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Focus Confcommercio sulle economie territoriali

Tempo di lettura: 5 minuti

Da: Ascom

Un’ economia territoriale che consuma ma che ha fame di occupazione e lavoro. Si è svolta oggi in Ascom lLa presentazione dei dati delle economie territoriali (30 luglio) a cura dell’ufficio statistica nazionale di Confcommercio alla presenza del presidente provonciale Giulio Felloni e del direttore generale Davide Urban. Al loro fianco glia assessori comunali Matteo Fornasini ed Angela Travagli.
In particolare come è stato sostenuto da Confcommercio: “La priorità assoluta rimane il disinnesco delle clausole IVA – ha ricordato il presidente provinciale di Ascom Ferrara, Giulio Felloni ripercorrendo il senso delle riflessioni della Confcommercio – Se si vuole ridurre il carico fiscale la prima cosa da fare è non aumentarlo. Lavorando a tutti i livelli – nazionale, regionali e provinciali – per sviluppare investimenti ed innovazione atti a rilanciare il lavoro. E tra questi progetti “La Rigenerazione urbana che contiene in se il concetto dell’innovazione della città, dei suoi spazi, alla sostenibilità ambientale ed all’inclusione. Un’innovazione capace di recuperare e valorizzare il passato e di guardarlo con occhi nuovi attenti alle Persone, progetti in definitiva che diano nuova vita al commercio, al turismo, ai servizi, così come fatto in chiave locale con la bella esperienza di Piazza Repubblica ed altre sulle quali andremo a collaborare”. Il presidente prosegue: ” Elementi a cui fa da contraltare importante una crescita dei consumi per abitante (sempre riferita all’anno passato) dell’1,3% più alta della media regionale e nazionale. Tra i fattori positivi sui quali puntare in tema di consumi proprio il volano dell’indotto universitario in costante crescente: secondo stime del nostro Ateneo uno studente fuori sede giunge a spendere qualcosa come 12mila euro l’anno, una cifra che raddoppia se parliamo di specializzandi, insomma un volano da cui non si può prescindere – e Felloni aggiunge – è il quadro economico territoriale necessita avviare azioni tra Pubblico e Privato condivise e decise per portare Ferrara e la sua provincia più in alto nelle classifiche”. Complesso anche il saldo 2018 (negativo) tra nuove imprese e quelle cessate (-178 nel commercio al dettaglio) e nella ristorazione e nel turismo (-117). Felloni chiude con una proposta: ” Le antiche botteghe sono e devono essere il fiore all’occhiello delle nostre città. Rappresentano le nostre radici. E come tali non vanno estirpate ma tutelate. È necessario sensibilizzare gli organi politici a questo scopo. La difesa e tutela delle antiche botteghe come punta avanzata della difesa e tutela di tutte le nostre “botteghe” piccole o grandi. Propongo che Federazione Moda Italia si faccia parte diligente e proponente per tale tutela, coadiuvata poi da Fipe. Prima che sia troppo tardi e tale patrimonio unico vada disperso”.
Dalla rigenerazione al tema del lavoro e dell’occupazione che assumono una consistente valenza nella nostra provincia: “Dove oltre un quinto degli occupati complessivi – spiega il direttore Urban – è nel settore del commercio e del turismo. Da affrontare a cura delle amministrazioni locali il tema della disoccupazione ancora al 9,1% nel 2018 (contro una media regionale del 5.9% ed appena sotto a quella nazionale del 10%). Senza contare l’assenza di lavoro per i più giovani (nella fascia dai 15 ai 24 anni) dove i numeri parlano da soli purtroppo: 36,5% come tasso di disoccupazione provinciale che supera sia la media regionale che nazionale. Ascom è impegnata sul fronte della formazione attraverso gli enti bilaterali (Eburt ed Ebiter) così come sul fronte del benessere aziendale con opportuni strumenti di supporto e sostegno al reddito ai dipendenti ed alle loro famiglie”.
Temi che hanno trovato attenzione e commento nelle parole degli assessori Fornasini e Travagli il primo con delega al Commercio e Turismo, la seconda alle Attività Produttive presenti all’incontro con la stampa che come come comune di riferimento del territorio puntano su almeno tre questioni: ” In primis l’intensità di lavoro è fortemente diminuita, e questo ha creato un incremento del part.time involontario specie nel settore femminile; in secondo luogo una disparità nell’offerta formativa che deve essere potenziata ed adeguata ai tempi specie nel segmento giovanile; in terzo luogo la necessità di potenziare l’offerta professionale: ” Come di Comune capoluogo dunque considerano i due assessori: ” Agiremo quindi in particolare sull’incremento dei servizi e del welfare fondamentale per le famiglie; sulla formazione dei giovani anche in funzione di professionalità e mestieri di cui c’è richiesta creando anche uno sportello lavoro utile a favorire il confronto tra domanda e offerta di lavoro ed infine – concludono Fornasini e Travagli – necessario creare un ambiente favorevole affinché si possa imprendere ,creare sviluppo economico capace di attirare nuovi investitori e nuove start up sul nostro meritevole territorio”.
Insomma un patto per lo sviluppo (concreto) tra Pubblico e Privato che veda coinvolto in modo integrato capoluogo e provincia.

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