Giorno: 16 Dicembre 2021

gioco della campana

LECCACULO
un racconto

Il professor Alessandro si accingeva a chiudere senza fretta la sua cartella di pelle scura, rovinata dagli anni, appoggiata sulla cattedra di un’aula adesso silenziosa.
Nella sua mente risuonavano ancora le grida dei ragazzini eccitati dall’inizio delle vacanze di Natale.
Era ormai terminato l’ultimo giorno di scuola prima della pausa invernale e Alessandro stava assaporando ancora la particolare atmosfera carica di un senso di attesa e di aspettativa tipici del clima natalizio.
Seduto sulla sua sedia di legno si fece forza sui braccioli e si alzò lentamente.
-Posso adesso prof? Posso iniziare le pulizie dell’aula?-
-Ma certo, certo… entra pure Enrica! Scusami sai, ma ero immerso nei miei pensieri; un altro Natale, arriva sempre all’improvviso, vero? Sarà anche una frase fatta, ma per me è così!
-A chi lo dice prof! Pensi, quest’anno vengono tutti a casa mia, saremo in sedici e poi devo fare quasi tutto da sola, sa! Non mi sto mica lamentando, eh! Mi piace vedere la tavola piena di ogni ben di Dio e tutti contenti…
E lei prof? Va sempre là, a fare volontariato tra quei mezzi delinquenti?
-Sì Enrica, ma non sono delinquenti! Sfortunati forse, ma non delinquenti. Vado a dare una mano a don Marcello per il pranzo di Natale al Beccaria, ma poi a Santo Stefano vado a Bergamo da mia sorella.
-Io dico che lei è bravo sa, non conosco tante persone che ogni anno passano il Natale in quel modo!
-Ma no… e poi le cose non sempre stanno come sembrano!-
-Mah, se lo dice lei…- rispose Enrica non troppo convinta.
Mentre stava parlando però inavvertitamente ad Alessandro cadde per terra il portafoglio.
Si inchinò quindi a raccoglierlo e lo ripose con noncuranza nella tasca interna della giacca.

-Bene Enrica adesso la saluto, passi un buon Natale e non li vizi troppo i suoi ospiti! Ci vediamo poi, dopo la Befana, mi racconterà come è andata, voglio la descrizione minuziosa di ogni piatto-
-Auguri anche a lei prof… certo, le racconterò tutto nei minimi particolari!-
Alessandro era già arrivato al termine del corridoio che portava all’uscita quando vide Enrica corrergli incontro e con un filo di voce dire:
-Prof, prof. Alessandro aspetti un attimo, ha perduto questa! – disse tenendo tra le mani un biglietto di auguri con una piccola foto di un bel ragazzino riccioluto e sulla quale spiccava la dedica:
“Tuo Leccaculo”
-Tenga è sua? Deve esserle caduta prima, di là nell’aula…-
-Oh, grazie Enrica! Grazie davvero, ci tengo tantissimo a questa piccola foto, sa?
-Ma di nulla! Piuttosto quel nome… lo so che sono una ficcanaso, ma non ho potuto evitare di leggerlo-
Alessandro stava già aprendo la porta per uscire, ma a quella richiesta si fermò e quasi senza accorgersene si ritrovò seduto sulla poltroncina, proprio lì, accanto alla porta di uscita a fissare in silenzio, tenendolo ben stretto, il piccolo biglietto.
-Tutto bene prof?-
-È di Ricki un mio compagno di terza media, me la regalò proprio lui, un Natale di oramai tanti anni fa-

-Ma insomma Ricki sbrigati, il papà ti sta aspettando fuori oramai da dieci minuti, non puoi sempre arrivare tardi. Li hai già salutati tutti i tuoi pesciolini-
-Ma dai mamma, lo sai che ci tengo, devono stare tutta la mattina da soli nel loro acquario senza di me-
-Hai messo tutto dentro la cartella, vero? Lo sai che i prof. non vogliono che dimentichiate il materiale a casa-
-Si lo so, lo so, ma i prof. sono miei amici-
-Si, sì… sono tutti tuoi amici a sentir te-

Il clacson insistito della macchina interruppe il dialogo e la mamma ripose in fretta la merenda nella tasca del giaccone di suo figlio.
-Ma mamma, te lo dico tutte le volte! Non nel piumino, nella cartella! La merenda va messa nella cartella, quello è il suo posto, come fanno tutti-
-Sì, ma nella cartella te la mangiano sempre!-
-E certo, si vede che hanno fame, ma scusa se hanno fame? Ma guarda che a volte non ti capisco proprio sai! Ma se io avessi fame, non ti piacerebbe che trovassi qualcosa da mangiare?-
-Si, si ho capito, sempre la stessa storia…oh… mangerai quando ritornerai a casa!-

Estratto dal verbale del cdc del 10/12/2021 classe 3°A:

“Righetti Riccardo affetto da dps (disturbi pervasivi dello sviluppo), la famiglia non ha fatto richiesta del sostegno. I genitori concordano con i docenti nella stesura di un piano personalizzato, che però visto l’andamento molto positivo dell’allievo non richiede elementi di differenziazione.
L’allievo è completamente autonomo nello svolgimento delle attività scolastiche.
Particolarmente dotato nelle discipline logico-matematiche, raggiunge in queste livelli di eccellenza.
Per quello che riguarda le discipline letterarie, si sottolinea una capacità altrettanto profonda di analisi che porta però ad una identificazione emotiva superiore alla media, fino a vivere situazioni e relazioni anche usuali con grandissima intensità.
A causa di questa sua particolare costellazione emozionale i rapporti con i pari sono vissuti da parte dello studente in modo molto coinvolgente e con pieno soddisfacimento, ma per i compagni vissuti come eccessivi quindi rifiutati e seguiti a volte da atteggiamenti di insofferenza nei suoi confronti.
La famiglia chiede esplicitamente che venga qui verbalizzata la richiesta suggerita ai servizi del riconoscimento della problematica del figlio come Sindrome da Forrest Gump, non essendo riconosciuta la patologia di Ricki in nessuna delle tipologie diagnostiche usualmente citate nei protocolli.”


-Buongiorno ragazzi – disse la prof. di matematica entrando nell’aula – desidero subito rifare con voi l’esercizio alla lavagna visto le difficoltà che ha creato nel compito in classe. Ecco come al solito manca il gesso!
-Vado io a prenderlo subito prof. – disse prontamente Ricki sbracciandosi in modo esagerato dall’ultimo banco.
-Immaginavo che volessi andarci tu… dai, va allora ma fa presto-
Finalmente arrivò l’intervallo e Ricki non trovò nel suo zaino la merenda. Come al solito gli era stata sottratta da Alex.
-Devi aver avuto molta fame Alex per mangiarti anche oggi il mio panino… non mi hai lasciato qualcosa?-
-Ma certo… la carta, ti ho lasciato la carta Leccaculo, così la puoi riutilizzare per avvolgere il panino che mi porterai domani!-
Ricki lo guardò come guardava tutto.
Le parole non erano importanti per lui, non riuscivano a ferirlo. Per lui la cosa importante era avere degli amici e solo un amico poteva essere così tanto in confidenza da prendergli un panino, senza chiedere il suo consenso.
Leccaculo era il soprannome con cui Alex aveva preso a chiamarlo dall’inizio dell’anno non sopportando più quel suo modo di fare così gentile verso tutti ma soprattutto verso i professori.

