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“Drain Brain” il progetto che fa volare nello spazio Unife con la prima donna astronauta italiana

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

La presentazione in Web Conference giovedì 12 giugno alle 15.30

La sinergia tra “viaggi spaziali e medicina” e la collaborazione, avviata nel 2011, tra
l’Università di Ferrara e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), racchiusa nel progetto Space
Dreams, oggi rinominato dalla NASA “Drain Brain” che si occupa di compiere studi e ricerche
sulla circolazione cerebrale e venosa nell’uomo in assenza di gravità, sta per diventare realtà.
Insieme ai 34 nuovi esperimenti che saranno presentati dal 10 al 12 giugno nel corso di una Web
Conference internazionale organizzata dalle agenzie canadese, europea, giapponese e statunitense che collaborano al progetto ISS, International Space Station, giovedì 12 alle 15.30 ora italiana, sarà il progetto scientifico proposto da Unife ed approvato nel 2013 dall’ASI, ad essere presentato da Paolo Zamboni, Responsabile del progetto e direttore del Centro di Malattie Vascolari di Unife e da Angelo Taibi, project manager e ricercatore del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra.
Il progetto Drain Brain è stato selezionato dall’ASI per far parte del programma di esperimenti
italiani della missione FUTURA, la seconda missione di lunga durata dell’ASI sulla ISS. Sarà
Samantha Cristoforetti, prima donna astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea
e capitano dell’Aeronautica Militare, ad indagare alcuni processi della fisiologia umana seguendo
un protocollo sperimentale durante gli incrementi 42- 43 sulla ISS, a partire da dicembre
2014.
“Esistono notevoli limitazioni del tempo di permanenza nello spazio per gli astronauti pena
l’apparire di sintomi gravi – ci spiega Zamboni – Questo fatto limita l’esplorazione di altri pianeti
per l’approvigionamento di risorse. Il mandato di questa missione è quello di comprendere meglio
cosa accade al circolo cerebrale in condizioni di assenza di gravità, aspetto finora non ben
compreso per la mancanza di strumentazioni diagnostiche trasportabili, sicure e sufficientemente
semplificate da essere fatte funzionare dagli astronauti. Abbiamo pertanto concepito e proposto un pletismografo di nuova concezione con cui direttamente monitorare dalla Terra cosa accade alla nostra Samantha Cristoforetti nello spazio. Studieremo anche aspetti cronobiologici grazie alla presenza del Prof. Roberto Manfredini del Dipartimento di Scienze mediche di Unife”.
“Abbiamo superato tutti i test di qualifica del pletismografo che abbiamo costruito in questi mesi – prosegue Taibi – e a fine luglio il modello di volo verrà consegnato dall’ASI alla NASA per la
spedizione sulla ISS. Prima della partenza di Samantha Cristoforetti ci occuperemo del training e
della raccolta dati a terra in modo da essere pronti per l’esperimento in orbita, che inizierà a fine
anno.”
Non ci resta che attendere il lancio della spedizione per conoscere nuove importanti informazioni in ambito medico e le fondamentali ricadute nel settore scientifico.
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