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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Ferrovie, l’assessore Donini inizia una serie di ispezioni sui treni dei pendolari: “Voglio verificare di persona le condizioni del servizio e controllare il rispetto degli standard previsti di puntualità e affidabilità”. Oggi il primo viaggio, sulla linea Porrettana: bilancio positivo

Bologna-Porretta andata e ritorno. Con partenza alle 5.52 da Bologna Centrale e arrivo a Porretta alle 7.04, con il treno regionale 11431, e ritorno da Porretta alle 7.18 (a Bologna alle 8.32) con il regionale 11470. Con quella di oggi sulla Porrettana, l’assessore ai Trasporti della Regione Raffaele Donini ha avviato una serie di ispezioni periodiche, che svolgerà di persona, lungo le linee ferroviarie dell’Emilia-Romagna (sia quelle gestite da Fer che da Rfi), nelle fasce orarie più frequentate dai pendolari. Obiettivo, verificare le condizioni del servizio e controllare il rispetto degli standard previsti di puntualità e affidabilità. “Girerò tutto l’anno, accompagnato da due ispettori, sulle linee più affollate e nelle fasce orarie di massima affluenza – ha annunciato stamani Donini, nel corso della conferenza stampa (presenti Renato Golini e Fabio Businaro, rispettivamente presidente e segretario del Crufer) – . Parallelamente, insieme ai comitati locali e al Crufer, affronteremo volta per volta con i nostri interlocutori le segnalazioni relative a problemi e difficoltà, cercando di dare risposte. Per esempio, per assicurare l’accessibilità alle persone disabili, abbiamo intenzione di stanziare un milione di euro per interventi in alcune stazioni. Avviamo quindi un percorso di miglioramento del servizio – ha concluso l’assessore – , in attesa dell’aggiudicazione della gara del ferro”.
Positivo il bilancio del viaggio di stamani, avvenuto anche con il coinvolgimento del Comitato pendolari della Porrettana: non sono stati rilevati problemi particolari, rispettati la puntualità e i parametri di pulizia.

Il sistema ferroviario in cifre
In Emilia-Romagna la rete ferroviaria si estende complessivamente per 1.400 km. (circa 1.050 di competenza statale e più di 350 di competenza regionale). La gestione della rete statale è affidata a Rfi (Rete ferroviaria italiana), quella regionale è in concessione a Fer. Ogni giorno in Emilia-Romagna circolano mediamente 900 treni, tra regionali e regionali veloci; oltre 260 le stazioni. Il contratto di servizio con il Consorzio Trasporti Integrati, vincitore della gara nel 2008 per l’affidamento dei servizi ferroviari di competenza regionale, ha visto nel 2013 un’offerta ferroviaria complessiva di 18.100.000 treni per km. (oltre a circa 1.300 bus per km. di autobus sostitutivi), per un corrispettivo annuo di 114.600.000 euro. I passeggeri che utilizzano i servizi ferroviari di competenza regionale sono circa 42,5 milioni l’anno, al giorno circa 143.000.
La Regione e la qualità del servizio ferroviario
Il contratto sottoscritto con il Consorzio Trasporti Integrati per l’erogazione dei servizi – in vigore dall’1 luglio 2008 – , oltre a specificare il “programma di esercizio” annuale, definisce gli standard qualitativi di puntualità e affidabilità (sia percentuali che relativi a singoli casi di disservizio), di pulizia dei mezzi e delle stazioni, di ottimizzazione delle relazioni con l’utenza. Sono previste riduzioni del corrispettivo contrattuale e l’applicazione di specifiche “penali” per il mancato rispetto degli standard qualitativi e per la minore quantità di servizi erogati. Le penali totali (per ritardi, soppressioni, qualità dei treni e delle stazioni, composizioni dei treni non coerenti con quanto stabilito nel programma di esercizio) chieste al Consorzio, dal secondo semestre 2008 al 2013 (il 2014 non è stato ancora “consuntivato”), è di oltre 14 milioni. L’attività di monitoraggio, rivolta al controllo degli standard contrattuali, è stata trasferita dal primo febbraio 2012 a Fer, in base alla legge regionale 30/98, recentemente modificata e integrata. La stessa legge (all’articolo 18 bis) attribuisce alla Regione funzioni di alta vigilanzafinalizzate all’accertamento della regolarità, della qualità e del buon andamento del servizio di trasporto ferroviario di propria competenza.
Il Crufer
La Regione ha ritenuto e ritiene indispensabile il confronto consultivo degli utenti del servizio ferroviario, in modo da poter valutare qualità ed efficienza dei servizi. In quest’ottica è stato istituito il Comitato consultivo degli utenti ferroviari dell’Emilia-Romagna (Crufer). Il Crufer esprime pareri consultivi su tematiche sottoposte dalla Regione, formula proposte inerenti al servizio, acquisisce informazioni in merito all’adeguatezza delle risposte (nei tempi e nei modi previsti dalla normativa) alle segnalazioni e ai reclami raccolti; effettua studi, analisi, ricerche anche in accordo con la Regione. Fanno parte del Crufer comitati locali di pendolari, organizzazioni e associazioni dei consumatori.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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