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Cocomaro di Cona è la piccola frazione vicino a Ferrara dove c’è la scuola elementare che frequento. Stamattina ho parcheggiato nel piazzale della chiesa di Cocomaro e mi sono accorto che qualcuno aveva piazzato un autovelox davanti alla chiesa (ho detto ai vigili che non potevo non fotografare quella situazione). L’ho postata su Twitter con una breve rima e stasera invece mi è scappata una filastrocca.
Magari è sbagliato, magari non ci sta. Ma a me è venuta questa roba qua!

In passato non era poi così raro
vedere un elefante a Cocomaro.
Ciò ai bambini sembra inventato
però l’elefante davvero c’è stato.
La loro bella incredulità festaiola
ho vissuto oggi vicino alla scuola.

Ho avuto infatti una buffa sorpresa:
un autovelox era davanti alla chiesa!
Come ci sia arrivato nessuno lo sa:
con salto o una corsa in velocità?
Era sulla porta con un’aria beffarda
Come chi rivela una storia bugiarda.

Aveva un gran bell’abito arancione
Con scritte 10 lettere: Attenzione!
Che volesse andarsi a confessare?
Sensi di colpa da farsi perdonare?
Forse cercava una sua redenzione
oppure bisognava di benedizione.

Stamattina io non gliel’ho chiesto
Non ho trovato il giusto pretesto.
Mi è venuta invece una curiosità:
ma quell’autovelox che fine farà?
Stasera l’autovelox non l’ho trovato,
che avesse un colloquio col prelato?

In questi scuri tempi sospettosi
certi commenti saranno curiosi.
Ci sarà chi grida, chi darà l’allarme,
Chi vorrà qualche altro gendarme.
Arriverà la condanna dell’assessore,
di sicuro l’anatema del monsignore.

Io non so se sia stata una bravata,
una provocazione, una pagliacciata;
forse mi sbaglio, sottovaluto, chissà
però anche se nessuno ci crederà
per me non è fatto da raccontare
piuttosto una storia da inventare.

Quella dell’autovelox e dell’elefante
E l’intreccio può essere accattivante.
Il primo, la velocità va a confessare
dall’altro c’è la lentezza da imparare.
Entrambi insegnano a vivere piano,
e che ciascuno dev’esser più umano.

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