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Da: Teatro Off Ferrara

Sabato 1 dicembre alle ore 21.00 in programma a Ferrara Off ‘Eternamente tuo’, una serata di musica e letture organizzata da Ferrara Musica nell’ambito di Ferrara Sintonie, programma musicale a cura di Progetto LAUTER.
A partire dall’ultima sonata composta da Beethoven, si indagherà la relazione tra creatività e tarda età. Al pianoforte, il musicista canadese Ben Cruchley suonerà la Sonata per pianoforte n. 32 in Do minore, Op. 111 di Beethoven, preceduta dalle letture di alcuni brani sui temi dell’invecchiamento scelti da Ferrara Off, che accompagneranno gli spettatori al debutto della nuova produzione ‘Futuro Anteriore’ il prossimo febbraio. Accanto all’attenzione per i giovani, la peculiarità di LAUTER è quella di pensare programmi musicali coerenti e trasversali, che possono dialogare con altre forme artistiche, e di coinvolgere il pubblico attraverso le esecuzioni di musicisti della più importante scena internazionale.
Domenica 2 dicembre invece,alle ore 17.30 andrà in scena, sempreall’interno del Teatro Off,‘Radiopinocchio’ il secondo appuntamento della stagione diTeatro Ragazzi, che vedràVasco Mirandola, Martina Pittarello e il musicista Gabriele Grotto, in un’inedita e divertente versione della celebre fiaba di Collodi ambientata in uno studio radiofonico.Lo spettacolo mette insieme il piacere dell’ascolto con il gioco creativo della finzione scenica. I suoni, i rumori, le voci dei vari personaggi aiuteranno lo spettatore ad entrare in prima persona nelle avventure del celebre burattino.Tutto rigorosamente dal vivo, tutto a vista, senza trucchi né inganni, solo molte piacevoli e giocose sorprese. Consigliato dai 6 anni in su.
L’ingresso allo spettacolo ‘Eternamente Tuo’ è di 10 € per i soci Ferrara Off, 8 € soci under30, 6 € per gli studenti Unife, 5 € soci under18, 12 € non soci (inclusa tessera associativa 2018/19). Agli spettatori delle stagioni del Teatro Comunale di Occhiobello e di Ferrara Musica, esibendo un biglietto o l’abbonamento presso la biglietteria di Ferrara Off, verrà applicato uno sconto di 2 €; stessa riduzione per i soci LAUTER, esibendo la tessera associativa.
L’ingresso all’appuntamento di Teatro Ragazzi ‘Radiopinocchio’ è di 8 € soci Ferrara Off, 5 € soci under30, 10 € non soci (inclusa tessera associativa 2018/19)
Per gli spettacoli è consigliata la prenotazione.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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