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Da Organizzatori

Domenica 25 giugno l’incontro dedicato al pittore tedesco, in collaborazione con Rrose Sélavy

Dopo gli incontri dedicati alle opere e ai giardini di Claude Monet e Joaquín Sorolla, Ferrara Off conclude il ciclo “L’artista giardiniere” dedicando l’ultimo appuntamento all’originale produzione di Emil Nolde, protagonista imprescindibile dell’espressionismo tedesco. L’approfondimento dedicato al pittore tedesco, organizzato in collaborazione con l’associazione Rrose Sélavy, sarà curato dall’architetto Giovanna Mattioli. A ingresso libero, si terrà domenica 25 giugno alle 18, negli spazi performativi di viale Alfonso I d’Este 13.
«Il giardino è un’area definita da un recinto reale o immaginario – spiega Giovanna Mattioli -, al cui interno un giardiniere esprime la sua idea di natura bella. È un progetto, è un’opera dell’ingegno e del lavoro umano, non esistono giardini spontanei; la natura segue altre regole e quando il giardiniere non c’è più si riprende il terreno che le era stato sottratto. La bellezza del giardino è effimera, per questo è interessante scoprire com’erano gli spazi che l’arte ha reso immortali, rappresentati e ricordati attraverso i dipinti, i film, i romanzi o le poesie».
Emil Nolde negli anni del regime nazista venne condannato alla punizione peggiore per un pittore: considerato “un artista degenerato”, gli fu proibito di dipingere. Ciò nonostante riuscì segretamente a lavorare da casa utilizzando la tecnica a olio con l’acquarello, tecnica che grazie al suo talento raggiunse vertici altissimi. La cittadina di Seebüll, nel nord della Germania, ospitò i suoi ultimi anni di vita: lì Nolde realizzò il giardino che divenne il suo rifugio, quasi fosse una tela dove i colori intensi dei suoi quadri vennero trasformati in fiori.
Il ciclo di incontri “L’artista giardiniere” è stato organizzato in continuità con la performance artistica “ControNatura”, realizzata dal pittore parmense Giacomo Cossio domenica 14 maggio, in occasione del festival Interno Verde, organizzato dall’associazione Ilturco. La manifestazione – che ha eccezionalmente aperto 50 giardini segreti del centro storico estense – si è conclusa negli spazi di Ferrara Off con un intervento decisamente originale: Cossio ha verniciato con un compressore un gruppo di piante donate al teatro dal suo pubblico più affezionato, trasformandolo in una selva monocroma, sintetica e lucida. Le piante – completamente ricoperte di smalto color fucsia – si trovano tuttora a teatro, curate e monitorate: «alcune moriranno – spiega il pittore – ma la maggior parte incredibilmente continuerà a vivere, fiorendo e germogliando, lasciando indietro come un residuo la parte intaccata dallo smalto, quasi fosse pelle morta».
«Gli spettatori hanno assistito a un’operazione dirompente, di grande suggestione visiva, fortemente provocatoria – spiega Giulio Costa, direttore artistico del teatro -. Per questo abbiamo voluto abbinare a quell’intervento una serie di appuntamenti dedicati al rapporto tra arte e natura, per contestualizzare la performance in una tradizione più ampia e complessa».

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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