9 Marzo 2020

Ferraraitalia, il mio bilancio dolce e amaro

Sergio Gessi

Tempo di lettura: 4 minuti

Più di sei anni sono trascorsi da quando Ferraraitalia fece la sua comparsa online. Anni affollati, belli e complessi, spesso attraversati in salita. Il varo di questa iniziativa editoriale fu, per me, l’occasione per tornare a svolgere “il mio lavoro”, quello di sempre: il giornalista.

Decisi di battezzare Ferraraitalia il giornale, per sottolineare la convinzione che dimensione locale e globale siano inscindibili: ciò che accade in un luogo ha quasi sempre riflessi ampi, come drammaticamente confermano anche le virali cronache di questi giorni. Si potrebbe parafrasare dicendo: è la globalizzazione, bellezza… Una condizione che si avverte ogni giorno nel vivere quotidiano.
Per marcare il carattere e le modalità di racconto che Ferraraitalia avrebbe perseguito scelsi lo slogan “l’informazione verticale”. Segnalavo così la necessità di svolgere un lavoro di approfondimento, di scavo, e il bisogno di andare aldilà della superficiale apparenza delle cose, alla ricerca delle dinamiche e dei caratteri meno evidenti, ma spesso imprescindibili per una corretta comprensione degli accadimenti.

A quel tempo, immaginare un giornale online che coltivasse l’ambizione di fare approfondimento pareva una bestialità: “La gente non legge sul computer, bisogna fornire informazioni snelle, solo i fatti nella loro essenzialità, poche righe. Non si può pretendere che il lettore passi più di una manciata di secondi per leggere una notizia sul pc o sul tablet…”, si sentenziava. Ferraraitalia fu tra i primissimi ad andar controcorrente.
I fatti hanno confermato la necessità di un’informazione ricca e circostanziata anche sul web, confezionata secondo i crismi di ogni seria analisi. Nel tempo, si sono poi moltiplicate le testate che hanno sviluppato, anche in rete, un solido lavoro di approfondimento giornalistico.

In questi anni abbiamo pubblicato oltre quarantamila articoli, dato spazio alle tante espressioni della città e allargato l’orizzonte prospettico al mondo intero, con analisi spesso raffinate, affidate di volta in volta a esperti che hanno saputo fornire chiavi di comprensione e utili spunti di riflessione relativi agli avvenimenti trattati.

Tutto questo, però, ha avuto il limite della discontinuità: il modello di sviluppo del giornale non si è dispiegato tanto quanto l’ambizione del piano editoriale avrebbe richiesto; così le buone intenzioni si sono realizzate a singhiozzo. Siamo comunque orgogliosi del lavoro fatto, il cui merito va condiviso con i tanti validissimi collaboratori che hanno contribuito con il loro impegno a dare sostanza al giornale, arricchendolo di contenuti spesso di ottima qualità.

Nel tempo, però, si sono affievolite le motivazioni del mio impegno e sono venuti progressivamente meno i presupposti per continuare. Così, per me, ora è giunto il momento dei saluti. Sono certo che mi mancherà il giornale, così come mi mancherà il rapporto con i nostri eccellenti collaboratori. Con gratitudine ricorderò tutti coloro che hanno in varia maniera contribuito alla realizzazione dell’impresa.

A voi lettori che in questi anni ci avete seguito con interesse e sostenuto in vari frangenti, che numerosi avete aderito al crowdfunding a favore della nostra impresa, che avete interloquito e partecipato alle nostre tante iniziative pubbliche, rivolgo un abbraccio carico di affetto e gratitudine, a suggello del legame valoriale che ci ha unito in questi anni.

Lascio questo giornale, che non è solo strumento di informazione ma una sorta di comunità interattiva e dialogante, in mani sicure: Ferraraitalia va avanti, affidato alla solida esperienza di Francesco Monini che già da tempo fa parte della nostra squadra. A lui mi legano stima e un’antica amicizia. Quasi quarant’anni fa intrapresi, giovanissimo, una collaborazione con ‘Supplemento di indagine’, la bella rivista di inchiesta che lui dirigeva. Oggi gli passo il timone di Ferraraitalia, certo che saprà valorizzare quanto è stato fatto e arricchire il percorso con la sua sensibilità… Adelante!



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Sergio Gessi

Sergio Gessi (direttore responsabile), tentato dalla carriera in magistratura, ha optato per giornalismo e insegnamento (ora Etica della comunicazione a Unife): spara comunque giudizi, ma non sentenzia… A 7 anni già si industriava con la sua Olivetti, da allora non ha più smesso. Professionista dal ’93, ha scritto e diretto troppo: forse ha stancato, ma non è stanco! Ha fondato Ferraraitalia e Siti, quotidiano online dell’Associazione beni italiani patrimonio mondiale Unesco. Con incipiente senile nostalgia ricorda, fra gli altri, Ferrara & Ferrara, lo Spallino, Cambiare, l’Unità, il manifesto, Avvenimenti, la Nuova Venezia, la Cronaca di Verona, Portici, Econerre, Italia 7, Gambero Rosso, Luci della città e tutti i compagni di strada
Sergio Gessi

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L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

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