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Delegazione del governo albanese per tre giorni di visita in Emilia-Romagna. Cooperazione economica, sociale e culturale al centro degli incontri in Regione

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Il presidente Bonaccini incontra il ministro del Welfare e Giovani, Blendi Klosi. Presenti all’incontro la vicepresidente Elisabetta Gualmini e l’assessore Patrizio Bianchi. Tra i temi trattati, l’aumento di minori albanesi non accompagnati, presi in carico nella nostra regione dal sistema di accoglienza per stranieri non accompagnati pur non possedendo i requisiti necessari.

Bologna – Rilanciare la cooperazione economica, sociale e culturale, favorire lo scambio di esperienze e competenze nell’ambito della formazione, dell’istruzione tecnica e professionale, del riassetto istituzionale, dell’organizzazione dei servizi educativi e alla persona.
Sono alcuni dei temi al centro dell’incontro tenutosi oggi tra il presidente della Regione Stefano Bonaccini con una delegazione del Governo albanese, guidata dal ministro del Welfare e Giovani, Blendi Klosi.
La delegazione albanese, di cui fanno parte il Consigliere Baskim Sala, la direttrice di Gabinetto, Brizida Jano e Ismail Ademi, co-direttore del Programma IADSA (Programma di cooperazione allo sviluppo “Conversione del Debito”), sarà per tre giorni in Emilia-Romagna e già oggi, oltre al presidente Bonaccini, ha incontrato la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore al welfare, Elisabetta Gualmini e l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Patrizio Bianchi.
“Dopo 25 anni di immigrazione albanese in Italia, la comunità di albanesi divenuti italiani è ancora in crescita ma, sono anche molti gli italiani, anche emiliano-romagnoli, che si sono trasferiti in Albania per vivere e lavorare. Guardo con interesse – ha dichiarato il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini – le riforme che il Governo albanese sta portando avanti, soprattutto nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale, e mi sento lusingato dal fatto che la nostra regione venga assunta come riferimento per le politiche di welfare e formazione professionale. Rafforzeremo quindi – prosegue il presidente – la collaborazione con l’Albania, un Paese così vicino a noi, e non solo geograficamente, anche definendo strumenti operativi ad hoc.”
L’Albania ha, da tempo, un stretto rapporto di collaborazione con la Regione Emilia-Romagna con la quale ha recentemente siglato una dichiarazione congiunta per promuovere lo studio e la definizione di modelli di governance e di organizzazione gestionale dei Comuni. L’Assemblea Nazionale della Repubblica di Albania ha infatti da poco adottato una legge che prevede una importante fusione delle Local Government Unit, con la creazione di 61 nuovi Comuni. L’esperienza della Regione Emilia-Romagna, che ha già realizzato studi di fattibilità per le fusioni e le unioni comunali e identificato modelli organizzativi e di gestione applicata alle funzioni dei servizi comunali, è risultata di grande interesse per il Governo Albanese.
“Ho incontrato oggi il ministro Klosi con il quale abbiamo avuto un lungo confronto sulle reciproche iniziative di sviluppo del welfare e dei servizi sociali per bambini e anziani. Il processo di decentramento amministrativo che si sta avviando in questa fase in Albania – ha dichiarato Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore al welfare – risulta di grande interesse sia per le numerose similarità con l’organizzazione territoriale dei servizi pubblici in Italia sia per le opportunità di lancio di progetti congiunti”.
“Non ho poi rinunciato, come promesso ai sindaci dei comuni dell’Emilia Romagna – prosegue Elisabetta Gualmini – a presentare al ministro la situazione molto critica e ormai quasi insostenibile che riguarda i minori stranieri di origine albanese ospitati nelle nostre strutture di accoglienza. Ad oggi, sono il 64% del totale ed è un numero non solo non più gestibile sul piano finanziario ma – spiega la vicepresidente – un numero soprattutto che non può fare riferimento a stranieri in stato di abbandono. Molti di questi infatti hanno famiglie in Albania e parenti in Italia. Occorre dunque – sottolinea Elisabetta Gualmini – come ho detto con forza al ministro, trovare accordi specifici e trasparenti per frenare il flusso di minori albanesi che vengono in Italia senza avere le caratteristiche per essere accolti nelle comunità e strutture di welfare per garantire invece ospitalità a chi effettivamente versa in uno stato di abbandono. Ho proposto al ministro – prosegue Gualmini – l’istituzione di un osservatorio congiunto tra Albania ed Emilia Romagna finalizzato a monitorare i flussi in entrata in Italia di minori albanesi e a controllare le loro caratteristiche anagrafiche e i motivi dell’arrivo. La mia prossima visita in Albania, il 3 e 4 marzo prossimo, sarà poi ulteriormente dedicata a lavorare su questo punto e a trovare accordi di cooperazione efficaci e virtuosi per tutti.”
Con il ministro albanese, la vicepresidente Elisabetta Gualmini ha, infatti, affrontato anche la delicata questione legata al tema dei minori stranieri, in particolare albanesi, che vengono presi in carico nella nostra regione dal sistema di accoglienza per stranieri non accompagnati, pur non possedendo i requisiti necessari. In gran parte, si parla di 451 ragazzi di nazionalità albanese (il 57,6,%) dei minori non accompagnati presenti nella nostra regione (783), hanno, infatti famiglie, padri e madri ben identificati e, quasi sempre, parenti entro il quarto grado residenti sul territorio italiano. L’80% ha un’età compresa tra i 16 e i 17 anni. Sulle possibili soluzioni e sulla eventualità di definire progetti specifici per arginare quella che i Comuni dell’Emilia-Romagna stanno segnalando come una vera e propria emergenza, confermata anche dai dati forniti da un recente rapporto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (dicembre 2015), Elisabetta Gualmini ridiscuterà, i prossimi 3 e 4 marzo a Tirana, con il ministro Klosi e con i ministri albanesi degli Interni, Saimir Tahiri e della Giustizia, Ylli Manjani.
In materia di istruzione e formazione, la Regione Emilia-Romagna già da alcuni anni svolge attività a supporto delle attività del ministero di Blendi Klosi. Il progetto MECAVET – Mechanical Vocational Educational and Training for Youth, infatti, prevede la creazione di tirocini formativi presso le aziende, la riorganizzazione delle scuole professionali nel settore della meccanica e della meccatronica, il supporto per il miglioramento del coordinamento tra scuole/aziende, con particolare attenzione all’area di Scutari.
“La Regione Emilia-Romagna – ha sottolineato Patrizio Bianchi, assessore regionale alla Formazione e al Lavoro – supporterà l’Albania nell’attività di riforma del sistema della formazione professionale. Siamo disponibili a collaborare a questo processo mettendo a disposizione del Governo albanese l’esperienza che la nostra Regione ha maturato in questi anni, anche attraverso l’ implementazione di modelli pilota per la riorganizzazione delle scuole professionali verso la il settore della meccanica e meccatronica e la creazione dei laboratori tecnici.”

Gli altri appuntamenti della delegazione
La visita in Emilia-Romagna è iniziata con una serie di tappe che si sono svolte a Bologna nella prima mattinata: al Centro Servizi Saliceto (Via di Saliceto, 71), al Centro per le famiglie (Via del Pratello, 53) e alla Comunità di pronta accoglienza per minori italiani e stranieri “Il Ponte”(Via del Pilastro, 13/2) e, nel pomeriggio, dopo l’incontro in Regione, proseguirà con l’ Istituto professionale Salesiano della Beata Vergine di San Luca e con il centro di formazione CNOS –FAP. Nel tardo pomeriggio la delegazione si trasferirà a Ferrara per visitare l’istituto tecnico e professionale al turismo e agricoltura Vergani e per partecipare a una tavola rotonda sulla Formazione Professionale con l’assessore Bianchi . Martedì 16 febbraio, nuovo incontro in Regione (Viale Aldo Moro 38 – Sala Riunioni 3° Piano), sempre con Patrizio Bianchi, che ha anche la delega del coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, formazione professionale, università e ricerca e lavoro, sui modelli di formazione professionale e sulle prospettive di futura collaborazione tra i due Paesi.

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