23 Aprile 2015

Ex Sivalco, c’è ancora l’eternit nell’ecomostro del Delta

Monica Forti

Tempo di lettura: 5 minuti

ex-sivalco-delta

E’ ancora carico di eternit, ma un po’ meno pericoloso, l’ecomostro del Parco del delta del Po, l’impianto pilota dell’ex Sivalco di Valle Campo, dove in passato si è cercato di allevare l’anguilla in cattività. Oggi il rudere ha un nuovo recinto e dopo 18 anni, diverse segnalazioni e denunce dei media, è stata sgomberata una piccola parte dell’amianto che lo ricopre. Le lastre usurate si erano staccate dal corpo centrale del capannone – esponendo alle intemperie trattori e marotte, le imbarcazioni adibite al trasporto di anguille vive dalle stazioni di pesca ai mercati di vendita – e avevano cominciato a svolazzare tutto intorno. I fogli verdi e le pericolose fibre di cui sono composti sono stati smaltiti dopo il sopralluogo della padrona di casa, la Regione, e della Provincia che ha messo mano alla parziale bonifica. Ma la sostanza non cambia, la “verde” Sivalco è ancora lì, quasi immutata, a fianco della finestra dei fenicotteri, il garofano all’occhiello del Parco.

ex-sivalco-delta
Blocco centrale con copertura di eternit

L’amianto può attendere e anche i rifiuti speciali, rimanenze di laboratorio ancora chiuse nelle bottiglie con tanto di etichette farmaceutiche, le barche sfasciate e i macchinari ridotti a rottami. Restano lì, divorati dalla ruggine e dall’umidità, ospiti di fatiscenti palazzine a un piano dalle porte divelte, dove acqua, topi e arbusti vivono in simbiosi. E’ il degrado, ma non è emergenza. E la crisi non facilita i lavori di bonifica. E’ vero, ma va pure scritto che fino al 2008 il portafogli della pubblica amministrazione non risultava leggero come quello attuale. C’è da chiedersi come mai, l’invocato sviluppo del turismo naturalistico non abbia reclamato, in anni meno difficili, la trasformazione dell’ecomostro in un pezzo di archeologia industriale come è successo altrove.

ex-sivalco-delta
Macchinario di laboratorio
ex-sivalco-delta
Flaconi di medicinali

Gli esempi non mancano, basti pensare al villaggio operaio di Crespi d’Adda e al Museo dell’arte della lana ricavato nello stabilimento dell’ex lanificio di Stia per capire quanto una metamorfosi possa incontrare le simpatie di un pubblico curioso e appassionato di scoprire l’identità di una terra diversa dalla propria. Invece il ritornello è sempre lo stesso: niente soldi, niente opere. Possibile che le decantate joint venture pubblico-privato non diventino l’occasione di un recupero a misura di turismo slow? Eppure la cultura può essere business, lo sostengono da tempo gli stessi imprenditori rivieraschi. L’attenzione però sembra concentrarsi tutta sulla costa e sull’atteso riconoscimento Unesco della riserva del Delta, vissuto come la panacea del pacchetto turistico da spendere tra i due parchi emiliano e veneto

ex-sivalco-delta
Vasche per l’allevamento delle anguille

Nel frattempo, per migliorare la situazione dell’ex Sivalco, basterebbe un pannello scritto con cui spiegare la storia della struttura, la cui presenza e condizioni d’abbandono contrastano con la bellezza della valle oggi mèta sempre più frequente di villeggianti e visitatori stupiti dal trovarsi improvvisamente di fronte a un “fantasma” di pietra dalle tettoie ondulate. Mica gli si può dar torto, magari qualche spiegazione sì.

ex-sivalco-delta
lavoriero

Con o senza l’ombrello Unesco, una cosa è chiara: è mancata la volontà politica di trovare una soluzione per gli edifici in disarmo dell’impianto. In un passato nemmeno troppo lontano la dirigenza del parco ne aveva chiesto l’affido alla Regione, c’era l’idea di usare la struttura per realizzare progetti legati all’energia alternativa o a un mix di storia e arte, che prima della crisi avrebbero trovato finanziamenti con maggior facilità. Non se ne è fatto nulla e la struttura è diventata il monumento di uno dei tanti sprechi di denaro pubblico, tanto da aver chiuso i battenti nel 1996 con un debito di 17 miliardi di ex lire. Fallimento su tutta la linea.

Sivalco, società che vedeva insieme Regione, Comune, Provincia, Ersa e Sopal, gestiva l’impianto sperimentale divenuto centro ricerche a fine corsa; i dipendenti vennero assorbiti da Arpa di Ferrara e Ravenna e della liquidazione della spa se ne occupò il consorzio Azienda speciali Valli di Comacchio, partecipato da Regione e Comune. Di storie così ce ne sono tante, ma quando si consumano a pochi passi da casa diventano più amare. Soprattutto in tempo di crisi.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Monica Forti

Monica Forti

Ti potrebbe interessare:

  • fiume bambini pesca alberi

    Agosto 1959 – Gli zufoli di Sambuco

  • La lingua corrotta della campagna elettorale

  • I SIMBOLI ELETTORALI SONO 101
    ma milioni di italiani restano senza rappresentanza

  • Per certi versi /
    La pineta di Volano

  • L’Angelo della conoscenza

  • PRESTO DI MATTINA /
    Una casa nella tua casa

  • La Fiamma

  • Le storie siamo noi

  • esperto, sapiente, lettore accanito

    Il Governo dei Migliori e i Migliori tra i docenti.
    La grottesca lotteria inventata dal ministro Bianchi.

  • PENSARE COME UN ALBERO
    Vita (d)alla finestra

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi