RACCONTO
La favola del grande scrittore

  Ambra Simeone c’era una volta un grande scrittore, che era talmente grande che ogni volta che lo chiamavano per andare a parlare in un posto, dove volevano che leggesse i suoi libri, in quel posto lì, poi, tutti quanti parlavano di lui e del giorno che avrebbero letto i suoi libri. questo grande scrittore, come era noto da sempre, fin da quando aveva...
Leggi tutto

Il natale del professor Uberzeit
(QUARTA PARTE)

Dopo avere lasciato l’appartamento del professor Uberzeit Ivan e Louise si scambiarono un sorriso d’intesa. Louise sospirò: “Che uomo impossibile! Davvero non se ne poteva più!” “Indubbiamente molto lamentoso – convenne Ivan – Il mal di testa, il mal di pancia, non mi lasciate solo, peggio di un bimbetto viziato, altroché superuomo. E quel tono solenne, quell’aria di importanza con...
Leggi tutto

Il natale del professor Uberzeit
(TERZA PARTE)

Uscì dall’appartamento di Rue Lamartìne n.334 accigliato più che mai. Non solo la sua prediletta Louise, la sedicenne dagli occhi verdi e le sopracciglia folte, con la sua voce rauca da donna vissuta e i seni ancora acerbi, era stata trasferita in chissà quale orribile bordello di Marsiglia. Nessuna delle donne aveva voluto rivelargli notizie utili a rintracciarla – ovvie...
Leggi tutto

Il natale del professor Uberzeit
(SECONDA PARTE)

Il treno raggiunse la stazione di Nizza la mattina dopo alle nove. Un viaggio lungo la costa della Liguria, estenuante, incattivito da frequenti interruzioni dovute alla neve e al ghiaccio che per lunghi tratti ostacolavano il passaggio dei treni. E poi la Riviera. Per qualche strana ragione Uberzeit  era riuscito a dormire per alcune ore, nonostante i compagni di viaggio...
Leggi tutto

Il natale del professor Uberzeit
(PRIMA PARTE)

Lo strano natale del satanico professor Uberzeit ci porta in giro per l’Europa e per la grande letteratura. Il racconto fantastico, ancora inedito, di Sergio Kraisky comincia oggi e prosegue nei prossimi giorni. Buona lettura. (La redazione) La neve cadeva lenta sulla città di Torino, cadeva da due giorni e due notti. Una neve cattiva, acerba, dicembrina. Solo quando la...
Leggi tutto

La grattugia gialla

— Non c’è, — disse Marco accucciato davanti all’armadietto aperto, ispezionando l’interno con lo sguardo. — Guarda meglio. Vedrai che c’è, — lo esortò Alessandra, ritta dietro di lui, con le mani sui fianchi. — Non c’è, non c’è… — ribadiva Marco, spostando appena e in punta di dita le prime cose sul davanti. — Cerca bene, sono sicura che...
Leggi tutto

Il telepate

Nell’enorme sala, la luce filtrava debolissima dagli schermi posti intorno alle plafoniere sul soffitto. L’uomo era seduto a terra, accanto a una parete. La postura del corpo e l’aspetto del viso tradivano lo sforzo che andava compiendo per concentrarsi. L’aria nella sala cominciò a fremere, impercettibilmente, e una vibrazione attraversò le spesse pareti di cemento. Trascorsero alcuni minuti di silenzio...
Leggi tutto

Breve e triste storia di un calciatore

La mia carriera calcistica, è presto detto, fu sicuramente tutt’altro che epica e avvincente, dai piccoli azzurri, agli under 18, ogni anno un campionato diverso, Etrusca, Porta Mare e Ugo Costa. Poi in quinta superiore smisi di giocare. Troppo presto, avrei potuto divertirmi ancora. Ma la testa a quell’età non era il mio forte, neppure dopo a dire la verità....
Leggi tutto

Il polacco

racconto di Stefania Bergamini Jacek è un polacco di Varsavia che dorme spesso sui gradini bianchi in S. Petronio a Bologna, oppure se fortunato, ha una camera nel dormitorio in S.Donato, che divide con Julian, alcolizzato. Jacek ogni tipo di lavoro, se hai una faccenda pignola chiama Jacek lui è in grado di mettere a posto qualsiasi cosa, conosce il...
Leggi tutto

E mi rilasso

Seduta in spiaggia, ore undici e trenta, sto guardando il mare. E mi rilasso. Davanti a me passa un ragazzo di colore sciancato, un ondeggiamento costante e immagino dolente. Lo ricordo, è lo stesso ambulante dello scorso anno. Raggiunge i suoi amici riuniti sotto l’ombrellone. Presso la riva è esposta la loro mercanzia, che ben pochi considerano. Una signora indugia...
Leggi tutto

Senza anima viva

Racconto di Maurizio Olivari Per decidere se acquistare , un libro leggo le prime frasi e cerco di capire come l’autore si propone. Prolisso? Frasi brevi? Scrive in prima o in terza persona? Poi passo alla presentazione in seconda di copertina e se mi suscita interesse compro. Quindi cosa penserà quando si accorgerà che questo racconto, è ambientato in un...
Leggi tutto

Biasanott

racconto di Stefania Bergamini Sergio è un biasanott. E mio amico. Entra elegante come un principe, lo trovi sempre al suo tavolo, quello sotto la tenda verde, vicino all’uscita. Sta lì con aria trasognata e un bicchiere di vino rosso. Quando ho un po’ di pausa mi siedo vicino a lui, non parliamo tanto, mi chiede del lavoro, se sono...
Leggi tutto

Occhi

Quella mattina, mentre faceva colazione, Miriam guardava rapita un telefilm. Uno di quelli americani, una serie dipanatasi nel tempo contando chissà quante puntate. Un telefilm “leggero”, ma con interpreti di valore, come fanno negli Stati Uniti dove, anche nelle pellicole più commerciali, sono impegnati attori di grande carisma ed esperienza. Di tutto l’intrigo della sceneggiatura, l’aveva colpita una sequenza. L’anziano...
Leggi tutto

Atala

Racconto di Maurizio Olivari Anche le biciclette hanno un’anima. Quindi anch’io. Mi chiamo Atala, ho sessant’anni portati benissimo e sono stata il regalo per l’esame di Maturità , al mio padrone Matteo. Sono ancora in forma perché lui mi ha sempre trattata benissimo, sempre pulita, ogni tanto una lubrificatina alle giunture, una gonfiatina alle gambe, pardon, alle ruote e quando...
Leggi tutto

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi