Giorno: 2 Marzo 2021

Chi lo capisce?

 

di Riccardo Francaviglia

I protagonisti delle vignette sono sgargianti individui che non sembrano appartenere al nostro mondo, forse vivono in un mondo variopinto o più probabilmente i loro colori accesi spiccano in un mondo all-white; un avatar del nostro contesto quotidiano, dove ciascuno di loro assomiglia a tutti e non assomiglia a nessuno. In fondo diverte l’idea di identificarsi con sagome fluo col naso a pera, ma voglio credere che anche questo può contribuire a guardarsi “da fuori” per sorridere e riflettere su ciò che siamo e ciò che stiamo diventando.

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ZONA ARANCIONE SCURO, LEGA Emilia Romagna scrive a Bonaccini: “PREVEDA DEROGHE PER TERRITORI APPENNINO”

 

da: Ufficio stampa Lega Emilia Romagna

BOLOGNA, 2 MAR – La Regione risparmi dalla zona “arancione scuro” i territori montani dell’appennino emiliano. Lo chiede in una lettera inviata questa mattina al presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, a nome del gruppo Lega Er il consigliere regionale Gabriele Delmonte, nella sua qualità di responsabile Politiche per le aree montane della Lega Emilia.

“Il Governatore consideri la possibilità di valutare una deroga per i territori montani della Regione rispetto all’eventuale introduzione della fascia “Arancione Scura” in alcune province. Con tale deroga il territorio Appenninico rimarrebbe dunque soggetto alle prescrizioni imposte delle limitazioni già previste dalla fascia “Zona Arancione”.

Nella lettera, Delmonte, dopo aver osservato che “i dati sulla situazione epidemiologica legata al Covid 19 nella nostra Regione sono in crescita da diversi giorni” ha ribadito “la necessità di considerare il territorio appenninico nella sua interezza, complessità e varietà, la quale sta consentendo alle zone montane, di registrare un pressoché nullo aggravio della diffusione del virus”.

“I territori montani nelle scorse settimane hanno già dovuto subire lo stop della stagione turistica invernale, pertanto sarebbe doppiamente penalizzante per i suoi residenti se dovessero subire una nuova ordinanza ancor più restrittiva per quanto riguarda la libertà e la mobilità anche all’interno dei confini del Comune” ha concluso Delmonte.

Taruffi (Er Coraggiosa): “Agire con tempestività. Zona rossa, ristori, smartworking anche nel privato e sospensione dei brevetti per i vaccini”

 

da; ufficio stampa Emilia Romagna Coraggiosa

“Visti gli ulteriori dati presentati questa mattina in Commissione Sanità dall’Assessore Donini, mi pare chiaro sia il momento di agire con decisione e tempestività”.
Per il capogruppo di Emilia-Romagna Coraggiosa Igor Taruffi, “il dilagare della nuova variante inglese, l’innalzamento della curva epidemiologica e le conseguenti percentuali di saturazione dei posti letto ordinari (39%) e di posti di terapia intensiva (31%) indicano la necessità di applicare all’intera regione le misure previste dalla zona rossa. Perché la decisione della cabina di regia nazionale arriverà venerdì e partirebbe solo la prossima settimana quindi in ritardo rispetto alle nostre esigenze.
Per questo è necessaria la decisione della Regione ed è fondamentale che il Governo, già nel prossimo Consiglio dei Ministri, disponga tramite Decreto i ristori e i congedi parentali, applicabili anche alle decisioni prese in emergenza dalle Regioni.
I dati indicano chiaramente che i luoghi di contagio sono famiglie, scuole, incontri tra amici.
Ma anche e soprattutto i luoghi di lavoro: per questo credo sia necessario intervenire su tutti gli ambiti,
quindi imponendo lo smartworking anche per il settore privato, salvo impossibilità che dovrà però essere motivata.

La situazione è preoccupante ma non è minimamente paragonabile a marzo 2020.
Oggi abbiamo un’arma straordinaria come i vaccini.
Un bene comune salva-vita che sarà centrale per i mesi a venire.
Crediamo sia giunto il momento che la Conferenza delle Regioni sollevi al Governo la questione sospensione dei brevetti per i vaccini affinché l’esecutivo ponga il tema alla Commissione U.E.
Ci aspettano settimane molto difficili. Ma sappiamo che esiste una prospettiva. Se tra 5/6 settimane avremo vaccinato le persone più fragili ed esposte (l’85% dei decessi è stato registrato tra gli over 75 anni), potremo affrontare il contrasto al virus con misure differenti.
Ora però serve una stretta”.

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia Romagna, 2 marzo

 

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: su oltre 40 mila tamponi eseguiti, 2.040 nuovi positivi, di cui 834 asintomatici. Vaccinazioni: oltre 400 mila dosi somministrate

Il 94,1% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 42,4 anni. 44 i decessi. Online il report settimanale sull’andamento del contagio in regione. Al personale scolastico somministrate ad oggi quasi 5mila dosi AstraZeneca dai medici di base, campagna che si avvia ad andare a regime

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 265.214 casi di positività, 2.040 in più rispetto a ieri, su un totale di 40.171 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 5%.Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su. Da ieri, 1° marzo, sono iniziate le prenotazioni anche per gli anziani con età compresa tra 80 e 84 anni.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 14 di oggi sono state somministrate complessivamente 402.599 dosi; sul totale, 140.910 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Per quanto riguarda il personale scolastico, docente e no, ad oggi sono state somministrate dai medici di base 4.830 dosi AstraZeneca, per una campagna che si avvia ad andare a regime.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 834 sono asintomatici, individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 554 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 625 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,4 anni.

Sugli 834 asintomatici361 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing39 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 26 con gli screening sierologici6 tramite i test pre-ricovero. Per 402 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 791 nuovi casi e Modena (310); poi Reggio Emilia (163), Rimini (136), Cesena (124), Imola (101), Ravenna (98), Ferrara (87)Forlì (87). Seguono Parma (74e Piacenza (69).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 21.921 tamponi molecolari, per un totale di 3.434.170. A questi si aggiungono anche 754 test sierologici e 19.050 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guaritesono 407 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 208.757.
casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 45.847 (+1.589 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 43.132 (+1.483), il 94,1% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 44 nuovi decessi: 2 a Piacenza (un uomo di 89 e una donna di 94 anni) anni); 4 nella provincia di Parma (tre uomini di 82, 79 e 69 anni e una donna di 92 anni); 2 nella provincia di Reggio Emilia (due uomini di 81 e 77 anni); 6 nella provincia di Modena (due uomini di 89 e 78 anni e quattro donne, rispettivamente di 95, 88, 83 e 60 anni); 19 in provincia di Bologna (undici uomini di cui tre di 89 anni, 2 di 87, uno di 86, 85, 81, 80, 69 e 67 anni e otto donne di 96, 92, 91, 88, 83, 80, 71 e 67 anni); 3 nel ferrarese (tre uomini, rispettivamente di 84, 81 e 74 anni) e 3 nel ravennate (tre donne di 96, 94 e 81 anni). Poi 1 in provincia di Forlì-Cesena (un uomo di 71 anni) e, infine, 4 nel riminese (un uomo di 97 anni e tre donne di 90,84 e 83 anni). 
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.610.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 239 (+3 rispetto a ieri), 2.476 quelli negli altri reparti Covid (+103).
Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti:10 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 12.a Parma (-1), 18 a Reggio Emilia (invariato), 51 a Modena (invariato), 67 a Bologna (+3), 20 a Imola (invariato), 24 a Ferrara (invariato), 10 a Ravenna (invariato), 4 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato) e 17 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 20.114 a Piacenza (+69 rispetto a ieri, di cui 38 sintomatici), 18.126 a Parma (+74, di cui 37 sintomatici), 33.671 a Reggio Emilia (+163, di cui 102 sintomatici), 46.335 a Modena (+310, di cui 207 sintomatici), 54.678 a Bologna (+791, di cui 674 sintomatici), 9.426 casi a Imola (+101, di cui 87 sintomatici), 15.277 a Ferrara (+87, di cui 79 sintomatici), 20.118 a Ravenna (+98, di cui 36 sintomatici), 10.048 a Forlì (+87, di cui 19 sintomatici), 12.286 a Cesena (+124, di cui 87 sintomatici) e 25.136 a Rimini (+136, di cui 37 sintomatici).

ll Report settimanale sull’andamento dell’epidemia in regione è disponibile al link https://bit.ly/3uFFxEa /

I contagi da Coronavirus aumentano spinti dalle varianti, come affrontare quella che viene definita “terza ondata”?

 

da: Ufficio stampa AUSL Ferrara

Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’università di Padova, ospite del format web settimanale “Salute Focus Ferrara”

I contagi da Coronavirus aumentano spinti dalle varianti, come affrontare quella che viene definita “terza ondata”?Ferrara, 02-03-2021. “Vaccinare più persone possibili, implementare le misure di restrizione dei contagi e la rete dei contatti dei positivi per poterli testare tutti”. L’indicazione arriva dal Professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’università di Padova, ospite del format web settimanale “Salute Focus Ferrara” (a cura dell’azienda Ausl Ferrara) alla quale hanno preso parte anche Monica Calamai, direttrice Generale Ausl Ferrara, Giuseppe Cosenza direttore del dipartimento di Salute Pubblica Ausl Fe e i giornalisti Alessandra Mura (La Nuova Ferrara) Stefano Lolli (Il Resto del Carlino) e Mauro Alvoni (Estense.com).
Crisanti ha sottolineato l’impatto significativo che stanno avendo le varianti sulla diffusione del virus, e i rischi che derivano soprattutto da quelle resistenti ai vaccini, come la brasiliana e la sudafricana. “Dove ci sono focolai di queste varianti bisogna chiudere tutto, ha affermato il virologo, perchè se si diffondono riportano indietro l’orologio di un anno.”
Il professore ha anche messo in evidenza i limiti del contact tracing e l’importanza, a suo avviso, di testare tutto il perimetro di relazioni e contatti che ruota attorno ad un caso positivo, come avvenuto la scorsa primavera nel comune di Vò.
Crisanti ha infine spiegato quando e come si potrà parlare di immunità di gregge e come affrontare le problematiche legate a chi, in particolare professionisti sanitari, rifiuta il vaccino, la cui efficacia, ha ribadito, è evidente.
Sul fronte vaccini la Direttrige Generale Ausl Calamai ha fatto il punto sulla campagna in provincia di Ferrara che vedrà la prossima settimana l’apertura di altri due centri (a Codigoro e Argenta) e anche l’inizio delle somministrazioni su nuove categorie di pazienti con particolari patologie croniche.
Ad approfondire il tema “scuole/contagi” è stato invece il dottor Cosenza, direttore del Dipartimento di Salute Pubblica, che ha messo in evidenza l’aumento dei contagi in ambito scolastico e lo sforzo che si sta facendo per testare studenti e personale di intere scuola in comuni come Cento, Argenta, Portomaggiore.

A questo link la puntata intera sul canale YouTube Ausl Ferrara. 

https://www.youtube.com/watch?v=aYjyJQVkESg

Il Casale Garibaldi di Roma:
come funziona “La città dell’utopia”

 

Roma – Si narra che il Casale Garibaldi, costruito a fine Settecento in una zona rurale alle porte di Roma, prese il nome da un episodio leggendario, secondo il quale l’Eroe dei due mondi  dormì tra le sue mura.
Nel 1907 il Casale fu rilevato da Augusto Volpi, imprenditore illuminato, anarchico e antifascista, che lo trasformò in un’osteria. Diventò così Casale Volpi.
Dopo la prima guerra mondiale venne utilizzato come luogo di ritrovo per gli antifascisti del quartiere, poi, durante la seconda guerra mondiale, come base per una brigata di partigiani. Nel secondo dopoguerra, ormai quasi un rudere, per poco non venne abbattuto per fare spazio alla nuova via Leonardo da Vinci.
Diventato poi proprietà comunale, si trovava in pessime condizioni quando nel 2003  attivisti  del Servizio Civile Internazionale (SCI) lo occuparono, rinominandolo ‘La Città dell’Utopia’ (LCU). Ebbero così inizio i lavori di recupero e cura della struttura allestendo  campi di volontariato, lavori a cui parteciparono attivisti di tutto il mondo.
Nel 2004 lo SCI ne ottenne l’assegnazione dal Municipio Roma XI (oggi VIII) grazie a un progetto con il quale LCU cerca a tutt’oggi di realizzare il suo sogno originario: costruire un luogo di socialità e solidarietà, internazionalismo e cittadinanza attiva per favorire i rapporti tra culture diverse e l’inclusione sociale.

La Città dell’Utopia è  un esempio concreto di come lo SCI, in linea con  la missione che la storica associazione pacifista cerca di attuare in vari contesti mondiali, si impegna a  promuovere lo sviluppo territoriale e, al tempo stesso, a mantenere aperta una finestra sul mondo. É un laboratorio dove si affrontano i principali temi legati ad un nuovo modello di sviluppo locale e globale equo e sostenibile.
In concreto è una ‘casa laboratorio’ aperta ad associazioni, movimenti, gruppi informali e a chiunque voglia condividere un’esperienza di lavoro comune per la costruzione di stili di vita e visioni culturali alternative. Le attività nell’ambito di questo progetto si rivolgono soprattutto agli abitanti del quartiere e a migranti a rischio di emarginazione.

La gestione è affidata a una assemblea di attivisti che ne programma le attività, tenendo conto delle proposte dei gruppi di lavoro, delle associazioni e degli altri soggetti proponenti; l’assemblea determina le linee guida nella relazione con i soggetti istituzionali e gli impegni di spesa per la gestione e la programmazione.
Chiunque può presentare proposte di attività e progetti, così come partecipare all’assemblea plenaria, convocata pubblicamente con cadenza annuale, e all’assemblea degli attivisti.
Significativo è il contributo alla gestione da parte di volontari internazionali che, selezionati dal Servizio Civile Internazionale, si alternano dall’inizio del percorso. Tra le tante attività di collaborazione, i volontari offrono la possibilità di frequentare corsi di lingue straniere in madrelingua.

La Città dell’Utopia ospita nei suoi locali anche altre attività
Nella Biosteria si svolgono incontri e dibattiti su uno stile di vita più responsabile, La Terrazza ospita in primavera ed estate pranzi e cene, nell’Appartamento vengono accolte persone provenienti da tutto il mondo che partecipano a progetti di volontariato dell’Unione Europea o coinvolti attraverso altri programmi del Servizio Civile Internazionale. Al piano superiore del casale ci sono un Ostello sociale, fornito di cucina, per l’ospitalità di singoli o di gruppi e una  Mediateca con tavoli e libri dove si può studiare e leggere. C’è anche ‘la Stanza dei divani’, uno spazio per condividere idee, leggere, giocare, riposarsi e perfino per pensare in silenzio, attività ormai caduta in disuso, e le Stanze Arancione e Rossa per riunioni di lavoro e assemblee.

Nel Casale è continua la presenza dello SCI ITALIA, ONG riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e Membro consultivo dell’UNESCO e del Consiglio d’Europa. È un movimento laico presente in 43 paesi in tutto il mondo. Da 90 anni promuove attività e campi di volontariato sui temi della pace e del disarmo, dell’obiezione di coscienza, dei diritti umani e della solidarietà internazionale, degli stili di vita sostenibili, dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva. Il suo impegno concreto è volto a cambiare situazioni di disuguaglianza, ingiustizia, degrado, violazione dei diritti umani.

Numerose le altre associazioni presenti, ne cito solo alcune a titolo indicativo.
LABORATORIO 53 è una associazione laica e apartitica, formata da filosofi, antropologi, psicologi, assistenti sociali, operatori legali, avvocati e mediatori culturali che offre assistenza e accoglienza ai migranti, richiedenti protezione internazionale e minori.
EDURADUNO è una associazione culturale che definisce e realizza progetti educativi rivolti a minori e adulti e crea spazi di visibilità per educatori e educatrici attraverso concorsi letterari, pubblicazioni ed eventi vari.
RUOTA LIBERA è un’associazione ciclo-ambientalista nata per promuovere e sviluppare l’uso abituale della bicicletta come mezzo di trasporto ecologico per la riqualificazione dell’ambiente urbano ed extraurbano.
gas (GAS) San Paolo, nato dall’esigenza di un consumo oculato, equo e solidale. È formato da persone che si uniscono per organizzare i propri acquisti, privilegiando i prodotti locali della filiera corta e i produttori che garantiscono non solo la qualità, ma anche la dignità del lavoro all’interno delle aziende.

Molti gli eventi, iniziative e appuntamenti che hanno luogo nel Casale Garibaldi:
Il Social cafè è un luogo d’incontro, divertimento, discussione e compartecipazione. Realizzato dai volontari  internazionali del Casale e dalla popolazione locale, tratta una grande varietà di temi.  Attraverso progetti di human library, reading, presentazione di libri e documentari, world cafè, laboratori e dibattiti con ospiti nazionali ed internazionali, offre scambi di informazioni e punti di vista su musica, migrazioni, analisi della situazione politica e sociale nei vari Paesi.
Il Mercato Contadino TERRA/terra. Nato per volontà dell’Associazione TERRA/terra, impegnata da diversi anni nella salvaguardia del patrimonio agroalimentare e nella diffusione delle tematiche legate al cibo e alle produzioni contadine, è gestito da contadini che offrono alimenti stagionali e coltivati in maniera naturale. Opera con cadenza mensile, con la presenza di una ventina di produttori.
Il Festival Internazionale della Zuppa. Nato a Lille nel 2001 e diffusosi successivamente in tutta Europa, da più di dieci anni l’edizione romana è un momento ludico di condivisione di tante ricche ricette, provenienti da tutto il mondo. Il Festival si basa sui principi del riciclo e del riuso, contro gli sprechi di cibo; gli spazi del centro e dei cortili vengono occupati da coloratissime bancarelle in cui i partecipanti offrono un assaggio della zuppa che hanno preparato. La zuppa ha un forte valore simbolico: è un piatto presente in tutte le tradizioni culinarie del mondo, come un filo conduttore che lega tra loro culture differenti senza però renderle uguali, anzi sottolineando l’unicità di ciascuna. É un piatto semplice e popolare, può essere preparata con gli ingredienti più umili e basilari e risultare comunque unica e gustosissima, come una comunità in cui ciascuno apporta il suo contributo per il raggiungimento di un risultato comune, senza che nessuno prevarichi l’altro/a.

No Border Fest : Ogni inizio di estate a La Città dell’Utopia viene organizzato un festival di cultura, dibattiti, cucina e musica per ricordare l’importanza della lotta contro il razzismo e per costruire relazioni solidali per superare qualunque frontiera e pregiudizio. Si affrontano i temi delle migrazioni, della libertà di movimento e del contrasto alle diverse forme di razzismo. Tre sono i filoni principali: interculturalità, stili di vita sostenibili e cittadinanza attiva, con particolare attenzione alla situazione di Roma e dell’Italia.

LCU dà vita a corsi e laboratori, che possono essere proposti da chiunque desideri condividere e scambiare un’abilità o un’esperienza con altri cittadini.
Si tengono anche corsi di formazione per il Volontariato nazionale e internazionale, nonché corsi di formazione professionale per il mondo del lavoro giovanile (training courses). I diversi corsi tenuti a LCU sono aperti a tutti. Docenti e coordinatori si scambiano le loro esperienze e i partecipanti possono accedere iscrivendosi allo SCI.
Da numerosi anni svolgo a LCU corsi di EduYoga, un metodo che si basa su teorie e tecniche dello yoga tradizionale per creare un migliore equilibrio individuale e una  maggiore sintonia nelle relazioni tra individui e tra gli individui e l’ambiente. Teniamo corsi di yoga posturale (Hatha yoga), di meditazione (Astanga yoga), di formazione per insegnanti di yoga. Sono stati allestiti anche campi residenziali, con partecipanti provenienti da ogni parte del mondo, nei quali lo yoga viene proposto come strumento per migliorare il proprio stile di vita (Yoga as lifestyle)
Partecipo con grande convinzione alle attività del Casale dell’Utopia, anche se non sono pochi i problemi da affrontare e risolvere. In questo luogo – per molti versi “magico”, per la sua diversità non solo architettonica – ho sempre incontrato disponibilità, rispetto e libertà.

Ma ciò che più apprezzo è la libertà di immaginare insieme un mondo migliore e la ricerca di strade per realizzare l’Utopia.
Come scriveva Eduardo Hughes Galeano: “L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare.”

Microfestival delle storie: l’ 8 marzo alle 21,00 “L’estate dello storione” di Massimo Ubertone

 

Da; Ufficio stampa Microgestifal delle storie

Libri e dibattiti nel calendario di marzo del Microfestival delle storie di Polesella. Il primo appuntamento, condotto da Consuelo Pavani, sarà lunedì 8 marzo alle 21 con la presentazione del libro L’estate dello storione, edizioni Apogeo, di Massimo Ubertone. Il libro dello scrittore rodigino, per i risvolti noir della vicenda, si inserisce nel MicroNerofestival, la parentesi dedicata ai romanzi gialli della rassegna.

Lunedì 15 marzo, alle 21, Paolo Pileri, ideatore del progetto Vento, la ciclovia da Torino a Venezia, sarà intervistato da Gianluca Barbi dell’associazione Teradamar sul tema progettare la lentezza.
Altri due gli appuntamenti con i libri per fine mese: mercoledì 24 marzo alle 18.30 il giornalista Angelo Carotenuto presenta Le canaglie, edizioni Sellerio, intervistato da Riccarda Dalbuoni, mercoledì 31 marzo, sempre alle 18.30, il musicista e scrittore Pietro Leveratto dialoga con Riccarda Dalbuoni sul romanzo Il silenzio alla fine, edizioni Sellerio.

Tutti gli incontri saranno in diretta sulle pagine facebook del Microfestival delle storie e di Ferraraitalia.

L’estate dello storione di Massi    mo Ubertone. Bisinello, 14 luglio 1964: la giovane moglie del fornaio del paese viene trovata morta nella sua casa. Potrebbe trattarsi di un incidente domestico, ma i genitori sospettano del marito della ragazza, che non hanno mai visto di buon occhio perché si comporta in modo strano e soprattutto perché viene dalla Sicilia. Del caso si occupano Rosaria Puglisi e il nipote Totò. Lei è la prima donna avvocato della provincia di Rovigo, lui un impresario di pompe funebri per necessità e investigatore per vocazione. Per scoprire se c’è davvero un assassino e per dargli un nome i due non esiteranno a cacciarsi in situazioni pericolose e al limite della legalità. Sullo sfondo si intrecciano vicende di corna e di vero amore in un paesino sulle rive del Po popolato da personaggi divertenti e bizzarri. Una realtà arcaica e piena di pregiudizi dove Rosaria, bella, spregiudicata e agguerrita paladina dei diritti delle donne, porta una ventata di irriverente modernità: l’anticipo di un ’68 ancora di là da venire.

 

IL VIRUS DELLA DISEGUAGLIANZA
La pandemia ha reso forti i divari già presenti nella società

 

Le 1.000 persone più ricche del mondo hanno recuperato in appena nove mesi tutte le perdite accumulate per l’emergenza Covid-19, mentre i più poveri per riprendersi dalle catastrofiche conseguenze della pandemia potrebbero impiegare più di 10 anni. È quanto emerge da Il virus della disuguaglianza, il rapporto pubblicato da Oxfam, organizzazione impegnata nella lotta alle disuguaglianze in occasione del World Economic Forum di Davos.
A dicembre la ricchezza dei miliardari nel mondo aveva raggiunto il massimo storico di 11.950 miliardi di dollari, ossia quanto stanziato da tutti i Paesi del G20 per rispondere al coronavirus.

Il Covid19 ha reso più evidenti alcuni importanti divari già presenti all’interno della società. La fascia meno istruita è stata ulteriormente penalizzata, nel lavoro e nelle condizioni di vita. Angus Deaton, premio Nobel studioso delle diseguaglianze, sostiene che il Covid19 aumenterà il divario tra ricchi e poveri in America. La pandemia ha colpito prima e di più i Paesi ricchi, finendo per ridurre in qualche modo il divario tra Paesi ricchi e poveri. “Questo è forse l’unico modo in cui il Covid ha reso il mondo giusto” scrive Deaton.

Un sondaggio globale svolto da Oxfam in 79 paesi rafforza tali previsioni, mentre la Banca Mondiale prevede che entro il 2030 oltre mezzo miliardo di persone in più vivranno in povertà.
Le donne, ancora una volta, sono le più colpite perché impiegate nei settori professionali più duramente colpiti. Le donne rappresentano oltre il 70% della forza lavoro impiegata in professioni sanitarie o lavori sociali e di cura. Questo le espone a maggiori rischi.
La pandemia uccide in modo disuguale: sono le donne e le minoranze etniche a subire il peso maggiore della crisi. In molti paesi sono i primi a rischiare di soffrire la fame e ritrovarsi tagliati fuori dall’assistenza sanitaria”.

I divari nell’istruzione hanno inciso in modo forte: 1/3 degli americani ha un diploma universitario e 2/3 invece ne è sprovvisto. Un fattore, questo, che comporta come prima conseguenza la possibilità o meno di accedere ad un posto di lavoro e, dunque, di avere o meno un dato stile di vita. Si nota ancora quindi – prosegue – che dal 1990 al 2018, l’aspettativa di vita di chi è sprovvisto di istruzione, non ha subito variazioni in positivo. Per contro, in questi 2/3 di popolazione si assiste invece a una più diffusa abitudine al fumo e alle droghe.
In questo contesto il Covid19 ha ampliato le disuguaglianze. I meno istruiti si sono trovati in condizione di non poter lavorare da remoto.

Un altro importante dato di diseguaglianza riguarda le donne. Perché le donne potrebbero soffrirne di più? Prima di tutto perché ci sono molte meno donne che lavorano: il 94% degli uomini tra i 25 e i 54 anni ha un’occupazione, contro il 63% delle donne nella medesima fascia di età.
Le donne, quando lavorano, hanno uno stipendio minore. Gli ultimi dati Eurostat sulla disparità salariale tra uomo e donna in Europa [Vedi qui], registrano una differenza media del 15%.
Oltre all’aspetto economico vi sono implicazioni sociali. Secondo le Nazioni Unite, la chiusura delle scuole e dei centri diurni per le persone non autosufficienti aumenta la mole di lavoro domestico e di cura. Le donne che lavorano spendono, in media 4,1 ore al giorno per i lavori domestici e di cura non retribuita, contro solo 1,7 ore al giorno degli uomini. La pandemia enfatizza le note e sedimentate disparità.

Istituto Einaudi. Convegno bassaniano: 4 marzo, ore 11,00-13,00

Convegno on line per le quinte classi dell’Istituto cittadino per i 105 anni dalla nascita del compianto scrittore (giovedì 4 marzo, ore 11,00-13,00):

L’Einaudi celebra Giorgio Bassani

All’evento, per il ciclo ApertaMente, partecipano Paola Bassani, presidente della Fondazione e figlia dell’intellettuale, la storica Antonella Guarnieri e la studiosa Fabiana Garofalo.

Avrebbe compiuto 105 anni Giorgio Bassani il prossimo 4 marzo; per celebrarne la memoria, in collaborazione con la Fondazione Bassani, l’Istituto di Istruzione superiore Luigi Einaudi ha organizzato un incontro a distanza per gli studenti delle quinte classi, a cui parteciperanno Paola Bassani, figlia dello scrittore e presidente della Fondazione, la storica Antonella Guarnieri e la studiosa Fabiana Garofalo.
L’omaggio, volto a illuminare l’uomo e la sua alta attività civile e culturale, dopo il saluto della dirigente scolastica dott.ssa Marianna Fornasiero vedrà in successione appunto tre interventi; dapprima gli allievi ascolteranno la testimonianza di Paola Bassani, che è sempre stata intensa e profonda ogniqualvolta Paola, presidente della Fondazione e storica dell’arte, è stata invitata a tracciare un profilo umano del padre e della sua straordinaria sensibilità ad ampio spettro: Giorgio Bassani, si ricordi, non è stato solo un magnifico poeta, narratore e saggista, ma a Roma nel 1955 fu tra i fondatori dell’associazione ambientalista Italia nostra, di cui è stato presidente dal 1965 al 1980; il secondo intervento, della storica Antonella Guarnieri, aiuterà la comprensione del contesto in cui si formò Giorgio Bassani, e renderà omaggio al suo antifascismo: Antonella Guarnieri svilupperà appunto il tema “Bassani tra fascismo e antifascismo”; a concludere il convegno sarà Fabiana Garofalo, studiosa dell’opera letteraria di Bassani e dottoranda presso l’Università degli Studi della Campania, che nell’intervento “Una storia di famiglia, ‘La passeggiata prima di cena’”, dopo avere tracciato una sintetica panoramica dell’attività narrativa di Bassani, si soffermerà in particolare sul racconto citato, che lo scrittore pubblicò una prima volta su rivista nel 1945 poi, dopo varie elaborazioni, nel 1953, facendolo infine confluire, nel 1956, nella prima edizione delle “Cinque storie ferraresi”: un racconto paradigmatico, attraverso le sue variazioni tra un’edizione e l’altra, della conquista della maturazione letteraria di Bassani.

Il convegno, che si svolge nell’ambito degli incontri di ApertaMente, sarà coordinato da Oscar Ghesini, docente di Italiano e Storia dell’Istituto Einaudi. Doveva tenersi lo scorso anno, ma fu impedito dalle severe implicazioni del Covid, che poco prima aveva cominciato a mordere il nostro Paese: la riproposizione dell’evento bassaniano si carica perciò anche del valore simbolico di un’auspicata rinascita post-pandemica.

In Copertina: Paola Bassani

Battesimo

di Riccardo Francaviglia

I protagonisti delle vignette sono sgargianti individui che non sembrano appartenere al nostro mondo, forse vivono in un mondo variopinto o più probabilmente i loro colori accesi spiccano in un mondo all-white; un avatar del nostro contesto quotidiano, dove ciascuno di loro assomiglia a tutti e non assomiglia a nessuno. In fondo diverte l’idea di identificarsi con sagome fluo col naso a pera, ma voglio credere che anche questo può contribuire a guardarsi “da fuori” per sorridere e riflettere su ciò che siamo e ciò che stiamo diventando.

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