A causa degli orari di lavoro la mamma di Ricki non era ancora riuscita ad andare a prendere suo figlio a scuola e quindi il ragazzo faceva così ritorno a casa sempre da solo, tanto la sua abitazione era poco distante.
Quel giorno la mamma decise di fargli una sorpresa.
Era riuscita infatti a mettersi d’accordo per un cambio turno con una sua collega e andò al termine della mattinata di fronte la scuola a prenderlo.
-Ricki ciao… qui… sono qui!- lo chiamò quasi urlando sua mamma dal lato opposto della strada agitando il braccio per farsi riconoscere.
Ma Ricki immerso come al solito nel suo mondo non sentiva nulla e si stava già avviando verso casa, quando all’improvviso sentì un grosso strattone sulla spalla destra che lo fece barcollare.
Era Alex.
-Ehi, Leccaculo… sei anche sordo adesso! Guarda che ti stanno chiamando! Là in fondo c’è tua madre!-
Ricki si girò e vide con sua grande sorpresa la mamma!
-Mammmaaa, ciao… adesso vengo lì… aspettami-
-Hai visto che sorpresa ti ho fatto oggi!-
-Ma sì, pensa che non ti avevo neppure visto… me lo ha detto il mio amico Alessandro che c’eri tu! Per fortuna che c’è Alex, vero mamma?
-Eh, si già! Ma come ti ha chiamato?-
-Leccaculo, mamma! È il mio soprannome! Bello vero, me lo ha proprio dato lui sai!-
-E tu sai cosa vuol significare quel nome Ricki?-
-Perché c’è un significato?-
-Sì… non vuoi sapere cosa significa?-
Ricki rimase in silenzio fino a che raggiunsero la porta di casa, poi una volta entrati si sedette sul divano e rivolgendosi a sua madre disse:
-Dai… dimmelo adesso!-
La mamma spiegò a Ricki il significato di quella parola.
-Perché mamma? Perché?-
-Perché non tutti sono buoni come lo sei tu Ricki-
-Allora voglio essere cattivo! – disse alzandosi improvvisamente.
Si diresse in cucina e prese un paio di forbici, poi rivolgendosi ancora verso sua madre disse deciso
-Taglia!-
-Cosa Ricki?-
-I miei capelli… su tagliali!-
-E come mai? Sono cosi belli, sembri un angelo con tutti questi ricci-
Appunto, da oggi non sono più un angelo! Adesso per piacere, taglia questi capelli, molto corti.
Lo sanno tutti che i cattivi hanno i capelli molto corti!-

La prof. aprì il registro e come ogni mattina cominciò col fare l’appello.
-Righetti! Ma insomma Riccardo non c’è ancora… qualcuno sa qualcosa di Ricki?-
-No prof. a noi non ha lasciato detto nulla – risposero i compagni.
Proprio in quel momento bussarono alla porta.
Era Ricki con il permesso di entrata posticipata compilato correttamente.
Tutti gli occhi dei ragazzi guardavano pieni di sorpresa il nuovo aspetto del loro compagno, ma lui si diresse con passo sicuro verso l’ultimo banco e mentre passò accanto al banco di Alex lasciò cadere un bigliettino.
Alex lo raccolse, lo aprì e lesse: “Ho bisogno di parlarti, troviamoci all’intervallo vicino alla palestra piccola”
Alex incrociò lo sguardo severo di Ricki e annuì.

-Cosa sono questi misteri – chiese Alex – e poi come ti sei conciato?-
-Da cattivo… non vedi i capelli? Voglio fare qualcosa con te da cattivo e voglio cominciare subito!-
-Coosa vuoi tu? – rispose Alex tra il sorpreso e il divertito. Ma dai torniamo… anzi no… mi sta venendo in mente,… ho qualcosa giusto per te, per domani sera… va bene?-
A Ricki si illuminarono gli occhi e finalmente riprese il suo solito sorriso.
-Certo! Di cosa si tratta?-
-Ci serve un palo per domani sera. Mentre io e altri due che tu non conosci entriamo nel negozio della signora Tina che lascia sempre il finestrino del bagno socchiuso… anche se piccolo, io riesco a passare-
-Entrare in tabaccheria? E perché? E poi?-
-Prendiamo delle stecche, me lo ha chiesto Giovi-
-Quello della terza H? Il ripetente?
-Sì, lui… è un mio amico-
-E io? Io che devo fare?-
-Tu stai dall’altra parte della strada e stai attento che non arrivi nessuno. Se vedi che qualcuno si avvicina fai un fischio con questo – disse porgendogli un piccolo fischietto rosso.
Ricki lo mise subito in tasca e i due ragazzi fecero ritorno in classe.

-Mamma vado da Alex a riprendermi il quaderno di mate che gli avevo prestato, che non me lo ha ancora riportato-
-Ma a quest’ora Ricki, non è tardi?-
-Sì, ma faccio in due minuti, a dopo!-

-Finalmente, pensavamo non venissi più!-
-Cosa devo fare?-
-Lo vedi quel piccolo muretto dall’altra parte della strada di fronte al negozio?-
-Si, lo vedo bene-
-Ecco tu ti apposti lì, noi facciamo presto… e se arriva qualcuno fischia!-
I tre ragazzini si diressero verso il retro della tabaccheria mentre Ricki guadagnava la sua posizione dietro al muretto.
Passò solo qualche minuto ed ecco che in fondo alla strada vide arrivare la macchina della sicurezza. A Ricki il cuore adesso batteva all’impazzata, mentre cercava di farsi piccolo, piccolo dietro al muretto.
Avrebbe voluto essere dappertutto piuttosto che lì dov’era adesso!
Le due guardie giurate parcheggiarono la macchina proprio vicino al muretto dove si era sistemato Ricki.
Uno dei due si accese una sigaretta quando rivoltosi all’altro gli disse:
-Strano dalla Tina c’è una luce accesa sul retro-
-Se la sarà dimenticata. Ultimamente si dimentica parecchie cose-
-Mah, sarà… io dico che è meglio andare a dare una controllatina-
-Va bene. Fammi finire questa sigaretta e poi ci andiamo-
Adesso il cuore di Ricki sembrava scoppiare, aspettò che i due della sicurezza risalissero in macchina e con tutto il fiato che aveva in gola soffiò dentro il fischietto, ma nei due interminabili minuti successivi non si mosse nessuno.
-Non c’era più tempo da perdere – pensò e subito corse verso il negozio per avvertire i suoi amici del pericolo imminente.
Fece quindi per attraversare la strada ma proprio in quel momento una grossa macchina stava passando a velocità sostenuta.
Prese Ricki in pieno gettandolo per terra riverso sull’asfalto.
Dal finestrino della tabaccheria Alex aveva assistito impotente alla scena.
Si buttò di sotto e corse come un pazzo verso Ricki.
Gli mise il suo giubbino sotto la testa e frugò nelle tasche dell’amico per vedere se c’era un fazzoletto per fermare il rigolo rosso che scendeva da dietro il capo.


-Trovai nella sua tasca questo biglietto – disse con voce roca, rotta dall’emozione, il prof. Alessandro ad Enrica – proprio questa foto qui… con una dedica per me.
“Al mio amico Alex,
Tanti auguri di buon Natale… hai visto di cosa sono capace?”
Tuo Leccaculo.

Il Consorzio di Bonifica fa il “pieno” di solidarietà

FERRARA, 16 dicembre 2021 – Non solo una gestione efficiente dell’acqua come elemento essenziale
di sviluppo sostenibile del territorio. La nuova amministrazione del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ha scelto di aprirsi alla comunità e alle persone, sostenendo quest’anno dodici associazioni di volontariato che svolgono un’azione fondamentale in diversi ambiti del sociale.
Sono: Ail (Associazione Italiana Leucemie), Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo), A Coda Alta, Pagliacci senza Gloria, Lega Nazionale del Cane di Ferrara, UISP Ferrara, Il Mantello, Banco Alimentare di Ferrara, Ado (Associazione Donatori Organi), Nati Prima Onlus, Avis (Associazione Volontari Italiani Sange) e Proloco di Baura. Tutte le associazioni sono state invitate oggi (16 dicembre ndr) a Palazzo Naselli Crispi per un ringraziamento speciale e per presentare i progetti di solidarietà già in calendario per il 2022. Perché una cosa è certa, come ha spiegato il direttore generale del Consorzio Mauro Monti: “Il nostro impegno per il prossimo anno sarà ancora più intenso e costante”.
“Ringrazio tutte le associazioni per essere state con noi – ha continuato il direttore – e averci fatto conoscere le vostre iniziative e i progetti di sostegno alla società in molti ambiti. Speriamo, con il nostro impegno nei confronti del volontariato, di contagiare non di covid ma di solidarietà le persone, divulgando l’impegno di tutte le associazioni, anche di quelle più piccole. Abbiamo iniziato con la solidarietà dei dipendenti che hanno donato un’ora di lavoro, contributo che il Consorzio ha raddoppiato e ha destinato a Il Mantello e al Banco Alimentare di Ferrara. Poi ci sono state le aperture straordinarie della nostra sede Palazzo alla cittadinanza, nel corso del quale abbiamo ospitato cinque associazioni – Ail, Admo, Lega del Cane, A Coda Alta, Nati Prima – che hanno disposto di uno spazio per la raccolta fondi. Poi c’è stato il grande successo della “Corsa della Bonifica” che ha coinvolto Uisp, Avis, Proloco Baura, Nati Prima, Pagliacci senza gloria e una partecipatissima “Gara delle sfogline”, promossa da Ado Ferrara. Si è creata una sinergia importantissima con queste realtà, sulla quale l’intero Consorzio vuole continuare a investire anche nel prossimo anno. Posso anticipare che stiamo organizzando il nuovo calendario delle attività e che il 10 aprile è già stata fissata la mezza maratona, mentre con le aperture del Palazzo ricominceremo dal primo sabato di marzo per ospitare queste e altre associazioni. Abbiamo anche un progetto ambizioso nel cassetto, quello di organizzare un vero e proprio “Festival della solidarietà” che coinvolga il maggior numero di enti, per dare valore al loro essenziale impegno per il territorio”. Un impegno ribadito dal vicepresidente del Consorzio Luca Natali che ha detto: ”Il Consorzio è un ente pubblico che ha degli obblighi verso la comunità e per questo ha deciso di aprirsi alla città e
alle persone in molti modi, organizzando diverse attività finalizzate al coinvolgimento di enti, associazioni e fondazioni che sono diventate per noi un importante “patrimonio” da valorizzare.
Vogliamo continuare su questa strada e, come ha già detto il direttore, aumentare il nostro impegno per diventare un punto di riferimento non solo per la gestione dell’acqua e dell’irrigazione ma anche per la solidarietà e il sostegno al volontariato”.

I video su Tik Tok. Sfida su treni in corsa:
per i giovani è sintomo di disagio profondo

Paldino (Udicon): serve intervento congiunto di famiglie, scuole e comuni
Bologna – Sono “scene che non dovremmo vedere” quelle diventate nei giorni scorsi virali su Tik Tok, uno dei social più amati dai giovanissimi, in cui degli studenti di ritorno da scuola sfidano la morte aggrappati all’esterno di treni in corsa, tra scherzi e battute, con piedi e mani appoggiati in modo precario a maniglie esterne. Ma questi episodi avvenuti sulle linee ferroviarie locali nei territori tra Reggio Emilia e Modena, rappresentano “un problema slegato in realtà da quello che è l’aspetto dei trasporti”.
Lo afferma, oggi ospite all’agenzia Dire, il presidente dell’associazione dei consumatori Udicon dell’Emilia-Romagna, Vincenzo Paldino. “Qui parliamo di un disagio sociale dei giovani che non sfocia solo in eventi come quelli. Qualche mese fa abbiamo visto a Modena episodi di bullismo e di gente che veniva aggredita dai ragazzi mentre passeggiava. Questo dovrebbe farci riflettere sul degrado sociale, e penso che la pandemia ha anche aggravato questa situazione, attraverso la didattica a distanza e aumentando l’emarginazione sociale che poi sfocia in questi fenomeni”.
Per Paldino quanto mostrato dai video “è ovvio che impatta anche sui cittadini consumatori che viaggiano, ma come associazione dei consumatori noi riteniamo fondamentale l’apporto delle famiglie. Non ce lo dobbiamo dimenticare mai: ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare il valore della vita perché un ragazzo che si butta su un treno in corsa in quel momento non sta dando valore alla sua vita e questo viene innanzitutto dalla famiglia”.
Poi, continua il presidente dell’Udicon, “ci sono le scuole in cui dobbiamo insegnare ai ragazzi il modo giusto di affrontare la vita, e anche i Comuni , attraverso gli assistenti sociali se necessario, perché parliamo di situazioni di degrado molto grave”.
L’approccio, conclude Paldino, “dev’essere quello di prevenire più che punire. La punizione ci deve essere, ma è evidente che i ragazzi non si riconoscono nel modello di società che noi gli stiamo offrendo e bisogna intervenire per capire cosa c’è dietro questi gesti”. In ultima analisi, conclude Paldino, “un forte disagio sociale che famiglie, scuola e enti locali devono affrontare insieme”.

Il CAT del Guido monaco, un indirizzo di studi rivolto al futuro green.

