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Dipendenti o spie? Azienda ospedaliera o servizi segreti?

Tempo di lettura: 4 minuti

Da: Organizzatori
Oggetto: DIPENDENTI O SPIE? AZIENDA OSPEDALIERA O SERVIZI SEGRETI?
Egr. dr. Carradori,
nella mattinata di mercoledì 15 maggio 2019, lo scrivente Comitato ha
protestato davanti al Tribunale di Ferrara, distribuendo volantini, esponendo uno striscione ed
esibendo un cartello di accusa contro la lentezza delle indagini della Procura della Repubblica
di Ferrara, che dopo 4 anni non ha ancora chiuso il fascicolo di Catozzi Giuliano.
Dalle ore 9.00 circa alle ore 10.15 circa di quella mattina, l’avvocato subordinato di
Codesta Azienda, è stata seduta nella sua vettura parcheggiata sulle strisce pedonali
che attraversano via Borgo dei Leoni nei pressi del n. civico 59.
Il fatto potrebbe non apparire strano, se non fosse che la praticante avvocato con
domicilio professionale in Ferrara, presso lo studio dell’avvocato dipendente
all’ospedale di Cona (FE), dr.ssa E.B., era presente ed ha filmato e/o fatto molte
fotografie col telefono cellulare ai partecipanti della manifestazione sopra citata.
Verso le 10.15 circa la praticante summenzionata è salita sulla vettura della dipendente
dell’AOU di Ferrara, parcheggiata a circa 10 metri dai manifestanti, con alla guida
proprio la subordinata avvocato, e si sono allontanate.
Dagli atti in possesso dell’Azienda OU di Ferrara, la dipendente in parola, in
quell’occasione, era in orario di servizio oppure era in riposo o ferie?
Se era in servizio a quale “causa” stava lavorando comodamente seduta sulla “SUA”
macchina, in attesa che la “SUA” praticante avvocato terminasse l’incombenza legale
che le era stata assegnata (fare filmati e fotografie ai manifestanti)?
È evidente che la “praticante” dello studio legale dell’ospedale di Cona, dr.ssa E.B., era
perfettamente a conoscenza che le mansioni che le erano state richieste quella mattina
(fare fotografie e filmare col telefonino i manifestanti del Comitato) non rientravano tra
i doverosi compiti di formazione giuridica a cui i praticanti devono conformarsi. Non ci
risulta che si sia opposta a svolgere il disgustoso “dovere” richiesto e lo abbia eseguito
pedissequamente.
È attribuendo queste complesse incombenze giuridiche (filmati col telefonino) al
praticante avvocato che l’azienda ospedaliera in indirizzo intende alleggerire i pesanti
carichi di lavoro del proprio legale dipendente?
La praticante avvocato in parola come ha motivato la sua presenza come fotografa
reporter quella mattina alla manifestazione del Comitato scrivente contro il Procuratore
della Repubblica di Ferrara? Oppure non lo ha motivato perché è libera di fare quello
che vuole?
Quale era l’interesse dell’azienda sanitaria pubblica nel mandare dei sottoposti a
fotografare e/o filmare i manifestanti appartenenti al Comitato Vittime della Pubblica
Amministrazione?
È così che l’Azienda Sanitaria di Cona (FE) spende il denaro della collettività?
L’avvocato dipendente, nella circostanza, ha commesso anche un gesto incivile dato
che è rimasta con la propria autovettura, per tutto il tempo della permanenza (dalle 9.00
circa alle 10.15 circa), parcheggiata sopra alle strisce pedonali.
Lei dr. Carradori era a conoscenza del fatto sopra citato?
Lei dr. Carradori ha autorizzato tale “servizio”? E per quale finalità d’istituto?
Oppure è stato un libero arbitrio di sottoposti, che consapevoli dell’impunità, hanno
fatto e fanno quello che vogliono?
Comunque la si voglia vedere, questa è una avvilente e degradante azione, per chi la
compie e per chi la commissiona. Posto che Lei è il diretto superiore e responsabile di
coloro i quali hanno compiuto tali azioni parrebbe gesto quantomeno dignitoso e
decoroso, oltreché le doverose scuse, rassegnare le sue irrevocabili dimissioni con
effetto immediato. Diversamente saremmo indotti a ritenere che Ella condivide siffatti
metodi degni della peggiore “Securitate”
Si precisa che di quanto sopra descritto e riferito esistono molteplici riscontri
documentali e testimoniali.
A nostro sommesso parere è gravissimo, quasi da dittatura sudamericana, che dei
funzionari pubblici, di soppiatto e sotto mentite spoglie, riprendano, fotografino o
comunque cerchino di identificare i partecipanti ad una pubblica manifestazione. È
forse tempo di liste di proscrizione?
Ad ogni buon conto comunichiamo che dell’accaduto verrà formalmente notiziata la
competente autorità giudiziaria penale per le opportune valutazioni del caso.
Per qualsiasi comunicazione scrivere esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica:
« vittimepubblicaamministrazione@gmail.com »

 

Da: Organizzatori

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