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E’ ferrarese il caso più antico di malattia di Legg-Calvé-Perthes finora pubblicato

BORDO PAGINA
E’ ferrarese il caso più antico di malattia di Legg-Calvé-Perthes finora pubblicato

Da: Roberto Guerra

Molto probabilmente il caso più antico di malattia di Legg-Calvé-Perthes finora pubblicato in letteratura è nato, cresciuto e morto a Ferrara, o meglio a Spina.
Questo è quanto emerso dalla fruttuosa ( e solo apparentemente atipica ) collaborazione tra le Antropologhe Prof.ssa Emanuela Gualdi-Russo e Dott.ssa Vanessa Samantha Manzon ( del Dip. di Scienze Biomediche e Chirurgico Specialistiche dell’Università di Ferrara ) ed i Medici Radiologici Prof. Melchiore Giganti e Dott. Zairo Ferrante ( del Dip. di Morfologia, Chirurgia e Medicina sperimentale sempre made Università di Ferrara ).
L’articolo con i dati del lavoro è in via di pubblicazione sulla rivista scientifica di settore “HOMO – Journal of Comparative Human Biology” e, come si può già liberamente leggere dal riassunto presente on-line sul sito del Journal, ci dice che: “La malattia di Legg-Calvé-Perthes è molto rara e comporta, nel bambino, un’osteocondrosi della testa femorale [ …] I segni tipici della patologia sono ben descritti in letteratura, ma pochi casi paleopatologici – risalenti generalmente al periodo compreso tra la Tarda antichità e l’Alto Medioevo – sono stati finora pubblicati. Nel presente studio vengono descritti i risultati ottenuti attraverso le analisi morfo-metriche e radiologiche eseguite su uno scheletro proveniente dalla necropoli etrusca di Spina (Ferrara, Italia, VI-III secolo a.C.) che rappresenta, per quanto in nostra conoscenza, il più antico caso di Legg-Calvé-Perthes pubblicato finora.”.
Insomma, un nuovo tassello completamente targato FE da aggiungere alla già ricca storia della provincia Ferrarese e, perché no, anche a quella dell’Ateneo Cittadino, proprio mentre sta per essere presentato ( ndr. domenica 27 novembre 2016 ) l’attesissimo Museo 3D online del museo Archeologico Nazionale di Ferrara.

Link diretto all’articolo scientifico: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0018442X16300622

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