Giorno: 8 Novembre 2021

Ferrara, Teatro Comunale: boom di richieste per le audizioni del Don Giovanni.

 

a: Ufficio Stampa Teatro Comunale Claudio Abbado

Più di trecento le domande arrivate in pochi giorni, ieri il via della selezione con artisti provenienti da tutto il mondo: dal Cile alla Corea, dalla Turchia alla Spagna, dalla Russia al Giappone. Il concorrente più giovane ha 16 anni. Saranno 18 i cantanti a essere selezionati per la nuova produzione lirica della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. A sceglierli è il Maestro Leone Magiera: “La qualità dei partecipanti è alta, grazie alla dirigenza del Teatro Abbado che crede in questa innovativa operazione”

Le audizioni sono iniziate ieri, domenica 7 novembre, e proseguiranno lunedì 15 e anche martedì 16 novembre, visto l’elevato numero di richieste. La giuria per la selezione ferrarese è composta dal Maestro Leone Magiera, presidente onorario della Fondazione, e da Marcello Corvino, direttore artistico. Delle oltre 300 richieste arrivate, una prima selezione di circa 130 cantanti è già stata fatta da Magiera, scopritore di talenti della lirica quali Mirella Freni, Luciano Pavarotti, Ruggero Raimondi, Carmela Remigio. Saranno infine 18 a calcare il palcoscenico nel Don Giovanni di Mozart.

“A malincuore sarò costretto a escludere molti giovani artisti che sperano di avviarsi alla carriera – aveva scritto Magiera sui suoi canali social –. Fra insegnanti talvolta discutibili, penuria di lavoro generalizzata, mancanza di coraggio di molti dirigenti teatrali a lanciare nuove voci, non c’è da stare allegri”. L’impegno di Magiera a Ferrara è anche quello di offrire un’effettiva possibilità professionale ai giovani talenti lirici. “Spero di selezionare e preparare una compagnia di canto fresca ed entusiasta, col pensiero rivolto alla storica edizione ferrarese di Claudio Abbado. È ora che qualcuno metta in campo azioni efficaci. Grazie alla dirigenza del Teatro Comunale di Ferrara che crede in questa innovativa operazione” aveva commentato il presidente onorario.

Dalla prima giornata di selezioni è emersa l’alta qualità delle giovani voci del belcanto, che han colpito lo stesso Leone Magiera. Voci che provengono da tutta Italia e non solo. Tra i partecipanti al concorso di selezione, ci sono anche artisti provenienti da tutto il mondo, dal Cile alla Corea, dalla Turchia alla Spagna, dalla Russia al Giappone.

Varie anche le età: il più giovane ha 16 anni.

“Ogni anno produrremo un’opera con giovani artisti provenienti da tutto il mondo, che realizzeremo per il nostro teatro in collaborazione con importanti istituzioni operistiche – sottolinea Marcello Corvino –. Non si tratta di opere-studio, ma di vere e proprie produzioni, perché nostra convinzione che il talento si riveli in giovane età. È nostro compito scovare le migliori voci del futuro e dare loro la possibilità di far parte di opere dal respiro internazionale”.

L’iniziativa, infatti, vuole essere un’opportunità per i giovani artisti di prendere parte a un’esperienza di studio e lavoro di alto livello artistico e professionale. A Ferrara sarà avviato un lavoro personalizzato sugli interpreti selezionati con uno dei massimi esperti del repertorio mozartiano, con la volontà di lanciare nuovi talenti lirici. Il Maestro Magiera curerà la produzione dell’opera mozartiana, dalla scelta degli artisti alla preparazione dei ruoli, fornendo il suo supporto durante le prove di scena e musicali.

 

Cover: in foto Leone Magiera e Marcello Corvino durante le audizioni di ieri al Teatro Comunale di Ferrara

Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil sulla situazione in Fri-el Green House.

 

Fri-el Green House è sicuramente una realtà agricola consolidata del basso ferrarese, di cui apprendiamo con favore la sua espansione e il conseguente aumento occupazionale, ed essendo molto attenti alle questioni ambientali non possiamo far altro che apprezzare il fatto che con le culture idroponiche vi è un notevole risparmio di risorse idriche.

Una realtà così importante è sempre stata attenzionata dalle OO.SS. fin dal suo insediamento sia per i suoi innumerevoli investimenti che per il tipo di culture, tant’è che nell’ultimo rinnovo del Contratto Provinciale di Lavoro di Ferrara (avvenuto il 1 luglio u.s.) abbiamo proposto ed inserito proprio nella declaratoria delle mansioni le tipologie previste per la lavorazione delle culture idroponiche.

Ma spesso, a dispetto delle buone prassi su investimenti in innovazione, ci siamo travati a dover far fronte con le sempre più frequenti segnalazioni da parte dei lavoratori per il mancato rispetto delle norme previste dal CCNL e dal CPL, a partire dall’orario lavorativo passando per il non rispetto delle declaratorie delle mansioni, solo per citarne alcune.

A fronte di questo, ed al di là degli annunci, in una realtà così importante, ci aspettiamo un’occupazione di qualità oltre che di quantità, perché il fatturato che deriva dalla qualità delle produzioni non può prescindere dalla qualità del lavoro e dal rispetto dei contratti e dei diritti.

Considerato altresì che i dipendenti sono a tempo pieno ma stagionali, a questo punto ci aspettiamo  l’apertura di un tavolo con le OO.SS. per far si che: le stabilizzazioni annunciate non rimangano solo tali, e, che si possa addivenire specifici accordi fra le parti per assicurare ai lavoratori stagionali una convenzione aziendale con le garanzie occupazionali minime, per un’occupazione stabile e di qualità.

FAI-CISL                             FLAI-CGIL                             UILA-UIL

Paolo Fabbiani                       Dario Alba                          Mirko Cavallini

Il 16 novembre Assemblea online contro la precarietà negli Atenei

 

In attesa di conoscere gli eventuali sviluppi dell’esame al Senato del DDL sul precariato e di sapere se e come il Disegno di Legge di Bilancio recepisca le richieste di un finanziario straordinario per il rilancio dell’Università e, in particolare, per il bando di almeno 30.000 posti di ruolo, l’Assemblea Nazionale online, già prevista per il 9 novembre, è stata rinviata a MARTEDI’ 16 NOVEMBRE 2021 alle ore 17:30.

Il 16 novembre Assemblea contro la precarietà negli Atenei

 ANDU, ARTED, CISL UNIVERSITÀ, CNU, FLC CGIL, RETE 29 APRILE e UNIVERSITÀ MANIFESTA hanno promosso per Martedì 16 novembre p.v. alle ore 17.30 un’Assemblea Nazionale on line aperta a tutti. Nell’Assemblea si discuterà del DDL sui precari e su quanto previsto dalla Legge di Bilancio per l’Università e, in particolare, per il reclutamento straordinario nel ruolo docente.

Per partecipare all’Assemblea cliccare qui.

 

Nel documento unitario, proposto a tutto il mondo universitario e all’opinione pubblica, tra l’altro, si legge:

«L’avvio del confronto nella 7a Commissione Istruzione pubblica, beni culturali del Senato, in sede redigente, non ha sostanzialmente modificato quell’impostazione, nonostante le audizioni e le interlocuzioni intercorse in questi mesi con i gruppi parlamentari, il Relatore e la stessa Commissione. Sono ad oggi stati depositati numerosi emendamenti, di cui uno del Relatore si pone l’obbiettivo di convertire l’assegno in un vero e proprio contratto di ricerca. Vengono comunque mantenuti i lunghi tempi di ingresso nei ruoli universitari, oltre che figure atipiche senza garanzie e con basse retribuzioni. Mancano inoltre interventi volti a rilanciare le assunzioni nell’università, garantendo conseguentemente processi di stabilizzazione e quindi esaurimento della bolla di precariato cresciuta nell’ultimo decennio. Il presunto obbiettivo dell’intervento di “combattere il precariato” non viene quindi raggiunto. Anzi, proprio in questi mesi sono state bandite migliaia di posizioni per nuovi RTDa e altre migliaia saranno probabilmente bandite il prossimo anno nel quadro del PNRR, portando così a raddoppiare questa figura a termine proprio nel momento in cui se ne prevede la messa ad esaurimento, gonfiando una nuova bolla di precariato».

Per leggere il Documento unitario cliccare qui.

ANDU

IL VIAGGIO DI VALENTINA (1)
25mila chilometri in bicicletta dal Vietnam all’Italia

 

Ferraraitalia e i suoi lettori seguiranno Valentina nel suo affascinante viaggio tra due continenti, dall’Estremo Oriente all’Italia. Le interviste sono state rilasciate durante un’avventura, durata 18 mesi e conclusasi poco prima del fermo pandemia. Il reportage comincia oggi e proseguirà  per le prossime 9 settimane, sempre di lunedì, all’interno della nuova rubrica dedicata ai viaggi – reali e immaginari – che abbiamo voluto chiamare SUOLE DI VENTO. “Suole di vento” era il soprannome che Paul Verlaine aveva dato al suo irrequieto, intimo amico Arthur Rimbaud. Come ci hanno insegnato Conrad e Chatwin, l’inquietudine è una qualità dell’anima.
(La Redazione)

La bicicletta è un modo di accordare la vita col tempo e con lo spazio, è l’andare e lo stare dentro misure ancora umane”, affermava il giornalista e scrittore Sergio Zavoli [Qui]. Lo sa la città di Ferrara e lo sa anche Valentina Brunet, 33 anni, proveniente da una piccola e affascinante valle nel cuore delle Dolomiti, che ha percorso in sella alla sua due ruote ben 25.000 chilometri dal Vietnam all’Italia in due anni e mezzo, dal 14 marzo 2017 al 21 settembre 2019. Uno spostamento continuo non progettato e non pianificato e forse per questo affascinante e sorprendente.

Era partita con una muta subacquea nello zaino, intenzionata a trovare un lavoretto da guida sub e si era ritrovata con una bicicletta e un sogno che si stava realizzando. Il lungo racconto che si snoda sul suo viaggio, conduce tra le distese umide del Vietnam, una rapida visita in Cina e Hong Kong, la vastità del deserto dei Gobi, le yurte mongole, l’accoglienza dei villaggi rurali senza tempo della Russia e gli scenari spettacolari della Siberia, i cavalli selvaggi, i serpenti e gli arbusti spinosi del Kazakistan, i passi montuosi del Pamir a 4.000 metri del Kirghizistan, i confini piantonati dai militari e i luoghi che ricordano i cicloviaggiatori morti per mano dei terroristi in Tajikistan e poi ancora la mitica Samarcanda in Uzbekistan.

Il viaggio di Valentina racconta ancora l’approccio con le diverse culture incontrate, l’obbligo di indossare l’hjiab, la discriminazione come donna, sola, libera, straniera, la sensazione di pericolo in alcuni momenti, la difficoltà a trovare protezione e sicurezza in contesti di ostilità, pregiudizio e, in alcuni frangenti, di aggressione verbale e fisica.
Valentina però riconosce anche il sostegno che in questi casi i social network, le persone più aperte, i compagni di viaggio occasionali le hanno fornito.

Riferisce anche del suo arrivo negli Emirati Arabi, a Dubai, il riappropriarsi di alcune comodità dopo le ristrettezze di tanto tempo, l’incontro con lo sceicco Awad, grande appassionato di turismo, e continua il suo narrarsi con l’ingresso nell’Oman, Paese dove la bellezza del paesaggio è affiancata da una visione della donna legata fortemente agli aspetti più restrittivi di quella cultura. Seguono Armenia e Georgia e, con i Balcani, le ultime migliaia di pedalate che la separano dal confine italiano, casa.

La nostra cicloviaggiatrice ricorda gli aspetti della quotidianità, dall’alimentazione alle condizioni di salute, dalle necessità logistiche alla comunicazione e ai rapporti interpersonali. Un viaggio che ha lasciato traccia profonda, innescando cambiamenti significativi nello sguardo sul mondo e in se stessa, permettendole di vivere il paesaggio e le sue popolazioni in tutti i suoi risvolti, assaporandone ogni aspetto, anche quello più scomodo.

Altri viaggi attendono Valentina, Canada e Patagonia tra i primi, non appena la situazione pandemica lo consentirà.

Gli scatti del reportage sono della stessa Valentina Brunet e dagli occasionali spettatori incontrati durante il suo viaggio. 

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