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Fabio Bergamini (LEGA E-R): “Risposte che non hanno chiarito lo stato di necessità dell’abbattimento”

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: Fabio Bergamini, Ufficio Stampa Lega E-R

FABIO BERGAMINI (LEGA E-R): «RISPOSTE CHE NON HANNO CHIARITO LO STATO DI NECESSITA’ DELL’ABBATTIMENTO. IL CAVO VA IMPERMEABILIZZATO PER RENDERLO PIENAMENTE EFFICIENTE»

A due mesi dall’interrogazione presentata dal consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, a proposito dell’abbattimento di alberi lungo il corso del Cavo Napoleonico, è arrivata ora la risposta dall’esecutivo di viale Aldo Moro. «Risposte che non hanno fornito chiarimenti sufficienti – secondo Bergamini – per giustificare il taglio degli alberi lungo il Cavo, nel tratto compreso tra Salvatonica e i confini del territorio bondenese con Terre del Reno». Andando per ordine, ci sono vari passaggi nella risposta, che non hanno convinto il Carroccio: «ci viene detto che sono stati tagliati alberi “giovani”, esotici e che si è attesa la nidificazione delle specie presenti. Inoltre, che il taglio non sarebbe avvenuto in una zona protetta, ovvero “non ha interessato l’area compresa in Rete Natura 2000”. A questo punto, è lecito chiedersi perché tutte le tabelle che delimitano “Rete Natura 2000” si trovino sul corso della strada che passa a lato delle sponde arginali, quando invece la zona protetta va dall’alveo alla prima banchina». Qui sorge una seconda questione: la sicurezza idraulica, che si lega alla funzione scolmatrice del Cavo Napoleonico nelle emergenze di piena. Della questione si è occupato il consigliere comunale della lista civica “E Avanti!”, Gino Alberghini: «Esiste uno studio geologico condotto da un team di esperti – dice Alberghini – appartenenti al Servizio Tecnico di Bacino della Regione, ed all’Università di Bologna, che riferisce di problemi di infiltrazioni e di impermeabilizzazione del fondo, che impediscono di utilizzare il Cavo Napoleonico a piena portata, limitandola ad un terzo. Per queste ragioni, il livello del Cavo viene mantenuto entro gli 11,75 metri sul livello del mare, per evitare l’impaludamento a partire dal fianco orientale». Alla luce di questo studio, «emergono nuovi dubbi sulla necessità di abbattere gli alberi che si trovano ad un livello superiore – aggiunge Bergamini – e non soggetti ad una corrente tale da poterli trasportare via». Se il taglio degli alberi rimane, per Bergamini, una scelta discutibile, «sarebbe più opportuno effettuare un dragaggio del fondo e lavori di impermeabilizzazione – concludono Bergamini e Alberghini – per riportare all’origine la volumetria del Cavo. Lavori certamente onerosi, ma necessari per continuare a garantire la sicurezza idraulica dei nostri territori».

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