Home > ACCORDI - il brano della settimana > Deal N for “New Year”
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E così da oggi dovrò sforzarmi tutte le volte che scrivo la data.
Ma questa è una cosa positiva perché il dover ricordare che finisce in 6 e non più in 5 sarà un ulteriore invito a tirare fuori il fanciullino che è in me.
Non so come sarà questo 2016.
Come tutti ho i miei desideri e come tutti me li tengo per me.

Brano: “New Year” dei The Breeders Album: “Last Splash” del 1993

Brano: “New Year” dei The Breeders
Album: “Last Splash” del 1993

Almeno, non ti dicono di fare così quando esprimi un desiderio?
O si fa così solo con le stelle cadenti?
Chi se ne frega, ognuno ha le sue.
Quindi io seguirò il vecchio adagio che recita “what we do is secret”.
L’unica certezza è l’augurio di un buon 2016 a tutti.
E il mio contributo agli auguri è questo pezzo.
Il pezzo più bello sui nuovi anni e non solo.
E speriamo in un 2016 bello almeno metà di quant’è bello il cuore di Kim Deal.
Già così – fidatevi di uno pieno di capelli bianchi – sarebbe una conquista.
Roba che da domani una birra costa solo 1€, la musica diventa meno merdosa, questo novembre Ian Svenonius trasloca alla Casa Bianca e boh, forse qualcuno ai piani alti torna a riconsiderare Karlone.

Ogni giorno un brano intonato alla cronaca selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. xoxo <3

Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
Un ulteriore punto di forza, forse meno evidente ma non meno importante, è la capacità di far convergere e partecipare ad un progetto le eterogenee singolarità che compongono il tessuto cittadino di Ferrara: lavoratori e precari, studenti universitari e medi, migranti, potranno trovare nella radio uno spazio vivo dove portare le proprie istanze e farsi contaminare da quelle degli altri. Non un contenitore da riempire, ma uno spazio sociale che prende vita a partire dalle energie che si autorganizzano attorno ad esso.

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