Giorno: 28 Gennaio 2021

Il Conservatorio Frescobaldi fa lezione al Jazz Club.
Siglata la convenzione: il Torrione diventa aula per lezioni e workshop

da: Associazione Culturale Jazz Club Ferrara

Ferrara – Lo scorso novembre è stata siglata la convenzione tra l’associazione culturale Jazz Club Ferrara e il Conservatorio Frescobaldi, con lo scopo di fare del Torrione San Giovanni la sede delle lezioni del Dipartimento jazz per l’intero anno accademico 2020-2021.
Il Torrione, tra i più rinomati jazz club italiani e non solo, è ora tra le sedi dell’istituto di alta formazione musicale ferrarese, e si conferma luogo di sperimentazione e d’innovazione, anche in un periodo fortemente colpito dall’emergenza sanitaria e dalla conseguente chiusura al pubblico dei luoghi della cultura. Si tratta, infatti, della prima esperienza, a livello nazionale, di collaborazione tra un conservatorio e un jazz club nell’uso continuativo degli spazi – originariamente utilizzati per i concerti – come aule di studio.
“In accordo con il presidente Maria Luisa Vaccari – spiega il direttore del Conservatorio, Fernando Scafati – sono lieto che la convenzione con il Jazz Club di Ferrara abbia preso avvio. Dal 2018 siamo in attesa di una sede succursale che, ancora, purtroppo, non riusciamo a ottenere”. La necessità di utilizzare altri spazi oltre a quelli già presenti nella sede ‘centrale’ di largo Antonioni è dettata dall’espansione dei corsi del Frescobaldi, a seguito della riforma degli studi accademici di tipo universitario nelle istituzioni AFAM (Alta formazione artistica e musicale). “Il Conservatorio ha l’esigenza di avere spazi a disposizione per ospitare lezioni, masterclass con docenti ospiti, laboratori, ma anche le attività di produzione” prosegue Scafati. “In quest’ottica confidiamo che la collaborazione con il Jazz Club possa offrire un’opportunità per gli studenti, provenienti da ogni parte d’Italia e non solo, di entrare in contatto con le più importanti realtà del panorama jazz che trovano nel Torrione Jazz club una sede d’elezione”.
“La convenzione stretta tra Conservatorio e Jazz Club Ferrara rappresenta un’occasione unica per poter contribuire alla crescita formativa e culturale della città. – Aggiunge il presidente del Jazz Club Ferrara, Federico D’Anneo – In condizioni normali, questa collaborazione avrebbe potuto esercitare una ricaduta anche sull’attività concertistica del Jazz Club. In particolare le lezioni di musica d’insieme avrebbero dovuto sfociare in jam session serali aperte al pubblico e i workshop in concerti dei docenti (sia interni che esterni) e degli studenti. Ci auguriamo che tutto ciò in futuro possa accadere, coronando il proposito alla base di questa collaborazione, ovvero quello di fare del Torrione al contempo uno spazio formativo, performativo e di produzione”.
Il rapporto di collaborazione riguarda il temporaneo utilizzo degli spazi del Torrione San Giovanni da parte del Conservatorio, per lo svolgimento di attività formative, workshop, seminari e musica d’insieme degli studenti del Dipartimento Jazz. Il Torrione di via Rampari di Belfiore-corso Porta Mare, è di proprietà del Comune di Ferrara (con concessionario il Jazz Club). Gli spazi sono utilizzati dal Frescobaldi per le lezioni dal lunedì al giovedì, dalle 9.30 alle 19.30, fino al 1° luglio 2021.
Fino al perdurare delle disposizioni normative in materia di emergenza da Covid-19, l’utilizzo delle sale concesse sarà contingentato e saranno applicati tutti i protocolli di sicurezza attivati dal Jazz Club Ferrara.
Il Jazz Club, nelle due ampie aule a disposizione, mette inoltre a disposizione gli strumenti per lo studio: un pianoforte, due batterie, due amplificatori per basso, due amplificatori per chitarra, un contrabbasso, un pianoforte elettrico e due impianti audio. Il Conservatorio ha integrato la dotazione presente al Torrione aggiungendovi un pianoforte a coda, una tastiera e un amplificatore per basso e partecipa alle spese relative alle utenze e alla sicurezza.

Comunicato Regione: Fiere

Fiere. L’assessore regionale Colla: “In questi momenti difficili da parte della Regione massima attenzione alle imprese e ai lavoratori del settore degli allestimenti, fondamentali per il sistema fieristico regionale. Lo dico anche rispetto agli scenari che si andranno a definire in Emilia-Romagna”

L’assessore allo Sviluppo economico rassicura dopo l’allarme lanciato questa mattina dai vertici di Asal-Assoallestimenti e dallo studio Arredart di Bologna. “Indispensabile, per la ripresa del comparto degli allestitori, la ripartenza del mercato fieristico”

Bologna – “Quella degli allestitori fieristici è una filiera per noi importante, con imprese e lavoratori di qualità. La Regione assicurerà la massima attenzione, in questo ambito, ai prossimi scenari che si andranno a definire in Emilia-Romagna”.
Lo ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, a proposito dell’allarme lanciato questa mattina dai vertici di Asal-Assoallestimenti e dallo studio Arredart di Bologna.

“Nelle scorse settimane – ha aggiunto l’assessore Colla- abbiamo già incontrato le rappresentanze degli allestitori con l’obiettivo di inserire il maggior numero di codici Ateco, collegati alle loro attività, nella lista dei beneficiari dei ristori previsti dal Governo. Inoltre, posso assicurare che la nostra attenzione in proposito che continuerà anche in occasione dell’ultimo provvedimento in via di definizione a Roma”.

“Va detto – chiarisce Colla – che la condizione indispensabile per la ripresa del comparto degli allestitori è la ripartenza del mercato fieristico: una prospettiva che vediamo avvicinarsi grazie alla svolta dei vaccini, ma che richiede tempo, perché le fiere sono soggetti con relazioni internazionali e la diffusione dei vaccini è un tema che coinvolge tutto il mondo. La Regione ha scelto con nettezza di investire nelle Fiere per sostenere un sistema industriale di livello internazionale, fondamentale per il nostro sistema economico regionale, che sia in grado di cogliere anche i cambiamenti innovativi e tecnologici del settore”.

“È evidente, tuttavia- chiude Colla- che sarà necessario ripristinare la funzionalità delle fiere per far uscire dalla sofferenza tutta la filiera ad esse collegata, dagli allestitori ai servizi, dalle professioni all’intero sistema dell’accoglienza”.

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 28 gennaio

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: su oltre 29mila tamponi effettuati, 1.265 nuovi positivi (4,3%). 1.774 i guariti, diminuiscono casi attivi (-565) e ricoveri (-39). Vaccinazioni: superate le 160mila dosi somministrate

Quasi il 95% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 45 anni. 56 i decessi. Mappa europea del contagio: si ribadisce che la regione è al di sotto delle soglie indicate dall’Europa e che comunque non c’è alcuna restrizione aggiuntiva per chi dall’Emilia-Romagna debba spostarsi in un Paese europea, al di là del pieno rispetto delle precauzioni e regole vigenti

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 214.754 casi di positività, 1.265 in più rispetto a ieri, su un totale di 29.181 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 4,3%.

In merito alla mappa dei contagi pubblicata oggi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), già resa nota nei giorni scorsi, si ribadisce che l’Emilia-Romagna è ben al di sotto della soglia indicata dall’Europa stessa di 500 casi di positività ogni 100mila abitanti oltre la quale si viene indicate come zone ‘rosso scuro’ – nella nostra regione è stata di 205 su 100mila abitanti nella settimana dal 18 al 24 gennaio – e che le colorazioni indicate non comportano alcuna conseguenza pratica, né nuove restrizioni da dover rispettare per chi dall’Emilia-Romagna si debba spostare in un Paese europeo, fermo restando il pieno rispetto delle precauzioni già in vigore.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid. Con la nuova versione aggiornata è possibile sapere anche quante sono le seconde dosi somministrate e, quindi, il numero totale delle persone vaccinate.

Alle ore 16.30 sono state somministrate complessivamente 160.311 dosi, di cui 7.695 oggi; sul totale, 34.513 sono seconde dosi, cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Si ricorda che, a causa dei tagli pari a circa il 50% delle dosi fornite la scorsa settimana – decisa autonomamente da Pfizer-BioNtech – anche per i prossimi giorni in Emilia-Romagna la priorità è data ai richiami, con la somministrazione della seconda dose a chi ha ricevuto la prima, e ai degenti delle Cra.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 517 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 373 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 642 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,9 anni.

