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“Elezioni provinciali Ferrara, alla Paron maggioranza risicata: il PD travolto dal vento del cambiamento”

Tempo di lettura: 2 minuti

Da: Ufficio Stampa Lega Nord Emilia e Romagna

“Quella della Paron è una vittoria risicata che toglie autorevolezza al ruolo di presidente. E’ l’ultimo colpo di coda del renzismo a cui il Pd di Ferrara continua a rimanere ancorato. Il nome della Paron è strettamente legato all’ex presidente del consiglio e questi sono i risultati: su 244 voti validi si è aggiudicata appena 133 preferenze e, nella composizione del consiglio, il centrosinistra risulta in maggioranza solo grazie alla presenza del presidente. Evidentemente sono molti i piddini che hanno deciso di non votarla. Finalmente il vento del cambiamento ha svegliato anche i sindaci e i consiglieri, che da buoni amministratori non votano più per partito preso ma guardano a chi può davvero fare il bene dei loro territori con risposte concrete e buonsenso”.

Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione Emilia Romagna e segretario provinciale Lega Ferrara, commenta così i risultati delle elezioni provinciali che hanno portato Barbara Paron ad essere la nuova presidente della Provincia di Ferrara, una valutazione condivisa anche da Matteo Fornasini capogruppo Forza Italia in consiglio comunale e Mauro Malaguti, consigliere comunale Fratelli d’Italia.

“Il flop della sinistra è evidentissimo. Se confrontiamo i voti che prese la lista del Pd alle scorse provinciali rispetto a quelli che si è aggiudicata oggi c’è una differenza importante”, sottolinea Fornasini “il Pd è calato moltissimo mentre il centrodestra cresce: avevamo due consiglieri uscenti e ce ne aggiudichiamo quattro: di fatto la Paron non ha la rappresentatività per guidare la Provincia”.

Anche per Malaguti “il risultato per il centrodestra è andato oltre le aspettative e il Pd si trova a dover governare con una maggioranza risicata garantita solo grazie alla presenza del presidente”, continua il consigliere “evidentemente o la candidata non era particolarmente gradita o gli elettori sentono aria di cambiamento e immaginando che qualcuno dovrà andare presto a casa… si mettono avanti e a casa ci restano da soli invece che andare a votare”.

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