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da: ufficio stampa Flixbus

Al via una nuova linea che collega Ferrara a sei città italiane in autobus. Una partenza al giorno tutti i giorni da Ferrara per Trieste, Mestre, Padova, Bologna, Firenze e Napoli. Biglietti a partire da 1 € per tutte le nuove tratte. Prenotabile da subito su www.flixbus.it

Flixbus, la start-up degli autobus verdi che dallo scorso luglio offre viaggi a media e lunga percorrenza in Italia e in Europa, approda per la prima volta a Ferrara. Da oggi sono infatti acquistabili online i biglietti per la nuova linea Trieste-Napoli, che effettuerà viaggi a partire dal 29 ottobre e consentirà a chi viaggia per lavoro o per piacere di spostarsi senza cambi, a costi contenuti e nel rispetto dell’ambiente. Con la nuova tratta, Flixbus non solo inaugura i collegamenti con Ferrara, ma include per la prima volta nella sua rete nazionale anche Napoli, Firenze e Trieste, quest’ultima già collegata con destinazioni internazionali come Lubiana e Vienna.
La linea Trieste-Napoli collegherà i due capoluoghi tutti i giorni con partenze da Trieste alle 18.30 e da Napoli alle 23.30, passando per Mestre, Padova, Ferrara, Bologna e Firenze. Per l’occasione, Flixbus metterà a disposizione dei viaggiatori un contingente limitato di biglietti al prezzo di lancio di 1€. I passeggeri troveranno a bordo degli autobus Flixbus Wi-Fi gratuito, prese di corrente, toilette, e possono portare con sé fino a due bagagli gratuiti, oltre a un bagaglio a mano.
I biglietti si possono acquistare su www.flixbus.it, presso le agenzie di viaggio affiliate e attraverso l’app gratuita di Flixbus. E con un piccolo sovrapprezzo, in fase di acquisto si potranno compensare le emissioni di CO2, rendendo il viaggio completamente green. Nel caso in cui vi siano ancora posti liberi, inoltre, i passeggeri last-minute potranno acquistare i biglietti a prezzo pieno dal conducente al momento della partenza.
Un modello di business innovativo, a vantaggio delle Pmi italiane
L’offerta di Flixbus è caratterizzata da un modello di business unico, basato sulla collaborazione con una rete di aziende partner e una chiara distinzione dei ruoli. Con gli attuali 190 partner basati in Germania, Paesi Bassi, Belgio, Austria, Svizzera e ora anche in Italia, questo modello è ormai consolidato: da un lato la start-up Flixbus, che si occupa della pianificazione delle linee, del marketing, e del servizio pre e post vendita. Dall’altro i partner locali, piccole e medie imprese di autobus italiane, che si occupano dello svolgimento del servizio operativo, rispettando gli standard qualitativi stabiliti da Flixbus e assicurando un servizio eccellente grazie alla loro impareggiabile esperienza. In questo modo Flixbus garantisce che aziende, autisti e manutenzione siano italiani al 100%: un aspetto che si concretizza anche nella creazione di nuovi posti di lavoro presso le aziende partner, oltre all’indotto che si genera intorno a questo contesto. Con un network di linee sempre più esteso, gli italiani potranno viaggiare in tutto il Paese e in Europa a prezzi accessibili, e in totale sicurezza e comfort.
A proposito di Flixbus:
Con Flixbus, operatore di servizi autobus a lunga percorrenza, è possibile viaggiare in tutta Europa in modo sostenibile, confortevole e piacevole: con oltre 20.000 collegamenti giornalieri verso oltre 400 destinazioni in 15 paesi, gli autobus verdi rappresentano un’alternativa moderna e adatta a tutte le tasche. Flixbus offre nuovi standard di comfort in viaggio, con WiFi a bordo, posto garantito e trasporto gratuito di due bagagli. Grazie alla collaborazione con partner locali nella fornitura di autobus – spesso aziende familiari con una lunga tradizione alle spalle – Flixbus provvede alla creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro in Europa. In tal senso, Flixbus contribuisce concretamente a rafforzare l’economia locale, strategia di successo che ora si rivolge al mercato internazionale. L’obiettivo di Flixbus è arrivare a 1000 autobus entro la fine dell’anno, con una rete diffusa in tutta Europa.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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