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da: staff RockaFe

Don’t stop the music! E’ il grido che parte unanime dalle band che si alterneranno sul palco di RockaFe per una maratona senza pause dalle 17 alle 24 dopo l’indovinata ed apprezzata parentesi della Macchina del Tempo. A dare il fuoco alla miccia saranno i Maniax N’90. Provenienti da Argenta e dintorni, i cinque musicisti insieme dal 2010 che rispondono ai nomi di Giulio Verlato alla voce, Diego Montanari e Michele Checcoli alle chitarre, Elia Casoni al basso e Roberto Toschi alla batteria propongono un’interessante produzione inedita di ispirazione metal rock.
A seguire i Royal Guard di Lugo. La band HARD ROCK ravennate è composta da Mattia, Diego, Davide, Taba e Simo. Dopo un’avventura punk rock durata circa una decina d’anni tra svariati palchi italiani ed europei, decidono di rimettersi in gioco intraprendendo un nuovo percorso musicale che prenderà sempre più forma orientandosi verso uno stile Hard Rock Blues, sempre con brani di propria produzione.
A prendere il testimone saranno poi i Freeraggio di Pieve di cento. Nell’estate del 2012 esce il loro album SKY HI-FI, un lavoro di 13 tracce naturalmente tutte inedite, autoprodotto. Alla base del nuovo progetto c’è l’idea di provare ad unire la psichedelia degli anni ’70 (Pink Floyd, etc) con sonorità della vecchia e nuova elettronica avventurandosi in una fuga dalla realtà, in un viaggio nel profondo spazio alla ricerca dell’ignoto che c’è dentro ad ognuno di noi. Il nuovo corso dei FREERAGGIO vede alla voce Selene Recca, alle chitarre Andrea Cludi, al basso Alberto Banzi, alla batteria Alessandro Gallerani e, solo in studio, synth e sequenze Tiziano Marchetti. In cantiere un nuovo album con sonorità molto più vicine al blues con piccole virate verso il funk sempre condite con abbondante elettronica.
A seguire i Liquid Shades da Ferrara. Il progetto nasce nel 2007 con l’intento di formare una band per comporre brani inediti ispirandosi al rock progressive anni ’70 unendo al contesto sperimentazioni più moderne e psichedeliche. Dal 2009 la band ha all’attivo due EP autoprodotti contenenti 4 brani inediti ciascuno e una lunga serie di date live in tutta la provincia di Ferrara spostandosi spesso anche in Veneto e nel bolognese. Propongono un repertorio di brani inediti composti e arrangiati autonomamente, e una serie di cover di artisti quali PFM, King Crimson, Jethro Tull, Genesis e altri. Il cospicuo line up è composto da Marco Gemetto alla chitarra e voce, Matteo Tosi alla voce, Enrico Taddia al basso, Lorenzo Checchinato al sax e corno, Emanuele Vassalli al piano e sintetizzatori, Diego Insalaco alla chitarra e tromba, Guglielmo Campi alla batteria ed infine Donato di Lucchio al flauto.
Toccherà poi all’energico e coinvolgente pop rock dei bolognesi Morgana proseguire la lunga maratona di questa ventunesima edizione di RockaFE, come sempre nel Parco della Fondazione F.lli Navarra a Malborghetto di Boara, quest’anno in una nuova veste più intima e raccolta. Già ospiti della manifestazione e vincitori del premio rete Alfa nel 2010, sono Marco Poli chitarra e voce, Giuseppe Capriati alla batteria, Luca Noferini alle chitarre e Marco Mirri al basso.
In chiusura i concittadini Label 27. Il gruppo di recente formazione nasce, come spesso accade, come cover band per poi avvicinarsi alla produzione di brani propri. D’ispirazione rock classica, aggiungono ai loro lavori sonorità più moderne, sapienti pennellate di punk, tocchi più heavy e testi introspettivi. Intensa l’attività live dl quartetto che è composto da Mattia Negrelli alla chitarra, Andrea Macchioni alla batteria, Maria Claudia Farina al basso e Tommy Civieri alla voce. Tutti gli aggiornamenti su www.rockafe.it e su tutti i social.

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

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05.12.2023 – La manovra del governo Meloni toglie un altro pezzo a una Sanità Pubblica già in emergenza, ma lo sciopero di medici e infermieri non basterà a salvare il SSN

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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