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Caro gas, quanto ci costi

ECOLOGICAMENTE
Caro gas, quanto ci costi

In questo periodo il freddo è aumentato e le caldaie consumano. Ce ne accorgiamo in bolletta.
Raramente sappiamo leggere le bollette, però ci spaventiamo degli importi da pagare. Eppure sono indicati il dettaglio delle letture e dei consumi fatturati (che alcuni segnalano con le autoletture). Il consumo viene calcolato come differenza tra lettura finale (fatta a fine periodo) e lettura iniziale (fatta ad inizio periodo), delle quali viene specificato il tipo (stimata, reale o autolettura). C’è chi sceglie di gradualizzare le spese e chi segue i consumi reali con alte bollette invernali e basse estive. A questo proposito per ironia riceviamo informazioni di riduzione del costo del metano in estate e ovviamente aumento in inverno. Infatti a partire dal mese di gennaio scattano in genere gli aumenti delle bollette di luce e gas indicativamente di 50 euro a famiglia.

Nello specifico Arera, l’Autorità nazionale di regolazione del gas, indica che per il gas naturale, all’aumento della spesa per la materia prima (+0,9% sulla spesa della famiglia tipo), legato alle quotazioni attese nei mercati all’ingrosso nel prossimo trimestre, si affiancano un aumento degli oneri generali (+1%) e un leggero adeguamento delle tariffe di trasporto distribuzione e misura (+0,4%), che tiene conto anche dell’aggiornamento infraperiodo della remunerazione del capitale investito per i servizi infrastrutturali (aggiornamento dei parametri Wacc), già deliberato dall’Autorità a inizio dicembre.
Pochi però sanno come funziona il mercato del gas naturale (quadro normativo e regolazione, sistema distribuzione e vendita). La filiera del gas è formata da approvvigionamento, stoccaggio, trasporto, distribuzione, vendita. Il mercato metanizzato è rappresentato maggiormente dalle (82%) famiglie; poi ci sono alcune centinaia di imprese, in una rete di circa 300mila Km.
Il Gme organizza e gestisce il mercato del gas naturale (Mgas), nell’ambito del quale gli operatori, che siano stati abilitati a effettuare transazioni sul Punto Virtuale di Scambio (Psv), possono acquistare e vendere quantitativi di gas naturale a pronti. Su tale mercato il Gme svolge il ruolo di controparte centrale delle transazioni concluse dagli operatori.
Il mercato è governato da alcuni grandi monopolisti. Gli operatori principali sono Eni 25% , poi Enel Energia 10%, a seguire Edison Energia, Eon Energia, Snam Rete Gas (e Gnl Italia), Gdf Suez e Utilitalia (Iren, Hera, A2A, Acea, Linea Group, Dolomiti, Sgr Rimini, etc). Il sistema italiano del gas si basa su una rete di gasdotti che attraversa tutto il paese, la cui lunghezza totale è di 31.680 km. L’Italia produce soltanto il 10% del fabbisogno interno di gas. Tra le fonti energetiche il gas naturale domina a livello globale e certamente continuerà per i prossimi decenni. Negli ultimi anni, infatti, la domanda di gas è aumentata progressivamente. L’importazione di gas naturale in Italia avviene non solo attraverso gasdotti, ma anche tramite navi metaniere che trasportano il gas sotto forma di liquido.
A livello generale il gas naturale è una miscela di idrocarburi gassosi, prodotta dalla decomposizione anaerobica di materiale organico. Il principale componente del gas naturale è il metano (CH4). Il metano è il più leggero e il più semplice tra gli idrocarburi. Il gas naturale può inoltre contenere idrocarburi gassosi più pesanti come etano, propano e butano e altri gas (pentano e azoto principalmente), in piccole quantità.
Per quanto riguardo la situazione europea, da ormai un ventennio il gas è il secondo vettore energetico nel consumo primario di energia dopo il petrolio.

La liberalizzazione del mercato del gas in Italia costituisce uno dei momenti topici delle privatizzazione in Italia ed è operativo dal 2003 con una specifica normativa.
Nel contempo iniziano a prendere corpo l’attenzione sulla valorizzazione delle conoscenze maturate nella filiera del gas naturale, per lo sviluppo del Sistema Multigas nazionale nella transizione energetica in atto, tra mercato e innovazione tecnologica vale a dire tra attenzione alla crescita del mix di utilizzazione dei diversi gas oggi disponibili soprattutto grazie all’impiego delle emergenti tecnologie a disposizione. Nuove prospettive si aprono, così come tante altre soluzioni di riscaldamento dal teleriscaldamento a tante altre naturali.
Uno dei temi critici a oggi sono le gare per il servizio distribuzione gas naturale.
Da quando è stato pubblicato il Decreto Letta che ha visto nel DM 226/2011 il suo decreto attuativo; sono trascorsi molti anni e a oggi sono stati completati meno di 10 bandi su 177 previsti. Grandi ritardi e tanti interessi contrapposti. L’impianto normativo pare essere di difficile applicazione, come emerso anche da diverse sentenze già pubblicate. Se ne è discusso a CH4 in ottobre dello scorso anno e se ne parlerà ancora nella prossima edizione di H2O- CH4 nel 2020.

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