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Fabbri e la sua giunta: contraddizioni insanabili

Da: Mario Zamorani

In tanti anni di attività politica mai mi sono trovato in tale difficoltà. Da liberale, da radicale, da nonviolento ho sempre sostenuto di non avere nemici in politica, ma solo avversari. Ora sono in difficoltà.
Ferrara con ampia maggioranza ha eletto un sindaco leghista nella persona di Fabbri. E questo grazie a potenti e ripetuti errori del Pd. Fabbri ha subito incontrato esponenti di Arcigay, ha partecipato a iniziative di Arcigay, ha anche abbracciato la mamma di Aldro e incontrato la nipote di Mandela. Sono certo che continuerà lungo questa strada. Strada che indica un sindaco gentile, molto moderno, un sindaco che più popperianamente aperto non si può.
Eppure io penso il contrario di questa narrazione che scorre.
Qual è la cifra di Fabbri? E’ data da due aspetti. Il suo capo e il primo dei suoi nominati.
Il suo capo, o capitano, è Salvini. Uno dei caratteri più drammaticamente evidenti della stagione che stiamo attraversando con il nuovo governo è la svolta che si determina con il precipitare, senza precedenti, della crisi dello Stato di diritto, democratico e liberale, in Italia. Esempio 1: Matteo Salvini, indagato per il caso della nave Diciotti, dichiara: io sono stato eletto dal popolo, i giudici no! Esempio 2: Davide Casaleggio auspica per il futuro l’eliminazione del Parlamento e il superamento della democrazia rappresentativa.
Diciamolo: è in corso un attacco frontale allo Stato di diritto; non sto parlando di destra e di sinistra. Parlo di democrazia.
E il primo dei suoi nominati? E’ Nicola “Naomo “ Lodi, vicesindaco, numero 2 a Ferrara. A suo carico risultano cinque condanne in patteggiamento in sede penale, più una presso il tribunale del lavoro, più un’ammonizione per stalking.
Il signor Lodi, da me denunciato per diffamazione aggravata a mezzo stampa, se agisce come esponente di partito, nulla quaestio; ma se viene nominato dal sindaco Fabbri come numero due della città, allora io affermo che Fabbri con questo atto squalifica l’identità e l’immagine di Ferrara di fronte al mondo. Ci troviamo di fronte a contraddizioni insanabili.
C’è poi l’assessore Balboni, sostenitore del Congresso delle famiglie di Verona con Salvini star culturale dove il fronte “familista” coincide perfettamente in Europa con quello nazionalista e antieuropeo, perché proprio l’Ue, con le sue norme e grazie alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani, è accusata di avere favorito una transizione culturale e di avere tagliato le radici alle culture tradizionali, con o senza il feto di plastica ribattezzato “Michele” come gadget.
Con loro c’è poi l’Università di Ferrara con il suo vertice. A molti il rettore appare più autoritario che autorevole, più opaco che trasparente, più interessato al potere che alla cultura.
Dopo l’estate assumerò iniziative per combattere le contraddizioni insanabili della giunta Fabbri.

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