Giorno: 18 Maggio 2021

libri biblioteche

FERRARA: LETTORI A DIFESA DELLE BIBLIOTECHE
Appuntamento in Largo Castello, sabato 22 maggio alle ore 10

 

Per il rilancio del sistema bibliotecario pubblico
diciamo NO al suo ridimensionamento!

Il Gruppo Cittadine e cittadini a difesa delle biblioteche promuove per sabato 22 maggio alle ore 10 in Largo Castello un presidio/manifestazione: “per il rilancio del sistema bibliotecario: diciamo NO al suo ridimensionamento”, dopo aver raccolto nei giorni scorsi quasi 1000 firme sull’appello a sostegno di questa posizione.

Infatti, dopo molti mesi di annunci, nella Commissione Consiliare di martedì 11 maggio l’Amministrazione comunale ha finalmente reso pubblica, per bocca dell’assessore Gulinelli, la sua “proposta” relativa al futuro del sistema bibliotecario cittadino.
Da quanto abbiamo capito, visto che c’è stata una grande reticenza nel dettagliarla, né è stata data preventivamente una documentazione ai consiglieri comunali e tantomeno a noi, nonostante sia dall’autunno scorso che abbiamo chiesto di averla, l’intenzione della Amministrazione Comunale si riduce a voler esternalizzare le biblioteche di S.Giorgio, Porotto e Rodari per un impegno di spesa complessivo di 100.000 € in un anno.
Non c’è nulla rispetto ad un’idea di rilancio del sistema bibliotecario cittadino, di cui invece c’è grande necessità, visto che veniamo da anni in cui questa prospettiva non si è mai concretizzata, nessun impegno rispetto ad assunzioni di personale bibliotecario comunale qualificato, a fronte dei numerosi pensionamenti verificatisi negli anni passati, nessun riferimento alla nuova struttura bibliotecaria da collocare nell’area Sud della città, completo silenzio rispetto all’utilità di aggiornare il modello bibliotecario per renderlo adeguato alle trasformazioni in corso.

La stessa impostazione sulle esternalizzazioni dimostra che l’Amministrazione Comunale è semplicemente dentro ad una logica di risparmio e disimpegno, visto che la spesa per il personale attualmente impiegato in quelle biblioteche ammonta a circa 150.000 € (5 unità per
30.000 € annuo di costo), mentre per far funzionare ad un livello minimo quelle biblioteche sarebbero necessarie almeno 6 persone.

La spesa prospettata significa utilizzare personale sottopagato rispetto ai dipendenti comunali e, comunque, assolutamente non in grado di garantire servizi aggiuntivi rispetto agli attuali, come sbandierato dall’Amministrazione, per giustificare l’esternalizzazione del servizio di quelle biblioteche.

Ci vuole ben altro. Occorre un vero progetto di rilancio e riqualificazione del sistema bibliotecario cittadino, che colmi i vuoti lasciati scoperti proprio da quella che è una “non proposta” dell’Amministrazione Comunale. E’ necessario che si sviluppi un dibattito esteso nella città sul futuro del sistema bibliotecario e che di questo sia investito con una discussione apposita il Consiglio Comunale e non limitarsi alle comunicazioni dell’Assessore alla Cultura, come se fossimo di fronte ad un semplice provvedimento di natura amministrativa.

Da parte nostra, siamo impegnati, con la manifestazione di sabato 22 maggio, a rigettare le intenzioni negative dell’Amministrazione, a chiedere che l’assessore torni a confrontarsi con noi, la cittadinanza, le forze sociali e politiche, a dare il nostro contributo, anche in termini di elaborazione e proposta, perché Ferrara abbia un sistema bibliotecario e una politica culturale capace di guardare al futuro.

GRUPPO CITTADINE E CITTADINI A DIFESA DELLE BIBLIOTECHE

P.S. Il quotidiano online Ferraraitalia ha aderito alla raccolta firme e alla manifestazione del 22 maggio 2021

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia Romagna 18 maggio.

 

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: su quasi 25mila tamponi 331 nuovi positivi (1,3%). Aumentano i guariti (+1.046), calano i casi attivi (-725) e i ricoveri (-66). Vaccinazioni: oltre 2 milioni e 214mila dosi somministrate.

Il 94,8% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 36,7 anni. 10 i decessi.

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 380.246 casi di positività, 331 in più rispetto a ieri, su un totale di 24.655 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 1,3%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni e le persone dai 55 anni in su. E da ieri, in Emilia-Romagna anche i 40-49enni, cioè i nati dal 1972 al 1981 compresi, possono registrarsi on line per la somministrazione del vaccino anti Covid collegandosi al sito internet della Regione http://salute.regione.emilia-romagna.it/candidature-vaccinazione. Lo stesso disponibile per la classe d’età 50-54 (i nati dal 1967 al 1971 compresi), per la quale naturalmente le candidature rimangono aperte.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 2.214.106 dosi; sul totale, 735.538 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 142 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 156 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 214 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 36,7 anni.

Sui 142 asintomatici117 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing7 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, tramite i test pre-ricovero, 3 attraverso gli screening sierologici. Per 9 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna e Parma entrambe con 65 casi e Modena con 55; poi Reggio Emilia (35), Rimini (31) e Piacenza (29); seguono Forlì e Cesena (entrambe con 15 casi), Ravenna (9) e infine Imola e Ferrara (6 casi ognuna).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Il Report settimanale sull’andamento dell’epidemia in Emilia-Romagna, disponibile al link https://bit.ly/3tWSfNe, contiene anche i dati di contagio in età scolastica. In particolare, i dati sono relativi a tutti i contagi che, sul territorio regionale, hanno interessato a partire dal 14 settembre 2020, inizio delle scuole, fino al 16 maggio 2021, rispettivamente studenti/alunni e docenti/operatori scolastici di servizi educativi 0-3 anni, scuole per l’infanzia, scuole primarie di I grado, scuole secondarie di I e II grado. Oltre al numero assoluto, è indicata la percentuale dei casi positivi rispetto a tutti i casi di positività registrati in Emilia-Romagna nello stesso periodo. Infine, una tabella fotografa la situazione contagi in ambito scolastico nel periodo 3-16 maggio 2021, nel quale si sono registrati 1.460 nuovi casi nella fascia d’età 0-18, che comprende bambini e studenti/alunni dai servizi 0-3 anni fino alle superiori, e 128 nuovi casi fra docenti e personale scolastico.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 13.533 tamponi molecolari, per un totale di 4.639.431. A questi si aggiungono anche 11.122 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guaritesono 1.046 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 344.858.

casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 22.281 (-725 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 21.129 (-659), il 94,8% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 10 nuovi decessi: 3 a Ravenna (2 uomini di 77 e 99 anni e 1 donna di 93), 2 a Parma (2 donne di 87 e 95 anni), 2 a Bologna (2 donne di 68 e 82 anni), 2 a Ferrara (2 donne di 68 e 92 anni) e 1 a Modena (1 donna di 71 anni). Non risultano decessi nelle province di Piacenza, Reggio Emilia, Forlì-Cesena e Rimini.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 13.107.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 149 (-7 rispetto a ieri), 1.003 quelli negli altri reparti Covid (-59).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 8 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 14 a Parma (+1), 19 a Reggio Emilia (invariato), 22 a Modena (-1), 45 a Bologna (-3), 7 a Imola (-1), 9 a Ferrara (-3), 8 a Ravenna (+1), 4 a Forlì (invariato), 3 a Cesena (invariato) e 10 a Rimini (-1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 23.386 a Piacenza (+29 rispetto a ieri, di cui 13 sintomatici), 27.602 a Parma (+65, di cui 30 sintomatici), 46.295 a Reggio Emilia (+35, di cui 21 sintomatici), 64.738 a Modena (+55, di cui 30 sintomatici), 81.199 a Bologna (+65, di cui 48 sintomatici), 12.492 casi a Imola (+6, di cui 3 sintomatici), 22.967 a Ferrara (+6, di cui 4 sintomatici), 30.023 a Ravenna (+9, di cui 3 sintomatici), 16.651 a Forlì (+15, di cui 13 sintomatici), 19.171 a Cesena (+15, di cui 13 sintomatici) e 35.722 a Rimini (+31, di cui 11 sintomatici).

Rispetto ai giorni precedenti, sono stati eliminati 3 casi, in quanto giudicati non Covid-19.

Spazi e servizi di aggregazione, multimedialità e creatività: in Emilia-Romagna si punta sui giovani.

 

Giovani. Spazi e servizi di aggregazione, multimedialità e creatività: in Emilia-Romagna si punta sui giovani. Al via il bando biennale 2021-2022 della Regione: 1,1 milioni di euro le risorse disponibili per riqualificare la rete esistente e realizzare nuove strutture. La vicepresidente Schlein: “I giovani al centro delle nostre politiche, ripensiamo il futuro insieme a loro”.

Possono partecipare Comuni capoluogo di provincia e Unioni di Comuni, con domanda entro il 9 luglio via web sulla piattaforma informatica elixForms, raggiungibile da Giovazoom. Spesa massima ammissibile di 80mila euro, con copertura della Regione fino al 70%.

Bologna – Incontrarsi, scambiarsi informazioni, dare spazio ai propri sogni e alla propria creatività, lavorare, anche in collaborazione con altri, o cercare un’occupazione.

È ai luoghi di aggregazione, di nuova realizzazione oppure in strutture già esistenti da riqualificare pensate appositamente per i giovani, a cui guarda il bando biennale della Regione 2021-2022, approvato ieri dalla Giunta. A disposizione ci sono 1,1 milioni di euro per potenziare e consolidare, in vista della ripresa delle attività post Covid, il patrimonio di spazi e servizi diffusi sul territorio, rendendolo più moderno e funzionale; con l’obiettivo di consentire una più ampia partecipazione di giovani e meno giovani per socializzare, scambiarsi idee e apprendere reciprocamente, anche con modalità a distanza, promuovendo pratiche collaborative e percorsi di co-progettazione degli interventi con i giovani del territorio regionale.

Le risorse complessive per finanziare il bando, rivolto a Unioni di Comuni e Comuni capoluogo di provincia, sono suddivise in 640mila euro per il 2021 e 480mila euro per il 2022, e provengono dalla quota complessiva dei fondi messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per finanziare la legge regionale 14 del 2008 “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni”. Il contributo della Regione, concesso a fronte di una spesa, da parte degli Enti Locali, che va da un minimo di 20mila a un massimo di 80mila euro per singolo progetto, potrà arrivare a coprirefino al 70% dei fondi impegnati da Comuni e Unioni.

“Il periodo segnato dalla pandemia, così profondamente traumatico, ha imposto la chiusura di spazi e servizi o ne ha profondamente limitato l’accesso, i giovani hanno passato molto tempo in casa e a gestire le relazioni a distanza- sottolinea la vicepresidente con delega alle Politiche giovanili, Elly Schlein-. Abbiamo ritenuto dunque prioritario intervenire, in particolare investendo in luoghi di aggregazione e servizi dove i giovani potessero riprendere ad incontrarsi in sicurezza per socializzare, lavorare insieme ed esprimere pienamente la loro creatività”.

Il bando: come fare domanda, i progetti finanziabili:

Gli Enti locali interessati hanno tempo fino 9 luglio 2021 (ore 13) per presentare domanda di contributo, via websulla piattaforma informatica elixForms raggiungibile da Giovazoom.

Potranno essere finanziati i luoghi e le strutture di aggregazione giovanile (ambienti di coworking e polifunzionali, fab-lab, sale prove, Informagiovani e web radio giovanili) di nuova realizzazione e le loro aree esterne; quelli già esistenti che necessitano di ristrutturazione e riqualificazione sul piano della funzionalità logistica ed organizzativa, mediante acquisto di arredi interni ed esterni e/o allestimenti/potenziamenti tecnologici e strumentali (acquisizione di computer, notebook, stampanti, microfoni, mixer, potenziamento impianti, ecc.).

Potrà essere proposto un unico progetto con l’indicazione della data prevista per l’inizio dell’intervento secondo le annualità 2021-2022; i progetti presentati nel 2021 dovranno concludersi entro il 31/12/2021, quelli presentati nel 2022 entro il 31/12/2022.

Sul sito Giovazoom è presente una mappa di tutti gli spazi di aggregazione per i giovani che la Regione ha contribuito a sostenere in questi anni.

 

Difesa del suolo: A Mondaino (Rn) chiuso il cantiere per la messa in sicurezza della strada comunale di via Montespino e il consolidamento del Rio Salso.

 

Difesa del suolo. A Mondaino (Rn) chiuso il cantiere per la messa in sicurezza della strada comunale di via Montespino e il consolidamento del Rio Salso. L’assessore Priolo: “La Protezione civile al servizio dei territori per riparare i danni del maltempo”.

Costruite difese spondali in pietra a protezione della via più volte danneggiata dalle piene del torrente. Un intervento da 100mila euro finanziato dalla Regione e realizzato dal Servizio di Rimini dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile.

Bologna – Torna in completa sicurezza la strada comunale di via Montespino a Mondaino, nel riminese.

Si è concluso nei giorni scorsi un importante intervento per la sicurezza idraulica, con il ripristino e il consolidamento della sponda dei due tratti franati del Rio Salso, a protezione della sovrastante strada comunale.

I lavori, finanziati dalla Regione con 100mila euro, sono stati curati dal Servizio di Rimini dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile.

“Si è trattato di un intervento necessario- sottolinea l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo– per garantire condizioni di massima sicurezza della circolazione stradale. Uno dei tanti mini-cantieri sparsi sul territorio regionale per rimediare ai danni del maltempo di cui si fa carico la Protezione civile al servizio della collettività”.

L’intervento in dettaglio:

Il susseguirsi delle piene degli ultimi anni ha provocato l’erosione della sponda destra del Rio Salso, nel tratto adiacente alla strada comunale di via Montespino, mettendone in pericolo la stabilità. Con l’intervento realizzato è stata sistemata la sponda del corso d’acqua ed è stata così messa in sicurezza la viabilità comunale.

In particolare, si è provveduto alla ricostruzione della scarpata erosa, con terreno proveniente da scavi interni al cantiere e alla realizzazione della difesa di sponda con massi ciclopici di peso variabile da 1-3 tonnellate.

Inoltre è stato ripristinato l’asfalto deteriorato della strada e, nel tratto di curva adiacente il corso d’acqua, è stata installata una barriera stradale di sicurezza in legno.

Per tutte le informazioni sui lavori in corso in Emilia-Romagna per la sicurezza del territorio consultare il sito: https://www.regione.emilia-romagna.it/territoriosicuro.

Violenza Donne: UECoop, solo 272 case rifugio in tutta Italia.

 

Comunicato stampa UeCoop.

Sono solo 272 le case rifugio in tutta Italia dove possono trovare accoglienza e un aiuto le donne vittime di violenza. E’ quanto emerge da una analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento all’ultimo studio Istat su “Le richieste di aiuto durante la pandemia” con oltre 15mila chiamate ai numeri di emergenza, in media 41 al giorno, con un balzo del +79,5% nel 2020 rispetto all’anno precedente.

L’emergenza Covid con il lockdown, le limitazioni agli spostamenti e la crisi economica hanno aumentato le tensioni familiari favorendo le esplosioni di violenza domestica riducendo al tempo stesso – sottolinea Uecoop – le possibilità per le donne vittime di mettere una adeguata distanza fisica e psicologica dalla furia dei propri partner con il rischio di traumi indelebili anche per i figli. Le più fortunate – spiega Uecoop – o vengono aiutate da amici e parenti oppure riescono la trovare rifugio nelle strutture di sostegno.

I centri anti violenza forniscono servizi di primo intervento, ascolto e accoglienza coinvolgendo i componenti del network sociale territoriale, dalle forze dell’ordine alle aziende sanitarie fino agli enti locali, ma – evidenzia Uecoop – offrono anche supporto legale e psicologico, orientamento, collaborazione nella ricerca di una nuova abitazione o sistemazioni temporanee per allontanarsi subito dalla situazione di violenza con le cooperative sociali di assistenza in prima linea nell’affrontare il fenomeno. La larga maggioranza delle Case offre ospitalità di medio-lungo periodo (86,5%) e ospitalità programmata in urgenza (67,1%) con l’offerta che è maggiore al Nord, in particolare in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, e, al Centro, in Toscana spiega Uecoop sugli ultimi dati Istat.

Il tempo di permanenza presso le Case Rifugio oscilla da pochissimi giorni a due anni, mediamente è pari a 259 giorni – evidenzia Uecoop – con oltre 9 Case rifugio su 10 (91%) che si trovano in un luogo diverso rispetto a un Centro antiviolenza, mentre il restante 8% condivide gli spazi proprio con un Centro antiviolenza. Oltre all’ospitalità – sottolinea Uecoop – le Case offrono servizi di orientamento e accompagnamento (96,4%), un piano di sicurezza individuale sulla base della valutazione del rischio (93,7%), il supporto e la consulenza psicologica alla donna (90,1%), l’indirizzo all’autonomia abitativa (90,1%) e lavorativa (87,8%), il supporto e la consulenza legale (89,2%), il sostegno alla genitorialità (80,6%). Si tratta di una rete di supporto fondamentale – conclude Uecoop – considerato che pur essendo la violenza sulle donne un fenomeno trasversale a diverse fasce sociali, sono le vittime che arrivano dagli ambienti più poveri della popolazione a dover affrontare i maggiori problemi per uscire dalla trappola dei maltrattamenti e per riorganizzare la propria vita.

Difesa del suolo: Castel San Giovanni (Pc), cresce di 17 mila metri cubi la capacità di invaso della Cassa di espansione del Rio Lora.

 

Difesa del suolo. Castel San Giovanni (Pc), cresce di 17 mila metri cubi la capacità di invaso della Cassa di espansione del Rio Lora. Potenziate e migliorate le tecnologie per renderla più sicura.

L’assessore Priolo: “Un intervento in chiave di prevenzione dei rischi a protezione di un centro abitato particolarmente popoloso. La capacità d’invaso sale complessivamente a 72 mila cubi con un investimento di oltre 217 mila euro”.

Bologna – Continuano i lavori per mettere in sicurezza l’abitato di Castel San Giovanni, in caso di piene del Rio Torto-Lora.
Cresce di 17 mila metri cubi la capacità d’invaso dell’area di laminazione alle porte del popoloso comune del piacentino. La Regione ha infatti concluso i lavori di ampliamento della Cassa di espansione, portandola a 72mila metri cubi rispetto ai precedenti 55 mila.

“Il cantiere ultimato va a completare il progetto originario della Cassa, che non era mai stato terminato: si trattava di un’opera sottodimensionata- spiega Irene Priolo, assessore regionale alla difesa del suolo e alla protezione civile-, che ora trova sviluppo e piena attuazione così come inizialmente prevista. L’intervento è a protezione del terzo centro abitato più importante della pianura piacentina e si inserisce nella strategia regionale che punta alla prevenzione dei rischi: non solo si sono accresciuti i volumi, ma si sono anche potenziate e migliorate le tecnologie a servizio dell’impianto per renderlo più efficiente”.

In tutto la Regione ha investito 217.500 euro. I lavori sono stati attuati dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile e si sono conclusi a fine aprile.

Cosa è stato realizzato:

Oltre all’ampliamento del volume della cassa, ottenuto con nuovi scavi nei terreni acquisiti a demanio, è stata potenziata l’efficienza dei manufatti.
In particolare, sul tratto del rio Torto in prossimità dello scarico di superficie sono stati sostituiti i “gabbioni” in pietrame messi a protezione degli argini.
Sulla sponda destra della Cassa, la cosiddetta “finestra idraulica”, è stato inoltre realizzato un rivestimento in pietrame per evitare continui e onerosi interventi di manutenzione. Per acquisire dati in tempo reale si sono installati strumenti di monitoraggio idrometrico.
Inoltre, lungo la sponda destra del rio Torto si è realizzato un nuovo accesso con sbarre di protezione per garantire la sicurezza della cassa, completando l’intervento con lo sfalcio della vegetazione e la semina.
Al termine dei lavori è stato eseguito un rilievo topografico dell’intera area al fine di valutare futuri interventi anche in funzione dello studio idrologico-idraulico in corso.
Tutte le informazioni sui lavori in corso in Emilia-Romagna per la sicurezza del territorio sul sito: https://www.regione.emilia-romagna.it/territoriosicuro.

 

Ripartenza: Per l’Emilia-Romagna una visione del futuro condivisa.

 

Ripartenza. Per l’Emilia-Romagna una visione del futuro condivisa: transizione verde e digitale, occupazione di qualità, attrattività, donne e giovani generazioni. La Giunta approva il ‘Documento strategico regionale 2021-2027’. E per ricerca e innovazione via libera alla ‘Strategia di specializzazione intelligente S3’, obiettivo: investimenti per 5 miliardi. Baruffi-Colla: “Più fondi europei grazie alla piena capacità di programmazione e di spesa della Regione, occasione storica che coglieremo a pieno”.

Il Dsr assume gli obiettivi del Patto per il Lavoro e per il Clima dopo un ampio confronto con i firmatari. Ora l’esame del documento in Assemblea legislativa per arrivare all’approvazione definitiva in Aula a fine giugno. Strategia S3, i campi di intervento: Big data, Intelligenza artificiale, trasformazione ecologica, space economy, automotive, salute, cultura, manifattura e filiere innovative, agroalimentare, turismo.

Bologna – Una visione del futuro condivisa. Un programma unitario degli obiettivi da raggiungere attraverso l’azione coordinata di investimento delle risorse europee e nazionali stanziate per la ricostruzione. Per il rilancio e lo sviluppo sostenibile dell’Emilia-Romagna, tenendo insieme le esigenze di breve periodo con le trasformazioni strutturali di lungo termine, per rafforzare le reti sociali, ricucire le distanze territoriali, rafforzare la competitività del sistema economico-produttivo e l’attrattività della regione.

È il Documento Strategico Regionale (Dsr) per la programmazione unitaria delle politiche europee di sviluppo2021-2027 – il nuovo settennato di definizione dei fondi europei, scaduto il precedente -, approvato dalla Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini che inizia oggi il suo iter in Assemblea legislativa. Un Documento che delinea una programmazione fondata sull’integrazione e che valorizzi complementarità e sinergie.

L’impatto della pandemia ha acuito anche in Emilia-Romagna le diseguaglianze sociali, di genere, generazionali, tra settori economici e tra territori e ha generato nuovi bisogni e nuove sfide. Con il Patto per il Lavoro e per il Climafirmato con tutte le parti sociali nel dicembre scorso, la Regione ha condiviso con il sistema territoriale un nuovo progetto di rilancio e sviluppo volto a generare lavoro di qualità, accompagnando l’Emilia-Romagna nella transizione ecologica e digitale. Un progetto che assume come riferimento decisivo l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu, fondato sulla sostenibilità, nelle sue tre componenti inscindibili, quella ambientale, sociale ed economica.

Il Dsr assume direttamente gli obiettivi del Patto dopo un ampio confronto e nella condivisione di scelte e contenuti con le rappresentanze e dà gambe a questo progetto, delineando la cornice strategica nella quale indirizzare l’insieme dei fondi europei e nazionali 2021-2027 su cui potrà contare l’Emilia-Romagna.

“È un’occasionestorica per il nostro Paese, che l’Emilia-Romagna intende cogliere a pieno- afferma il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Davide Baruffi-. Intendiamo contrastare le diseguaglianze come chiave per rafforzare la crescita e superare il potenziale conflitto tra sviluppo e ambiente, accelerando la trasformazione dell’economia e della società in chiave di sostenibilità. Una trasformazione che vogliamo giusta, ovvero che non comprometta le esigenze delle generazioni attuali e risponda pienamente alle aspettative di quelle future. Il riparto delle risorse è in discussione in questo momento tra Governo e Regioni, ma siamo fiduciosi di poter ottenere molto di più rispetto al settennato precedente. Anche le nostre imprese e Università hanno dimostrato grande capacità progettuale, catturando tante opportunità di finanziamento”.

“La Regione Emilia-Romagna vanta ottime performance di spesa dei fondi europei e di realizzazione dei progetti nel periodo 2014-2020- prosegue- con una percentuale di impegni che supera il 100% per i programmi regionali del fondo Fesr e Fse e si attesta sul 98% per il Feasr, posizionandosi in cima alla classifica nazionale per stato di avanzamento dei programmi e velocità di spesa. Con il Dsr capitalizziamo questa capacità, assegnando priorità a due fattori oggi imprescindibili per generare sviluppo sostenibile: la promozione della piena parità di genere quale motore di equità e di modernizzazione della società e il protagonismo delle giovani generazioni”. 

I fondi europei:
Alle risorse 2021-2027 della Politica di coesione (fondi Fesr e Fse+), con una dotazione in crescita rispetto al settennio precedente, pari a 42 miliardi di euro per l’Italia, di cui 9 per le Regioni che più hanno dimostrato capacità di spesa e programmazione, si aggiungono il pacchetto straordinario di risorse di Next Generation Eu, con una dotazione di 235 miliardi per il periodo 2021-26 del Piano nazionale ripresa e resilienza (tra Recovery fund, React-EU e Fondo per gli investimenti complementari) e le risorse della politica agricola comune (Feasr) del biennio 2021-22, pari a oltre 10 miliardi di euro, di cui circa 3 miliardi per lo sviluppo rurale. Inoltre, si può contare sulla programmazione complementare a livello nazionale del Fondo sviluppo e coesione, con una dotazione di 50 miliardi.

Ricerca e innovazione:
In questo ambito, per ricerca e innovazione la Giunta ha definitoanche la Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3) che intreccia le grandi sfide europee: nei prossimi 7 anni, l’Emilia-Romagna punta tutto su Big data, Intelligenza artificiale, trasformazione ecologica, space economy, automotive, salute, cultura, agroalimentare, manifattura e filiere innovative, edilizia e turismo.
La nuova programmazione in parte poggia sui risultati raggiunti dalla stessa strategia S3 tra il 2014-2020, dove il sistema regionale ha impegnato una rilevante massa di risorse e di investimenti destinati a ricerca e innovazione, pari a oltre 3,1 miliardi di euro, con un contributo pubblico di oltre 1,5 miliardi di euro, di cui 900 milioni di risorse regionali. L’obiettivo è quello di realizzare nuovi investimenti in stimati in 5 miliardi di euro, finanziati sia con risorse pubbliche, europee, statali e regionali per circa 2,7 miliardi, che private con un co-finanziamento di 2,3 miliardi.
“La nuova S3 2021-2027 rappresenta per l’Emilia-Romagna una opportunità straordinaria– afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla– per tracciare il nuovo quadro strategico di ricerca e sviluppo innovativo della nostra regione. Agenda 2030 e il nuovo approccio delle politiche europee, in particolare di Horizon Europe e della politica di coesione, costituiscono i punti di riferimento, le cui sfide declinate su scala regionale sono fissate nel Patto per il Lavoro e per il Clima. L’obiettivo tracciato è quello di rafforzare l’insieme degli strumenti di intervento, attraverso azioni integrate e coordinate in grado di indirizzare le politiche regionali per la ricerca e l’innovazione, al fine di far fronte alle grandi sfide che il sistema ha di fronte e cogliere le opportunità a esse connesse, coinvolgendo in modo sempre più diffuso il sistema delle imprese e, in particolare, quello delle piccole imprese e delle filiere”.
Un percorso che poggia su un ampio e strutturato ecosistema della ricerca e dell’innovazione, che fa perno su soggetti pubblici, a partire dalle università, e privati di ricerca e imprese in grado di cooperare e creare non solo attività di ricerca e innovazione, ma anche nuove infrastrutture, nuove reti e piena partecipazione alle opportunità nazionali ed europee, con una rinnovata capacità di attrazione di iniziative di ricerca e di talenti di livello internazionale. / (gia.bos. – va-ma.)

“Comunicare” il vaccino antiCovid-19, Emilia-Romagna promossa nello studio di Agenas e del Laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant’Anna.

 

Sanità. “Comunicare” il vaccino antiCovid-19, Emilia-Romagna promossa nello studio di Agenas e del Laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant’Anna. Il sito dedicato della Regione esempio di ‘buona pratica’, migliore performance per semplicità di lettura dei testi.

L’indagine, presentata questa mattina a livello nazionale, ha coinvolto i siti di 108 Aziende sanitarie locali e 21 Regioni/Province Autonome. Per il sito https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/ 8 bollini verdi su 12.

Bologna – Comunica bene ai cittadini le differenti categorie di utenti che hanno diritto alla vaccinazione anti Covid-19, tanto da essere considerato un esempio di “buona pratica”. E si contraddistingue per la semplicità di lettura dei testi (il cosiddetto “Indice READ-IT”), che lo portano in testa alla classifica.

Sono questi i “punti forti” del sito della Regione Emilia-Romagna dedicato al vaccino (https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/)  rilevati dall’indagine presentata questa mattina a livello nazionale, realizzata da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e dal Laboratorio MeS(Management e Sanità) della Scuola Superiore Sant’Anna. Un lavoro che ha “passato al setaccio” i siti web di 108 Aziende sanitarie locali e 21 Regioni/Province Autonome italiane, con un obiettivo preciso: offrire una panoramica sullo stato dell’arte della comunicazione online relativa alla vaccinazione anti Covid-19. Molteplici studi hanno evidenziato infatti come un’adeguata comunicazione porti a risultati significativi nel promuovere la vaccinazione. La prospettiva adottata da Agenas e Laboratorio MeS è proprio quella dell’utente che visita il sito per reperire informazioni sui vaccini.

Lo studio, in sintesi:
Lo studio ha indagato reperibilità, qualità, quantità, fruibilità, efficienza e leggibilità delle informazioni, assegnando una valutazione su tre fasce di colori: verde positiva, giallo media e rosso negativa.

Per il sito della Regione (https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/) i bollini verdi sono 8 su 12. In particolare, è indicato come esempio di “buona pratica” per la comunicazione al cittadino delle differenti categorie di utenti che hanno diritto alla vaccinazione anti Covid-19; altri aspetti da bollino verde sono la presenza di un riferimento al Covid-19 in home page e all’interno, e di link esterni a siti istituzionali di approfondimento. Ancora, spazi dedicati a informare il cittadino sull’andamento dei casi Covid, sulle diverse fasi della vaccinazione e sulle modalità di prenotazione.

Bollino rosso al sito, invece, perché non contiene informazioni specifiche per il cittadino su dove effettuare il vaccino (i punti vaccinali) e perché non c’è uno spazio dedicato ai possibili effetti collaterali collegati alle varie tipologie di vaccino. Un aspetto “comune”, quest’ultimo, al 52% dei siti web/portali regionali e al 57% di quelli delle Aziende sanitarie. Altro elemento migliorabile, l’assenza di una app dedicata all’informazione e/o assistenza per il Covid.

Margini di miglioramento (bollino giallo) sulla modalità per l’utente over 80 di prenotazione del vaccino: nel 19% dei casi è il Sistema sanitario nazionale a contattare il cittadino (modalità ritenuta migliore), nel 72% è il cittadino stesso a dover effettuare la prenotazione (come accade in Emilia-Romagna), mentre il 9% dei siti non presenta informazioni su come prendere appuntamento per la somministrazione.

Rispetto al tema della leggibilità, secondo lo studio di Agenas il sito della Regione Emilia-Romagna dedicato al vaccino usa il 63,58% di parole comprese nel cosiddetto “Vocabolario di base delle Lingua Italiana”, che include quelle più familiari per gli italiani (7.500 in tutto). Nell’indagine si specifica anche che “nessuna Regione raggiunge l’80%, ovvero la soglia minima per considerare un testo di bassa complessità”.

Il sito è invece al primo posto sul cosiddetto “Indice READ-IT”, che calcola la semplicità di lettura di un testo. I testi sulla vaccinazione anti Covid19 presenti sui siti web/portali regionali sono in gran parte ad elevata complessità, per cui il cittadino deve avere almeno il diploma di scuola superiore per poterli leggere facilmente. Fa, eccezione, appunto, quello della Regione Emilia-Romagna, che con la Provincia autonoma di Bolzano registra la performance migliore.

 

Le Sardine sulla questione inceneritore
La giunta Fabbri deve ascoltare i cittadini e il territorio.

Comunicato stampa Sardine Ferrara.

Le Sardine ferraresi sostengono la manifestazione in piazza:
«Bisogna unirsi e protestare contro chi fa gli interessi di pochi sulla pelle di tutti».

Le Sardine ferraresi sono preoccupate per il futuro ambientale di Ferrara e si schierano dalla parte dei cittadini, seguendo l’esempio della Rete per la Giustizia Climatica: scendiamo in Piazza Castello, venerdì prossimo, alle 17.30, e partecipiamo uniti a “Ci siamo rotti i polmoni”, la manifestazione contro l’aumento dei rifiuti bruciati nel nostro inceneritore. Perché la giunta leghista ha avvallato la decisione di aumentare lo smaltimento di scorie provenienti anche da altre regioni, oltre le 50mila tonnellate prodotte dalla nostra provincia, secondo l’accordo stipulato tra Comune ed Hera? Per quale possibile introito?

Invece di accrescere i rifiuti da infornare nel termovalorizzatore, peggiorando la qualità dell’aria di un’area geografica con alcuni tassi d’incidenza tumorale inferiori solo a Taranto, andrebbe ottimizzato il sistema della raccolta differenziata e del riciclo plastico, nonché incentivata una filiera occupazionale basata sul riutilizzo dei materiali e dello zero waste. Per mesi non è stato comunicato alcunché ai cittadini, costretti a subire un progetto che per il profitto di pochi calpesta la salute di tutti, specialmente dei nostri figli.

Eppure la Lega spende centinaia di migliaia di euro l’anno in comunicazione, ma decide di omettere una presa di posizione cruciale, che nulla ha a che vedere con la straordinarietà presentatasi in occasione dello smaltimento eccezionale dei rifiuti pugliesi di qualche anno fa. Un’occasione, quest’ultima, favorevole per l’attacco della Lega con a capo Salvini, che nel 2014 si presentò in loco per pura propaganda. E proprio Fabbri allora si espresse così: «Diciamo no a questa vergogna». Sono altrettanto vergognose, a nostro avviso, la falsa retorica e la grave omissione del Sindaco e del suo entourage. Non è da tralasciare la leva contrattuale che il Sindaco sta sprecando: in qualità di presidente Atersir ed essendo Hera in proroga sulla gestione del servizio, Fabbri potrebbe pretendere dalla s.p.a. dei comportamenti più benefici, rinunciando alla logica del profitto industriale a favore della nostra salute.

Parimenti, sono insufficienti e sconcertanti le giustificazioni dell’assessore all’ambiente Alessandro Balboni che si è rintanato pubblicamente dietro la conferenza dei servizi e ha sventolato tecnicismi prodotti, non a caso, dagli uffici di Hera in totale controtendenza con le esigenze ecologiche del nostro territorio. Non c’è alcun decreto che abbia obbligato il Comune ad assecondare la multiutility. La nostra salute non deve essere frutto di un compromesso, per di più essendo la prima città in Italia per la raccolta differenziata e grazie agli sforzi dei ferraresi. L’assessore Balboni, che sui social ci ha sommerso di foto in tenuta Plastic Free, strumentalizzando l’impegno e l’entusiasmo di decine di volenterosi, ci ha preso in giro? Che senso ha siglare protocolli d’intesa coi cittadini, se poi non coinvolge l’opinione pubblica su scelte fondamentali? Le apparenze con il sacco nero in mano e i guanti non bastano più, sono figlie dell’opportunismo e di un politicare vecchio stampo che finge di ascoltare le persone per poi favorire le carriere dei singoli. E i loro privilegi.

Israele frutto amaro

Israele. Bisogna stare attenti ad esprimere un’opinione fortemente critica verso un governo che è l’espressione di uno Stato, quando questo Stato costituisce il frutto (amarissimo) di una pianta del risarcimento per la cattiva coscienza dell’Occidente nei confronti della più atroce, sistematica e pianificata strategia di distruzione di un popolo: quello ebraico. Strategia nata e prosperata nel cuore dell’Europa. Stato risarcitorio piazzato a tavolino, nel 1947, con risoluzione delle Nazioni Unite concretizzatasi in una spartizione da cartina geografica tra la Palestina (sotto protettorato inglese) e il nuovo stato di Israele, sulla terra di una ipotetica (e dall’esistenza mai dimostrata) “Grande Israele”, tra la Siria, il Libano, La Giordania e l’Egitto, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, che Israele ha progressivamente occupato, espropriando terreni, cacciando dalle proprie case le famiglie residenti, prevalentemente arabe, che già abitavano quelle terre, con una politica di espansione militare e violenta ispirata alla dottrina sionista.

Bisogna stare attenti, perché parlare contro Israele è percepito ancora come un tabù, come se essere antisionisti significasse essere antisemiti. Allora, ad evitare equivoci, conviene usare le parole di un semita.

“I nazisti mi hanno fatto provare la paura di essere ebreo, e gli israeliani mi hanno fatto provare la vergogna di essere ebreo”
Israel Shahak

Cultura e turismo: Tour in sei città per ‘La Milanesiana’ che torna in Emilia-Romagna.

 

Cultura e turismo. Dante, Fellini, Bernardo Bertolucci, Pupi Avati, Secondo Casadei, i 30 anni dei Modena City Ramblers: dalla Costa a Parma2021, tour in sei città per ‘La Milanesiana’ che torna in Emilia-Romagna. Bonaccini-Corsini: “Un festival di qualità per un’estate in cui accogliere in sicurezza visitatori dall’Italia e dall’estero”. La direttrice Elisabetta Sgarbi: “Questa regione continua a sprigionare un’energia unica, anche in tempi complessi come questi”.

La presentazione degli appuntamenti della rassegna che dal 29 luglio al 3 agosto toccherà Santarcangelo di Romagna, Rimini, Cervia, Ravenna, Gatteo a Mare e, per la prima volta, Parma.

Bologna – C’è molta Emilia-Romagna nella Milanesiana, il festival di letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia e sport ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi che, dal 13 giugno al 6 agosto, prenderà il via come d’abitudine dalla Lombardia per poi portare in tutta Italia incontri, mostre, concerti e artisti di fama nazionale e internazionale.

Dal 29 luglio al 3 agosto saranno sei le città emiliano-romagnole che si animeranno dell’originale sperimentazione che da sempre contraddistingue lo stile della Milanesiana:cinque località della Rivera – Santarcangelo di Romagna, Rimini, Cervia, Ravenna e Gatteo a Mare – e, per la prima volta, anche Parma Capitale italiana della Cultura 2020-21.

Al centro dell’edizione numero ventidue c’è il progresso, tema scelto da Claudio Magris come denominatore comune a tutti gli appuntamenti, sia per guardare con fiducia al futuro, dopo questo lungo periodo di pandemia, ma anche per tornare indietro nel tempo e celebrare illustri nomi del passato.

Tante le personalità dell’Emilia-Romagna o legate alla nostra regione protagoniste del festival: da Dante Alighieri nel 700esimo della morte agli 80 anni dalla nascita di Bernardo Bertolucci, Federico Fellini, i 50 anni dalla morte diSecondo Casadei e il trentesimo compleanno dei Modena City Ramblers.

Sempre a proposito di musica, anche quest’anno colonna sonora della Milanesiana sarà ‘Il ballo della rosa’ e‘Milanesiana di riviera’ degli Extraliscio, il gruppo romagnolo a cui è dedicato anche il film – diretto da Elisabetta Sgarbi e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna – ‘Extraliscio. Punk da balera – Si ballerà finchè entra la luce dell’alba’, che dal 14 giugno uscirà in 120 sale cinematografiche italiane. 

La presentazione del programma oggi in Regione nel corso di una videoconferenza stampa con il presidente Stefano Bonaccini, l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, la stessa Elisabetta Sgarbi. Collegati da remoto, i sindaci delle sei città coinvolte: Alice Parma (Santarcangelo di Romagna), Andrea Gnassi (Rimini), Massimo Medri(Cervia), Michele De Pascale (Ravenna), Gianluca Vincenzi (Gatteo a Mare) e Federico Pizzarotti (Parma).

“Investire in cultura vuol dire investire in qualità e bellezza- afferma Bonaccini-, e per questo dare ancor più valore ai nostri territori e a ciò che siamo in Emilia-Romagna. Vale per il patrimonio artistico e tutte le arti, le strade conosciute e quelle nuove che si aprono. Sono quindi felice che Elisabetta Sgarbi scelga di portare ancora la sua Milanesiana nella nostra regione, una terra di cui lei conosce molto bene identità e fascino, potenziale e capacità. Quattro giorni di appuntamenti e ospiti che andranno a impreziosire un calendario già ricco di proposte che spaziano dal mare all’appennino ai borghi nell’entroterra, dalle città d’arte agli itinerari meno conosciuti ma altrettanto suggestivi: è l’Emilia-Romagna che in piena sicurezza si prepara ad accogliere visitatori dall’Italia e dall’estero, per ripartire con la forza e la passione che ci contraddistingue”.

“Dopo il successo dello scorso anno la nostra collaborazione con la manifestazione di Elisabetta Sgarbi si allarga ancora di più e quest’anno coinvolge sei città della nostra regione con un programma che si conferma come sempre vario e interessante– spiega Andrea Corsini-, e che omaggia grandi personalità emiliano-romagnole nelle loro città di origine o di lunga frequentazione. Penso a Dante a Ravenna, a Fellini e la sua Rimini, l’epopea musicale della famiglia Casadei a Gatteo a Mare ma anche a Bernardo Bertolucci nello scenario di Parma capitale italiana della cultura. Se un anno fa la presenza del festival aveva rappresentato una prima esperienza di una possibile ripartenza, che poi si era rivelata soltanto momentanea, oggi può invece essere vissuta come l’inizio di una più stabile ripresa capace di coinvolgere a pieno titolo la nostra cultura e il nostro turismo”.

“Sei città e sei dediche a grandi personalità, per questa seconda stagione della Milanesiana in Emilia-Romagna- aggiunge Elisabetta Sgarbi-. In questa Regione, in queste sei città emiliane e romagnole, ci sono le mie radici, quelle di mia madre e anche di mio padre, in fondo. Della mia famiglia. Ci sono tanti ricordi. E c’è il grande rispetto per la storia e la tradizione che accompagna questa Regione, e per l’energia, unica, che questa Regione sa continuamente sprigionare, anche in tempi complessi come questi”.

La 22° edizione del festival conta 25 città, 10 mostre, oltre 65 incontri e più di 150 ospiti italiani e internazionali. Tra i protagonisti dei sei appuntamenti emiliano-romagnoli ci saranno Dario Vergassola, Vittorio Sgarbi, Pupi Avati, Massimo Lopez e Tullio Solenghi, Ermanna Montanari e Marco Martinelli. In programma anche i concerti dei Modena City Ramblers, Morgan, Elio e gli Extraliscio.

Per maggiori informazioni: http://www.lamilanesiana.eu/

Fauna selvatica e incidenti, CIA: Ripensare la gestione faunistica per convivenza senza rischi.

 

Comunicato stampa CIA Emilia Romagna

Meno abbattimenti selettivi rallentati dal lockdown e strade meno trafficate per il coprifuoco tra le cause che concorrono ad innalzare la pericolosità nella circolazione stradale:
Cia, Fini: “Sono episodi che devono far ripensare ad una gestione faunistica che, pur nella salvaguardia della specie, renda possibile una convivenza con cittadini da una parte e agricoltura dall’altra”.
BOLOGNA, 18 MAGGIO 2021 – “Meno abbattimenti selettivi rallentati dal lockdown, strade meno trafficate per il coprifuoco e aumento esponenziale di selvatici che sempre di più affollano i centri abitati: sono tra le cause che concorrono ad innalzare la pericolosità nella circolazione stradale.
Purtroppo l’episodio di lunedì 17 maggio in cui un capriolo ha attraversato l’autostrada A14 centrando un’automobile, mettendo a repentaglio la vita di due persone è uno dei tanti che vengono segnalati, sicuramente tra i più gravi”.
Il presidente di Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna, Cristiano Fini ricorda che i produttori agricoli da anni sollecitano interventi risolutivi per abbassare le densità degli ungulati che, oltre a mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini, arrecano danni ingenti all’agricoltura.
“Cinghiali, caprioli, cervi, ma non dimentichiamo le nutrie – osserva – sono animali di dimensioni tali da poter compromettere la stabilità di un auto in caso di attraversamento, con conseguenze che possono essere fatali. Sono episodi che devono far riflettere e ripensare ad una gestione faunistica che, pur nella salvaguardia della specie, renda possibile una convivenza con cittadini da una parte e agricoltura dall’altra, sempre più di frequente oggetto di incursioni nei campi da selvatici. Inoltre la densità elevata di fauna mette a rischio un ambiente ed un territorio ricco di eccellenze: non possiamo permetterci – conclude Fini – di rimanere indifferenti di fronte a un crescendo di incidenti e danni all’ambiente”.

 

Difesa della costa: L’Emilia-Romagna brucia i tempi e mette sul piatto il ‘Progettone’, 22 milioni euro per il ripascimento delle spiagge.

 

Difesa della costa. L’Emilia-Romagna brucia i tempi e mette sul piatto il ‘Progettone’, 22 milioni euro per il ripascimento delle spiagge. Oltre 1 milione 200 mila metri cubi di sabbia in più in arrivo su oltre 15 chilometri di litorale. Il 2021 sarà l’anno della progettazione. Primi lavori al via già nell’estate del 2022.

L’assessore Priolo incontra amministratori locali e operatori economici: “La costa è una vera priorità: dalla Regione una strategia di sicurezza del litorale organica e complessiva, con risorse disponibili da subito per anticipare i tempi del Recovery. Si affiancheranno agli oltre 12 milioni di interventi già stanziati dall’avvio del mandato”.

Bologna – La Regione gioca d’anticipo. Decide di non attendere il Recovery Plan e mette sul piatto 22 milioni di euro del proprio bilancio per far partire quanto prima il nuovo “Progettone” per il ripascimento del litorale, che sarà arricchito di oltre 1 milione 200 mila metri cubi di sedimento.
In arrivo sabbie, per lo più prelevate dai giacimenti sottomarini, per rimpinguare le coste dell’Emilia-Romagna, messe a dura prova dall’erosione provocata dal mare. Il 2021 sarà l’anno della progettazione delle opere, che partiranno nel 2022 nelle province romagnole.
Ad illustrare la novità e a tracciare il quadro di tutti i cantieri già inseriti nella programmazione regionale è stata stamattina Irene Priolo, assessore regionale alla Difesa del suole e della costa, nel corso di un incontro con una quarantina di amministratori locali e operatori economici dell’intera zona adriatica. Presente anche l’assessore regionale al Turismo, commercio e infrastrutture Andrea Corsini.

“Il nuovo ‘Progettone’ arricchisce la strategia emiliano-romagnola sulla costa, già particolarmente articolata perché il litorale rappresenta una priorità dell’azione della Regione: basti ricordare che, dall’avvio del mandato, sono stati finanziati 41 cantieri – tra lavori conclusi, in corso o in progettazione – per oltre 12 milioni 300 mila euro– afferma Priolo -. Si tratta per lo più di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, ripristino e lotta all’erosione costiera, coordinate da un’unica regia, una strategia organica e complessiva per la sicurezza di questo territorio in linea con gli obiettivi della gestione integrata della zona costiera.

A queste risorse si aggiungono i 22 milioni in arrivo per le opere di ripascimento, che la Regione aveva già inserito nel pacchetto di interventi candidati all’utilizzo delle risorse del Recovery Plan.
Secondo quanto previsto dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, l’intervento si svolgerà in due lotti: i litorali nelle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna saranno rimpinguati con le sabbie prelevate da depositi a circa 50 chilometri al largo; la prolungata porzione della costa in erosione a nord di Porto Garibaldi, lungo i cosiddetti lidi Nord ferraresi, verrà arricchita dai materiali prelevati dalla spiaggia emersa e dai fondali prospicienti il Lido degli Estensi.
In tutto saranno messe in sicurezza oltre 15 chilometri di spiaggia, caratterizzate da criticità per erosione, subsidenza ed esposizione al rischio di ingressione marina dei territori retrostanti.

“Si tratta di un cantiere cardine per la sicurezza della zona costiera perché favorisce l’arricchimento di ampi tratti di litorale, ampliando la superficie destinata ai bagnanti, ma sarà anche determinante per la crescita dell’economia blu, parte fondamentale della ricchezza della nostra regione- aggiunge Priolo – . Per questo la Regione ha lavorato e raggiunto un risultato per nulla scontato: ci troviamo nelle condizioni di bruciare i tempi, agendo d’anticipo rispetto al Recovery e finanziando in autonomia questo intervento, che di fatto sarà il quarto ‘Progettone’ a trovare attuazione sulla costa emiliano-romagnola a partire dal 2002. Un traguardo rilevante – conclude – frutto di una gestione particolarmente attenta delle risorse e della ricognizione di ogni singolo capitolo di bilancio che verranno reinvestiti in un nuovo cantiere verde per il futuro del nostro litorale”.

Matcher: Open Innovation Internazionale per la crescita delle imprese dell’Emilia-Romagna.

 

Comunicato stampa ART-ER.

  • Un programma per dare risposte ai bisogni di innovazione delle imprese
  • Aperta la call per selezionare aziende del territorio che vogliono entrare in contatto con startup/scaleup internazionali

Bologna, 18 maggio 2021 – Raccogliere i bisogni di innovazione di pmi e grandi imprese dell’Emilia-Romagna, selezionare startup/scaleup innovative da tutto il mondo, in grado di corrispondere alle necessità espresse, farle incontrare per costruire insieme una collaborazione efficace. È l’obiettivo di MATCHER, il programma di Open Innovation promosso dalla Regione Emilia-Romagna e gestito da ART-ER nell’ambito della Enterprise Europe Network, giunto alla seconda edizione, dopo il successo dell’edizione del 2019.

È aperta ora la call 2021 per raccogliere candidature di imprese emiliano-romagnole (entro il 10 giugno) interessate a partecipare al percorso di MATCHER, che prevede: analisi dei propri bisogni di innovazione in tema Green Deal, definizione di challenge per lo sviluppo di servizi o prodotti, scouting di soluzioni proposte da startup/scaleup  a livello internazionale e successivi incontri di approfondimento.

La prima edizione di MATCHER ha coinvolto 40 corporate del territorio, anche multinazionali, interessate ai percorsi di Open Innovation nelle tematiche del Packaging del futuro, Smart Mobility e Healthcare and Wellbeing. Nella due giorni conclusiva sono stati organizzati oltre 400 incontri one to one tra startup/scaleup di provenienza internazionale e le aziende del territorio.

 

Ferrara: Krasnopark, beni comuni e partecipazione.

 

Partecipazione e beni comuni, ancora tanta strada da percorrere insieme a cura di “Laerte – La Rete, cittadini uniti per Ferrara”.

Vorremmo rispondere alla notizia pubblicata sui giornali riguardante Krasnopark (parco pubblico che si trova in viale Krasnodar), sulla decisione assunta dal vicesindaco di affidare ad una agenzia di security privata la gestione della sicurezza del parco, che ha subito nell’ultimo anno diversi atti di vandalismo.

Ci presentiamo, il gruppo Krasnopark aderisce a “Laerte – La Rete, cittadini uniti per Ferrara”, un movimento civico apartitico per il mutuo aiuto tra le comunità civiche locali e lo sviluppo della democrazia partecipativa, nato nel 2018 per proseguire il percorso sulla partecipazione e i beni comuni avviato dall’ex Urban Center, dare sostanza al Manifesto sui principi della cittadinanza attiva ideato e sottoscritto da molti di noi e che ha portato alla definizione di nuove procedure e regolamenti comunali, tra cui un Regolamento sui Beni Comuni.

A Ferrara non sono in molti a conoscere dell’esistenza di questo Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale nel 2017, e più in generale di tutte le azioni che negli anni sono state intraprese per favorire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali locali. Sono invece più conosciute alcune tra le esperienze che portiamo avanti, come ad esempio: Parco Libro a San Bartolomeo in Bosco, Krasnopark nel quartiere Krasnodar, Via Zemola, il Bosco didattico di Barco, ecc., cittadini e cittadine che si condividono la responsabilità della progettazione e gestione di spazi pubblici con il Comune attraverso la sottoscrizione di “Patti”. Prima del lockdown si contavano 12 Patti nel territorio ferrarese e il raggiungimento complessivo di circa 30 esperienze civiche, ciascuna di queste rappresentative della attività di volontariato di decine di cittadini, decisi a mettere in pratica quei principi, peraltro ribaditi con forza dalla stessa Comunità europea, di “democrazia dal basso” per una partecipazione civica in grado di incidere nei processi decisionali pubblici.

Le azioni pratiche messe in atto rendono gli stessi volontari che le animano più consapevoli della necessità di ridefinire il concetto di “governo della comunità”, nel quale i rappresentanti politici eletti non si limitano ad esercitare le legittime funzioni decisionali, ma tengono in considerazione le proposte e le necessità dei cittadini che possono emergere da percorsi di partecipazione civica alternativi a quelli tradizionali della rappresentanza politica, a maggior ragione per quelle decisioni che hanno un impatto diretto sulla qualità della propria vita.

Cosa è accaduto a Krasnopark? Nonostante ci sia una comunità di cittadini impegnata quotidianamente nella cura e vitalità di un Parco che ha nella sostanza ideato, progettato e realizzato riconvertendo un’area a rischio abbandono, una comunità legittimata da un “Patto di collaborazione” con il Comune, si è venuti a conoscenza della decisione presa dal vicesindaco dai giornali, non si è ritenuto necessario anticiparla nemmeno alle cittadine referenti del Patto, ne si è pensato di coinvolgere la stessa comunità sull’azione da intraprendere, che poteva prevedere un intervento di “sicurezza urbana” più articolato, in grado di integrare azioni di dissuasione, prevenzione, accoglienza e formazione a quelle di monitoraggio, divieto e controllo dello spazio.

Quanto avvenuto si associa alla Petizione presentata da Laerte al Comune di Ferrara prima di Natale, sottoscritta da circa 200 persone e accompagnata da un Appello firmato da altre 400 persone, per chiedere chiarimenti sull’attuazione della Carta e del Regolamento dei beni comuni e su che tipo di modalità si stessero immaginando per garantire ai cittadini un confronto con la pubblica amministrazione, in grado di riconoscerli non soltanto come portatori di segnalazioni e richieste, ma anche come persone consapevoli e parte attiva nei processi decisionali che li riguardano. La risposta ufficiale è stata pubblicata sul sito del Comune ai primi di aprile. Il Regolamento sarà cambiato, le modalità indicate per la sua revisione ci lasciano perplessi e amareggiati, il timore è di trovarsi di fronte ad una visione acerba di “partecipazione” che per considerarsi tale deve essere necessariamente incanalata in processi ideati e disciplinati dall’amministrazione. Speriamo che questa risposta sia l’esito della mancanza di un confronto effettivo sull’importante percorso svolto in tutti questi anni, e che l’Assessore Balboni, che ha da poco ricevuto la delega alla partecipazione e si è già dimostrato sensibile al tema e nei nostri confronti, concretizzi una reale volontà di confrontarsi con i cittadini che aderiscono a Laerte e a tutta la cittadinanza in generale.

Donne, Fials: Oggi webinar ‘Parità di genere’ presenta risultati sondaggio su professioniste sanitarie, in diretta Facebook ore 15.

 

Comunicato stampa FIALS.

Sanità, Fials: Lavorano più degli uomini e rinunciano alla carriera per la famiglia, lo rileva sondaggio su professioniste sanitarie. Oggi webinar con risultati

Coordinamento Donne Fials presenta documento ‘Workshop Parità di genere: promuovere l’uguaglianza di genere e implementare le politiche di conciliazione vita lavoro’

Roma, 18 mag. – Lavorano di più dei colleghi uomini, rinunciano ad avere una vita sociale e a fare carriera per prendersi cura di parenti che ne hanno bisogno: sono le professioniste sanitarie, per metà infermiere, seguite da oss, personale amministrativo, tecnici TSRM, ostetriche e medici, che hanno partecipato al sondaggio Fials ‘Quale parità di genere sui luoghi di lavoro in sanità’, diffuso nell’aprile scorso su tutto il territorio nazionale e rivolto alle diverse professionalità coinvolte nel mondo della sanità, sia pubblica che privata. Quasi nel 38% dei casi le intervistate dichiarano che nelle strutture di appartenenza non vi è alcuna misura di welfare: un dato allarmante che richiede un intervento immediato, in specie per quanto riguarda il sud del Paese.

Le aziende in cui il welfare non manca, sono per la maggior parte nelle regioni del centro (86,7%), seguite subito dopo dal nord (78,8%), e si tratta principalmente di aziende pubbliche, che propongono tra le misure più diffuse: smart working, flessibilità oraria, asili nido aziendali, sconti sui trasporti, centro estivo per i bambini e borse di studio. Ma tutto ciò rimane un miraggio per il restante 62% delle professioniste sanitarie, che invece si barcamenano con fatica tra impegni dentro e fuori casa. Infatti, più del 40% dichiara che avere un figlio rappresenta un problema per la crescita professionale, percentuale che cresce al 53% quando si tratta di assistere un familiare, con particolare riguardo a disabili e anziani. E nonostante questa situazione, ben il 42,4% dice di non sentirsi discriminata.

“Emerge una scarsa consapevolezza delle disuguaglianze – spiega Elena Marrazzi, responsabile del Coordinamento Donne Fials – che faticano ad essere identificate da noi donne come discriminazioni di genere. Un risultato eclatante che descrive quanto al gender gap corrisponda un deficit culturale di difficile sradicamento: dobbiamo lavorare per cambiare approccio, anche con corsi di formazione proprio in un ambito prettamente femminile quale la sanità attuale, dove secondo i dati dell’OMS il 70% della forza lavoro è donna, ma solo il 25% occupa posizioni di leadership. Su questo faremo il punto confrontandoci online, dati alla mano, e avanzando le proposte del sindacato per sanare il divario tra uomini e donne nel mondo del lavoro”.

Durante la pandemia le donne in sanità hanno ricoperto un ruolo fondamentale, riconosciuto anche dal Governo, ma nonostante questo, sono state quasi totalmente estromesse dalla gestione a livelli istituzionali di vertice dell’emergenza Covid-19 (comitato tecnico scientifico in primis).“Con il workshop ‘Parità di genere: promuovere le pari opportunità e implementare le politiche di conciliazione vita lavoro’, auspichiamo di riuscire a fornire un contributo – conclude Marrazzi – che possa rispecchiare le difficoltà reali delle donne con una fotografia attuale del territorio nazionale, affinchè l’argomento delle discriminazioni non sia un tema che possa essere trascurato, né dalla politica, né dalla comunità scientifica, né dalla società nel suo complesso, essendo un aspetto essenziale della nostra dignità di persone”.

I risultati della survey, le proposte e le iniziative aziendali locali, le strategie di welfare alla base delle politiche antidiscriminatorie, saranno presentate nel documento ‘Workshop Parità di genere: promuovere l’uguaglianza di genere e implementare le politiche di conciliazione vita lavoro’ (in allegato). Interverranno: Elena Michele, segretaria regionale Fials Marche; Angela Lavalle, segreteria Fials Potenza; Mimma Sternativo, segretaria provinciale Fials Milano; Alessandra Larocca, dirigente segreteria Fials Brindisi; Elena Marrazzi, responsabile Coordinamento Donne Fials; e il giuslavorista Nicola Roberto Toscano, università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’, autore del libro ‘La responsabilità professionale sanitaria dopo il Coronavirus’ (Adda editore). Modera la giornalista Silvia Donat-Cattin.

Per seguire il webinar basta accedere alla diretta Facebook dalle ore 15:00 cliccando sul seguente link: https://www.facebook.com/FIALS/posts/1645647272312870.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

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Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

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