Giorno: 28 Aprile 2021

Controinformazione

 

28 aprile 1971, cinquant’anni giusti. Mezzo secolo, o molto di più, se scorrete la prima pagina del neonato “quotidiano comunista” il manifesto.  Perché nel nostro presente certe parole sono sparite: e senza le parole, senza il loro nome (come insegna Garcia Marquez) anche le cose spariscono dalla nostra vista. Continuano ad esistere, ma non le vediamo più.
E’ il gioco di prestigio dell’informazione mainstream: parole e cose che nessuno nomina più, cancellate dalle pagine dei giornali dei ‘padroni’ e dai canali televisivi, pubblici e privati. In realtà, anche se invisibili ai nostri occhi, ‘i padroni’ ci sono ancora, eccome, così come ‘gli operai’, ‘le lotte operaie’, ‘ Il capitale’, ‘Il capitalismo’, ‘sfruttati’ e sfruttatori”… A ben guardare, anche ‘il comunismo’ – o almeno la sua grande utopia – esiste ancora. Sotto terra però. Coperto da molti chilometri di silenzio.

Mercoledì 28 aprile 1971: la prima pagina del quotidiano il manifesto

Per rompere l’incantesimo, per svelare l’inganno, per raccontare quello che gli altri non raccontano, per fare ‘controinformazione’ (un’altra parola sparita) è nato cinquant’anni fa il manifesto, quotidiano comunista.
Dopo cinquant’anni, salvato cento volte dalla sottoscrizione dei suoi lettori, il manifesto esce ancora regolarmente. Da un punto di vista giornalistico ha fatto scuola (famosi, micidiali e bellissimi i suoi titoli d’apertura), ma è rimasto sempre più solo. La concentrazione in pochissime mani dell’informazione è andata ancora più avanti. La libertà di stampa e di informazione sempre più indietro.
Anche ‘la sinistra’ – la parola e la cosa – pare sparita dalla circolazione. Alcuni l’hanno definitivamente abbandonata (Renzi), per altri la parola va usata solo ed esclusivamente coniugata con la parola ‘centro’, fino a formare un ‘centrosinistra’ talmente diluito che di sinistra ha perso quasi ogni traccia (Veltroni, Zingaretti, Letta). Ci sono infine i resistenti, magari con qualche buona intenzione, ma che coltivano sinistra e comunismo in tanti piccolissimi orti, ognuno geloso della propria unicità.

E pensare che il manifesto, prima di essere un giornale, era un gruppo (Rossanda, Pintor, Magri Castellina…), espulso dal grande Partito Comunista Italiano e che, nonostante questo, predicava e praticava ‘l’unità della sinistra’. Senza quell’unità, scrivevano, la sinistra sarebbe stata sconfitta. Avevano ragione. O forse erano troppo ottimisti: la sinistra si è sconfitta da sola. Ed è scomparsa.

“quotidiano comunista”
(sottotitolo del quotidiano italiano il manifesto)

L’assessore Corsini: “La ripartenza delle attività degli aeroporti dell’Emilia-Romagna? Sono per noi una priorità”.

 

Aeroporti. L’assessore Corsini: “La ripartenza delle attività degli aeroporti dell’Emilia-Romagna? Sono per noi una priorità, e i contributi economici necessari per far questo non sono mai stati messi in discussione. Con le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione sosterremo il Marconi e gli altri scali emiliano-romagnoli. Aggiungo che il presidente Bonaccini ha scritto al Governo per sbloccare i 500 milioni di euro di aiuti nazionali per il comparto aereo”.

La replica dell’assessore regionale ai Trasporti a notizie di stampa secondo cui, vista l’assenza dei 48 milioni del Pnrr richiesti per sostenere gli scali regionali, l’Emilia-Romagna non avrebbe più garantito risorse per sostenere l’attività dell’aeroporto Marconi di Bologna e degli altri scali regionali. L’assessore assicura la disponibilità delle risorse.

Bologna – “I 48 milioni di euro che la Regione aveva chiesto di inserire nel Piano nazionale di rilancio e resilienza (Pnrr) per sostenere gli scali regionali non ci saranno, perchè nel documento che stabilisce gli investimenti da realizzare con le risorse del Recovery fund non ci sono voci di spesa dedicate al trasporto aereo. Ma questo non significa assolutamente che l’Emilia-Romagna non destinerà risorse per il Marconi e per gli altri aeroporti della Regione. Siamo pronti a mettere in campo i fondi a nostra disposizione per sostenere la ripartenza di questo comparto così duramente colpito dalla pandemia, che è strategico per l’economia, l’occupazione e il turismo regionali”.

Così l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini, replica a notizie di stampa secondo le quali da Viale Aldo Moro, dopo il no ai 48 milioni del Pnrr chiesti dalla Regione al Governo, dalla Regione non sarebbero arrivate risorse per sostenere il piano degli investimenti dell’aeroporto Marconi di Bologna e degli altri scali regionali.

“Al contrario- continua l’assessore- con le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione della prossima programmazione, finanzieremo gli aeroporti della Regione. E tra questi impegni c’è il piano degli investimenti dell’aeroporto Marconi, che nonostante la ridotta operatività dello scalo dovuta al difficile momento legato alla pandemia, sta continuando ad investire, a lavorare e a resistere”.

“Infine- conclude l’assessore- dato che il Governo ha stanziato 500 milioni di euro per gli aeroporti nazionali, il presidente Bonaccini proprio in questi giorni ha scritto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, per chiedere lo sblocco dei decreti attuativi, in modo che questi fondi, che in quota parte andranno anche al Marconi, siano al più presto resi disponibili per la ripartenza post pandemia”.

Commercio e Montagna: Al via bando per sostenere l’economia e favorire il turismo nelle zone disagiate montane.

 

Commercio e Montagna. Botteghe, negozi rurali e di montagna. Al via bando per sostenere l’economia e favorire il turismo nelle zone disagiate montane. Disponibili 800 mila euro, con un massimo di 40mila euro per azienda, a copertura del 60% delle spese.

Domande fino al 15 giugno. Corsini-Lori: “La Regione spinge la ripresa degli esercizi commerciali polifunzionali: attività utili al tessuto sociale ed economico, che potranno ampliare le proprie offerte e migliorare gli spazi, dando ossigeno e creando opportunità in territori che combattono quotidianamente con lo spopolamento e la rarefazione dei servizi”.

Bologna – La Regione punta sui negozi di vicinato, e lo fa destinando ad essi contributi a fondo perduto.
Si tratta, spiega la Regione, di essere a fianco concretamente a quelle botteghe polifunzionali che, soprattutto nelle zone di montagna e in località rurali, rappresentano un riferimento per le esigenze quotidiane delle comunità in aree ad alto rischio di spopolamento. E che sono tra le attività economiche danneggiate a causa dei lockdown e dell’emergenza legata al Covid-19.
Con un bando, che mette a disposizione risorse per 800mila euro per due annualità, la Regione intende dare una spinta ai progetti di insediamento e sviluppo di esercizi commerciali polifunzionali.
I contributi, in regime de minimis, arrivano a un massimo di 40mila euro per impresa, a copertura del 60% delle spese.

“In questo momento di crisi economica legata alla pandemia, intendiamo dare un aiuto concreto a queste imprese, fondamentali per la rivitalizzazione dei paesi e delle aree rurali. – spiega l’assessore regionale al Commercio, Andrea Corsini-. È un investimento per la collettività, per il contributo che questi negozi danno al mantenimento della comunità. Il nostro obiettivo è di contrastare i fenomeni di abbandono delle attività commerciali e di favorire il rilancio della loro trasformazione e diversificazione. Gli esercizi polifunzionali rispondono ai cambiamenti della nostra società e rappresentano una grande risorsa nelle aree meno abitate oltre che presidi per un turismo ambientale e sportivo che sempre più trova casa nel nostro appennino”.

“Ci siamo impegnati in un programma di rilancio e valorizzazione della montagna– commenta l’assessora a Montagna, Barbara Lori -, che passa anche attraverso opportunità economiche, lavorative e sociali. Ecco perché acquista ancor più valore questa iniziativa che permette alle piccole attività commerciali di ampliare le proprie offerte e migliorare gli spazi, dando ossigeno e creando opportunità in territori talvolta impervi che combattono quotidianamente con lo spopolamento e la rarefazione dei servizi. L’intento della Regione è quello di tendere la mano e sostenere percorsi concreti e virtuosi di rilancio del territorio. Un rilancio a tuttotondo, capace di coniugare il rispetto e la riscoperta della montagna, del senso di comunità e delle opportunità lavorative che questa area tanto preziosa della nostra regione racchiude”.

Il bando:

Interessati al bando sono gli esercizi commerciali che uniscono all’attività di vendita di alimenti e bevande, quella di sportello per l’informazione turistica, di internet point o servizi postali, bancari, ma anche di accoglienza per i turisti,  gestione di campeggi e rifugi escursionistici, biglietterie turistiche e noleggio di attrezzature a scopo escursionistico o sportivo, dispensario farmaceutico, quando consentito dalle  disposizioni in materia e ogni altro servizio utile alla collettività, attraverso convenzioni con l’Ente erogatore.
Si potranno richiedere aiuti per interventi di ristrutturazione, adeguamento o acquisizione dei locali, che non potranno avere una superficie di vendita superiore ai 250 metri quadrati; acquisto di attrezzature e di un veicolo ad uso commerciale; realizzazione di zone di accesso pubblico alla rete telematica e di sportelli per servizi di pubblica utilità rivolti alla cittadinanza.
Si potrà presentare domanda fino al 15 giugno 2021. Le domande devono essere trasmesse mediante posta elettronica certificata (Pec) all’indirizzo comtur@postacert.regione.emilia-romagna.it con l’esclusione di qualsiasi altro mezzo di trasmissione. Fa fede esclusivamente la data di invio della Pec.

 

 

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia Romagna, 28 aprile.

 

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: su 29.609 tamponi effettuati, 642 nuovi positivi (2,1%). 2.874 i guariti, diminuiscono i casi attivi (-2.255) e i ricoveri (-39). Vaccinazioni: 1 milione e 557mila dosi somministrate.

Il 95,5% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 37,7 anni. 23 i decessi.

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 367.071 casi di positività, 642 in più rispetto a ieri, su un totale di 29.609 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 2,1%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni e le persone dai 70 anni in su, mentre da lunedì sono aperte le prenotazioni anche per la fascia d’età 65-69, con le prime vaccinazioni già effettuate.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 1.557.122 dosi; sul totale, 496.486 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 271 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 257 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 359 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 37,7 anni.

Sui 271 asintomatici, 195 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 16 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 4 con gli screening sierologici, 5 tramite i test pre-ricovero. Per 51casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 129 nuovi casi, seguita da Reggio Emilia (103); poi Ravenna (78), Rimini (62), Forlì (59), Ferrara (58), Modena (53); quindi Parma (37), il Circondario Imolese (25), Cesena (20) e, infine, Piacenza (18).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 16.963 tamponi molecolari, per un totale di 4.371.911.A questi si aggiungono anche 12.646 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.874 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 308.683.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 45.545 (-2.255 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 43.505 (-2.216), il 95,5% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 23 nuovi decessi: 1 in provincia di Piacenza (un uomo di 75 anni); 2 nel parmense(entrambi uomini, di 70 e 74 anni); 2 a Reggio Emilia (una donna di 81 e un uomo di 64 anni); 4 nella provincia di Modena (una donna di 93 anni e 3 uomini, rispettivamente di 56, 76 e 84 anni); 6 nella provincia di Bologna (una donna di 71 anni e 5 uomini, rispettivamente di 64, 65, 73, 79 e 89 anni); 4 nel ferrarese (2 donne, di 87 e 96 anni, e 2 uomini, di 62 e 98 anni); 2 in provincia di Ravenna (entrambi uomini, di 78 e 92 anni); 2 in provincia di Forlì-Cesena (entrambi uomini, di 54 e 78 anni). Nessun decesso nella provincia di Rimini.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.843.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 250 (+4 rispetto a ieri), 1.790 quelli negli altri reparti Covid (-43).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti:10 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 28 a Parma (+3), 31 a Reggio Emilia (-1), 36 a Modena (+2), 64 a Bologna (invariato), 11 a Imola (invariato), 26 a Ferrara (-1), 12 a Ravenna (+1), 6 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato) e 20 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 22.839 a Piacenza (+18 rispetto a ieri, di cui 12 sintomatici), 25.964 a Parma(+37, di cui 20 sintomatici), 44.416 a Reggio Emilia (+103, di cui 53 sintomatici), 62.567 a Modena (+53, di cui 24 sintomatici), 78.490 a Bologna (+129, di cui 88 sintomatici), 12.262 a Imola (+25, di cui 10 sintomatici), 22.504 a Ferrara (+58, di cui 21 sintomatici), 29.071 a Ravenna (+78, di cui 53 sintomatici), 15.868 a Forlì (+59, di cui 42 sintomatici), 18.450 a Cesena (+20, di cui 16 sintomatici) e 34.640 a Rimini (+62, di cui 32 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi sono stati eliminati 3 casi, di cui 2 positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare e 1 giudicato non Covid-19.

Sottosegretario Pucciarelli: la Difesa in prima linea nella lotta alla violenza maschile sulle donne.

 

Comunicato stampa Ministero della difesa.

“La Difesa rinnova l’impegno nella lotta alla violenza maschile sulle donne e ritiene di fondamentale importanza questa cabina di regia, quale incontro propedeutico alla stesura del nuovo Piano Strategico Nazionale.” – ha detto stamattina il Sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli, con delega alla parità di genere, nel corso di una videoconferenza a cui hanno preso parte diversi Ministri e Sottosegretari.

“In base agli sviluppi dei pregressi lavori della cabina di regia, del Comitato tecnico e dei tavoli tematici, la Difesa ha elaborato un prodotto di comunicazione interna per la diffusione della cultura delle pari opportunità e della non discriminazione di genere. Al tempo stesso, abbiamo predisposto una bozza di linee guida in materia etica e di rapporti interpersonali in ottica di genere a beneficio dei Comandanti, comprendenti specifiche azioni e risorse organizzative.

Inoltre, la Difesa – ha aggiunto Pucciarelli – continua nella progettazione di tipologie di percorsi tematici formativi aggiornati ad hoc per il personale; parliamo di corsi di Gender Advisor per Ufficiali e funzionari civili così come dei corsi per Gender Matter Focal Point destinati a personale militare e civile del Dicastero.

Attività che si aggiungono ai 4 workshop organizzati nel 2020 che hanno visto anche il coinvolgimento del Ministero per le Pari Opportunità e la Famiglia.

La Difesa rinnova il proprio impegno a lavorare in stretta sinergia con gli altri Dicasteri per redigere, quanto prima, il nuovo Piano Strategico Nazionale.” – ha concluso il Sottosegretario Pucciarelli.

Il nuovo catalogo turistico Enjoy your Holiday 2021 con contenuti multimediali e il progetto QR Code a portata di smartphone.

Comunicato Stampa Comune di Comacchio.

E’ fresco di stampa il nuovo catalogo turistico di Comacchio e dei suoi Lidi: Enjoy your Holiday 2021 è da considerarsi un “classico” della comunicazione turistica che mantiene la sua visione sulla provincia così come agli esordi. Stampato nelle due versioni sempre più apprezzate, in italiano/inglese e francese/tedesco, in questa nuova edizione si presenta con innovativi contenuti multimediali. Oltre alle suggestioni, alle immagini evocative dei luoghi, alle preziose informazioni turistiche specifiche che forniscono risposte alle esigenze dei turisti/ospiti, i collegamenti attivabili nella versione online, semplicemente cliccando dove si intende approfondire o, nella versione cartacea, inquadrando con il proprio smartphone il collegamento o il QR Code ed ecco che si spalanca una finestra virtuale, dalle parole scritte si passa al web, on line, esattamente in un luogo, accanto ad un monumento, fra i fenicotteri rosa che popolano le Valli di Comacchio, in volo sulla Salina, attraverso approfondimenti (video, immagini, canti di uccelli o musica). Insomma in Delta intero, da tenere in tasca, contenuto com’è in un catalogo strettamente correlato al sito turistico della Provincia di Ferrara ora affidato a Comacchio (www.ferrarainfo.it) e alla specifica sezione della città lagunare (www.turismocomacchio.it).

Ed è proprio il legame fra Comacchio, Ferrara e il Delta del Po, come ci riporta il recente video promozionale congiunto, che si evidenziano le diverse progettualità costruite di concerto: dal portale delle esperienze realizzato nel 2019 che si presenta come un vero catalogo dei must delle esperienze da non perdere – una sezione che gli stessi operatori devono popolare con le esperienze uniche pensate per i loro ospiti -, i video realizzati sul territorio, o l’ormai prossimo video promozionale che Comacchio sta realizzando in collaborazione con Ravenna e Cervia.

Una progettualità che non segue i confini e come l’acqua, si allarga in ogni dove.

“Avviamo la stagione turistica con un prodotto innovativo che apre lo scenario delle offerte del territorio attraverso i sistemi multimediali creando una mappa interattiva in grado di presentarci al meglio” afferma l’assessore al turismo di Comacchio Emanuele Mari. E ancora “Connettere il sistema con le sue offerte culturali, artistiche e imprenditoriali caratterizza una strategia di marketing di Comacchio e della sua costa pensata in una logica di offerta strutturata in cui, ogni parte, ogni settore, dialoga in armonia con tutto il sistema. Un modello vincente che stiamo creando e che richiede la collaborazione di tutti”.

La produzione editoriale, curata dal Servizio Turismo del Comune di Comacchio e le informazioni garantite dal Servizio IAT di Comacchio, ha la firma grafica dell’Agenzia Image di Ravenna, i contenuti multimediali e QR Code realizzati da Camponet – Web Agency (Campogalliano, Modena) e Image, mappe di Ilaria Montanari di Rimini e carte turistiche realizzate da Noemastudio Ferrara, traduzioni Studio Blitz Pistoia, stampa Poligraficil Borgo Bologna.

Il progetto QR Code:

I totem turistici della Città posti accanto ai monumenti più significativi, i ponti storici, i musei dispongono ora di QR Code dedicati. Un sistema diffuso a servizio del turismo di cui il visitatore può fruire inquadrando l’icona di riferimento (con App dedicata, da scaricare sul proprio smartphone) posta in prossimità dell’emergenza architettonica di cui si vuole sapere di più. Il progetto QR Code previsto nel 2019 e messo al palo dal download, è stato realizzato dall’assessorato Decoro dell’Ambiente Urbano, dirigente Antonio Pini, in sintonia con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara,

e ha coinvolto l’agenzia di Campogalliano (Modena) Camponet – Web Agency mentre l’apparato informativo è stato concepito di concerto fra servizio turismo, biblioteca e servizio cultura.

La connessione al Qr Code consente il collegamento alle pagine del sito comunale (wwww.comune.comacchio.fe.it) appositamente dedicate a tale servizio, ascoltare una breve descrizione dell’emergenza artistica selezionata, disponibile sia in italiano che in inglese. Sono fruibili ulteriori contenuti testuali con diversi livelli di approfondimento. Un sistema flessibile, che permetterà di popolare e aggiornare, condividere sempre nuove informazioni.

Per la loro versatilità di utilizzo i QR Code possono essere stampati su diversi materiali: per questo, in rapporto alla tipologia del monumento a cui erano dedicati, sono stati realizzati in armonia con le caratteristiche prevalenti: in vetro con fondo color cocciopesto, su fondo chiaro o adatti agli elementi della segnaletica verticale.

Comacchio: Azioni di contrasto per la tutela del decoro urbano.

 

Comunicato stampa Comune di Comacchio.

E’ partita la campagna di sensibilizzazione per il contrasto all’abbandono di rifiuti, realizzata con cartelli segnaletici posizionati in punti strategici sul territorio,

“Esprimo la mia ampia soddisfazione – afferma l’assessore al decoro urbano Luca Bergonzi che ha promosso la campagna informativa -. Ritengo che ogni mezzo utilizzato a contrastare il degrado urbano e gli atti di inciviltà sul nostro territorio, non può che essere utile. Ringrazio il Sindaco per l’appoggio all’iniziativa e desidero esprimere un elogio al settore comunale competente per aver seguito le indicazioni, velocizzando l’approntamento dei cartelli. Un ulteriore segnale significativo nella lotta ad un incivismo che purtroppo è presente da tempo con esempi quasi quotidiani e  che lede  l’immagine generale del nostro territorio.

Come già promesso, si intensificheranno inoltre i dispositivi di foto trappole per rafforzare ulteriormente il contrasto al degrado urbano.

Il rispetto dell’ambiente e del nostro territorio è assolutamente necessario e doveroso. Sono certo che i cittadini di Comacchio, apprezzeranno questo ulteriore segnale espresso  dall’amministrazione comunale che in tempi brevi ha dato avvio al contrasto agli atti di degrado. Un impegno che continuerà, senza cedimenti”.

Ravenna, Rimini, Modena e Bologna: domani, giovedì 29 aprile, l’assessore Donini in visita a quattro centri vaccinali dell’Emilia-Romagna.

 

Rimini, Modena e Bologna: domani, giovedì 29 aprile, l’assessore Raffaele Donini in visita a quattro centri vaccinali dell’Emilia-Romagna. Previsto per ogni tappa un punto stampa.

Appuntamento alle 9,30 al Pala De Andrè di Ravenna; alle 11,30 al Quartiere fieristico di Rimini; alle 15,30 alla Caserma Setti di Modena e alle 18 a Casalecchio di Reno (Bo), per l’inaugurazione del nuovo hub Unipol Arena.

Bologna – Quattro centri vaccinali in quattro diverse province: Ravenna, Rimini, Modena e Bologna. A visitarli sarà domani, giovedì 29 aprile, l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini, in un ‘tour’ che avrà inizio alle 9,30 e terminerà alle 18. L’occasione per ringraziare i vertici delle Aziende sanitarie e ospedaliere, tutto il personale e i volontari impegnati nella campagna vaccinale.

Prima tappa, alle ore 9,30 a Ravenna, al Pala De Andrè (viale Europa 1); seconda, alle 11,30, a Rimini all’Hub allestito nel Quartiere fieristico (via Emilia 155). Nel pomeriggio la visita proseguirà alle 15,30 a Modena, al Centro vaccinale della Caserma Setti, ex Aeronautica militare (via Minutara 1), per poi terminare a Casalecchio di Reno(Bologna), dove sarà inaugurato il nuovo Hub Unipol Arena (via Gino Cervi 2, accesso dall’ingresso 11).

Per ogni tappa è previsto, naturalmente nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, un punto stampa.

Dal Po al Danubio: I rapporti tra la Corte Estense e l’Ungheria attraverso i secoli.

 

Comunicato stampa Ministero della Cultura.

Il 7 e l’8 maggio si terrà, interamente in modalità on-line su piattafoma Zoom, il convegno internazionale Dal Po al Danubio. I rapporti tra la Corte Estense e l’Ungheria attraverso i secoli, organizzato dall’Archivio di Stato di Modena e dal Gruppo di Ricerca “Vestigia” dell’Università Cattolica Péter Pázmány di Budapest.

Perché “Vestigia”? Perché l’Ungheria ha l’esigenza di trovare le fonti archivistiche che gli consentano di ricostruire fedelmente la propria storia (soprattutto tra i secoli XIV-XVI), colmando le gravi lacune documentarie subite dagli archivi ungheresi dopo le distruzioni causate dall’occupazione turca.

Un’operazione che vede l’Archivio di Stato di Modena da 10 anni sostenere il progetto del Prof. György Domokos che sta coordinando un cospicuo gruppo di studiosi in una complessa e vasta indagine storico-archivistica, volta a recuperare presso archivi e biblioteche italiane le fonti necessarie.

Nel corso delle due giornate di convegno, Studiosi e ricercatori italiani e ungheresi illustreranno gli esiti degli approfondimenti scientifici condotti in diversi ambiti tematici, nel ricchissimo programma che delineerà i rapporti tra la Corte Estense e l’Ungheria attraverso i secoli, ricostruiti grazie al prezioso patrimonio documentario conservato in Archivio. Fra i tanti documenti troviamo un unicum quale l’atto di matrimonio originale del 14 maggio 1234 tra il re d’Ungheria Andrea II Árpád e Beatrice figlia del fu marchese Aldobrandino I d’Este, il cui testo è stato pubblicato, in ungherese, dal Direttore dell’Archivio di Stato di Modena Patrizia Cremonini negli Atti del convegno presieduto da Attila Zsoldos e László Pósán “Králynék a középkori Magyarországon és Európában” (“Regine in Ungheria medievale e in Europa”), svoltosi a Székesfehérvár il 22 settembre 2016 e promosso dall’Istituto degli Archivi e della Ricerca della città di Székesfehérvár.

O ancora i carteggi cifrati che celavano importanti rapporti politici e diplomatici tra la corte estense e quella ungherese, come in particolare nel caso dello scambio di lettere fra il cardinale Ippolito d’Este e la zia Beatrice, regina d’Ungheria dal matrimonio stretto nel 1476 con il re Mattia Corvino, con cui si cercò di organizzare, grazie all’opera di un misterioso “Messer Andriolo”, la fuga dalla Francia all’Ungheria dell’ostaggio turco Djem, fratello del sultano Bajazet.

Dopo due precedenti convegni, tenutisi in Ungheria nel 2014 e 2018, questo è dunque il terzo appuntamento che, svolgendosi interamente in modalità on-line a causa delle restrizioni legate al Covid-19, avrà due giornate rispettivamente in diretta, il 7 maggio dalla sede dell’Archivio di Stato di Modena, e l’8 maggio dall’Università Cattolica Péter Pázmány di Budapest.

Le conferenze del 7 maggio e della mattina dell’8 saranno in italiano, quelle del pomeriggio dell’8 in ungherese.

 

I COLLEGAMENTI PER SEGUIRLE IN DIRETTA SARANNO PUBBLICATI SUL SITO DEL CONVEGNO:

https://sites.google.com/view/dal-po-al-danubio/home?authuser=0

Cultura: Giornata Mondiale della Danza E’BAL.

 

Cultura. In occasione della Giornata Mondiale della Danza E’BAL – palcoscenici per la danza contemporanea si rifonda con un nuovo Manifesto e un’intesa tra i partner. L’assessore Felicori: “Si conferma l’impegno della Regione a supporto della creazione di una realtà metropolitana che può diventare un grande polo creativo nazionale”.

La nuova rete di 11 enti tra teatri, festival, associazioni di spettacolo e centri di residenza regionali propone un cartellone di 40 eventi. Dieci gli appuntamenti per la stagione estiva dal 22 maggio al 4 settembre.

Bologna-Più forza al sistema della danza regionale. E’Bal – palcoscenici per la danza contemporanea ha scelto il 29 aprile, Giornata Mondiale della Danza, per annunciare la sua rifondazione e ampliamento,presentando un Manifesto d’intenti a cui hanno aderito alcune delle più importanti istituzioni culturali della regione. Insieme al Manifesto, è stato siglato anche un nuovo Protocollo d’Intesa, in cui Ater Fondazione figura come capofila fino al 2022.

La nuova rete è costituita da 11 enti tra teatri, festival, associazioni di spettacolo e centri di residenza, che realizzeranno un cartellone regionale con oltre 40 eventi tra spettacoli, residenze, incontri e laboratori in oltre 20 spazi teatrali, configurandosi come un progetto particolarmente attento a perseguire l’obiettivo di far crescere in quantità e qualità il pubblico della danza contemporanea.

 E’Baloffrirà dunque agli spettatori la possibilità di coltivare e alimentare un proprio sguardo creativo sulla danza contemporanea attraverso un forte rapporto con lo spazio pubblico e le collettività che lo abitano, i territori, i paesaggi, gli spazi urbani e i teatri in cui l’evento si colloca, con un occhio di riguardo per le nuove generazioni mediante progetti specifici rivolti alle scuole e alle famiglie.

“Con la presenza di Ater Fondazione come capofila del progetto E’ BAL- ha dichiarato oggi l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori alla presentazione in viale Aldo Moro-, si conferma l’impegno della Regione nel promuovere la cultura in un territorio vasto ed eterogeneo. L’Emilia-Romagna si contraddistingue da sempre per la sua capacità di fare rete e per essere una fucina policentrica di creatività. In questi valori si identifica e si sviluppa il mandato di Ater sul territorio”.

“Il progetto E’ Bal- ha concluso l’assessore-, contribuisce nella sua unicità non solo ad avvicinare il pubblico all’affascinante mondo della danza, ma anche ad accrescere l’interesse e la fiducia di istituzioni e operatori nei confronti del sistema culturale dell’Emilia-Romagna: una realtà metropolitana che può diventare sempre più un grande polo della creatività in Italia”.

“Oggi il progetto di E’Bal si rafforza soprattutto sul piano strategico, di visione complessiva, di opportunità- ha dichiarato la presidente di Ater, Patrizia Orsola Ghedini -è un rafforzamento, in sostanza, capace di presidiare tutti gli aspetti della filiera della danza: dalla ricerca alla formazione, dal sostegno dei giovani autori alle performance negli spazi urbani, dalle residenze creative alla produzione degli spettacoli, alla loro circuitazione, fino alla formazione del pubblico, agli incontri con gli artisti e agli strumenti di accesso come l’utilizzo di una specifica card. Ognuno dei soggetti rappresenta un pezzo importante di questa strategia. Questo per me è E’Bal e per questo ringrazio tutti coloro che hanno aderito al progetto.
“Questo- ha concluso Ghedini- è un risultato sicuramente importante, ma ciò che è ancora più importante è si dà avvio ad un grande laboratorio della danza contemporanea che rappresenta un unicum, anche nel panorama nazionale.  Ed Ater metterà il massimo impegno nello svolgere il suo ruolo di capofila per essere all’altezza di questo compito”.

 Presente alla conferenza stampa anche il direttore di Ater Fondazione Roberto De Lellis.

Dieci gli appuntamenti estivi, dal 22 maggio al 4 settembre, che anticipano il calendario a cui la rete sta già lavorando e che prevede un programma ricco di appuntamenti e incontri, a partire da settembre 2021.  Il programma estivo coinvolge in particolare il Teatro Alice Zeppilli di Pieve di Cento (Bo), il Teatro Dimora Mondaino (Rn) e il Teatro Petrella di Longiano (Fc).

 

Il progetto:

Nato in Romagna nel 2018 (da qui il nome E’BAL, che in dialetto significa il ballo) il progetto ha da subito perseguito lo scopo di rendere la Regione Emilia-Romagna il punto di riferimento della danza contemporanea italiana, collegando alcune tra le principali realtà del territorio, da quest’anno ancora più numerose con l’adesione di nuovi partner provenienti da Bologna e Ravenna.

I soggetti che condividono il progetto dalle origini sono: L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, il Comune di Rimini, Cronopios, Santarcangelo dei Teatri, Riccione Teatro, il Teatro del Drago, gli Istituti Culturali della Rep. di San Marino. Dal biennio 2021-2022 entrano in rete anche Cantieri Danza di Ravenna, e le bolognesi Associazione Danza Urbana e Associazione Liberty.

ATER Fondazione, oltre a essere l’ente capofila, partecipa al progetto di rete condue spazi del suo Circuito: il Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno (Bo) e il Salone Snaporaz di Cattolica (Rn).

 

Assemblea dei Soci Hera: approvati bilancio 2020 e dividendo in crescita a 11 centesimi.

 

Comunicato stampa Gruppo Hera.

Fondamenta solide e risultati in crescita, grazie a una buona gestione operativa, finanziaria e fiscale. Confermata la centralità della creazione di valore condiviso per stakeholder e territori, come testimoniato anche dall’introduzione del concetto di corporate purpose nello Statuto Sociale.

Si è riunita questa mattina a Bologna l’Assemblea ordinaria e straordinaria dei Soci Hera, che ha approvato il bilancio d’esercizio 2020 e la distribuzione di un dividendo in rialzo a 11 centesimi per azione (+10% rispetto all’ultimo dividendo pagato), un’ulteriore conferma della creazione di valore per stakeholder e territori. Tra le diverse deliberazioni assunte, l’Assemblea ha provveduto all’approvazione anche di alcune modifiche dello Statuto Sociale, con l’introduzione in particolare del concetto di corporate purpose. All’Assemblea è stato inoltre presentato il bilancio di sostenibilità 2020 (dichiarazione consolidata non finanziaria redatta ai sensi del D.Lgs. 254/2016).

Approvazione del bilancio 2020 con risultati in crescita:

Nella seduta ordinaria l’Assemblea ha approvato il bilancio economico 2020, che ha evidenziato un miglioramento dei principali indicatori economico-finanziari, grazie a un modello multibusiness solido, efficiente e sostenibile, e a una buona gestione operativa, finanziaria e fiscale. Nonostante l’emergenza sanitaria che ha colpito il Paese, la multiutility è riuscita a chiudere positivamente l’esercizio garantendo qualità e continuità dei servizi e, al tempo stesso, a tutelare con azioni concrete i propri stakeholder, a partire da lavoratori, clienti e fornitori.

I ricavi sono saliti a 7.079,0 milioni di euro (+2,4%), il MOL è cresciuto a 1.123,0 milioni (+3,5%) e l’utile netto di pertinenza degli Azionisti ha raggiunto i 302,7 milioni (+0,6%). Gli investimenti netti sono stati pari a 528,5 milioni (+3,8%), mentre la posizione finanziaria netta è migliorata a 3.227,0 milioni (rispetto ai 3.274,2 milioni del 2019). Grazie alla doppia leva dell’aumento del MOL e della diminuzione della PFN, il rapporto PFN/MOL è sceso a 2,87x (rispetto ai 3,02x del 2019), a riprova della solidità patrimoniale e finanziaria.

I positivi risultati 2020 confermano il posizionamento del Gruppo Hera tra le maggiori multiutility italiane sia per capitalizzazione sia per attività gestite – primo operatore nel settore ambientale, secondo nel servizio idrico integrato, terzo nella vendita di energia – e pongono le basi per cogliere opportunità di ulteriore sviluppo.

Un percorso di crescita ininterrotto sin dalla nascita, nel 2002: il MOL si è più che quintuplicato e l’utile netto è cresciuto di oltre 9 volte. I numeri, inoltre, testimoniano, ancora una volta, la validità della strategia multibusiness adottata: un modello bilanciato tra attività regolamentate e a libero mercato, e che unisce la crescita interna con lo sviluppo per linee esterne, facendo efficienze e sinergie, a vantaggio dei territori in cui opera.

 

Al via la distribuzione di un dividendo in crescita a 11 centesimi per azione:

L’Assemblea ha quindi approvato la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire un dividendo di 11 centesimi per azione, in crescita del 10% rispetto all’ultimo dividendo pagato e in rialzo rispetto a quanto previsto nel Piano industriale per l’esercizio in corso.

Si riconferma quindi una forte attenzione alla creazione di valore per gli azionisti: di questo incremento beneficerà infatti tutta la politica di remunerazione prevista nel Piano industriale, in quanto sarà applicata alla nuova base di partenza, consentendo così di arrivare a un dividendo di 13 centesimi per azione al 2024, con una crescita costante anno per anno. L’aumento dell’esborso finanziario dei dividendi previsti in arco Piano sarà, inoltre, coperto integralmente dalla cassa generata nel 2020.

Lo stacco della cedola avverrà il 5 luglio 2021, con pagamento a partire dal 7 luglio 2021. Il dividendo sarà corrisposto alle azioni in conto alla data del 6 luglio 2021. Il dividendo erogato, in base alla quotazione del titolo Hera al 31/12/2020, corrisponde a un rendimento annuo del 3,7%.

 

Il bilancio di sostenibilità: MOL a valore condiviso in crescita a 420,0 milioni:

Durante l’Assemblea è stato inoltre presentato il bilancio di sostenibilità 2020, che evidenzia come il miglioramento degli indicatori economico-finanziari proceda di pari passo con la creazione di valore condiviso e le positive ricadute sui territori, nell’interesse delle comunità servite.

Nel 2020 il MOL a valore condiviso – ovvero delle attività di business che, oltre a generare margini operativi, rispondono agli obiettivi per una crescita sostenibile dell’Agenda Onu e, più in generale, delle politiche a livello nazionale e internazionale – è salito a 420,0 milioni di euro (+7,2%), pari al 37,4% del MOL complessivo. Un risultato in linea con la traiettoria segnata dal Piano industriale, che proietta al 2024 questo valore a quota 648 milioni, quasi il 50% del totale. A riprova della crescente attenzione alla sostenibilità, lo scorso anno oltre la metà degli investimenti complessivi (circa 297,4 milioni, pari al 55,5% del totale) sono stati destinati a iniziative e progetti finalizzati alla creazione di valore condiviso.


La creazione di valore condiviso entra nello Statuto:

Un ulteriore passaggio importante approvato dall’Assemblea dei Soci riguarda l’introduzione nello Statuto Sociale di Hera, tra le prime aziende in Italia, del concetto di “Scopo” con focus sulla creazione di valore condiviso. In particolare, è stato inserito un ulteriore paragrafo nell’articolo 3 per esplicitare il corporate purpose, ovvero gli obiettivi che la multiutility si prefigge di raggiungere nello svolgimento dell’attività di impresa, e ribadire così il proprio impegno per la sostenibilità, che la caratterizza fin dalla nascita.

Il nuovo paragrafo recita così: “La Società attua un modello di impresa con l’obiettivo di creare valore nel lungo termine per i propri azionisti attraverso la creazione di valore condiviso con i propri stakeholder. A tal fine la Società organizza e svolge attività di impresa anche con la finalità di favorire l’equità sociale e di contribuire al raggiungimento della neutralità di carbonio, alla rigenerazione delle risorse e alla resilienza del sistema dei servizi gestiti, a beneficio dei clienti, dell’ecosistema territoriale di riferimento e delle generazioni future”.

Lo Statuto così aggiornato – in linea con il nuovo Codice di Corporate Governance di Borsa Italiana e le best practice a livello di disciplina europea – consente al Gruppo Hera di rafforzare ulteriormente il suo impegno nella transizione energetica e nell’economia circolare, attraverso l’innovazione e la digitalizzazione, nonché nella promozione dell’equità sociale.

 

Le altre deliberazioni approvate:

L’Assemblea ha approvato, inoltre, il rinnovo dell’autorizzazione al Consiglio di Amministrazione all’acquisto di azioni proprie (e modalità di disposizione delle medesime), per un controvalore fino a 240 milioni di euro per 18 mesi, con annessa revoca della precedente deliberazione dello scorso anno per la parte non eseguita. Il rinnovo dell’autorizzazione all’utilizzo delle azioni proprie è stato richiesto per perseguire le finalità consentite dalla normativa e dalle prassi di mercato ammesse, al fine di aumentare la creazione di valore, nell’ambito di operazioni poste in essere anche da società del Gruppo, per le quali si concretizzino opportunità di investimento e per operazioni di emissione di strumenti finanziari.

L’Assemblea ha, infine, approvato la Relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti ed è stata presentata la relazione sul governo societario.

 

Gli zoccoli di Serafina

 

La contessa Maria Lucrezia Cenaroli, detta Malù, cadde dalle scale.
Inciampò nell’ultimo gradino della scalinata che da Villa Canaroli scende al parco privato che costeggia il Lungono. Un parco molto curato, pieno di piante bellissime, alcune molto vecchie e con tronchi rugosi, altre più giovani, piene di vita. Oltre agli alberi nel parco vivevano diverse specie di animali: cerbiatti, tartarughe, cigni, aironi, anatre e oche. C’era anche un laghetto, con tanto di ponticello per le passeggiate primaverili dei conti.
– Aiuto, aiuto – urlò la contessa dal fondo delle scale, afflosciata sull’ultimo gradino come un gelato alla crema.

Serafina, la cameriera personale della contessa, uscì dalla grande porta a vetri che separava la villa dal poggiolo e dalla scala che portava al parco, e si avviò di corsa verso i gradini per scendere più in fretta possibile. Con la divisa nera svolazzante e gli zoccoli di legno che ticchettavano veloci, sembrava un bel corvo pronto a spiccare il volo. Cominciò a scendere a precipizio, saltando i gradini due a due per arrivare in fretta da Malù. Così correndo scivolò sul terzultimo gradino, fece uno strepitoso balzo e atterrò sulla contessa, spiaccicandola definitivamente a terra.
– Aiuto, aiuto – urlò per la seconda volta la contessa.
Indissolubilmente Malù e Serafina si mescolarono con la terra soffice e l’erba selvatica del giardino che iniziava appena finita la scala e là restarono confuse e capovolte.

Uno dei giardinieri vide da lontano un mucchio di terra che si muoveva e si spaventò. Cosa poteva mai essere quel mucchio vicino alle scale? Un animale selvatico? Ma che animale era? Visto da dove si trovava lui, il mucchio sembrava molto grosso e aveva una strana forma. Si muoveva in maniera scomposta, ondeggiando un po’ di qua e un po’ di là. Ma cos’era? Il giardiniere abbandonò gli attrezzi che stava usando per rastrellare le foglie e corse verso il mucchio.

Mentre si avvicinava vide che si trattava di Malù e Serafina e pensò: “Ma come hanno fatto quelle due a cadere a quel modo e a finire una sopra all’altra?”. Così pensando si distrasse dai suoi piedi, scivolò su un tratto dove l’erba era appena stata innaffiata, le sue gambe si alzarono verso l’alto mentre il sedere rimaneva più o meno dov’era e le braccia iniziavano un inutile turbinio.
Spiccò per un attimo un volo imprevisto e poi atterrò direttamente col sedere su Serafina e Malù. – – Aiuto, aiuto – urlò per la terza volta la contessa.

Ma che mai facevano quelle tre persone mescolate al fango e all’erba?. Un grande pasticcio era appena successo. In quel mucchio si vedevano degli zoccoli, una camicia a quadri, una vestaglia nera, del pantaloni di velluto, una gonna di lana, una sottoveste di seta. Mani, braccia, gambe, sei o sette occhi, non si capiva bene. Una gran confusione.

Il maggiordomo e il secondo giardiniere erano nel frattempo usciti sul poggiolo e guardavano la scena esterrefatti. Si vedeva, mescolate all’erba e al fango, un gran mucchio di persone appena giù dalle scale. Erano una sopra all’altra come un grosso sandwich umano multicolore e dalla forma semovente.
Il maggiordomo disse al secondo giardiniere:
– Ma cosa sta succedendo laggiù?
– Non so. Si sono seduti uno sopra all’altro.

Il secondo giardiniere temeva il maggiordomo che era colui che gli pagava lo stipendio tutti i mesi e pensò che doveva trovare una giustificazione plausibile alla scena che stavano vedendo. Disse:
– È passato un deltaplano, tutti stavano con la faccia in su a guardarlo e sono scivolati uno sopra all’altro.
– Sono scivolati?
– Si – continuò il secondo giardiniere – se si cammina guardando per aria e non dove si mettono i piedi, si può finire su un’altra persona senza accorgersene. Quando te ne accorgi è troppo tardi e la travolgi, rischi perfino di toglierle il respiro.

“Ma cosa sta dicendo questo?” pensò il maggiordomo. “Deve avere visto un po’ troppi film alla Tv.
E poi ora perché i malcapitati stanno lì, seduti uno sopra all’altro senza rialzarsi subito?”.
Il maggiordomo era infastidito dalla scena. Era una scena scomposta, niente era al suo posto, l’ordine gerarchico sovvertito, la distanza tra i sessi e tra i ruoli distrutta dal quel mucchio di gente. Più guardava la scena e più sentiva aumentare l’ansia.

C’era qualcosa di rivoluzionario in quel miscuglio. Come era possibile che si fosse confuso l’ordine che regnava indiscusso a villa Canaroli? Come ripristinarlo subito e far sparire le tracce del brutto accadimento mattutino? Forse si poteva chiedere all’associazione dei deltaplanisti di scegliere traiettorie alternative, che escludevano la villa e anche il parco. Perché un uomo volante era passato sopra la testa della contessa Malù, di Serafina e del primo giardiniere causando quell’ammasso riprovevole e scandaloso?

In fondo alle scale c’era un groviglio umano di due donne e un uomo. Si vedeva che era così, anche se l’uomo aveva del fango sui vestiti e le due donne la gonna attorcigliate intorno alle gambe. Una delle due aveva anche la gonna alzata fino al ginocchio e si vedevano le calze. Poi c’erano degli zoccoli. Uno a terra e uno rovesciato sul terzultimo gradino con il tacco verso l’alto. Una situazione inaudita e imbarazzante.

– Ma cosa ci fanno là degli zoccoli? – chiese il maggiordomo al secondo giardiniere, sempre più agitato.
Anche il giardiniere si agitò. Per quale motivo il maggiordomo voleva sapere cosa facessero là gli zoccoli di Serafina? Era chiaro cosa ci facevano là, erano attaccati ai piedi della cameriera prima che cadesse e ora erano finiti a terra. “Devo pensare a una risposta intelligente” pensò.
E poi disse:
Gli zoccoli sono la versione femminile delle pantofole, mentre le femmine usano gli zoccoli, i maschi preferiscono le pantofole.
Le pantofole? Cosa c’entrano adesso le pantofole? Appartengono a un altro ceto sociale, sono tutt’altro! – urlò il maggiordomo.
– Le pantofole c’entrano perché, se di buon pellame, sono morbide, calde e accoglienti e i maschi, che amano le comodità, le preferiscono. – Rispose quell’impertinente del secondo giardiniere.

Il maggiordomo pensò che non aveva mai visto il giardiniere sotto la sua vera luce. Un uomo dalle dubbie doti morali, che usava dei brutti esempi per spiegare gli strani e inspiegabili accadimenti della vita. Lo doveva interrogare meglio.
– Ma non ti sembra una brutta cosa paragonare le pantofole agli zoccoli? Cosa c’entrano?
Il secondo giardiniere capì che c’era qualcosa che non andava nella conversazione e che il maggiordomo era diventato sempre più agitato e nervoso. Cercò allora di rimediare, senza sapere da che parte dirigere il discorso, perché non sapeva cosa l’avesse fatto deragliare. Forse c’era qualcosa di sconveniente nell’attribuire alle femmine la preferenza delle zoccoli e ai maschi quella delle pantofole. Doveva rimediare alla gaffe.
– Io le pantofole le consiglierei a tutti, anzi proprio a tutti! E non ne farei una questione di maschi o femmine! Per quel che mi riguarda i maschi possono benissimo usare gli zoccoli e le femmine possono benissimo usare le pantofole. Anzi possono fare entrambe le cose. Sia i maschi che le femmine possono usare sia gli zoccoli che le pantofole. – disse preoccupato.

Nel cervello del maggiordomo si fece luce l’idea che doveva licenziare quel rivoluzionario irrispettoso e volgare del secondo giardiniere. Decise quindi di interrogarlo meglio.
– Ma tu che sei un giardiniere e che ami i fiori ti sembra una bella cosa che tutti i fiori vengano considerati belli allo stesso modo?
– Certo! – disse il giardiniere… e con quella affermazione firmò il suo licenziamento.

Da Unife un innovativo progetto di ricerca per identificare le sequenze genomiche del SARS-CoV-2 e le varianti.

Comunicato stampa Università degli studi di Ferrara.

La dottoranda Chiara Mazziotta vince il premio della Fondazione Carlo Erba:

Dai laboratori Unife nasce un approccio innovativo per analisi più veloci e accurate per l’identificazione delle sequenze genomiche del SARS-CoV-2, sia negli asintomatici che nei pazienti affetti da Covid-19.

Il progetto scientifico innovativo per la diagnostica di laboratorio, è di Chiara Mazziotta, dottoranda del terzo anno di corso in Medicina Molecolare dell’Università di Ferrara, che ha messo a punto un nuovo protocollo di amplificazione del genoma del virus corona SARS-CoV-2 mediante l’innovativa tecnica di Droplet Digital PCR (ddPCR), con tutore scientifico la Professoressa Fernanda Martini.

Grazie a questo progetto Chiara Mazziotta si è aggiudicata il premio nazionale della Fondazione Carlo Erba di MilanoCecilia Cioffrese – Malattie Virali” 2020-2021.

“Con questa tecnica – spiega la Dott.ssa Mazziotta – è possibile ottenere una quantificazione assoluta delle copie virali presenti nel campione da analizzare. La ddPCR è una metodica molto sensibile in grado di individuare la presenza di una singola molecola di genoma virale. Il nuovo protocollo messo a punto nei nostri laboratori consentirà di rilevare accuratamente sequenze specifiche del gene spike (S) di SARS-CoV-2 utilizzando coppie di oligonucleotidi e sonde specifici per questo virus corona. Questa strategia permetterà di distinguere la presenza del genoma SARS-CoV-2, da quella di altri virus corona omologhi. In questo modo è possibile amplificare tratti di genoma che possono essere mutati nei diversi ceppi consentendo di evidenziare le varianti virali sia mediante ddPCR che con il successivo sequenziamento del tratto di genoma amplificato”.

“Le varianti – prosegue Mazziotta – derivano da errori durante la replicazione virale nelle cellule dell’ospite infettato. Questo è un fenomeno naturale e totalmente casuale che potrebbe avvenire in ogni singolo individuo infettato dal virus, potrebbero quindi formarsi anche nella nostra comunità. L’unico modo per identificarle è il sequenziamento del genoma, analisi che permette di determinare la corretta sequenza nucleotidica di specifici geni o frazioni del genoma virale che putativamente sono mutate. Un esempio, il virus corona SARS-CoV-2 può essere analizzato nella frazione o gene che codifica per la proteina Spike, la quale come è noto svolge un ruolo chiave nell’infezione e nell’ingresso del virus nelle cellule”.

Ma quali sono le differenze con i metodi utilizzati oggi? “Rispetto ai metodi utilizzati finora questo nuovo approccio è più affidabile e accurato in termini di identificazione del genoma di SARS-CoV-2. Inoltre, è più rapido e consente di amplificare una frazione di genoma virale utile anche per discriminare le varianti del virus. Grazie alla rilevazione anche di una bassa carica virale in soggetti/pazienti sia asintomatici che sintomatici è possibile una più rapida e adeguata gestione della malattia Covid-19”, conclude la Dott.ssa Mazziotta.

 

Ferrara Musica riparte dal vivo con quattro concerti tra maggio e giugno al Teatro Comunale “Claudio Abbado”.

 

Comunicato stampa Ferrara Musica.

“FERRARA MUSICA RIAPERTURE”: QUATTRO CONCERTI AD ALTA FREQUENZATRA MAGGIO E GIUGNO PER ASCOLTARE DAL VIVO ALCUNI DEI PIÙ IMPORTANTI CAPOLAVORI CAMERISTICI

 Riaprono i teatri in tutta Italia e anche Ferrara Musica può finalmente riprendere la propria attività. Si ricomincia esattamente da dove ci si era fermati: verranno infatti proposti al Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado”, tra maggio e giugno, quattro dei concerti sospesi lo scorso autunno a causa dell’emergenza sanitaria, in un cartellone intitolato significativamente “Ferrara Musica Riaperture: concerti ad alta frequenza”.

Sarà infatti una programmazione intensa, con tre appuntamenti in maggio nella stessa settimana, e uno calendarizzato dopo la metà di giugno, per ascoltare finalmente dal vivo capolavori della musica da camera di tutti i tempi.

Questo è il calendario previsto: lunedì 17 maggio aprirà il pianista Andrea Lucchesini, impegnato in un programma sospeso tra Beethoven e Schumann; martedì 18 maggio sarà il turno del Trio di Parma, con musiche di Beethoven e Ravel; venerdì 21 maggio suoneranno in duo il violinista Marco Rizzi e il pianista Roberto Arosio, interpretando brani di Prokof’ev e Beethoven; infine, giovedì 17 giugno chiuderà il cartellone delle riaperture il Quartetto di Cremona, proponendo il Movimento di Quartettoe il Quartetto numero 6 di Fabio Vacchi, accostati al celebre Quartetto “La morte e la fanciulla” di Schubert.

I concerti inizieranno alle 19 e il pubblico potrà accedervi con i biglietti già in proprio possesso per le date degli scorsi novembre e dicembre. Chi invece fosse interessato ad acquistarli, potrà farlo a partire da lunedì 10 maggio online sul sito www.ferraramusica.it o direttamente in biglietteria nei consueti orari. I prezzi sono quelli comunicati a inizio stagione e vanno da 7,5 euro (biglietto con riduzione giovani al 4° ordine di palchi) a 25 euro (biglietto intero platea).

Fials: Giornata per sicurezza e salute sul lavoro faccia riflettere su infortuni dei sanitari.

 

Comunicato stampa FIALS.

Covid, Fials: Triplicati casi di infortunio dei sanitari, Giornata mondiale per sicurezza e salute sul lavoro deve far riflettere su prevenzione.

28 apr. – “Niente è più attuale nel periodo storico che stiamo vivendo e che vede triplicati i casi di infortunio sul lavoro per il personale sanitario e socio assistenziale: questa giornata costituisce un momento significativo di riflessione per i lavoratori, i datori di lavoro, le organizzazioni datoriali e sindacali, governi e enti di tutto il mondo, al fine di approfondire le problematiche legate all’importanza della prevenzione degli infortuni e delle malattie in ambito lavorativo. La categoria più colpita dalla pandemia resta allo stato attuale quella degli operatori sanitari con circa un terzo delle morti esaminate nell’ultimo report Inail aggiornato al 31 marzo”. Così Giuseppe Carbone, segretario generale della Fials, in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro.

Dalla rilevazione della Consulenza statistico attuariale Inail, che ha preso in analisi i lavoratori contagiati divisi per professione, emerge che “ancora una volta il personale sanitario e socio- assistenziale risulta essere stato il più colpito – ribadisce – con il 38,5% dei casi denunciati, l’82,7% dei quali relativi a infermieri, e l’11,4% dei decessi codificati (il 67,7% infermieri)”. Seguono gli operatori socio-sanitari con il 19% delle denunce (e il 5,2% dei decessi), i medici con l’8,8% (6,8% dei decessi), gli operatori socio-assistenziali con il 7,2% (2,8% dei decessi) e il personale non qualificato nei servizi sanitari (ausiliario, portantino, barelliere) con il 4,8% (4,1% dei decessi). Tra le altre professioni spiccano gli impiegati amministrativi, con il 4,2% delle denunce e l’11,1% dei casi mortali.

“Per le professioni sanitarie – sottolinea Carbone – si osserva una progressiva riduzione dell’incidenza dei casi tra le prime due fasi, a fronte di una risalita nella terza. In particolare la categoria dei tecnici della salute, per la maggior parte infermieri, è passata dal 39,2% del primo periodo di ‘lockdown’ al 23,4% di giugno-settembre, per poi ritornare al 38,7% nell’ultimo semestre”. “Un fatto grave – conclude il segretario generale Fials – da cui si evince l’impreparazione delle strutture che dovevano essere state poste in sicurezza, per non parlare dei Dispositivi di protezione non a norma distribuiti in corsia su cui sono in corso le verifiche della magistratura”. Gli infortuni 2020 in sanità, com’è tristemente noto, erano già stati tre volte quelli del 2019 e in tre quarti dei casi hanno riguardato il contagio da Covid-19.

Aumenti stratosferici del +206% su base annua, dai 27.500 casi del 2019 a 84mila del 2020, con punte superiori al +750% a novembre, tra il +400% e il +500% a marzo, aprile, ottobre e dicembre, confrontando i mesi con quelli dell’anno precedente. La Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, sostenuta dall’ILO, International Labour Organization, ha lo scopo promuovere la giustizia sociale e un lavoro dignitoso. L’agenzia delle Nazioni Unite chiede migliori politiche nazionali in materia di sicurezza e salute sul lavoro, quadri istituzionali e normativi integrati nella risposta alle crisi, nonché sistemi di sicurezza e salute sul lavoro resilienti per le emergenze pandemiche future.

 

CIV “Bronze Sponsor” protagonista del Simposio internazionale della fragola.

 

Comunicato stampa CIV-Consorzio Italiano Vivaisti.

Diamanti e Leis: “Siamo presenti su tutto il panorama mondiale della fragolicoltura nel segno della sostenibilità economica ed ambientale”

CIV-Consorzio Italiano Vivaisti di San Giuseppe di Comacchio (FE) sarà parte attiva e protagonista del prossimo 9° Simposio ISHS-ISS (Simposio Internazionale della Fragola), organizzato dal Crea e dall’Università Politecnica delle Marche (online dall’1 al 5 maggio). Un appuntamento scientifico prestigioso, di rilevanza mondiale, che tutto il mondo della fragola aspetta e che torna in Italia dopo oltre 30 anni.

A oggi sono quasi 800 le iscrizioni provenienti da tutto il mondo; una importante presenza scientifica arriverà dalla Cina, un paese-continente dove la fragola assume dimensioni produttive sempre più importanti, avendo raggiunto oggi oltre 3 milioni di tonnellate di produzione per 300.000 ettari di superficie.

CIV sarà protagonista del simposio in qualità di “Bronze Sponsor”, in quanto  supporter del “VIRTUAL TECHNICAL TOUR NORTHERN AREA”, nonché presente con le sue varietà anche nel “Virtual Technical Tour to Southern Areas”.

Il tour tecnico virtuale dal meridione alle zone settentrionali del Paese offrirà a giovani scienziati ed esperti del settore la possibilità di conoscere il sistema di produzione della fragola italiana altamente diversificato ed, in particolare, di visitare virtualmente vivai e aree di coltivazione nel Nord Italia: Cesena, Ferrara, Verona e Trento. Video provenienti da diverse aree di coltivazione saranno disponibili nella Biblioteca della piattaforma virtuale dall’inizio del Simposio fino a 1 anno dopo l’evento.

Alla presentazione ufficiale on line dell’evento sono intervenuti, tra gli altri, anche Jacopo Diamanti e Michelangelo Leis, breeders del CIV, che – collegati da una serra di Cesena – hanno esposto i caposaldi e risultati del programma di ricerca ‘Fragola’ del Civ, imperniato sulla sostenibilità economica ed ambientale.  “Il programma di miglioramento genetico del CIV nasce in Italia ma poi si sposta a livello globale: siamo presenti su tutto il panorama mondiale della fragolicoltura in oltre 60 Paesi con le nostre varietà unifere e rifiorenti”. CIV è sinonimo di qualità e rispetto per l’ambiente. Grazie alla consolidata esperienza, ai continui investimenti in Ricerca & Sviluppo, alla sinergia e cooperazione con i più qualificati centri di ricerca pubblici e privati a livello internazionale, CIV è da sempre impegnato nella innovazione varietale.

“Con le nostre varietà di fragole da Sud e da Nord (varietà unifere a basso fabbisogno di freddo, varietà unifere ad alto fabbisogno di freddo e varietà rifiorenti) – hanno detto i due breeders – siamo un centro di innovazione varietale di riferimento per i produttori a livello internazionale grazie a caratteristiche sensoriali di elevata qualità, adattabilità e resistenza alle principali patologie per rispondere alle esigenze della produzione, soddisfare differenti segmenti di clientela e preservare la natura”.

“Le nostre varietà come Clerypbr e Muranopbr – che sono leader in molti paesi europei – sono apprezzate per una grande resistenza agli stress biotici e abiotici e si prestano ad essere coltivate in situazioni di basso impatto ambientale, con un grande vantaggio per l’ambiente e il consumatore, che può disporre di frutti dalle ottime caratteristiche qualitative, ma dotate di grande salubrità”, è la conclusione dei due breeders del CIV.

Segui l’evento qui: https://www.webiss2021.com/

 

Scheda / CIV Programma breeding Fragola:

Attivo dal 1984, si è sviluppato lungo quattro linee di ricerca: fragole per ambienti a clima temperato mediterraneo, per ambienti a clima continentale, rifiorenti e varietà adatte alla trasformazione industriale. Utilizzo di tecniche classiche, e sviluppo di nuove varietà che garantiscano produzioni elevate e frutti di ottima qualità, assieme ad una naturale rusticità e vigoria delle piante, costituiscono obiettivi primari del CIV per offrire al mercato nazionale e a quelli internazionali non solo qualità ma il massimo della eco-sostenibilità.

Scheda / CIV – Consorzio Italiano Vivaisti:

Il CIV – Consorzio Italiano Vivaisti – è leader in Italia nell’innovazione varietale e nella produzione di materiali di propagazione certificati. Attivo dal 1983, con sede a San Giuseppe di Comacchio, in provincia di Ferrara, il CIV è composto dai tre vivai italiani leader nel settore: Vivai Mazzoni, Salvi Vivai, Tagliani Vivai. Attraverso la sinergia, l’esperienza e gli investimenti importanti nella ricerca, CIV è in grado di offrire prodotti all’avanguardia e più rispondenti alle esigenze del mercato. Il CIV, con grande lungimiranza, è impegnato da anni a selezionare varietà che possono fornire produzioni di alta qualità con ridotto fabbisogno energetico e basso impatto ambientale. Nel complesso i tre vivai producono ogni anno circa 5 milioni di portinnesti, 3,5 milioni di piante di mele, pere e drupacee, 150 milioni di piante di fragola. CIV è un membro fondatore dell’International New-varieties Network (INN), un’associazione mondiale di vivai che promuove lo scambio, la valutazione e la commercializzazione di nuove varietà nelle principali aree di produzione nel mondo.

 

 

De Palma: «Cosa succederà agli infermieri che si sono vaccinati a gennaio, se la scadenza del vaccino e’ sei mesi?»

 

Comunicato stampa Nursing Up.

Sanità, Nursing Up De Palma: «Per il Governo la validità del vaccino, dopo la seconda dose, è ufficialmente oggi di sei mesi. Lo afferma il recente Decreto Riaperture. Cosa succederà per gli infermieri che si sono vaccinati a gennaio? E’ prevista per loro una terza somministrazione? 

Il Presidente del Sindacato Nazionale Infermieri: «L’unica certezza, lo diciamo da settimane, è la strada della prevenzione. Solo la misurazione costante dei livelli anticorpali per gli operatori già vaccinati, che lavorano ogni giorno da oltre un anno nelle aree a rischio, ridurrà concretamente il numero di nuove infezioni tra i professionisti del SSN»

28 APR 2021 – «Il Decreto Riaperture prevede oggi diverse opzioni per muoversi tra le Regioni (tra cui una ipotetica Green Pass per chi è stato vaccinato). Il periodo di di durata delle coperture vaccinali non va oltre i sei mesi. Non siamo di fronte a un dato certo, diversi studi avrebbero dimostrato che in alcuni soggetti, in particolare quelli che si sono già ammalati, esiste una produzione di anticorpi superiore, così come siamo di fronte a vaccini che non sono propriamente efficaci al 100%, e questo certo non ci consente di dormire sonni tranquilli.

Da mesi il nostro Sindacato sta invitando le realtà ospedaliere del nostro Sistema Sanitario ad effettuare controlli in modo continuativo sugli operatori impegnati ogni giorno in prima linea: l’unica strategia con cui possiamo agire è la prevenzione, la tutela della salute di chi combatte quotidianamente per il bene dei cittadini. La misurazione dei livelli anticorpali rappresenta quindi oggi uno strumento indispensabile, per evitare che chi, ad esempio in condizioni di soggettiva fragilità, possa essere esposto al contagio anche dopo la seconda somministrazione.

I dati parlano chiaro, i recenti fatti di cronaca che abbiamo raccontato nei nostri comunicati stampa non sono fantasia: è accaduto e continuerà ad accadere, gli infermieri già vaccinati con la seconda dose possono re-infettarsi con il Covid».

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

«Ad oggi non è previsto nessun ulteriore richiamo per la vaccinazione per gli operatori sanitari: ci chiediamo, quindi, allo scadere dei 6 mesi stabiliti per l’immunità, come intende agire il nostro Governo, soprattutto come intendono agire i datori di lavoro che lo stesso codice civile indica come responsabili della tutela dei nostri infermieri dipendenti.

Non ci risulta, infatti, che le aziende sanitarie stiano provvedendo a sottoporre a screening finalizzati a misurare il dosaggio anticorpale di tutti i sanitari, e poi, qualora, di fronte ad uno specifico test, il livello anticorpale di un operatore sanitario dovesse rivelarsi basso, possiamo essere certi che il soggetto in questione sarà trasferito altrove o lasciato a casa?  Allo stato, in carenza di norme specifiche da parte del Ministero, dovremo rimetterci “al buon cuore” delle direzioni sanitarie, che ovviamente si muoveranno in maniera diversa tra loro. Non sarebbe più che opportuno che il Ministro della Salute agisca senza indugio, dando le necessarie indicazioni di coordinamento alle regioni?

In un Sistema Sanitario che si rispetti, figlio di un Paese Civile, esistono gli obblighi del personale sanitario, a cui attenersi per la tutela della salute dei pazienti, ma esistono anche una serie di doveri, fondamentali, alla base dell’organizzazione ospedaliera e sanitaria in genere, a cui il datore di lavoro deve attenersi. Perché anche gli infermieri vanno tutelati al pari dei malati.

E se davvero la validità di una vaccinazione per il nostro Ministero della Salute è oggi di sei mesi cosa succederà a chi, tra gli infermieri come tra gli altri operatori sanitari, si è vaccinato a gennaio scorso con la seconda dose? Come si comporteranno le Regioni alla scadenza dei sei mesi?

Non ci sono evidenze scientifiche che ci portano ad affermare, con certezza, che dopo sei mesi la protezione diminuisca, e questo ci potrebbe da una parte confortare. Ma non possediamo neanche la sicurezza che in tutti i soggetti si verifichino le medesime condizioni temporali di immunità. Alcuni importanti studi effettuati sul vaccino moderna, ad esempio, parlano di una efficacia di nove mesi. Fissare limiti così stringenti rischia di creare ancora più caos dal punto di vista organizzativo per una sanitaria già traballante sotto questo aspetto.

Ma alla fine occorre applicare le regole che il Governo ha previsto, e quindi se davvero sono 6 i mesi di validità dei vaccini, almeno sulla carta, tutti gli operatori sanitari dovranno essere chiamati, volta per volta, ad effettuare la terza dose, questo appare evidente. Non possiamo certo svuotare le corsie…

Quindi ci troviamo di fronte all’ennesimo controsenso: il Governo indica in sei mesi dalla seconda dose il periodo di validità del vaccino, ma non chiarisce affatto come dovranno agire gli operatori sanitari che usciranno fuori copertura, cioè coloro che raggiungeranno la fatidica soglia del limite semestrale», conclude De Palma.

FANTASMI
Il fantasma della vendetta

 

Roma, Primavera 2005
– Ragazzo, stiamo chiudendo. Non ce l’hai una casa? – disse bonariamente il bibliotecario, sorridendo.
– Veramente ce l’ho, ma purtroppo non c’è gente simpatica come te! – ribattei, contraccambiando il sorriso.
In effetti sono solito trattenermi fino all’orario di chiusura, se non oltre, quando faccio le mie ricerche serali dopo l’università. Ormai mi conoscono, e sono tollerato.
Quello che faccio, invece, non lo divulgo molto volentieri, anche perché molti non capirebbero. È difficile mettersi nei panni di mio padre. È difficile mettersi nei panni di un poliziotto degli anni Settanta.

Roma, Autunno 1979
– Ispetto’, che dobbiamo fa’? Lo chiude lei il verbale dell’arresto?
– Sì Proietti, vai pure. So che è il compleanno di tua figlia. Anzi, falle gli auguri da parte mia.
– Grazie Ispetto’, a domani.
– A domani Proietti. E se vi avanza una pastarella, ricordati di portarmela. Lo sai che adoro quelle che fa tua moglie.
– Comandi!
– Finiamo di scrivere ‘sto verbale. Ma possibile che questo qua lo abbiamo arrestato ieri e oggi stava di nuovo in giro a rubare? Sinceramente a quest’ora meglio non farsi troppe domande. Un bel timbro e il verbale è chiuso. Domani è un altro giorno, e lo inizierò con una bella pasta alla crema! – pensò l’Ispettore.
Scese dalle scale della questura con fare sicuro, si sistemò la fondina ascellare e salutò gli agenti nella guardiola. Una volta fuori dall’edificio tirò su il bavero del giaccone per proteggersi dal freddo, incamminandosi verso la sua macchina, parcheggiata poco distante. Arrivato alla portiera si pulì gli occhiali e nel farlo notò il riflesso di un luccichìo alle sue spalle. Il luccichìo di una pistola.

Roma, Autunno 1979. Il giorno seguente
– Ispetto’, poi non dica che non la penso – disse Proietti, entrando con un vassoio di paste appena fatte nell’ufficio dell’Ispettore Grazioli.
– Proietti ma che stai facendo? – rispose il vicequestore Annibaldi, visibilmente turbato.
– Buongiorno Dottore, cercavo l’Ispettore, gli ho portato le paste…
– Non hai sentito il TG stamattina?
– No – disse l’agente Proietti.
– Allora è meglio se ti siedi – disse il vicequestore Annibaldi.
A quelle parole seguì una sguardo, uno solo, e fu sufficiente per capire cos’era accaduto. Il vassoio si rovesciò, riversando il suo contenuto tra la disperazione dei due colleghi.

Roma, Estate 2005. Dieci giorni alla partenza
– Nicaragua? Hai capito Alfredo! Se ne va in Centro America! – disse Filippo con una certa sorpresa.
Ecco spiegato perché non mi piace dire ai quattro venti che cosa cerco affannosamente, quando passo i pomeriggi in biblioteca. La maggior parte delle persone capisce subito male, e io perdo la pazienza. A me non importa un accidente del Centro America, anzi, non avrei mai voluto fare quel biglietto. O forse sì, per andarci con una bella ragazza, non da solo. Il problema è che se lo dicessi a qualcuno, quello che vorrei andare a fare, mi bloccherebbero subito. E farebbero bene. Perché andare in un Paese che non conosci, dove si parla una lingua che non conosci, dove non hai nessun contatto, al solo scopo di cercare qualcuno che ventisei anni fa ha sparato a tuo padre, uccidendolo, non è una cosa normale. Ma d’altra parte cos’è la normalità? Non conoscere mai chi ti ha amato prima ancora che nascessi, mentre altri se ne vanno al mare con le mani sporche di sangue? Oppure, come è capitato al suo compare, uscire di galera dopo solo quattordici anni, nonostante gli ergastoli che hai alle spalle?
Non c’è un solo filo logico in tutto questo, ma non me ne importa. Ormai è deciso.

Roma, Estate 2005. Quattro giorni alla partenza
Mi piace fare i dolci alla crema. Mi piace farli ma non li assaggio mai: non importa quanto zucchero ci metta, mi lasciano sempre un retrogusto amaro. Ai miei amici piacciono molto, e in fondo va bene così. Gliene ho appena portato uno, ci siamo visti per un saluto: tra poco ci dividiamo per le vacanze. Sempre che così possano chiamarsi le mie. Ora comunque non voglio pensarci, sta arrivando l’autobus e ho fretta di tornare a casa.
Salgo sul bus affollato e, con un po’ di fortuna, trovo un posto a sedere. Mi metto comodo, ho ancora diverse fermate davanti a me.
A un certo punto, mentre ripercorro mentalmente le varie tappe che mi sono prefissato per il Nicaragua, un voce flebile cattura la mia attenzione.
– Giovanotto, mi farebbe sedere per cortesia?
Alzo lo sguardo e vedo un signore attempato con un’aria spenta e gli occhi malinconici. Abbozzo un sorriso e mi alzo per fargli spazio.
L’autobus è pieno, nel corridoio si passa male. Mentre mi scanso per agevolarlo, struscio leggermente sulla sua manica sinistra, scoprendogli il tatuaggio che ha sul polso. Al primo colpo d’occhio lo riconosco subito: è il simbolo del gruppo terroristico che ha ucciso mio padre. Alzo lo sguardo e sento un brivido lungo la schiena: ma certo, come ho fatto a non riconoscerlo?  È mister “quattordici anni di galera”, quello che non ha scontato neanche la metà della pena per i disastri che ha combinato.
Devo aver fatto una faccia strana, il vecchietto non ha più quell’aria docile che aveva prima. Sento la tensione montare, sparisce tutto intorno a me: siamo solo io e lui. Il suo sguardo adesso è più vigoroso, mi pare che abbia i muscoli della mascella contratti, anche se non ne sono sicuro. Potrebbe avermi riconosciuto a sua volta? Lo escludo, non ero nemmeno nato all’epoca. Sono sempre stato molto riservato, e poi alla stampa i familiari delle vittime interessano poco. Loro vogliono vedere i cadaveri a terra, quelli sì che fanno notizia.
Il vecchio fissa continuamente la mia tasca, e in quel momento mi accorgo che sto stringendo con la mano destra il coltello ancora sporco di crema con cui ho tagliato il dolce. Sento i battiti che aumentano rapidamente, mentre dalla fronte del vecchio scende una goccia di sudore.
Tiro fuori una mano dalla tasca, ma è la sinistra: prenoto la fermata, e anche se non sono ancora arrivato a casa scendo appena possibile, con l’autobus ancora in movimento.
Faccio qualche passo e lo vedo ripartire: il vecchio mi guarda dal finestrino. Non so se ha capito. Gli è comunque ritornato lo sguardo buono.
Continuo a camminare e appena trovo un cestino getto via sia il biglietto dell’autobus che il biglietto aereo per il Nicaragua, allontanandomi a passo veloce dalla parte peggiore del mio passato.
A quel punto rimetto le mani in tasca e sento nuovamente il coltello. Lo tiro fuori e lecco un po’ della crema che è rimasta attaccata. Stavolta ha un sapore buono. È dolce.

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