FANTASMI
Il fantasma della vendetta

  Roma, Primavera 2005 – Ragazzo, stiamo chiudendo. Non ce l’hai una casa? – disse bonariamente il bibliotecario, sorridendo. – Veramente ce l’ho, ma purtroppo non c’è gente simpatica come te! – ribattei, contraccambiando il sorriso. In effetti sono solito trattenermi fino all’orario di chiusura, se non oltre, quando faccio le mie ricerche serali dopo l’università. Ormai mi conoscono, e...
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Racconto:
La camera dalle tende socchiuse

  – Ecco mamma, ancora pochi metri e siamo arrivati…sei stanca? – Beh sì, un po’…ma non importa…adesso siamo qui…finalmente! La macchina si fermò vicino all’ingresso principale di un albergo proprio di fronte al mare. Addossate alle pareti si potevano notare i tubi dei ponteggi, anzi nella parete più distante era già stato eretto un primo parapetto che era arrivato...
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FANTASMI
Chi guarda Chi

  Hanno chiuso i Musei di nuovo. E io soffro. Soffro molto. Ma poi la mia mente, incapace di sostenere tutto questo, comincia a tracciare dei percorsi e a pescare quadri rimasti imbrigliati nella rete succosa di sinapsi che hanno ancora da dirmi qualcosa. E allora cammino su e giù per la cucina, l’ingresso il salotto e poi l’ingresso e...
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Racconto:
La partita

  “Francesca è bellissima. Io ne sono innamorato dal primo giorno della prima media. Adesso faccio la seconda, sezione E, e penso proprio di amarla. Lei ancora non lo sa, ma un giorno ci sposeremo “. Giulio appoggiò la penna per terra, chiuse il suo diario e si consegnò sfinito ai suoi sogni Giulio era un ragazzino che un tempo...
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RACCONTO
Gli occhi dei sapienti

  La nebbia ristagnava nelle strade e nei vicoli deserti. Tra le costruzioni di pietra dai tetti di tegole rosse si aggirava una giovane donna: camminava con gli occhi alzati al cielo, come se conoscesse a memoria il suo cammino, e con le mani teneva i seni sollevati verso l’alto. Dentro la veste trasparente i suoi fianchi eseguivano movenze lente...
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LA SARTINA
Una favola del dopoguerra (prima parte)

  Aveva appena parlato con suo padre. A scuola non ci voleva più andare. Si vergognava. Rispetto alle altre bambine lei era troppo grande. Più alta, già con le forme di una giovane donna, si distingueva immediatamente in mezzo alle altre. Aveva provato a mettersi nell’ultimo banco, ma poi …niente… insomma si sentiva fuori posto. La guerra era terminata da...
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RACCONTO
La favola del grande scrittore

  Ambra Simeone c’era una volta un grande scrittore, che era talmente grande che ogni volta che lo chiamavano per andare a parlare in un posto, dove volevano che leggesse i suoi libri, in quel posto lì, poi, tutti quanti parlavano di lui e del giorno che avrebbero letto i suoi libri. questo grande scrittore, come era noto da sempre, fin da quando aveva...
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Il natale del professor Uberzeit
(QUARTA PARTE)

Dopo avere lasciato l’appartamento del professor Uberzeit Ivan e Louise si scambiarono un sorriso d’intesa. Louise sospirò: “Che uomo impossibile! Davvero non se ne poteva più!” “Indubbiamente molto lamentoso – convenne Ivan – Il mal di testa, il mal di pancia, non mi lasciate solo, peggio di un bimbetto viziato, altroché superuomo. E quel tono solenne, quell’aria di importanza con...
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Il natale del professor Uberzeit
(TERZA PARTE)

Uscì dall’appartamento di Rue Lamartìne n.334 accigliato più che mai. Non solo la sua prediletta Louise, la sedicenne dagli occhi verdi e le sopracciglia folte, con la sua voce rauca da donna vissuta e i seni ancora acerbi, era stata trasferita in chissà quale orribile bordello di Marsiglia. Nessuna delle donne aveva voluto rivelargli notizie utili a rintracciarla – ovvie...
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Il natale del professor Uberzeit
(SECONDA PARTE)

Il treno raggiunse la stazione di Nizza la mattina dopo alle nove. Un viaggio lungo la costa della Liguria, estenuante, incattivito da frequenti interruzioni dovute alla neve e al ghiaccio che per lunghi tratti ostacolavano il passaggio dei treni. E poi la Riviera. Per qualche strana ragione Uberzeit  era riuscito a dormire per alcune ore, nonostante i compagni di viaggio...
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Il natale del professor Uberzeit
(PRIMA PARTE)

Lo strano natale del satanico professor Uberzeit ci porta in giro per l’Europa e per la grande letteratura. Il racconto fantastico, ancora inedito, di Sergio Kraisky comincia oggi e prosegue nei prossimi giorni. Buona lettura. (La redazione) La neve cadeva lenta sulla città di Torino, cadeva da due giorni e due notti. Una neve cattiva, acerba, dicembrina. Solo quando la...
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La grattugia gialla

— Non c’è, — disse Marco accucciato davanti all’armadietto aperto, ispezionando l’interno con lo sguardo. — Guarda meglio. Vedrai che c’è, — lo esortò Alessandra, ritta dietro di lui, con le mani sui fianchi. — Non c’è, non c’è… — ribadiva Marco, spostando appena e in punta di dita le prime cose sul davanti. — Cerca bene, sono sicura che...
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Il telepate

Nell’enorme sala, la luce filtrava debolissima dagli schermi posti intorno alle plafoniere sul soffitto. L’uomo era seduto a terra, accanto a una parete. La postura del corpo e l’aspetto del viso tradivano lo sforzo che andava compiendo per concentrarsi. L’aria nella sala cominciò a fremere, impercettibilmente, e una vibrazione attraversò le spesse pareti di cemento. Trascorsero alcuni minuti di silenzio...
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