L’IIS Guido monaco di Pomposa, di Codigoro, con i suoi sette indirizzi di studio, è da sempre un punto di riferimento sul territorio e, negli anni, si è dotato di una rete di relazioni attive con il mondo del lavoro. Il Dirigente scolastico Carmine Iannicelli, in linea con il suo Atto d’indirizzo e la mission dell’Istituto, attraverso alleanze formative stabili, ampie e radicate anche a livello locale, concorre favorevolmente
promuovendo iniziative dirette agli indirizzi liceali e ai tecnici in sinergia con il sistema produttivo, il mondo del lavoro e le professioni, per offrire fattive opportunità agli studenti dell’Istituto di capitalizzare il loro know-how e offrire concrete suggestioni e opportunità per il loro orientamento formativo e lavorativo. A tal proposito, giovedì 16/12/2021 l’Istituto ha ospitato l’ Ing. Edi Massarenti (Referente della commissione energia-impianti della federazione ingegneri dell’Emilia Romagna e docente dei corsi ITS TEC di Ferrara) che ha tenuto un’interessante lezione, rivolta agli alunni del triennio dell’Istituto tecnico tecnologico “Costruzioni, Ambiente e Territorio” (CAT), dal titolo “Ecosostenibilità ed efficientamento energetico degli edifici”. L’incontro è stato realizzato anche grazie alla collaborazione
dei proff. Antonio Bucci e Innocenzo Di Falco, rispettivamente docenti di Costruzioni e Topografia presso l’indirizzo CAT dell’Istituto ed alle prof.sse Chiara Ferretti, Referente d’Istituto per i rapporti con l’esterno, e Simonetta Graziani, assessore all’Istruzione del Comune di Codigoro.
Gli studenti hanno avuto l’opportunità di ‘toccare con mano’ quello che potrebbe essere il loro lavoro nel prossimo futuro, sia proseguendo gli studi Universitari con percorsi magistrali, che con corsi di specializzazione abilitanti, destinandoli a ruoli fondamentali che potranno occupare nella società, quali l’Energy Manager, l’EGE (esperto in gestione dell’energia), i tecnici in bioedilizia e risparmio energetico
(esperti in grado di creare case con materiali non inquinanti), certificatori energetici Smart degli edifici, tecnici esperti in progettazione architettonica, tecnici del disegno edile (in 3D).
Queste figure, in aggiunta a tutte quelle che hanno afferito da sempre alle materie d’indirizzo CAT (topografi, esperti in ambito catastale, responsabili della sicurezza negli ambienti di lavoro e più in generale le molteplici figure professionali che concorrono ai processi di costruzione degli edifici) cresceranno e troveranno giusta collocazione nel mondo del lavoro grazie al programma Next Generation UE. A partire dalle fondamentali norme di Cittadinanza e Costituzione, con particolare
attenzione agli obiettivi dell’Agenda 2030, si pone l’accento sulle sfide che le nuove generazioni dovranno affrontare e sul metodo più efficace ed economico per risparmiare energia e promuovere l’efficienza energetica.
L’incontro con l’Ing. Massarenti ha fornito senz’altro una conferma alle scelte didattiche dei docenti dell’indirizzo CAT che, in conformità con le Indicazioni dell’Unione Europea (Strategia di Lisbona 2000) e con le Linee guida del Miur e del Ministero dell’Ambiente, propongono una didattica per competenze finalizzata ad una nuova coscienza “globale”, basata su una cultura green ed eco-friendly, su un
continuo aggiornamento relativo a nuovi modi di progettare e disegnare, sulla scelta ed uso di materiali più funzionali e sostenibili, sulle caratteristiche green più innovative.

Udicon Emilia-Romagna, sciopero: quanti disservizi, era meglio fare altro Paldino: oggi non era giorno giusto, servivano forme di protesta diverse

Bologna – “Oggi i disservizi sono stati tanti per i cittadini ed i consumatori: sarebbe stato meglio ricorrere ad altre forme di protesta che comunque avrebbero avuto lo stesso effetto, ma non avrebbero impattato in modo così pesante sui consumatori per quanto riguarda tante attività giornaliere che effettivamente ha subito pesanti contraccolpi”. Così Vincenzo Paldino, presidente di Udicon Emilia-Romagna, sullo sciopero generale indetto per oggi da Cgil e Uil contro la manovra. Detto che “è sacrosanto il diritto di sciopero e per noi va garantito”, e detto che se i lavoratori “ritengono che ci siano problematiche sulla finanziaria, è giusto che scioperino”, dal punto di vista dei consumatori il momento scelto da Cgil e Uil non è quello giusto.
“Il periodo non è dei migliori” per chiedere al paese di fermarsi, spiega Paldino oggi ospite alla ‘Dire’: “Ci avviciniamo alle feste natalizie, siamo in una fase pandemica molto complicata, anche se il nostro paese è avanti rispetto ad altri, e uno sciopero pone dei problemi anche di ordine sanitario” per via di “manifestazioni e quant’altro” ma anche e soprattutto per i “disservizi che oggi sono stati tanti” e che sono andati a scaricarsi sui cittadini e i consumatori.

“Prova d’attore”, a Sogliano si svela il nuovo cartellone Sabato 18 dicembre alle 21 con ingresso gratuito.

Presentazione della XXIII stagione teatrale con Denis Campitelli in Brisli. Briciole di poesia romagnola”.
Sogliano al Rubicone, 16 dicembre 2021 – Sarà presentata sabato 18 dicembre alle 21 al teatro “Elisabetta Turroni”, la ventitreesima edizione di “Prova d’attore”, la stagione teatrale promossa dal Comune di Sogliano al Rubicone.
Dopo il lungo periodo di forzata chiusura a causa della grave pandemia, anche a Sogliano si alza il sipario per accogliere una nuova programmazione.
Ad aprire la nuova stagione teatrale che partirà sabato 22 gennaio e si svilupperà fino a metà aprile 2022, sarà il consueto appuntamento di presentazione, quest’anno accompagnato dallo spettacolo di Denis Campitelli che porta a Sogliano il suo rinnovato recital intitolato “Brisli” (briciole di poesia romagnola).
Si tratta di un monologo che ripercorre attraverso brevi racconti, poesie, aneddoti e detti tipicamente romagnoli gli scritti degli autori più celebri della terra di Romagna.
Quello di Denis Campitelli a Sogliano è un ritorno. Il teatro “Turroni” ha infatti visto debuttare diversi monologhi dell’attore e autore romagnolo.
Campitelli, nato a Cesena, inizia il suo percorso di formazione artistica nel 1999 frequentando i corsi diretti dall’attore e regista Franco Mescolini. Negli anni successivi studia e approfondisce i canoni della maschera della commedia dell’arte. Si avvicina all’arte del teatro di strada con il Teatro Due Mondi, con il quale collabora tuttora. La passione per la lingua romagnola lo porta a scrivere spettacoli con il quale si esibisce in diversi teatri della Romagna e che gli consentono di farsi conoscere anche in qualità di autore.
Durante la serata, che prenderà il via alle ore 21 e sarà ad ingresso gratuito, sono previsti i saluti da parte della sindaca del Comune di Sogliano al Rubicone Tania Bocchini e dell’assessora alla cultura Erica Comandini.  Ad illustrare l’attività programmata saranno i curatori Roberto Mercadini e Stefano Bellavista della Cooperativa Sillaba a cui è stata affidata la gestione del teatro soglianese.

La Camera di commercio della Romagna punta sulle competenze: nasce il portale lavoro

16 dicembre 2021: è online la piattaforma digitale “Portale Lavoro” della Camera di commercio della Romagna. Uno strumento innovativo, attento e utile per dare il giusto valore a un tema centrale come quello dell’occupazione, della formazione, dello sviluppo delle competenze e dell’orientamento.
Lavoro, orientamento, formazione e sviluppo delle competenze al centro dell’impegno della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini: nasce il Portale Lavoro, una piattaforma digitale, collegata al sito istituzionale, per esaurire uno dei temi centrali dell’attività della Camera di commercio. Online da oggi, 16 dicembre, all’indirizzo lavoro.romagna.camcom.it.
La nuova piattaforma si presenterà inizialmente come collettore di informazioni e servizi specifici; dalle possibili esperienze sul lavoro, le attività proposte alle scuole e alle università, a numeri e dati che definiscono il sistema economico delle province di riferimento, grazie al Sistema Informativo Excelsior e agli altri strumenti di indagine utilizzati dalla Camera di commercio.
‘Lavoro, formazione e conoscenza per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva’: con questa dichiarazione di intenti si presenta al pubblico il neonato Portale Lavoro. Dal suo ruolo di istituzione strategica per lo sviluppo del Sistema Territoriale e Imprenditoriale in particolare, la Camera di commercio fornisce uno strumento innovativo, attento e utile per dare il giusto valore ad un tema centrale come quello dell’occupazione, della formazione delle competenze e dell’orientamento.
“Quello di oggi è un primo passo del percorso che, verso la metà di gennaio 2022, condurrà al lancio ufficiale dell’area collaborativa della piattaforma, portando alla creazione di un ecosistema digitale capace di strutturare reti virtuose e mettere in comunicazione diretta, in sinergia, i diversi attori del sistema produttivo – commenta Roberto Albonetti, Segretario Generale della Camera di commercio della Romagna –. L’obiettivo è di dare vita a una community digitale – globale, aperta e territoriale – che favorirà relazioni, scambi, attività, collaborazioni, incoraggiando un’ampia visione d’insieme, sostenendo e facilitando la creazione di valore, soddisfacendo bisogni e ascoltando necessità”.
Molti sono gli investimenti messi in campo dalla Camera della Romagna su digitalizzazione e innovazione, che oggi rappresentano la direzione più efficace, sia per l’efficientamento dei servizi, che per lo sviluppo di un dialogo efficace con le realtà territoriali, nell’ottica di una crescita imprenditoriale, professionale e personale.

acqua bambino barchetta

UNA BOCCATA DI OSSIGENO PER L’ACQUA PUBBLICA
Il governo boccia il blitz privatista dell’Emilia Romagna

 

IL GOVERNO CENTRALE IMPUGNA LA LEGGE REGIONALE SULLA PROROGA
DEGLI AFFIDAMENTI DEL SERVIZIO IDRICO.
RICONOSCIUTE LE RAGIONI DELLA NOSTRA BATTAGLIA

Il Coordinamento regionale comitati acqua pubblica e la Rete per l’Emergenza Climatica e Ambientale Emilia-Romagna esprimono grande soddisfazione per la decisione del governo di impugnare le legge regionale Emilia-Romagna davanti alla Corte Costituzionale, legge che, tra gli altri provvedimenti, aveva prorogato le scadenze degli affidamenti del servizio idrico in regione fino alla fine del 2027.

In attesa di poter leggere meglio il dispositivo predisposto dal governo, riteniamo importante che il governo, come sostenuto da noi sin dal momento dell’approvazione della legge regionale, abbia riconosciuto come essa si ponga in contrasto con le norme del codice ambientale e rappresenti una violazione della potestà legislativa nazionale.

A fronte di questo pronunciamento, sarebbe utile che l’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna facesse un passo indietro, abrogando ilcomitatiprovvedimento di proroga degli affidamenti del servizio idrico, e aprisse una grande discussione nella società e nella politica sul futuro del servizio idrico in regione. E che lo facesse assumendo come riferimenti ineludibili il rispetto dell’esito dei referendum sull’acqua del 2011 e la possibilità di arrivare alla ripubblicizzazione del servizio idrico, a partire da Bologna dove la concessione a Hera scade nei prossimi giorni.

Per parte nostra, continueremo ad insistere per realizzare queste prospettive, con le nostre proposte e, quando necessario, con la mobilitazione. Per affermare l’idea che l’ acqua è bene comune, diritto umano universale e che solo una reale gestione pubblica e partecipata può garantire questi principi, consapevoli che ciò continua a rappresentare un grande valore e anche un contributo per realizzare un modello sociale e produttivo più giusto e inclusivo.

COORDINAMENTO REGIONALE COMITATI ACQUA PUBBLICA

Violenza di genere: l’Assemblea Legislativa indica lo stanziamento di 2 milioni per il reddito di libertà e le case rifugio

Marcella Zappaterra (Capogruppo Pd): “Nel Bilancio della Regione fondi per azioni di prevenzione e contrasto, per sostenere le donne vittime di violenza”

La prossima settimana in Assemblea Legislativa discuteremo e approveremo il Bilancio 2022 della Regione. Una manovra imponente, da 12,8 miliardi di euro, nel quale trovano uno spazio che reputo da protagonista le misure a contrasto della violenza di genere.
Stanziamo infatti 2 milioni di euro extra per il reddito di libertà e le strutture impiegate per la protezione delle vittime. In particolare, per il reddito di libertà, garantiamo un milione grazie a un emendamento sottoscritto da tutti i gruppi politici. Si tratta di una misura che consente alle vittime di sostentarsi sul piano economico e lavorativo. Uno dei motivi, infatti, che limita la donna ad allontanarsi da una relazione violenta, è proprio la mancata emancipazione finanziaria, organizzativa, abitativa.
L’Assemblea straordinaria dedicata ai femminicidi e alla violenza sulle donne, riunita lunedì 13 dicembre, non è stata solo motivo di riflessione. Unitariamente, infatti, il Consiglio regionale ha indicato priorità e azioni contro una violenza che è fisica, sessuale, psicologica, economica. E che va prevenuta e contrastata con un impegno corale e politiche che spaziano tra il rafforzamento della donna nella società, nel lavoro, nell’economia fino alla protezione di chi si allontana da una relazione violenta che, spesso e ricordiamolo, colpisce anche i minori della famiglia.
Per questo sono orgogliosa del lavoro che in Regione ha coinvolto il Partito Democratico, tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione per decidere insieme di stanziare risorse così rilevanti per il reddito di libertà e la rete delle case rifugio.

