Tempo di lettura: < 1 minuto

di Maria Luigia Giusto

La foschia non dispiace, cortina che nasconde dagli sguardi; le aiuole, cimiteri di fiori, creano un guscio di familiarità, natura nota e rassicurante, la stessa ad ogni gelo, da millenni. Anche d’inverno il cuore della città pulsa: lo si sente sotto le foglie marce, tappeto di passi fangosi, che nascondono il germe della vita, gli embrioni in potenza di divenire, messi a covare al caldo, pronti a schiudersi ai primi tiepidi aloni, grazie a un’osmosi di vapori vitali. Gli arti secchi degli alberi sulla mura, rincorrendosi tra loro, disegnano contro il cielo intrichi favolosi, ricami naturali. D’estate quegli alberi saranno tripudio di foglie verdi odorose, in cui la linfa vortica, gorgoglia, vorrà uscir fuori dalle strette nervature ed esplodere, bagnando di vita i marciapiedi aridi.

Commenta

Ti potrebbe interessare:
antifa ferrara
Messaggi da ricordare
LETTERA APERTA
NO ALLA COLATA DI CEMENTO ALL’EX MOF
pompieri burana
Cattive abitudini
pico mirandola
Sulla memoria

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi