2 Febbraio 2019

FERRARA VERSO LE ELEZIONI
A cominciar dalla sicurezza

Gaetano Sateriale

Tempo di lettura: 6 minuti

di Gaetano Sateriale

Anche a Ferrara, in vista delle prossime elezioni, emergono a sinistra, tra civiche e Pd diversi nomi, tutti rispettabili. Forse allora è il momento di aprire una discussione sui contenuti programmatici di ciascuno, in modo da valutare le candidature, verificare le possibili convergenze e le alleanze necessarie. Chi vota pentastellato pensa di sapere per cosa vota (giusto o sbagliato, reale o virtuale che sia il messaggio che arriva da Salvini o da Di Maio), chi vota a sinistra non lo sa ancora. E per amministrare una città non basta ostentare la propria opposizione al governo nazionale. E nemmeno, purtroppo, valorizzare quel che di buono si è fatto.

Chi segue la politica nazionale e locale, dice che alle prossime elezioni amministrative si vince o si perde sul tema della sicurezza. Se è vero, è giusto che si parta da qui. Con una precisazione (per altro già fatta): la distinzione tra sicurezza percepita e sicurezza reale è sbagliata. Se i cittadini che vanno a votare si sentono insicuri e tu ti limiti a dire, dati alla mano, che Ferrara è una città con bassa criminalità e che non c’è motivo per sentirsi insicuri, quei cittadini voteranno per la Lega. Quindi bisogna dare delle risposte, giuste, equilibrate, solidali, efficaci…, ma delle risposte che aumentino il senso di sicurezza, specie in una città anziana.

Siccome non tocca a me dare le risposte, comincio con qualche domanda. Intanto, dove sono finiti i “vigili di quartiere” e i “poliziotti di quartiere” di cui si parlava nei primi anni 2000? Ci sono ancora? E se, come sembra, non ci sono più, la loro eliminazione ha influito sulla sicurezza percepita? Io credo di sì…

Seconda domanda: e le circoscrizioni? Il luogo dove un cittadino ogni giorno poteva andare a segnalare qualche problema e qualche emergenza, è stato intelligente sopprimerle? Io credo di no.

Dice: cosa c’entrano i vigili e le circoscrizioni con la sicurezza? Se vigili e dipendenti comunali se ne stanno nei loro uffici, nulla. Se si limitano a controllare il rispetto (pur indispensabile) del codice stradale, nemmeno. Ma sono, dovrebbero essere, le braccia dell’amministrazione nei quartieri e nel territorio. Penso che dovremmo chiedergli di occuparsi anche di sicurezza (non solo stradale), di ascoltare e interrogare i cittadini. Quando, abbiamo messo un presidio di vigili urbani e una sede dell’assessorato alla sicurezza in un locale alla base del grattacielo (nel 2006, mi pare), la situazione è cambiata e la popolazione residente in quella zona ce ne ha dato atto.

So bene che il problema è più complesso e che non bastano i vigili urbani senza un accordo operativo con gli altri corpi di pubblica sicurezza, ma se il Comune si impegna in prima persona è più facile raggiungerlo l’accordo. Voglio essere provocatorio: un gippone dell’esercito davanti alla stazione non è in grado di cambiare la situazione sotto i portici di fronte o nei giardini del grattacielo. Un presidio H24, magari a rotazione, tra vigili urbani, polizia, carabinieri e finanza, insediato in uno dei negozi vuoti tra Piazzale della Stazione e Piazzale Castellina forse sì.

Conosco l’obiezione. Anche se riuscissimo ad allontanare gli spacciatori da lì, andrebbero poi in un altro quartiere a fare le stesse cose. Ma questa è un’obiezione incomprensibile per coloro che abitano nel GAD e hanno visto negli anni peggiorare le loro condizioni di vita e crollare il valore delle loro proprietà immobiliari. Risaniamo quel quartiere ed evitiamo, intervenendo per tempo, il degrado degli altri.

Azzardo un altro esempio di “interventismo”. In giro vediamo spesso i nostri bravi “gilet gialli”: gli ausiliari del traffico. Sono ragazzi che affiancano i vigili urbani, immagino dopo essere stati addestrati, per controllare il rispetto del codice da parte degli automobilisti: per far multa a chi parcheggia fuori dalle regole o senza pagare le tariffe di parcheggio, per intenderci. Perché allora, dopo averli addestrati, non mettiamo per strada anche degli “ausiliari alla sicurezza”? Dei ragazzi, magari non da soli, magari coordinati da un vigile urbano, magari collegati alla centrale di polizia o dei carabinieri, che percorrono in bicicletta o a piedi le strade dei quartieri a controllare che non vi siano rischi per le persone (a partire dagli anziani che vivono soli)? Certo se li facciamo girare tra le 10 del mattino e le 5 del pomeriggio, non conta nulla. Se li facciamo girare di notte, la cosa invece cambia radicalmente. Mi permetto di credere che sarebbe una risposta molto ben accolta dai cittadini. E persino partecipata dal punto di vista economico, se il motivo per cui non si è ancora realizzata è un motivo di scarsità di risorse.

Ultima considerazione. Io non credo che il popolo italiano sia improvvisamente diventato razzista. Ma una volta dicevamo che i problemi nascevano nelle città dove c’era il 10% di immigrati sulla popolazione residente. Ora sembra, senza che nessun governo abbia fatto nulla di significativo, che quel10%, soglia di allarme, sia diventata la media nazionale e quindi non possiamo sorprenderci se c’è un’emergenza nazionale. Ma chiediamoci una cosa: come mai la diffidenza (o il pregiudizio) scatta soprattutto verso gli africani (e non verso i cinesi, gli indiani, i pakistani, gli ucraini, ecc? La mia risposta è netta. Perché gli africani in genere non hanno un lavoro. Se è così, per superare i pregiudizi un lavoro dobbiamo trovarglielo. Penso, in questo caso, prima di tutto al verde pubblico, alla manutenzione urbana, a quelle attività che possono essere promosse da un Comune e dalle sue società di servizio. Insieme un investimento di giustizia e integrazione vera. Non è possibile né umanamente né politicamente che un giovane immigrato africano stia a Ferrara da 20 anni a vendere accendini nei ristoranti (o libri davanti alle librerie)… Oppure, come succede a Roma, che senso (sociale, culturale, politico, civico) ha vedere un ragazzo che spazza un marciapiede, che l’azienda municipale non pulisce, chiedendo 1 euro di elemosina ai passanti? È umiliante per lui e imperdonabile per noi.

Per dirla un po’ più in generale, con l’occhio anche all’attualità nazionale: certo i diritti delle persone, certo la libera circolazione, certo la solidarietà in mare, certo un’accoglienza dignitosa, certo la battaglia contro i muri e chi li sostiene. Ma la differenza sta nel processo di integrazione, non solo nell’accoglienza. Vogliamo che gli immigrati non siano un problema per la nostra sicurezza (reale o percepita che sia?) dobbiamo aiutarli a diventare cittadini pieni. Questo si fa con la scuola e il lavoro. Ma del tema del lavoro parleremo ancora alla prossima puntata…

1.segue – Ferrara verso le elezioni



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Gaetano Sateriale

Gaetano Sateriale

Ti potrebbe interessare:

  • INTERNAZIONALE 2022
    L’età e la vita nel cambiamento

  • Storie in pellicola / Favino fuoriclasse

  • SARURA di Nicola Zambelli

  • MILANO, ROMA, BOLOGNA…”SIAMO TUTTI MASHA”
    Le piazze si riempiono di solidarietà alle donne iraniane

  • Per certi versi / La genziana

  • UNA COLLANA PERFETTA
    ‘Parola di Pilsops’, è uscito il romanzo di Giuseppe Nuccitelli

  • UNA BOTTA DI VITA / Quali diritti?

  • save the park flash mob 1 ottobre 2022

    Un Flash Mob al Parco Urbano affollato e gioioso.
    Un altro messaggio al sindaco di Ferrara

  • INTERNAZIONALE 2022
    Città Visibili e Città Ideali… tutte da costruire

  • Primi scatti da Internazionale Ferrara

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi