COMUNICATI STAMPA
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Brano: “Ain’t No God In Mexico” di Waylon Jennings Album: “Honky Tonk Heroes” del 1973

Brano: “Ain’t No God In Mexico” di Waylon Jennings
Album: “Honky Tonk Heroes” del 1973

Purtroppo la notizia del giorno è indiscutibilmente questa cosa orrenda successa in Messico.
24 ore tonde dopo il suo insediamento, Gisela Moto Ocampo, sindaco di Temixco appartenente a Rivoluzione Democratica è stata fatta fuori (insieme ad altre due persone) da qualche scagnozzo del narcotraffico locale.
Ovviamente perché in campagna elettorale gliel’aveva giurata, a quelli là del narcotraffico.
Pare che la polizia abbia fatto fuori due del commando che ha eseguito il lavoro e pare anche
che abbia arrestato altri tre sospettati ma sinceramente non so quanto crederci.
Quindi presumo finirà come sempre.
In fondo il Messico “vanta” una lunga tradizione di amicizia e collaborazione fra sbirri e criminalità.
L’unica cosa che mi viene da dire potrebbe scatenare un incidente diplomatico col Messico ed è meglio se mi fermo.
Per oggi lascio la parola a Waylon.

Ogni giorno un brano intonato alla cronaca selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. xoxo <3

Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
Un ulteriore punto di forza, forse meno evidente ma non meno importante, è la capacità di far convergere e partecipare ad un progetto le eterogenee singolarità che compongono il tessuto cittadino di Ferrara: lavoratori e precari, studenti universitari e medi, migranti, potranno trovare nella radio uno spazio vivo dove portare le proprie istanze e farsi contaminare da quelle degli altri. Non un contenitore da riempire, ma uno spazio sociale che prende vita a partire dalle energie che si autorganizzano attorno ad esso.

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