1 Novembre 2015

Expo proietta nel futuro la tradizione ferrarese

Redazione

Tempo di lettura: 4 minuti

ferrara-castello-pane

IMG_7592 robot-inservientiC’era anche il supermercato del futuro a Expo, di un futuro però molto simile al presente: non i droni-fattorini che ti portano a casa la spesa ordinata online, ma un ambiente elegante e raffinato dotato di grandi schermi lcd con l’indicazione delle caratteristiche dei prodotti e dei valori nutrizionali di ciascuno; e come massima concessione alla fantasia, giusto per stupire almeno un po’, inservienti robot che servono frutta e piccole confezioni. Qualcosa di già realizzabile oggi e di facilmente prevedibile domani.
E c’erano, ad Expo, i cibi ferraresi, quelli di ieri, di oggi e certamente anche del futuro, gli evergreen, I campioni della tipicità, presentati dagli associati Ascom che hanno fatto vetrina di sé nel gran finale dell’esposizione mondiale. Gastronomia e turismo, questa l’accoppiata vincente suggerita, tradotta in stuzzicanti abbinamenti che gratificano l’appetito del corpo e della mente: aglio di Voghiera a condire la delizia Estense di Belriguardo, piadina morbida al centro storico di Comacchio, il ‘bagigino’ nella suggestiva cornice di Valle Campo, suo habitat naturale; pasticcio di maccheroni e pane fra i monumenti e l’ortogonalità delll’urbanistica Unesco di Ferrara… Poi, tartufo nero e bianco nel bosco di Panfilia a Sant’Agostino o alla Rocca di Stellata di Bondeno.
tartufi-sant-agostinoE dentro questo menu ci stanno le storie di gusto di uomini e donne che con la loro passione marcano la differenza fra l’ordinario e lo straordinario: Alessandro Farinella, che gradisce essere appellato con il soprannome che da sempre lo accompagna, Ciliegia, “perché lo si ricorda meglio”, e da vent’anni e più è diventato pure il nome della sua premiata azienda; Neda Barbieri, ambasciatrice di un aglio le cui declamate virtù stanno in un aroma particolarmente intenso che si sposa a una facile digeribilità. E poi Enrico Nordi, il papà del bagigino, la piccola alice che si può pescare solo nelle valli di Comacchio perché qui non è in grado di svilupparsi oltre le minute dimensioni. I ‘tartufini’ di Sant’Agostino e di Bondeno, Filippo Menghini e Salvatore Salvi, che magnificano l’oro nero e bianco (400 euro letto quest’ultimo) dei loro territori, certi che nulla abbiano da invidiare rispetto ai più celebri fratelli di Alba o Acqualagna, per l’orgoglio di Fabrizio Toselli sindaco di Sant’Agostino e Simone Saletti, vice di Bondeno. E infine i panificatori di Ferrara, maestri dell’arte bianca, le cui origini risalgono al Rinascimento estense.

Le delegazione ferrarese ad Expo
Le delegazione ferrarese ad Expo

La delegazione di Ascom Ferrara, capitanata dal direttore Davide Urban, dal vicepresidente Marco Amelio e dal presidente regionale di Confcommercio Andrea Babbi, con corollario di sindaci e amministratori, ha collocato queste tipiche delizie nella cornice internazionale di Expo, puntando sulla duplice attrattiva turistica esercitata sugli occhi e sul palato. Per tesori tutti da vedere e da assaporare.



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