Codice della strada: dal 20 dicembre cambia l’esame di teoria per la patente. Nel 2020 il 27% bocciato. Test AutoScout24-Egaf: dopo 5 anni dalla patente solo il 9,2% supererebbe di nuovo l’esame. Ecco gli errori più comuni

Riforma del Codice della strada: dal 20 dicembre cambia l’esame di teoria per la patente, che passa da 40 domande a 30, 20 minuti di tempo e massimo 3 errori. Analisi AutoScout24-Egaf edizioni: patente B, per i neopatentati emiliano-romagnoli la teoria si conferma l’ostacolo principale, con il 27% che nel 2020 non ha superato l’esame. Patentati emiliano-romagnoli da oltre 5 anni: solo il 9,2% supererebbe di nuovo l’esame di teoria a pieno titolo, la maggior parte “rimandati” L’analisi è stata condotta su un campione di quasi 3.100 utenti a livello nazionale di AutoScout24 ed Egaf edizioni che hanno ottenuto la patente B da oltre 5 anni. La simulazione del test ha previsto la somministrazione di 20 domande a quiz (la metà dell’attuale test ufficiale) selezionate tra quelle convalidate dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e utilizzate in sede di esame. Per superare la simulazione gli utenti non devono aver commesso più di 2 errori su 20 domande (10%), considerando lo stesso rapporto dell’esame ufficiale che prevede attualmente al massimo 4 errori per un quiz da 40 quesiti, o dal 20 dicembre 3 errori per 30 quesiti Milano, 16 dicembre 2021 – Nel 2020 29.872 cittadini emiliano-romagnoli hanno superato l’esame di guida e ottenuto la patente B, pari all’81,6% di tutte le persone che hanno sostenuto i quiz 1 . Ma la guida è solo la fase finale del test; prima bisogna superare la teoria, dove il dato degli idonei nella regione si ferma al 73% (il 27% non lo è), dato superiore alla media nazionale (70,2%). Tra le province, la percentuale più alta di bocciati alla teoria si registra a Rimini (31,7%). Seguono Piacenza (29,8%), Ravenna (28,1%), Bologna (27,9%), Ferrara (26,7%), Forlì-Cesena e Reggio Emilia (entrambe con 25,7%), Modena (25%) e Parma (24,2%).
L’esame di teoria si conferma così come il vero “scoglio” da superare, e poiché si svolge per molti una
sola volta nella vita, salvo alcuni casi particolari, cosa accadrebbe se i driver emiliano-romagnoli che
hanno conseguito la patente B da oltre cinque anni lo ripetessero? Quanti errori commetterebbero?
Sono aggiornati sulle tante riforme del codice della strada che negli ultimi anni si sono succedute? Una risposta arriva dall’analisi di AutoScout24 -il più grande marketplace automotive online pan- europeo- ed Egaf edizioni – gruppo editoriale da oltre 40 anni protagonista dell’informazione professionale su circolazione stradale, motorizzazione e trasporti, e realizzata proprio in occasione della riforma dell’esame di teoria per la patente. Dal 20 dicembre, infatti, il test cambia e si terrà in formato ridotto: si passerà da 40 a 30 domande da svolgere in un tempo massimo di 20 minuti (adesso sono 30 minuti) e fino a tre errori (attualmente sono 4). AutoScout24 ed Egaf edizioni hanno simulato un test attraverso una survey di 20 quiz emanati dal Ministero (la metà dell’attuale esame ufficiale di 40 domande) agli utenti che hanno ottenuto la patente B da oltre 5 anni. Considerando in rapporto un massimo di due errori per superare il test (10% rispetto ai quiz), il risultato è sorprendente: pur non trattandosi di una bocciatura completa, dato che gli utenti hanno risposto in media correttamente a 17 domande su 20 (la media nazionale è di 16,4), solo poco meno di un emiliano-romagnolo su dieci (9,2%) oggi supererebbe l’esame a pieno titolo. Un dato che posiziona la regione al 13° posto per tasso di promossi.
I valori salgono al 15,2% per i cittadini piemontesi e toccano i minimi tra gli abruzzesi (6,1%) e i friulani
(6,7%). Tra gli errori più comuni si segnalano i quiz su segnaletiche, incroci e limiti di velocità.

Quali sono stati i tre errori più frequenti in Emilia Romagna?

Al primo posto in assoluto troviamo una segnaletica, su cui ha sbagliato il 71% degli utenti. Domanda: “Il segnale raffigurato indica il punto dove termina il divieto di fermata”. La risposta corretta è “Vero”.

Quasi sette su dieci (69%) hanno invece sbagliato un limite di velocità. Domanda: “Il limite massimo di velocità per un’autovettura sulle strade extraurbane principali è ordinariamente di 110 km/h”. La risposta corretta è “Vero”.

Un altro errore frequente, commesso dal 41% degli automobilisti  riguarda un incrocio. Domanda: “La corsia di destra rappresentata in figura consente al conducente di proseguire diritto o svoltare a destra”. La risposta corretta è “Vero”.

Per maggiori informazioni o per mettersi in gioco simulando il test per l’esame di teoria della patente B,
raggiugi questa pagina sul sito AutoScout24. Sarà possibile cliccare sul link all’interno per effettuare la
simulazione realizzata da AutoScout24 ed Egaf edizioni di una reale scheda d’esame per la patente B o
per scaricare le app di Egaf edizioni.
Bastano pochi minuti e il questionario è assolutamente gratuito e anonimo.
Cosa cambia dal 20 dicembre?
Il 9 dicembre è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Infrastrutture e
della Mobilità Sostenibili, che riporta alcune modifiche importanti per il conseguimento della patente
A1, A2, A, B1, B e BE.
Dal 20 dicembre cambia infatti la modalità di svolgimento della prova teorica, con il nuovo esame che
sarà ridotto: si passerà da 40 a 30 domande da svolgere in un tempo massimo di 20 minuti (adesso sono30 minuti) e fino a tre errori (attualmente sono 4). Per il numero di errori consentiti al fine di superare l’esame si manterrà sempre il rapporto del 10% rispetto ai quiz.

Ricerca “Future of Work 2021” – Lavoro e fuga dei talenti: per il 65% delle aziende italiane è prioritario il cambiamento culturale e organizzativo

Il lavoro che faccio non mi fa stare bene? Allora lo cambio, con molte meno remore di un tempo. È una tendenza accentuatasi dopo la pandemia: negli Stati Uniti sono circa 23 milioni i dipendenti che hanno lasciato volontariamente la propria azienda tra aprile e settembre 2021 e il fenomeno è molto dibattuto anche da noi, con le direzioni del personale italiane alla ricerca di soluzioni per contrastarlo. Tanto che il 65% delle aziende indica come prioritario il cambiamento culturale e organizzativo, il 55% intende introdurre nuove strategie di compensation e il 48% si pone come obiettivo l’aumento dell’attrattività per i talenti.
È quanto emerge dalla ricerca The Future of Work 2021, quarta edizione dell’analisi sul futuro del mondo del lavoro realizzata come ogni anno da Osservatorio Imprese Lavoro Inaz e Business International, che vuole cercare di comprendere come i responsabili delle risorse umane interpretano e si preparano ad affrontare i principali cambiamenti in atto e i trend previsti per i prossimi mesi all’interno delle proprie organizzazioni.
«Il vento è cambiato – commenta Linda Gilli, Cavaliere del Lavoro, presidente e AD di Inaz –. Nei risultati di un anno fa erano evidenti le preoccupazioni per la crisi economica innescata dalla pandemia e in primo piano c’era la necessità di digitalizzarsi e gestire lo smartworking, sotto la spinta dell’emergenza. Adesso, sulla scia dei segnali di ripresa, questi temi sono dati per assodati e le priorità sono altre: far stare bene le persone al lavoro, che non è più un luogo fisico, ma un mondo intero fatto di valori, creatività e senso di appartenenza. I lavoratori sentono la necessità di modelli organizzativi e culturali diversi da quelli del passato e, se non li ritrovano nella loro azienda, fuggono».
La survey The Future of Work 2021 è stata presentata il 1° dicembre nel corso di HR Business Summit e ha interrogato le direzioni del personale di 100 grandi aziende italiane.
Alla domanda sulle priorità dell’azienda la voce più votata è stata quella relativa al cambiamento culturale e organizzativo (65% delle risposte), seguito a grande distanza dalla digitalizzazione dei processi (42%, mentre un anno fa era al 67%). Anche per quanto riguarda l’area delle iniziative progettuali e degli investimenti, il quadro appare completamente mutato rispetto all’anno precedente, con le strategie di compensation che balzano dal quarto posto (36%) al primo (55%).
Lo smartworking, che nel 2020 questo tema era al primo posto, catalizzando l’attenzione del 60% degli HR manager, oggi scende al terzo, con il 48% delle preferenze. Questo perché le aziende hanno ormai adottato, regolato e imparato a gestire il lavoro agile, senza alcuna intenzione di tornare indietro dopo l’emergenza: dà questa indicazione il 73% del panel (+9% rispetto al 2020). Dopo un anno e mezzo di esperienza con il lavoro a distanza la ricerca è andata a verificare come evolve la percezione delle criticità, ed emerge che le due aree che destano maggiore preoccupazione sono il senso di appartenenza dei collaboratori, che sale dal secondo al primo posto con un +4%, e l’evoluzione della leadership e gestione dei team basata sulla fiducia e l’assegnazione e il monitoraggio degli obiettivi.
Per quanto riguarda gli investimenti specifici per l’area HR, l’obiettivo più indicato è quello di essere di supporto al business (55% delle risposte), seguito dal raggiungimento di una maggiore capacità di retention e di una maggiore attrattività per i talenti grazie all’employer branding, entrambe opzioni con il 48% delle preferenze (quella sulla retention era all’ultimo posto un anno fa).
Una nuova domanda inserita nel sondaggio di quest’anno è stata sui modelli di leadership, e qui la risposta ricevuta ha superato le aspettative: quasi il 90% degli intervistati ritiene che dovranno evolvere per accompagnare le trasformazioni culturali in atto.
A interpretare questi risultati e a collegarli con i mutamenti sociali in atto è Fabrizio Lepri, Docente di Ingegneria gestionale presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, che anche quest’anno ha curato il commento della ricerca. «In sostanza i professionisti, e in modo particolare Millennials e Gen Z, vogliono potersi riconoscere nelle scelte della propria azienda e del proprio management, ma vogliono anche che sia valorizzata la propria capacità di produrre, creare e gestire progetti, servizi e prodotti. Passato il primo shock dovuto alla pandemia, oggi ci si rende conto che, se per le competenze tecnologiche ci si è riusciti ad attrezzare anche in tempi relativamente brevi, sul piano della cultura aziendale, dell’ascolto dei dipendenti, della valorizzazione delle competenze e del cambio di mentalità richiesto alla leadership c’è ancora del lavoro da fare».
Ecco allora che la capacità di ascoltare, coinvolgere, motivare e valorizzare, aggiunge Linda Gilli, «oggi risultano la base stessa di ogni strategia HR per poter consentire, da una parte, al business di svilupparsi meglio e più velocemente e, dall’altra, alle persone che lavorano di vivere meglio un ambiente che, da fisico e comunitario, è diventato più spesso virtuale e solitario».

sciopero-generale

Perché io oggi sciopero

 

Fare sciopero non è come fare fuoco ai tempi del liceo e andare al parco Massari all’insaputa dei genitori. Non è come mettersi in mutua per scantinare dal lavoro.
Non siamo né in permesso retribuito né in ferie. Certo lo so, non sono io la persona adatta a tessere una filippica sul diritto di sciopero e sulla lotta, non ne ho la patente, da impiegato, quale sono, spesso al calduccio dell’ufficio sono stato poco con gli operai in piazza, mi mancano ore di astensione volontaria dal lavoro per mantenere i miei e i nostri diritti per avere la capacità di fare una lezione a chicchessia.

Io sono però della FIOM e spesso non è facile esserlo. Non sono più un operaio dal ’94 ma mai ho smesso di pensare come loro.

L’impiegato, in impresa e in cantiere, non ha una categoria, non ha una comune, sempre e perennemente fuori luogo. La tessera del tuo sindacato, spesso, ti fa percepire dal gruppo dirigente come un attivista, un rompiballe, al contempo gli operai ti vedono come uno che sta col culo al caldo, non come loro che ghiaccio o afa combattono con gli impianti, i tubi, i torni e i trapani.

Lungi da ma fare il piagnone o l’anima bella. Ognuno sussurra alla propria coscienza, e nessuno può permettersi di giudicare gli altri:: prima devi camminare cento passi con le scarpe del tuo vicino, dicevano i nativi americani. Ma lo sciopero è uno strumento, forse l’unico che abbiamo, per far sentire al padronato che noi esistiamo e non siamo un anello della catena. Siamo una puleggia e un pignone, siamo quelli che non si sono mai fermati, nelle fabbriche, nei supermercati, nelle officine, nei campi, anche se non siamo stati in prima linea come i medici, gli infermieri e gli inservienti.

Gli insegnanti e il personale ausiliario hanno tenuto in piedi la scuola, una istituzione, anzi, ‘L’Istituzione’, che è la conditio sine qua non per la democrazia, il fondamento su cui si basa il nostro futuro.
I metalmeccanici hanno tenuto insieme il sistema produttivo, hanno dato da mangiare allo squalo. Lo sciopero noi lo paghiamo, non è gratis, a una giornata in meno in busta paga non si rinuncia a cuor leggero. Lo sciopero generale del 16 dicembre è una presa di coscienza, è un grido, un urlo di Munch, contro una politica che ci vuole esecutori.

Tutto l’arco parlamentare, a parte una piccolissima e sparuta minoranza, è contraria, dalla finta opposizione della Meloni, alla finta sinistra di Renzi e Letta, dal ventriloquo del popolo Salvini, agli ‘oltristi’ 5 Stelle.
Continuano a dire: “Non è opportuno, non è il momento, stiamo uniti, resilienza…”. Ma che cazzo vuol dire poi resilienza, non siamo mica delle barre d’acciaio, com’è che utilizziamo termini ad minchiam solo perché vanno di moda?

Attenzione, mica sono tra quelli che si sono scoperti Che Guevara e combattano contro il Pass verde con la spocchia di chi ha studiato all’università della strada, oppure ha sposato le idee di una minoranza rumorosa che lotta contro il male. Ma che poi perde nelle terapie intensive.

Certo che il sindacato ha le sue colpe.
Vero altresì che non è più quello di mio padre, ma un conto sono le persone, il delegato, il consiglio di fabbrica, il funzionario e il dirigente, un conto è l’istituzione.
In nome e per conto del sindacato, in centovent’anni di storia i morti sono un numero incalcolabile, le piazze grondano ancora del sangue di Portella della Ginestra, di piazza della Loggia, di Reggio Emilia e di tante altre.

Guido Rossa era uno di noi, I tre morti al giorno sul lavoro sono nostri compagni. I precari, gli sfruttati, i braccianti al nero siamo noi. Anche i giovani laureati, senza presente e senza futuro. Le mie figlie, tutti i bambini a cui abbiamo rubato la speranza.
Certo che la mia è una generazione di merda, ha lottato poco, ha smesso di pensare al noi, la bandiera rossa l’ha buttata nel fosso (cit.). Sicuro che esistono altre categorie parimenti in difficoltà, gli artigiani, i commercianti, le piccole partite Iva. Questo sciopero è anche per loro che non possono scioperare, perché sono il datore di lavoro di loro stessi.

E’ ora di finirla con il sezionare il capello in quattro, con la perenne ricerca delle differenze, cerchiamo ciò che unisce.
Il governo dei migliori, dove l’opposizione è sparita nel mucchio della supermaggioranza, dove il centrismo dilaga come una fossa biologica, dove una ex sinistra legifera con una destra medioevale. Dove sì, il Comandante in capo è persona delle istituzioni, ma con un chiaro e limpido orientamento, espressione di una élite meritocratica (forse) che sta dalla parte del privato e non del pubblico, delle banche e non dei correntisti, dei padroni e non degli operai.
Ma questo è ciò che esprime l’Italia odierna, uno stato che ha subappaltato il governo, per chiara e lampante incompetenza della politica, dove non esiste nulla di nuovo, dove le uniche novità sono rappresentate dai gattopardi che si strusciano contro i banchi dell’emiciclo.

Penso a voi ben altristi, voi che criticate il sindacato senza mai averlo conosciuto. Capisco bene le critiche di chi, in un consiglio di fabbrica ci ha messo piede e magari ne è uscito pure disgustato, ma voi che insaccate tutto nel cesto del “sono tutti uguali”, vi nutrite di frasi fatte e slogan, Voi, che c’azzeccate con noi?

Faccio sciopero, lo faccio per me, ma prima ancora per le mie figlie, lo faccio per chi non può farlo, lo faccio per chi è ricattato, lo faccio per l’alienato, lo faccio per chi è in cassa integrazione, lo faccio per chi il lavoro non ce l’ha, per il pensionato e la casalinga, lo faccio per chi paga le tasse, per chi ha il mutuo e le bollette, per gli studenti.
Lo faccio per mio padre e mia madre, che quando sono nato avevano mille lire in banca, lui operaio e delegato, lei impiegata precaria pagata a pratica. Lo faccio per me che nelle case dell’Ente Autonomo  ci ha passato l’adolescenza a casa dai nonni. Lo faccio per mia bisnonna Teresina.

Chi ha tanto paghi tanto, chi ha poco paghi poco e chi ha nulla paghi nulla, diceva un vero patriota, senza dimenticare che 120 miliardi di evasione fiscale sono una follia, una cifra che se giustamente redistribuita potrebbe fare entrare l’Italia in Scandinavia.
Difficile credere nei valori, nelle tradizioni, nel concetto di democrazia occidentale, quando gli stipendi sono fermi da venti anni, quando in pensione ci si va da morti, quando per colpa di qualcuno le generazioni di oggi lavorano sui ponteggi fino a settanta anni, scavano e spicconano fino alla fine delle forze, insegnano fino alla secchezza mentale, saldano e sbullonano fino all’oblio.

Ecco perché io oggi sciopero, non per voi che non ci credete, ma per tutti gli altri.

operai lavoro

Parole a capo
Rosaria Munafò: “Poesie per non dimenticare”

Tutto è in ritardo in Italia, quando si tratta di iniziare un lavoro. Tutto è in anticipo quando si tratta di smetterlo.
(Giuseppe Prezzolini)

BASTA MORTI SUL LAVORO
Io ci penso, SAPETE!
Sapete perché ci penso? Perché sono un’operaia,
passo più tempo in azienda che con la mia famiglia, nella nostra casa,
è la mia prima casa,
il tetto è sicuro sui miei figli…
Ma i lavoratori e le lavoratrici di chi sono figli?
Hanno chi li cura, chi li preserva dal pericolo,
chi la notte non dorme pensando alla loro sicurezza,
chi si mette nei panni di una lavoratrice in gravidanza e poi mamma,
di un lavoratore invalido,
di un lavoratore o di una lavoratrice che non arriva a fine mese,
di un lavoratore che fa le notti?
E di tutti gli altri lavoratori e le lavoratrici?
Quel giorno diventa buio all’improvviso,
si chiudono gli occhi per sempre.
La sveglia suona per nessuno, il cartellino assente;
il giorno dopo la matricola scomposta, il posto sostituito dal prossimo disoccupato.
Non voglio chiudere gli occhi sul luogo di lavoro, no…non voglio!
1 Marzo
Ci penso, sapete: Gianluigi, 64 anni, schiacciato sotto una pompa di grosse dimensioni, poteva essere mio padre;
13 Maggio
Daniele, 27 anni, inciampato cadendo all’indietro e battendo la testa, poteva essere mio fratello;
13 Settembre
Gianluca, 38 anni, schiacciato da una pressa, sposato da poco più di un anno, poteva essere mio marito;
12 Settembre
Quattro operai di nazionalità indiana, tutti annegati in una vasca di liquami.
48, 45, 29 e 28 anni;
4 Ottobre
Pierluigi e Matteo
34 e 31 anni,
poliziotti uccisi a colpi di pistola davanti alla questura di Trieste,
figli delle stelle,
tutti fratelli,
tutte sorelle.
Chiudiamo gli occhi la sera
stanchi, affaticati,
nelle mani  profumate di dignità
calcolando i centesimi
per poi scartarli…
non sai cosa farne dei centesimi: li metti nel contenitore
trasparente
sopra il bancone di un bar.
Sapete il valore di un centesimo?
Ha lo stesso valore di un milione di euro
se chiudi gli occhi, di giorno, all’improvviso.
FILI DI NEVE DAL CIELO A MAGGIO
L’ orditoio tessile è sordo
tesse lunghi capelli, ruota in continuazione,
la grande fresa sua compagna ha bocca grande
senza cuore reclama gli effetti personali, in coppia ingrassano fatturati, divorano la mente,
il pulsante d’emergenza lo sputano,
Si arrestano un giorno di neve tra le righe dei giornali con i nomi e l’età.
L’elisoccorso ha le ali bianche senza piume scrivono:
“Deceduti”
(A Luana e Maurizio.
Operai morti sul lavoro
6 Maggio 2021)
Rosaria Munafò, poetessa del Sud, trapiantata in Brianza da oltre 25 anni. Lavora come operaia in una azienda di utensili per l’edilizia ormai da molti anni. Partecipa con passione al Collettivo Poetico Ultimo Rosso [Qui], nato a Ferrara nel settembre del 2021.
La rubrica di poesiaParole a capo curata da Gian Paolo Benini e Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina suFerraraitalia. Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]
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