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Elogio della sobrietà: Apple vs Carife

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Elogio della sobrietà: Apple vs Carife

“Stanze normali” come uffici dei massimi dirigenti, “arredi lineari, spazi sgombri, eleganza essenziale”. A descrivere un’azienda all’insegna del “niente lusso” è l’inviato del Corriere della Sera Federico Fubini nel suo reportage del 7 gennaio dagli Stati Uniti, esattamente da Cupertino, contea di Santa Clara, California. L’articolo compare in cima alla rassegna stampa che viene pubblicata ogni giorno da Cronaca Comune, il quotidiano online del Comune di Ferrara che tutti possiamo leggere e consultare. Questo pezzo di ieri racconta quello che si vede entrando nell’edificio al numero civico 1 di Infinite loop, indirizzo del cuore operativo Apple, “l’area dove vengono prese tutte le decisioni importanti” del gruppo fondato da Steve Jobs, quello che da solo “vale quasi il doppio dell’intero listino di Piazza Affari”.
Interessante, ma vabbè, che c’entra con noi? Per quale motivo è andato a finire dentro alla rassegna stampa cittadina? Il giornalista economico passato da Repubblica al Corriere spiega che anche Ferrara c’entra. Il posto dove nascono I-phone e I-pad ha – scrive l’inviato – “sale riunioni che sarebbero state considerate indegne in qualunque delle banche di provincia fallite negli ultimi mesi, da Teramo a Ferrara”. Ahi, ahi, ecco il riferimento, ecco perché l’articolo è stato intercettato e messo in rassegna insieme agli altri che citano la città estense.

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L’ambiente della sede Apple a Cupertino, in California (foto dal reportage del Corriere della sera)

L’analisi estetico-economica prosegue: “Non è avarizia. Non è eccesso di modestia. Non per un gruppo che ha trasformato lo stile di vita di miliardi di persone e ogni trimestre genera cassa per 15 miliardi di dollari, al punto che i 318 milioni di tasse arretrate appena riconosciute all’Italia equivalgono al massimo a uno o due giorni di guadagni di mercato per le riserve di liquidità aziendale. No, qui a Cupertino il senso della misura ha parametri diversi”. Certo – ammette il giornalista – “nella semplicità di Infinite Loop, il ‘cerchio infinito’ di Cupertino, è insito il messaggio che chi detiene realmente il potere non ha bisogno di sottolinearlo. (…) Apple guadagna più di chiunque altro, eppure vive in un universo separato rispetto all’atmosfera da bolla finanziaria che è tornata ad avvolgere il resto della Silicon Valley”. Una lezione non solo per la piccola Ferrara e la Carife, insomma, non solo per l’Italia, ma anche per tante “start-up”, le nuove società americane approdate a Wall street come piccoli prodigi e in crollate poco dopo essersi affacciate sui listini.
Semplice ed essenziale, allora, non solo è bello ma magari – racconta questo pezzo – è la vera scelta economicamente vincente.

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