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Fabbri (LN): “Sciopero province, l’emblema del fallimento targato PD”

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Da Lega Nord Emilia Romagna

“Siamo arrivati al punto in cui è un’impresa sfalciare una strada o gestire al minimo una scuola: la protesta è sacrosanta”. Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord in Regione, appoggia la mobilitazione dei dipendenti delle Province, che ha portato allo sciopero odierno. “L’ente di Ferrara non fa eccezione – sottolinea il consigliere – e si trova in una situazione disastrosa. Le responsabilità sono limpide: una riforma approssimativa come quella Delrio, un referendum scellerato come quello di Renzi. Due manovre che dovevano sopprimere le province e che invece le hanno lasciate in una drammatica terra di mezzo: esistenti, ma senza le risorse necessarie per un’operatività accettabile. Vive, ma svuotate: il clamoroso pastrocchio del Pd svetta, si fa per dire, in una giornata come questa in cui i dipendenti fanno sentire la propria voce”.
Scuole e strade, due servizi fondamentali per una società civile, sempre più lasciati al loro destino, spiega Fabbri. “Coi tagli di risorse, a Ferrara mancavano oltre nove milioni di euro per chiudere l’ultimo bilancio e si è dovuto raschiare il fondo del barile, vendendo il palazzo della Prefettura. Ma il Pd, che è anche il partito del presidente della Provincia Tagliani, continua a fare orecchie da mercante e ci troviamo dinanzi al teatrino di enti amministrati dai dem, che protestano contro il governo dem. Ci sarebbe da ridere, non fosse che la situazione è realmente drammatica e dimostra ancora una volta quanto sia vitale la battaglia della Lega per l’autonomia. Con una Regione legittimata ad amministrare le risorse prodotte, queste situazioni di vuoto non si verificherebbero”.

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