
Le restrizioni al trasporto pubblico e alla mobilità privata e le misure di sicurezza adottate per limitare il contagio risultano incompatibili con un ulteriore intervento restrittivo sulla mobilità individuale.

Parallelamente, però, le quattro Regioni confermano il proprio massimo impegno per la riduzione delle emissioni inquinanti nell’area padana, in un’ottica di sostenibilità ambientale, attenzione alla qualità dell’aria e di tutela della salute dei cittadini.

Per questa ragione, contestualmente al rinvio delle misure di restrizione sugli autoveicoli, è stata condivisa la necessità di prevedere, già a partire dal corrente mese di gennaio, adeguate misure compensative per la qualità dell’aria, con l’obiettivo di intervenire in modo incisivo e mirato sui fattori inquinanti legati agli impianti di riscaldamento e alle emissioni causate da attività agricole e di allevamento.

Inoltre, le Regioni del Bacino Padano ribadiscono al Governo la necessità di lavorare con urgenza a un piano straordinario di interventi strutturali che consentano di ottemperare a quanto previsto dalla condanna della Corte di Giustizia Europea del novembre 2020 circa la qualità dell’aria nel nostro Paese, segnatamente rispetto al bacino padano nonché di attuare le misure già previste e condivise con la Commissione Europea, nel protocollo sottoscritto a giugno 2019 al termine del Clean Air Dialogue dal Presidente del Consiglio.

Allo scopo di velocizzare il più possibile questo processo, verrà richiesto un incontro al Governo per discutere adeguate linee di finanziamento ai progetti che le quattro Regioni hanno già presentato per il piano nazionale Next Generation Eu, per un valore di 2 miliardi, e per ribadire la necessità dell’attuazione delle misure che l’Esecutivo si era impegnato a mettere in campo in passato e che ad oggi non hanno ancora trovato risposta concreta.

GIOCHI E SCOMMESSE 2020:
Quel benedetto buco nell’erario

Lo so, è difficile trovare un angolo di allegria dentro la tragedia che stiamo attraversando, ma un comunicato stampa arrivato negli ultimi giorni in redazione mi ha fatto sorridere. Di più: mi ha allargato il cuore.
Il Comunicato di AGIPRO (che sarebbe L’agenzia Stampa Giochi e Scommesse) merita di esser pubblicato per intero.
“Effetto Covid sulla spesa e sulle entrate erariali dei giochi. La chiusura prolungata dei punti fisici nel 2020 e la crisi economica hanno portato a un calo del 35% delle giocate, con una spesa complessiva – secondo i dati dell’industria elaborati da Agipronews – crollata da 19,4 a 12,5 miliardi di euro. Il primo lockdown di marzo aveva visto la chiusura di sale giochi e scommesse su tutto il territorio nazionale per oltre tre mesi. A questo, si è aggiunto un secondo stop, scattato lo scorso ottobre e tuttora in corso. In totale, nel 2020, il settore retail (agenzie di scommesse, sale slot, Bingo) ha registrato un calo del 43%: a subire il danno maggiore sono gli apparecchi (slot e Vlt), che registrano un crollo del 54% rispetto al 2019 (a 4,7 miliardi di euro). A seguire, le scommesse, con una diminuzione del 36% della spesa, che si assesta a 800 milioni di euro, mentre lotterie e Bingo hanno perso il 25%, fermandosi a 4,4 miliardi. La chiusura del retail ha “spostato” parte dei giocatori verso l’offerta online, che registra nel 2020 un aumento della spesa del 39% a quota 2,5 miliardi. Il blocco della raccolta nei punti fisici , prosegue agipronews,si è tradotto in un drastico calo delle entrate: nel 2019 gli incassi statali dai giochi avevano superato gli 11 miliardi di euro, secondo i dati del Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane. Considerando la chiusura dei punti gioco per oltre cinque mesi nel corso del 2020, alla fine dell’anno la stima dei ricavi fiscali per lo Stato è di poco superiore ai 7 miliardi, con un “buco” di 4 miliardi di euro.
Insomma, secondo AGIPRO: una tragedia nella tragedia: nel 2020 Lo stato Italiano incasserà dai vari giochi “poco più di 7 miliardi”, rispetto agli 11 miliardi del 2019. E meno incasseranno le società che gestiscono giochi e scommesse, Lottomatica in testa.

A me pare invece una bellissima notizia. Se potessimo uscire dal tunnel del Covid-19 senza macchinette mangiasoldi, senza roulette, senza lotterie nazionali, senza superenalotto, senza centinaia di migliaia di ludopati disperati, vorrebbe dire che a una cosa, almeno a una cosa, questa paurosa pandemia è servita.
Naturalmente è solo un sogno. Sembra che lo Stato non possa fare a meno di ‘stare al banco’ per spennare gli italiani.

Sappiamo che giocare è una grandissima e a volte diabolica tentazione. E per alcuni (tanti) una malattia, come ci racconta Fedor Dostoevskij ne Il Giocatore scritto più di 160 anni fa. Ora, come nella Russia zarista, lo Stato continua a recuperare risorse alimentando e pubblicizzando il gioco d’azzardo.
Da qui, anche da qui, il tanto lamentato senso dello Stato di cui darebbero prova i cittadini della Repubblica. Ma si può confidare in uno stato biscazziere?

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