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Da: Conservatorio Ferrara Press
Per il terzo anno consecutivo Spazio Crema apre le porte agli studenti del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, con tre concerti che si svolgeranno in aprile a Palazzo Crema, in via Cairoli 13 a Ferrara. Il ciclo di appuntamenti musicali inizia mercoledì 3, il secondo appuntamento sarà il 10 mentre quello conclusivo si terrà il 17 aprile. I concerti, tutti a ingresso libero, avranno inizio alle ore 17.
L’idea della rassegna nasce da un lato per incentivare in città le esibizioni degli allievi del Conservatorio, ancora in corso o appena diplomati, dall’altro per far scoprire alla cittadinanza il loro talento attraverso i brani di differenti compositori che hanno segnato indelebilmente la storia della musica. Come nello spirito stesso del Conservatorio, la rassegna musicale coinvolgerà anche alcuni docenti, che attraverso la loro professionalità spiegheranno le opere in programma, per farle scoprire ai neofiti e al contempo regalare alcune curiosità ai più esperti.

Mercoledì 3 aprile il primo appuntamento con la rassegna il Conservatorio a Palazzo Crema e con gli studenti della classe di Luca Bellentani. In programma il Quarto Quartetto di Gian Francesco Malipiero con Jacopo Ferri e Gianmarco Pavone, violini, Giuliana La Rosa, viola, e Alessandro Malavasi, violoncello; Luciano Berio da i Duetti per due violini il n. 6 Bruno, n. 13 Jeanne, n. 15 Tatiana con Angelo di Nino e Beatrice Giacca, violini; Sempre di Luciano Berio, da i Duetti per due violini, il n. 8 Peppino, n. 29 Alfred, n. 1 Bela e n. 24 Aldo, con Enrico Giannino e Angelika Strano, violini. A suonare il Quartetto in do minore op. 110 di Dmitri Shostakovich saranno Guglielmo Ghidoli e Carlotta Travaglini, violini, Giuliana La Rosa, viola, e Alessandro Malavasi, violoncello.

Mercoledì 10 aprile arriva il secondo appuntamento della rassegna, e a esibirsi saranno gli studenti della classe di Laura Pontecorvo. In programma musiche di Joseph Kreutzer, con Trio in la maggiore op. 16, con Eloisa Ferrari, flauto, Sandro di Silvestro, clarinetto, e Luca Zavarise, chitarra, e di Wolfgang Amadeus Mozart, Quintetto in la maggiore K. 581 con Ilaria Ferrari, flauto, Gianmarco Pavone e Giulio Signorile, violini, Giuliana La Rosa, viola, e Alessandro Malavasi, violoncello.

Mercoledì 17 aprile, terzo e ultimo appuntamento con il Conservatorio a Palazzo Crema. Si esibiranno gli studenti della classe di Maria Cristina Salierno e della classe di Gianluca Roversi. In programma musiche di Manuel De Falla, Siete canciones populares Espanolas, con Francesca Cucuzza, soprano, e Roberto Guarinieri, chitarra; di Baptiste Singelee, Premier quatuor op. 53, di Michael Nyman, dal Quartetto song for toy, e di Eugene Bozza, Andante et Scherzo, con Andrea Bau, sax soprano, Andrea del Ben, sax contralto, Riccardo Gubert, sax tenore, e Alessandro Salaroli, sax baritono.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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