Giorno: 25 Maggio 2021

Maggio 2060: Galassia-111

 

Mia figlia Axilla ha vent’anni e assomiglia a mio marito Luca e alla sua famiglia.
Mio figlio Gianblu ne ha diciotto e assomiglia a mia madre e alla zia Costanza. Oltre alla somiglianza fisica, Gianblu assomiglia ai Del Re anche per aspetti caratteriali. Gli pace leggere le poesie della zia Costanza e poi interrogarla su quando le ha scritte, su chi e cosa le ha ispirate. Gli piace la vecchia soffitta della casa di via Santoni, il giardino della zia Costanza con i cespugli di ortensie, la voliera con i canarini e le due gatte soriane dal manto scuro. Ogni tanto mi ricorda che c’è un po’ di confusione sui nomi delle due gatte, ed è vero. Quella che si chiama Ombra è di color nero e quella che si chiama Nera è tigrata, a strisce marroni e nere. Le gatte non sono state chiamate così per una precisa strategia, o per divertire la gente, ma in maniera casuale. Nera ha quel nome perché la prima volta che la zia e Axilla l’hanno portata dal veterinario, questi ha aperto la cartella sanitaria del felino e ha chiesto il nome. La zia e Axilla si sono guardate senza sapere cosa rispondere, perché la gatta veniva regolarmente chiamata Gatta e non aveva un nome vero e proprio. La zia ha guardato Axilla e le ha detto:
– Dai Axy scegli un nome
– Ma io non so che nome darle – le ha risposto Axilla,
– Il primo che ti viene in mente
– Nera – ha detto Axy e così, senza farselo ripetere due volte, il veterinario ha registrato il nome e la gatta è passata dal chiamarsi Gatta al chiamarsi Nera in un batter d’occhio.

Nera è così diventato il suo nome ufficiale anche se, in casa, non riuscendo a dimenticarci il modo in cui era sempre stata chiamata, le è stato appiccicato il nuovo nome a quello già consolidato e il nome di Gatta è diventato Gatta-Nera. Già questo era un po’ una stranezza, ma non è finita lì. Gatta-Nera, prima di essere sterilizzata, ha fatto quattro meravigliosi micini. Tre li abbiamo regalati e uno l’abbiamo tenuto. È una femmina con un manto folto, lucidissimo e nero, sembra una piccola pantera. Una gatta bellissima, l’ha detto anche il veterinario.

Questa volta la zia e Axilla non si sono fatte sorprendere e, prima di portarla al controllo sanitario, hanno scelto il nome. La piccola pantera si chiama Ombra, di certo non la si poteva chiamare Nera visto che Gatta-Nera è sua madre. Così, a causa di questo strano incrocio di eventi e casualità, non è la gatta nera a chiamarsi Nera, ma la gatta tigrata detta Gatta-Nera. Ogni volta che lo raccontiamo, le persone ridono di gusto. Chi non ride è la zia Costanza che sostiene che i nomi delle sue gatte non hanno niente di buffo, anzi sono seri e molto belli. Ma lei è unica, come sempre.

Questa vicenda diverte anche Prisca, l’amica di Axilla, che se l’è già fatta raccontare più volte.
Prisca va spesso con Axilla e Galassia-111 a trovare la nonna e la zia Costanza nella vecchia casa di via Santoni Rosa al numero civico 21. Come arrivano, entrano in casa, si tolgono i cappotti e si mettono a cercare Gatta-Nera e Ombra. Anche Galassia-111 ha un cappotto impermeabile, perché le apparecchiature elettroniche temono molto le infiltrazioni d’acqua che le danneggiano irrimediabilmente. I temporali improvvisi sono una delle principali cause di morte dei nostri Robot. Queste straordinarie macchine assomigliano ai loro proprietari, li imitano e acquisiscono da loro le modalità di comportamento. Amano stare all’aperto, giocare, leggere, parlare e fare tutto quello che fanno i loro umani di riferimento, oltre a svolgere i lavori per cui sono stati programmati.

Dopo essersi tolte il cappotto Prisca e G-111 si guardano intorno e poi compiono dei saluti di rito.
Galassia-111 è molto veloce nei saluti. – Ciao a tutti – dice, mentre Prisca fa il giro di tutti gli umani di via Santoni (li chiama i Santoniani) e degli animali domestici. Poi, quasi sempre, mentre Galassia-111 dice che vuole una caramella e trova qualcuno che gliela offre, Prisca saluta Pit-x, il canarino-robot della zia.
– Ciao Pit-x, pit pit.
– Pit – risponde il robot-canarino della zia,
– pit pit – dice Prisca
– pit pit pit – dice Pit-x.

Prisca salute sempre anche le gatte:
– Ciao Gatta-Nera tigrata e ciao Ombra nera.
Abbiamo notato che i nomi delle gatte mandano in confusione i circuiti meccatronici di G-111. Comincia a dire:
– Gatta-nera-tigrata-ombra-nera – ma, in fila a quel modo, le parole non le sembrano sensate e allora comincia a mescolarle cercando di costruire una catena di senso:
– Gatta-ombra-tigrata-nera-nera – e poi: – Ombra-nera-tigrata-nera-gatta – e poi ancora: – Nera-nera-tigrata-gatta-ombra.

Nel corso di questi ultimi anni, Galassia-11 ha cercato più volte di trovare un senso alla catena di parole che si può comporre con i nomi delle nostre gatte, inanellando tutte le combinazioni possibili, fino a quando una volta ha esclamato:
– Sbaglio, sbaglio! C’è una parola in più! Non bisogna ripetere “nera” due volte ma: “Gatta-tigrata e Ombra-nera”.
Siamo rimasti di stucco. I colori delle due gatte erano stati ricomposti semplicemente eliminando una parola di troppo (il secondo nera) ed erano quelli giusti. Non sappiamo come, Galassia-111 era riuscita ad associare il vero colore delle gatte al loro nome, semplicemente eliminando il “doppio nera” e, per uno strano caso, la sequenza aveva acquisito una sua verità ed efficienza.

Il mondo dei Robot è sorprendente, l’acquisizione per imitazione combinata alla programmazione elettronico-informatica sa davvero stupire.  Dopo esserci ripresi dall’exploit di G-111 ci siamo chiesti come fare a spiegarle che in realtà non c’è un nome di troppo, ma che i nomi delle gatte non corrispondono al loro colore. Come dirle che, per una strana confusione, il nero non era associato alla gatta nera, ma era il nome proprio della gatta tigrata, come dirle che Gatta era usato, sia come nome generico, che come nome proprio, che Ombra era il nome della gatta nera, che, anche se Gatta era tigrata, non si chiamava Tigrata, ma Gatta-Nera per un miscuglio di tradizione, casualità e bizzarria di Axilla e Costanza, di fretta del veterinario. In quel momento abbiamo evitato di provarci e nessuno ha commentato l’errata conclusione del rebus da parte di Galassia-111.

Passati alcuni giorni Prisca, convinta che il suo Robot sia il più intelligente di Pontalba, ha provato a spiegarle la situazione. Abbiamo visto uno spettacolo incredibile. Il circuito elettronico che aiuta G-111 a ragionare, ha cercato di nuovo di trovare un senso logico alle informazioni che le stava trasmettendo Prisca, ma non c’è riuscito. L’abbiamo vista stare prima ferma immobile senza dire nemmeno una parola, poi cominciare a roteare le telecamere degli occhi, poi a roteare le braccia meccaniche in maniera vorticosa e, infine, l’abbiamo sentita ripetere: – nera, nera, nera, nera, nera, …- Mamma mia che spavento abbiamo preso quel giorno!.

Il cervello di Galassia-111 è andato ‘in loop’. La scienza informatica definisce ‘loop’ una operazione che si ripete in ciclo, di solito in modo controllato. Può durare N volte (cioè un numero definibile di volte), o finchè non si verifica una particolare condizione. Oppure, come nel caso di Galassia-111, si dice che un programma è andato ‘in loop’, quando si mette nelle condizioni di girare su se stesso all’infinito, a causa di un errore di programmazione, o del verificarsi di accidentalità non previste in sede programmatoria.
Povera Robot, era nei guai. Il suo cervello si era confuso ed era entrato in un potente loop, continuava a ripetere “Nera, nera, nera, nera, nera …”  con le telecamere strabuzzate dalle orbite e le braccia che mulinavano paurosamente.

Prisca vedendo la scena si è messa a piangere, mia madre a ridere di gusto e Axilla, con il suo solito sangue freddo, ha preso il telefono e chiamato Luca, suo padre, che è un ingegnere elettronico molto bravo.
– Paaaa aiuto!
– Ciao Axy, cosa ti succede?
– Galassia-111 sta male, non capisce il nome delle gatte della zia Costanza e continua a ripetere nera, nera, nera, nera, nera …
– C’era da aspettarselo – ha commentato Luca con un tono di voce poco sorpreso.
– Il mondo di via Santoni è troppo bizzarro per i nostri Robot, li mette in crisi.

Ascoltando la sua voce al telefono non si capiva se era divertito o preoccupato o un misto di queste due cose.
– Provate a farla uscire dal loop distraendola. Axy dì a Prisca di darle un gelato al pistacchio.
Così Axilla è corsa in gelateria e poi è tornata a casa con il gelato al pistacchio.
Quando Galassia-111 ha visto il gelato si è immobilizzata. Prima ha ripetuto ancora per qualche volta – nera, nera, nera., …-  e poi si è fermata, ha fatto roteare le telecamere a ha alzato le braccia verso Prisca che le tendeva il gelato. Dopo un momento di silenzio, ha detto:
– verde-pistacchio-verde-pistacchio-gelato!
Evviva era uscita dal loop.
Noi che abbiamo visto la scena siamo rimasti impressionati, mentre la zia Costanza, che era andata ad innaffiare le ortensie, ha commentato quando è rincasata e Axilla le ha raccontato l’accaduto:
– Chissà perché ti è venuto in mente di dire al veterinario che volevi chiamare Gatta con il nome Nera. Hai messo a segno un colpo straordinario.
Zia e nipote si sono guardate e sono scoppiate a ridere. Sanno di aver combinato un pasticcio.

Costanza e il suo mondo sono solo apparentemente diversi e distanti dal mondo che usiamo definire “reale”, e quasi sovrapponibili ad ogni mondo interiore. Chi fosse interessata/o a visitare gli articoli-racconti di Costanza Del Re, può farlo cliccando [Qui]

Welfare: Riapertura in sicurezza dei Centri estivi, in Emilia-Romagna si parte il 7 giugno.

 

Welfare. Riapertura in sicurezza dei Centri estivi, in Emilia-Romagna si parte il 7 giugno, pronto il Protocollo operativo condiviso con tutte le realtà interessate. Nella nuova ordinanza della Regione il via libera alle attività per bambini e bambine e ragazzi e ragazze dai 3 ai 17 anni, dopo l’approvazione da parte del Governo delle Linee guida nazionali. La vicepresidente Schlein: “Un’opportunità per i più giovani e un sostegno per le famiglie”.

Tra le misure previste per garantire la sicurezza di partecipanti, personale e familiari: attività il più possibile all’aperto, inclusione di disabilità e fragilità, organizzazione in gruppi stabili di massimo di 25 ragazzi, omogenei per fasce di età, rispetto delle norme igieniche e di sanificazione, anche di materiali e giochi, utilizzo delle mascherine.

Bologna – In Emilia-Romagna si conferma per il prossimo 7 giugno la riapertura dei Centri estivi. Già annunciato nelle scorse settimane, il via libera ufficiale all’inizio delle attività, contenuto in una nuova ordinanza della Regione, arriva a seguito dell’approvazione da parte del Governo delle Linee guida nazionali, allegate all’ordinanza dei ministri della Salute e delle Pari opportunità firmata il 21 maggio scorso.

Si tratta dell’ultimo passaggio formale necessario per la ripresa delle attività estive per bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni di età. Viale Aldo Moro, infatti, aveva già provveduto ad aggiornare e condividere con il tavolo regionale, composto da enti locali, enti gestori, coordinamenti pedagogici territoriali, organizzazioni sindacali e sanità regionale, il Protocollo regionale per i centri estivi nelle strutture, che ora andrà ad integrare le Linee guida nazionali.

“Abbiamo lavorato tutti insieme per conciliare il diritto all’educazione e alla socialità di bambine e bambini che hanno sofferto molto le misure restrittive, con la massima tutela della sicurezza loro, delle loro famiglie e del personale che lavora nei Centri estivi- sottolinea la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein-.  E ora che anche le Linee guida nazionali sono state emanate, tutto è pronto per ripartire con un servizio fondamentale per i bisogni dei più giovani e per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per le famiglie”.

Il Protocollo, in sintesi:

Le norme regionali riguardano i requisiti di accessibilità, i requisiti per il personale e per i volontari e la formazione sulle misure anti-Covid, le modalità di svolgimento in sicurezza delle attività e dei giochi, le misure precauzionali da rispettare per prevenire la diffusione del virus, le regole per l’accompagnamento e il ritiro degli iscritti, le procedure da seguire in presenza di casi positivi sospetti.

Alla base del Protocollo regionale ci sono sempre il distanziamento e l’uso delle mascherine e dei dispositivi di protezione per il personale, attività da svolgere il più possibile all’aperto, pulizia e sanificazione delle superfici e degli oggetti, oltre all’aerazione costante degli ambienti in caso di permanenza in spazi chiusi.

Tra gli altri provvedimenti indicati per garantire la sicurezza a bambini, ragazzi ed educatori, losvolgimento delle attività in gruppi stabili di massimo 25 iscritti con adeguati rapporti numerici tra educatori e bambini/ragazzi. Ladisponibilità di diversi spazi per lo svolgimento delle attività programmate, attenzione ai contatti, pulizia e disinfezione dei materiali e areazione costante degli ambienti. Attenzione particolare all’inclusione di bambini con disabilità o in condizioni di fragilità o vulnerabilità; accompagnamenti ed entrate scaglionati.

Il contributo regionale:

Confermati per il quarto anno consecutivo i contributi della Regione alle famiglie per sostenere i costi delle rette di frequenza: 6 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo e assegnati a Comuni ed Unioni per finanziare il progetto di conciliazione dei tempi lavoro-famiglia, in un anno che, per le famiglie e le donne soprattutto, ha comportato su questo fronte grandi disagi e sacrifici. Il contributo massimo sarà di 336 euro a figlio, a copertura totale o parziale in funzione del costo effettivo di iscrizione e potrà permettere la partecipazione a Centri estivi anche diversi, e per settimane anche non consecutive; unico vincolo è l’importo massimo riconosciuto per ciascuna settimana di 112 euro. Requisito economico necessario per beneficiare del sostegno, riservato alle famiglie (anche affidatarie) composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie monogenitoriali, occupati e residenti in Emilia-Romagna: un Isee entro i 35mila euro, rispetto ai 28mila dell’anno scorso. Dunque, un allargamento della platea dei beneficiari.

maschere nomi cognomi soprannomi

DIARIO IN PUBBLICO
Nome, cognome, soprannome

 

Nella diuturna fatica di scoprire pregi e difetti del popolo attraverso la stancante ma istruttiva visione dei programmi televisivi più conosciuti e frequentati ho scoperto che l’intervistato o l’intervistatore, per esibire la frequentazione e l’amicizia con qualche personaggio pubblico, sfoderano il nome di battesimo del suddetto. Il gioco sta nel proporre anche ai miei 5 lettori il nome di battesimo a cui dovranno aggiungere il cognome. Chi batte ogni primato è senza dubbio

Vittorio

E di ruota:

Matteo 1

Matteo 2

C’è chi invece mantiene la dizione del solo cognome, come la Meloni, in quanto, anche se ha scritto un libro per ribadire che si chiama Giorgia, non può adottarlo come segno di intimità televisivo-politica, perché quel nome è già occupato da una cantante pop.

Comunque la dizione nome+cognome ancora resiste con buoni risultati presso i politici, a cominciare dal capo dello stato, che correttamente viene indicato in quella dizione: Sergio Mattarella, come pure Dario Franceschini chiamato talvolta Dario dal suo concittadino Vittorio o Enrico Letta per il fatto che nella storia un solo personaggio ha diritto di essere chiamato solamente Enrico. Vale a dire Berlinguer.

Più complesso il caso dell’unicità del cognome che, secondo la prassi accademica, diviene oggetto di stima e/o di lavoro, indicando col cognome l’opera. Naturalmente la riflessione si svolge nell’ambito a me congeniale, ma è particolarmente diffusa nel ramo scientifico, economico, medico. Allora senza dubbio è normale chiamare Caretti, Binni, Spini, Preti, Nencioni, Varese….usati spesso con l’articolo per indicarne l’opera: il Sapegno, il Longhi, la Barocchi, la Gregori. Se figli o parenti prossimi, seguono la stessa strada, ecco allora la necessità di distinguerli attraverso la dizione nome+cognome: Valdo Spini, Stefano Caretti, Lanfranco Binni, Ranieri Varese, Federico Varese, Marina Varese, Federica Varese.

Ma l’ansia di intimità condivisa nella pronuncia del solo nome di battesimo diventa un vero e proprio esercizio di conquista, che Alessandro di Battista – questa settimana doppiato da un Crozza sublime – esercita nella presentazione ansiolitica della sua ultima fatica (si fa per dire) letteraria Contro. A un severo Bersani che dialoga con lui non risparmia un sospiroso ‘Pier Luigi’, che viene accolto da un improvviso colorito (rabbia? emozione?) più acceso dell’interpellato.

Non ho mai preteso o voluto un riscontro di compartecipazione nel nome di battesimo tra lo stuolo davvero notevole delle persone in qualche modo famose che ho incontrato nella mia non breve vita. Solo a tre ho osato pretendere l’uso del nome senza il cognome: Cesarito, Elsa, Giorgio. Il primo, che ho conosciuto attraverso la frequentazione diuturna dal 1956, lo interpello con quello che per gli amici era un affettuoso appellativo. Si tratta naturalmente di Cesare Pavese. Ma qui si va oltre una conoscenza immemoriale, in quanto quel cognome viene usato anche nelle ricordanze tecniche se, come qualcuno sa, la mia mail comincia con ‘gianpavese’. L’altra, a cui si è affidata la parte più intima della mia vita, è la Morante, che da sempre per me era e rimane solo Elsa; infine Giorgio non può che essere Bassani, amico in ogni senso e di cui ancor oggi divido con Portia Prebys la curatela del Centro ferrarese a lui dedicato. C’è poi la frequentazione, ancora una volta accademica, che fa sì che ‘l’Ariani’ sia il carissimo amico Marco, studioso di fama mondiale, oppure nel gioco delle parti la scherzosa polemica fiorentino-ferrarese tra le due Dolfi, Anna e Laura, che in altri tempi insegnavano alla mia nipote Alessandra in vacanza in Versilia che, per essere nel giusto, mai doveva pronunciare alla ferrarese ‘le Dólfi’ ma ‘le Dòlfi’, scatenando utili ed esilaranti polemiche.

A proposito dei soprannomi la cautela è d’obbligo, diventando di solito il soprannome un giudizio critico. Così, se ad un pronipote particolarmente dotato di interessi culturali viene dato quello di ‘Sapientino’, questo diviene sigla di riconoscimento nella comunità familiare.
Altro valore ha l’uso di soprannomi, che determinano un rifiuto dell’attività svolta da chi ne viene investito. Uno per tutti: ‘Naomo’, che dall’ambito ferrarese si dirama anche a livello nazionale. Oppure la dizione tipica del linguaggio regionale o provinciale. Si pensi al nome ‘Alan’ pronunciato con la palatale, come è d’uso dalle nostre parti.

Concludo questo diario spiegando le ragioni ben più profonde che mi hanno indotto a questo esercizio e che si riferiscono al conflitto israelo-palestinese. Nomi di popoli, nomi di guerre. Nomi che dietro si trascinano la Storia e che ci turbano, ci includono, ci frustano in quanto dietro ogni nome si cela la realtà: una realtà mai univoca.

 Per leggere gli altri interventi di Gianni Venturi nella sua rubrica Diario in pubblico clicca  [Qui]

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia Romagna 25 maggio.

 

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia-Romagna: 161 casi positivi su oltre 22.700 tamponi (0,7%). Il dato più basso da ottobre. Aumentano i guariti (+848), ancora in calo casi attivi (-697), pazienti in isolamento domiciliare (-658) e ricoveri (-39). Vaccinazioni: 2 milioni e 441mila dosi somministrate.

Il 95,2% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 38,2 anni. Dieci i decessi. Online il report settimanale sull’andamento dell’epidemia in regione

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 382.544 casi di positività, 161 in più rispetto a ieri – dato mai così basso dal 2 ottobre scorso, in cui erano 162 –, su un totale di 22.728 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dello 0,7%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni e le persone dai 55 anni in su.In Emilia-Romagna anche i 40-49enni, cioè i nati dal 1972 al 1981 compresi, possono registrarsi on line per la somministrazione del vaccino anti Covid collegandosi al sito internet della Regione http://salute.regione.emilia-romagna.it/candidature-vaccinazione lo stesso disponibile per la classe d’età 50-54 (i nati dal 1967 al 1971 compresi).

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 2.441.822 dosi; sul totale, 846.649 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 58 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 76 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 97 sono stati individuati all’interno di focolai già noti. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 38,2 anni.

Sui 58 asintomatici, 43 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 7 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione e 4 con i test pre-ricovero. Per 4 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 33 nuovi casi, seguita da Modena (26). Poi Cesena (19) e Ravenna (15); quindi Parma, Reggio Emilia e Rimini (tutte con 13 nuovi casi), e Forlì (12). Infine, Ferrara (7), Piacenza e il Circondario Imolese (entrambe con 5 nuovi casi).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 12.191 tamponi molecolari, per un totale di 4.713.581.  A questi si aggiungono anche 10.537 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 848 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 351.559.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 17.822 (-697 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 16.976 (-658), il 95,2% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano dieci nuovi decessi, di cui 1 in provincia di Piacenza (una donna di 60 anni), 1 a Reggio Emilia (una donna di 70 anni), 2 nel modenese (entrambe donne, di 63 e 92 anni), 4 in provincia di Bologna (un uomo di 58 anni, residente a Imola ma deceduto a Bologna, e 3 donne, di cui 2 di 80 anni – una deceduta a Imola –, e una di 86), 1 nel ferrarese (un uomo di 68 anni) e 1 a Rimini (un uomo di 72 anni). Nessun decesso a Parma, Ravenna, Forlì-Cesena. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 13.163.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 116 (-7 rispetto a ieri), 730 quelli negli altri reparti Covid (-32). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 4 a Piacenza (-3), 12 a Parma (+1), 15 a Reggio Emilia (-1), 18 a Modena (-1), 36 a Bologna (invariato rispetto a ieri), 5 a Imola (-1), 7 a Ferrara (-1), 4 a Ravenna (invariato), 2 a Forlì (invariato), 4 a Cesena (invariato) e 9 a Rimini (-1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 23.468 a Piacenza (+5 rispetto a ieri, di cui 4  sintomatici), 27.951 a Parma(+13, di cui 3 sintomatici), 46.576 a Reggio Emilia (+13, di cui 9 sintomatici), 65.103 a Modena (+26, di cui 15 sintomatici), 81.658 a Bologna (+33, di cui 22 sintomatici), 12.551 casi a Imola (+5, di cui 1 sintomatico), 23.051 a Ferrara (+7, di cui 5 sintomatici), 30.192 a Ravenna (+15, di cui 12 sintomatici), 16.767 a Forlì (+12, di cui 8 sintomatici), 19.306 a Cesena (+19, di cui 15 sintomatici) e 35.921 a Rimini (+13, di cui 9 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni precedenti, sono stati eliminati 4 casi, di cui 2 positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare, e altri 2 giudicati non Covid-19.

 

 

Novartis, campagna “Blood Artists” in Emilia-Romagna per sensibilizzare sulle malattie ereditarie del sangue e sulla donazione attraverso la Street Art.

Comunicato stampa Novartis.

“BLOOD ARTISTS” ARRIVA IN EMILIA-ROMAGNA PER SENSIBILIZZARE SULLE MALATTIE EREDITARIE DEL SANGUE E SULLA DONAZIONE ATTRAVERSO LA STREET ART

A Modena la street art racconta la storia dei pazienti con anemia falciforme e talassemia, patologie ereditarie del sangue poco conosciute ma con un grande impatto emotivo, sociale e fisico per chi ne è affetto.
La storia di una paziente di Ferrara diventa protagonista di uno dei murales.

  • Il 30% delle persone con anemia falciforme soffre di depressione e/o è a rischio di isolamento a causa dei sintomi più rilevanti della patologia, come le crisi vaso-occlusive, che non permettono di svolgere le proprie attività quotidiane, professionali o di studio1.
  • In Emilia-Romagna negli ultimi 30 anni il numero di casi di emoglobinopatie è aumentato esponenzialmente, in particolare i pazienti con anemia falciforme: solo in questa regione sono circa 500.
  • Le opere e le storie saranno visibili anche sul canale Instagram @Blood.Artists e con l’hashtag #BloodArtists. 

Modena, 25 Maggio 2021 – Un viaggio lungo 19 anni alla scoperta di una malattia ereditaria poco conosciuta e difficile da diagnosticare, la forza infinita della vita e il dono di chi dà speranza come i donatori di sangue e l’unione di gruppo quale elemento di coraggio per affrontare le complicanze comuni della malattia. Sono le storie dei pazienti con anemia falciforme e talassemia protagonisti della seconda tappa di “Blood Artists” a Modena. La campagna promossa da Novartis in collaborazione con AVIS, Fondazione ‘Leonardo Giambrone’, UNIAMO e UNITED onlus ha l’obiettivo di sensibilizzare sull’anemia falciforme e sulla talassemia, e sull’importanza delle donazioni di sangue, un gesto semplice ma che ancora oggi rappresenta una terapia salvavita per questi pazienti insieme alle terapie.

L’anemia falciforme e la talassemia sono patologie genetiche ereditarie del sangue che hanno un enorme impatto fisico, emotivo e sociale sulla vita di chi ne è affetto. Il 30% delle persone con anemia falciforme soffre di depressione e/o è a rischio di isolamento a causa dei sintomi più rilevanti della patologia, come le crisi vaso-occlusive1.
Da un progetto di medicina narrativa di Fondazione ISTUD, promosso da Novartis, emerge che nei periodi in cui si manifestano i sintomi, le persone con anemia falciforme fanno fatica a concentrarsi e a svolgere le proprie attività di studio o professionali. Mediamente si assentano 39 giorni dal proprio posto di lavoro o da scuola. Anche le altre attività di vita quotidiana, come per esempio fare la spesa sono spesso compromesse dalla malattia. A questo si aggiunge che più del 50% delle persone con anemia falciforme effettua trasfusioni almeno una volta al mese.Tuttavia, nonostante queste difficoltà, dalle narrazioni si evince anche la grande voglia di farcela di queste persone con le cure e la giusta assistenza.

In Italia, una survey della rete nazionale ha evidenziato come i pazienti con anemia falciforme con un quadro clinico grave siano 2.500-2.800, ma gli esperti pensano che il sommerso sia molto di più. In Emilia-Romagna negli ultimi 30 anni il numero di casi di emoglobinopatie è aumentato esponenzialmente, in particolare i pazienti con anemia falciforme: solo in questa regione sono circa 500, seguiti da 10 centri provinciali.

“Nonostante il numero di pazienti sia in aumento, manca ancora la consapevolezza e la conoscenza dell’anemia falciforme, da parte della popolazione e dei medici. È fondamentale conoscerla affinché questi pazienti possano essere presi in carico non solo nell’emergenza, quando si presenta una crisi dolorosa importante, elemento distintivo della patologia, e possibile espressione di gravi complicanze, ma anche nel lungo periodo per garantirne una migliore qualità di vita e prevenire le complicanze” dichiara il prof. Antonello Pietrangelo, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna, d’Urgenza e Post-acuzie, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena.

Le crisi falcemiche sono eventi gravi e possono rappresentare delle vere emergenze sanitarie a causa della loro rapida evoluzione ed alta mortalità. Per garantire la sopravvivenza e la qualità di vita di questi pazienti è infatti importante adottare un approccio preventivo.

Ad oggi il bisogno clinico risulta ancora insoddisfatto e l’innovazione terapeutica ha un ruolo fondamentale per rispondere a bisogni ancora non soddisfatti dei pazienti al fine di allungare e migliorare la loro qualità di vita grazie a terapie più efficaci e all’impegno dei medici e dei ricercatori.  Inoltre, per garantire la sopravvivenza e la qualità di vita di questi pazienti è altresì importante adottare un approccio preventivo e sensibilizzare sul riconoscimento della patologia per una migliore gestione del paziente.

Il Policlinico di Modena è un esempio virtuoso in Emilia-Romagna e a livello nazionale di continuità della cura dall’infanzia fino all’età adulta dei pazienti con emoglobinopatie “Dal 2014 abbiamo attivato a Modena all’interno del Policlinico un programma di screening neonatale, coordinato dal Servizio immunotrasfusionale, che viene offerto gratuitamente a tutte le gestanti. Negli ultimi sette anni l’attività ha avuto importanti risultati: sono stati oltre 25 i casi individuati in modo precoce, prima ancora che la malattia si manifestasse, permettendo ai pazienti di essere inseriti rapidamente nel percorso di cura” spiega il Prof. Lorenzo Iughetti, Direttore del Dipartimento Materno-infantile, Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena.

I murales realizzati sulle facciate della Palestra Comunale (via Valli) e della palestra del CUS (via Campi) di Modena con l’obiettivo di attirare l’attenzione, soprattutto dei giovani, su queste tematiche sono opera degli artisti Alessandro Conti (in arte Etsom), Davide Nicoli (Tackle Zero) e Andrea Marrapodi (Kiv) e saranno visibili anche sul canale Instagram (@blood.artists).

 Il murales: la storia di forza di Sabrina di Ferrara:

Tra i protagonisti di uno dei tre murales di BloodArtists, anche Sabrina, 49 anni, con talassemia. Quando arrivò la diagnosi aveva solo 6 mesi, nonostante il medico avesse comunicato ai genitori un’aspettativa di vita bassa, lei oggi convive serenamente con la malattia e riesce ad avere una vita piena e ricca di soddisfazioni. Da 15 anni fa anche volontariato nell’associazione per la lotta alla talassemia “Rino Vullo” di Ferrara per supportare altre famiglie.

Non è stato facile raggiungere un equilibrio ma il sostegno dei genitori, degli amici e del marito sono stati fondamentali. Lavorare nell’attività di famiglia, le hanno permesso di sottoporsi alle trasfusioni con la frequenza necessaria. In ospedale ha conosciuto amici e pazienti. Non ha mai voluto nascondere la sua malattia, tanto meno al marito. Lui è a sua volta portatore sano del gene della talassemia e per questo non hanno potuto avere figli. La malattia però non ha impedito loro di girare il mondo, la loro grande passione, pianificando i viaggi tra una trasfusione e l’altra. Oggi Sabrina può infatti vivere una vita piena grazie ai donatori di sangue, che non smette di ringraziare per il gesto che compiono: “Senza di loro io non vivrei. Gli sarò riconoscente tutta la vita. E non perdo mai occasione per ringraziali!” dichiara.

L’appello delle associazioni pazienti:               

In Italia, secondo le stime del Centro Nazionale Sangue, nel 2019 il numero di donatori di sangue è rimasto invariato (oltre di 1,6 milioni), mentre è aumentata la richiesta di trasfusioni: sono state circa 3 milioni, 1 ogni 10 secondi. “Il progetto accende un faro ‘non convenzionale’ sui bisogni di chi soffre di anemia falciforme e talassemia patologie sulle quali è importante aumentare l’attenzione, soprattutto dei giovani, affinché possano diventare donatori di sangue ed aiutare a soddisfare i bisogni di questi pazienti anche attraverso un gesto di solidarietà” spiega Tommasina Iorno volontaria della Fondazione Italiana “Leonardo Giambrone” in un messaggio condiviso da tutte le associazioni che sostengono il progetto.

La campagna “BloodArtists” gode del patrocinio della SITE (Società Italiana Talassemie ed Emoglobinopatie), Fondazione For Anemia, del Comune di Modena e delle associazioni locali: Associazione Sostegno Ematologia Oncologia Pediatrica (ASEOP) di Modena, Associazione per la Lotta alla Talassemia Rino Vullo (ALT) di Ferrara e Associazione Onlus Emofilici e Talassemici “Vincenzo Russo Serdoz” di Ravenna.

 Novartis:

Novartis sta interpretando in modo nuovo la medicina allo scopo di migliorare e prolungare la vita delle persone. Come azienda tra i leader a livello globale nel settore farmaceutico, utilizziamo tecnologie scientifiche e digitali innovative per creare terapie trasformative in aree che presentano importanti bisogni medici. Impegnati a scoprire nuovi farmaci, siamo stabilmente tra le prime aziende al mondo negli investimenti in ricerca e sviluppo. I prodotti Novartis raggiungono quasi 800 milioni di persone su scala globale e lavoriamo per individuare modi innovativi per espandere l’accesso ai nostri trattamenti più recenti. A livello mondiale, circa 110.000 persone di 140 diverse nazionalità lavorano in Novartis. Ulteriori informazioni su www.novartis.it e www.novartis.com Novartis Italia è anche su Twitter @NovartisItalia

 

Sport e territorio. Luna Rossa Prada Pirelli, orgoglio emiliano-romagnolo: Il presidente Bonaccini premia il ‘team regionale’.

 

Sport e territorio. Luna Rossa Prada Pirelli, orgoglio emiliano-romagnolo. Il presidente Bonaccini premia il ‘team regionale’: “Grazie per le emozioni che ci avete regalato e per aver portato lo spirito più autentico di questa terra straordinaria nel mondo”. Max Sirena nuovo ambasciatore per l’Emilia-Romagna degli sport del mare e dell’acqua: “Da qui un grande contributo in termini di competenze e professionalità”. Verso accordo di collaborazione su ricerca, innovazione e turismo.

La cerimonia oggi in Regione: 19 i componenti la squadra nati, che vivono o si sono formati in Emilia-Romagna. Non solo velisti, ma ingegneri nautici, meccanici, informatici, architetti navali, preparatori atletici e manager. Francesco Longanesi Cattani: “I membri emiliano-romagnoli preziosi anche nell’organizzazione delle America’s Cup World Series e della Prada Cup”. Tutti i nomi, le biografie e le province di origine. Oltre 40 scuole di vela in reg ione e un comparto nautico da oltre 2.200 dipendenti.

Bologna – Orgoglio italiano, orgoglio emiliano-romagnolo. Le straordinarie imprese sportive di Luna Rossa Prada Pirelli, uno dei simboli del Made in Italy nel mondo, affondano le loro radici anche nella nostra regione.

Grazie al team di professionisti – atleti e non solo – che con il loro lavoro, la loro preparazione e la loro determinazione hanno contributo al raggiungimento di risultati unici nella storia della vela, a partire dalla vittoria della PRADA Cup 2021 lo scorso febbraio a Auckland e la successiva, entusiasmante sfida coi detentori dell’America’s Cup, i padroni di casa neozelandesi. La quinta partecipazione di Luna Rossa alla competizione velistica più importante al mondo.

Diciannove componenti del team Luna Rossa Prada Pirelli sono infatti nati in Emilia-Romagna, qui in molti casi hanno studiato, si sono formati, hanno compiuto le prime esperienze in campo velistico e sportivo, mantenendo con questa terra un solido legame. A partire da Max Sirena, Skipper e Team Director, originario di Rimini, e Francesco Longanesi Cattani rappresentante a Auckland dell’Amministratore delegato – Title Sponsor Liaison, di Bagnacavallo (Ra).

Velisti, dunque, ma anche ingegneri nautici, meccanici, informatici, architetti navali, preparatori atletici e manager in ambito sportivo che hanno messo le loro competenze e la loro passione al servizio di questa disciplina antica e allo stesso tempo estremamente avanzata da un punto di vista tecnologico.

Un legame con questa regione che è stato ribadito oggi a Bologna nel corso di una cerimoniadurante la quale il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha voluto consegnare loro una targa e ringraziarli di persona a nome di tutta la comunità emiliano-romagnola.

“Sono felice di essere qui oggi con Max Sirena, Francesco Longanesi Cattani e tutta la squadra emiliano-romagnola di Luna Rossa- ha sottolineato Bonaccini-. Grazie per le emozioni uniche che ci avete regalato e che, ne sono certo, continuerete a regalarci un futuro. E grazie per aver portato nel mondo lo spirito più autentico di questa terra straordinaria, una terra che ama lo sport e ama le sfide. Capace di unire passione, innovazione, grande competenza tecnica. In Emilia-Romagna abbiamo oltre quaranta scuole di vela, una pratica sportiva splendida, nel pieno rispetto della natura e dell’ambiente, ma anche un comparto della nautica di grande qualità che punta molto su ricerca e sviluppo, con esportazioni in crescita anche nell’anno della pandemia. Tanta parte del talento di Luna Rossa, dello sviluppo di materiali, della progettazione dell’imbarcazione, sempre più avveniristica, nasce e cresce qui, in Emilia-Romagna. Un’altra dimostrazione delle professionalità e delle infrastrutture della ricerca che abbiamo nella nostra regione, fondamentali anche per la ripartenza”.

Prima della premiazione, si è svolto un incontro, presente anche l’assessore regionale alle Attività produttive, Vincenzo Colla, nel quale si è verificata la volontà comune di arrivare a una collaborazione fra la Regione Emilia-Romagna e Luna Rossa Prada Pirelli nel campo dell’innovazione della ricerca, che possa coinvolgere imprese e centri di ricerca regionali –  compreso il Big Data Technopole di Bologna, dove avranno sede fra gli altri la sede del Data Centre del Centro Meteo Europeo e l’Agenzia nazionale Italia Meteo – e del turismo. In particolare sulla vela, gli sport del mare e dell’acqua, con Max Sirena che sarà testimonial e ambasciatore dell’Emilia-Romagna.

A Bonaccini si è associato l’assessore al Turismo, Andrea Corsini: “Luna Rossa rappresenta un grande esempio che tiene insieme la capacità tecnologica, d’innovazione e di ricerca delle imprese, con uno sport come quello della vela che richiede grandi competenze e professionalità e che nella nostra regione ha fortissime tradizioni, come dimostrano anche le esperienze precedenti, da Azzurra al Moro di Venezia, dove siamo stati sempre grandi protagonisti.  L’Emilia-Romagna si conferma quindi ancora una volta terra di grandi campioni che rappresentano anche una grande risorsa di promozione turistica. Le vittorie e i risultati raggiunti da Luna Rossa, forte anche dei 19 componenti del Team provenienti da tutta la regione, da Piacenza a Rimini, ci rendono orgogliosi. Grazie quindi a voi che avete portato nel mondo l’immagine migliore del nostro Paese e dell’Emilia-Romagna”.

“Sono particolarmente felice e onorato di ricevere questo riconoscimento da parte della Regione Emilia-Romagna- ha detto Max Sirena, Skipper e Team Director-. È motivo di grande orgoglio per tutto il team e non nascondo una certa soddisfazione nel constatare il contributo che il nostro territorio ha dato a questa sfida in termini di competenze e professionalità. Spero che questi successi possano confermare e potenziare l’attenzione nei confronti delle attività legate alla nautica, in un territorio come l’Emilia-Romagna che trova nel mare uno dei fattori più importanti della sua economia”.

E proprio Max Sirena ha consegnato al presidente Bonaccini un poster della 36^ America’s Cup presented byPRADA, firmato da tutti i componenti della squadra.

“Sono molto grato al presidente Bonaccini per aver voluto riconoscere anche il contributo che i membri emiliano-romagnoli di Challenger of Record 36 hanno apportato all’organizzazione delle America’s Cup World Series e della Prada Cup, dimostrando una grande competenza e professionalità nei rispettivi campi di responsabilità, sia in mare che a terra”, ha aggiunto Francesco Longanesi Cattani, rappresentante a Auckland dell’Amministratore Delegato – Title Sponsor Liaison.

I 19 emiliano-romagnoli premiati:

Ecco chi sono (e dove sono nati, vivono o hanno vissuto) i 19 componenti del team di Luna Rossa premiati oggi dal presidente Bonaccini: Giuseppe Acquafredda (nato a Ravenna, cresciuto  a Cervia);  Andrea Bazzini (Ravenna); Valerio Bertuccioli (nato a Cattolica, risiede a Misano Adriatico, Rimini); Vincenzo Brusa (Faenza, Ra); Denis Corti(Castelnovo Monti, risiede a Vetto, Re); Michele Crotti (Reggio Emilia); Francesco Longanesi Cattani(Bagnacavallo, Ra); Guido Longhi (Lugo, Ra); Antonio Martino (Reggio Emilia); Marco Mercuriali (nato a Cesena, vive a Cesenatico); Umberto Molineris (Ravenna); Gilberto Nobili (nato a Castelnovo Monti, cresciuto a Vetto, Re); Matteo Olivieri (nato a Vignola e residente a Zocca, Mo); Sara Paesani (Rimini); Matteo Plazzi (Ravenna); Jacopo Plazzi Marzotto (Ravenna); Max Sirena (Rimini); Antonio Vettese (Alfonsine, Ra); Enrico Voltolini (cresciuto a Piacenza).

 

Il Luna Rossa Prada Pirelli team:

Il team Luna Rossa nasce nel 1997 dall’incontro tra l’imprenditore Patrizio Bertelli e lo yacht designer argentino German Frers, che gli propone di lanciare una sfida alla 30^ America’s Cup del 2000.

Da allora il team ha preso parte a cinque edizioni dell’America’s Cup eguagliando il record di Sir Thomas Lipton, vincendo per ben due volte le regate di selezione dei Challenger – la Louis Vuitton Cup nel 2000 e la PRADA Cup nel 2021 – e disputandone la finale nel 2007 e nel 2013.

Nel match finale della 36^ America’s Cup presented by PRADA contro il Defender Emirates Team New Zealand – vincitore con il punteggio di 7 a 3 – il team Luna Rossa Prada Pirelli ha registrato il miglior punteggio di uno sfidante italiano nella storia dell’America’s Cup.

 

Il comparto nautico in Emilia-Romagna:

Una filiera dinamica che punta su innovazione, ricerca e sviluppo. Produce imbarcazioni di alta qualità sia nella progettazione che nella componentistica. E che può contare su una rete di sub-fornitura articolata in un numero elevato di competenze, specializzazioni artigianali e mestieri che coinvolgono la meccanica, la motoristica, l’elettronica, l’arredamento, il tessile, l’intelligenza artificiale, i big data e la matematica composita.

E’ il comparto della nautica in Emilia-Romagna. Un settore che conta oltre 100 società di capitale per 1 miliardo di fatturato, 250 milioni di euro di valore aggiunto e 2.200 dipendenti (dati 2019). Tra queste, la Ferretti Spa con sede a Rimini, leader in Italia insieme alla toscana Azimut-Benetti.

Bene l’export con un valore complessivo di 597 milioni di euro nel 2020, il 12,2% del totale nazionale del settore(quarta regione a livello italiano). Una dinamica positiva nell’anno della pandemia, in crescita di 31,7 milioni di euro a valori correnti (+5,6%) rispetto al 2019. Un risultato ancora più significativo se sommato all’aumento rilevato tra il 2019 ed il 2018, quando l’export regionale nautico è cresciuto di quasi 138 milioni di euro (+32,2% rispetto al 2018). Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia sono i principali paesi di destinazione. A fine 2019 erano attive in Emilia-Romagna 260 unità locali concentrate soprattutto nelle province di Forlì-Cesena (41,7% degli addetti regionali del settore), Rimini (21,7%) e Ravenna (17,9%).  Per quanto riguarda l’export, al primo posto è il territorio di Forlì-Cesena (il 35,6% del totale regionale), seguito da Rimini (32,9%) e Ravenna (19,7%), quest’ultima protagonista di una forte crescita nell’ultimo anno. /PF

Per scaricare foto e biografie dei premiati e di Luna Rossa (credit: Luna Rossa Prada Pirelli |Studio Borlenghi), a seguire verranno caricate anche le foto della premiazione e dei protagonisti:

https://www.regione.emilia-romagna.it/agenzia-di-informazione-e-comunicazione/stampa/2021/luna-rossa

Mobilità sostenibile. Bonus auto ibride: la Regione stanzia altri 450mila euro per accogliere tutte le domande arrivate sul bando 2020.

 

Mobilità sostenibile. Bonus auto ibride: la Regione stanzia altri 450mila euro per accogliere tutte le domande arrivate sul bando 2020. L’assessore Corsini: “Impegno corale per dare sostanza a una misura molto apprezzata dai cittadini che fa bene all’ambiente e alla qualità dell’aria”.

Risorse per soddisfare altre 2.546 domande ammesse al bando relativo alle immatricolazioni di veicoli di categoria M1 nel 2020. Per il triennio 2021-2023 contributi direttamente sul conto corrente dei beneficiari

Bologna – La mobilità green aggiunge un’altra marcia. Aumentano infatti i contributi regionali per l’immatricolazione di autoveicoli ecologici di categoria M1, e quindi quelli con alimentazione ibrida benzina/elettrico, gasolio/elettrico e benzina/idrogeno.

Per far fronte al numero elevato di richieste ammesse, e relative al bando 2020 dedicato all’acquisto di veicoli ibridi, la Regione ha approvato, con legge regionale n. 4 del 20 maggio 2021, un ulteriore stanziamento, in aggiunta al milione di euro previsto dalla prima fase della misura, di 450mila euro che servirà a soddisfarele domandeammesse al bando passate da 4.349 nel 2019 a 8.289 nel 2020.

Con queste risorse si potranno quindi soddisfare tutte le 2.546 richieste pervenute nel mese di novembre e dicembre 2020, ma rimaste escluse dalla copertura economica inizialmente prevista della misura.

“L’aumento del 90% delle richieste rispetto al 2019- sottolinea l’assessore regionale alla Mobilità, Andrea Corsini– dimostra bene la sensibilità ai temi della tutela ambientale dimostrata dagli emiliano-romagnoli, attenti alle esigenze di una mobilità sempre più attenta all’ambiente e alla qualità dell’aria. Gli ulteriori fondi stanziati, oltre a comprendere giustamente tutti coloro che avevano fatto domanda, sono quindi una leva importante per proseguire con le politiche regionali di sostenibilità, in linea con il Patto per il Lavoro e per il Clima”.

Il contributo sarà riconosciuto da quest’anno e fino al 2023, senza dover presentare alcuna ulteriore richiesta, e sarà versato direttamente sul conto corrente dei beneficiari.

Si segnala infine che è necessario comunicare eventuali cambiamenti del codice Iban collegandosi al link: https://mobilita.regione.emilia-romagna.it/bandi/bandoibride2021/documenti/normativa-e-documentazione.

XIII edizione di “Automotostoriche in Centro Storico” sabato 29 e domenica 30 maggio a Ferrara.

Comunicato stampa Ascom Ferrara.
La XIII edizione di “Automotostoriche in Centro Storico” a Ferrara promosso da Officina Ferrarese, Ospitalità Estense con il supporto di Ascom Confcommercio ed il patrocinio del Comune:
Sabato 29/05 ore 14,30 Auto,Biciclette, Moto e Trattori d’epoca in Centro Storico,
Ore 18,30 Sfiata di Auto e Moto in piazza Trento Trieste,
Domenica 30/05 ore 9.00 Trattori d’epoca in piazza Castello.
 
E siamo al tredicesimo traguardo: sabato 29 e domenica 30 maggio è il momento dell’edizione 2021 della manifestazione “AutoMoto Storiche in Centro Storico” a Ferrara che raccoglierà 130 vetture (dagli anni ’30 fino agli anni ’90), in rappresentanza di 35 marchi internazionali in esposizione dalle ore 14.30 di sabato nel salotto del centro storico della città estense. Esposizione che verrà completata in serata dalle ore 18,30 (sempre del 29) dalla tradizionale parata delle auto e delle moto – che si svolgerò nel rispetto dei protocolli sanitari – attorno al Listone.
“Automotostoriche – spiega Riccardo Zavatti, Presidente dell’Officina Ferrarese – è il primo vero segnale della riapertura. Abbiamo lavorato tantissimo, in stretto contatto con l’amministrazione, per realizzare una delle manifestazioni che, nel calendario dei ferraresi, non può mancare. Le richieste di adesioni sono sempre tantissime, sebbene per via delle limitazioni per il contenimento del contagio abbiamo dovuto limitare la possibilità di partecipazione. Una partecipazione che tuttavia sarà piuttosto nutrita di autovetture posizionate nel salotto più esclusivo della città. Un vero e proprio tuffo nella storia dell’automobilismo”
Dalla storia al futuro: un evento sempre più green e sostenibile e che vedrà anche l’esposizione di modelli ibridi e elettrici.
Tra i partners storici Ascom Confcommercio Ferrara che aggiunge con il suo Presidente provinciale Giulio Felloni: “Un fine settimana che è sempre più all’insegna dell’auspicato ritorno alla piena normalità. E’ il momento di riprendere, seppure in piena sicurezza, il programma degli eventi potenziando l’accoglienza a Ferrara. Un modo per attrarre visitatori in città e rimettere in moto il circolo virtuoso tra arte, cultura , eventi, shopping e turismo” conclude Felloni tra i primissimi presidenti del prestigioso Club.
Dal canto suo Filippo Orlandini – fondatore di Ospitalità Estense – aggiunge: “Un’edizione anche questa che riusciamo a realizzare tra mille difficoltà e che ora più che mai rappresenta la ripartenza. Automotostoriche quest’anno punta , grazie agli sponsors, il suo faro al mondo green con le auto ibride ed elettriche con modelli che rappresentano le nuove frontiere del settore automotive”.
A portare il saluto dell’Amministrazione comunale gli Assessori Matteo Fornasini ed Angela Travagli che hanno voluto sottolineare ad una voce: “E’ un grande onore tornare a ospitare nella nostra città una manifestazione prestigiosa che fa di Ferrara una delle piazze più belle d’Italia. Senza dubbio la qualità che il Club del Motorismo Storico Officina Ferrarese offre ai ferraresi e ai turisti che giungono interessati alla manifestazione, è di primissimo livello. Ed è proprio su questo punto che vorremmo concentrare la nostra attenzione. Quella del prossimo fine settimana sarà una delle prime grande manifestazione di piazza che si svolge in città: un’occasione che noi vogliamo interpretare in ottica di ripartenza e di parziale ritorno alla normalità. Ferrara Rinasce non è per noi solo uno slogan, ma un obiettivo concreto, che passa anche da queste prestigiose rassegne”
E dalle auto ai mitici trattori. la cartolina della manifestazione verrà completata dall’esposizione nella giornata di domenica (in piazza Castello ) dalle macchine agricole – presente in conferenza Marco Garbellini, Presidente del Gruppo Trattoristi Ferraresi – che sono le necessarie ed ammirate coprotagoniste all’evento ritagliandosi una sempre maggiore fetta di consensi nel pubblico di tutte le età, incuriositi dalle dimensioni di questi colossi meccanici.
Anche l’edizione in arrivo vedrà la possibilità di partecipare al tradizionale concorso fotografico (regolamento su automotostoricheferrara.it) oppure condividere i propri ricordi sui Social con hashtag #automotostorichefe2021.

Coop Alleanza 3.0 avvia la vaccinazione aziendale di tutti i propri lavoratori.

 

Comunicato stampa Coop Alleanza 3.0.

Le vaccinazioni, su base volontaria, diventeranno operative in base alle disponibilità dei vaccini in ciascuna Regione di presenza della Cooperativa.

Coop vara il Piano per l’attivazione delle vaccinazioni anti Covid-19 ai propri lavoratori che naturalmente diventerà operativo in base alle disponibilità dei vaccini in ciascuna Regione. Sono interessati tutti i lavoratori delle cooperative di consumatori, tra cui quelli di Coop Alleanza 3.0.

Infatti, per i lavoratori di Coop Alleanza 3.0 sarà possibile aderire piano vaccinale organizzato dalla Cooperativa a partire dal 26 maggio e fino al 2 giugno incluso attraverso UniVax, la piattaforma dedicata di Unisalute: l’adesione è assolutamente libera, e ogni lavoratore potrà decidere in totale autonomia e senza alcun obbligo.

Questo è reso possibile dall’accordo sottoscritto da ANCC-Coop (l’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con Unisalute, primaria impresa assicuratrice nei rami malattia e assistenza. La vaccinazione sarà gratuita per ogni dipendente e comprende una polizza assicurativa per eventuali reazioni al vaccino.

Sin dagli inizi della campagna vaccinale nazionale abbiamo sostenuto con forza l’importanza di dare la priorità ai dipendenti della grande distribuzione. Una convinzione che, come sistema cooperativo, abbiamo portato fino all’Unione Europea, e che oggi, con orgoglio, è diventata un’azione concretadichiara Mario Cifiello presidente di Coop Alleanza 3.0Un impegno che conferma, ancora una volta, quanto per noi sia prioritaria la salute di tutti, a partire dai nostri lavoratori, sin dall’inizio della pandemia.

Le convocazioni verranno inviate da Unisalute. Le somministrazioni e le relative tempistiche dipenderanno dalla disponibilità dei vaccini in ciascuna Regione, in linea con le priorità dettate dal piano di vaccinazione nazionale. Il vaccino potrà essere somministrato in hub vaccinali accreditati e in strutture sanitarie territoriali e l’impegno di Coop Alleanza 3.0 è quello di coprire la maggior parte delle province in cui la Cooperativa è presente.

Si tratta di un’opportunità aggiuntiva e complementare rispetto al Piano Nazionale dei Vaccini.

Informazioni complete sul sito www.e-coop.it/piano-vaccinale-dipendenti

UE: Coldiretti er, politica aiuti agricoltura Made in Italy.

Comunicato stampa Coldiretti Emilia Romagna.

Incontro con il Sottosegretario Battistoni che ringrazia Coldiretti per il ruolo sociale determinante durante la pandemia:

“Lo stanziamento di 105 milioni di euro per incrementare il fondo di solidarietà nazionale previsto della legge 102/2004 è un importante riconoscimento del ruolo centrale dell’agricoltura per la crescita del Paese grazie alle misure concrete sostenute dalla Coldiretti, ma deve essere solo l’inizio: nella sola Emilia-Romagna i danni subiti dal comparto fra 2020 e 2021 ammontano a oltre 450 milioni”. Lo ha detto il Presidente di Coldiretti regionale Nicola Bertinelli che, assieme alla Presidente di Coldiretti Bologna Valentina Borghi e al Direttore regionale Marco Allaria Olivieri ha incontrato nella sede di Coldiretti il Sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali, Sen. Francesco Battistoni.

“L’agroalimentare italiano – ha proseguito Bertinelli – è sotto attacco, lo dimostrano iniziative e proposte che vengono dal resto d’Europa come il nutriscore e il vino dealcolato: ci aspettiamo che la politica sia al fianco dell’agricoltura italiana nel tutelare le nostre produzioni uniche al mondo, il valore del Made in Italy e il reddito dei produttori”.

“L’incremento al fondo di solidarietà – ha detto Battistoni – è un segnale forte, ma è anche necessario cambiare mentalità in modo da non trovarsi perennemente a fronteggiare emergenze, ma a prevedere i danni da avversità climatiche cambiando approccio dal punto di vista assicurativo”.  Riguardo il ruolo dell’agroalimentare italiano in Europa il Sottosegretario ha aggiunto: “è necessario difendere politicamente i nostri fiori all’occhiello perché i nostri standard non hanno eguali e tengo a ringraziare Coldiretti anche per come ha operato durante la pandemia: a differenza di quanto successo in altre nazioni, in Italia il comparto agroalimentare ha svolto un ruolo determinante negli approvvigionamenti e Coldiretti, con Campagna Amica, Spesa sospesa e la spesa a domicilio ha dato alla cittadinanza un servizio sociale di importanza notevolissima ”.

Europa Verde chiede alla giunta regionale dell’Emilia-Tomagna impegni concreti nelle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici per ridurne gli effetti

 

Comunicato stampa Gruppo Europa Verde.

Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde in Assemblea legislativa Emilia-Romagna: “Con la risoluzione che abbiamo depositato oggi chiediamo alla Giunta regionale di sostenere la ricerca nel campo dell’adattamento ai cambiamenti climatici e di predisporre un piano di misure, scandite da un cronoprogramma che fissi obiettivi e target temporali, per dare piena attuazione alla strategia europea e regionale di adattamento ai cambiamenti climatici già in atto al fine di ridurne gli effetti negativi ormai visibili anche in Emilia-Romagna. Accanto alle misure di mitigazione, ovvero di riduzione delle emissioni climalteranti di gas serra, occorre infatti procedere con urgenza a mettere in campo anche misure e interventi che consentano di contrastare a livello locale gli effetti dell’emergenza climatica”.

Il Gruppo Europa Verde dell’Assemblea legislativa dell’Emilia- Romagna ha depositato oggi una risoluzione che impegna la Giunta regionale a sostenere la ricerca nel campo dell’adattamento ai cambiamenti climatici e a predisporre un cronoprogramma di misure e investimenti, con relativi obiettivi e target temporali, per dare piena attuazione alla strategia europea e regionale di adattamento ai cambiamenti climatici al fine di contrastarne gli effetti: lunghi periodi di siccità che colpiscono in particolare l’agricoltura, ondate di calore nelle aree urbanizzate, risalita del cuneo salino nel Delta del Po, erosione delle coste, solo per citarne alcuni.

Fin dall’accordo sottoscritto nel 2015 a Parigi, in occasione della 21a sessione della conferenza delle parti (COP 21) dell’ONU sui cambiamenti climatici, venne posto l’accento sul tema dell’adattamento, da mettere al centro delle politiche accanto agli interventi di mitigazione. Affrontare la crisi climatica comporta infatti l’attivazione non solo di politiche di contrasto per arrivare alla neutralità carbonica, ma anche di “riduzione del danno” per difendersi dalle ricadute inevitabili e in parte già in atto. Per questo, oltre alle azioni per ridurre le emissioni di gas climalteranti, è fondamentale intervenire per proteggere i sistemi naturali e antropici dagli effetti causati dal cambiamento climatico.

Questa visione è stata confermata dalla nuova Strategia europea di adattamento ai cambiamenti climatici, presentata lo scorso 24 febbraio e incentrata su due linee d’azione: diffusione delle conoscenze e pianificazione degli interventi. Anche la Strategia regionale, approvata nel dicembre 2018 dall’Assemblea legislativa, sottolinea l’importanza delle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici e la necessità di coinvolgere di cittadini.

“E’ ormai evidente che i cambiamenti climatici in atto toccano da vicino anche l’Emilia-Romagna in termini di ondate di calore, eventi meteo estremi, aumento dei periodi siccitosi, riduzione delle precipitazioni nevose, erosione della costa e risalita del cuneo salino nel delta del Po. Per questo, oltre a contribuire alle politiche globali di riduzione delle emissioni di gas serra a cominciare dalla diffusione delle fonti di energia rinnovabili e da interventi di efficienza energetica, occorre fare un passo in più, e pianificare politiche di adattamento, passando dalle dichiarazioni di principio alla pianificazione degli obiettivi e degli interventi e alla misurabilità dei risultati – afferma Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna – La Strategia regionale di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici rappresenta un buon punto di partenza, ma non è sufficiente perché non ha carattere di cogenza rispetto ai piani e programmi regionali. Per noi Verdi/Europa Verde generici impegni non bastano più di fronte all’emergenza climatica in atto. Con la nostra risoluzione, chiediamo alla giunta regione – in linea con le indicazioni dell’Unione Europea – di integrare il tema dell’adattamento e della mitigazione in tutte le politiche settoriali di piano regionali, coinvolgendo stakeholder e cittadinanza per aumentare la conoscenza e la sensibilità verso le tematiche dei cambiamenti climatici e delle misure da adottare per prevenirne e mitigarne gli effetti già in corso”.

Talents4coop, tra i 9 progetti selezionati c’è anche “Noemi” del Consorzio Ferrara Prossima.

 

Comunicato stampa Confcooperative Ferrara.

TALENTS4COOP, TRA I 9 PROGETTI SELEZIONATI DAL BANDO DI CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA C’E’ ANCHE “NOEMI” DEL CONSORZIO FERRARA PROSSIMA.

Dall’agroalimentare ai servizi socio-sanitari passando per sport e digitale. Partito il percorso di accompagnamento fino a marzo 2022. Il presidente Milza: “Sinergie tra cooperative di settori diversi e grande protagonismo dei giovani cooperatori”.

Sono nove i progetti di innovazione cooperativa selezionati nell’ambito del bando “Talents4coop – Innovare le competenze per disegnare il futuro” promosso da Confcooperative Emilia Romagna e dal suo ente di formazione Irecoop con il supporto di Social Seed e il contributo della Regione Emilia-Romagna. Alla call hanno partecipato cooperative, associazioni, consorzi e reti di organizzazioni di tutto il territorio emiliano-romagnolo. Il bando ha l’obiettivo di promuovere processi di innovazione aperta all’interno delle cooperative che puntano a diversificare e accrescere le aree di business, soprattutto a seguito dei cambiamenti verificatesi con l’emergenza sanitaria.

Dall’agroalimentare ai servizi socio-sanitari, passando per digitale e sport, sono numerosi i settori interessati dai progetti selezionati (uno per ogni provincia). Tutti però possono contare su un comune denominatore: la volontà di innovare servizi e processi produttivi in maniera aperta, collaborativa e inclusiva, ossia in rete con altri soggetti, per rispondere in maniera ottimale ai bisogni che emergono.

“I nove progetti selezionati dal bando Talents4coop dimostrano tutta la vitalità e creatività del sistema cooperativo – commenta Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna -. In queste idee imprenditoriali si scorge un’importante prospettiva intersettoriale finalizzata a creare sinergie tra imprese di diversi settori, nell’ottica di lavorare insieme per fornire risposte ancora più qualificate alle esigenze delle comunità, proponendosi con un approccio più completo e sistemico. Inoltre, i progetti selezionati confermano il protagonismo dei giovani cooperatori, capaci di interpretare un ruolo propositivo e consapevole, a testimonianza dell’importante lavoro di crescita svolto all’interno delle cooperative”.

Tra i premiati c’è anche NOEMI del Consorzio Ferrara Prossima (Ferrara, FE):

Il progetto Noemi è una piattaforma di welfare territoriale che aggrega le offerte di servizi in ambito sociale facendo lavorare in rete le cooperative. La sfida è quella di lavorare su un nuovo ruolo del Consorzio come attivatore di risposte per la comunità e promotore di nuove offerte territoriali innovative, in risposta ai nuovi bisogni comunitari. Un’attenzione particolare sarà dedicata alle situazioni di solitudine di persone fragili, che hanno conosciuto un ulteriore aggravamento a seguito della pandemia.

Il percorso previsto dal bando Talents4coop per i nove progetti selezionati – uno per ogni provincia della nostra Regione – è iniziato con il primo momento di formazione collettiva. L’accompagnamento – finalizzato a fare crescere queste idee, favorendone la trasformazione in vere e proprie innovazioni aziendali – continuerà fino al marzo 2022 con le fasi di supporto e accompagnamento curate da Social Seed, in particolare attività di formazione, mentoring, coaching ed un evento finale di divulgazione dei risultati.

GLI ALTRI PROGETTI SELEZIONATI DA TALENTS4COOP:

AGRISENSOR – Cooperativa Saigi (Santarcangelo, RN):

Agrisensor è un progetto pilota finalizzato a realizzare sistemi di monitoraggio da remoto per agricoltori e allevatori con sensori alimentati ad energia solare in campo aperto per le coltivazioni e strumenti di controllo per gli allevamenti, così da supportare le decisioni grazie alla disponibilità di dati. Il progetto è promosso da Saigi, cooperativa di allevatori con sede a Santarcangelo (RN) punto di riferimento in Italia nella produzione avicola di nicchia con polli allevati a terra.

AREA GIOVANI – Consorzio Solidarietà Sociale Forlì-Cesena (Forlì, FC):

Ristrutturazione dell’Area Giovani del Consorzio Solidarietà Sociale Forlì-Cesena, dedicata in particolare alla gestione del Servizio Civile (regionale e universale) e del programma Erasmus+. Si vuole creare un nuovo team di lavoro che possa divenire un punto di riferimento per orientamento al lavoro e formazione rivolta ai giovani del territorio. Sono tre gli ambiti su cui progetto si intende concentrare nelle proposte ai giovani: esperienze educative formali o non formali; esperienze professionali;  sviluppo di competenze progettuali.

FORMAZIONE GIOVANI COOPERATORI – Associazione Giovani Imprenditori di Confcooperative Romagna (Ravenna, RA):

Strutturare un sistema di engagement, attivazione e consolidamento per i giovani cooperatori rispetto alle attività dell’Organizzazione di rappresentanza a livello romagnolo, attraverso la creazione di dispositivi che diventino strumento di attrazione e mantenimento della partecipazione, con un’efficace strategia di comunicazione interna. L’obiettivo è quello di fare crescere il team di giovani cooperatori affinché possano fungere da attori protagonisti di promozione cooperativa nel territorio, con maggiori capacità di leggere e intercettare i bisogni dei giovani per fornirgli risposte adeguato attraverso il modello cooperativo.

ACADEMY OPEN INNOVATION – Cooperativa sociale La Venenta (San Giorgio di Piano, BO); Gruppo cooperativo sociale Solco Civitas (Imola, BO):

Definizione di un team per l’innovazione aperta a livello metropolitano bolognese che possa supportare le cooperative (in particolare quelle sociali) nella creazione di una rete di servizi attivi su formazione e sviluppo, innovazione e impatto sociale, co-working. Un luogo fisico e virtuale in cui condividere e sviluppare saperi, conoscenze e idee innovative con focus in particolare sulla cura della persona e sulla cura dell’ambiente. Academy è un progetto promosso dalla cooperativa sociale La Venenta in un’ottica di rete e di apertura verso il territorio, al quale ha aderito il Gruppo cooperativo Solco Civitas che con la sua presenza sia a Imola che a Bologna può assicurare una prospettiva a livello metropolitano.

ASSIST – Cooperativa sociale Onyva (Modena, MO):

Nuovo servizio di consulenza e formazione digitale e informatica per il Terzo Settore per migliorare produttività, organizzazione dei processi e comunicazione aziendale delle realtà non profit. L’obiettivo è quello di creare una piattaforma che possa divenire un punto di riferimento per gli operatori del Terzo Settore che cercano risposte sotto il profilo dell’innovazione tecnologica, della digitalizzazione dei processi, dell’utilizzo degli strumenti informatici. Un team di professionisti che accanto alle conoscenze tecniche, possano garantire anche un’adeguata conoscenza del mondo non profit, delle sue peculiarità ed esigenze.

SPORT SOSTENIBILE – Cooperativa sportiva Heron; Ecosapiens / Cooperativa sociale L’Ovile (Reggio Emilia, RE):

Un percorso educativo condiviso tra due cooperative, finalizzato a promuovere un nuovo servizio per aziende, istituzioni, società sportive, scuole ed enti del Terzo Settore, capace di coniugare la pratica sportiva e il benessere fisico con i temi della sostenibilità ambientale. Heron ed Ecosapiens / L’Ovile possono insieme proporsi come interlocutori qualificati nell’ambito dell’educazione sportiva e dell’educazione alla sostenibilità, proponendo progetti rivolti in particolare alle scuole e alle società sportive e che possono intercettare anche il sostegno di aziende attente a questi temi, in linea con gli obiettivi 2030 dell’Agenda ONU.

AMBULATORIO INFERMIERISTICO – Cooperativa sociale Casa Famiglia Casa Serena (Parma, PR):

Creazione di un ambulatorio infermieristico e di servizi socio-sanitari alla persona per rispondere ai bisogni dei cittadini del quartiere di Parma individuato e integrare l’offerta di servizi del sistema pubblico. L’ambulatorio punterà molto sull’utilizzo degli strumenti di telemedicina, sullo sviluppo (con attività di vendita e noleggio) di appositi device e app per favorire il monitoraggio dei pazienti grazie alla collaborazione con aziende specializzate, sui servizi di assistenza domiciliare, sulla consulenza con case di riposo e case famiglia presenti nel territorio di Parma. L’obiettivo a lungo termine consiste nell’aprire nuovi ambulatori infermieristici sulla falsariga di questa esperienza, puntando quindi ad esportare nel territorio di Parma e non solo questo modello di servizi infermieristici.

LABORATORI DIDATTICI VIRTUALI – Cooperativa CoolTour (Bobbio, PC):

Il progetto prevede di portare sulla piattaforma digitale tutti i laboratori didattici svolti da CoolTour a Bobbio con gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado (ogni anno circa 3.000 fino a prima del Covid), affrontando la sfida del digitale come leva per migliorare la dimensione esperienziale del servizio. L’obiettivo è quello di coinvolgere circa 50 istituti all’anno, ognuno dei quali partecipa almeno con 4 classi. La sfida digitale non vuole essere abbandonata nemmeno in epoca post-Covid, ma dovrà accompagnare lo svolgimento dei laboratori didattici in presenza per consentire alla cooperativa di allargare il suo raggio d’azione e coinvolgere nuovi fruitori dei suoi servizi che altrimenti non avrebbe mai potuto raggiungere.

Diritto, società e contrasto alle mafie: Dal 3 giugno la prima Summer School organizzata dal Dipartimento da Unife.

 

Comunicato stampa Università degli studi di Ferrara.

Diritto, società e contrasto alle mafie”: Dal 3 giugno la prima Summer School organizzata dal Dipartimento di Giurisprudenza e dal Centro Macrocrimes di Unife.

Iscrizioni entro il 1° giugno 2021.

Parte il 3 giugno la prima edizione della Summer SchoolDiritto, società e contrasto alle mafie”, organizzata dal Dipartimento di Giurisprudenza e dal Centro Macrocrimes – Centro studi giuridici europei sulla grande criminalità dell’Università di Ferrara.

La Scuola, gratuita, è dedicata all’analisi della complessità dei fenomeni criminali mafiosi contemporanei e degli strumenti che possono essere messi in campo per prevenirli e contrastarli.

Grazie a un approccio multidisciplinare, le partecipanti e i partecipanti avranno la possibilità di approfondire da prospettive complementari (come la sociologia, l’economia o le diverse branche del diritto positivo interno, europeo e internazionale) le specificità dei processi di mafia, il ruolo e la condizione dei diversi attori coinvolti e la configurazione della pena dei detenuti per mafia. Attraverso uno sguardo più ampio alla società la Scuola analizzerà anche le peculiarità del metodo mafioso, le modalità di prevenzione del fenomeno, nonché la ramificazione dei traffici illeciti che alimentano l’economia criminale.

La Scuola, che si tiene interamente online e in modalità seminariale ogni giovedì dal 3 giugno al 22 luglio, è rivolta prima di tutto a studentesse e studenti Unife, ma anche di altri Atenei italiani, nonché a tutti gli interessati e le interessate, fino ad un massimo di 240 partecipanti.

Esprime grande soddisfazione la Professoressa Serena Forlati, Direttrice del Centro: “Sono davvero lieta che l’iniziativa possa vedere la luce nonostante le difficoltà legate alla pandemia in atto. La Summer School offrirà alle nostre studentesse e ai nostri studenti, oltre che ai partecipanti esterni, un’informazione altamente qualificata su temi centrali per la società italiana contemporanea e uno spazio di discussione critica su temi estremamente complessi”.

“L’iniziativa – prosegue la Professoressa Orsetta Giolo del Dipartimento di Giurisprudenza di Unife – costituisce uno dei progetti più ambiziosi realizzati nel contesto del Centro di ricerca Macrocrimes, attivo sin dal 2018 presso il Dipartimento di Giurisprudenza e istituito nell’ambito del progetto vincitore del bando ‘Dipartimenti di eccellenza’. Il Centro ha proseguito e ampliato il percorso di ricerca dedicato agli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso già intrapreso con il Laboratorio MaCrO, divenuto ora MaCrOLab, uno dei cluster in cui si articola il Centro Macrocrimes. La Summer School rappresenta peraltro un ulteriore traguardo raggiunto da Macrocrimes, punto di riferimento ormai affermato sul piano nazionale e internazionale per quanto concerne la ricerca sui profili giuridici relativi al contrasto alla macrocriminalità”.

Per ulteriori informazioni e per le modalità di iscrizione, obbligatoria entro il 1° giugno, è possibile consultare il sito web del Centro www.macrocrimes.eu

Vaccini, Fials a Speranza: Ritiri protocollo con Regioni per dosi a domicilio, lede diritti e dignità infermieri.

 

Ufficio Stampa FIALS.

Vaccini, Fials a Speranza: Ritiri subito protocollo con Regioni per dosi a domicilio, lede diritto costituzionale degli infermieri e dignità professionale.

25 mag. – “E’ evidente che il contenuto del protocollo, rientrando nella sfera dell’organizzazione del lavoro, del trattamento normativo ed economico degli infermieri, rientra appieno nelle competenze esclusive della contrattazione tra parti datoriali, anche pubbliche, e parti sindacali. Stupisce che un ministro, che è responsabile, anche, di una forza politica che ha per la sigla l’articolo 1 della nostra Costituzione, dimentichi in questo atto chi rappresenta e tutela il lavoro. Invitiamo, pertanto, Governo e Regioni a ritirare tale protocollo e convocare subito un tavolo di confronto con le sigle firmatarie dei contratti della sanità per redigerne uno nuovo con migliori contenuti, maggiormente operativo dall’immediato e più rispettoso della dignità e autonomia di professionisti laureati”. Così Giuseppe Carbone, segretario generale Fials, sull’intesa sottoscritta da ministero, conferenza delle Regioni e Fnopi (ordine degli infermieri), relativa alla somministrazione domiciliare delle dosi da parte degli infermieri pubblici fuori dall’orario di servizio.

Sulla dibattuta vicenda il sindacato ha scritto una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza, per chiarire la sua posizione in merito. “Riteniamo – si legge – che non sia eticamente corretto riconoscere dalle parti firmatarie dell’accordo, solo per in una situazione emergenziale (vaccinazione) l’attività libero professionale per gli infermieri per poi mettere tutto a tacere e in un dimenticatoio, disconoscendo le competenze e l’autonomia professionale degli infermieri come delle altre professioni sanitarie. A tutti questi professionisti sanitari va da subito riconosciuto un allineamento giuridico, normativo ed economico alla dirigenza sanitaria con l’estensione dell’attività libero professionale intramoenia e l’indennità di esclusività del rapporto di lavoro o diversamente, a richiesta del professionista, l’attività libero professionale extramoenia. Non vi sono oggi motivazioni giuridiche e normative che possano sostenere tale diversità”.

Si tratta di un protocollo di accordo in aperta violazione della legge 3/18 – sottolinea la Fials – che esclude tassativamente qualsiasi ruolo negoziale in materia sindacale e di rapporto di lavoro agli Ordini delle professioni sanitarie”. Quindi, “giuridicamente nullo, in quanto invade competenze che la Costituzione e le leggi conseguenti riservano alla titolarità delle organizzazioni sindacali rappresentative delle lavoratrici e dei lavoratori, nel caso specifico anche delle infermiere e degli infermieri, organizzazioni ai quali liberamente si iscrivono e liberamente votano nelle elezioni per le RSU in dimensioni numeriche rilevanti e più che maggioritarie al contrario di Ordini, a cui si iscrive ope legis e i cui organismi dirigenti sono votati parti da una piccolissima minoranza degli stessi iscritti”.

Governo e Regioni, nel rispetto della norma, avrebbero dovuto, invece, convocare i sindacati firmatari del Contratto del comparto sanità – ribadisce la missiva Fials – e con essi concordare un accordo per regolamentare la vaccinazione da parte degli infermieri, ma perché no anche da parte delle assistenti sanitari e delle ostetriche, a domicilio del cittadino in condizione di impossibilità a recarsi nel centro vaccinale”. Per il sindacato, in tal modo, si sarebbe potuto dar vita ad un accordo più in linea con le esigenze sia dei cittadini, sia dei professionisti. Così da evitare un “corso da parte dell’ISS per insegnare agli infermieri come vaccinare, atto che è una competenza core dell’infermiere”. Evitando a professionisti laureati “la subalternità al medico” e “la retribuzione per atto vaccinale – affonda la Fials – quanto mai lesiva della dignità professionale”. Il messaggio a Speranza è chiaro: così proprio non va, è tutto da rifare.

 

Terna: Ad aprile in Emilia-Romagna deciso recupero dei consumi elettrici e industriali.

 

Comunicato stampa Terna.

In Emilia-Romagna prosegue il recupero dei consumi elettrici e industriali: ad aprile Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, ha rilevato una domanda di energia elettrica in crescita del 22% rispetto ad aprile 2020 e del 2,5% rispetto ad aprile 2019. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 26% della domanda elettrica regionale.

A livello industriale, l’indice IMCEI elaborato da Terna – che prende in esame e monitora in maniera diretta i consumi industriali di circa 530 clienti cosiddetti energivori connessi alla rete di trasmissione elettrica nazionale (grandi industrie dei settori ‘cemento, calce e gesso’, ‘siderurgia’, ‘chimica’, ‘meccanica’, ‘mezzi di trasporto’, ‘alimentari’, ‘cartaria’, ‘ceramica e vetraria’, ‘metalli non ferrosi’) – registra in Emilia-Romagna una sostanziale crescita rispetto sia ad aprile del 2020 (+62%) sia ad aprile 2019 (+2%): fortemente positivi i comparti di siderurgia, meccanica, legno e mobilio, cemento, calce e gesso; in recupero il comparto della chimica.

Sul territorio nazionale, tale valore risulta in crescita del 60% rispetto ad aprile 2020 e, soprattutto, del 6% rispetto ad aprile 2019. Si rileva, inoltre, una variazione congiunturale del +1% rispetto al mese precedente (marzo).

Anche per questo mese, considerati i valori anomali registrati a partire da marzo 2020, Terna ha ritenuto opportuno condurre un’analisi statistica supplementare prendendo come riferimento l’anno 2019. Nel primo quadrimestre del 2021, la domanda elettrica in Italia risulta in crescita del 6,2% rispetto all’omologo periodo dello scorso anno (+7,2% in termini rettificati) e in flessione dell’1,5% rispetto al 2019 (in termini rettificati è pari a -1,4%).

Analizzando nel dettaglio i dati di aprile, quest’anno il mese ha avuto lo stesso numero di giorni lavorativi (21) e una temperatura media mensile inferiore di circa 1,5°C rispetto ad aprile del 2020. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura diventa pertanto +20,3%. A livello territoriale la variazione tendenziale di aprile è stata ovunque positiva: +25,8% al Nord, +20,2% al Centro e +14,6% al Sud. In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura ha fatto registrare una sostanziale stabilità rispetto al mese precedente (marzo).

Nel mese di aprile, la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per circa l’88% con produzione nazionale e per la quota restante (12%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,7 miliardi di kWh) ha registrato un incremento dell’11,5% rispetto ad aprile 2020. In aumento le fonti termoelettrica (+23,6%) ed eolica (+25,6%). In flessione le fonti idrica (-12,5%), fotovoltaica (-11%) e geotermica (-3,8%). Per quanto riguarda il saldo import-export, la variazione è pari a +253,6% per un effetto combinato dell’aumento dell’import (+77,3%) e di una riduzione dell’export (-68,5%).

L’analisi dettagliata della domanda elettrica mensile provvisoria del 2021 è disponibile nella pubblicazione “Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico”, consultabile alla voce “Sistema elettrico >> Dispacciamento >> Dati esercizio” del sito www.terna.it.

I dati in tempo reale sull’esercizio del sistema elettrico nazionale sono inoltre consultabili sull’app di Terna disponibile sui principali store:

https://play.google.com/store/apps/details?id=it.terna.energia&hl=it

https://apps.apple.com/it/app/terna/id1458535498

Consorzio di Bonifica: il 5 giugno appuntamento a palazzo Naselli-Crispi.

 

Comunicato stampa Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara.

Primo appuntamento alla scoperta di uno dei capolavori dell’arte dell’architettura ferrarese guidati da dipendenti e collaboratori del Consorzio.

FERRARA, 25 maggio 2021 – Sabato 5 giugno l’appuntamento da non perdere è a Palazzo Naselli-Crispi, la prima apertura straordinaria della sede del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, pensata per consentire ai cittadini di scoprire un capolavoro dell’arte e dell’architettura ferrarese. Dopo il tutto esaurito durante le Giornate di Primavera del Fai, il Consorzio ha scelto di accogliere le persone nei luoghi dove si svolge l’attività quotidiana dell’Ente, come spiega il presidente Stefano Calderoni.

“Abbiamo scelto di organizzare le visite a Palazzo Naselli-Crispi perché vogliamo che aumenti la consapevolezza che la Bonifica è patrimonio di tutti e crediamo che aprire le porte di uno dei palazzi storici più affascinanti della città sia un primo importante passo in questa direzione. Abbiamo l’enorme fortuna di poter lavorare in un luogo così bello che fa “bene all’anima” e credo che questa bellezza e la sua storia debbano essere condivise. Saranno proprio i dipendenti e i collaboratori del Consorzio a raccontare gli spazi e le stanze dove lavorano ogni giorno, spiegando non solo le caratteristiche architettoniche o artistiche, ma anche in che cosa consiste la loro attività. Recentemente anche sui social media abbiamo pensato alla rubrica #ivoltidellabonifica, proprio perché l’amministrazione che presiedo ha scelto di aprirsi verso l’esterno con la massima trasparenza possibile, anche facendo conoscere le persone che si impegnano ogni giorno per rendere il nostro Consorzio all’altezza delle sfide del futuro”.

La prima apertura si terrà il 5 giugno dalle 9.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.00. La visita avrà una durata indicativa di 30 minuti ed è obbligatoria la prenotazione sul sito www.bonificaferrara.it

Al via i nuovi ristori della regione gestiti dalle Camere di Commercio: Domande entro il prossimo 4 giugno.

 

Comunicato stampa Camera di Commercio di Ferrara.

Govoni: “Le vaccinazioni e la progressiva riduzione delle restrizioni sono elementi essenziali per una ripresa integrale delle attività e per ricreare le condizioni sociali e di mercato in grado di incalzare la ripresa e favorire la competitività delle imprese”.

AL VIA I NUOVI RISTORI DELLA REGIONE GESTITI DALLE CAMERE DI COMMERCIO. DOMANDE ENTRO IL PROSSIMO 4 GIUGNO.

Oltre 13 milioni gli euro stanziati per aziende dello spettacolo, cultura, ristorazione ambulante, palestre, discoteche.

Alle ore 12 del 4 giugno prossimo scadrà il termine per la presentazione delle doman- de sul nuovo bando “ristori” promosso dalla Regione Emilia-Romagna. 13,35 milioni gli euro stanziati, per il tramite di Unioncamere Emilia-Romagna e delle Camere di commercio – a sostegno di discoteche e sale da ballo; commercio su area pubblica nelle fiere, ristora- zione ambulante; spettacolo viaggiante; gelaterie, pasticcerie e altre attività da asporto e ristorazione; palestre; settore cinematografico; imprese culturali.

I soggetti richiedenti devono risultare iscritti al Registro delle Imprese della Camera di commercio, essere attivi alla data di presentazione della domanda e in situazione di rego- larità contributiva nei confronti di INPS e INAIL. Sono, poi, previsti specifici requisiti che variano a seconda dell’attività economica dell’impresa per i quali si rimanda al bando repe- ribile sul sito della Camera di commercio di Ravenna (www.ra.camcom.gov.it).

Ad ogni soggetto interessato è consentito presentare una sola domanda, che dovrà essere firmata dal legale rappresentante, esclusivamente per via telematica (salvo per i soggetti economici destinatari delle Misure 6 e 7 esclusivamente iscritti al REA), attraverso la piattaforma RESTART (https://restart.infocamere.it), alla quale si può accedere con identità digitale SPID oppure tramite Carta Nazionale dei Servizi (CNS) con PIN dispositivo. Tutte le domande considerate ammissibili avranno diritto ad un eguale contributo a fondo perduto.

“Il nostro obiettivo – ha sottolineato Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio – come già avvenuto nella gestione dei ristori alle imprese di somministra- zione di alimenti e bevande, per il quale abbiamo già completato i bonifici a tutte le impre- se risultate in regola con gli oneri previdenziali, è quello di dare una risposta efficace e ve- loce agli imprenditori, stremati da incertezze e chiusure. Ringrazio la Giunta regionale ed il suo presidente per questo secondo intervento in favore di categorie che hanno altrettanto risentito del lungo periodo di chiusure, così come ringrazio Unioncamere Emilia-Romagna per il prezioso lavoro di coordinamento. L’incremento delle vaccinazioni, insieme alle pros- sime riaperture e il progressivo rientro dalle restrizioni – ha concluso Govoni – saranno ele- menti fondamentali per riportare condizioni di stabilità, essenziali per una ripresa integrale delle attività e per ricreare le condizioni sociali e di mercato in grado di incalzare la ripresa e favorire la competitività delle imprese.”

Recovery: UeCoop, bene dialogo sociale, in Coop 1 mln occupati.

 

Comunicato stampa UeCoop.

E’ una buona notizia l’apertura del confronto con le parti sociali per l’uso delle risorse del Recovery Plan con le cooperative che rappresentano un mondo fatto da 80mila imprese e oltre un milione di occupati in tutti i settori, dalla sanità alla logistica, dallo spettacolo al turismo.

E’ quanto afferma l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento all’accordo raggiunto sulla governance illustrato dal premier Mario Draghi durante la Cabina di regia con l’istituzione di un tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, con il coinvolgimento delle parti sociali e degli enti territoriali.

Il confronto sulle cose da fare, sulle tempistiche e sulle risorse umane ed economiche che si possono mettere in campo è strategico – sottolinea Uecoop – per un utilizzo efficace, efficiente e soprattutto tempestivo in modo da poter agganciare la ripresa dell’economica nella seconda parte dell’anno e avere una crescita stabile anche sul fronte occupazione. I lavoratori delle cooperative – spiega Uecoop – sono concentrati soprattutto nella fascia fra i 30 e i 49 anni (58,5%), il 13,1% ha un’età compresa tra 15 e 29 anni e più di un quarto ha oltre 50 anni. Un addetto su 2 è donna – evidenzia Uecoop – mentre circa il 66% ha un diploma di scuola secondaria e più del 15% è laureato.

I fondi del Recovery – evidenzia Uecoop – sono strategici anche per migliorare i servizi nel settore della salute e dell’assistenza che vedono già in prima linea più di 1 lavoratore su 3 delle cooperative (35%) con più di 9.700 realtà che si occupano anche di seguire a scuola e a casa, dal punto di vista didattico e socio sanitario, migliaia di famiglie con disabili, anziani e situazioni socio economiche problematiche. La frammentazione sociale e l’allungamento della vita – conclude Uecoop – stanno cambiando esigenze di assistenza e metodologie di risposta ai bisogni sia nelle grandi città che nei piccoli centri urbani soprattutto in un momento storico delicato come quello attuale vanno impegnate tutte le energie perché nessuno venga lasciato indietro.

crescere piante cura

BIBLIOTECHE E SCUOLA:
CRESCERE CON LE PAROLE GIUSTE

 

Al dunque questa amministrazione comunale svela tutta la sua sciatteria. La gestione della cultura appaltata all’impresa dei fratelli Sgarbi e al loro inner circle, esternalizzazione dei servizi bibliotecari ed educativi, l’Istituzione dei servizi educativi, scolastici e per le famiglie da smantellare come un vecchio arnese per fare spazio al niente.

Il recente scivolone sull’inceneritore di Hera è rivelatore, perché denuncia l’assenza di visioni di prospettiva circa il futuro della nostra comunità cittadina. Il sindaco, invece di rendere conto di come la sua amministrazione sta operando per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’Agenda 2030 dell’ONU, mostra di avere il fianco scoperto, resta afono e ricorre al Presidente della Repubblica e al Consiglio di Stato.

Tra i target dell’agenda ci sono anche l’istruzione, l’educazione, la cultura in quanto condizioni fondamentali oggi per costruire qualsiasi domani. La complessità del presente, le incognite di ciò che non possiamo prevedere impongono una ricerca continua, un bisogno costante di acquisire nozioni nuove. Dovremmo, dunque, crescere tutti in una comunità preoccupata e sempre più attrezzata per questo, senza superficialismi, consapevoli che non esiste un sapere dato per sempre, ma piuttosto un sapere in continuo divenire che accompagna le nostre vite. Non ci sono più i catechismi da apprendere a memoria e neppure enciclopedie da consultare al momento del bisogno, ma problematiche sempre nuove, che mettono in discussione le competenze già acquisite.

E allora toccare biblioteche e servizi educativi senza avere un progetto di alta qualità e di vasto respiro è da sciocchi, come è da sprovveduti pensare di risparmiare sulla cultura, non quella degli eventi, ma quella delle persone, in particolare delle generazioni che verranno e di quelle che stanno crescendo.

Avremmo bisogno di irrobustire biblioteche ed istituzioni educative, anziché renderle più fragili e precarie; l’esperienza della pandemia ha messo in evidenza la necessità di mettere in rete sul territorio scuole, istituzioni culturali, servizi educativi, risorse culturali e del terzo settore. Questa rete non c’è e nessuno la sta disegnando. Nessuno neppure l’immagina e la prospetta, come se ogni presidio culturale del territorio fosse una realtà a se stante.

Un ferrarese come noi, ora ministro dell’istruzione del nostro paese, ha proposto i patti educativi di territorio. Cosa sono se non l’invito a creare sinergie tra scuole, biblioteche, istituzioni culturali, chiedendo alle scuole e al sistema delle istituzioni culturali di aprirsi a funzioni e servizio più ampi, nuovi rispetto a quelle strettamente istituzionali. Si tratta di ridisegnare i propri profili, di inventarsi modi nuovi di essere scuola sul territorio, come di essere biblioteca, museo, istituzione culturale, superare la prassi cattedratica delle scuole, come la vocazione preminentemente conservativa di biblioteche, archivi e musei. Divenire autentiche “piazze del sapere” per citare un bellissimo libro di Antonella Agnoli, edito da Laterza. [Vedi qui]

Chi è che si deve fare promotore di tutto questo, mettersi alla testa di un progetto nuovo che veda formazione e saperi come un affare corale, collettivo, permanente, non relegato alle liturgie delle scuole o delle istituzioni culturali, che rompa con le ritualità tradizionali paralizzanti? Una sfida alta di idee e di idealità, che dovrebbe vedere la discesa in campo dell’amministrazione comunale, almeno con i suoi assessori all’istruzione e alla cultura, anziché assistere ai balbettii di assessori impacciati, incapaci di immaginare il nuovo, perché impreparati, ridotti a passa carte del loro sindaco.

Le risorse per i patti educativi di territorio ci sono tutte, ciò che manca è l’adeguatezza di questa Giunta che farà perdere alla nostra città un’importante occasione, a danno soprattutto dei suoi giovani, grandi e piccoli, la possibilità di aprire una finestra su prospettive nuove tutte da costruire e percorrere.

Ci sono dati che ci dovrebbero preoccupare, di cui avremmo dovuto sentire parlare l’assessora all’Istruzione, la quale dovrebbe avere cura di occuparsi della scolarità dei nostri giovani e quindi anche della dispersione scolastica.
I dati dell’Istat sono preoccupanti, non conosciamo i dati della città, ma nella nostra provincia l’abbandono scolastico è al 19%, contro il 15% regionale, il 10% come obiettivo dell’Europa entro il 2020. Il dato cresce al 25% con picchi al 30% nei comuni più a Est, abbandono che riguarda soprattutto i ragazzi rispetto alle ragazze.
Dati che due anni di pandemia hanno fatto ulteriormente lievitare, bisognerebbe guardarsi intorno e capire che cosa è avvenuto nelle nostre realtà, quanti giovani, ragazze e ragazze stiamo rischiando di perdere.

Considerazioni queste che, se fatte, avrebbero dovuto suggerire alla Giunta comunale di non toccare presidi importanti per l’istruzione e la formazione come le biblioteche di quartiere, le quali vantano un ruolo importante nell’integrazione dell’offerta formativa delle scuole, da migliorare, aggiornare e ampliare, da reinventare anche, non certo da interrompere o ancora peggio smantellare.

Con disinvoltura si pone fine all’Istituzione dei servizi educativi, scolastici e per le famiglie che ha dimostrato di essere fondamentale per garantire integrazione, pari opportunità di crescita e di realizzazione a tutta la nostra infanzia e adolescenza. Nel mentre nulla viene detto da parte dell’assessora all’istruzione in merito al Sistema integrato di educazione e istruzione zero-sei.

Eppure la frequenza sempre più numerosa dei nidi e delle scuole d’infanzia è fondamentale, dovrebbe essere un obiettivo da perseguire per combattere le diseguaglianze, gli svantaggi di partenza cause prime della dispersione scolastica, per rimuovere, secondo il dettato costituzionale, gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Avremmo bisogno di curare le parole della crescita, della crescita dei nostri piccoli, dei giovani e della città. Le parole dei saperi, delle conoscenze, le parole delle pari opportunità che permettono di rimuove gli svantaggi di partenza, che consentono di crescere uguali con le stesse possibilità, con la forza di credere nel proprio futuro da realizzare, anziché arrendersi, abbandonare la strada e ritirarsi in se stessi.
Crescere con le parole giuste quelle dell’istruzione, dei saperi, delle conoscenze, delle letture fondamentali, quelle degli incontri con gli altri, delle relazioni, quelle che apprendi nelle piazze del sapere che sono le biblioteche, la rete dei luoghi di formazione dai nidi alle scuole. Parole che questa amministrazione comunale dimostra di non saper pronunciare e nemmeno immaginare.

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Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

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