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Parla una studentessa berlinese: “Molti ragazzi non vengono a scuola”. “E c’è chi comincia ad accusare la Cancelliera”

VOCI DA BERLINO
Parla una studentessa berlinese: “Molti ragazzi non vengono a scuola”. “E c’è chi comincia ad accusare la Cancelliera”

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Un camion si schianta fra la folla, rimangono a terra 12 morti e 48 feriti: tornano alla mente le sconvolgenti immagini del 14 luglio e della Promenade des Anglais di Nizza, con l’automezzo che zigzaga per la strada per fare più vittime possibili. Ieri sera, invece, il bersaglio del camion sono stati i famosi ‘Weihnachtsmärkte’ (Mercatini di Natale) di Berlino, nella parte occidentale della capitale tedesca, vicino alla Chiesa del Ricordo.
Su Twitter la polizia di Berlino parla ancora di “presunto attacco terroristico”, spiegando però che gli investigatori sono propensi a credere che il tir sia stato “deliberatamente lanciato contro la folla”.
Ed è di queste ora la notizia che una giovane italiana risulta dispersa, oggi non si è recata al lavoro e il suo cellulare è stato trovato sul luogo della strage: si tratta di Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni. vive e lavora nella capitale tedesca. Anche fra i feriti ci sarebbe un connazionale: l’uomo non sarebbe in gravi condizioni e verrà sentito dagli inquirenti.

Abbiamo raccolto la testimonianza di Sara (nome di fantasia), quindicenne berlinese che vive a poca distanza da luogo dell’evento.
“Vivo nel centro di Berlino, a poca distanza da dove è successo tutto. In quel momento – ci racconta – mi trovavo a casa, ma non mi sono accorta di nulla, ho realizzato che era accaduto qualcosa di grave solo perché ho cominciato a ricevere telefonate e messaggi da amici e persone che mi chiedevano se stavo bene”.
Prima di tutto le chiediamo se lei e tutti i suoi cari e conoscenti stanno bene: “Per fortuna nessuno dei miei famigliari o dei miei amici è rimasto coinvolto, ma oggi sono scioccata e impaurita, forse anche perché ho visto un video su quei momenti girato da un amico di un amico, sai come succede”.
Nonostante il comprensibile timore Sara, all’indomani della strage ha tentato di continuare la propria vita: “Oggi io sono andata a scuola, ma qualcuno che conosco è rimasto a casa perché i genitori non hanno voluto che uscisse, molte persone oggi non sono uscite dalle proprie case qui a Berlino e anche i mercatini di Natale oggi sono rimasti chiusi”.
Prima di lasciarla andare le chiediamo qual è il clima nella capitale tedesca oggi e se, come sentiamo sui media italiani, è vero che molti ritengono l’accaduto una conseguenza della politica di accoglienza di Angela Merkel: “Sì, molte persone stanno dando la colpa ad Angela Merkel e alle sue scelte sui rifugiati: è facile collegare le due cose e sicuramente ora chi attaccava lei e i rifugiati nel nostro paese diventerà ancora più ostile. Io però non condivido questa posizione e non credo che la maggioranza dei tedeschi la pensi così”.

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