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Festival dei giardini segreti: Ferrara svela le sue “fiabe” verdi

Dalla piccolissima ma fiorente corte di via Capo delle Volte ai bellissimi interni di vicolo del Parchetto, si resta affascinati nello scoprire che Ferrara è una città immersa nel verde, gelosamente custodito dietro le imponenti mura delle abitazioni storiche.
Ha preso il via ieri la prima edizione di Interno giardino, due giornate dedicate alla scoperta di trentotto tra corti interni e giardini segreti di Ferrara. Il percorso è libero e si snoda tra le storiche vie della città, tra le quali ci si può muovere a piedi o, scelta preferibile, con la bicicletta, noleggiabile presso il Chiostro di San Paolo, sede operativa dell’evento. I giardini si estendono e si lasciano rimirare dai visitatori, sorpresi e felici di aver colto l”opportunità di trascorrere un piacevole fine settimana settembrino all’aria aperta.

“La sensazione migliore – afferma Licia Vignotto dell’associazione Ilturco, organizzatrice dell’evento – è sentire i ferraresi felici di scoprire luoghi in cui non erano mai stati, o rivedere spazi dimenticati. Per i turisti, invece, non potrebbe esserci weekend migliore, perché Ferrara è bellissima e, in questo modo, accompagnano alla visita tradizionale un percorso diverso, percorrendo vie meno frequentate e scoprendo dei giardini che altrimenti non avrebbero modo di vedere”.

La giornata di sabato sembra aver confermato le idee degli organizzatori, con più di duemila biglietti venduti e un pubblico entusiasta.

La stessa gioia proviene anche dai proprietari di questi rifugi nascosti, che hanno accolto i visitatori durante tutta la giornata, raccontando le loro storie intrecciate a quelle di questi spazi tanto amati. Così, a chi visiterà la casa in via Boccaleone verrà raccontato di quando quello spazio venne acquistato, nel dopoguerra, e delle tragiche condizioni in cui si trovava. La lungimiranza del proprietario, che non volle un’abitazione imponente ma “verde da ogni finestra”, ha trasformato un luogo distrutto dagli scontri in uno splendido giardino diviso a zone, in modo che da ogni punto della casa e da ogni finestra possa entrare sempre la luce naturale e il colore delle foglie.

Nello stesso periodo un rettore dell’università di Ferrara lasciava la città per Roma, vendendo la sua casa con tutte le sue opere, come le statue provenienti dalle ville venete e un probabile obelisco bizantino. A raccontare di questa casa è la sua proprietaria, a cui si illuminano gli occhi quando ripensa alla follia che fu acquistarla e a tutto l’amore che è passato tra quelle mura. Il giardino era il regno dei più piccoli e degli animali, tra cui i pavoni che scorrazzavano liberamente tra alberi e cespugli lussureggianti.

A stupire più di tutti è stato il parco di Villa Zappaterra, che anticamente fu Chiesa e convento di Santa Maria degli Angeli, voluta di Niccolò II nel 1403 e che, ancora oggi, ospita i resti di dieci tombe dei membri della famiglia estense. Danneggiato gravemente dagli anni e dalle guerre, resta ben poco di quello che fu in origine, ma la sua bellezza lascia senza parole.

Tra atmosfere da fiaba, orti biologici e alberi imponenti, la casa del signor Angelo è un vero e proprio museo a cielo aperto. Il cancello di un piccolo cortile, in un vicolo interno di via Piangipane, è spalancato e pronto ad accogliere i curiosi presentando loro quello che vedranno, Cose di Altri Tempi. Anticamente officina di un maniscalco, era un punto di ritrovo per coloro che venivano da fuori città e volevano far riposare i cavalli. Il proprietario racconta a chiunque sia interessato la storia e la funzione di oltre duecento oggetti esposti lungo le mura del giardino.

Riccardo Gemmo, dell’associazione ilturco, si dichiara più che soddisfatto di questa prima giornata:

“Siamo molto felici perché è stato un lavoro lungo, soprattutto perché inizialmente i proprietari di questi giardini erano diffidenti, non erano sicuri sarebbe stata una buona idea. Ma, dopo aver frequentato eventi simili sparsi sul territorio italiano, eravamo convinti che Ferrara fosse la città perfetta e non ci siamo arresi. I visitatori sono stati tanti, abbiamo ristampato mappe e volantini perché era tutto in esaurimento”.

Nella speranza che si riconfermi l’anno prossimo con ancora più giardini, continuiamo a curiosare e a spiare dai portoni lasciati aperti, per goderci i giardini che hanno ispirato scrittori e registi.

Per ulteriori informazioni consultare ilturco: http://www.ilturco.it/

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