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Da: Alessandra Ferlini

GLI STUDENTI DEL MONTALCINI PARTECIPANO ALLA VIDEOCONFERENZA SULL’ECCIDIO DEL CASTELLO ESTENSE

Conoscere la storia del passato rappresenta una chiave di accesso imprescindibile per comprendere la realtà presente; approfondire la storia del proprio territorio diventa un fattore di arricchimento personale per capire le ragioni di chi è stato vittima di una delle pagine più buie della storia di Ferrara per difendere i propri ideali di libertà.

Questo il filo conduttore che traspare dagli interventi del Prefetto di Ferrara , Dott. Michele Campanaro e della Dott.ssa Veronica Tomaselli , Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, che hanno introdotto la videoconferenza sull’eccidio del Castello estense, organizzata dal MEIS di Ferrara.

Promotori ed organizzatori dell’evento Anna Quarzi, Presidente di Isco e Amedeo Spagnoletto, Direttore del Meis che hanno letto i nomi e le professioni svolte dalle undici vittime dell’eccidio. Persone come tante, umili, semplici, accomunate dall’avversione verso un sistema politico che soffocava, anche ricorrendo alla violenza, ogni forma di dissenso.

Alcune classi dell’Istituto Montalcini hanno accolto con grande interesse l’invito a partecipare all’evento per ricostruire attraverso video, filmati d’epoca e testimonianze di chi ha vissuto in prima persona quei terribili eventi, le tappe che hanno condotto alla tragica notte del 15 Novembre del 1943.

Toccanti i racconti di Cesare Finzi , ebreo ferrarese , oggi residente a Faenza, che ha ricordato di come le leggi razziali del 38′ sconvolsero la sua vita di adolescente alle prese con l’esame di terza media e di Giorgio Pancaldi , testimone diretto dei tristemente noti fatti della notte del 15 Novembre.

Nella seconda parte della videoconferenza, gli studenti del Montalcini hanno rivolto interessanti e curiose domande ai relatori presenti.

Una mattinata di indiscusso impegno che ha toccato profondamente gli studenti montalciniani, che hanno riflettuto sul valore della libertà e sulla sua negazione nei regimi totalitari, dove bastava avere una diversa opinione per perdere la vita in una notte come tante, quella del 15 Novembre del 1943 appunto.

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