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Sembrava una serata tranquilla, una normale serata di fine estate di questo duemilaventi così strano. Un anno in cui tutti – specie chi organizza eventi – ci aspettavamo letteralmente duemila eventi, e invece…
E invece avec al caz, come insegna una famosa barzelletta assai popolare nella provincia ferrarese.
Avevo appena finito di guardare la partita della nazionale, stavo bevendo una bella 0.66 di Birra Italiana, birra il cui prezzo – da qualche mese – è stato gentilmente fissato dalla Coop alla bellezza di 0,66 euro.
Mi stavo sciroppando le consuete chiacchiere post-partita mezzo addormentato ma evidentemente non avevo prestato la dovuta attenzione ai numeri attinenti la brodaglia che stavo bevendo perché la bestia era dietro l’angolo, pronta a palesarsi.
Stavo per spegnere, così da poter andare a letto e provare a dormire quando il tipo in tipo in tv ha mandato la maledetta reclame.
Pensavo fosse la solita reclame, roba tipo il novellino Campiello o sì-con-riso-senza-lattosio o addirittura l’ormai classica credo negli esseri umani ma invece no, è sbucato fuori lo spot di quella famosa ditta che fa spedire roba in giro per il mondo e il cui logo è un sorrisino tipo quello che si vedeva una volta nella reclame sofficini.
Ingenuamente pensavo che ci potesse essere un limite anche in quel mondo di esseri spregevoli che è l’advertising, ma ingenuamente sbagliavo.
Mi sono dunque dovuto sorbire un pippone breve ma intenso che sarà durato trenta secondi ma sembrava non finire mai.
C’era questa signora vedova che raccontava di come questa ditta famosa nel mondo per la vendita di fuffa con consegna tramite corrieri – ora anche droni a quanto pare – l’abbia soccorsa poco dopo la morte del marito, assumendola nonostante l’età che avanzava inesorabile rendendola scarsa a livello di appeal sul mercato del lavoro.
Mentre questa signora raccontava quanto sono buoni e cari quelli di questa ditta famosa nel mondo, si vedevano delle riprese che raffiguravano uno scenario a dir poco idilliaco che sembrava provenire un po’ da quel vecchio film con Charlton Heston, quel film in cui tutti – nel 2022 – si nutrono di gallette prodotte da una ditta famosa nel mondo non per la vendita-con-spedizioni ma per altro.
A una certa mi aspettavo Charlton Heston che urla ma invece no, è comparso il logo col sorrisino di quella famosa ditta bla bla bla.
Era a quel punto chiaro che quell’idilliaco ambiente lì era il posto di lavoro di quella signora che fino a qualche secondo prima tentava di vendermi quella favola a cui non so davvero chi possa credere.
Sapendo già che quella notte non sarei riuscito a prendere sonno, ho dunque cercato altri spot di quella famosa ditta e ho finito per apprendere che ce ne sono altri e che c’è persino gente che si commuove per – scusate il mio francese piuttosto scolastico – QUELLA MERDA OFFENSIVA VERSO L’INTERA RAZZA UMANA!
Alla fine non ho dormito ma vabbé, non è certo questa la cosa importante.
Soprattutto in questo 2020 in cui – ancora – così tante persone danno soldi a quella famosa ditta che vende roba con spedizioni.
Comunque a parte questo fatto disdicevole è stata una serata gradevole, una serata di grande calcio.
Gli azzurri di Roberto Mancini si confermano una rappresentativa nazionale in grande crescita che – andando avanti così – può giocarsi bene le proprie carte al prossimo Campionato Europeo che purtroppo, come sappiamo tutti, è stato rimandato al 2021 per la pandemia ancora in corso.
Cordiali saluti e buona settimana a tutti!

Spread the virus (Cabaret Voltaire, 1981)

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