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Ferrara a tre anni dal terremoto, il punto sulla ricostruzione del patrimonio monumentale

L’APPUNTAMENTO
Ferrara a tre anni dal terremoto, il punto sulla ricostruzione del patrimonio monumentale

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Sono passati tre anni dal terremoto che ha duramente colpito l’Emilia-Romagna, molti hanno ancora nelle orecchie lo spaventoso boato di quella notte. La paura e la disperazione di chi ha perso la casa, visto crollare capannoni, negozi, edifici monumentali. Ferrara è apparsa meno colpita, forse perché dopo il sisma da cui fu investita nel Cinquecento adottò tecniche di costruzione più sicure, ma lo sfregio alla Torre dei Leoni, orgoglio del Castello Estense, ha sorpreso la città e ha aperto in modo emblematico il capitolo della ricostruzione del suo patrimonio monumentale. A che punto sono i lavori? Saremo un cantiere infinito? Ne parleranno lunedì 18 maggio, alle ore 17, in Biblioteca Ariostea, Virna Comini, presidente dell’Associazione guide turistiche di Ferrara e Provincia, l’architetto Andrea Malacarne di Italia Nostra, il professor Aniello Zamboni e l’ingegner don Stefano Zanella, rispettivamente direttore e vice dell’ufficio per i Beni culturali ecclesiastici.

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L’incontro “Ri-Scossa, Ferrara a tre anni dal terremoto fra ricostruzione e ripensamenti”, organizzato dal nostro giornale in collaborazione con la Biblioteca Ariostea, vuole essere un momento di riflessione su un capitolo importante per la nostra economia che, si sa, è giocata in gran parte sulla cultura e sul turismo da essa generato. L’inagibilità di molte chiese e palazzi è un freno per lo sviluppo, ci impoverisce e ci mette in condizioni di subire la concorrenza di vicini capoluoghi emiliani e veneti il cui investimento su un maggior numero di mostre di richiamo e l’ampia offerta monumentale erode la nostra ricchezza.

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