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Emergenza depurazione: “i Consorzi di bonifica ne sono vittime, ma fanno la loro parte. Ora servono investimenti strutturali e nuove norme”

Tempo di lettura: 2 minuti

da: ufficio stampa A.N.B.I.

“Non è certo l’agricoltura la causa dell’emergenza depurazione, sanzionata dall’Unione Europea al nostro Paese; non solo si è fortemente ridotto l’uso di prodotti chimici nei campi, ma la fitodepurazione, attuata dai Consorzi di bonifica, permette l’abbattimento anche dei nutrienti residui, quali azoto e fosforo.”

Ad evidenziarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) in relazione ad una riunione promossa a Roma dalla Struttura governativa di Missione #italiasicura con le aziende del settore idrico.
“Oltre a ciò – ha proseguito Vincenzi – va sottolineata la funzione ambientale dell’irrigazione, capace di restituire alla falda una risorsa idrica migliore di quella prelevata dai corsi d’acqua di superficie, oltre ad essere un indispensabile fattore produttivo, perché senza acqua non c’è agricoltura. I Consorzi di bonifica sono tra le vittime dell’insufficiente qualità delle acque di superficie, causata dall’inadeguatezza della rete di depuratori: non solo, talvolta, sono costretti a sospendere il servizio irriguo, a salvaguardia della salubrità dei prodotti alimentari, ma sono impossibilitati, da norme inadeguate, ad utilizzare i reflui depurati per l’irrigazione, come altresì previsto dalla normativa sull’uso plurimo delle acque, giacchè il tasso di salinità permesso dalla legge è incompatibile con le pratiche agronomiche, rischiando di bruciare le colture. Chiediamo, quindi con forza – ha concluso il Presidente A.N.B.I. – la revisione di tali limiti, a seguito anche di investimenti infrastrutturali, al fine di permettere un uso agronomico sicuro delle acque reflue, contribuendo ad ottimizzare così il bilancio idrico del nostro Paese cui, nel settore agricolo, già concorriamo in maniera significativa grazie all’applicazione del sistema irriguo “esperto” Irriframe, capace di garantire un risparmio fino al 25% nel fabbisogno colturale e che sarà tra le eccellenze made in Italy, presenti al prossimo Expo.”

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