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Fabbri (LN): “L’assessore Bianchi dica al ministro Martina di fare presto: la raccolta agricola è alle porte ed esiste un vuoto evidente nelle normative”

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Da Ufficio Stampa Lega Nord Emilia-Romagna

FERRARA, 09-05-‘17.
«Il timore di perdere un nuovo referendum, che era stato proposto dal sindacato, contro l’uso dei voucher, ha portato il Governo ad una frettolosa retromarcia su questo strumento. Ma ora che la stagione della raccolta in agricoltura è alle porte, esiste un vuoto normativo che rischia di mettere ulteriormente in crisi il settore.» E’ questo l’allarme lanciato dal capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, tra i firmatari dell’interrogazione urgente – a prima firma Fabio Rainieri – presentata in Assemblea legislativa, all’indirizzo dell’assessore Patrizio Bianchi. Il quale non ha perso tempo a dire che la Giunta si sarebbe «già mossa dal momento stesso dell’abrogazione dei “buoni del lavoro”» per sollecitare un intervento urgente da parte del Governo. «Volete sempre dimostrare di essere i primi della classe – è stato detto dai banchi della Lega Nord all’esecutivo – ma siete al governo sia qui, che a Roma, anche se parlate linguaggi diversi. L’agricoltura (compresa quella ferrarese; ndr) ha già costi rilevanti e indiretti, anche per problemi come la siccità o le calamità portate dal maltempo, non vorremmo che anche la politica facesse la sua parte a complicare la vita degli imprenditori agricoli.» Il tema del voucher resta controverso: nel 2016, secondo stime ufficiali, il loro utilizzo era schizzato a 16,8 milioni, anche se il loro “peso” sull’economia – secondo l’assessore Bianchi – incideva tra lo 0,3% a livello nazionale e lo 0,5% a livello regionale. «Il settore agricolo – sottolinea Fabbri – è un comparto particolare, legato alla stagionalità della raccolta di prodotti come il pomodoro, gli ortaggi, la frutta. Non può attendere le lente risposte della politica. Vi invitiamo – ha concluso all’unisono il gruppo della Lega Nord in aula – a prendere al più presto delle misure, che siano voucher “specifici” per il settore o altro, per garantire la legalità e il rispetto dei lavoratori, evitando che si diffondano anche qui fenomeni come il lavoro nero o il caporalato.»

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