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da: organizzatori

Sala della Musica, via Boccaleone 19, Ferrara, ore 21:00.
Interverranno i parlamentari Maria Teresa Bertuzzi, Alessandro Bratti e Vittorio Ferraresi.
Modera l’incontro il giornalista scientifico Michele Fabbri

Si occuperà delle trattative in corso tra Unione europea e USA, per negoziare commerci e investimenti tra le due sponde dell’Atlantico, la serata organizzata dal Comitato STOP- TTIP Ferrara, nella giornata di mobilitazione europea contro il TTIP (Transatlantic Trade Investment partneship).
Venerdì 19 dicembre alle ore 21.00, presso la Sala della Musica di via Boccaleone, 19, (all’interno del Chiostro di San Paolo) a Ferrrara, sarà presente Monica Di Sisto, referente nazionale della Campagna Stop TTIP la quale si propone di fare chiarezza sui negoziati in corso e di fermare l’approvazione di un “Trattato di libero scambio e investimenti”che nella sua attuale forma imporrebbe la soppressione delle barriere non tariffarie tra gli Stati Uniti e i Paesi dell’Europa.
Sono stati invitati i parlamentari eletti nel territorio ferrarese e i rappresentanti sindacali confederali.
L’ l’iniziativa – rivolta alla cittadinanza- ha ottenuto il patrocinio del Comune di Ferrara, il quale ha votato una mozione in cui esprime preoccupazione per gli effetti del Trattato e per le modalità con cui è condotto.
Agricoltura, industria, servizi pubblici, regolazione dei brevetti, informatica..in breve ogni settore della vita economica e sociale verrebbe ad essere coinvolto dall’approvazione del Trattato che mira ad uniformare gli standard, ovvero le regole in materia non solo di commercializzazione dei prodotti ma anche di produzione di beni e di gestione dei servizi.
Standard che, in molte materie, finirebbero al ribasso come in campo agricolo o sanitario o in termini di sicurezza sul lavoro, poichè la legislazione americana in molti settori è assai meno prescrittiva di quella italiana.
A preoccupare maggiormente è inoltre l’applicazione dell’Arbitrato internazionale, una sorta di tribunale extragiudizionale presso cui le multinazionali possono citare in giudizio gli Stati “colpevoli” di aver introdotto legislazioni che ostacolano in qualche modo la realizzazione dei loro profitti. Il ricorso all’Arbitrato internazionale ha già creato seri problemi ad alcuni paesi che hanno posto limitazioni al diritto di commercializzazione e produzione di alcune aziende come per esempio la Philip Morris che ha citato in giudizio l’Uruguay per la sua legge antifumo.
L’approvazione del Trattato da parte dell’Unione europea vincolerebbe di fatto gli Stati membri ad uniformarsi ai vincoli imposti, alla faccia della sovranità nazionale!
Per saperne di più sul web e su Fb: Stop TTIP-Italia . Stop TTIP- Ferrara

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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