Sui 517 asintomatici, 374 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 58 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 9 con gli screening sierologici, 8 tramite i test pre-ricovero. Per 68 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 261 nuovi casi; poi Reggio Emilia (194), Modena (169), Rimini (164); seguono Ferrara (90), Forlì (89), Cesena (77), Ravenna (66), Parma (60) e Piacenza (57), infine Imola (38).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 19.798 tamponi molecolari, per un totale di 2.949.484. A questi si aggiungono anche 326 test sierologici e 9.383 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.774in più rispetto a ieri e raggiungono quota157.852.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 47.539 (-565 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 45.088 (-526), il 94,8% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 56 nuovi decessi: 3 a Piacenza (due donne di 86 e 94 anni, e un uomo di 85); 4 in provincia di Parma (due donne di 85 anni e due uomini, rispettivamente di 70 e 71 anni); 10 a Reggio Emilia (cinque donne – di 77, 88, 90, 92 e 94 anni – e cinque uomini – di 43, 79, 83, 88 e 92 anni); 11 nella provincia di Modena (sette donne – una di 76, due di 85, una di 86, una di 88, una di 89 e una di 97 anni – e quattro uomini: uno di 68, due di 74, e uno di 84 anni); 5 in provincia di Bologna (due donne di 90 e 98 anni, e tre uomini di 79, 85 e 93 anni); 5 nel ferrarese (quattro donne: una di 87, una di 94, due di 97 anni, e un solo uomo di 78 anni); 9 in provincia di Ravenna (cinque donne: una di 58 anni, una di 78 anni, una di 83 e due 90enni; quattro uomini rispettivamente di 78, 82, 83 e 85 anni); 4 in provincia di Forlì-Cesena (due donne di 75 e 91 anni, e due uomini di 73 e 87 anni ); 5 nel riminese (due donne di 51 e 67 anni, e tre uomini di 53, 72 e 85 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.363.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 209 (-1 rispetto a ieri), 2.242 quelli negli altri reparti Covid (-38).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 17 a Piacenza (-1), 15 a Parma (-1), 19 a Reggio Emilia (+1), 43 a Modena (+1), 39 a Bologna (-2), 14 a Imola (numero invariato rispetto a ieri), 25 a Ferrara (-1), 10 a Ravenna (-1), 1 a Forlì (+1), 3 a Cesena (invariato) e 23 a Rimini (+2).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:18.211 a Piacenza (+57 rispetto a ieri, di cui 33 sintomatici), 15.087 a Parma (+60, di cui 36 sintomatici), 28.583 a Reggio Emilia (+194, di cui 82 sintomatici), 37.885 a Modena (+169, di cui 108 sintomatici), 42.434 a Bologna (+261, di cui 184 sintomatici), 6.788 casi a Imola (+38, di cui 19 sintomatici), 12.394 a Ferrara (+90, di cui 32 sintomatici), 16.347 a Ravenna (+66, di cui 37 sintomatici), 8.051 a Forlì (+89, di cui 54 sintomatici), 9.121 a Cesena (+77, di cui 63 sintomatici) e 19.853 a Rimini (+164, di cui 100 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 2 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare. Sono stati inoltre eliminati 10 casi, sempre comunicati in precedenza, in quanto giudicati non Covid-19.

Copparo: a giorni le scadenze di due bandi

Da: Cristina Romagnoli, Comune di Copparo

A GIORNI LE SCADENZE DI DUE BANDI
Rispettivamente 30 e 31 sono i termini per accedere ai fondi per la pratica sportiva e per il welfare

Due bandi sono in scadenza nei prossimi giorni.
A sabato 30 gennaio è fissato il termine per accedere ai contributi a fondo perduto destinati a supportare la pratica sportiva nel territorio comunale. Si tratta di 40mila euro dedicati al settore sportivo e alle attività maggiormente colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria, a seguito delle disposizioni di sospensione dell’attività per contrastare
la diffusione della pandemia.
Possono presentare istanza i soggetti aventi sede legale e/o operativa nel Comune di Copparo che siano enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive dilettantistiche, altri soggetti con o senza scopo di lucro aventi nell’oggetto sociale la
gestione di attività sportive e/o motorie. Le associazioni/società sportive dilettantistiche devono essere iscritte al Registro Coni e/o
alla sezione parallela del Comitato Italiano Paraolimpico (CIP) e/o affiliate a Federazioni Sportive Nazionali e/o Discipline Sportive
Associate (DSA) e/o Enti di Promozione Sportiva Paraolimpica.
Nel caso di imprese devono essere in attività e iscritte al Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio di competenza.
È possibile aderire invece fino al 31 gennaio al bando relativo al Progetto Welfare, attivato e riaperto dall’Amministrazione comunale di Copparo per sostenere alle famiglie, grazie a fondi che consentano di abbattere parzialmente i costi sostenuti per spese legate al trasporto scolastico (mensili o annuali) e alla connettività.
Sono a disposizione 50mila euro destinati a nuclei familiari con figli studenti nella fascia14/26 anni frequentanti le scuole secondarie superiori e l’Università, residenti nel Comune di Copparo.

Ferrara: in aumento contagi da covid-19 sul lavoro (811 casi)

Da: Alessandro Bono, Ufficio Stampa Rodl & Partner

FERRARA, IN AUMENTO CONTAGI DA COVID-19 SUL LAVORO (811 CASI). IL 7,8% DEI CASI.
GLI ESPERTI LEGALI: “’IMPASSE’ TRA DATORE DI LAVORO E ATS SU CONTAGI IN AZIENDA, NON AIUTA LA SITUAZIONE”

Secondo il recente rapporto INAIL* appena presentato, i contagi da coronavirus sul luogo di lavoro a livello nazionale hanno ormai superato la soglia dei 131.000 casi.
In questo scenario l’Emilia Romagna con 10.338 casi rappresenta il 7,9% degli infortuni sul totale nazionale, di questi 7.561 sono donne (73%), mentre 2.777 (27%) sono uomini.

Nella provincia di Ferrara si registrano 811 casi, di cui 630 donne e 181 uomini con un’incidenza del 7,8% sul dato della Regione.

Una lettura del report, e del suo trend crescente, la forniscono gli esperti legali che osservano come nel rapporto azienda e lavoratore in materia di Covid vi sia un aspetto di criticità nel rapporto con le ATS, Agenzia di Tutela della Salute: “L’impasse – spiega l’avv. Irene Pudda di Rödl & Partner, esperta in privacy & labour compliance – è dovuta al fatto che il datore di lavoro non è autorizzato a comunicare ai colleghi il nominativo di un dipendente risultato positivo. L’azienda è tenuta a fornire all’ATS le informazioni necessarie perché quest’ultima possa assolvere ai compiti previsti dalla normativa emergenziale e, contemporaneamente, ha facoltà di domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, ma è l’ATS che ha la potestà di contattare i lavoratori per poi applicare le opportune misure di quarantena.”

Il rischio, così facendo, è che le aziende lascino operativi interi reparti o uffici con il pericolo di diffusione del virus, non solo tra i dipendenti che sono stati a contatto diretto con il soggetto contagiato, ma anche tra i loro famigliari e i conoscenti.

“Tuttavia non si può fare diversamente – chiarisce l’avv. Pudda di Rödl & Partner – La procedura è volta a tutelare la privacy del lavoratore risultato positivo al coronavirus. Certo, come è facile immaginare, procedere alla disinfezione della postazione di lavoro, delle attrezzature utilizzate e degli spazi comuni frequentati dal dipendente, domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, nonché isolare o chiudere gli uffici in cui il dipendente ha lavorato garantendone allo stesso tempo la totale riservatezza è di difficile applicazione.”

Nel dettaglio della rilevazione dell’INAIL in Emilia Romagna le denunce di infortunio causa Covid-19 sono per il 23,8% dei casi localizzate nella provincia di Bologna con 2.459 infortuni, seguita da quella di Reggio Emilia con 1.415 casi (13,7%), Modena con 1.401 (13,6%), Parma con 1.014 casi (9,8%), Rimini con 943 casi (9,1%), Piacenza con 870 casi (8,4%), Ferrara con 811 casi (7,8%), Ravenna con 744 casi (7,2%) e infine Forli-Cesena con 681 casi (6,6%).

L’Ultimo concerto? I live club e le sale concerto in Italia prorompono sui social ponendo un grande punto interrogativo sul loro futuro, fra questi il Jazz Club Ferrara

Da: Ufficio Stampa Jazz Club Ferrara

I live club e le sale concerto in Italia prorompono sui social ponendo un grande punto interrogativo sul loro futuro, fra questi il Jazz Club Ferrara.

Questa mattina, giovedì 28 gennaio, alle ore 11.00: un’immagine con un grande punto interrogativo compare simultaneamente sulle pagine social dei live club simbolo della musica dal vivo contemporanea in Italia. Sono le immagini delle facciate, dei palchi, delle porte di ingresso, che negli anni, per tutti gli appassionati, hanno rappresentato la via di accesso a un concerto, a un evento, a un’emozione condivisa, a un’esperienza vissuta con attesa e spensieratezza. Nell’immagine, oltre al logo della venue, compaiono l’anno di nascita e il 2021 a suggerire un possibile anno di chiusura.

Oggi, oltre novanta sale concerto italiane, di cui ventisette in Emilia Romagna, nello stesso istante, pongono un interrogativo su questo 2021 appena iniziato, che sembra ricalcare le orme dell’anno trascorso, e sul loro futuro. Il 2020 ha segnato la chiusura obbligata di tutte queste realtà, imposta dalla grande emergenza sanitaria globale. Risalgono, infatti, a febbraio di un anno fa i primi concerti rimandati, con ingenua fiducia di pochi mesi, e poi mai più recuperati.

Nelle didascalie condivise leggiamo: “L’ultimo Concerto?” Rinforzato maggiormente dall’hashtag che lascia spazio a molte interpretazioni e sicuramente a un grande senso di angoscia e sgomento: #ultimoconcerto.

Quando sarà L’Ultimo Concerto? O forse c’è già stato?

Quando parliamo di Live Club dobbiamo pensare anzitutto a un insieme di strutture da mantenere, a uno staff composto da numerose persone che investono energie ed impegno costanti per offrire una proposta legata alla musica contemporanea di qualità. Parliamo di spazi che si trovano oggi in una situazione di assoluta emergenza, senza alcuna certezza sul futuro e sulla effettiva possibilità di riuscire a superare questa lunga fase di crisi.
Parliamo di palchi che negli anni hanno ospitato e cresciuto artisti di ogni genere, compresi quelli che oggi vengono acclamati negli stadi e nei grandi festival nazionali e internazionali e di spazi che hanno formato le figure professionali più affermate e riconosciute di questo settore. Sale concerto e live club sono fucine di cultura. Luoghi che permettono ai musicisti di esprimersi, di creare e diffondere arte, di incontrare il pubblico. Ben lontano dall’essere meri punti di ritrovo, queste realtà si distinguono dai tanto discussi protagonisti della movida per la loro capacità di veicolare aggregazione e socialità creativa e sicura nei territori. Sono spazi che, nella maggioranza dei casi, sono rimasti in rigoroso e rispettoso silenzio da ormai un anno.

In Emilia Romagna, gli spazi che oggi, sotto ai tanti punti interrogativi, hanno voluto mostrare le loro facciate, sono: a Bologna Estragon, Locomotiv, Binario 69, Arci Mercato Sonato e Cantina Bentivoglio. Vidia di Cesena, Dai De Jazz (Bertinoro-FC) Per Modena: Vibra, Arci Mattatoyo, Vox (Nonantola), Arci Kalinka (Carpi) e Arci Dude (Soliera) A Forlì: Diagonal. A Parma: Campus, Splinter Club, Arci Mu, Arci Zerbini, Arci Colombofili e Arci Post. Ferrara: Blackstar, Arci Bolognesi, Officina Meca-Arci, Jazz Club Ferrara. In provincia di Reggio Emilia Fuori Orario di Taneto di Gattatico, Vizi del Pellicano – Arci e Idee di Gomma entrambi di Correggio. Il Rock Planet di Cervia in provincia di Ravenna.

Tutti insieme si sono presi per mano per mandarci un segnale, aderendo a quella che a tutti gli effetti si intuisce essere una campagna di carattere nazionale: creando una mappa di punti interrogativi che costellano l’intero Stivale. I live club e le sale concerto in Emilia Romagna portano sulle spalle il peso di quasi un anno di chiusura.
L’iniziativa porta a riflettere sulla condizione in cui si trovano i live club e le sale concerto. Attualmente, nonostante il ruolo enorme che questi spazi hanno in termini di creazione, promozione e diffusione di cultura, e il loro indiscutibile valore sociale, si può dire che siano stati pressoché ignorati dai numerosi decreti susseguitisi in questi mesi. Provvedimenti che hanno sì citato cinema e teatri in tema di spettacolo, ma non hanno dedicato la dovuta attenzione a queste realtà che rischiano di scomparire.

L’impatto di queste oltre novanta foto e i relativi interrogativi, decisamente, però non è trascurabile. Quale sarà il prossimo passo?

Crowdfunding Unife. Dal successo del progetto contro l’atassia spinocerebellare di tipo 2 a tre nuovi progetti per la lotta al Covid-19

Da: Unife Ufficio Stampa

 

Crowdfunding Unife

Dal successo del progetto contro l’atassia spinocerebellare di tipo 2 a tre nuovi progetti per la lotta al Covid-19.

“L’eco della nostra divulgazione non si è arrestata al termine della campagna di crowdfunding. Ancora oggi ci sono persone che ci chiedono come sostenere la nostra ricerca…Raccontando il nostro progetto siamo entrate in contatto su tutto il territorio nazionale con pazienti che si sono messi a disposizione per partecipare alla sperimentazione, anche questo ci pare un risultato significativo, oltre che fondamentale”.

Francesca Salvatori, la ricercatrice che insieme alla Prof.ssa Peggy Marconi e Mariangela Pappadà fa parte del team di ricerca dell’Università di Ferrara contro l’atassia al centro del primo crowdfunding Unife, traccia un bilancio di questa esperienza.

E’ passato un anno dalla chiusura del progetto per trovare una cura genica per l’atassia spinocerebellare di tipo 2, dodici mesi nei quali la ricerca è proseguita con efficacia anche grazie al sostegno economico e ai contatti nati dalla campagna di crowdfunding dedicata al progetto.

“Il nostro obiettivo di partenza era quello di individuare una cura genica per questa malattia neurodegenerativa che insorge in età adulta portando all’invalidità e alla morte nell’arco di 15 anni”, spiega Francesca Salvatori.

“La campagna ha avuto grande successo: abbiamo raccolto quasi 11 mila euro, utilizzati per acquistare i materiali necessari a svolgere la biopsia sui pazienti: per sviluppare una molecola in grado di essere efficace sul piano terapeutico abbiamo bisogno di individuare e testare un modello cellulare, attraverso l’estrazione di cellule dalla cute dei pazienti. Inoltre abbiamo comprato una strumentazione all’avanguardia, che ci consentirà di coltivare le cellule in modo tridimensionale, mimando la loro condizione naturale nel nostro corpo”.

Un successo quello ottenuto dalla campagna di crowdfunding che ha permesso al progetto di superare anche il periodo di impasse dovuto alla pandemia. “Se non avessimo potuto contare sulla spinta economica iniziale dei fondi del crowdfunding forse tutto si sarebbe bloccato – prosegue Salvatori – Il contributo di chi ci ha sostenuto tramite il crowdfunding è stato essenziale per noi, così come i contributi che continuano ad arrivare. Il Lions di Argenta, ad esempio, che già era stato sponsor l’anno scorso, qualche settimana fa ha fatto un’ulteriore donazione in memoria di una signora che è venuta a mancare per una malattia rara”.

E sulla sua esperienza come testimonial e anima della campagna, Francesca Salvatori ha raccontato di come sia stato stimolante e istruttivo uscire dal linguaggio tecnico per far comprendere alle persone che si incontrano per strada un meccanismo complesso come la teoria genica.. “Ho imparato la sintesi, la chiarezza, la necessità di utilizzare similitudini dirette e non potete immaginare quanto sia appagante vedere l’interesse che cresce nell’interlocutore. Essere riuscita a trasmettere l’importanza della ricerca e la gravità della malattia per la quale stiamo cercando una terapia, mi ha riempita di orgoglio”.

Nelle prossime settimane il crowdfunding per la ricerca Unife riprenderà con tre nuove campagne, progetti incentrati sulla lotta e la convivenza con il Covid-19

“Quando si vuole aiutare la ricerca soprattutto in campo medico, viene naturale pensare alle grandi organizzazioni. Invece io dico che sono soprattutto i piccoli gruppi di ricerca all’interno dei piccoli Atenei che devono essere aiutati e sostenuti per proseguire quella ricerca di eccellenza che già si fa. Oggi abbiamo capito sulla nostra pelle che la ricerca è alla base del nostro futuro. Inoltre, sostenere un team di Unife significa anche sostenere il nostro territorio”.

Vaccini anti-Covid presto alle persone con disabilità, il Consiglio dei Ministri indica questa priorità

Da: Ufficio Stampa Gruppo PD

Vaccini anti-Covid presto alle persone con disabilità, il Consiglio dei Ministri indica questa priorità

Zappaterra (Pd): “Una buona notizia, da febbraio vaccini anche alle persone con disabilità e loro caregiver e somministrazioni a casa dei più fragili, ottimo lavoro della Regione Emilia-Romagna che si è fatta portatrice delle richieste del Gruppo Pd”

Una recentissima nota dell’Ufficio disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri chiarisce di aver segnalato formalmente al Commissario all’emergenza e al Ministro della Salute l’esigenza di inserire le persone con disabilità fra le categorie con priorità nell’accesso ai vaccini anti Covid.

“Da febbraio apprendiamo dunque che il vaccino sarà somministrato alle persone con disabilità, oltre ai loro accompagnatori, familiari e altre persone che se ne prendono cura. – spiega la Capogruppo Pd in Regione Emilia-Romagna Marcella Zappaterra che aggiunge – In sostanza, quindi, sono soddisfatta di poter dire che viene accolta proprio una delle prime richieste che avevamo avanzato con una risoluzione unitaria della maggioranza in Consiglio Regionale, presentata dal Gruppo Pd e di cui sono stata prima firmataria proprio in qualità di Capogruppo. Ribadiamo l’importanza di rendere trasparente e comprensibile l’ordine di priorità individuato a livello nazionale per le prossime fasi della vaccinazione e, conseguentemente, attuato a livello regionale”.

“Un’altra buona notizia è che presto sarà siglato un accordo quadro tra le Regioni e rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale al fine di reclutare i medici di base nella somministrazione delle dosi che potranno essere dispensate a questo punto eventualmente anche a domicilio. Su questo punto – sottolinea Zappaterra in conclusione – plaudo al lavoro della Regione Emilia-Romagna che da subito si è attivata per garantire questo servizio così delicato e importante, collaborando con i medici di base e ampliando la rete dei punti vaccinali nel territorio per una distribuzione adeguata e omogenea per far fronte alla fase di vaccinazione di massa evitando spostamenti rischiosi per i più fragili”.

Bondeno verso la sottoscrizione dell’accordo con Plastic Free

Da: Simone Saletti, Sindaco di Bondeno

BONDENO VERSO LA SOTTOSCRIZIONE DELL’ACCORDO CON PLASTIC FREE: GIÀ PROGRAMMATE TRE GIORNATE DI RACCOLTA DEI RIFIUTI ABBANDONATI

L’assessore alla Promozione del territorio, Michele Sartini: «Già programmate due giornate di raccolta nelle frazioni per sabato 6 e 13 febbraio. In arrivo anche una grande giornata di raccolta nel capoluogo».
L’assessore all’Ambiente, Marco Vincenzi: «Nei territori dotati di “porta a porta” si registra sempre un incremento dei rifiuti abbandonati. Sono contento che alcuni volontari del nostro territorio possano aiutare gli operatori già impegnati nel lavoro di pulizia delle strade»

Un progetto che liberi Bondeno dai rifiuti abbandonati lungo le strade: è questa la proposta di convenzione tra il Comune e l’associazione Plastic Free, oggetto di discussione proprio in questi giorni. «Abbiamo l’ambizione di diventare i primi nella provincia di Ferrara a sottoscrivere il protocollo di intesa con Plastic Free – commenta l’assessore alla Promozione del territorio, Michele Sartini –. In più, all’orizzonte si staglia la possibilità di essere il primo comune in tutta la Regione ad ottenere la bandiera di “territorio plastic free”. Ma intanto procediamo per gradi». All’ordine del giorno, infatti, ci sono già due imminenti giornate di raccolta rifiuti nelle frazioni, che interesseranno i territori di Salvatonica e San Biagio nella giornata di sabato 6 febbraio, e quelli di Ospitale e Settepolesini sabato 13 febbraio. «In più – spiega ancora Sartini – verso la fine di febbraio ci sarà un’altra importante giornata, organizzata lungo le strade del capoluogo». Si partirà, dunque, muniti di mascherina, sacchi, guanti e spirito di iniziativa per trascorrere qualche ora all’aperto e in difesa dell’ambiente, rimanendo in sicurezza attraverso il mantenimento delle distanze e l’utilizzo delle mascherine. L’organizzazione degli appuntamenti ha fatto seguito a una riunione, svolta in maniera telematica, con la referente provinciale di Plastic Free, Laura Felletti Spadazzi: «Chi deciderà di aderire all’associazione in maniera volontaria godrà anche, durante lo svolgimento delle attività, di una copertura assicurativa». Si esprime positivamente sulla questione anche l’assessore all’Ambiente, Marco Vincenzi: «Sul territorio, similmente a quanto accade negli altri comuni limitrofi organizzati con il “porta a porta”, non possiamo non constatare un abbandono di rifiuti in alcuni punti. Veniamo incontro positivamente a questa iniziativa che, ad ogni modo, andrà a supportare gli operatori già impegnati nelle attività di raccolta dei rifiuti abbandonati lungo le strade». L’iniziativa ha quindi trovato ampi riscontri positivi in Comune, come spiega ancora Sartini: «Nelle scorse settimane ho scritto personalmente alle numerosi associazioni volontarie del territorio per chiedere loro supporto organico all’iniziativa. Ho trovato terreno fertile da parte di tutte le frazioni, e spero vivamente si arrivi a costituire piccoli nuclei di “guardiani della pulizia ambientale” in ogni parte del nostro vasto territorio».

L’IIS “Copernico-Carpeggiani” apre il nuovo tour digital del green game

Da: Ufficio Stampa Green Game

GREEN GAME A SCUOLA DI RICICLO: LA NUOVA VERSIONE DIGITAL!!

L’anno scolastico 2020-21 è senza dubbio l’anno in cui la didattica a distanza ha ottenuto maggiore spazio, diventando di fatto una regola e non più un’eccezione quando si parla di formazione scolastica.
In questo scenario, dove la digitalizzazione dei contenuti e dei rapporti fra studenti e insegnanti risulta ormai più che collaudati, i Consorzi Nazionali per la Raccolta, il Recupero ed il Riciclo degli Imballaggi CIAL, COMIECO, COREPLA, COREVE e RICREA hanno ideato un progetto per affiancare i ragazzi e i loro insegnanti nell’educazione ambientale, parte essenziale nella formazione di una cittadinanza attiva e responsabile.

Dopo diverse edizioni in presenza, condotte con successo in molte regioni italiane (Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia, Lazio e Campania) l’edizione 2021 del GREEN GAME DIGITAL si pone un obiettivo ambizioso: sensibilizzare e coinvolgere i giovani sui temi dell’economia circolare, offrendo loro una più ampia visione circa la concreta opportunità di ridurre la produzione di rifiuti, fare una corretta raccolta differenziata e valorizzare il riciclo degli imballaggi in ALLUMINIO, CARTA E CARTONE, PLASTICA, VETRO E ACCIAIO.

L’approccio studiato dai Consorzi è estremamente innovativo e riuscirà a coinvolgere oltre 20.000 studenti in tutta Italia. Parteciperanno al progetto 106 Istituti Superiori, uno per ogni provincia italiana, a comporre un vero e proprio “Campionato Nazionale del Riciclo” per vincere il quale i ragazzi si batteranno in quiz a risposta multipla, classe contro classe, mettendo alla prova le loro conoscenze in campo ambientale.

Gli studenti potranno partecipare al Green Game Digital sia da scuola che da casa. Stabilito l’appuntamento si collegheranno su una piattaforma riservata, realizzata e gestita dagli esperti formatori della PeakTime – agenzia specializzata in progetti didattici, scelta dai Consorzi per gestire l’intera iniziativa – e nella prima fase assisteranno alla lezione supportata da contenuti multimediali appositamente studiati per catturare anche on line la loro attenzione.

Subito dopo si passerà alla fase di “verifica”: quiz, domande multi-risposta a tempo, vero o falso per stabilire il grado di apprendimento dei ragazzi durante la lezione e individuare così i più meritevoli dell’appellativo di “esperto riciclatore”. Lo studente più meritevole vincerà in premio un buono per gli acquisti online, mentre la classe che otterrà il punteggio medio più alto si aggiudicherà il pass per la Finalissima Nazionale dove incontrerà le migliori classi selezionate in ogni Istituto e in tutta Italia.

In una nota congiunta i Consorzi promotori del Green Game dichiarano: “L’obiettivo di questo collaudato format è di inquadrare le modalità di una corretta gestione dei rifiuti di imballaggio, focalizzando l’attenzione dei ragazzi sulle enormi potenzialità offerte dal riciclo, non soltanto nella vita quotidiana di tutti i giorni, ma anche pensando al loro futuro di cittadini consapevoli. L’iniziativa coinvolge le giovani generazioni attraverso un metodo didattico avvincente quanto efficace che coniuga apprendimento e divertimento. L’esperienza fatta gli scorsi anni ha dimostrato che questo approccio è sicuramente il più efficace, riuscendo a consolidare nella mente dei ragazzi concetti che altrimenti risulterebbero più ostici e meno attraenti”.

Il green Game prenderà il via mercoledì 3 febbraio da Ferrara: protagonisti gli studenti del bienno dell’IIS “N. Copernico – A. Carpeggiani”. Giovedì 4 febbraio invece si passerà in Lombardia, precisamente a Edolo (BS) con l’IIS “F. Meneghini” e l’I.S.I.S. “Facchinetti” di Busto Arsizio (VA).

Green Game per il valore didattico, etico e formativo è patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Tutte le informazioni e per le iscrizioni www.greengame.it e sulle pagine ufficiali di Facebook e Instagram. L’iscrizione e la partecipazione sono gratuite.

Al via da sabato 30 gennaio i saldi invernali anche in Emilia Romagna

Da: Ufficio Stampa Ascom Ferrara

“Da sabato 30 gennaio prendono il via, anche in Emilia-Romagna, i saldi di fine stagione – chiarisce Giulio Felloni presidente provinciale di Ascom Confcommercio e di Federazione Moda – che rappresentano da sempre una grande opportunità per acquistare capi di abbigliamento e accessori a prezzi molto convenienti”.
Da una prima rilevazione nelle prime settimane dei saldi (già partiti in altre regioni dall’inizio del mese) di Federazione Moda Italia emerge, a livello nazionale, nel 56% degli intervistati, un calo delle vendite che va dal 50 al 90% (ovviamente nelle zone rosse).
Le attività commerciali dell’Emilia Romagna ,essendo in zona arancione ed in attesa dei saldi (appunto in partenza sabato prossimo 30/01) hanno registrato comunque cali di vendite dal 35 al 50% affrontati tra mille difficoltà e sacrifici.
In particolare i saldi invernali dovrebbero avere un valore, in Italia, di circa 4 miliardi (contro i 5 del 2020) con una spesa, a famiglia intorno ai 254 euro (l’anno passato era stata di 324). Una situazione in bilico tra aperture e chiusure dovute alle classificazione in fasce (rosse, arancioni e gialle) sulla quale si innesta la richiesta di Federazione Moda di “applicare il credito di imposta sulle eventuali merci invendute a magazzino” auspica Felloni.
“Sicuramente ci sarà una particolare attenzione da parte dei consumatori ai capi casual (maglieria, giubbotti, pantaloni…), mentre contiamo ci sia un fiduciosa ripresa del capo più elegante (sia nell’uomo che nella donna) con il ripristino della vita sociale ed un graduale ritorno alla normalità” considera il presidente provinciale di Federazione Moda Italia. Rileviamo inoltre un quasi totale utilizzo, per il 95% secondo la stessa indagine, del denaro elettronico (carte di credito, bancomat): un elemento dal quale prendere spunto per due considerazioni:la prima la necessità da parte delle banche di ridurre gli oneri e i costi della moneta elettronica per le aziende. La seconda: la lotteria degli scontrini cade in un momento assolutamente inopportuno e certo non risolve i problemi ne dei consumatori ne tantomeno dei negozianti, ma crea solo ulteriore confusione: tra l’altro le aziende programmatrici che devono predisporre gli aggiornamenti dei registratori di cassa sono in affanno visto la vastissima platea di attività commerciali sulle quali devono intervenire. Per questo come Confcommercio chiederemo una ulteriore proroga nei termini, rispetto alla data del 1° febbraio – e conclude Felloni – i saldi rappresentano la possibilità di trovare ottime occasioni per i clienti che in questo modo sosterranno l’economia del nostro territorio acquistando nei negozi di vicinato della propria città”.

Il Conservatorio Frescobaldi fa lezione al Jazz Club | Siglata la convenzione: il Torrione diventa aula per lezioni e workshop

Da: Ufficio Stampa Jazz Club Ferrara

Ferrara – Lo scorso novembre è stata siglata la convenzione tra l’associazione culturale Jazz Club Ferrara e il Conservatorio Frescobaldi, con lo scopo di fare del Torrione San Giovanni la sede delle lezioni del Dipartimento jazz per l’intero anno accademico 2020-2021.
Il Torrione, tra i più rinomati jazz club italiani e non solo, è ora tra le sedi dell’istituto di alta formazione musicale ferrarese, e si conferma luogo di sperimentazione e d’innovazione, anche in un periodo fortemente colpito dall’emergenza sanitaria e dalla conseguente chiusura al pubblico dei luoghi della cultura. Si tratta, infatti, della prima esperienza, a livello nazionale, di collaborazione tra un conservatorio e un jazz club nell’uso continuativo degli spazi – originariamente utilizzati per i concerti – come aule di studio.
“In accordo con il presidente Maria Luisa Vaccari – spiega il direttore del Conservatorio, Fernando Scafati – sono lieto che la convenzione con il Jazz Club di Ferrara abbia preso avvio. Dal 2018 siamo in attesa di una sede succursale che, ancora, purtroppo, non riusciamo a ottenere”. La necessità di utilizzare altri spazi oltre a quelli già presenti nella sede ‘centrale’ di largo Antonioni è dettata dall’espansione dei corsi del Frescobaldi, a seguito della riforma degli studi accademici di tipo universitario nelle istituzioni AFAM (Alta formazione artistica e musicale). “Il Conservatorio ha l’esigenza di avere spazi a disposizione per ospitare lezioni, masterclass con docenti ospiti, laboratori, ma anche le attività di produzione” prosegue Scafati. “In quest’ottica confidiamo che la collaborazione con il Jazz Club possa offrire un’opportunità per gli studenti, provenienti da ogni parte d’Italia e non solo, di entrare in contatto con le più importanti realtà del panorama jazz che trovano nel Torrione Jazz club una sede d’elezione”.
“La convenzione stretta tra Conservatorio e Jazz Club Ferrara rappresenta un’occasione unica per poter contribuire alla crescita formativa e culturale della città. – Aggiunge il presidente del Jazz Club Ferrara, Federico D’Anneo – In condizioni normali, questa collaborazione avrebbe potuto esercitare una ricaduta anche sull’attività concertistica del Jazz Club. In particolare le lezioni di musica d’insieme avrebbero dovuto sfociare in jam session serali aperte al pubblico e i workshop in concerti dei docenti (sia interni che esterni) e degli studenti. Ci auguriamo che tutto ciò in futuro possa accadere, coronando il proposito alla base di questa collaborazione, ovvero quello di fare del Torrione al contempo uno spazio formativo, performativo e di produzione”.
Il rapporto di collaborazione riguarda il temporaneo utilizzo degli spazi del Torrione San Giovanni da parte del Conservatorio, per lo svolgimento di attività formative, workshop, seminari e musica d’insieme degli studenti del Dipartimento Jazz. Il Torrione di via Rampari di Belfiore-corso Porta Mare, è di proprietà del Comune di Ferrara (con concessionario il Jazz Club). Gli spazi sono utilizzati dal Frescobaldi per le lezioni dal lunedì al giovedì, dalle 9.30 alle 19.30, fino al 1° luglio 2021.
Fino al perdurare delle disposizioni normative in materia di emergenza da Covid-19, l’utilizzo delle sale concesse sarà contingentato e saranno applicati tutti i protocolli di sicurezza attivati dal Jazz Club Ferrara.
Il Jazz Club, nelle due ampie aule a disposizione, mette inoltre a disposizione gli strumenti per lo studio: un pianoforte, due batterie, due amplificatori per basso, due amplificatori per chitarra, un contrabbasso, un pianoforte elettrico e due impianti audio. Il Conservatorio ha integrato la dotazione presente al Torrione aggiungendovi un pianoforte a coda, una tastiera e un amplificatore per basso e partecipa alle spese relative alle utenze e alla sicurezza.

Solidarietà ai commercianti colpiti dalle rapine di questi giorni a Cento – l’intervento di Ascom.

Da: Ufficio Stampa Ascom Ferrara

“Rispetto ai gravi fatti di cronaca – le due rapine tra martedì e mercoledì scorsi – voglio innanzitutto esprimere – commenta Marco Amelio come presidente della delegazione di Cento di Ascom Confcommercio – la mia solidarietà agli esercenti che hanno subito questi eventi criminosi. Si tratta di episodi avvenuti in pieno centro storico e che certamente scuotono la nostra comunità e pongono in primo piano la forte necessità di garantire la sicurezza alle attività come ai cittadini. Ho altresì piena fiducia nelle Istituzioni e nelle Forze dell’Ordine che come sempre faranno il massimo sforzo per assicurare alla giustizia chi ha compiuto queste rapine. Invito tutti commercianti a collaborare con gli investigatori segnalando tempestivamente ogni situazione sospetta affinchè la nostra comunità sia coesa e determinata nel recuperare la tranquillità” conclude Amelio.

Date ufficiali Ferrara Film Corto Festival 2021

Da: Ferrara Film Commission

Ferrara Film Corto Festival 2021 date ufficiali e anteprima in streaming sabato 30 gennaio 2021

Sabato 30 gennaio 2021 alle re 21.00 sarà trasmessa in streaming su www.ferrarafilmcorto.it l’anteprima della 4a edizione del Ferrara Film Corto Festival 2021 intitolata “Ambiente è Musica” e organizzata dalla APS Ferrara Film Commission.
Durante l’evento online i giovani direttori artistici, Mattia Bricalli ed Eugenio Squarcia presenteranno i 35 corti – scelti da un gruppo internazionale di selezionatori – che parteciperanno al Festival in programma per i giorni dal 7 al 12 giugno 2021, emergenza
sanitaria permettendo.
“I corti iscritti alle due categorie del Festival – Ambiente è Musica (destinata alle opere tematiche di autori nazionali e internazionali), e Buona la prima (destinata alle opere prime di autori italiani) – erano numerosi e provenienti da tutto il mondo” dichiarano con orgoglio i direttori artistici.
Il proposito del Ferrara Film Corto 2021 – che ben si sposa con la attuale necessità di trovare metodi alternativi di fruizione degli eventi e differenti forme di comunicazione – è quello di ‘rivoluzionare gli equilibri e liberare il cinema e l‘arte dalla gabbia in cui sono stati confinati troppo a lungo’.
E fare largo ai giovani. Novità di questa edizione sarà, infatti, la presenza, accanto alla consueta Giuria Professionale costituita da esperti del settore cinematografico, musicale e scientifico, di una Giuria Giovani, composta da dieci studenti della Scuola d’Arte
Cinematografica Florestano Vancini, diretta da Stefano Muroni, e dieci del Centro Preformazione Attoriale.
Per informazioni e aggiornamenti consultare la pagina Facebook www.facebook.com/ferrarafilmcorto/ o scrivere all‘indirizzo di posta elettronica info@ferrarafilmcorto.it.

Covid, Bergamini (Lega ER): “Non udenti dimenticati dalla regione: la giunta lavori per migliorare l’accessibilità all’assistenza sanitaria”

Da: Stampa Lega Emilia-Romagna

COVID, BERGAMINI (LEGA ER): “NON UDENTI DIMENTICATI DALLA REGIONE: LA GIUNTA LAVORI PER MIGLIORARE L’ACCESSIBILITA’ ALL’ASSISTENZA SANITARIA”

BOLOGNA, 28 GEN – “Da aprile chiediamo alla Regione quali azioni abbia intrapreso per migliorare l’accessibilità all’assistenza sanitaria dei cittadini non udenti che, soprattutto in un periodo critico come quello dell’emergenza sanitaria, si trovano a fare i conti con diversi problemi. Eppure molte criticità emerse nel corso del 2020 sembrano ancora attuali”. Così i consiglieri della commissione Sanità della Lega ER Daniele Marchetti, Fabio Bergamini, Simone Pelloni e Valentina Stragliati che, attraverso un’interrogazione a prima firma Marchetti, hanno sollecitato l’esecutivo di viale Aldo Moro ad attivarsi per “accorciare le distanze che le persone sorde o con disabilità uditive devono percorrere per poter avere una vita degna”.

“Attraverso l’atto ispettivo abbiamo chiesto alla Giunta quali siano le richieste delle associazioni per migliore l’accessibilità all’assistenza sanitaria dei cittadini sordi, quali di queste abbiano avuto un seguito e cosa si è fatto fino ad oggi” hanno spiegato gli esponenti del Carroccio.

“A luglio, facendo riferimento anche alle richieste delle associazioni che come Lega condividevamo, la Giunta ci aveva informato che era stato attivato un servizio di traduzione simultanea in LIS dei comunicati dell’allora Commissario ad acta Sergio Venturi. Nella stessa risposta si riferiva che durante l’emergenza erano stati mantenuti rapporti di comunicazione e collaborazione con le associazioni regionali delle persone sorde e si rilevava come fosse ripresa l’attività regionale di attuazione della LR 9/2019 in particolare la valutazione dei progetti presentati dalle associazioni stesse oltre alla ricostituzione del Tavolo regionale per le disabilità uditive” hanno spiegato.

“Oggi vogliamo quindi sapere se il servizio di traduzione simultanea in LIS, utilizzato negli scorsi mesi per i comunicati dell’allora Commissario ad acta, sia proseguito per altri ambiti regionali e se sia possibile prevedere un servizio di traduzione in LIS per le comunicazioni istituzionali nelle televisioni locali e nei TGR per andare incontro alle esigenze di una componente della nostra società troppo spesso dimenticata. Oltre a ciò chiediamo alla Giunta quali siano le richieste ricevute delle associazioni per migliore l’accessibilità all’assistenza sanitaria dei cittadini sordi e cosa stia facendo la Regione sotto questo aspetto” hanno concluso Marchetti, Bergamini, Pelloni e Stragliati.

Nutrie, Bergamini e Curtarello (Lega): “A serio rischio le colture, la sicurezza idraulica e molte infrastrutture del territorio”

Da: Fabio Bergamini

EMERGENZA NUTRIE, FABIO BERGAMINI E OTTAVIO CURTARELLO (LEGA): «A SERIO RISCHIO LE COLTURE, LA SICUREZZA IDRUALICA E MOLTRE INFRASTRUTTURE DEL TERRITORIO». INTANTO PREOCCUPA LA STABILITA’ DEL PONTE DI CANTARANA, DANNEGGIATO DALLA PRESENZA DEI RODITORI

ARGENTA (FERRARA), 28 GEN. Quella delle nutrie sembra essere un’emergenza senza fine, in grado di mettere a rischio le colture e la stessa sicurezza idraulica del territorio. Tuttavia, sulle strategie da mettere in campo, fra le autorità regionali e la Lega le posizioni restano distanti anni luce. «Chiediamo da tempo che la Regione autorizzi un piano straordinario di contenimento della popolazione della nutria – dicono il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, ed il consigliere argentano del Carroccio, Ottavio Curtarello –. Perché l’esasperazione degli agricoltori locali è palpabile, ed inoltre sussiste un problema di sicurezza». Il dato che si misura nel Mezzano, per esempio, è quello di una riduzione del 50% dei raccolti di mais, sorgo, pomodoro e soia, in quanto una nutria adulta consuma circa un chilogrammo di vegetali al giorno. Molti agricoltori riferiscono del pericolo di dover passare con i trattori sopra alle gallerie scavate dai roditori. La Lega, in tutta risposta, chiede che i coadiutori che agiscono coordinati dalla Polizia provinciale di Ferrara possano essere autorizzati ad adoperare strumenti adeguati di contrasto. Il lamento del territorio, intanto, è riassunto nelle parole di Ivan Coatti, un cittadino di Consandolo. «Conviviamo da sempre con il problema delle nutrie – rivela Coatti – ma nelle ultime settimane il problema è letteralmente esploso. Porto l’esempio del ponte di via Cantarana, che utilizzo quotidianamente per rientrare a casa, le cui sponde laterali sono disseminate da buche e gallerie scavate dalle nutrie. Persino il ponte è ormai segnato da crepe ampiamente visibili». Il cittadino ha contattato a più riprese la Polizia provinciale e il Comune, ma il problema resta ad oggi irrisolto. «Gli agricoltori e i cittadini della zona – incalzano Bergamini e Curtarello – chiedono atti concreti e non si può risolvere il tutto piazzando una o due gabbiette. Occorre un piano d’azione ad ampio respiro». In quanto al cedimento in atto sul ponte di via Cantarana, «invitiamo il Consorzio di Bonifica e gli enti competenti ad effettuare il più presto possibile un sopralluogo – concludono dal Carroccio – per cercare di porre rimedio a questa situazione di potenziale pericolo».

Pubblicato il bando per la realizzazione di progetti a finalità collettiva per l’applicazione e sviluppo di nuovi prodotti ittici o tecniche di pesca e allevamento

Da: Ufficio stampa: FLAG COSTA DELL’EMILIA-ROMAGNA, C/O DELTA 2000

Pubblicato il bando per la realizzazione di progetti a finalità collettiva per l’applicazione e sviluppo di nuovi prodotti ittici o tecniche di pesca e allevamento

Proseguono le iniziative del FLAG Costa dell’Emilia-Romagna (il Gruppo di Azione per lo sviluppo costiero composto da Enti Pubblici e Privati) a sostegno della diversificazione dei prodotti ittici e delle tecniche di pesca e di allevamento. Oltre 180.000€ sono le risorse a disposizione per realizzare interventi di diversificazione, finalizzati a sviluppare o introdurre sul mercato nuove specie ittiche con un buon potenziale di mercato, migliorare e innovare processi organizzativi e produttivi nonché valutare la fattibilità tecnica o economica di prodotti o processi innovativi. Il Bando potrà finanziare studi e ricerche, interventi strutturali, acquisto di attrezzature o arredi finalizzati al progetto, spese di comunicazione, promozione e commercializzazione finalizzate al progetto. C’è tempo fino al 23 aprile 2021 per presentare le richieste di finanziamento e proporre progetti innovativi che devono essere realizzati nel territorio costiero dell’Emilia-Romagna. I soggetti ammissibili sono le imprese ittiche o acquicole, di qualsiasi forma giuridica, che esercitano l’attività di pesca professionale o di acquacoltura come attività principale, gli organismi scientifici o tecnici pubblici o privati, riconosciuti dal diritto nazionale aventi sede legale nel territorio dell’Unione Europea e sede strutturale e operativa nel territorio della Regione Emilia-Romagna ovvero enti pubblici che esercitano statutariamente attività di ricerca e sperimentazione nonché organismi scientifici riconosciuti dal MIPAAF – Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura e infine Organismi Non Governativi senza scopo di lucro. I soggetti ammissibili, come sopra indicati, dovranno necessariamente attivare un accordo di collaborazione (le imprese con Istituti di Ricerca e viceversa), al fine di validare scientificamente i risultati ottenuti e garantire la divulgazione collettiva dei risultati ovvero indirizzare le attività sugli effettivi bisogni del settore. I progetti che verranno presentati dovranno avere carattere collettivo e saranno ammissibili interventi con un investimento minimo di 20.000€ e massimo di 120.000€. Il bando prevede un contributo pari al 100% della spesa ammissibile per i beneficiari pubblici e l’80% delle spese ammissibili per i beneficiari privati purché il progetto persegua interessi collettivi. Il FLAG Costa dell’Emilia-Romagna svolge un importante ruolo nel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità a lungo termine. La Strategia di Sviluppo Locale attivata contempla azioni tese a sostenere la diversificazione delle attività, dei prodotti e delle tecniche di pesca e di allevamento. Oltre a questo bando, è aperto l’avviso per lo sviluppo della pescaturismo, ittiturismo e acquiturismo la cui scadenza è fissata il 25 marzo 2021. Informazioni dettagliate e complete sono disponibili nella sezione dell’Avviso Pubblico al seguente link: http://www.flag-costaemiliaromagna.it/bandi/bando-azione-3-a-2-diversificazione Per approfondimenti e ulteriori chiarimenti è possibile contattare DELTA 2000 – Tel. 0533 57693 – mail: info@deltaduemila.net

A Ferrara, nelle domeniche ecologiche, il biglietto del bus vale per l’intera giornata in area urbana

Da: TPER Ufficio Stampa

A Ferrara, nelle domeniche ecologiche, il biglietto del bus vale per l’intera giornata in area urbana

In occasione delle “domeniche ecologiche”, Tper ricorda l’iniziativa – in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e le Agenzie per la Mobilità e le Amministrazioni dei territori – finalizzata ad incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici e a promuovere forme di mobilità collettiva a beneficio dell’ambiente: il biglietto urbano del bus sarà valido per l’intera giornata.

Il provvedimento è in vigore domenica 31 gennaio, tutte le domeniche di febbraio e di marzo, e le domeniche 11, 18 e 25 aprile.

In queste giornate, sui servizi urbani di Ferrara, Bologna e Imola, con una sola convalida del biglietto urbano a tempo o del citypass, effettuata a qualsiasi ora, o con un biglietto acquistato all’emettitrice automatica a bordo o tramite l’app Roger, si potrà viaggiare sui mezzi Tper nelle rispettive aree urbane per tutta la giornata, fino al termine del servizio.

I titoli di viaggio extraurbani a zone manterranno, invece, la consueta validità, senza estensione giornaliera.

Un concorso di scrittura breve dedicato agli Umarells

Da: Pamela Tavalazzi

Piccoli Concorsi crescono.
Al via la seconda edizione di “Strani Giorni” Concorso letterario per racconti brevi promosso dalla Associazione Primola di Alfonsine e Io Racconto, quest’anno ispirato agli Umarells.

L’Associazione Primola di Alfonsine promuove la seconda edizione per racconti brevi, quest’anno ispirato agli Umarells* soggetti maschi ultrasessantenni pensionati che in inverno indossano il cappello e hanno due grandi passioni: guardare le donne che parcheggiano l’auto e osservare con spirito critico i cantieri edili/stradali, ma attenzione, entrambe le cose con le mani rigorosamente dietro la schiena. Negli strani giorni che hanno caratterizzato tutto il 2020 queste figure bellissime, mitiche e allo stesso tempo fragili, hanno pagato un prezzo altissimo ma si sono rivelate, ancora una volta, le ancore di salvezza per molte famiglie messe in difficoltà dallo smart working, dalla chiusura delle scuole, dalla perdita del lavoro ecc. ecc.

“Noi con questo concorso patrocinato anche dal Comune di Alfonsine, vorremmo, a modo nostro, ringraziarli per i sacrifici da loro fatti, prima, durante, e che speriamo continuino a fare per le comunità, per i figli e nipoti e con l’augurio di rivederli quanto prima in società con le mani dietro la schiena” dicono dall’Associazione Primola di Alfonsine.

*Umarells è un termine da poche settimane entrato nel vocabolario Zingarelli e sdoganato definitivamente oltre i confini emiliano romagnoli e coniato dal genio di Danilo Masotti detto “Maso” un poliedrico artista bolognese che ha scritto tra gli altri “Umarells”, un libro a loro dedicato. “Danilo Masotti lo abbiamo informato di questo progetto, l’abbiamo invitato come ospite d’onore e ci ha garantito la sua presenza nella serata di premiazione che si terrà nel mese di giugno 2021 ad Alfonsine (RA)” concludono gli organizzatori.

Gli scritti vanno presentati a partire dal 1° febbraio al 30 aprile 2021. Possono partecipare tutti i residenti nella Regione Emilia-Romagna, Under 9 e Adulti. I ragazzi potranno partecipare singolarmente o come classe scolastica o gruppo. Le Opere devono essere inviate a questa mail: stranigiorni2020@gmail.com È possibile partecipare con un solo racconto di n. 1800 caratteri massimi in 30 righe, compreso il titolo. Il concorso è gratuito ma è gradita una donazione da fare direttamente a un Ospedale (o struttura in aiuto dell’Emergenza Covid-19) della provincia di residenza e farci avere in allegato copia della donazione fatta, di qualsiasi importo, da 5 euro in su che rimarrà completamente anonima.

Il regolamento completo e il modulo di partecipazione a questo link: http://www.primola.it/alfonsine.htm . Per informazioni scrivere a stranigiorni2020@gmail.com

La Provincia sostituisce guard rail usurati per 200mila euro

Da: Francesco Lavezzi, Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

La Provincia sostituisce tre chilometri di Guard rail per la messa in sicurezza delle strade

Quasi tre chilometri di nuovi guard rail, per una spesa complessiva di 200mila euro.
Sono i lavori che la Provincia ha iniziato in questi giorni, per la sostituzione di barriere laterali di sicurezza usurate o danneggiate lungo diversi tratti del reticolo viario provinciale.
Ecco l’elenco delle Sp interessate dall’intervento: 1 (via Comacchio), 2 (via Copparo), 4 (Copparo-Migliarino), 5 (Dazio di Guarda), 6 (Cento-Finale Emilia), 8 (Poggio Renatico), 10 (Filo-Longastrino), 15 (via del Mare), 18 (Bondeno-Ficarolo), 19 (Bondeno-Ferrara), 29 (Portomaggiore-Raffanello), 45 (Bondeno-Finale Emilia), 48 (Portomaggiore-Argenta), 53 (Codigoro-Lagosanto), 54 (Codigoro-Pomposa-Volano), 55 (Lagosanto- Rotta Zambusi), 66 (San Matteo della Decima), 68 (Codigoro) e 69 (Virgiliana).
I lavori di sostituzione con guard rail di pari caratteristiche sono eseguiti dalla ditta Veneta Sicurezza e Segnaletica stradale srl (Padova), vincitrice del relativo appalto, e termineranno entro il prossimo 15 aprile.
La stessa gara, conclusasi con la consegna lavori avvenuta lo scorso 15 gennaio, ha prodotto un’economia da ribasso d’asta pari a 46.813 euro. Risorse che la Provincia ha già destinato per la sostituzione di circa 900 metri di nuove barriere laterali in altri tratti viari, in fase di individuazione secondo una scala di priorità.

PAROLE A CAPO / Francesco D’Angiò:
“Posso guardare dove semina il buio” e altre poesie

“La lettura della poesia non è mai un atto razionale, ma un incontro quasi mistico col suo ritmo segreto, con la sua vita rarefatta.”
(Giorgio Barberi-Squarotti)

I ballerini

Una solitudine a buon prezzo
ci lascia scorrere come falene
accecate dai fari,
conoscendo pressappoco
la distanza tra la luce e la sorte.
Così elargiamo malinconie
che rigano dritte fino alla chiusura
del bandoneón,
con la piaga della carezza
abbarbicata al bacio d’addio
che tornerà a trovarci.

 

Un pezzo alla volta 

Uno sull’altro,
facendo caparbie capriole
sulle sabbie mobili di un volo saturo.
Pennellate di vissuto
e dozzine di vite rastrellate
il giorno che ci ostinammo a pensare
che un pezzo alla volta,
non saremmo mai morti.
L’ambizione ci ha baciato in fronte,
fino a farci espandere tra un parco giochi
ed un terrapieno di santi annunciati,
malmenati per i pochi posti a sedere,
e da chi ci spiega che non ce n’è
per nessuno,
che sono finite le scorte di zolfo
e l’odore che sentiamo non è più
di nessun corpo.
Marginale resta quella storia sull’anima
che pare non avesse nessuna intenzione
di essere così importante.

 

Posso guardare dove semina il buio

Mi faccio di fianco
a ciò che vorrei essere,
e nella pelle dei precipizi
osservo tentato dal vortice
che mi assorbe,
d’improvviso scompare
l’equilibrio della fine.
A ciocche di giorni
si fanno cadute di sole
mentre mi allungo nel corpo
che già sconfina,
so stare male così bene
che mi affitto per i giorni
di festa mancati
per chi li cerca e per chi li ha donati,
faccio gli ultimi bagagli e non vado.
Ho disfatto la schiena consumata
di muro.

Francesco D’Angiò è nato a San Vitaliano (Na) nel 1968, è sposato e risiede a Matera.
Ha pubblicato recentemente, nel mese di ottobre, un romanzo dal titolo “Lo sconosciuto” edito dalla Planet Book. In precedenza aveva esordito nel 1997 con la pubblicazione del racconto “Siamo tutti normali”. E’ presente in alcune antologie poetiche.

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Gian Paolo Benini e Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Ferraraitalia. Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

Comune di Ferrara: intervento gruppi di opposizione

Al Presidente del Consiglio Comunale
Lorenzo Poltronieri

Gentile Presidente,

Constatiamo con disappunto che a distanza di 40 giorni circa dall’ultima seduta, non ha provveduto a convocare la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari.

Probabilmente lei ha una falsa rappresentazione della funzione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari e, circostanza ancora più grave, dello stesso Consiglio Comunale, dal suo comportamento e dalle risposte che da, a specifiche domande, emerge in lei la visione di un Consiglio Comunale subalterno alla Giunta, in una attività sterile di ratificatore delle proposte di delibera avanzate dalla Giunta, pertanto se l’organo esecutivo, come sta avvenendo in questo periodo, non ha alcuna proposta da fare perché la sua attività si svolge prettamente con la propaganda, a suo modo di vedere il Consiglio Comunale perde ogni sua ragione di esistere.

Non è così Presidente, il Consiglio Comunale è il luogo della rappresentanza democratica dei cittadini ferraresi, uno dei tre organi di Governo del Comune insieme a Sindaco e Giunta, in particolare ai sensi dell’art. 6 comma 1 dello Statuto è l’organo di indirizzo e controllo politico ed amministrativo del Comune.

Le funzioni di indirizzo politico vengono svolte tra i tanti atti anche attraverso le mozioni, risoluzioni e ordini del giorno, oltre che chiaramente con l’approvazione del Bilancio di Previsione, mentre le funzioni di controllo vengono svolte, tra gli altri, attraverso le interrogazioni, interpellanze, question time oltre che con l’approvazione del Bilancio Consuntivo.

Vede Presidente, anche se la Giunta nella sua inerzia non produce, sono innumerevoli le attività che il Consiglio Comunale deve svolgere, ad oggi sono state protocollate diverse mozioni con l’intento di impegnare l’Amministrazione Comunale ad attivarsi per la salute dei ferraresi, come le mozioni relative ai vaccini e alla sanificazione delle scuole, oppure per il lavoro e il futuro industriale della città come la mozione sulla costituzione di un tavolo sullo sviluppo della chimica a Ferrara, per non dimenticare la richiesta di cittadinanza per Zaki, tutto fermo perché lei ha alienato le funzioni e l’indipendenza del Consiglio Comunale alla volontà della Giunta o addirittura di singoli Assessori.

Allo stesso modo lei ha una visione distorta della funzione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, utilizzata come mero momento di comunicazione degli argomenti iscritti all’odg del Consiglio Comunale, dimenticando la reale funzione di tale Conferenza che ai sensi dell’art. 24 comma 4 del Regolamento del Consiglio Comunale, predispone il calendario e il programma dell’attività del Consiglio Comunale, bene dal 15 dicembre 2020 non ha ritento opportuno convocare i Capigruppo per discutere sull’attività consigliare, lasciando decantare nell’oblio, temi contingenti ed urgenti da trattare per il bene della città.

Su nostra richiesta era stata convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi per le ore 14.30 di mercoledì 27 u.s. , ma poco prima dell’inizio, alle ore 13.04, con le argomentazioni più svariate ha disdetto la riunione, assecondando l’inattività della Giunta e la volontà di impedire al Consiglio di svolgere la propria attività di indirizzo, svilendo le iniziative dei Consiglieri relegando a perdita di tempo le proposte su questioni urgenti che interessano la vita e la salute dei cittadini ferraresi.

Ci preme, ancora una volta, sottolineare come il modo di svolgere la sua funzione sta determinando il completo asservimento del Consiglio Comunale alla Giunta, riducendo questo Organo alla completa irrilevanza in termini di svolgimento delle funzioni proprie, assegnale dalla legge e dallo Statuto Comunale.

Francesco Colaiacovo – Gruppo Consiliare Partito Democratico

Roberta Fusari – Gruppo Consiliare Azione Civica

Dario Maresca – Gruppo Consiliare Gente a Modo

Gino Ravenna: un olimpionico ad Auschwitz

di Mirko Rimessi

Sono tante, troppe per essere ricordate un solo giorno all’anno, le storie che i testimoni della Shoah ci hanno raccontato sugli orrori dell’olocausto. Storie di persone che avevano, prima del viaggio della morte, vite di ogni tipo, inserite nella società ad ogni livello. Non sono stati quindi immuni da questi viaggi illustri sportivi, coinvolti per religione o convinzioni politiche, iniziati in maniera più massiccia per il nostro paese dopo l’8 settembre 1943.

Anche la nostra Associazione Sportiva, nel suo piccolo ma grazie alla sua lunga storia, ha dovuto fare i conti con questo nero capitolo della Storia dell’Uomo e per celebrare il Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto, vogliamo raccontarvi una di queste storie. Non quella più famosa, ma a buon fine, che coinvolse Orlando Polmonari, deportato in Germania come punizione per aver dato uno schiaffo a un ufficiale tedesco, ma quella più triste che coinvolge un altro Olimpionico della Palestra Ginnastica Ferrara: Gino Ravenna.

Gino Ravenna (Ferrara 1889-Auschwitz 1944) è stato uno dei 29 campioni della Palestra Ginnastica Ferrara incaricati di rappresentare l’Italia nel concorso generale di ginnastica artistica a squadre di Londra 1908. La PGF infatti, dopo aver vinto le selezioni nazionali, aveva ricevuto dalla FGI questo prestigioso compito, cogliendo nella città britannica un lusinghiero 6° posto con lodi per il metodo dimostrato, e gli atleti furono riabbracciati dalla Città di Ferrara con ogni onore al loro rientro in patria.

La passione sportiva caratterizzò tutta la vita di Gino che, rientrato dalla I Guerra Mondiale, si dedicò al commercio. Tutta la famiglia Ravenna era conosciuta a Ferrara e uno dei 5 fratelli di Gino, Renzo (anche lui, da giovane, Palestrino), fu Podestà di Ferrara dal ’26 al ’38, uno dei due soli podestà fascisti di origini ebraiche in Italia prima dell’introduzione delle leggi razziali. A parte la rinuncia alla carica del fratello, le leggi razziali non causarono troppi problemi per l’attività commerciale e nemmeno nei rapporti sociali, benché anche Gino fosse stato escluso, come tutti, da associazioni, circoli e, naturalmente, dal partito fascista. La svolta fu invece rappresentata, come per la quasi totalità degli Ebrei italiani, con l’8 settembre 1943. Dapprima Gino si rifugiò ad Albarea per continuare a dirigere da lì l’attività, ma l’arresto del figlio Gegio l’8 ottobre fece precipitare gli eventi. Dopo aver provato invano di farlo scarcerare, la famiglia tentò la fuga in Svizzera ma, arrestati a Domodossola, finirono prima nel carcere di via Piangipane, per poi essere condotti, l’11 febbraio 1944, al Tempio di via Mazzini 95, trasformato in campo di concentramento provvisorio per pochi giorni, in attesa che il nuovo rastrellamento degli ebrei ferraresi si tramutasse nel trasferimento a Fossoli. La permanenza nel campo modenese fu breve e la storia diventa tristemente uguale a quella di altre migliaia di persone: il viaggio, durato quattro giorni (dal 22 al 26 febbraio), per Auschwitz e gli eventi che portarono alla morte di quasi tutta la famiglia di Gino: si salvò infatti solo il figlio Gegio, liberato dai russi il 27 gennaio 1945.

È da Gegio quindi che si apprendono i fatti successi in Polonia, pochi per la verità, dove, quello che fu un Olimpionico acclamato per la gloria portata al nostro paese, fu trasformato in un numero, il 174.541. Gino si era salvato dalla prima “selezione” ed era riuscito a rimanere accanto al figlio, aveva lavorato per un mese e mezzo circa, fino a quando le forze lo avevano assistito. Per alcuni giorni rimase nella baracca ma al terzo giorno Gegio non lo trovò più. Un deportato che parlava italiano gli riferì che da poco Gino era stato prelevato. Prima di lasciare la baracca gli aveva raccomandato di dire al figlio che lo salutava e “di tener duro”. Solo che in quel terzo giorno il camino aveva ricominciato a fumare.

Nella foto in copertina la cartolina del “Trionfale ritorno da Londa 1908 della Palestra Ginnastica Ferrara” . Sopra, l’ingresso della Sinagoga di Via Mazzini con la lapide commemorativa di quanti non fecero ritorno, con Gino e gli altri membri della famiglia Ravenna.

Questo breve racconto è stato reso possibile grazie alla documentazione fornita dal nipote Michele Ravenna, ricostruito da varie fonti ed in particolar modo il libro La Famiglia Ravenna: 1943-1945 di Paolo Ravenna, Ferrara, Corbo Editore.

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