7 Giugno 2017

DIARIO IN PUBBLICO
Il commissario Montalbano e il bullismo di ieri e di oggi

Gianni Venturi

Tempo di lettura: 5 minuti

Nei romanzi di successo arriva sempre un momento in cui la notorietà s’incammina sui binari scontati della ripetizione e l’autore inesorabilmente scivola e sbatte sul ‘dejà vu’. Questo non accade per il grandissimo Camilleri, impropriamente definito uno scrittore di gialli, anche entro l’apparente e consolante sistema che lo obbliga a sfornare un’opera – almeno – all’anno, specie quelle che hanno per protagonista il suo personaggio più riuscito: il commissario Montalbano, che immediatamente scala ogni top delle classifiche. Noi fedeli lettori invecchiamo con l’autore e il suo personaggio, ma non per questo abbandoniamo al suo destino il poliziotto che impersona un’idea di giustizia totalmente condivisibile.
Nel caso dell’ultimo pubblicato, ‘La rete di protezione’, Camilleri ormai quasi cieco ha dettato il romanzo, non lo ha scritto, alla sua fedelissima Valentina. E se fosse possibile ha reso ancor più cogente la sua ricerca. Non occorre più nemmeno un dizionarietto della lingua camilleriana: se per caso non ci si arriva a individuarne immediatamente il senso è poi il contesto che te la fa recepire.

Nel romanzo, Salvo Montalbano è alle prese con il mondo dei giovani e con quei nuovi feticci e invenzioni che inesorabilmente marcano, più di ogni altra epoca, la differenza generazionale diventata ormai abisso. Il commissario deve interrogare dei giovani studenti che hanno subìto l’irruzione di due misteriosi personaggi armati nella loro classe, una classe dove erano già avvenuti episodi di bullismo.
Ma quel mondo, il mondo dei giovani lo respinge e il commissario non lo sa interpretare:
“S’allontanò con ‘na dimanna ‘n testa. Com’era possibili che l’era della comunicazioni globale, che l’era indove tutte le frontieri culturali, linguistiche, geografiche ed economiche erano state scancillate dalla facci della terra, che questo spazio immenso avissi provocato ‘na moltitudini di solitudini, ‘n’infinità di solitudini ‘n comunicazioni tra di loro, sì, ma sempre in assoluta solitudini?”
Montalbano non sa come rispondere a quel naufragio della solidarietà, a quel deserto di solitudini che rappresenta la nuova visione della vita, a cui non è permesso entrare a chi non ne conosce almeno le tecniche di base. Dunque, come sfondare quella invisibile parete di solitudini? Come ascoltare un silenzio prodotto da milioni di voci?

Lo aiuta nella ricerca il nipote Salvuzzo che lo chiama zio e che è stato adottato dai suoi più cari amici: Beba e Mimì Augello, suo vice e impenitente donnaiolo. Solo interrogando il ragazzino e l’amico del cuore Tindaro, Montalbano riesce a sfondare quel muro che lo tiene lontano dall’universo giovanile. Ma che nella ‘infinità di solitudini’ appaiano i primi segni di una qualità di vita che attraverso le tecniche ripropone il senso di una collettività apparentemente negata, lo si può esperire nella lettera apparsa su ‘La Repubblica’ del 4 giugno dove un ragazzino oggetto della derisione dei compagni riesce a raccontare nei fogli protocolli di un tema, spinto dalla sua insegnante di lettere, il suo tormento e nello stesso tempo a ribellarsi al bullismo dei compagni, ipotizzando anche nella finzione del tema un possibile suicidio di protesta.

Ivan, così è il suo nome letterario, non ama i consueti divertimenti propri ai ragazzini della sua età. Ha una voce acuta che spiega in ogni occasione, è debole in ginnastica, preferisce la compagnia delle amiche piuttosto che dei compagni, che lo puniscono creando già dalle elementari un gruppo WhatsApp chiamato ‘Anti Ivan’. Poi il dileggio diventa bullismo e il sito è frequentato da ragazzi di ogni età. La sua classe è multietnica e quando la brava insegnante legge il tema dove viene raccontata la sua vicenda si accorge che Ivan racconta non una storia d’invenzione, ma la sua storia. Alla lettura in classe del tema molti dei bulli si pentono, ma non tutti. Così comincia la sua storia che lui stesso ha permesso venga pubblicata sul giornale affinché altri non patiscano il suo tormento:
“Io sono Ivan e ho dodici anni. Vivo in una cittadina del Centro Italia, in una famiglia modesta, ma senza amici. Fin da quando ero all’asilo non ho mai amato i giochi da maschio, calcio, carte giochi elettronici… A me non sono mai interessati. Preferivo stare con le femmine, più interessanti a mio parere. Ero diverso non sbagliato”.
Quanti anni sono passati da quando un bambinetto dalla voce acuta preferiva leggere piuttosto che giocare a calcio? E veniva spintonato, picchiato, insultato dai suoi compagni, finché non trovò il coraggio di picchiare a sua volta il grasso compagno di classe che lo insultava e al quale passava i compiti di latino o il riassunto dell’Iliade. Era il 1951 e il bullismo, allora come oggi, è ancora imperante vuoi nelle curve degli stadi, vuoi nelle follie degli episodi di Torino, vuoi nelle classi, dove ancora se vuoi azzerare la personalità di un ragazzo “diverso ma non sbagliato” basta chiamarlo “fnocc”. E allora occorre soprattutto la qualità di insegnanti che sanno far uscire il problema e uscirne quasi vincitori.

Come annota Michela Marzano a commento del tema di Ivan : “La scuola serve a sfatare i miti e a decostruire i pregiudizi, a insegnare il rispetto e a trasmettere la tolleranza. Solo così si possono aiutare i più piccoli a crescere, riconoscendo e accettando non solo le altrui differenze, ma anche la propria alterità”.
E tutti, dico tutti, dovrebbero in questo sciagurato mondo riconoscere come primario il ruolo di chi insegna in ogni grado e momento della vita. In questo modo la “moltitudine delle solitudini” può diventare capacità di integrazione: umana.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Gianni Venturi

Gianni Venturi è ordinario a riposo di Letteratura italiana all’Università di Firenze, presidente dell’edizione nazionale delle opere di Antonio Canova e co-curatore del Centro Studi Bassaniani di Ferrara. Ha insegnato per decenni Dante alla Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze. E’ specialista di letteratura rinascimentale, neoclassica e novecentesca. S’interessa soprattutto dei rapporti tra letteratura e arti figurative e della letteratura dei giardini e del paesaggio.
Gianni Venturi

Ti potrebbe interessare:

  • LO STESSO GIORNO
    Quando i poveri eravamo noi: non dimenticare Marcinelle

  • SENZA UN’IDEOLOGIA IL PD HA PERSO LA SUA IDENTITÀ.
    Corre verso il Centro e non convince gli italiani.

  • Diario di un agosto popolare
    7. LA BOLLA SVEDESE

  • LA SALUTE DEL NOSTRO MARE
    Goletta verde è arrivata a Porto Garibaldi

  • VERTENZA EX GKN:
    tavolo istituzionale a un’impasse

  • Diario di un agosto popolare
    6. FINCHÉ C’É LA SALUTE

  • mare

    Per certi versi
    La vita è come il mare

  • frammenti terracotta tegole

    ERNESTO BALDUCCI: UNA TESTIMONIANZA
    “Guardare con speranza ai segni del tempo”

  • Gli azzeccagarbugli servi dei padroni dell’energia

  • conchiglie mare sabbia

    PRESTO DI MATTINA
    Il pellegrino e la conchiglia

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi