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Diario di un fotoreporter: l’Umanità tra rifiuti, lamiere e frutta fresca

Tempo di lettura: 2 minuti

Qui, a Nairobi, ‘hotel’ è mangiare.

Le attività nascono sulla strada, spesso in senso letterale, con servizio ed accoglienza all’esterno e una sola sala interna.

La struttura è su terra battuta contornata dai rifiuti, siamo in uno slum, con struttura in legno e rivestimento in lamiera ondulata, simile a quella che mio nonno aveva nell’orto. Solo che qui ci costruiscono le strutture delle case.

All’interno ci sono panche e tavoli rivestiti con teli di plastica e sono persone che cucinano, sistemano i prodotti e lavorano accanto a te.

La tanica posta all’ingresso serve per lavarsi. Dosando per bene l’acqua che in Africa è il bene più prezioso.

C’è un via vai di bambini e di donne che lavorano. ‘New Life Hotel’ offre frutta, avocado , mango, banane: la tagliano e la servono in un comodo sacchetto in plastica come take away.

Non c’è nulla, o quasi, ma non ho mai mangiato tra tanta Umanità.

Foto di Diego Stellino

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