Giorno: 29 Aprile 2021

Il mondo tra deficit e risparmio:
Un 2020 da ricordare

 

Il 2020 sarà un anno da ricordare, su questo non ci sono dubbi. Dal punto di vista finanziario è successo tanto, i governi sono scesi in campo per combattere la pandemia incrementando i deficit pubblici, eguagliando e superando addirittura i livelli della Seconda Guerra mondiale.
Ovviamente le misure, sotto forma di politiche fiscali, sono state diverse a seconda dei paesi e hanno riflettuto, in genere, il portafoglio di ognuno.
Di conseguenza, a fronte di un deficit contenuto della ricca e potente Germania che ha registrato un 4,2 per cento, c’è il Giappone che pur essendo stato meno colpito ha aumentato il deficit del 9.2 per cento, fino agli Stati Uniti che sono arrivati al 15,8 per cento. Biden, per il 2021, ha proposto complessivamente uno stimolo fiscale di 1.600 miliardi di dollari.
L’Italia è arrivata ad un deficit del 10,8 per cento e ha speso poco più di 178 miliardi di euro per sopperire ai danni causati dalla pandemia.

È interessante notare che, secondo i dati dell’Abi, i depositi bancari degli italiani sono aumentati da gennaio 2020 a gennaio 2021 di 181 miliardi di euro, questo farebbe pensare che la spesa dello Stato sia diventato il corrispettivo credito per i suoi cittadini, il che non sarebbe da considerare un male.
Da considerare poi che la spesa dello Stato (quindi il debito pubblico) del 2020 è praticamente gratis in quanto acquistato interamente dalla Banca d’Italia e dalla Bce. A fine 2020 la Banca d’Italia deteneva oltre 556 miliardi di Titoli mentre la Bce circa 170 miliardi e la notizia, in un mondo meno capovolto del nostro, dovrebbe rendere più sereno il sonno degli italiani.
A questo dato se ne affianca un altro relativo all’andamento della Borsa che a Marzo 2020 aveva toccato 13.000 punti e che ad Aprile ritroviamo a 25.000. Non siamo ai massimi, considerando che nel 2007 e prima della grande crisi, eravamo a oltre 40.000 punti ma è chiaro che la pandemia, almeno in questo settore, è stata superata.

Cosa significano questi numeri. C’è una spesa dello stato, un debito, sostenuta dalle banche centrali e quindi indolore per tutti ma che non si trasforma in guadagno in maniera altrettanto uniforme. L’aumento della liquidità, in sostanza, viene tenuto fermo sui depositi bancari oppure trasformato in speculazione finanziaria.
La società viene divisa tra chi è costretto a dare fondo al proprio salvadanaio e quelli che hanno aumentato a dismisura i propri guadagni, si pensi ad Amazon o alle case farmaceutiche. Tra l’altro l’aumento della disoccupazione permette salari più contenuti per cui la forbice sociale continua ad allargarsi.
Potremmo dire, per concludere, che i numeri dimostrano la possibilità di avere le risorse finanziarie per risollevarsi dalla crisi ma che queste servono a poco, se non ad aumentare la disuguaglianza, quando sono indirizzate male o non indirizzate per niente. La moneta senza politica aiuta il grande business e la rendita finanziaria mentre la gente ha individuato come nuovo nemico il dipendente, meglio se pubblico, segnando il passaggio dal conflitto generazionale (gioventù versus anziani pensionati), attualmente di cattivo gusto, al conflitto tra categorie.
L’importante, ovviamente, è che non si parli di classi.

Ravenna, Rimini, Modena e Bologna: giornata di visita ai Centri vaccinali dell’Emilia-Romagna per l’assessore regionale Raffaele Donini.

 

Covid. Ravenna, Rimini, Modena e Bologna: giornata di visita ai Centri vaccinali dell’Emilia-Romagna per l’assessore regionale Raffaele Donini. Quattro tappe per toccare con mano l’efficienza dell’organizzazione e ringraziare il personale. “Enorme lavoro e impegno da parte di tutti per far sì che la campagna funzioni al meglio, rimane fondamentale avere i vaccini”.

Due visite in mattinata, al Pala De Andrè a Ravenna e all’Hub allestito nel Quartiere fieristico di Rimini, e due nel pomeriggio: al Centro vaccinale della ex Caserma Setti di Modena e all’Hub Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bo), che sarà inaugurato oggi.

Bologna – Quattro centri in quattro diverse province: Ravenna, Rimini, Modena e Bologna. Quattro esempi di efficiente organizzazione, che ricalcano il modello della ‘macchina’ vaccinale regionale.

Li ha visitati oggi l’assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini, in un ‘tour’ di un’intera giornata, iniziata questa mattina al Pala De Andrè di Ravenna, poi proseguita all’Hub allestito nel Quartiere fieristico di Rimini e, nel pomeriggio, al Centro vaccinale della Caserma Setti, a Modena; quarta e ultima tappa, alle ore 18, quella per l’inaugurazione dell’Hub Unipol Arena, a Casalecchio di Reno (Bologna). L’occasione per ringraziare i vertici delle Aziende sanitarie e ospedaliere, tutto il personale e i volontari impegnati nella campagna vaccinale, nel giorno che ha visto anche il presidente Stefano Bonaccini impegnato in una doppia visita in provincia di Forlì-Cesena, nei due punti vaccinali di Mercato Saraceno e Fiera di Cesena.

“Questi punti vaccinali, come i tanti altri, 141, grandi e piccoli presenti in regione danno il senso dell’enorme lavoro e impegno da parte di tutti per far sì che la campagna funzioni al meglio in termini di organizzazione, velocità di somministrazione e servizio per i cittadini- ha sottolineato l’assessore Donini-. La macchina vaccinale è nelle condizioni di muoversi a pieno regime, grazie al lavoro svolto insieme a tutti i soggetti coinvolti, dalle Aziende sanitarie e ospedaliere alle Amministrazioni comunali. Già adesso siamo tra le regioni che stanno vaccinando di più e tra quelle che, grazie a un lavoro molto attento delle Aziende sanitarie, stanno vaccinando le categorie più appropriate, quindi soprattutto le persone più vulnerabili, gravemente patologiche, coloro che per età o condizioni di salute possono avere ripercussioni cliniche più severe in caso di contrazione della malattia. E abbiamo una potenzialità significativamente più ampia rispetto a quella che stiamo mettendo in campo in questi giorni.  Unica indispensabile condizione è poter contare su una fornitura di vaccini più consistente e costante, in modo che le Aziende sanitarie possano programmare per tempo”.

“Noi tutti- ha aggiunto Donini- non ci stancheremo mai di ringraziare il personale sanitario, da chi è impegnato direttamente nei centri vaccinali, ai nostri medici di medicina generale ai farmacisti, ma anche i tantissimi volontari, donne e uomini, che hanno scelto di dedicare tempo ed energia a questa attività, grazie alla quale potremo finalmente uscire dall’incubo che stiamo vivendo da più di un anno”.

Centro vaccinale Pala De Andrè Ravenna:

Il Centro è attivo dal 27 dicembre 2020 e offre vaccinazioni al bacino di utenza della provincia di Ravenna, insieme alle altre 7 sedi dislocate su altri comuni del territorio (Russi, Cervia, S.Pietro in Vincoli, Faenza, Castel Bolognese, Lugo e Alfonsine). Opera su due turni giornalieri (mattina e pomeriggio) dalle 9 alle 19, impiegando 6 medici, 15 infermieri e 4 amministrativi per turno; inoltre vi è la supervisione dei farmacisti ospedalieri che controllano il percorso del trasporto, preparazione e diluizione dei vaccini. L’attività vaccinale è possibile anche grazie ai volontari della Protezione civile.

Alla visita di questa mattina erano presenti il sindaco Michele De Pascale, il direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori, il direttore sanitario Mattia Altini, il direttore amministrativo Agostina Aimola, il direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Raffaella Angelini e il coordinatore del Centro Vaccinale Mauro Taglioni.

Centro vaccinale Fiera di Rimini:

Attivo dal 27 dicembre 2020, offre vaccinazioni al bacino di utenza della provincia di Rimini, con altre 6 sedi presenti in altri comuni del territorio provinciale (Santarcangelo, Bellaria, Novafeltria, Riccione, Cattolica e Morciano). Opera su due turni giornalieri (mattina e pomeriggio) dalle ore 9 alle 19, impiegando 5 medici per turno, 12 infermieri al mattino, 12 al pomeriggio, 1 Operatore sociosanitario al mattino e 1 Oss al pomeriggio, oltre a 4 amministrativi e 2 coordinatori esperti del percorso vaccinale. Il tutto si avvale anche della supervisione dei farmacisti ospedalieri che controllano il percorso del trasporto, preparazione e diluizione dei vaccini. L’attività vaccinale è possibile anche grazie alla collaborazione con l’amministrazione comunale di Rimini e ai volontari che effettuano l’accoglienza all’ingresso.

Presenti a Rimini, oltre ai vertici dell’Ausl Romagna, il sindaco Andrea Gnassi, la vicesindaca Gloria Lisi e Andrea Galeotti, responsabile del Centro Vaccinale di Rimini.

Centro vaccinale ex Caserma Setti Modena:

É attivo dal 16 febbraio presso la ex-Caserma Setti, struttura di proprietà dell’aeronautica Militare. Al suo interno l’Ausl ha realizzato una sede vaccinale di mille metri quadri. Il Punto è strutturato ad oggi su due degli hangar presenti nel complesso della ex-Caserma Setti, uno per l’accettazione e attesa del proprio turno, il secondo per la vaccinazione. 12 i box vaccinali allestiti per la vaccinazione, su tre turni di personale, con apertura dalle ore 8 alle 24. All’interno dell’hangar sono collocati anche i locali, costantemente presidiati, con i freezer per la ricezione e lo stoccaggio dei vaccini di tutta la provincia che vengono poi distribuiti ai vari punti vaccinali. È il punto principale della città e dell’intera provincia ed è stato in grado di raggiungere un picco di somministrazioni di oltre 1.700 dosi giornaliere, con una capacità media che è intorno alle 1.300 dosi al giorno.

Il personale è costituito, per ogni turno, da 54 operatori, tra sanitari, amministrativi e volontariato, per un totale di oltre 150 persone che si alternano nel corso dell’intera giornata. Prezioso il contributo dei volontari: sono impiegati nei vari turni ben 18 medici, 12 infermieri e 7 amministrativi a titolo volontario, cui si aggiungono l’associazionismo locale e la Protezione civile che si occupano invece dell’accoglienza (raccolta dati, misurazione temperatura e igiene mani) e dell’area post vaccinale, con circa 15 volontari per turno. Oltre al personale Ausl e volontario, vi opera quello inviato dalla Struttura commissariale e medici specializzandi.

Ad accompagnare l’assessore, il sindaco di Modena e presidente della Ctss Gian Carlo Muzzarelli, il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, il prefetto Alessandra Camporota, il direttore generale dell’Ausl di ModenaAntonio Brambilla, la direttrice sanitaria e coordinatrice provinciale campagna vaccinazione anti-Covid SilvanaBorsari,  il capitano Mario Arcaro dirigente servizio sanitario dell’Accademia militare di Modena e il colonnello Alessandro Fabretti, responsabile logistica dell’Accademia militare di Modena.

Hub vaccinale Unipol Arena Bologna:

8.500 vaccini anti-Covid al giorno: è l’obbiettivo bolognese del piano vaccinale governativo, che per l’Emilia-Romagna vale 42 mila dosi giornaliere. Per raggiungerlo, da oggi alla rete dei punti vaccinali in area metropolitana si aggiunge il nuovo hub presso l’Unipol Arena, a Casalecchio di Reno, una struttura di 2.000 metri quadrati messa a disposizione dell’Azienda Usl di Bologna dalla Società Grande Stazione. L’hub sarà il riferimento vaccinale per il Distretto sanitario Reno-Lavino-Samoggia, in rete con tutti i punti di vaccinazione dell’Azienda Usl di Bologna.

10 punti di registrazione e 10 dedicati all’anamnesi, con altrettanti box per la somministrazione dei vaccini e un’ampia area di osservazione post vaccinale, in grado di accogliere 100 persone. 64 operatori impegnati ogni giorno (su due turni): 20 medici per anamnesi, 10 infermieri e 10 medici specializzandi per vaccinazioni, 20 amministrativi per registrazione, 4 referenti Hub (2 medici e 2 coordinatori infermieristici). 2 mila i vaccini somministrati giornalmente.

Oggi – giornata inaugurale e di visita dell’assessore Donini, accompagnato dal direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna, Paolo Bordon – l’hub è attivo dalle 12 alle 20. Riprenderà regolarmente l’attività a partire dal 3 maggio, sette giorni su sette, dalle ore 8.30 alle 19.30.

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia Romagna, 29 aprile.

 

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: su quasi 32mila tamponi effettuati, 979 nuovi positivi (3,1%). 2.852 i guariti, diminuiscono i casi attivi (-1.889) e i ricoveri (-42). Vaccinazioni: 1 milione e 598mila dosi somministrate.

Il 95,4% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 38,2 anni. 16 i decessi. Alle 15, eseguite quasi 25mila somministrazioni di vaccino con l’obiettivo di arrivare a 40mila in giornata.

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 368.045 casi di positività, 979 in più rispetto a ieri, su un totale di 31.944 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,1%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni e le persone dai 70 anni in su, mentre da lunedì sono aperte le prenotazioni anche per la fascia d’età 65-69, con le prime vaccinazioni già effettuate.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 1.598.454 dosi; sul totale, 514.029 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Da stamattina, alle 14 erano state fatte 24.777 somministrazioni, con l’obiettivo di arrivare a 40mila in serata.

Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 401 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 330 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 575 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 38,2 anni.

Sui 401 asintomatici, 283 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 38 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 25 con gli screening sierologici, 5 tramite i test pre-ricovero. Per 50casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 167 nuovi casi, seguita da Reggio Emilia (157) e Modena (153); poi Rimini (127), Parma (94), Forlì (70), Ravenna (66); quindi Cesena (51), Piacenza (43), Ferrara (34) e, infine, Imola (17).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 17.740 tamponi molecolari, per un totale di 4.389.651. A questi si aggiungono anche 14.204 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.852 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 311.535.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 43.651 (-1.889 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 41.653 (-1.847), il 95,4% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 16 nuovi decessi: 4 a Bologna (4 uomini di 68, 72, 81 e 87 anni), 4 a Modena (2 uomini di 78 e 83 anni e 2 donne di 74 e 99 anni), 2 a Parma (2 uomini di 81 e 83 anni), 2 in provincia di Forlì-Cesena (1 uomo di 57 anni e 1 donna di 73 anni), 1 a Piacenza (1 uomo di 75 anni), 1 a Reggio Emilia (1 uomo di 85 anni) e 1 a Rimini (1 uomo di 56 anni). Figura tra i decessi anche un uomo di 72 anni, residente fuori dall’Emilia-Romagna ma diagnosticato dall’Ausl di Parma. Non risultano decessi in provincia di Ferrara e di Ravenna.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.859.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 234 (-16 rispetto a ieri), 1.764 quelli negli altri reparti Covid (-26).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti:10 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 24 a Parma (-4), 27 a Reggio Emilia (-4), 35 a Modena (-1), 61 a Bologna (-3), 11 a Imola (invariato), 24 a Ferrara (-2), 12 a Ravenna (invariato), 5 a Forlì (-1), 7 a Cesena (+1) e 18 a Rimini (-2).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 22.882 a Piacenza (+43 rispetto a ieri, di cui 19 sintomatici), 26.058 a Parma(+94, di cui 34 sintomatici), 44.573 a Reggio Emilia (+157, di cui 94 sintomatici), 62.720 a Modena (+153, di cui 101 sintomatici), 78.652 a Bologna (+167, di cui 117 sintomatici), 12.279 a Imola (+17, di cui 7 sintomatici), 22.538 a Ferrara (+34, di cui 7 sintomatici), 29.137 a Ravenna (+66, di cui 37 sintomatici), 15.938 a Forlì (+70, di cui 48 sintomatici), 18.501 a Cesena (+51, di cui 41 sintomatici) e 34.767 a Rimini (+127, di cui 73 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi sono stati eliminati 5 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare.

Agroalimentare: L’assessore regionale Mammi incontra le associazioni agricole e cooperative di Parma.

 

Agroalimentare. L’assessore regionale Mammi incontra le associazioni agricole e cooperative di Parma: “Dal cuore della Food Valley il segnale di ripartenza dell’intero comparto dopo la pandemia”.

Riforma della Politica agricola comunitaria e Piano nazionale di ripresa e resilienza i temi al centro del parallelo. L’impegno per la semplificazione della macchina burocratica e il contrasto alla proliferazione della fauna selvatica.

Bologna – “Parma è il cuore della Food Valley emiliano-romagnola, il territorio che vanta il primato non solo regionale, ma di tutta Italia, per l’impatto economico dei suoi tanti prodotti alimentari di eccellenza, in primis Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma, che valgono qualcosa come 1,4 miliardi di euro all’anno. Proprio da qui può partire il segnale della ripartenza dell’intero sistema agroalimentare regionale una volta superata l’emergenza sanitaria, facendo leva sulla bontà e sicurezza delle nostre produzioni e sulla professionalità degli imprenditori”.

È il messaggio lanciato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, che questa mattina ha incontrato presso la sede del Servizio territoriale agricoltura, caccia e pesca del capoluogo provinciale le rappresentanze del mondo agricolo e agroalimentare per un esame a 360 gradi delle problematiche del comparto e per definire gli obiettivi dei prossimi mesi. Hanno partecipato all’incontro, oltre ai delegati di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Confcooperative.

Al centro del confronto la riforma in itinere della Politica agricola comune (Pac) e il varo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sul quale il mondo agricolo ripone molte aspettative.

“Stiamo lavorando per potenziare le filiere e la competitività delle imprese – prosegue Mammi– per renderle più strutturate e forti. Dobbiamo essere capaci di affrontare le sfide, i cambiamenti e cogliere al meglio le opportunità che si presentano. C’è una forte competizione a livello europeo e mondiale e come sistema agroalimentare regionale dovremo rimboccarci le maniche per rilanciare le nostre eccellenze e conquistare nuove quote di mercato”.

Un’altra grande sfida aperta è quella della lotta ai cambiamenti climatici e della sostenibilità ambientale e agricola, due obiettivi in cima alle priorità della Regione in questa legislatura. “Nella Pac ci sono tanti strumenti per accompagnare le nostre imprese alla sostenibilità- sottolinea Mammi-; la politica agricola comunitaria deve essere in grado di tenere insieme produzione, reddito delle imprese e sostenibilità e andare di pari passo nella ricerca, nell’innovazione e negli investimenti aziendali”.

I rappresentanti delle organizzazioni agricole e della cooperazione hanno espresso soddisfazione per l’andamento della discussione e hanno in particolare apprezzato l’obiettivo indicato dall’assessore di coinvolgere maggiormente le associazioni imprenditoriali nel definire alcuni principi normativi in vista della semplificazione amministrativa. L’assessore s’è inoltre impegnato ad affrontare con strumenti più incisivi la questione dei danni causati alle produzioni agricole dalla proliferazione degli ungulati.

 

I fondi per l’agricoltura parmense:

Superano complessivamente 126 milioni di euro i finanziamenti erogati alle imprese agroalimentari della Provincia di Parma attraverso il Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. La quota più significativa, pari a 59,3 milioni di euro, è andata a sostegno dello sviluppo della competitività, per un investimento totale di circa 143 milioni di euro. In questo ambito le risorse regionali hanno consentito, in particolare, l’insediamento di 143 giovani agricoltori.

Ulteriori 51,6 milioni di euro sono stati impiegati per promuovere la sostenibilità e la tutela dell’ambiente. I restanti 15,5 milioni di euro sono serviti per lo sviluppo del territorio (diffusione banda larga, sevizi alla popolazione, ecc.).   

 

Covid: Il presidente Bonaccini in visita ai centri vaccinali di Mercato Saraceno (FC) e all’hub alla Fiera di Cesena.

 

Covid. Il presidente Bonaccini in visita ai centri vaccinali di Mercato Saraceno (FC) e all’hub alla Fiera di Cesena: “Abbiamo superato il mezzo milione di emiliano-romagnoli completamente immunizzati con prima dose e richiamo e abbiamo l’obiettivo di oltrepassare le 40mila vaccinazioni in giornata. E’ nel territorio che si tocca con mano la capillarità della rete regionale, pronti a vaccinare tutti entro l’estate”.

Le strutture, allestite nella sede della Protezione civile locale di Mercato Saraceno e alla Fiera di Cesena fanno parte delle 141 presenti in tutte le province, da Piacenza a Rimini.

Bologna – Prosegue la visita ai centri vaccinali regionali da parte del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.Due le tappe nella giornata odierna, entrambe nel Cesenate: la prima, questa mattina, al centro vaccinale di Mercato Saraceno, la seconda nel pomeriggio all’Hub vaccinale allestito alla Fiera di Cesena.

Un’occasione per portare a tutto il personale e ai volontari impegnati nella campagna vaccinale il saluto e il ringraziamento della comunità regionale.

“Proprio nel territorio si tocca con mano la capillarità della rete regionale impegnata nella campagna vaccinale, con oltre 140 sedi operative distribuite in tutte le province, in piena coerenza con il piano nazionale definito dalla struttura commissariale- afferma Bonaccini-. Il personale sanitario sta facendo un ottimo lavoro, grazie anche al prezioso aiuto di tanti volontari. Ringrazio tutti loro, a nome dell’intera comunità regionale, per quanto hanno fatto e faranno per portarci fuori da questa pandemia. Abbiamo superato il milione di emiliano-romagnoli a cui è stata somministrata almeno una dose, andiamo verso 1 milione e 600 mila somministrazioni complessive e proprio ieri abbiamo raggiunto e superato il mezzo milione di cittadini immunizzati, che hanno cioè completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi, obiettivo che avevamo fissato per fine aprile: si tratta di quasi il 10% dei residenti, percentuale regionale fra le più alte nel Paese. L’arrivo delle forniture previste nei prossimi mesi, 130 milioni entro settembre per l’Italia, ci permetterà di vaccinare tutti da qui alla fine dell’estate. Oggi poi- ha chiuso il presidente- è una giornata importante, perché abbiamo l’obiettivo di oltrepassare le 40mila vaccinazioni in giornata. E ci riusciremo”.

Ad accompagnarlo nella prima struttura, la sindaca di Mercato Saraceno, Monica Rossi, con la Giunta comunale, la direttrice del Distretto sanitario di Cesena-Valle Savio, Francesca Righi, la direttrice di Igiene pubblica di Cesena, Nicoletta Bertozzi, e Marco Senni, della Direzione Infermieristica e Tecnica di Cesena.

Presenti all’appuntamento in Fiera, il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori, e i direttori sanitario e amministrativo dell’Ausl Romagna, Mattia Altini e Agostina Aimola.

Il Centro vaccinale di Mercato Saraceno:

Il punto vaccinale di Mercato Saraceno è allestito nella sede della Protezione civile locale, in via della Liberazione; è attivo dal 23 febbraio e somministra vaccinazioni al bacino di utenza dei Comuni della Valle Savio, insieme al punto vaccinale di San Piero in Bagno.

In questa fase opera su due turni giornalieri (mattina e pomeriggio) dalle ore 9 alle 19, con un’apertura che varia dai due ai quattro giorni la settimana. Il personale impegnato è costituito da 2 medici per turno, 3 infermieri al mattino e 2 al pomeriggio, oltre a 2 amministrativi e 2 coordinatori esperti del percorso vaccinale.

Il centro può contare anche sul prezioso apporto dei volontari delle associazioni“Confraternita Misericordia Valle Savio” e “Confraternita Misericordia Sarsina”, impegnati nel trasporto in ambulanza di disabili e anziani, e della collaborazione dell’amministrazione comunale della cittadina romagnola.

Tra prime e seconde dosi, dall’avvio dell’attività a ieri sono state effettuate 2.119 vaccinazioni.

L’hub vaccinale di Cesena:

La struttura, attiva dal 27 dicembre 2020, serve principalmente l’ambito territoriale del comune di Cesena e comuni limitrofi. In questa fase opera su due turni giornalieri (mattina e pomeriggio) dalle ore 9 alle 19, impiegando 5 medici per turno (che possono arrivare anche a 7 nelle giornate con numeri di affluenza più alti), 7 infermieri al mattino che si alternano con i 7 del pomeriggio, oltre a 4 operatori sanitari, 3 amministrativi e 3 coordinatori esperti del percorso vaccinale. Inoltre, per la supervisione del trasporto, preparazione e diluizione dei vaccini, sono impiegati alcuni farmacisti ospedalieri. L’attività vaccinale è possibile anche grazie ai volontari e alla collaborazione con l’amministrazione comunale di Cesena.

A ieri sono state somministrate 32.869 prime dosi e 17.461 richiami.

Via allo studio di fattibilità per il collegamento diretto tra il casello di Barberino del Mugello (Fi) e l’autostrada A1 Panoramica in direzione Bologna.

 

Infrastrutture. Via allo studio di fattibilità per il collegamento diretto tra il casello di Barberino del Mugello (Fi) e l’autostrada A1 Panoramica in direzione Bologna. L’assessore Corsini: “Un’opera attesa da anni utile per dare una valida alternativa alla mobilità dei cittadini senza ulteriori impatti sull’ambiente”.

La proposta di intervento, presentata da Autostrade per l’Italia alle Regioni Emilia-Romagna e Toscana, sfrutta l’attuale rampa di Mulinaccia utilizzata per il cantiere della Variante di Valico. Consentirà il collegamento autostradale diretto del Mugello e del Firenzuolino verso i Comuni di Monzuno, Castiglion dei Pepoli e San Benedetto Val di Sambro nel bolognese.

Bologna – Chi entra in autostrada al casello di Barberino del Mugello (Fi) potrà uscire direttamente a Roncobilaccio, Pian del Voglio e Rioveggio, senza dover più passare dalla Variante Direttissima.

È la proposta tecnica, presentata da Autostrade per l’Italia (Aspi) al tavolo con le Regioni Emilia-Romagna eToscana e i sindaci dei territori interessati, che punta a realizzare l’accesso diretto dal casello di Barberino alla A1 Panoramica in direzione Nord, coinvolto da un nuovo assetto viabilistico dopo l’entrata in esercizio della Variante di Valico nel dicembre 2015.

L’ipotesi individuata da Aspi e attualmente in fase di studio, assicurerebbe quindi il collegamento autostradale diretto del Mugello e del Firenzuolino verso i Comuni del versante bolognese – Monzuno, Castiglion dei Pepoli e San Benedetto Val di Sambro –attraverso i caselli di Roncobilaccio, Pian del Voglio, Rioveggio.

La proposta di intervento, che sfrutta l’attuale rampa di Mulinaccia utilizzata per i lavori di ampliamento dell’A1 tra Barberino e Firenze Nord, prevede la riconfigurazione dell’area di cantiere in un casello ad alta automazione costituito da due ingressi, sufficienti per rispondere alle esigenze del traffico locale – circa 200 veicoli al giorno – ma determinante per offrire ai Comuni del territorio una valida alternativa alla viabilità urbana.

Si tratta di una soluzione che, una volta condivisa in via preliminare con ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, potrebbe essere definita in un progetto capace anche di ottimizzare i tempi di realizzazione del nuovo svincolo, grazie al riutilizzo di un varco già esistente.

“E’ un’opera attesa da anni dalle comunità che vivono in questa parte dell’Appennino bolognese- commenta l’assessore regionale, Andrea Corsini-. Ed è importante sottolineare che, grazie al riuso di infrastrutture già utilizzate per il cantiere della Variante di Valico, avrà un costo ambientale minimo, in linea con la strategia di sviluppo della Regione indicata anche nel Patto per il Lavoro e per il Clima.  Un’opera- prosegue l’assessore- che contribuirà a migliorare la viabilità della zona con indubbi benefici per i pendolari rispetto ai tempi di percorrenza. Il miglioramento dei collegamenti favorirà inoltre anche le attività produttive, commerciali e di ristorazione con ripercussioni positive per il turismo e per l’attrattività dell’intero territorio”.

“L’incontro con i referenti della Regione Emilia-Romagna, della Regione Toscana e i dei Sindaci coinvolti è stata l’occasione per confrontarsi sulle esigenze delle comunità locali e per confermare la piena disponibilità della società a migliorare in tempi rapidi i collegamenti autostradali anche tra i Comuni del territorio- ha dichiarato il direttore della Business Unit Ingegneria e Realizzazione di Aspi, Luca Fontana-. Al tavolo è stata condivisa una nostra ipotesi di collegamento tra il Casello Barberino di Mugello e l’autostrada A1 Panoramica in direzione nord che, visto il riscontro positivo, potrà quindi essere sottoposta alle valutazioni preliminari da parte del ministero”.

 

‘Canzoni per la Ricerca’, live acustico di Lo Stato Sociale in diretta su Twitch e Lepida TV.

 

Musica. ‘Canzoni per la Ricerca’, live acustico di Lo Stato Sociale in diretta su Twitch e Lepida TV: evento di solidarietà a favore dell’Associazione italiana contro le leucemie. L’assessore Felicori: “La Regione a fianco del gruppo e dei promotori per promuovere la raccolta fondi”.

L’appuntamento domani, venerdì 30 aprile dalle ore 18 alle 19,30. Previsti anche gli ospiti Cimini e Gregorio Sanchez, dell’etichetta Garrincha Dischi. Un evento persostenere ore di ricerca.

Bologna – La musica a sostegno della ricerca e di chi soffre. Lo Stato Sociale con l’Associazione Italiana contro le leucemie (Ail) e la sua Sezione bolognese presentano “Canzoni per la Ricerca”, una campagna di raccolta fondi legata a un concerto acustico in streaming della band, in programma domani, venerdì 30 aprile a partire dalle ore 18,00.

L’evento sarà trasmesso in diretta sulla piattaforma Twitch e in Emilia-Romagna su Lepida TV, canale 118 del digitale terrestre e 5118 di Sky.

L’iniziativa, dal titolo “Canzoni per la Ricerca”, nasce per ricordare Mario, un amico del gruppo, scomparso per una leucemia e al quale la band ha dedicato il brano “Equazione”, presente nell’ultimo album “Attentato alla musica italiana”, le cui royalties sono devolute proprio ad Ail.

Anche i fondi raccolti attraverso l’iniziativa saranno destinati alla ricerca scientifica, ai giovani medici e biologi impegnati a Bologna nell’Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli”, in cui Mario è stato seguito e altri centri italiani.

“La Regione mette a disposizione volentieri il canale televisivo Lepida Tv- ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori-, a favore di un’azione di solidarietà del tutto meritoria, grazie all’iniziativa di un gruppo particolarmente impegnato in ambito sociale”.“La musica, col suo linguaggio universale, ma anche l’utilizzo di nuove piattaforme oltre alla tv- ha aggiunto l’assessore-, possono essere anche uno straordinario volano per la solidarietà, come abbiamo sperimentato con le iniziative a favore degli artisti regionali e, come in questo caso, può sostenere la ricerca scientifica”.

“La canzone Equazione- spiega Alberto Cazzola, il bassista delle band compositore del brano- è nata quando il nostro amico Mario è morto di leucemia. Nel momento in cui la scrivevo, oltre al dolore, c’era la voglia di ricordarlo e di dare un futuro e un senso a quelle parole. Da qui la decisione di donare i proventi derivati della canzone ad Ail e alla ricerca sui tumori del sangue. Per lo stesso motivo abbiamo deciso di organizzare un evento in collaborazione tra lo Stato Sociale e Ail. Noi de Lo Stato Sociale suoneremo qualche canzone ma ci saranno anche degli ospiti, Cimini e Gregorio Sanchez, colleghi dell’etichetta Garrincha Dischi, sensibili all’iniziativa. Ci saranno chiacchiere e sorprese, sperando che dal prossimo anno questo evento possa diventare un appuntamento dal vivo”.

Tutte le persone coinvolte per mandare in scena l’evento e gli artisti parteciperanno gratuitamente, su base volontaria.

Come sostenere l’iniziativa:

Dal 20 aprile al 9 maggio accedendo alla piattaforma di crowdfunding Ail https://mycrowd.ail.it/campagna/iosonoarischio/canzoni-per-la-ricerca, è possibile scegliere l’iniziativa creata da Lo Stato Sociale e donare. Oppure Il 30 aprile, dopo essersi registrati, sarà possibile seguire dalle ore 18,00 in diretta su Twitch il concerto live del gruppo e donare a favore di Ail direttamente dalla piattaforma Twitch.

A tutte le persone che parteciperanno, Lo Stato Sociale invierà via e-mail un regalo speciale, per ringraziare chi ha contributo a scrivere una canzone diversa, di speranza e futuro per i pazienti.

Difesa del suolo: A Massa Fiscaglia (Fe), conclusi gli interventi sul Po di Volano per rimettere in sicurezza la viabilità sulla Via del mare.

 

Difesa del suolo. A Massa Fiscaglia (Fe), conclusi gli interventi sul Po di Volano per rimettere in sicurezza la viabilità sulla Via del mare

Realizzato un intervento da oltre 110mila euro finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per ricostruire le difese delle sponde del fiume e le opere di contenimento delle frane causate dal maltempo.

Bologna – Torna in totale sicurezza la viabilità sulla Via del mare a Massa Fiscaglia, nel ferrarese, dove è stato eseguito un lavoro minuzioso per ricostruire un ampio tratto franato della sponda destra del Po di Volano.Sistemata anchela sede stradale, crollata a valle del ponte sulla Strada provinciale 15.

“L’intervento ultimato, dal valore di circa 111mila euro, ha permesso di riparare i danni causati dal maltempo che avevano provocato un’importante erosione della sponda del fiume e il conseguente collasso della banchina stradale su via Riviera Canani, l’arteria che costeggia il corso d’acqua”, spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo-. Già a poche ore dal crollo, i tecnici dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile avevano rilevato un elevato rischio per l’incolumità dei cittadini e il transito sulla strada era stato consentito solo a senso alternato”.

I lavori, finanziati dalla Regione Emilia-Romagna e realizzati dall’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e la Protezione civile in collaborazione con il Comune di Fiscaglia, hanno riguardato il consolidamento della sponda destra con una costruzione in massi ciclopici – tra i 600 e 1000 chilogrammi di peso – estesa per circa 100 metri, lungo tutta la scarpata interna.
La sommità dell’opera è stata rivestita con pietrame di piccole dimensioni.
Il posizionamento di materiali sull’alveo ha garantito l’allargamento con terra di recupero della banchina stradale – circa un metro e mezzo rispetto alla sezione originaria -, per una maggiore sicurezza e per prevenire futuri franamenti.

“Ora la viabilità è pienamente ripristinata- conclude Priolo-. Si sono così superate le criticità finora riscontrate a causa delle conseguenze degli eventi meteo particolarmente avversi che avevano colpito questa strada: un definitivo passo avanti per il pieno ritorno alla normalità, a netto vantaggio della popolazione che utilizza questa strada per la mobilità quotidiana”.

Tutte le informazioni sui lavori in corso in Emilia-Romagna per la sicurezza del territorio sul sito: https://www.regione.emilia-romagna.it/territoriosicuro.

Sicurezza idrogeologica: conclusi i lavori di consolidamento dei versanti in Alta Val Marecchia a Casteldelci e Pennabilli (Rn).

 

Difesa del suolo. Sicurezza idrogeologica: conclusi i lavori di consolidamento dei versanti in Alta Val Marecchia a Casteldelci e Pennabilli (Rn), l’assessore Priolo: “Proseguono senza sosta i lavori per la sicurezza dell’Appennino riminese e l’impegno della Regione per accrescere la qualità della vita della nostra montagna”.

Cantiere da 145mila euro per il ripristino dei danni causati da frane e dissesti.

Bologna – Viabilità più sicura a Casteldelci e Pennabilli, in Alta Val Marecchia, nel riminese.

Si sono infatti conclusi in questi giorni due importanti interventi di sicurezza idrogeologica che hanno permesso il consolidamento dei versanti danneggiati da frane e dissesti.

Finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con un investimento di 145mila euro, sono stati realizzati a cura dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e Protezione civile.

“L’impegno per la sicurezza dell’Appennino riminese continua senza sosta e i lavori giunti al termine ne sono l’ulteriore dimostrazione- afferma assessore regionale alla Difesa del suolo e Protezione civile, Irene Priolo-. La strategia regionale punta ad accrescere la qualità della vita della nostra montagna, che necessariamente dipende dalla sicurezza del territorio -. Opere come quelle ultimate a Casteldelci e Pennabilli sono fondamentali per la vita delle comunità nelle aree più interne: per questo assumono un rilievo determinante nella programmazione degli interventi di difesa del suolo”.

Il primo intervento da 80mila euro ha riguardato il consolidamento della scarpata di valle della strada comunale per Palazzaccio, nel comune di Casteldelci.

Con il secondo cantiere, finanziato con 65mila euro, si sono svolte la manutenzione e la messa in sicurezza di via Cà Marinelli, a Pennabilli, oltre alla regimazione delle acque di ruscellamento e al consolidamento del versante.

 

Gli interventi realizzati:

A Casteldelci la scarpata era stata interessata da una frana che aveva messo a rischio la viabilità, con il conseguente isolamento dell’abitato di Palazzaccio, fra i cui residenti si trova anche una persona anziana bisognosa di cure e assistenza domiciliare. Con un intervento di somma urgenza l’Agenzia di Protezione civile ha realizzato un’opera di contenimento in gabbioni e un’adeguata rete di scolo delle acque superficiali, oltre al ripristino della percorribilità della rete stradale.

A Pennabilli una frana, con conseguente colata di materiale, aveva invaso la strada comunale minacciando l’isolamento dell’abitato a Cà Marinelli. Per risolvere le criticità sono stati realizzati anche qui gabbioni metallici per sostenere il terreno a monte. L’intervento di mitigazione del rischio è stato completato con drenaggi e opere di manutenzione e potenziamento della rete di scolo delle acque superficiali lungo il versante.

 

Tutte le informazioni sui lavori in corso in Emilia-Romagna per la sicurezza del territorio sul sito: https://www.regione.emilia-romagna.it/territoriosicuro.

 

CIA Ferrara: Disagio sociale e carenza di cure domiciliari sono un’altra emergenza socio-sanitaria.

 

Comunicato stampa CIA Ferrara.

L’associazione dei pensionati di Cia Ferrara sottolinea le difficoltà della popolazione più anziana soprattutto nelle aree rurali, aumentata a causa dell’emergenza sanitaria.

FERRARA, 29 aprile 2021 – Cure domiciliari non garantite in alcune aree del territorio e una carenza generale di attenzione e sostegno alle persone più anziane non autosufficienti, soprattutto durante le fasi più difficili dell’emergenza da Covid-19. Il direttivo di Anp-Cia Ferrara, l’associazione dei pensionati agricoli ferraresi, ha fatto il punto sulla condizione sanitaria, sociale e anche umana degli anziani e il quadro emerso non è confortante, anzi: sul territorio esiste una vera e propria “emergenza della domiciliarità”.

“L’assistenza domiciliare – spiega ANP Ferrara – sta avendo delle difficoltà a rispondere pienamente ai bisogni assistenziali degli anziani. Le ragioni del problema risiedono certamente nella riduzione del personale sanitario e di servizio, che è stato sinora “dirottato” verso ospedali e strutture a causa della pandemia. Comprendiamo perfettamente la grave situazione che stiamo vivendo da più di un anno, ma siamo anche preoccupati perché molti nostri associati, che vivono in zone di campagna, hanno avuto per mesi un’assistenza domiciliare ridotta o assente. Ovviamente in queste situazioni ci si affida ai cosiddetti caregiver privati, comunemente definiti badanti, ma anche in questo caso non mancano i problemi perché è difficile trovare le competenze adeguate e non tutti, ad esempio chi percepisce la pensione minima, possono permetterseli. E qui entra in gioco un altro tema davvero caldo: i sostegni alla non autosufficienza e in particolare l’assegno di cura. Parliamo di un contributo economico – continua l’ANP – erogato da Regione e Comuni destinato alle famiglie che si prendono cura degli anziani a casa, evitando così l’inserimento in strutture residenziali protette. Uno strumento che riteniamo utilissimo, ma che presenta dei limiti rilevanti a livello di coperture, tanto che Ferrara è una delle province della nostra Regione con meno assegni di cura. I problemi sono due: i fondi assegnati a questo sostegno sono diminuiti negli ultimi anni del 39% e viene concesso valutando l’ISEE dell’intero nucleo famigliare dove vive la persona anziana e non quello della persona che necessita di cure. Inoltre a chi percepisce anche l’assegno di accompagnamento erogato dall’INPS, l’assegno di cura viene ridotto al 30%, troppo poco per coprire i costi di una persona che si prende cura di un anziano ogni giorno. In poche parole: andiamo sempre peggio. Tra i problemi sanitari del passato, come il taglio dei posti letto che abbiamo pesantemente pagato durante la pandemia e la continua riduzione dei sostegni alle famiglie che scelgono di accudire i loro anziani a casa propria, la prospettiva è pessima.

In questo senso – continua l’ANP – vogliamo sollecitare i Comuni a una maggiore attenzione su questi temi, perché non sempre le risposte fornite corrispondono alle effettive necessità e al profondo disagio sociale e umano di chi vive una condizione di fragilità.

Per noi – continuano i pensionati di Cia Ferrara – è difficile ammettere che la nostra sanità, che rimane comunque di alto livello, non tratti in maniera adeguata la figura dell’assistente domiciliare, persona essenziale per consentire alle persone non auto sufficienti di vivere in maniera dignitosa. Come associazione lavoreremo per portare avanti alcune istanze che riteniamo cruciali: potenziare le cure domiciliari pubbliche e gratuite; investire risorse sulla formazione dei caregiver, anche istituendo un vero e proprio albo provinciale per assistenti famigliari; approvare una legge nazionale sulla non autosufficienza e destinare risorse, come l’accompagnamento, in base alla condizione economica della persona assistita non in maniera universale e, allo stesso modo, concedere l’assegno di cura basandosi sullo stato economico dell’anziano, non dell’intero nucleo famigliare. Ripristinare un sistema di cura più efficiente – conclude l’ANP di Ferrara – non è una richiesta che riguarda solo la nostra associazione o le persone che rappresentiamo, ma l’intera società. Perché una società può definirsi civile solo se si prende cura in maniera adeguata e completa di chi la compone in ogni fase della sua vita”.

Uova di Fratino portate via da un nido sui lidi di Comacchio.

 

Comunicato stampa Provincia di Ferrara.

“Un atto gravissimo è stato perpetrato ai danni della nascita dei Fratini, che stavano tentando di riprodursi sul territorio dei lidi comacchiesi”.

Sono le parole del comandante della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli, a commento del gesto compiuto da una persona che ha portato via le tre uova deposte in un nido.

Il fatto è accaduto dopo aver rimosso la gabbia di protezione, appositamente collocata sul posto con cura e attenzione per mano dei volontari di Asoer (Associazione ornitologi dell’Emilia-Romagna), impegnati quotidianamente, nonostante il freddo e il vento dei giorni corsi, nell’attività di salvaguardia di questo volatile che ha deciso di “mettere su casa” sulle spiagge dei lidi di Comacchio.

Sconcerto, delusione e tanta rabbia tra i volontari che da settimane stanno cercando i nidi, sistemando le gabbie per proteggere i volatili ed evitare la predazione dei gabbiani o il disturbo dei cani.

“Dire che siamo sconcertati per un gesto così riprovevole è poco – dichiara perentorio il presidente di Asoer, Roberto Tinarelli – e rivolgo l’invito a chi ha visto qualcosa, perché chiami i Carabinieri Forestali (0533.355138) dove presenteremo denuncia, oppure la Polizia provinciale (0532.299977), con cui collaboriamo da anni, per fornire informazioni utili a individuare l’autore di un gesto tanto inutile quanto ignobile”.

Per fornire informazioni utili è possibile chiamare anche direttamente Asoer (393.5793431).

 

L’Emilia rafforza la struttura per affrontare le nuove sfide di un mercato del lavoro indebolito dagli effetti della pandemia.

 

Occupazione. Agenzia regionale per il Lavoro, la Regione rafforza la struttura per affrontare le nuove sfide di un mercato del lavoro indebolito dagli effetti della pandemia. Colla: “Si profila una struttura ‘di comunità’ che individui e attivi reti territoriali con cui collaborare per trasformare le attuali situazioni di crisi in occasioni di sviluppo, anche riducendo il divario di genere”.

In Commissione assembleare il Piano di attività 2021 dopo l’approvazione da parte della Giunta e un ampio confronto con le parti sociali. Ogni anno in Emilia-Romagna erogati servizi a circa 200mila utenti, di cui tra 6 e 9 mila persone con disabilità. Nel 2020, sono stati supportate 23mila persone in attuazione delle norme sul Reddito di Cittadinanza.

Bologna – Ogni anno, in Emilia-Romagna, eroga servizi legati al mondo del lavoro a circa 200mila utenti, di cui tra 6 e 9 mila sono portatori di disabilità. E nel solo 2020, sono stati supportate 23mila persone in attuazione delle norme sul Reddito di Cittadinanza

È l’Agenzia regionale per il lavoro, i cui ambiti di attività sono contenuti nel Piano 2021 dell’Agenzia che è approdato nella Commissione dell’Assemblea Legislativa, dopo l’approvazione da parte della Giunta, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, e un ampio confronto con le parti sociali.

Così a cinque anni dalla nascita dell’Agenzia, viale Aldo Moro potenzia e rafforza la struttura per supportare gli emiliano-romagnoli nella ricerca di una occupazione, o accrescere il livello di preparazione professionale, in un mercato del lavoro fortemente mutato rispetto al passato e che risente degli effetti negativi provati dalla pandemia.

Diversi agli ambiti di attività contenuti nel Piano 2021 dell’Agenzia. Tra questi, l’impegno ad affrontare le situazioni di crisi del mercato del lavoro e spingere l’acceleratore per la ripartenza. La determinazione a rimuovere gli ostacoli per realizzare un’occupazione di qualità, anche riducendo il divario di genere. Lo sforzo per supportare maggiormente la transizione scuola-lavoro e l’inclusione socio-lavorativa. E, non da ultimo, l’impegno ad assicurare il rispetto delle norme in ogni campo lavorativo con un’azione congiunta delle istituzioni e dei soggetti competenti.

Il Piano si concretizza nelle attività che vedranno l’Agenzia ampliare il perimetro del proprio intervento, assumendo a riferimento il territorio e la comunità sociale ed economica. Punto fermo resta l’erogazione dei servizi istituzionali previsti, anche migliorandone la qualità e la diffusione. Azioni rese possibili dallo sviluppo e qualificazione della propria struttura in contesto di un mercato del lavoro indebolito anche dalla crisi sanitaria.

“Quella che si profila è quindi una Agenzia di comunità, che individua e attiva reti territoriali con cui collabora per trasformare le attuali situazioni di crisi in azioni per la ripartenza– afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Lavoro e Formazione professionale, Vincenzo Colla-. La prospettiva è quella di un’uscita dalla situazione attuale non ponendo solo rimedi agli effetti della pandemia, ma trasformando questa crisi senza precedenti in occasione per ripensare il lavoro, promuovendone la qualità. È in questo quadro che si colloca il Piano 2021 che vedrà l’Agenzia svolgere, a fianco della propria importante funzione di strumento utile a favorire l’occupazione delle singole persone, il ruolo di soggetto che promuove l’occupazione di qualità, anche attraverso la transizione digitale ed economica prevista dal Next Generation EU”.

Inoltre, aggiunge Colla, “quella che è attiva oggi nel territorio regionale è un’Agenzia solida, diffusa e integrata, in grado di costituire una risorsa per un territorio dove alle debolezze già presenti, la pandemia ha aggiunto nuove difficoltà per superare le quali è necessario un approccio sistemico, che miri a rimuovere in modo sinergico gli ostacoli a una occupazione di qualità anche per le donne”.

 

L’Agenzia per il lavoro:

L’Agenzia è stata istituita dalla Regione nel 2015 per assicurare il maggior grado di efficienza nella gestione sull’intero territorio dell’Emilia-Romagna delle funzioni amministrative di elevata complessità in materia di servizi per il lavoro.

La struttura conta oggi circa 600 dipendenti che arriveranno, anche grazie alla stagione concorsuale per assumere nuovo personale avviata lo scorso anno da viale Aldo Moro, a 938 unità con una presenza di personale laureato che rappresenta più del 60% del totale degli addetti. Lo scorso anno sono stati erogati in tutta Emilia-Romagna servizi a circa 200 mila utenti. Nel 2020 inoltre più di 23mila persone sono state prese in carico in attuazione delle norme sul Reddito di Cittadinanza. Ai Servizi di Collocamento mirato si rivolgono annualmente tra le 6 e 9 mila persone con disabilità.

Suddivisa in 38 Centri per l’Impiego (uno per ogni distretto sociosanitario, alcuni dei quali articolati a loro volta in sedi decentrate) e 9 uffici per il Collocamento mirato rivolto ai lavoratori fragili/disabili (uno per ogni provincia emiliano-romagnola e per la Città Metropolitana di Bologna), l’Agenzia si avvale della collaborazione di 85 soggetti accreditati al lavoro, presenti con 500 sedi in tutto il territorio regionale.

La situazione in Emilia-Romagna, a fine 2020, evidenziava un tasso di occupazione femminile pari al 62,1% (quello maschile era pari al 74,7%, con un divario di 12,6 punti percentuali) e di disoccupazione femminile pari al 7,1% (quello maschile era pari al 5,2). Osservando le condizioni di genere, è il tasso di inattività che consente di rilevare il fenomeno delle persone “scoraggiate”. Nel periodo che va dal 2015 al 2020, mediamente, il tasso di inattività delle donne ha registrato valori che stanno tra il 33,3% e il 34,3%, vale a dire che stabilmente è inattivo un terzo della componente femminile del mercato del lavoro, a fronte di un dato che vede il valore della componente maschile oscillare tra il 19,5 e il 20,8.

 

I Centri per l’Impiego:

Rispetto all’utenza, i Centri per l’impiego (Cpl) sono in grado di assicurare modalità diverse di attività, in funzione delle caratteristiche delle persone. Sono tra 15 e 20 mila le persone che negli ultimi tre anni sono state destinatarie di un’attività volta a rilevarne le condizioni di fragilità e attuare, quando opportuno, misure integrate.
L’Agenzia realizza i propri servizi in collaborazione con numerosi attori coinvolti nell’attuazione di prestazioni e misure per il lavoro. Le strutture territoriali dell’Agenzia hanno relazioni stabili con le Amministrazioni comunali, le Asl e gli uffici di Piano in tutti i distretti sociosanitari regionali, per l’attuazione della LR 14 del 2015 e degli interventi rivolti a persone con disabilità.

International Jazz Day, per la prima volta il Conservatorio di Ferrara partecipa alle iniziative mondiali promosse dall’Unesco.

 

Comunicato stampa Conservatorio Frescobaldi.

PER LA PRIMA VOLTA ANCHE IL CONSERVATORIO FRESCOBALDI DI FERRARA ADERISCE ALL’INIZIATIVA MONDIALE. DAL JAZZ CLUB FERRARA LA DIRETTA DEL CONCERTO CON GLI ALLIEVI. MARTA RAVIGLIA: “UN’OPPORTUNITÀ UNICA”.

FERRARA – Il Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, per la prima volta, partecipa all’International Jazz Day, la Giornata Internazionale del Jazz dell’UNESCO. Un grande evento di rilievo mondiale, in programma venerdì 30 aprile dalle 17.15 alle 19.15. Dal palco del Jazz Club Ferrara, a esibirsi per la prestigiosa iniziativa saranno alcuni dei migliori allievi del Corso Jazz del Frescobaldi, rispettivamente coordinati dai docenti Daniele Santimone, Achille Succi, Roberto Manuzzi e Guido Querci.

Per assistere all’evento basta collegarsi dalle 17.15 sul canale Youtube del Conservatorio al seguente link: youtu.be/duc0HltNFz8

L’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) ha ufficialmente riconosciuto il 30 aprile come l’International Jazz Day. La Giornata Internazionale del Jazz ha l’obiettivo di promuovere il jazz e la sua insita capacità di unire le persone in tutti gli angoli del globo. L’International Jazz Day riunisce comunità, scuole, artisti, storici, accademici e appassionati di jazz in tutto il mondo per celebrare e per far conoscere il jazz e le sue radici, ma anche per sostenerne l’impatto nel presente e nel futuro. Quest’anno partecipa anche il conservatorio ferrarese.

“È un’opportunità unica che permette al Frescobaldi di avere una visibilità globale – spiega la docente Marta Raviglia, referente del Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali – Per la prima volta gli studenti del corso di Jazz del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara partecipano alle celebrazioni per la Giornata mondiale del Jazz”. L’evento internazionale, infatti, è patrocinato dall’UNESCO, e l’appuntamento realizzato dal Conservatorio al Torrione è tra quelli ufficialmente registrati sul sito dell’International Jazz Day jazzday.com/events. Il prossimo anno, anticipa Marta Raviglia, la volontà del Conservatorio di Ferrara è quella di “celebrare il 30 aprile con un’intera giornata dedicata al jazz con concerti che alternino la presenza sul palco di allievi e docenti. Oltre ai concerti dal vivo, non mancheranno le masterclass con musicisti e docenti jazz”.

Per il gruppo di Achille Succi, si esibiranno gli allievi Giuseppe Ferro alla voce, Francesco Bressan alla batteria, Matteo Gurrieri e Francesco Predieri alle chitarre, Giuseppe Morfino al pianoforte, che suoneranno anche brani da loro composti. Gli allievi di Roberto Manuzzi sono Erika Corradi alla voce, Erica Ruggiero al piano, Lorenzo Negroni alla chitarra, Riccardo Segurini e Giovanni Pederzini che si alternano al basso e Davide Balboni alla batteria. Gli studenti di Guido Querci sono invece Kelvin Enenehi e Michele Nannetti ai timpani, Giuseppe Daniele Morfino, Raffaele Guandalini e Rachele Amore ai congas con Ambra Bianchi al flauto. Davide La Rosa, Lorenzo Negroni, Francesco Predieri, Matteo Gurrieri, Diego Insalaco e Pietro Boarini alle chitarre, Erica Ruggiero al pianoforte, Raffaele Guandalini al basso, Stefano Guarisco alla batteria sono gli allievi del gruppo di Daniele Santimone.

 

Per saperne di più:

CHE COS’È L’INTERNATIONAL JAZZ DAY:

Nel 2011 l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) ha ufficialmente riconosciuto il 30 aprile come l’International Jazz Day. La Giornata Internazionale del Jazz ha l’obiettivo di promuovere il jazz e la sua insita capacità di unire le persone in tutti gli angoli del globo. L’International Jazz Day riunisce comunità, scuole, artisti, storici, accademici e appassionati di jazz in tutto il mondo per celebrare e per far conoscere il jazz e le sue radici, ma anche per sostenerne l’impatto nel presente e nel futuro. La manifestazione, inoltre, intende rafforzare la cooperazione internazionale, proprio attraverso la musica jazz. Ogni anno, il 30 aprile diventa un appuntamento per promuovere dialogo tra le culture, il rispetto delle diversità e dei diritti umani al fine di sradicare la discriminazione, salvaguardare la libertà di espressione e l’uguaglianza di genere, impegnando i giovani nell’attuazione del cambiamento sociale.

La Giornata Internazionale del Jazz è presieduta e guidata dal direttore generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, e dal leggendario pianista e compositore jazz Herbie Hancock, che è ambasciatore UNESCO per il dialogo interculturale e presidente dell’Herbie Hancock Institute of Jazz, organizzazione senza fini di lucro incaricata di pianificare, promuovere e produrre questa celebrazione annuale.

Già dal 2020, a causa della diffusione del coronavirus, l’UNESCO e l’Herbie Hancock Institute of Jazz hanno dato vita a una celebrazione virtuale dell’International Jazz Day, arricchita da programmi educativi online gratuiti e un concerto globale online dedicato agli operatori sanitari e ai soccorritori. In parallelo, amanti del jazz di tutto il mondo hanno portato il loro contributo registrando centinaia di esibizioni, per un Jazz Day collettivo e solidale, anche se a distanza.

 

Parole a capo
Francesca Marica: “Siamo pelle e ossa nude” e altre poesie

“Mi sarei fatta altissima come i soffitti scavalcati di cieli.”
(Claudia Ruggeri)

Niente resta uguale

Niente resta uguale e tutto si ripete.
Confidarsi è una precisazione di quello che precede,
una semplicità che fa durare le cose.
La casa bianca si racconta, cerca orecchie complici.
Ma la casa è stare fuori, è perdonare chi è partito
con il velo dell’allarme addosso.
Tu insegni alla bambina che la luce è un destino
anche quando gli alberi sono spogli e chiedono una tregua.
La bambina corre e correndo toglie l’aria ai gelsomini.
Ha la forza dei ricordi sottili, solo una mosca trema
e pretende la sua parte di veleno.
Dietro il cancello pesci dorati partoriscono piccoli ami dalla bocca.

Ci sono fantasmi in ogni angolo.
Chiedono di essere messi da parte, di essere lasciati andare,
di essere presi per mano un’ultima volta

 

 La tua è una resistenza coerente

La tua è una resistenza coerente.
Finalmente riposi e non c’è sguardo che possa farti male.
Il tuo corpo è un altare, un luogo di scomparsa
dove la luce entra piano e non ha fretta di arrivare.
Che inutile pudore la riservatezza di una vita.
Si vive di frammenti e tu dovevi morire
per capire di voler essere vivo.

Qui il giorno chiama ancora i suoi delitti ma io oggi
ti perdono e tu mi restituisci una speranza nuova.
Passeggi solo come un fantasma, arrivi piano,
perso nel bianco di una lingua dimenticata e c’è nell’aria
un sentimento antico, una miseria semplice.
Le tue gambe non torneranno più in nessuna casa
e tutte le mie intuizioni avranno subito grandi danni.

Ti cerco sulla spiaggia. Cerco quello che non sarà,
quello che non potrà più essere. La vita è una stagione a tempo,
una nuda terra dove tutto si riduce a una consapevolezza distaccata.
Oggi ti restituisco al mare, oggi ti perdono.
Ti ho perso prima che la terra imparasse la lingua dei vivi

 

Il muso degli animali sulla neve

Tenere insieme i pezzi
per come occorre, per come è possibile.
Le mani nella fessura del legno offrono protezione,
le tele dei ragni disegnano una musica bassa
e luminosa, è lì il teatro.
La legge del fuoco non ammette ignoranza
e se qualcosa rimane è solo un’impronta di realtà.

Il muso degli animali sulla neve è la traccia
di una prima direzione. Tu segui il bianco
anche quello delle parole che non so dire,
il silenzio è la nostra forma di obbedienza.
Verrà il tempo in cui gli spettri schiuderanno
le braccia senza sforzo e senza compassione
e noi non ricorderemo neanche un nome.

Saranno gli alberi il nostro aiuto alla memoria
e scorrerà di nuovo l’acqua e scorrerà di nuovo il sale,
dalla mia alla tua schiena, tra le case rosse,
tra le ossa rotte, oltre quel confine senza
più il rischio di un naufragio

 

Siamo pelle e ossa nude

Siamo pelle e ossa nude davanti alle incognite del mondo.
Siamo latte e sangue.
Un filo trasparente nella bocca dei bambini.
Due gambe nel punto più prossimo dell’acqua
e i cespugli a dire i primi segni dell’abbandono.
Qualcosa cambia prima di cambiare, gli animali hanno
luci gialle dentro gli occhi, quel giallo è un singhiozzo.

Passa il tempo ma la tua bellezza resta intatta
e tu senza sforzo ti avvicini. Entro nella tua saliva.
Io sono la tua malattia, Tu sei il mio contagio.
Ci diciamo cose oscure quando è buio.
Nessuno sa quanto sei grande. Nessuno sa che mi contieni.

(Le spine sono quello che resta quando il mare mangia la terra e riscrive i confini e le frontiere. La pace è nel legno inumidito dal sudore delle fronti: un’eco della terra da cui sono partiti tutti i padri. Il mondo che abita i tuoi sogni è una manciata di pezzi in ricostruzione, parla una lingua rara: è quella del perdono nella bocca).

Francesca Marica (Torino,1981). Vive a Milano dove esercita la professione di avvocato, occupandosi prevalentemente di minori problematici e donne vittime di abusi e violenze.
Poeta lineare e visiva, ha vissuto e lavorato anche in Francia e Spagna arricchendo il suo percorso di diverse contaminazioni. Traduce dall’inglese, dal francese e dallo spagnolo. Da anni approfondisce il tema delle avanguardie. Collabora e ha collaborato con riviste e siti di poesia italiani (tra gli ultimi, Argo, Poesia del Nostro Tempo, Anterem, Carte nel Vento, imperfetta Ellisse, Carteggi Letterari) e fa parte della giuria del premio letterario Internazionale Franco Fortini e di quello Nazionale Gianmario Lucini.
Dopo la recente pubblicazione di Concordanze e approssimazioni (Il Leggio, 2019, segnalato Premio Montano, XXXIII edizione) ha in cantiere un libro di prose poetiche e un libro d’artista a quattro mani con una scultrice contemporanea.

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Gian Paolo Benini e Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Ferraraitalia. Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

 

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi