L’Album di fotografie

  -Apri la porta al nonno; dai sbrigati è già qui ,ed è un po’ di tempo che sta aspettando!- disse mia mamma. Corsi velocemente al portone e, appena aperto, buttai le braccia al collo del mio nonno. -Piano ,piano, attento sono ormai un vecchietto, così mi butti per terra…dai fammi entrare che qui fa freddo!- disse sorridendo . E...
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Racconto:
Le cheppie del Canal Bianco

  Molto difficile spiegare a chi non ha mai provato e a chi non vedeva la pesca come fine, scopo, riempimento, completamento ed essenza della vita. Per noi, intendo io e Manzo questo era la pesca. Poi aprile, la bella stagione, non che noi si smettesse di pescare nei mesi freddi, anzi. Ogni mese aveva il suo pesce, la sua...
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DIARIO D’ESAME

Oggi inizia quella che chiamiamo “la maturità” o, più correttamente, l’Esame di Stato che conclude il ciclo di studio delle scuole superiori. Anche come docente sono sempre un po’ emozionato quando arriva questo momento. Ricordo la mia di “maturità”. Si finiva tardi allora, anche agli ultimi di luglio. Caldo assurdo. Mai studiato tanto in vita mia! Per stare più tranquillo...
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UN ALTRO INCONTRO
(un racconto)

  Quasi tutti i posti a sedere della sala grande della libreria Nannini a Milano erano oramai occupati. Mancava infatti molto poco alla presentazione dell’ultimo romanzo di Edoardo Casati , autore molto amato in città, affermatosi per quel suo raccontar storie ricche di emozioni intense, mai banali. La conclusione dell’intervento di Edoardo fu accolto da un applauso caloroso da parte...
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Racconto:
La Gara

La Gara Avrà otto, dieci anni. Magrissima quasi spigolosa spinge sui quei piedini come una forsennata. Gli occhietti sono vispi e furbetti, i capelli dritti si muovono a destra e sinistra accompagnando il movimento della corsa. La gara è impari. Suo fratello avrà due o tre anni in più. Si assomigliano molto. Lui le ha dato qualche metro di vantaggio,...
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Il topo spaziale
(racconto di un prossimo virus)

  Ho un inquilino nella mia cabina. È già da un po’ che lo seguo nei suoi spostamenti. Beh non è proprio come uno se lo aspetterebbe. Prima di riuscire a chiudere occhio, lo sento mentre graffia con le zampe le pareti di lega. Cazzo, mi fa imbestialire quel rumorino notturno, specie quando sai che la notte qui non esiste...
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FANTASMI
Il fantasma della vendetta

  Roma, Primavera 2005 – Ragazzo, stiamo chiudendo. Non ce l’hai una casa? – disse bonariamente il bibliotecario, sorridendo. – Veramente ce l’ho, ma purtroppo non c’è gente simpatica come te! – ribattei, contraccambiando il sorriso. In effetti sono solito trattenermi fino all’orario di chiusura, se non oltre, quando faccio le mie ricerche serali dopo l’università. Ormai mi conoscono, e...
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Racconto:
La camera dalle tende socchiuse

  – Ecco mamma, ancora pochi metri e siamo arrivati…sei stanca? – Beh sì, un po’…ma non importa…adesso siamo qui…finalmente! La macchina si fermò vicino all’ingresso principale di un albergo proprio di fronte al mare. Addossate alle pareti si potevano notare i tubi dei ponteggi, anzi nella parete più distante era già stato eretto un primo parapetto che era arrivato...
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FANTASMI
Chi guarda Chi

  Hanno chiuso i Musei di nuovo. E io soffro. Soffro molto. Ma poi la mia mente, incapace di sostenere tutto questo, comincia a tracciare dei percorsi e a pescare quadri rimasti imbrigliati nella rete succosa di sinapsi che hanno ancora da dirmi qualcosa. E allora cammino su e giù per la cucina, l’ingresso il salotto e poi l’ingresso e...
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Racconto:
La partita

  “Francesca è bellissima. Io ne sono innamorato dal primo giorno della prima media. Adesso faccio la seconda, sezione E, e penso proprio di amarla. Lei ancora non lo sa, ma un giorno ci sposeremo “. Giulio appoggiò la penna per terra, chiuse il suo diario e si consegnò sfinito ai suoi sogni Giulio era un ragazzino che un tempo...
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RACCONTO
Gli occhi dei sapienti

  La nebbia ristagnava nelle strade e nei vicoli deserti. Tra le costruzioni di pietra dai tetti di tegole rosse si aggirava una giovane donna: camminava con gli occhi alzati al cielo, come se conoscesse a memoria il suo cammino, e con le mani teneva i seni sollevati verso l’alto. Dentro la veste trasparente i suoi fianchi eseguivano movenze lente...
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LA SARTINA
Una favola del dopoguerra (prima parte)

  Aveva appena parlato con suo padre. A scuola non ci voleva più andare. Si vergognava. Rispetto alle altre bambine lei era troppo grande. Più alta, già con le forme di una giovane donna, si distingueva immediatamente in mezzo alle altre. Aveva provato a mettersi nell’ultimo banco, ma poi …niente… insomma si sentiva fuori posto. La guerra era terminata da...
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RACCONTO
La favola del grande scrittore

  Ambra Simeone c’era una volta un grande scrittore, che era talmente grande che ogni volta che lo chiamavano per andare a parlare in un posto, dove volevano che leggesse i suoi libri, in quel posto lì, poi, tutti quanti parlavano di lui e del giorno che avrebbero letto i suoi libri. questo grande scrittore, come era noto da sempre, fin da quando aveva...
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Il natale del professor Uberzeit
(QUARTA PARTE)

Dopo avere lasciato l’appartamento del professor Uberzeit Ivan e Louise si scambiarono un sorriso d’intesa. Louise sospirò: “Che uomo impossibile! Davvero non se ne poteva più!” “Indubbiamente molto lamentoso – convenne Ivan – Il mal di testa, il mal di pancia, non mi lasciate solo, peggio di un bimbetto viziato, altroché superuomo. E quel tono solenne, quell’aria di importanza con...
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