10 Marzo 2017

Ferrara nata dall’acqua rinnega il fiume, ma la rinascita passa dal Volano e dalla darsena

Simona Gautieri

Tempo di lettura: 6 minuti

Ferrara nasce sull’acqua ma lo ha dimenticato. Ha dimenticato il fiume, rinnegando la sua natura intrinseca. Bisognerebbe invece riscoprire il Po, il Volano, il Primaro e farli tornare ad essere una risorsa” dice Leonardo Delmonte, guardando fuori dalla finestra del suo ufficio in direzione della darsena. È una splendida giornata di sole e il paesaggio d’acqua, inedito per molti ferraresi, è bello nella sua diversità. La banchina è vuota e il sole crea sulla superficie del fiume dei suggestivi giochi di luce. In fondo, i retro delle case sono semi coperti da dei canneti e alcune anatre starnazzanti immergono il collo nell’acqua in cerca di cibo.

Leonardo Delmonte è uno dei fondatori dell’associazione ‘Basso Profilo’, nata nel 2007 all’interno della facoltà di Architettura di Ferrara, con l’obiettivo di individuare il ‘basso profilo’ come motore di un nuovo metodo progettuale che parte, appunto, dal basso. A sua volta ‘Basso Profilo’ è il capofila del consorzio ‘Wunderkammer’ che dal 2012, in seguito alla vincita di un bando indetto dal Comune di Ferrara, ha come sede operativa il Palazzo Savonuzzi: ex magazzini fluviali sulla darsena del Po di Volano, costruiti nel 1940 dall’ing. Savonuzzi e restaurati nel 2004. Un grande spazio polifunzionale che diventa un centro culturale con l’intento di coinvolgere persone di tutte le età in attività che vanno dai campi estivi per bambini e l’insegnamento delle lingue straniere, grazie all’associazione ‘Encanto’, ai corsi e i concerti di musica moderna, organizzati dall’associazione ‘Musicisti di Ferrara’ sempre facente parte del consorzio, o le attività di riscoperta del fiume portate avanti dall’associazione ‘Fiumana’.

Wunderkammer, che in lingua tedesca significa ‘camera delle meraviglie’, in riferimento alla pratica, diffusa da alcuni collezionisti del XVI-XVIII secolo, di raccogliere in stanze apposite degli oggetti fuori dall’ordinario, si prefigge di reinterpretare in chiave moderna questo concetto e concentrare nei propri spazi la produzione artistica giovanile e le attività rivolte alla cittadinanza attiva. “Lo spazio interno, che abbiamo voluto il più possibile aperto e flessibile- spiega Delmonte- lo intendiamo come tutt’uno con l’esterno. Di fatto, vista anche la nostra posizione, abbiamo a che fare con due realtà: la darsena e l’elemento acqua e il quartiere Giardino e il verde urbano. Questi due temi a Ferrara sono meno distanti di quel che possa sembrare: entrambe le aree, infatti, sono unite dalla stessa carenza di vocazione identitaria. Da una parte ci si è dimenticati della matrice naturale, dall’altra si è voltato le spalle al fiume”. Il quartiere Giardino è stato costruito riprendendo il concetto di ‘città-giardino’, ovvero una città ideale capace di inglobare il paesaggio rurale nei siti urbanizzati. Eppure, se ora si parla di Gad a Ferrara, l’impressione è prevalentemente negativa. ”Il quartiere fa parte del centro- dice Delmonte- eppure viene avvertito come periferia. Diciamo che è come una auto profezia che si avvera: ci si sente ai margini e si vive come se lo si fosse. Ci sono realtà intese come problematiche: la stazione, lo stadio e lo stesso ex Mof sono tutti punti di scambio che stressano il quartiere. Il fatto stesso che in questo punto della città si interrompano le mura cittadine è un elemento da non sottovalutare. Vi sorgeva una fortezza pontificia, poi abbattuta, e il vuoto che è rimasto interrompe il cerchio delle mura: uno degli elementi più famigliari ai ferraresi a da qui il senso di estraneità che ne deriva”. Eppure sono proprio questi elementi di differenza che per Leonardo Delmonte sono la vera forza del quartiere.”La differenza è un valore, bisogna spezzare il circolo vizioso e farlo diventare virtuoso. Certo, a Ferrara, tra le linee precise create da Biagio Rossetti, lo spazio libero e l’erba alta spaventano. Altrove uno spazio come quello del tratto di mura del quartiere Giardino sarebbe liberamente usato dai cittadini per prendere il sole o leggere un libro, invece nel quartiere lo spazio pubblico più utilizzato è la piazza dell’Acquedotto, ossia uno spazio molto monumentale ed asfaltato”. Lo stesso discorso, spiega Leonardo Delmonte, vale per la darsena. Quello che fino ad un passato recente era un luogo di scambi, anche commerciali, e di incontro, è oggi per lunghi tratti abbandonato. La maggior parte dei cittadini ferraresi non intendono le vie fluviali come un luogo fruibile per la navigazione o per una semplice passeggiata lungo la banchina. In effetti vi sono alcuni ostacoli: primo fra tutti il fatto che esistono una marea di cancelli e recinzioni che dividono la banchina che costeggia il Volano, in tanti pezzetti isolati tra loro.

Proprio il recupero della darsena è uno degli obiettivi dell’associazione Basso Profilo che, ogni anno, promuove delle iniziative volte a far riscoprire ai cittadini ferraresi questo spazio quasi dimenticato. E’ nato così, nel 2015, il progetto ‘Smart Dock’ che, in sinergia con il progetto ‘Idrovia Ferrarese’, mira ad avviare un processo di coinvolgimento diretto della cittadinanza nella riscoperta del fiume e promuovere una rigenerazione urbana della Darsena S.Paolo. Spiega Delmonte, coordinatore del progetto, che “un bene comune non lo si può disegnare né si può imporre un vincolo di affezione con un area cittadina. Si possono però creare delle abitudini per far vedere con uno sguardo diverso ciò che si ha quotidianamente davanti agli occhi. Bisogna costruire un habitat nuovo con l’intento di abbattere quei muri invisibili che impediscono di vivere gli spazi pubblici come propri, e viceversa”.

Il progetto ‘Smart Dock’, costruito a partire dai concetti di consapevolezza, familiarità e sguardo laterale, si è sviluppato attraverso laboratori didattici con le scuole, una mostra realizzata in collaborazione con il circuito di biblioteche ferraresi e l’Archivio di Stato, tre mesi di musica jazz o elettronica in darsena, con un’ottima affluenza di pubblico, e l’esperimento dell‘Idropolitana’, promossa dall’associazione Fiumana e Asd Canoa, che ha organizzato delle suggestive gite in battello sui canali cittadini e il fiume Po fino alla laguna di Venezia. Come suggerisce Leonardo Delmonte “bisogna riappropriarsi di una visione sui tempi medi. Oggigiorno c’è troppa frenesia e i risultati si vogliono vedere subito. Bisogna calcare anche un po’ la mano, invitando i cittadini a non aver paura del nuovo”.

La rigenerazione urbana precede la riqualificazione. La parola d’ordine è ‘apertura alle novità’: ci vogliono occhi nuovi ed una nuova mentalità per costruire una nuova darsena.

(Foto di Leonardo Delmonte, Tonina Droghetti e Bruno Droghetti)

Evento musicale ‘Un fiume di musica’ foto di Bruno Droghetti
Laboratorio ‘Darsena bene comune’ foto di L.Delmonte
Evento musicale ‘Electro dock’ foto di L.Delmonte
Canoa Club foto di Tonina Droghetti


Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Simona Gautieri

Simona Gautieri

Ti potrebbe interessare:

  • Una brutta campagna elettorale:
    due tristezze e due proposte

  • NON SERVE “IL DOCENTE ESPERTO”.
    Fare scuola è come fare il ragù: competenza e passione

  • lotus

    Parole a capo /
    Giovanni Drogo: Haiku di vita quotidiana

  • Addio Sandy!

  • Diario di un agosto popolare
    8. STELLE CADENTI

  • Il ritorno dell’inflazione e dei tassi d’interesse.
    Il sistema si autoassolve a spese dei cittadini

  • Walden – Andare per boschi

  • Vecchi, ricchi, “condizionati” … e una gran paura della morte:
    cronaca di un dialogo impossibile

  • La tirannia del tempo
    …un racconto

  • SENZA UN’IDEOLOGIA IL PD HA PERSO LA SUA IDENTITÀ.
    Corre verso il Centro e non convince gli italiani.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi