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E se domani, a Ferrara, non ci fossero più artigiani? Il quadro di Paolo Cirelli

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Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio stampa Confartigianato

«E se domani, a Ferrara, non ci fossero più artigiani?». E’ quanto si chiede l’associazione di via Veneziani, numeri forniti dal proprio Ufficio Studi Nazionale alla mano. Un quadro che Paolo Cirelli, il vice segretario, dipinge con toni volutamente apocalittici. «Se domattina, d’improvviso, la provincia di Ferrara fosse senza i suoi 9.511 imprenditori artigiani – testuali parole – l’impatto sulla popolazione sarebbe, tutto sommato, abbastanza contenuto: il 2,7% in meno. Ma gli effetti sarebbero quelli di uno tsunami sull’economia e sulle condizioni di benessere di cittadini e famiglie. Il valore aggiunto diminuirebbe di 1.305 milioni di euro, pari ad un calo del 14,9%. Il made in Ferrara perderebbe un apporto di 214 milioni di euro. Considerando senza lavoro i 9.300 dipendenti dell’artigianato, il numero di disoccupati aumenterebbe del 46,0% ed il tasso di disoccupazione passerebbe dall’11,7% al 18,1% aumentando di 6,4 punti. Rimarrebbero 157.453 abitazioni senza artigiani dell’edilizia e dell’installazione di impianti che intervengano per la manutenzione. Rimarrebbero inanimati 3.708 impianti fotovoltaici senza una adeguata installazione e manutenzione di artigiani della filiera delle rinnovabili, lo stesso per i 42 impianti eolici nella regione. Nei magazzini delle imprese di produzione e alle porte di negozi ed uffici – prosegue l’elenco – rimarrebbero 10,2 milioni di tonnellate di merci che non verrebbero più gestite dalle imprese artigiane di autotrasporto. Vi sarebbero 133.100 famiglie che possiedono almeno un’automobile e, nel complesso, un parco di 224.026 veicoli circolanti senza autoriparatori artigiani a cui rivolgersi per manutenzione e assistenza; ogni giorno aumenterebbe anche la presenza di motocicli, autovetture ed autobus fermi per strada. Rimarrebbero 156.200 famiglie che possiedono una lavatrice e 101.500 famiglie che possiedono un lettore dvd senza artigiani riparatori di elettrodomestici da chiamare in caso di malfunzionamenti». E Cirelli prosegue, toccando la tecnologia, il turismo e spingendosi a contemplare addirittura la celebrazione di matrimoni senza abiti nuziali artigianali e senza fotografi professionisti e il danno, «per 165.224 donne con oltre 15 anni che non troverebbero acconciatori ed estetisti». Ecco perché, affinché «non scompaia l’artigianato anche a Ferrara, la Confartigianato si mobilita portando centinaia di artigiani ferraresi a Roma il 18 febbraio in adesione alla grande manifestazione nazionale della piccola impresa. Perché senza impresa – grida Cirelli – non c’è Ferrara».

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